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. Un mese di incontri, mostre e workshop per raccontare il legame tra turismo e sviluppo. A Martina Franca arriva Itria Living Experience – Where Tourism Meets Business, progetto che mette al centro la Valle d’Itria come territorio di opportunità e crescita. Cuore dell’iniziativa il Palazzo Ducale, che dal 9 aprile al 10 maggio ospiterà eventi, esposizioni e momenti di networking. Il programma nel dettaglio: 9 aprileApertura dell’evento con inaugurazione (16:00–18:00) al Salotto Cinese del Palazzo Ducale.In serata (19:30), inaugurazione su invito della mostra “Movimenti d’Arte”. Dal 10 aprileExpo dei partner (10:00–19:00) con presentazione di servizi e progetti.Alle 16:00 primo workshop dedicato al rapporto tra turismo e investimenti. 11 aprileEstensione dell’esposizione ai corridoi della Sala D’Avalos. 12 aprileChiusura della mostra “Movimenti d’Arte” con networking finale (17:00–19:00).Nella stessa giornata, in Biblioteca Comunale, milonga di tango argentino. Dal 13 aprile al 10 maggioAllestimento permanente nella Sala Multimediale del Palazzo Ducale, aperto al pubblico. 17–19 aprileOpen house con visite a immobili sul territorio e occasioni di networking. Workshop tematici (più date)Incontri sulla finanza agevolata con focus su strumenti regionali, nazionali ed europei per gli investimenti. 22 aprileApprofondimento sul “brand Valle d’Itria” con partner e realtà del territorio. 24 aprileIncontro su turismo e cultura (18:00–20:00).A seguire, dalle 21:00, musica dal vivo al Frantoio Rosso Ipogeo. 6–10 maggioExpo finale con talk e workshop nella Sala Multimediale. 10 maggioChiusura ufficiale in Villa Garibaldi con i Mercati della Terra di Slow Food e concerto jazz di Camillo Pace. Tra i momenti più significativi anche la mostra “Movimenti d’Arte”, con opere di artisti contemporanei come Ugo Nespolo, Angelo Accardi e Marco Lodola, in dialogo con giovani talenti emergenti. Un progetto che punta a creare connessioni e nuove prospettive per il territorio, come sottolinea l’ideatore Michele Capsalachi: non solo evento, ma una vera piattaforma di sviluppo per la Valle d’Itria. Per info e programma completo: itrialivingexperience.com.

L’ultimo rapporto Istat condanna la Puglia, negli ultimi 26 anni persi più di 168mila residenti. Gli ultimi dati Istat sulla popolazione non fanno sorridere la Puglia. Al primo gennaio 2026 la regione perde oltre 168mila residenti rispetto al 2000. Le fasce di popolazione colpite dal calo demografico sono quelle più giovani ed istruite, destinate ad altre regioni italiane oppure all’estero. I laureati pugliesi che vanno all’estero nel 2024 (ultimo campione disponibile) sono178 nella fascia 0-24 anni, 1.355 tra 25-34 anni, 2.118 tra 35-64 anni e 33 tra gli over 65. Nello stesso anno, i laureati che si sono trasferiti in altre regioni italiane sono 489 (0-24 anni), 4.928 (25-34 anni), 688 (35-64 anni) e 248 (over 65). A tal proposito, Cisl Puglia evidenzia la necessità di “costruire un’alleanza generazionale, un patto fondato sulla corresponsabilità e sulla partecipazione, che affronti i problemi del lavoro dignitoso e stabile, dello sviluppo delle competenze, della valorizzazione dei talenti e dell’inclusione sociale”. Il dato sulla fuga di cervelli, commenta il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, “impoverisce il capitale umano e il mercato del lavoro, compromettendo il futuro del sistema produttivo e la sostenibilità del welfare”. Per quanto riguarda il tasso di fecondità, nel 2025 in Puglia si scende a 1,11 figli per donna (1,16 nel 2024), al di sotto della media italiana pari a 1,14. Sale, invece, l’età media delle madri al parto, che raggiunge i 32,59 anni (32,53 nel 2024), in linea con la media nazionale di 32,7 anni. Cresce, invece, lapopolazione straniera residente: al primo gennaio 2026 raggiunge le 165.797 unità (erano 155.066 nel 2025).

Rispetto al 2024 ci sono 13 imprese attive in meno. Nel 2025 in Puglia l’export del settore calzaturiero ha evidenziato una contrazione in valore del 7% sul 2024 (a livello nazionale la flessione delle esportazioni è stata del 1,1%). Le prime cinque destinazioni dell’export pugliese sono Francia (+5,6%), Germania (-10,8%), Spagna (-1,7%), Albania (+1,5%) e Polonia (-12,1%). Il numero di imprese attive (calzaturifici e produttori di parti per calzature) ha subìto, tra industria e artigianato, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, un calo di 13 imprese rispetto al 2024, accompagnato da un saldo negativo di 359 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da Inps per le imprese pugliesi della filiera pelle nel 2025, si è registrata una flessione del -37,2% rispetto al 2024: sono state autorizzate circa 2,2 milioni di ore, un numero comunque ancora elevato, decisamente al di sopra (+316,3%) dei livelli 2019 pre-Covid. 

Situazione critica a Monopoli. A Bari si segnalano alberi caduti . Piogge, temporali, raffiche di vento e grandinate: il primo aprile in Puglia è segnato dall’allerta arancione, diramata già ieri dalla Protezione civile. Attenzione elevata soprattutto per rischio idraulico dato il possibile innalzamento del livello dei corsi di acqua. Della primavera ancora non c’è traccia. A causa dell’allerta arancione oggi scuole chiuse in diversi comuni tra cui Taranto, Brindisi, Trani, Molfetta, San Severo, Bisceglie, Barletta e Altamura. Chiusi anche parchi e ville comunali e cimiteri, compresa la città di Bari, dove invece le scuole oggi resteranno aperte. Il sindaco Leccese ha però firmato un ordinanza per prorogare l’accensione dei termosifoni fino al 7 aprile. Provvedimento analogo anche a Lecce. Disagi sono stati registrati in tutta la regione. Da questa notte i vigili del fuoco sono impegnati in contrada Santo Stefano di Monopoli, dove a causa delle abbondanti piogge si sono registrati allagamenti in diverse ville. Gli interventi sono ancora in corso, questa mattina (1 aprile) è stata inviata anche un’idrovora. A Bari città è stata segnalata la caduta di alcuni alberi che hanno danneggiato autovetture in sosta ma fortunatamente non si sono registrati feriti. Si registra un albero caduto su un auto in viale Kennedy a Bari. L’isolato è stato chiuso al traffico dalla Polizia Locale, i vigili del fuoco sono al lavoro per tagliare e rimuovere l’albero. Rimaniamo a Bari dove un tratto di strada del lungomare, a ridosso del varco della Vittoria in zona Fiera, risulta completamente allagato. È critica la situazione a Monopoli dove risulta allagata la strada interna in località Santo Stefano che dal centro porta a Capitolo, dove un uomo è rimasto bloccato nell’abitacolo della sua auto: i vigli del fuoco lo hanno tirato fuori e messo in sicurezza. Sempre a Monopoli due ascensori sono rimasti bloccati dall’acqua al piano interrato dove si trovano i garage condominiali.

Il futuro delle infrastrutture digitali e lo sviluppo dei data center passa dalla Puglia. E’ emerso durante il “Mediterranean Data Center Forum”, questa mattina a Bari.. Il mercato globale dei data center è in grande espansione. Gli ultimi dati disponibili parlano di un valore di quasi 350 miliardi di dollari nel mondo. In Italia, con l’area milanese prossima alla saturazione, la Puglia si candida a diventare il nuovo hub del Mediterraneo, tra progetti attuali e futuri: ammontano infatti a circa 100 miliardi di euro gli investimenti in infrastrutture per data center annunciati o già in corso di sviluppo in Puglia. Se n’è parlato a Bari, in Fiera, nel ’Mediterranean Data Center Forum’. La Puglia può vantare una serie di caratteristiche favorevoli: elevata produzione di energia rinnovabile, presenza dei principali cavidotti sottomarini del Mediterraneo, basso rischio sismico, poli di ricerca e competenze tecniche avanzate oltre che una grande disponibilità di aree idonee. Interviste a Luca Baldin, amministratore delegato Pentastudio, e Michele Ruta, professore Politecnico di Bari e presidente di MedisDIH

La Puglia è sul podio nazionale per le nuove occupazioni sul suolo, ben 818 ettari persi nel 2024. Il documento presentato oggi da fondazione Inarcassa a Taranto parla chiaro: l’obbiettivo è trasformare la rigenerazione urbana nella principale leva di sviluppo economico. La Puglia è sul podio nazionale per le nuove occupazioni sul suolo, ben 818 ettari persi nel 2024. Il Manifesto propone sei pilastri per valorizzare il territorio e risolvere le varie problematiche burocratiche. Uno dei problemi riguarda la frammentazione, in quanto le varie leggi regionali creano confusione. Il Manifesto a tal proposito propone una legge Quadro Nazionale per standardizzare le procedure e una cabina di regia unica presso la Presidenza del Consiglio. Sono stati presentati punti sul futuro importanti: qualità progettuale come criterio guida, digitalizzazione, semplificazione procedure e incentivi mirati per tutelare imprenditori. “L’Italia parla di rigenerazione da un decennio, ma resta bloccata da una paralisi operativa” queste le dichiarazioni del presidente di Inarcassa Andrea De Maio, che individua la burocrazia come antagonista del progresso.

In Puglia l’80% delle risorse andrà agli incentivi alle imprese. Una delle più grandi manovre di revisione della politica di coesione mai realizzate a Bruxelles. La rimodulazione di risorse già assegnate a Stati e Regioni, non spese, o spostate da capitoli meno strategici, che ora vengono ricollocati su altre priorità. Sono cinque gli assi su cui sono stati rimodulati gli aiuti comunitari: incentivi alle imprese, casa, acqua, energia e difesa. Per l’Italia la rimodulazione del settennio 2021-2027 vale circa 7 miliardi di euro, dei quali ben 679 milioni destinati alla Puglia e 102 alla Basilicata. Per la Puglia un tesoretto sostanzioso, manna dal cielo, sbloccata grazie anche all’ottimo feeling istituzionale tra il vicepresidente della commissione europea Fitto e il governatore Decaro. E proprio ieri, 25 marzo, Fitto a Bruxelles ha illustrato la manovra.

I risultati del progetto nell’ambito del Psr 2014-2022. Del patrimonio vinicolo della Puglia, andato disperso negli anni, sono stati censiti oltre 220 nomi di vitigni, dal Salento al Foggiano. E sono almeno 20 i vitigni minori già in produzione e ancora altri 30 vitigni sono descritti nel nuovo Atlante dei vitigni rari di prossima pubblicazione. Sono questi i risultati concreti degli ultimi tre anni di lavoro del progetto di recupero del germoplasma viticolo pugliese realizzato nell’ambito del Psr 2014-2022 con il coinvolgimento di 18 partners tra enti di ricerca e territoriali, università, associazioni di categoria e aziende agricole. Il responsabile scientifico del progetto Pierfederico La Notte spiega: “Tutto ciò che è stato recuperato è stato inserito in un database con l’obiettivo di iniziare la sperimentazione in campo: nove ettari sono dedicati alla conservazione della vite nel Centro regionale di conservazione a Locorotondo che ospitaanche una cantina di microvinificazione”. Al fianco di una decina di grandi vitigni regionali base della maggior parte delle denominazioni, sonoalmeno 20 i vitigni minori già in produzione e ancora altri 30 vitigni sono descritti nel nuovo Atlante dei vitigni rari di prossima pubblicazione. Si tratta di varietà in fase di sperimentazione e valutazione che riempiranno i dossier da presentare al Ministero per il riconoscimento formale dei vitigni. A dicembre 2025 sono state inviate al Ministero sei nuove richieste di iscrizione al Registro nazionale.

Grande gioia alla sirena per il roster barese . Da un anno Pink Bari e Angiulli collaborano nel basket. L’unione dà i primi risultati e le ragazze dell’under 17 hanno vinto il titolo regionale. Il roster è composto per metà da sotto età.

Nella sede di Confindustria di Bari il forum dedicato a investimenti e collaborazioni. Rafforzare gli scambi tra Regno Unito, Puglia e Basilicata e favorire nuovi progetti industriali e commerciali tra le due regioni. È l’obiettivo comune ribadito durante l’evento ‘UK-Puglia Business Forum’, organizzato da Confindustria Bari e Bat in collaborazione con il Consolato Generale britannico di Milano.  Montaggio di Maria Cristina Quintale

Sei e mezzo alla Puglia per la raccolta differenziata. E’ il voto dato alla regione dal presidente nazionale di Legambiente in occasione della premiazione dei “Comuni Ricicloni”, nell’ambito della quinta edizione di Ecoforum Puglia, a Bari. La raccolta differenziata in Puglia è al 60,7%, un dato in lieve crescita su base annua del 1,7%, ma ancora lontano dall’obiettivo del 65%. Lo dice il rapporto 2025 di Legambiente “Comuni Ricicloni”. I Comuni più virtuosi in Puglia sono Leporano, nel Tarantino, e Sammichele di Bari, con rispettivamente il 92,5 e il 91,7%. Dallo stesso rapporto emerge però un’altro dato significativo: i Comuni che raggiungono l’obiettivo di una produzione annuale di indifferenziato per abitante inferiore ai 75 chili sono solo 7 su 257. Alla premiazione dei Comuni pugliesi, anche il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, che, rispondendo ad una domanda del TgNorba, ha dato alla Puglia un 6,5 d’incoraggiamento.

La striscia più lunga è del Molfetta . Il Foggia, con le sue nove sconfitte consecutive in C, sta scrivendo una delle pagine più tristi del calcio pugliese. Non lo meritava di certo la tifoseria, sempre presente nonostante le difficoltà, così come non lo meritava la nuova dirigenza, che ha commesso errori dettati dall’inesperienza, ma ha agito a fin di bene. Scorrendo a ritroso la storia del calcio regionale si scoprono altre vicende simili. Il Taranto lo scorso anno ha subito sette sconfitte di fila, prima della radiazione e la ripartenza dall’Eccellenza. Mentre il record assoluto di k.o consecutivi appartiene al Molfetta. Una striscia di 44 sconfitte, durata oltre 20 mesi e terminata nel 2025. Ha fatto peggio in termini di gol subiti il San Severo, che ha chiuso la stagione 2023/ 2024 con 0 vittorie e 167 gol subiti. In Serie A, invece, appartiene al Lecce il record di minor numero di vittorie in un campionato a  18 squadre. Correva l’anno 93/94 e i giallorossi chiusero con appena 11 punti. E il Bari? Tralasciando l’anno maledetto del derby truccato e del calcioscommesse. In Serie B, stagione 73/74, i biancorossi realizzarono appena 12 gol, precipitando in C.

Torna per il quarto anno Polibus, il bus itinerante del Politecnico che fa tappa fino al 21 marzo in undici località di Puglia e Basilicata. Per intercettare talenti, avvicinare i ragazzi all’università e alle discipline Stem e combattere la povertà educativa. Si cimentano in mini costruzioni edili. Esplode l’entusiasmo tra chi riesce a non far cadere alcun pezzo. Studenti che divertendosi guardano al proprio futuro. Al Politecnico di Bari ha fatto tappa Polibus, un progetto di orientamento itinerante nato dalla collaborazione con ScuolaAttiva onlus e Gruppo Italo per promuovere le discipline Stem, e cioè Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica tra i giovani. Un bus-laboratorio. A bordo dimostrazioni, esperimenti, giochi. Intervista a  Prof.ssa Stefania Cherubini, docente delegata all’Orientamento Politecnico Bari e Simona Frassone, presidente ScuolAttiva Onlus

La fase nazionale è prevista a Roma il 26 marzo. Si è conclusa a Castellaneta la fase regionale del festival Agrichef Puglia organizzato da Turismo verde Puglia e da Cia Agricoltori. Il piatto che rappresenterà la nostra regione alla finale nazionale è “U Callaridd”. Intervista a Giannicola d’Amico, vice presidente vicario Cia Puglia e vice presidente giuria

I consumatori escono meno spesso ma scelgono con maggiore attenzione, privilegiando la qualità e l’esperienza. I dati parlano chiaro: in Puglia dopo la pandemia la gente esce meno ma sceglie con maggiore attenzione dove andare a mangiare. Coldiretti Puglia afferma che 1 euro su 3 viene impiegato per ristoranti, bar e pizzerie, sulla base dei dati Circana di fine 2025 e inizio 2026. Ciò significa che i consumatori escono meno spesso ma scelgono con maggiore attenzione, privilegiando la qualità e l’esperienza. Si predilige quindi una domanda interna più prudente alla quale si affianca un turismo internazionale in crescita. “Il mercato regionale procede così lungo due direttrici – insiste Coldiretti Puglia – dove da un lato la domanda interna più prudente, dall’altro un turismo internazionale in forte crescita”. La rete pugliese può diventare il primo ambasciatore del vero Made in Puglia oppure l’anello debole in cui si insinuano pratiche ingannevoli legate al cosiddetto “fake in Italy”, con materie prime estere presentate come italiane attraverso il principio dell’ultima trasformazione sostanziale. Il settore DOP e IGP pugliese vale ben 711 milioni di euro e sono presenti più di 100mila aziende agricole sul territorio. Coldiretti Puglia afferma che per continuare a garantire qualità e identità è importante rafforzare rapporti fra agricoltori e ristoratori, ad esempio inserendo prezzi equi senza scendere sotto costi di produzione.

La Puglia è al nono posto nella classifica nazionale per valore dell’export vinicolo. La Puglia vitivinicola chiude il 2025 con la “vendemmia più abbondante degli ultimi anni”. La produzione regionale ha raggiunto circa 11 milioni di ettolitri, con un incremento tra il 15 e il 20% per il primitivo rispetto alla campagna precedente. A gennaio 2026, nelle cantine pugliesi giacevano 7.126.436 ettolitri di vino, un livello che colloca la regione al secondo posto in Italia per stock complessivo. Di questi, 1.101.180 ettolitri sono riferibili a denominazioni Dop e 3.566.720 al marchio Igp Puglia. Sul fronte internazionale, qualche segnale positivo c’è. Ma pesano – spiega Confagricoltura – il tema e le incertezze dei dazi Usa. Nel primo semestre del 2025 le esportazioni di vino regionale hanno raggiunto 114 milioni di euro, con un incremento del +5,7% rispetto allo stesso periodo del 2024, grazie soprattutto a Germania, Svizzera, Albania e Regno Unito. La Puglia è al nono posto nella classifica nazionale per valore dell’export vinicolo, alle spalle di Veneto, Toscana, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Lombardia, Abruzzo e Friuli-Venezia Giulia. “La forbice tra capacità produttiva e posizionamento di mercato è il problema che il settore pugliese trascina irrisolto da anni. Un passo nella direzione giusta è stato compiuto per la campagna 2025, – spiegano – con la conferma della riduzione delle rese per i vini Igp rossi: una misura pensata per alzare l’asticella sulla qualità e, allo stesso tempo, evitare nuove eccedenze”.

. La nuova terra dei fuochi è qui, in particolare nel territorio tra il nord barese e il sud foggiano. La direttrice di Polieco, il consorzio nazionale per il riciclaggio di rifiuti di beni in polietilene, lo dice con chiarezza al termine di un incontro in Prefettura a Barletta, spiegando le ragioni di un traffico illecito sempre più fiorente. Int. Claudia Salvestrini, direttrice di Polieco

Al lavoro per costruire pacchetti e prodotti turistici da proporre in Italia, Europa, ma anche Stati Uniti, Canada, Brasile e paesi orientali. Sono in giro per la Puglia da sabato gli oltre cento buyers internazionali, che parteciperanno alla Borsa del turismo in Fiera del Levante. Riprese e montaggio di Cosimo CaragiuloIntervista a Nevio D’Arpa, Ceo & founder BTM Italia

Le novità annunciate da Trenitalia. Dal prossimo marzo tornano a circolare due Frecce che correranno sui binari che dalla Puglia portano a Roma e due Intercity che collegheranno Bari e Napoli. L’annuncio è di Trenitalia. In particolare, dal primo marzo riparte la Freccia Roma Termini-Lecce con fermate intermedie a Caserta, Benevento, Foggia, Barletta, Bari Centrale e Brindisi. Dal 2 marzo, invece, riparte la Freccia Lecce-Roma Termini con le stesse fermate intermedie. Sempre dal primo marzo riparte al mattino l’Intercity Bari Centrale-Napoli Centrale con fermate intermedie a Barletta, Foggia, Benevento, Caserta e Aversa. Nel pomeriggio parte l’Intercity Napoli Centrale-Bari Centrale con fermate intermedie ad Aversa, Caserta, Benevento, Foggia e Barletta.

Il comparto colloca la regione al settimo posto nella graduatoria nazionale. Il florovivaismo pugliese si conferma una realtà strategica dell’agricoltura regionale e nazionale, con un valore della produzione che raggiunge i 178 milioni di euro, circa il 5% del totale italiano, e un tessuto produttivo composto da circa 2.000 aziende attive, capaci di generare occupazione, presidio del territorio e opportunità economiche diffuse. Un comparto che colloca la Puglia al settimo posto nella graduatoria nazionale. Sul comparto florovivaistico pugliese pesa però l’impatto dell’emergenza fitosanitaria legata alla diffusione della Xylella, che negli ultimi dieci anni ha contribuito a ridurre i volumi produttivi complessivi di circa il 15%, secondo le analisi su dati ISMEA. A incidere non sono stati solo gli effetti diretti del batterio, ma soprattutto le rigorose misure fitosanitarie introdotte per contenerne la diffusione, con restrizioni alla movimentazione delle piante, maggiori controlli, aumento dei costi burocratici e difficoltà commerciali, in particolare sui mercati esteri. Una situazione che ha costretto molte imprese a riorganizzare le produzioni, rallentando gli scambi e frenando lo sviluppo di un settore che resta strategico per l’economia agricola regionale. “In questo contesto – dice Coldiretti Puglia – diventa fondamentale sostenere le aziende florovivaistiche con strumenti adeguati per garantire la ripresa produttiva, tutelare la competitività delle imprese e salvaguardare un patrimonio economico, occupazionale e ambientale unico per il territorio”. La forza del florovivaismo regionale è legata alla presenza di distretti altamente specializzati e riconosciuti a livello nazionale e internazionale, come quello del Salento, con epicentro nell’area di Taviano e Leverano e una rete produttiva – aggiunge Coldiretti Puglia – che coinvolge numerosi comuni limitrofi, e quello della provincia di Bari, con Terlizzi punto di riferimento per la produzione e la commercializzazione insieme ad altri centri del territorio, ai quali si affiancano numerose realtà imprenditoriali diffuse in tutta la regione, contribuendo a rendere la Puglia uno dei poli più dinamici del Mezzogiorno in un settore che negli ultimi anni ha dimostrato una crescente vocazione anche verso i mercati esteri, dove viene destinata una quota significativa della produzione. “Il florovivaismo rappresenta oggi non solo un comparto economico di rilievo – dice Coldiretti Puglia –  ma anche un elemento centrale nelle politiche di sostenibilità ambientale, grazie al ruolo svolto dalle piante nella riduzione dell’impatto climatico attraverso l’assorbimento e lo stoccaggio dell’anidride carbonica, nella difesa del suolo dal dissesto idrogeologico e nella salvaguardia della biodiversità, contribuendo allo stesso tempo a migliorare la qualità dell’aria e degli spazi urbani, con effetti positivi diretti sulla salute e sul benessere delle persone”. Non è un caso che la crescente attenzione verso il verde sia accompagnata da evidenze scientifiche sempre più rilevanti, come dimostrato dalla ricerca promossa da Coldiretti insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche attraverso l’Istituto di Bioeconomia, che ha evidenziato come l’introduzione di specifiche piante negli ambienti scolastici sia in grado di ridurre fino al 20% le concentrazioni di anidride carbonica e del 15% le polveri sottili, confermando il contributo concreto del verde nel migliorare la qualità della vita negli ambienti chiusi, mentre si diffondono sempre più esperienze legate alle terapie forestali e al contatto diretto con la natura per contrastare stress, ansia e disagi psicofisici. Floricoltura in Puglia: oltre il valore economico Accanto agli effetti benefici sul piano ambientale e sanitario, cresce anche l’interesse verso il valore sociale, culturale e alimentare dei fiori, sempre più utilizzati anche in cucina, con i fiori eduli che arricchiscono le preparazioni gastronomiche grazie alle loro proprietà, ai colori e ai profumi, contribuendo a rafforzare il legame tra agricoltura, alimentazione e benessere. In un contesto segnato dai cambiamenti climatici, dall’aumento dei costi di produzione e dalle tensioni internazionali, il florovivaismo pugliese dimostra una straordinaria capacità di innovazione e adattamento, affermandosi come uno dei settori più dinamici dell’agricoltura regionale – conclude Coldiretti Puglia – ed è fondamentale continuare a sostenere le imprese, valorizzando il Made in Italy e garantendo il rispetto del principio di reciprocità negli scambi internazionali, per tutelare il lavoro dei nostri florovivaisti che hanno investito in modelli produttivi sostenibili, innovazione e qualità.

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