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Matteo Giacca

L’incendio nella notte è già la seconda sventura in un mese per la sede nel nord Barese. La scorsa notte è divampato un incendio nel giardino della Caritas di Bisceglie. Le fiamme hanno divorato i mobili all’esterno della struttura e hanno danneggiato una finestra. Proprio il mese scorso la stessa sede aveva subito un furto di alimenti a lunga conservazione. Per ora non si esclude l’origine dolosa. “Non abbiamo paura di questi episodi. Andiamo avanti e non smetteremo di tendere una mano a chi ha bisogno”, ha commentato il volontario Michele Stornelli. Ha poi promesso che le attività non si fermeranno, “il tempo di sistemare tutto e torneremo operativi”.

Gli ultimi dati sull’arredo-design sorridono alla Puglia, il Nord traina ancora l’export. La Puglia è la prima regione del Sud a distinguersi nel settore arredo-design. È quanto riportato dai dati nazionali presentati da Sace a Milano. Il risultato (+12,2%) arriverebbe grazie al supporto degli incentivi regionali e alla natura dinamica e innovativa del settore pugliese. In particolare, la produzione di divani e poltrone si concentra nelle zone di Matera, Bari e la Bat. Su scala nazionale, la Lombardia traina l’export assieme a Veneto e Friuli, da sola la regione lombarda rappresenta il 30% circa del totale mentre le tre assieme contribuiscono al 70% delle vendite estere. Si registra però un lieve calo rispetto allo scorso anno: -1,8% per la Lombardia e -2,7% per il Veneto. Positivo il trend per Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, rispettivamente a +5,2% e +1,8%.

Frana in Molise, viaggiatori fermi in attesa di nuove tratte: “Domani devo rientrare al lavoro, non so come fare”. Circa 200 passeggeri diretti verso la linea adriatica aspettano da ore nella stazione ferroviaria di Foggia dopo la frana in Molise. Diverse sono le testimonianze dirette, tra cui lavoratori tornati al Sud per le feste di Pasqua. “Ci hanno detto che saremmo dovuti rientrare a Foggia o scendere a Termoli”, ha spiegato Daniela, di Manfredonia diretta a Bologna. “Ho scelto di rientrare, ma non so come fare. Domani devo lavorare. L’alternativa – prosegue – è la linea per Roma ma i treni sono tutti pieni”. Un’altra testimonianza arriva da una studentessa foggiana diretta a Pescara: alle 12.30 il suo treno si è bloccato a Termoli. Alle 16 è ripartita per Foggia e adesso è in attesa di capire quale sarà la sua prossima destinazione. Anche verso Ancona la tratta è stata interrotta. Ai passeggeri è stato garantito il rimborso totale del biglietto o la riprogrammazione del viaggi.

L’ultimo rapporto Istat condanna la Puglia, negli ultimi 26 anni persi più di 168mila residenti. Gli ultimi dati Istat sulla popolazione non fanno sorridere la Puglia. Al primo gennaio 2026 la regione perde oltre 168mila residenti rispetto al 2000. Le fasce di popolazione colpite dal calo demografico sono quelle più giovani ed istruite, destinate ad altre regioni italiane oppure all’estero. I laureati pugliesi che vanno all’estero nel 2024 (ultimo campione disponibile) sono178 nella fascia 0-24 anni, 1.355 tra 25-34 anni, 2.118 tra 35-64 anni e 33 tra gli over 65. Nello stesso anno, i laureati che si sono trasferiti in altre regioni italiane sono 489 (0-24 anni), 4.928 (25-34 anni), 688 (35-64 anni) e 248 (over 65). A tal proposito, Cisl Puglia evidenzia la necessità di “costruire un’alleanza generazionale, un patto fondato sulla corresponsabilità e sulla partecipazione, che affronti i problemi del lavoro dignitoso e stabile, dello sviluppo delle competenze, della valorizzazione dei talenti e dell’inclusione sociale”. Il dato sulla fuga di cervelli, commenta il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, “impoverisce il capitale umano e il mercato del lavoro, compromettendo il futuro del sistema produttivo e la sostenibilità del welfare”. Per quanto riguarda il tasso di fecondità, nel 2025 in Puglia si scende a 1,11 figli per donna (1,16 nel 2024), al di sotto della media italiana pari a 1,14. Sale, invece, l’età media delle madri al parto, che raggiunge i 32,59 anni (32,53 nel 2024), in linea con la media nazionale di 32,7 anni. Cresce, invece, lapopolazione straniera residente: al primo gennaio 2026 raggiunge le 165.797 unità (erano 155.066 nel 2025).

Questo connubio ha dimostrato la possibilità di stimare allerte precoci ed altamente efficaci nell’area del Mediterraneo meridionale. Un nuovo studio guidato dall’Università di Bari affronta la sfida della rilevazione degli eventi sismici. È questo il focus di Seismic detection using submarine cable polarization signals with machine learning, pubblicato sulla prestigiosa rivista Communications earth & environment (gruppo Nature). La cooperazione tra IA ed ingegno umano ha portato alla realizzazione di una rete invisibile di migliaia di chilometri lungo i fondali oceanici per connettere il mondo. Questo connubio ha dimostrato la possibilità di stimare allerte precoci ed altamente efficaci nell’area del Mediterraneo meridionale. I dati osservati tramite il cavo Med-Nautilus si riferiscono al periodo 2022-2024. Il principale punto di forza della ricerca, si legge da una nota, “risiede nella sua applicabilità immediata: non è necessario installare nuovi e costosi sensori sui fondali, poiché l’infrastruttura è già presente. Sfruttando i cavi in fibra ottica esistenti – prosegue – il sistema sviluppato in questo nuovo studio consente un monitoraggio continuo, soprattutto in aree remote o su fondali molto profondi, dove l’installazione di sismografi tradizionali è tecnicamente ed economicamente proibitiva”. Lo studio ha coinvolto il gruppo di ricerca in Fisica applicata dell’Università di Bari. Nello specifico ci sono Mario Caruso e Michele Morelli, due ricercatori supervisionati da Alfonso Monaco e Tommaso Maggipinto, docenti del dipartimento interuniversitario di Fisica, da Loredana Bellantuono, docente del dipartimento di Biomedicina traslazionale e neuroscienze, da Nicola Amoroso, docente del dipartimento di Scienze del farmaco, e dal Rettore Roberto Bellotti. Un grande passo globale nella ricerca che arriva ancora una volta dalle eccellenze del Sud Italia. Un punto di svolta verso la comprensione dei fenomeni naturali e il rafforzamento delle capacità di monitoraggio e di salvaguardia del territorio.

Numeri sotto la media nazionale e nessun servizio dichiarato attivo: i dati Gimbe. La Basilicata registra dati negativi sulla riforma dell’assistenza sanitaria territoriale. L’osservatorio Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale rivela che sono solo 19 le Case della Comunità programmate in regione, di cui nessuna con servizi dichiarati, mentre la media italiana qui arriva al 45,5%. Per quanto riguarda gli Ospedali di Comunità, su cinque previsti nessuno ha un servizio dichiarato attivo, anche in questo caso la media italiana si distanzia, attestandosi sul 27%. Sono tre le regioni fanalino di coda oltre a quella lucana: Marche, Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta. Per quanto riguarda il Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse), in Basilicata sono disponibili solo 12 documenti dei 20 richiesti, la media nazionale è di 14 su 20. In conclusione, solo il 7% dei cittadini lucani ha dato il consenso sulla consultazione dei propri documenti nel Fascicolo Sanitario Elettronico. Anche qui la distanza col Paese è lunga: la media italiana è del 44%. La riforma dell’assistenza territoriale resta per l’Italia un punto cardine nella Missione Salute del Pnrr.

Dal 2000 ad oggi i prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) lucani crescono di più di 200 unità. Si registra un aumento esponenziale dei prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) in Basilicata. La differenza dal 2000 ad oggi è siderale: si passa dai 41 prodotti di inizio millennio ai 248 di quest’anno. A comunicarlo è stata la giunta regionale in una nota stampa. I Pat lucani fanno parte dell’elenco del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Sempre nella nota di questa mattina, la giunta li definisce come dei “veri e propri patrimoni culturali al pari dei beni storici, artistici ed architettonici”. In questa nuova lista, il primato appartiene ai prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati (36%), seguiti dalla pasta fresca e dai prodotti da forno (28%), carni e preparazioni (11%), prodotti della gastronomia (9%) e formaggi (6%). Una piccola parte è poi dedicata alle preparazioni a base di pesce e molluschi, prodotti di origine animale come lattiero-caseari e miele, bevande alcoliche e distillati. I Comuni in testa alla classifica di prodotti sono Castronuovo Sant’Andrea, Rotonda e Maratea in quel di Potenza, nel Materano c’è il Comune di Valsinni.

Foggia e Lecce guidano la classifica tra le aziende agricole della regione. Le aziende agricole in Puglia condotte da imprenditori stranieri sono 590. A dirlo è Coldiretti Puglia sulla base dei dati di Movimprese. La diffusione su larga scala nella regione attesta la natura dinamica dell’attività primaria regionale. In particolare, Foggia registra il numero più elevato di aziende guidate da stranieri nel settore (198) ma è Lecce ad avere la maggiore incidenza nel tessuto economico locale con l’11,9%. Le altre province: Bari con 94 imprese (4,3%), BAT con 45 (2,5%), Brindisi con 78 (6,2%), Taranto con 53 (4,7%). Oltre alla questione imprenditoriale straniera, anche il tema dell’occupazione estera nella regione porta con sé una statistica rilevante: quasi un terzo del Made in Italy a tavola prodotto in Puglia arriva proprio dalla manodopera straniera. Dati che confermano l’apertura e l’interconnessione del settore primario pugliese ma che aprono ad una sfida di maggiore competitività e continuità produttiva delle sue imprese.

A Brindisi portata a termine un’operazione “di altissimo valore umano e civile”. Nella notte, all’ospedale Perrino di Brindisi è stato effettuato un prelievo multiorgano da una donna che in vita aveva espresso la volontà di voler donare. Ad operare è stato un team di chirurghi provenienti dal Policlinico di Bari e dal Cardarelli di Napoli, affiancando i medici del presidio brindisino. L’équipe è stata coordinata dalla dott.ssa Ada Patrizio. Il prelievo si è concluso intorno alle 7 di mattina. Il direttore generale dell’Asl di Brindisi Maurizio De Nuccio si è detto “grato per il gesto di straordinaria generosità della donatrice e della sua famiglia”. Il direttore ha concluso rimarcando “professionalità, competenza e sensibilità di medici, infermieri ed operatori”.

La provincia pugliese sprofonda nel reddito pro-capite delle famiglie, ma ci sono segnali positivi per il Sud. Nel nuovo rapporto di Unioncamere e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, Foggia ottiene il primato negativo di ultima posizione nella graduatoria del reddito disponibile pro-capite delle famiglie (14.953 euro). Precedono Agrigento (15.059 euro) e Caserta (15.288 euro). Nonostante la brutta notizia sulla provincia pugliese, il reddito delle famiglie al Sud si avvicina sempre di più a quelle del Nord. Una nuova tendenza che, stando ai dati della variazione percentuale del reddito disponibile delle famiglie tra 2023 e 2024, “rompe lo stereotipo di un Meridione statico contro un Nord dinamico”, spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del centro Tagliacarne. Il direttore conclude la nota mettendo in guardia il Paese su statistiche allarmanti: “Il divario del Mezzogiorno nel reddito pro-capite è di 23 punti percentuali rispetto alla media italiana”. Nel frattempo, ben sei province del Sud si posizionano tra le prime dieci nella variazione percentuale del reddito disponibile. Sebbene si siano visti notevoli miglioramenti rispetto agli ultimi anni, il Sud resta ancora fanalino di coda con 18 province tra le ultime 20 per reddito disponibile pro-capite. Cinque di queste sono pugliesi.

Nasce l’iniziativa Beacon che vedrà protagoniste tre regioni del Mezzogiorno. Un nuovo progetto sulla cura del tumore al seno nasce dalla Puglia, Campania e Basilicata. Si chiama Beacon (Breast Cancer Enhanced Assessment and Care with Outcome-Driven Navigation) e coinvolge tre strutture oncologiche di prestigio: l’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, il CROB di Rionero in Vulture e l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli, assieme all’azienda farmaceutica Novartis. L’obiettivo, si legge dal comunicato dell’Istituto Tumori di Bari Giovanni Paolo II, ”è ottenere un cambio di prospettiva nella mobilità sanitaria, garantendo percorsi di cura più equi e vicini alle pazienti”. Il modello Beacon, prosegue l’Istituto pugliese, “punterà a diventare un modello di riferimento per altre regioni italiane, creando gruppi multidisciplinari tra strutture ospedaliere”. A tal proposito, il Direttore Generale del CROB di Rionero, Dr Massimo De Fino, dà la notizia delle “già avviate iniziative di telemedicina e di condivisione dei dati per supportare la collaborazione tra i Centri”. Da Napoli, Michelino De Laurentiis, direttore Dipartimento Senologia del Pascale, intende voler costruire “un sistema in cui le pazienti ricevono trattamenti di alto livello vicino a casa”. Curarsi senza emigrare, in effetti, è uno degli snodi cruciali del Paese: ogni anno 67mila ricoveri oncologici sono effettuati fuori dalla regione di residenza dei pazienti. 925mila, invece, sono le donne in Italia che, ad oggi, convivono con una diagnosi di tumore al seno.

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