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Primo Piano

Aperta un’inchiesta con tre indagati. Una donna di 59 anni, originaria di Lecce, è morta nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Era stata ricoverata d’urgenza a causa di un arresto cardiaco, avvenuto lo scorso 2 luglio durante un intervento di rimozione delle protesi al seno in una clinica privata di Scorrano. Le condizioni della donna erano apparse subito gravissime. La salma é a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha aperto un’inchiesta con tre indagati.

A fuoco quattro gazebo. I vigili del fuoco hanno lavorato diverse ore per isolare e circoscrivere le fiamme che si sono sviluppate, nel primo pomeriggio, in un ranch con annesso centro ippico di Bitritto. Il rogo non ha interessato le stalle dove si trovano i cavalli e neanche le balle di fieno, ma solo quattro gazebo. Fondamentale la pronta segnalazione di alcuni operai, che hanno anche indicato la presenza di diverse bombole di Gpl, in modo che potessero essere messe in sicurezza ed evitare danni più gravi. Sul posto, due autobotti dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Bari, che stanno continuando a raffreddare le stalle per scongiurare la propagazione delle fiamme.

È stata messa in atto “una grave violazione, non solo delle regole, ma anche della fiducia e del rispetto tra le parti”. L’azienda Natuzzi ha convocato un’assemblea nello stabilimento di Laterza con le lavoratrici e i lavoratori, bypassando i sindacati. “Un comportamento gravissimo, lesivo delle prerogative sindacali e del sistema di relazioni industriali, tanto più in una fase delicatissima” commenta la Fillea Cgil Puglia, Bari-Bat e Taranto, pronta a procedere per le vie legali. La Cgil sta valutando la presentazione di un ricorso. È stata messa in atto “una grave violazione, non solo delle regole, ma anche della fiducia e del rispetto tra le parti”. L’azienda non può usare le assemblee per “aggirare la rappresentanza sindacale, dividere il fronte dei lavoratori o provare a gestire unilateralmente la crisi”.

Mentre era in corso l’ascolto della donna, inoltre, l’uomo avrebbe tentato di forzare il portone di ingresso. Ancora un incontro chiarificatore finito in violenza. È stato arrestato per stalking un 46enne di Taranto. Ha convinto la compagna ad avere un appuntamento per fare pace e per chiarire i contrasti tra i due, finendo però per aggredirla con un taglierino, ferendola al braccio. Solo l’ultimo di una lunga serie di episodi violenti, di cui la donna ha raccontato durante l’ascolto protetto. La polizia è intervenuta al quartiere Tamburi, dopo una segnalazione. La vittima aveva gli abiti ancora sporchi di sangue e la ferita al braccio, medicata e suturata con i punti chirurgici. Mentre era in corso l’ascolto della donna, inoltre, l’uomo avrebbe tentato di forzare il portone di ingresso dello stabile. Gli agenti lo hanno quindi rintracciato presso la sua abitazione ed arrestato.

L’incendio avvenne nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014, nel golfo di Otranto. La Corte di Appello di Bari ha confermato la sentenza di primo grado, riducendo le pene agli unici tre imputati condannati per il naufragio del traghetto Norman Atlantic, avvenuto al largo delle coste albanesi nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014, che causò la morte di 31 persone, 19 tuttora disperse, e il ferimento di altri 64 dei circa 500 passeggeri a bordo. La procura generale aveva chiesto la condanna di nove dei 21 imputati assolti in primo grado, tra i quali l’armatore veneto Carlo Visentini, alcuni componenti italiani e greci dell’equipaggio e le due società proprietaria e noleggiatrice della motonave, Visemar e Anek, insistendo per il riconoscimento dell’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, esclusa dal Tribunale di Bari. I giudici hanno dichiarato inammissibile l’appello del Pm nei confronti delle società e confermato tutte le assoluzioni del primo grado. La Corte ha confermato le condanne ai tre indagati in primo grado per naufragio colposo, riducendo le pene: il comandante ligure Argilio Giacomazzi (da 6 anni a 4 anni di arresti domiciliari) e i due componenti dell’equipaggio, il campano Gianluca Assante (da 5 anni e 4 mesi a 3 anni di lavori di pubblica utilità) e il pugliese Francesco Nardulli (da 3 anni a 2 anni di reclusione con pena sospesa).

Inutili i soccorsi. Un uomo ha perso la vita mentre si stava facendo un bagno nelle acque di Torre Squillace, nella marina di Nardò. La vittima è Salvatore Perrone 86 anni di Leverano. Fatale un malore che lo ha colpito mentre stava nuotando. Alcuni bagnanti, notando il corpo galleggiante, hanno dato l’allarme ma i soccorsi sono stati inutili. Sul posto carabinieri e capitaneria di porto.

L’ipotesi estrema è che si andrebbe incontro alla perdita del titolo sportivo che tornerebbe nella disponibilità della Federcalcio con la ripartenza dal campionato di Eccellenza. I riflessi dell’iniziativa giudiziaria sull’attività calcistica del Bari calcio sono al momento imprevedibili. Tutto dipende dalle decisioni che la Filmauro assumerà in seguito alle accuse formulate dalla Procura della Repubblica di Bari che ha chiesto il fallimento per situazione debitoria consolidata. L’ipotesi estrema è che accetti questa linea e in questo caso si andrebbe incontro alla perdita del titolo sportivo che tornerebbe nella disponibilità della Federcalcio con la ripartenza dal campionato di Eccellenza. Ma potrebbe essere adottata una linea più ragionevole e cioè quella di un concordato accettato dalla Procura che consenta di proseguire regolarmente l’attività. C’è poi la possibilità, indipendentemente dall’accoglimento o meno della sospensiva richiesta dalla Lucente sulla concessione dello Stadio su cui il Tar si è riservato di decidere, che il Comune in presenza di accuse importanti decida in autotutela di annullare la gara con la conseguenza che il Bari si ritroverebbe senza stadio. La conferenza stampa per la presentazione del nuovo direttore generale e del nuovo allenatore al momento è confermata per la tarda mattinata di giovedì così come il ritiro a Roccaraso a partire dal 14 luglio. Probabile anche che come da prassi gli atti dell’inchiesta passino alla Procura Federale per la valutazioni di eventuali violazioni del codice di giustizia sportiva che potrebbe aprire scenari di penalizzazioni in classifica. In questa situazione sarà ancora più difficile per Pierpaolo Marino acquisire la disponibilità di calciatori che non vedrebbero un futuro chiaro nel medio termine e potrebbero quindi rinunciare al trasferimento.

Hanno tra i 26 e i 39 anni. Sono stati incastrati da un telefonino perso durante la fuga. Così la polizia di Stato è risalita agli autori di un furto messo a segno in un appartamento di Barletta. Si tratta di sei uomini, di età compresa tra i 26 e i 39 anni. Quattro di loro sono agli arresti domiciliari, per gli altri due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Non lontano da una delle case prese di mira dai ladri, i poliziotti hanno trovato un cellulare grazie al quale gli agenti sono risaliti agli indagati. Fanno parte una rete specializzata nello spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina, a Barletta. I poliziotti hanno così potuto ricostruire l’attività di spaccio.

È accaduto ieri sera. Sull’accaduto indagano le forze dell’ordine. Un uomo di origini nordafricane è stato accoltellato nella tarda serata di ieri, 7 luglio, mentre si trovava in piazzetta Fiume, a Ruvo di Puglia. Soccorso dal personale del 118 è stato trasferito in codice rosso all’ospedale Don Tonino Bello di Molfetta dove è ricoverato a causa del profondo trauma addominale riportato. Le sue condizioni sarebbero gravi. Sull’accaduto indagano le forze dell’ordine.

Il presidente Giovanni Pomarico ha detto: “È un’occasione concreta per valorizzare nuovi talenti della narrativa italiana e per promuovere la lettura come strumento di crescita culturale e sociale”. Sono ‘Acqua sporca’ (Einaudi) di Nadeesha Uyangoda, ‘Adriatica’ (Gramma Feltrinelli) di Massimo Gezzi, ‘Armadio di famiglia’ (Minimum Fax) di Gianni Denaro, ‘Calùra’ (Rubbettino) di Saverio Gangemi e ‘Il prodigio’ (Mondadori) di Fabrizio Sinisi i cinque romanzi finalisti dell’undicesima edizione del premio Fondazione Megamark – Incontri di dialoghi. Il concorso letterario è dedicato alle opere prime di narrativa italiana, promosso dalla Fondazione Megamark di Trani in collaborazione con l’associazione culturale La Maria del porto, con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura della Regione Puglia, del Pact (Polo arti cultura turismo) e della Città di Trani. Menzione speciale della giuria per ‘Una brutta voglia’ (Wudz) di Anna Schirru. Sono state 90 le opere prime in gara, proposte da oltre 75 case editrici provenienti da tutta Italia. Tra le principali novità di questa edizione ‘La corte dei lettori’, la nuova giuria popolare chiamata a decretare il vincitore del premio della quale fanno parte 40 lettori di tutta Italia dal Piemonte alla Puglia, passando per il Veneto e la Campania. “Da undici anni il premio rappresenta un’occasione concreta per valorizzare nuovi talenti della narrativa italiana e per promuovere la lettura come strumento di crescita culturale e sociale – commenta GiovanniPomarico, presidente della Fondazione Megamark -. La nascita della corte dei lettori rafforza ulteriormente il carattere partecipativo del concorso; è un segnale importante che conferma la volontà del premio di continuare a crescere e innovarsi ogni anno di più”.

L’uomo è morto lo scorso 3 luglio. L’arcivescovo di Bari-Bitonto nell’omelia ha detto: “Se è vero che nessun familiare ha potuto accompagnarlo, è altrettanto vero che una comunità ha scelto di non lasciarlo solo”. “La morte di Marius ci interroga. Non basta commuoverci davanti a una vita spezzata. Occorre domandarci quante solitudini attraversano le nostre città senza trovare un abbraccio capace di restituire speranza. Una comunità si misura dalla cura che sa offrire ai più fragili, a coloro che non fanno notizia, a chi non ha voce per chiedere aiuto”. È un passaggio del messaggio che l’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, dedica durante i funerali a Marius, il clochard morto in strada nel capoluogo pugliese lo scorso 3 luglio, forse per un malore al quale potrebbe aver contribuito il caldo intenso.“Colpisce il gesto della città che oggi si raccoglie attorno a lui – prosegue Satriano – Se è vero che nessun familiare ha potuto accompagnarlo, è altrettanto vero che una comunità ha scelto di non lasciarlo solo. Questo ci ricorda che la fraternità non nasce dal sangue, ma dalla capacità di riconoscere nell’altro un fratello affidato alla nostra responsabilità”.

Per loro le accuse sono di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. Il capo della Procura della Federcalcio, Giuseppe Chinè, ha chiesto ai magistrati di Bari che indagano sulla vicenda gli atti dell’inchiesta su Aurelio De Laurentiis e suo figlio Luigi. I due sono indagati per i reati di false comunicazioni sociali (bilancio dell’esercizio 2024 del Bari calcio) e bancarotta fraudolenta connessa alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale, presentata per l’insolvenza della società sportiva barese. Ieri sono state fatte perquisizioni nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro.

In corso l’operazione del comando provinciale dei carabinieri di Bari. Individuati anche i componenti di un’associazione dedita al traffico di droga ad Altamura. Dalle prime ore di questa mattina, è in corso un’operazione del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, delegata dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – finalizzata all’individuazione del presunto autore dell’omicidio aggravato dalla premeditazione, commesso a Capurso il 16 luglio 2010, nonché ai presunti componenti di un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti operante ad Altamura.     Uno degli indagati è ritenuto l’autore materiale dell’omicidio di Raffale Pirro, 73 anni, imprenditore edile, avvenuto nelle primissime ore del 16 luglio 2010, mentre si trovava in una piazzola sulla SS 100, in agro di Capurso. La vittima è risultata estranea a contesti di natura criminale. Nell’ambito della stessa attività investigativa sono emersi elementi a carico di altre quattro persone, destinatari della misura cautelare, ritenute responsabili del reato di associazione finalizzata al traffico illecito di cocaina.

Secondo l’accusa, avrebbero procurato informazioni riservate sulla sicurezza dello Stato. Ci sono anche tre pugliesi e un lucano tra le persone coinvolte nella maxi inchiesta sul presunto spionaggio in favore della Russia. Ai domiciliari sono finiti l’ex agente dell’Aisi Vincenzo Di Pasquale, 59 anni, originario di Matera, e l’ex 007 Gavino Raoul Piras. Tra i cinque indagati figurano anche i foggiani Davide Piantanida, di 46 anni, e Gianluca Nardella, di 47, e il 55enne barese Giuseppe Tempesta. Secondo l’accusa, avrebbero procurato informazioni riservate sulla sicurezza dello Stato, poi passate a un presunto agente dei servizi russi, coperto da immunità diplomatica.

Gli indagati hanno un’età compresa tra i 19 e i 59 anni. Ci sono anche Bari e Potenza tra le 17 città italiane coinvolte nella maxi operazione contro la pedopornografia online. Sono 30 le persone indagate, di cui sette arrestate per divulgazione e detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico, con il sequestro di numerosi dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file illegali. Oltre cento agenti della Polizia postale sono stati impegnati in perquisizioni personali e informatiche.  Gli specialisti della Polizia postale di Catania, sotto il coordinamento della Procura, sono riusciti a individuare diversi gruppi attivi nello scambio di video di pornografia minorile, anche con bambini abusati in età infantile. Cinque degli arrestati risiedono in provincia di Catania, uno a Frosinone, l’altro a Potenza. Gli indagati hanno un’età compresa tra i 19 e i 59 anni. L’operazione ha consentito di indagare soggetti residenti in 17 diverse città italiane, con perquisizionieseguite anche a Bari.

Il ragazzo è stato ucciso con diversi colpi d’arma da fuoco. Ci sarebbe anche un minorenne tra i killer di Antony La Forgia, il 22enne ucciso a Molfetta il 16 giugno scorso. L’inchiesta della Procura di Trani ha portato all’arresto di Michele Parisi, 53 anni, di Molfetta, e Ilario Camporeale, 23 anni, di Terlizzi, accusati di omicidio aggravato, porto e detenzione illegale di armi e violenza privata. Con loro avrebbe agito anche il figlio minore di Parisi. Secondo le indagini Parisi e Camporeale avrebbero ordito una trappola costringendo con la forza un amico di La Forgia a telefonargli per chiederlo di raggiungerlo in un posto da loro indicato. Quando lui é arrivato in un’auto, con la compagna, ha invitato l’amico a salire e ad andare via. A quel punto sarebbero entrati in azione Ilario Camporeale e il figlio di Parisi, entrambi con il passamontagna. I due avrebbero esploso diversi colpi di arma da fuoco contro il 22enne, uccidendolo.

Le indagini sono partite dopo una lite in palestra. A Matera tre fratelli sono stati arrestati dalla Polizia e sottoposti ai domiciliari, con uso del braccialetto elettronico, con le accuse di atti persecutori e lesioni aggravate. Le indagini sono iniziate dopo una violenta lite avvenuta a marzo in una palestra. La vittima ha denunciato l’accaduto e sono stati effettuati accertamenti da cui è emerso un quadro di condotte intimidatorie e persecutorie ripetute, anche ai danni dei suoi familiari. Dopo la lite in palestra, è stata denunciata anche una violenta aggressione in pieno giorno nei pressi di un supermercato. Nel corso delle verifiche, coordinate dalla Procura locale, gli agenti hanno documentato numerosi episodi caratterizzati da appostamenti nei pressi dei luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, tentativi di avvicinamento, minacce, comportamenti violenti e continui atti di pressione psicologica, compresi i tentativi di individuare l’abitazione della vittima, tali da provocare un perdurante stato di ansia e di timore per la propria incolumità e per quella dei propri familiari.

Alla luce degli ultimi risvolti giudiziari che riguardano la squadra biancorossa, l’avvocato barese lancia un allarme e allo stesso tempo un auspicio. Intervista: Gaetano Sassanelli, avvocato e tifoso del Bari

A Massafra feriti cane e gatto, il primo non ce l’ha fatta. Il gatto è grave . Due incendi in appartamento nella mattinata, tra Taranto e Massafra. In questo caso, le fiamme hanno interessato un’abitazione al quarto piano di uno stabile di via Roma. Danneggiata parte della casa e sono ancora in corso gli accertamenti sulle cause. Gli unici feriti sono stati un cane e un gatto. Erano rimasti bloccati nell’appartamento e si sono ustionati. Il cane purtroppo non ce l’ha fatta. Il gatto è vivo ma ha riportato ustioni. L’altro incendio, invece, a Taranto, ha interessato un’abitazione in viale Liguria ed è partito da un frigorifero. I residenti del palazzo di sette piani sono stati fatti evacuare per la presenza di fumo nelle scale ma la situazione è subito rientrata. Anche qui non si registrano feriti.

Nel corso dell’operazione è stato arrestato anche un 40enne per detenzione di cocaina a fini di spaccio. I carabinieri di Brindisi hanno arrestato, nella tarda serata del 6 giugno, il latitante 53enne Martino Barletta, ricercato dallo scorso 11 aprile. Barletta era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Brindisi su una presunta associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione, furti e ricettazione di veicoli e attrezzature agricole, nonché di tentate estorsioni. L’uomo è stato fermato mentre era a cena in una villa insieme ad altri 12 pregiudicati. Il proprietario dell’immobile è stato denunciato per favoreggiamento. Inoltre, nel corso dell’operazione un 31enne é stato segnalato alla Prefettura poiché trovato in possesso di un grammo di hashish per uso personale, mentre un 40enne é stato invece arrestato in flagranza di reato per detenzione di cocaina a fini di spaccio. Sequestrato anche denaro contante, ritenuto provento dell’attività illecita.

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