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Siamo nel pieno dell’ondata di caldo africano che da giorni interessa le nostre regioni. Attesi picchi di 42°C, ma da mercoledì 22 luglio decisa rinfrescata . Il grande caldo non ha ancora intenzione di mollare la presa su Puglia e Basilicata. Secondo le ultime elaborazioni meteorologiche, saranno ancora almeno tre le giornate caratterizzate da un’intensa ondata di calore africano, con temperature che fino a lunedì raggiungeranno diffusamente i 40°C e toccheranno punte di 41-42°C nelle aree interne più esposte. Le zone più roventi saranno ancora una volta il Foggiano, il Materano, il Metapontino e alcuni settori dell’entroterra tarantino, dove il mix tra sole, aria secca e venti meridionali favorirà valori ben oltre le medie stagionali. Caldo intenso anche sul resto della Puglia e della Basilicata, con massime comprese tra 35 e 39°C, mentre lungo le coste il mare renderà le temperature leggermente più contenute ma con un elevato tasso di umidità e notti ancora tropicali. Le ore più difficili saranno quelle centrali della giornata, quando il sole sarà particolarmente aggressivo e il disagio fisico aumenterà sensibilmente. Per questo motivo resta fondamentale evitare l’esposizione prolungata al sole, idratarsi frequentemente e prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e persone fragili. La buona notizia, però, è che l’ondata di caldo è ormai vicina alla conclusione. Da martedì inizierà un graduale calo delle temperature grazie all’ingresso di correnti più fresche da nord, ma sarà soprattutto tra mercoledì e giovedì che il cambiamento diventerà evidente. Il caldo africano lascerà infatti spazio a un clima decisamente più gradevole, con temperature in diminuzione anche di 8-10°C rispetto ai valori di questi giorni. Le massime torneranno su valori generalmente compresi tra 29 e 33°C, accompagnate da venti di maestrale, aria più asciutta e notti finalmente più fresche e vivibili. Ma non solo. A causa dei contrasti termici attesi temporali e anche grandinate. In sintesi, servirà ancora un ultimo sforzo per affrontare uno dei weekend più caldi dell’estate. Da metà della prossima settimana, invece, l’atmosfera cambierà completamente e Puglia e Basilicata potranno finalmente respirare dopo giorni di afa e temperature eccezionalmente elevate. Vi ricordiamo l’appuntamento con le previsioni nel TgNorba alle 07.30, 13.25 e 20.30

Il mezzo, appartenente a un’azienda di San Ferdinando di Puglia, era stato assaltato lo scorso 25 giugno. Rubato con una rapina a mano armata in Puglia, un camion è stato recuperato al porto di Ancona prima che fosse imbarcato per l’Albania. Il mezzo, appartenente a un’azienda di San Ferdinando di Puglia, era stato assaltato lo scorso 25 giugno da un commando di quattro persone armate di kalashnikov. I carabinieri, con il supporto della Guardia di finanza, lo hanno rintracciato su una motonave diretta a Durazzo, nonostante fossero state rimosse le targhe e alterati i segni identificativi. Il veicolo è stato sequestrato e sono in corso indagini per individuare i responsabili.

L’analisi di Immobiliare.it Insights svela il doppio volto del mattone pugliese: la rigenerazione turistica spinge i prezzi a Bari Vecchia, mentre la vocazione industriale frena le quotazioni a Taranto. Comprare casa vicino al porto è sempre sinonimo di investimento d’oro? Non proprio. Se nell’immaginario comune vivere a pochi passi dal mare è spesso associato a prezzi più alti della media, la realtà del mercato è molto più articolata. Il ruolo del porto nel tessuto urbano influenza infatti le quotazioni in modi radicalmente diversi. In questo scenario, la Puglia si trasforma nel perfetto laboratorio nazionale di questa polarizzazione, mostrando le due facce opposte della medesima medaglia. È quanto emerge dall’ultima ricerca di Immobiliare.it Insights, proptech company guidata da Luke Brucato e specializzata in analisi di mercato, che ha esaminato le variazioni dei prezzi delle case in vendita nelle aree adiacenti ai principali porti italiani rispetto alla media della rispettiva città. Bari: il “premio” del Borgo Antico spinge i prezzi a +15% Nel capoluogo pugliese, la vicinanza all’area portuale agisce come un formidabile moltiplicatore di valore. Chi decide di acquistare un immobile a ridosso del porto di Bari — zona che l’analisi identifica nello specifico con il quartiere di San Nicola-Borgo Antico — deve mettere a budget una media di 2.603 euro/mq. Si tratta di un incremento del 15% rispetto alla media complessiva del Comune, ferma a 2.255 euro/mq. Questo divario positivo a doppia cifra riflette il profondo processo di rigenerazione urbana e turistica che ha investito Bari Vecchia negli ultimi decenni. Da quartiere storicamente isolato, l’area monumentale a ridosso delle banchine è diventata la meta preferita per investimenti legati alla ricettività (B&B, case vacanza) e alle attività commerciali, trascinando al rialzo l’intero comparto residenziale limitrofo. Taranto: il peso dell’industria frena il mattone (-29%) Spostandosi poco più a sud, lungo la costa ionica, la situazione si ribalta in maniera drastica. A Taranto si registra infatti il divario negativo più marcato d’Italia tra tutte le città portuali analizzate dallo studio. Vivere nelle aree prossime allo scalo tarantino — individuate nei quartieri di Isola-Città Vecchia e Tamburi-Lido Azzurro — comporta un costo medio di appena 674 euro/mq, a fronte di una spesa media in città pari a 949 euro/mq. Si parla di un taglio netto del 29% sulle quotazioni. Su questo dato incide in modo determinante la vocazione storicamente industriale, logistica e mercantile dello scalo ionico, che si riflette in particolare sulle criticità ambientali e sociali del quartiere Tamburi. Anche l’Isola della Città Vecchia, pur custode di un immenso patrimonio storico e lambita da acque spettacolari, sconta un recupero strutturale che procede a rilento rispetto al modello barese, mantenendo i prezzi d’acquisto estremamente bassi. Il confronto: la Puglia nel contesto italiano Per comprendere l’eccezionalità dei dati pugliesi, è utile osservare come Bari e Taranto si posizionano alle due estremità della classifica nazionale elaborata da Immobiliare.it Insights: Città PortualeQuartieri del Porto analizzatiPrezzo Area Porto (€/mq)Media Comune (€/mq)Scostamento (%)SalernoCentro, Centro Storico-Teatro Verdi3.5002.863+23%MessinaCentro Storico, La Farina-Stazione1.2881.056+22%BariSan Nicola-Borgo Antico2.6032.255+15%NapoliBorgo Orefici, Mercato, Porto-Municipio3.2383.017+7%PalermoAcquasanta, Porto1.5751.548+2%Reggio CalabriaSanta Caterina, San Brunello828848-2%GenovaCaricamento, Cornigliano, Dinegro, Molo, Sampierdarena…1.3171.782-26%TarantoIsola-Città Vecchia, Tamburi-Lido Azzurro674949-29% Mentre Bari si inserisce stabilmente nel gruppo di testa delle città in cui il porto genera ricchezza immobiliare (subito dietro a Salerno, Messina, Trieste e Ravenna), Taranto si colloca sul fondo della classifica nazionale, evidenziando una svalutazione persino più accentuata rispetto a quella di un grande scalo industriale storico come Genova (-26%).

Le perdite sono legate alla rottura delle tubazioni. In Puglia si disperde il 40,7 per cento dell’acqua potabile immessa nella rete idrica, pari a 106 litri per abitante al giorno. È questo lo scenario denunciato da Coldiretti Puglia sulla base del report della Cgia di Mestre su dati Istat. Le perdite sono legate principalmente alla rottura delle tubazioni, errori di misurazione dei contatori e allacci abusivi. Questa criticità colpisce soprattutto regioni come la Puglia dove l’acqua è fondamentale per l’agricoltura. Da una situazione di emergenza – dicono dall’associazione di categoria – é necessario passare a una programmazione puntuale: servono nuovi invasi, il completamento delle opere incompiute e il recupero dell’acqua piovana. “Non possiamo chiedere sacrifici alle imprese agricole e contemporaneamente continuare a perdere acqua” denuncia il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni. Ogni goccia recuperata oggi è una risorsa per il domani.

Influisce positivamente il collegamento con New York. Nel mese di giugno sono stati oltre un milione 300mila i passeggeri in arrivo e partenza dagliaeroporti pugliesi di Bari, Brindisi e Foggia. Nel giugno del 2025 erano stati un milione 148.235. Lo comunica Aeroporti di Puglia in una nota, specificando che base annua i passeggeri in arrivo e partenza sono stati 5 milioni 718.958, in crescita del 10,4% rispetto ai primi sei mesi del 2025. Il dato della linea internazionale, per il solo mese di giugno, registra un aumento del 24,36% su Brindisi, con 152.910 passeggeri, e del più 18,7% su Bari, con 544.001 passeggeri. Adp evidenzia che influisce positivamente sui numeri anche il collegamento diretto con New York di United Airlines: dalla sua attivazione il volo ha superato quota 11mila passeggeri.

. Dal 14 luglio al 29 agosto torna a Bari Oltremare Festival 2026, la rassegna musicale organizzata dall’associazione culturale Radicanto nell’ambito del progetto “Le due Bari 2026 – Quartieri uniti nella cultura” del Comune di Bari. Cinque appuntamenti a ingresso gratuito porteranno la musica dal vivo in quattro quartieri della città, con l’obiettivo di unire centro e periferia attraverso arte, cultura e partecipazione. Con la direzione artistica di Claudio Carboni, il festival farà tappa nel Chiostro dell’ex Convento di Santa Chiara, al Nuovo Teatro Abeliano, nel Giardino Princigalli e in piazza Santa Maria del Campo a Ceglie del Campo. Ogni concerto sarà preceduto da un momento di incontro e guida all’ascolto aperto al pubblico. Ad aprire la rassegna, il 14 luglio, sarà la cantante italo-argentina Sarita, che presenterà in prima nazionale lo spettacolo Todos tus misterios. Il 15 luglio spazio al debutto di Malvasìa con Paolo Pace & Radicanto, mentre il 27 luglio la BandAdriatica celebrerà vent’anni di carriera con il suo travolgente repertorio tra Puglia e Balcani. Il 29 luglio, a Ceglie del Campo, andranno in scena il Giovanni Seneca Trio con Ecanes e, a seguire, il Maria Moramarco Ensemble con Cumma Marì – Storie di donne. Tutti gli spettacoli sono gratuiti fino a esaurimento dei posti disponibili.

Investire in parchi e tutelare i frutteti può tagliare le temperature fino a 1,5 gradi. Il piano di Coldiretti per trasformare i capoluoghi pugliesi, oggi all’ultimo posto in Italia per aree verdi. Rinnovare e potenziare le aree verdi, i parchi e i viali alberati non è più solo una questione di decoro, ma una vera e propria mossa strategica di sopravvivenza urbana. Incrementare la vegetazione in città può infatti rinfrescare l’aria cittadina riducendo le temperature medie anche di 1,5 gradi, con benefici immediati sulla salute pubblica e nel contrasto alle polveri sottili. L’appello per un piano strutturale arriva da Coldiretti Puglia che, analizzando i dati dell’ultimo report ISTAT dedicato all’ambiente, fotografa una regione stremata da un’estate di canicola asfissiante, bollini di allerta meteo e picchi termici che nell’entroterra sfiorano costantemente i 40 gradi. I numeri attuali evidenziano un ritardo cronico: nei capoluoghi della regione la quota di verde pubblico si attesta su una media di appena 10,8 metri quadrati per residente. Si tratta di una cifra impietosa se paragonata ai 35,7 metri quadrati pro capite registrati su scala nazionale, un dato che relega il territorio pugliese in fondo alle classifiche italiane. Guardando la mappa delle città, Taranto guida la classifica locale con 14,4 metri quadrati per abitante, seguita da Brindisi (11,9), Lecce (9,6) e Bari (9,2). Chiudono la fila Foggia con 9 metri quadrati, Trani con 8,8, Barletta con 8,4 e infine Andria, fanalino di coda con soli 7,4 metri quadrati. Sul fronte del patrimonio arboreo, i grandi centri pugliesi contano complessivamente quasi 140 mila piante. Bari svetta in termini assoluti superando la soglia dei 30 mila esemplari (potendo contare anche su una superficie a parchi superiore alla media), seguita a ruota da Foggia, Taranto, Lecce e Brindisi, mentre Andria e Barletta si fermano a circa 15 mila alberi ciascuna. Tuttavia, se si calcola la densità di piante in rapporto ai residenti, lo spazio di crescita resta enorme: Bari conta appena 9,7 alberi ogni 100 abitanti e Taranto si ferma a 10,9. Leggermente migliori, ma sempre parziali, le quote di Foggia (14,4), Andria (15,4), Barletta (16,2), fino ai valori più alti di Lecce (20,7) e Brindisi (21,3). Proprio nei quartieri dove cemento e asfalto dominano incontrastati l’afa diventa insostenibile. La vegetazione combatte l’effetto isola di calore urbana sia offrendo ombra naturale con le fronde, sia attivando la fotosintesi e la traspirazione, processi biologici che agiscono come veri condizionatori ecologici. Un grande parco cittadino riesce ad abbassare la colonnina di mercurio da 1 a 3 gradi rispetto alle aree esposte al sole. Bastano anche piccoli interventi diffusi: un’isola alberata di 1.500 metri quadrati genera un microclima più fresco di 1,5 gradi, estendendo il refrigerio alle strade vicine e aiutando a prevenire i fenomeni di desertificazione. Oltre allo scudo termico, le piante fungono da veri e propri filtri contro l’inquinamento atmosferico. Un singolo albero adulto è in grado di catturare tra i 100 e i 250 grammi di polveri sottili (PM10) ogni dodici mesi, mentre un ettaro di bosco urbano arriva a sequestrare fino a 20 tonnellate di anidride carbonica (CO2) all’anno. Per ottenere i risultati migliori, gli esperti suggeriscono di puntare su alberi autoctoni e resistenti: tra le specie spiccano leccio, farnia, carpino bianco, acero campestre, tiglio, frassino e pioppo; tra gli arbusti sono ottimi alleati l’alloro, la rosa canina, il biancospino, il ligustro e il corniolo. La sfida della crisi climatica impone quindi una rivoluzione urbanistica che incentivi la diffusione di piante sia negli spazi pubblici sia nei giardini privati. Ma l’emergenza non si ferma ai confini delle città: negli ultimi vent’anni le campagne pugliesi hanno perso quasi il 25% dei frutteti (tra pescheti, albicoccheti e agrumeti), a cui si somma il disastro della Xylella che ha ucciso milioni di ulivi. Questa perdita non ha colpito solo l’economia agricola, ma ha privato il territorio di polmoni verdi fondamentali per lo stoccaggio della CO₂. Tutelare e rilanciare l’agricoltura sostenibile e la frutticoltura locale resta una colonna portante per la salvaguardia dell’ambiente e la stabilità climatica dell’intera regione.

Un progetto che mira a rafforzare il terzo settore creando una rete interregionale. Connettere domanda e offerta di servizi di volontariato superando anche i confini regionali. Nasce con questo obiettivo “Terzo spazio”, la nuova piattaforma digitale promossa dai centri di servizio per il volontariato di Puglia e Basilicata presentata nella sede della presidenza. Intervista a Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del consiglio regionale

Per quanto inflazionato sia il tema, non se ne parla mai abbastanza e l’urgenza di azioni concrete e collettive resta di stringente attualità. E allora perché non affrontare la questione climatica anche per mezzo di linguaggi alternativi, come quello dell’arte e della musica? . Torna con questo intento, dal 10 luglio al 3 agosto, FestambienteSud, il festival internazionale di Legambiente per il Sud torna a muoversi lungo la Puglia, dal Gargano alla Valle d’Itria, trasformando paesaggi, storie e comunità in un unico itinerario narrativo. Tema di questa 22ª edizione è “Deserto, Oasi e Carovane ai confini del clima”, con un programma che spazia dalla musica di artisti internazionali a presentazioni di libri e teatro civile. Intervista a Franco Salcuni, ideatore FestambienteSud, Daniela Salzedo, Presidente Legambiente Puglia Servizio di Serena Manieri

Città da bollino rosso, con il termometro che, nel Foggiano, è arrivato ieri a sfiorare i 40 gradi. Vediamo come cittadini e turisti hanno affrontato le ultime ore bollenti. Calda, caldissima Puglia. Nella seconda domenica d’estate, l’intera regione ha fatto i conti con un clima estremo. A partire dal capoluogo, dove le temperature sin dalle prime ore del mattino hanno raggiunto i 34 gradi, con una percezione fino ai 36, condizione per cui Bari è rientrata tra le città a cui il Ministero della Salute ha assegnato il bollino rosso. Come si difendono i cittadini? Servizio di Serena Manieri

La Giunta regionale ha approvato il disegno di legge per la salvaguardia della specie. In arrivo nuove misure di tutela . Prorogato al 2029 il fermo pesca dei ricci di mare in Puglia. La Giunta regionale ha approvato infatti il disegno di legge che “rafforza il percorso di salvaguardia del riccio di mare e punta a garantire il ripopolamento dei fondali pugliesi“. Lo si legge in un comunicato della Regione Puglia in cui si spiega che il provvedimento con cui si approvano le modifiche alla legge regionale 6 del 2023 è frutto di un percorso condiviso con le parti coinvolte nella gestione della risorsa. Una decisione che prende le mosse dai risultati delle attività di monitoraggio svolte dopo la sua entrata in vigore. Tra le principali novità introdotte dal disegno di legge approvato in questa sede figurano la proroga del fermo biologico fino al 30 giugno 2029, l’istituzione di un sistema permanente di monitoraggio scientifico con l’ausilio dei pescatori professionisti, lungo tutta la costa pugliese e la creazione di un Tavolo tecnico-scientifico regionale, composto da Regione, Università, ARPA Puglia, rappresentanti del settore della pesca, autorità preposte ai controlli e pescatori professionisti. Il nuovo impianto normativo prevede inoltre sistemi più avanzati di tracciabilità del prodotto e misure specifiche per contrastare il mercato illegale. La legge introduce anche la possibilità di autorizzare programmi sperimentali e temporanei di prelievo contingentato, esclusivamente per i pescatori professionisti in possesso di regolare licenza e in presenza di dati scientifici che attestino condizioni favorevoli della popolazione di riccio di mare.

. Bari bollino rosso La Puglia ancora nella morsa del caldo che sta interessando gran parte dell’Europa. C’è anche Bari tra i 18 centri urbani, sui 27 presi in esame quotidianamente dal Ministero della Salute, in emergenza rossa, il livello più alto di allerta, con possibili effetti negativi anche sulla salute di persone sane, e non solo su quella delle categorie a rischio come anziani o malati cronici. Nel capoluogo pugliese la massima allerta durerà fino a domani (domenica) quando la temperatura massima percepita raggiungerà i 36 gradi.  Asl Bari: visite domiciliari per i pazienti fragili Intanto la Asl Bari ha garantito oltre mille visite domiciliari in meno di un mese ai pazienti fragili, un servizio garantito dai medici di Medicina generale per proteggere le persone più vulnerabili durante le ondate di calore. Un’attività che rappresenta uno dei principali strumenti di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute.  La Asl sottolinea come le ondate di calore rappresentino un rischio concreto soprattutto per gli anziani e i pazienti affetti da patologie croniche. Per questo la rete dei medici di Medicina generale ha rafforzato l’assistenza domiciliare, portando la sanità direttamente nelle case dei cittadini più vulnerabili. A Foggia refrigerio in parrocchia A Foggia, intanto, si mobilita la Chiesa. Anche quest’anno la parrocchia Santissima Salvatore ha allestito un un punto di refrigerio e dialogo. Per Monsignor Giorgio Ferretti, arcivescovo di Foggia-Bovino, a volte basta anche un semplice bicchier d’acqua per cambiare le cose. La preoccupazione per anziani ed extracomunitari e per le tante persone sole in città ha spinto la parrocchia, grazie ai volontari, ad offrire il servizio tutti i giorni della settimana e durante l’intero periodo estivo. 

A Foggia le strade centrali sono praticamente deserte. Foggia nella morsa del caldo che diventa anche più insopportabile a causa dell’elevato tasso di umidità. Le strade centrali sono praticamente deserte. Le persone in strada cercano riparo su qualche panchina sotto gli alberi. I sanitari consigliano soprattutto alla popolazione anziana di non uscire nelle ore più calde. Rischio anche per i lavoratori tanto che è in vigore fino al 15 settembre l’ordinanza regionale che vieta lo svolgimento di attività lavorative all’aperto o in ambienti non climatizzati durante le ore più calde della giornata ed è rivolto principalmente ai settori agricolo, florovivaistico, edile, logistico e lapideo. Intervista a Savino Tango, segretario generale Fillea Cgil Foggia Servizio di Michela Magnifico

Tra gli indicatori considerati per l’assegnazione ci sono il corretto uso del suolo, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura. Ci sono anche città pugliesi e lucane tra quelle che hanno ottenuto le “Spighe verdi 2026”, il riconoscimento per i comuni rurali italiani più virtuosi. In Puglia sono state premiate Andria, Bisceglie, Troia, Castellaneta, Maruggio, Ostuni, Carovigno e Nardò. In Basilicata spiccano Pisticci e Nova Siri. Tra gli indicatori considerati per l’assegnazione ci sono il corretto uso del suolo, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura. La cerimonia si è svolta questa mattina a Roma alla presenza dei sindaci vincitori.

Particolare attenzione è stata dedicata alle filiere agroalimentari, considerate un pilastro dell’economia pugliese e un settore che ha dimostrato solidità anche nei periodi di maggiore instabilità economica. Costruire nuove opportunità di sviluppo e rafforzare la cooperazione economica tra Puglia e Germania. È questo l’obiettivo della missione istituzionale italo-tedesca in corso nella Bassa Sassonia, una delle aree strategiche del nord della Germania per i collegamenti commerciali internazionali. A rappresentare la Puglia è il consigliere regionale e segretario del Partito Democratico pugliese, Domenico De Santis, impegnato in una serie di incontri promossi dalla Fondazione Friedrich-Ebert. Dopo le riunioni con la presidente del Parlamento di Brema, Antje Grotheer, e i vertici della Camera dei Lavoratori, la delegazione ha visitato il porto di Brake, uno dei principali scali europei per il traffico di merci agricole tra Europa e Stati Uniti. “È importante definire una strategia comune di crescita e sviluppo tra i due territori” ha sottolineato De Santis. Particolare attenzione è stata dedicata alle filiere agroalimentari, considerate un pilastro dell’economia pugliese e un settore che ha dimostrato solidità anche nei periodi di maggiore instabilità economica. Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori incontri con i rappresentanti del Parlamento regionale della Bassa Sassonia per affrontare temi come sviluppo economico, transizione energetica, integrazione europea e competitività industriale. Intervista a Domenico De Santis, Segretario regionale PD Puglia

L’imprenditore traccia il primo bilancio del Crazy Pizza ed elogia gli operatori turistici locali che creano “un indotto incredibile”. “In Puglia si sta creando un indotto molto forte”, parola di Fabio Briatore da Savelletri, l’ex piccolo borgo di marinai in cui adesso c’è anche il suo “Crazy pizza”. L’imprenditore piemontese è entusiasta del debutto del locale e sembra aver cancellato tutte le polemiche che nel 2024 fa fecero sobbalzare gli imprenditori turistici. Briatore se la prese con “i lidi pugliesi di alto livello” che chiedono “60 euro al giorno per ombrelloni e lettini”. “Prezzi da Montecarlo” disse, “con servizi non all’altezza delle tariffe”. La stessa Puglia in cui avrebbe voluto portare il Twiga, previsto e mai realizzato ad Otranto. In due anni evidentemente c’è stata una rivoluzione: “La Puglia è cambiata molto” ha dichiarato Briatore “C’è stata un’evoluzione incredibile. Crazy Pizza registra il sold out ogni sera, sono tutti molto soddisfatti”.  Per Briatore la forza vera è costituita dagli operatori turistici che fanno crescere il territorio, creando un indotto molto forte.

La maggioranza ha presentatato in consiglio regionale una proposta di legge per garantire il voto dei fuori sede: studenti, lavoratori e pendolari. Far votare i fuori sede tramite spead o carta d’identita’ elettronica assicurando un diritto costituzionale spesso negato dalle distanze. E’ l’obiettivo della proposta di legge sottoscritta dai capigruppo di centrosinistra e dal governatore Decaro, per trasformare in norma definitiva le sperimentazioni già avviate negli ultimi appuntamenti elettorali. Una soluzione rivolta a circa 7,5 milioni di italiani costretti a studiare o lavorare lontano da casa. La maggioranza pugliese non vuole fermarsi a una proposta simbolica e proverà a coinvolgere altre quattro regioni per presentare un fronte comune in parlamento per chiedere una riforma nazionale. Una misura contro l’astensionismo involontario che punta anche a coinvolgere il ribattezzato popolo dei referendum, soprattutto giovani, emerso durante il recente quesito sulla giustizia. Intervista a Stefano Minerva (capogruppo Pd regione Puglia)

Crollo dell’occupazione, -0,3% dopo quattro anni di crescita. Segnali positivi arrivano dall’export pugliese . Si arresta nel 2025 la corsa dell’economia pugliese che registra un +0,4% di Pil, quasi la metà della ricchezza prodotta nel resto delle regioni del Sud e al di sotto di quella nazionale. L’analisi emersa dal rapporto di Bankitalia illustrata nella sede di Bari evidenzia un quadro in chiaroscuro con diversi segnali preoccupanti. A partire dal crollo dell’occupazione -0,3% dopo quattro anni di crescita anche se diminuisce di un terzo il ricorso alla cassintegrazione assorbita dalla crisi Ilva che ha drenato il 40% del monte ore complessivo. Male l’agricoltura condizionata dalla crisi idrica ed il settore dei servizi. Bene il turismo, il vero traino per l’economia pugliese insieme alle costruzioni +3,4% spinte dal Pnrr, in calo le vendite di abitazioni con l’aumento dei prezzi delle case che sfiora il 4%. In generale un quadro di stagnazione con un fatturato delle aziende sostanzialmente stabile. Altri segnali positivi arrivano dall’export pugliese che non ha risentito di dazi e crisi geopolitiche anche se lo scenario futuro non sembra confortante.

. Graziamaria Starace, assessora al Turismo della Regione Puglia, è intervenuta sulla vicenda dell’inchiesta con un post sui social: “Mpreme chiarire alcune cose nel pieno rispetto delle attività d’indagine che devono fare il loro corso -scrive – Trattasi di una delicata e dolorosa vicenda strettamente personale e familiare, che mi perseguita da anni e mi vede vittima (…) Ho piena fiducia nella magistratura che ricostruirà ogni passaggio nelle sedi proprie (..). Per questo, per quanto possibile, chiedo rispetto e riserbo per il resto della mia famiglia che merita tutele, ancora di più oggi”.

. Oggi e domani si torna al voto per il secondo turno di ballottaggio in sei comuni pugliesi. Urne aperte dalle 7:00 alle 23:00 di oggi e domani lunedì dalle 7:00 alle 15:00. A scegliere il loro sindaco saranno circa 182mila cittadini chiamati a recarsi in 203 seggi. A Trani, unica città capoluogo di provincia, sarà sfida tra centrosinistra con Marco Galiano, sostenuto da Pd, Popolari, Italia viva, Alleanza verdi a sinistra, Popolari con Galiano e Per, e centro destra con Angelo Guarriello, sostenuto da una coalizione composta da FdI, Movimento Trani libera, lista Angelo Guarriello, Forza Italia. Al primo turno, con un’affluenza alle urne del 65%, Galiano ha ottenuto poco più del 40% dei consensi, Guarriello il 30%. A Molfetta, città attualmente commissariata, i cittadini dovranno scegliere tra Manuel Minervini , sostenuto dal campo largo e Rifondazione comunista, che al primo turno si è fermato al 44% e il civico Pietro Mastropasqua che al primo turno ha ottenuto il 36%.A San Giovanni Rotondo sarà sfida tra due candidate: Rossella Fini, sostenuta dal campo largo e Floriana Natale sostenuta dal centrodestra. A San Vito dei Normanni, si contendono la poltrona di primo cittadino Giacomo Viva per il centrodestra che ha ottenuto il 38% dei voti al primo turno e Marco Ruggiero per il campo largo che ha raggiunto il 37% dei consensi due settimane fa. A Casarano ballottaggio tra Ottavio De Nuzzo del centrodestra, 40% al primo turno, e Marco Nuzzo del centrosinistra, quasi 29%. A Tricase sfida tra i civici Andrea Morciano e Antonio De Donno, che al primo turno del 24 e 25 maggio hanno ottenuto rispettivamente circa il 25 e il 23% dei consensi.

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