
“Capitale della cultura d’impresa di Confindustria 2026”: primo incontro con l’azienda Macnil
Più di 25 anni di storia nel settore hi-tech Nel Museo Civico di Bari le più belle storie d’impresa vanno in scena come vere e
Più di 25 anni di storia nel settore hi-tech. Nel Museo Civico di Bari le più belle storie d’impresa vanno in scena come vere e proprie rappresentazioni. Accade nell’ambito degli incontri di “Capitale della Cultura d’Impresa di Confindustria 2026”. Protagonista della prima serata, un’eccellenza pugliese del mondo hi-tech: Macnil Interviste: Mariarita Costanza, Fondatrice Macnil; Mario Aprile, Presidente Confindustria Bari e Bat
Crollo dell’occupazione, -0,3% dopo quattro anni di crescita. Segnali positivi arrivano dall’export pugliese . Si arresta nel 2025 la corsa dell’economia pugliese che registra un +0,4% di Pil, quasi la metà della ricchezza prodotta nel resto delle regioni del Sud e al di sotto di quella nazionale. L’analisi emersa dal rapporto di Bankitalia illustrata nella sede di Bari evidenzia un quadro in chiaroscuro con diversi segnali preoccupanti. A partire dal crollo dell’occupazione -0,3% dopo quattro anni di crescita anche se diminuisce di un terzo il ricorso alla cassintegrazione assorbita dalla crisi Ilva che ha drenato il 40% del monte ore complessivo. Male l’agricoltura condizionata dalla crisi idrica ed il settore dei servizi. Bene il turismo, il vero traino per l’economia pugliese insieme alle costruzioni +3,4% spinte dal Pnrr, in calo le vendite di abitazioni con l’aumento dei prezzi delle case che sfiora il 4%. In generale un quadro di stagnazione con un fatturato delle aziende sostanzialmente stabile. Altri segnali positivi arrivano dall’export pugliese che non ha risentito di dazi e crisi geopolitiche anche se lo scenario futuro non sembra confortante.
Prima dell’analisi dei conti, sono state consegnate quaranta borse di studio a giovani soci e figli di soci per i risultati scolastici e accademici raggiunti. Nel corso dell’assemblea dei soci, la Banca Popolare Pugliese è stata premiata dall’ABI per il suo impegno nel campo dell’intelligenza artificiale. Interviste a Vito Antonio Primiceri, presidente Banca Popolare Pugliese; Mauro Buscicchio, Direttore Banca Popolare Pugliese Servizio di Matteo Bottazzo
I dati del primo trimestre del 2026. Il sistema imprenditoriale pugliese avvia il 2026 con un segnale moderatamente positivo. Nel primo trimestre dell’anno, il saldo tra iscrizioni e cessazioni si attesta a +266 imprese, per un tasso di crescita del +0,07%, in linea con la dinamica del Mezzogiorno e leggermente superiore alla media nazionale (+0,01%). A trainare la crescita sono ancora una volta le società di capitali, che in Puglia registrano un aumento dell’1,12%, contro lo 0,80 nazionale, confermandosi il motore della trasformazione del tessuto imprenditoriale verso modelli più strutturati. Continuano invece a ridursi le forme tradizionali: società di persone: -0,34% ditte individuali: -0,39% altre forme: -0,19% Focus provinciale: Brindisi e Bari guidano una timida crescita L’analisi territoriale mostra un quadro differenziato: Brindisi registra la performance migliore con +0,31% (saldo +121 imprese) Bari segue con +0,12% (+171 imprese) Lecce si mantiene in territorio positivo con +0,08% (+63 imprese) Foggia chiude leggermente in calo (-0,07%, saldo -49) Taranto segna una flessione (-0,08%, saldo -40) «Il dato del primo trimestre – commenta la presidente di Unioncamere Puglia, Luciana Di Bisceglie – conferma anche in Puglia una tendenza ormai strutturale: le imprese crescono quando sono più organizzate, capitalizzate e orientate ai servizi. Allo stesso tempo, però, restano segnali di fragilità in alcune aree e nei segmenti più tradizionali del tessuto produttivo. È su questi fronti che occorre rafforzare le politiche di accompagnamento e innovazione, per sostenere la competitività e favorire una crescita più equilibrata su tutto il territorio regionale».
Confindustria Bari e Bat ha offerto alle sue imprese l’opportunità di dialogare con i consulenti di Signet Capital. Offrire alle Pmi pugliesi opportunità di investimenti e finanziamenti con capitali americani. Era l’obiettivo dell’incontro organizzato in Confindustria. Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo Interviste a Tracy E.Roberts, Senior Vice President per affari commerciali in Europa Signet Capital; Michael F. Paparella, Managing Director Signet Capital
L’assessore regionale Di Sciascio: “Prospettive per un’azienda storica”. Dopo mesi di incertezza ed il fallimento dell’ultimo tentativo di cessione, s’intravede finalmente la luce per lo stabilimento AC Boilers di Gioia del Colle, e per i suoi 120 lavoratori. Al ministero del Made in Italy è stato firmato un accordo preliminare tra il gruppo Sofinter, proprietario del sito, e Ansaldo Energia, interessato all’acquisizione. L’intesa prevede un piano di investimenti da 50 milioni di euro per il rilancio del sito. Grande soddisfazione per la regione Puglia e la task force lavoro. Ascoltiamo l’assessore pugliese allo sviluppo economico che ha ringraziato il ministro Urso. Intervista ad Eugenio Di Sciascio, assessore sviluppo economico regione Puglia.
Il quadro poco confortante tracciato dalla Cisl di Bari e Bat che ha presentato il “Dossier lavoro 2025”. Il lavoro nella provincia di Bari è sempre più precario. Aumenta il numero dei disoccupati e di coloro che si scoraggiano e il lavoro non lo cercano più. Questo è quanto emerge dell’ultimo report della Cisl. Montaggio di Maria Cristina Quintale
La presenza territoriale è assicurata da 75 filiali, presenti in 62 Comuni nelle province di Matera, Potenza, Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto. Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Centrale Banca ha approvato e presentato ai vertici delle Banche affiliate e delle Società controllate il Piano Strategico di Gruppo 2026–2028 che definisce le priorità di sviluppo del prossimo triennio e rafforza l’impegno del Gruppo verso una crescita sostenibile. Il Piano Strategico 2026–2028 definisce con chiarezza le priorità del Gruppo e orienta una crescitacoerente con i valori della cooperazione, capace di generare valore economico e sociale neiterritori in cui siamo storicamente presenti – dichiara Sandro Bolognesi, Amministratore Delegato diCassa Centrale Banca –. Gli investimenti in innovazione, persone e processi rafforzano il nostromodello mutualistico, consentendo di migliorare la qualità del servizio e di accompagnare in modoconcreto famiglie, imprese e comunità locali nei loro percorsi di sviluppo”. I risultati raggiunti al termine dell’esercizio 2025 e le direttrici strategiche alla base del PianoStrategico di Gruppo hanno consentito di definire le proiezioni economico finanziarie checonfermano il ruolo centrale delle Banche affiliate al servizio delle famiglie e imprese del territorio.In particolare, nelle regioni Puglia e Basilicata sono 7 le Banche di Credito Cooperativo del Gruppoin cui operano ad oggi 600 persone: BCC dell’Alta Murgia, BCC di Alberobello Sammichele eMonopoli, BCC di Cassano delle Murge e Tolve, BCC di Conversano, BCC di Locorotondo, BCC diSan Giovanni Rotondo, BCC di San Marzano di San Giuseppe. La presenza sul territorio La presenza territoriale è assicurata da 75 filiali, presenti in 62 Comuni nelle province di Matera, Potenza, Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto. In 6 Comuni, le Banche di Credito Cooperativo del Gruppo rappresentano l’unica presenza bancaria, a riconferma dell’impegno concreto alla prossimità nella costruzione della relazione con Soci e Clienti. Nel corso del 2025 il numero di filiali sul territorio è cresciuto, in controtendenza rispetto alle dinamiche di riduzione da parte del sistema bancario italiano. L’esposizione creditizia performing verso la clientela è prevista in costante crescita con target al 2028 di 2,9 miliardi (pari a una variazione media annua del +2,9%). La raccolta complessiva da clientela è attesa in crescita a 6,0 miliardi a fine 2028: la raccolta diretta a 4,5 miliardi (+2,2%) mentre la raccolta indiretta è prevista in aumento a 1,5 miliardi (+9,1%). Le previsioni È prevista la crescita costante dei finanziamenti al territorio italiano con target 2028 a 57 miliardi(+7,6% rispetto al 2025) e 30 miliardi di nuove erogazioni alla clientela nel triennio, con un’incidenzanetta del credito deteriorato contenuta allo 0,9%. La raccolta complessiva da clientela è prevista in crescita oltre i 148 miliardi a fine 2028 (+14%) con una forte spinta della componente indiretta fino a 68 miliardi (+25%). Il rapporto tra prestiti alla clientela e raccolta diretta rimane conservativo in area 68% in arco piano, confermando una situazione di abbondante liquidità strutturale. A livello reddituale, il margine di interesse è proiettato, prudenzialmente, in moderata crescita alivello di Gruppo Bancario (+1,7%) alla luce dell’attuale contesto di mercato caratterizzato da forteincertezza. Si evidenzia il crescente contributo del margine commissionale, legato al rafforzamento dell’offerta di prodotti e servizi, fino ad un miliardo a fine 2028 con una crescita media annua del 4,1% rispetto ai valori del 2025. Come risultante delle dinamiche citate, il margine d’intermediazione del Gruppo Bancario si assesterà su livelli superiori rispetto agli attuali, raggiungendo i 3,5 miliardi (3,2 miliardi nel 2025), con un risultato operativo pari a 1,45 miliardi a fine Piano, che fattorizza il piano di investimenti IT (300 milioni nel triennio 2025 – 2028), il rafforzamento dell’organico di Gruppo, e stime prudenti della componente attesa di inflazione. Il cost/income ratio a livello di Gruppo è previsto stabile in area 58%. La traiettoria di costante rafforzamento patrimoniale è confermata con un obiettivo a livello di Gruppo Bancario di Common Equity Tier 1 (CET1) pari al 35,4%, valore ai vertici del sistema bancario nazionale ed europeo.
I dati del Rapporto Ristorazione 2026 di Fipe-Confcommercio. Nel 2025 la ristorazione italiana ha registrato consumi per 100 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto all’anno precedente, ma ancora lontano rispetto al periodo pre-Covid. È questo il quadro emerso dal Rapporto Ristorazione 2026 di Fipe-Confcommercio, presentato a Roma. I numeri parlano chiaro: le imprese del settore sfiorano quota 325mila con la famiglia che si conferma un asset strategico importante. L’anno scorso il riconoscimento della cucina italiana patrimonio immateriale dell’Unesco ha premiato l’intera filiera. Non mancano però alcune ombre e difficoltà nel settore. Intervista a Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio
“Oggi, se qualcuno deve investire in Puglia, deve farlo a Taranto”. 66 progetti industriali a Taranto per oltre 160 milioni di euro sono stati presentati alla Regione Puglia. In poche settimane sono triplicati i progetti finanziabili con il Just Transition Fund. “È una prima iniezione di fiducia nei confronti di un territorio che ha bisogno di ricominciare a credere nel futuro” ha detto il presidente Decaro nella sede di Confindustria e poi a palazzo di città con le associazioni di categoria. “Oggi se qualcuno deve investire in Puglia, deve farlo a Taranto. Per noi – ha dichiarato il governatore – è una priorità dal punto di vista economico, dal punto di vista sociale e culturale”. L’aumento delle proposte sul territorio di Taranto coincide con la sospensione temporanea dei bandi finanziati con i fondi europei 2021-2027, decisa proprio il 3 marzo scorso dalla Giunta regionale per mancanza di risorse sufficienti a finanziare ulteriori progetti. “Oggi – ha detto Decaro – bisogna capitalizzare tali benefici, attraverso l’attivazione di un tavolo specifico dedicato all’attrazione degli investimenti nel territorio jonico”. L’ex Ilva, secondo il presidente della Regione, da fattore di crescita rischia di diventare elemento di blocco dello sviluppo. Oggi Taranto cresce meno in termini di Pil e non riesce a risultare attrattiva dal punto di vista turistico come potrebbe. “Solo nel momento in cui convincerà se stessa – ha concluso il governatore – probabilmente potrà riuscire a convincere anche gli altri”.
La Puglia è sul podio nazionale per le nuove occupazioni sul suolo, ben 818 ettari persi nel 2024. Il documento presentato oggi da fondazione Inarcassa a Taranto parla chiaro: l’obbiettivo è trasformare la rigenerazione urbana nella principale leva di sviluppo economico. La Puglia è sul podio nazionale per le nuove occupazioni sul suolo, ben 818 ettari persi nel 2024. Il Manifesto propone sei pilastri per valorizzare il territorio e risolvere le varie problematiche burocratiche. Uno dei problemi riguarda la frammentazione, in quanto le varie leggi regionali creano confusione. Il Manifesto a tal proposito propone una legge Quadro Nazionale per standardizzare le procedure e una cabina di regia unica presso la Presidenza del Consiglio. Sono stati presentati punti sul futuro importanti: qualità progettuale come criterio guida, digitalizzazione, semplificazione procedure e incentivi mirati per tutelare imprenditori. “L’Italia parla di rigenerazione da un decennio, ma resta bloccata da una paralisi operativa” queste le dichiarazioni del presidente di Inarcassa Andrea De Maio, che individua la burocrazia come antagonista del progresso.
In Puglia l’80% delle risorse andrà agli incentivi alle imprese. Una delle più grandi manovre di revisione della politica di coesione mai realizzate a Bruxelles. La rimodulazione di risorse già assegnate a Stati e Regioni, non spese, o spostate da capitoli meno strategici, che ora vengono ricollocati su altre priorità. Sono cinque gli assi su cui sono stati rimodulati gli aiuti comunitari: incentivi alle imprese, casa, acqua, energia e difesa. Per l’Italia la rimodulazione del settennio 2021-2027 vale circa 7 miliardi di euro, dei quali ben 679 milioni destinati alla Puglia e 102 alla Basilicata. Per la Puglia un tesoretto sostanzioso, manna dal cielo, sbloccata grazie anche all’ottimo feeling istituzionale tra il vicepresidente della commissione europea Fitto e il governatore Decaro. E proprio ieri, 25 marzo, Fitto a Bruxelles ha illustrato la manovra.
Foggia e Lecce guidano la classifica tra le aziende agricole della regione. Le aziende agricole in Puglia condotte da imprenditori stranieri sono 590. A dirlo è Coldiretti Puglia sulla base dei dati di Movimprese. La diffusione su larga scala nella regione attesta la natura dinamica dell’attività primaria regionale. In particolare, Foggia registra il numero più elevato di aziende guidate da stranieri nel settore (198) ma è Lecce ad avere la maggiore incidenza nel tessuto economico locale con l’11,9%. Le altre province: Bari con 94 imprese (4,3%), BAT con 45 (2,5%), Brindisi con 78 (6,2%), Taranto con 53 (4,7%). Oltre alla questione imprenditoriale straniera, anche il tema dell’occupazione estera nella regione porta con sé una statistica rilevante: quasi un terzo del Made in Italy a tavola prodotto in Puglia arriva proprio dalla manodopera straniera. Dati che confermano l’apertura e l’interconnessione del settore primario pugliese ma che aprono ad una sfida di maggiore competitività e continuità produttiva delle sue imprese.
Dati allarmanti di Coldiretti Puglia Duro colpo per l‘agricoltura in Puglia: le aziende agricole registrano aumenti da 200 a 1500 euro ettaro al mese di costi di produzione fino al 30% fra gasolio, fertilizzanti e materie prime dovuti al conflitto in Iran. La stima è di Coldiretti Puglia. L’esplosione dei costi di produzione fino al 30%, determinata dalla guerra in Iran, determina rincari a doppia cifra per fertilizzanti e listini delle materie plastiche, rendendo necessarie misure urgenti di sostegno a livello europeo per tutelare le coltivazioni. La richiesta di Coldiretti per risolvere il problema riguarda la valorizzazione dei concimi naturali e la cancellazione del Cbam: una tassa sui fertilizzanti che grava non poco sulle imprese agricole. Dopo il conflitto in Ucraina del 2022 era già emerso che gli incrementi sui prezzi di consumo non corrispondono a un miglioramento del compenso per i lavoratori. “Gli agricoltori sono la categoria più penalizzata della filiera” queste le parole del presidente di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, sul settore agricolo che si conferma sempre più vulnerabile. A pesare è anche il caro gasolio nel comparto della pesca, dove la disponibilità di pesce italiano è calata del 20%.
La proposta sarebbe paragonabile a quella del fondo americano Flacs e potrebbe cambiare il confronto in atto per la vendita della società italiana. Una proposta vincolante per rilevar l’intero asset dell’ex Ilva è stata presentata ieri ai commissari di Ilva e Acciaierie d’Italia. Lo si apprende da fonti vicino al dossier che sottolineano come la propostasarebbe paragonabile a quella del fondo americano Flacs e potrebbe cambiare il confronto in atto per la vendita della società italiana. Secondo quanto si apprende, inoltre, negli ultimi giorni sarebbero stati chiesti al gruppo Flacs integrazioni sostanziali alla proposta per quanto riguarda due aspetti: da una parte sul piano industriale, dall’altra sulla solidità finanziaria alla luce degli investimenti che servirannoin futuro per l’acquisto di forni elettrici e per le bonifiche previste. Il fondo americano avrebbe però detto di aver bisogno di ulteriore tempo.
Nella sede di Confindustria di Bari il forum dedicato a investimenti e collaborazioni. Rafforzare gli scambi tra Regno Unito, Puglia e Basilicata e favorire nuovi progetti industriali e commerciali tra le due regioni. È l’obiettivo comune ribadito durante l’evento ‘UK-Puglia Business Forum’, organizzato da Confindustria Bari e Bat in collaborazione con il Consolato Generale britannico di Milano. Montaggio di Maria Cristina Quintale
. E’ “incolmabile” la distanza tra Natuzzi spa e sindacati, quindi la riunione di oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è chiusa con un mancato accordo. Ne dà notizia Natuzzi in una nota. All’incontro erano presenti anche rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata. Oggetto del confronto il Piano Industriale 2026-28 che – secondo Natuzzi – è “la risposta strategica alla necessità di affrontare la forte instabilità geopolitica ed economica attuale e di adattare il proprio modello di business in risposta ad uno scenario globale in profonda trasformazione”. Per i sindacati invece non si possono accettare soluzioni già individuate dall’azienda che sono basate solo esternalizzazioni di produzioni e dismissioni di stabilimenti. Qui l’intervista all’assessore al Lavoro della Regione Puglia Eugenio Di Sciascio
L’obbiettivo è l’innovazione tecnologica per crescere. Cresce l’innovazione nei campi italiani spinta dall’ingegno delle 49mila imprese agricole under35 attive. Aumentano anche i giovani occupati (+6%) in agricoltura. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti. Il settore agricolo è l’unico che nel 2025 ha visto una crescita dei giovani lavoratori: +6% rispetto al 2024; per i soli contratti a tempo indeterminato l’aumento è del 19%. I giovani agricoltori italiani valgono il doppio della media Ue, con la produttività degli under 35 che raggiunge i 4.800 euro a ettaro, contro i 2.500 dei colleghi europei, secondo il centro studi Divulga. A livello assoluto, le regioni leader per numero di imprese agricole giovanili sono Sicilia (5.900 aziende), Puglia (4.900 aziende) e Campania (4.400 aziende). Passando all’incidenza sul totale settoriale regionale, al top si piazzano Liguria, Basilicata e Valle d’Aosta, con circa il 10% ciascuna. Gli agricoltori under 35 si posizionano al terzo posto per numerosità, dietro solo al commercio al dettaglio e costruzioni, ma davanti a ristorazione, imprese di servizi alla persona, commercio all’ingrosso e settore manifatturiero nel suocomplesso.
Promuove il mutuo soccorso e il benessere dei soci e dei clienti con particolare attenzione a servizi alla persona in ambito sanitario, dell’educazione e del tempo libero, della gestione familiare. Illustrato a Bari il progetto nato tre anni fa nella Bcc di Castellana Grotte, che mira a promuovere il mutuo soccorso tra i soci clienti. Oggi vi hanno aderito già 3mila associati. Montaggio di Cosimo CaragiuloIntervista a Nicola Guastamacchia, Direttore Federazione Bcc Puglia e Basilicata
Un salotto per mettere a confronto le esperienze e fare rete. Formazione, supporto alla gestione, strumenti di finanziamento, al centro dell’evento organizzato da Confartigianato per i giovani imprenditori. Riprese di Cosimo CaragiuloIntervista a Francesca Di Done, Presidente Giovani Imprenditori Confartigianato

Più di 25 anni di storia nel settore hi-tech Nel Museo Civico di Bari le più belle storie d’impresa vanno in scena come vere e

Crollo dell’occupazione, -0,3% dopo quattro anni di crescita. Segnali positivi arrivano dall’export pugliese Si arresta nel 2025 la corsa dell’economia pugliese che registra un +0,4%

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BANCHE La presenza territoriale è assicurata da 75 filiali, presenti in 62 Comuni nelle province di Matera, Potenza, Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto

I dati del Rapporto Ristorazione 2026 di Fipe-Confcommercio Nel 2025 la ristorazione italiana ha registrato consumi per 100 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto all’anno

ECONOMIA “Oggi, se qualcuno deve investire in Puglia, deve farlo a Taranto” 66 progetti industriali a Taranto per oltre 160 milioni di euro sono stati

La Puglia è sul podio nazionale per le nuove occupazioni sul suolo, ben 818 ettari persi nel 2024 Il documento presentato oggi da fondazione Inarcassa

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Nella sede di Confindustria di Bari il forum dedicato a investimenti e collaborazioni Rafforzare gli scambi tra Regno Unito, Puglia e Basilicata e favorire nuovi

E’ “incolmabile” la distanza tra Natuzzi spa e sindacati, quindi la riunione di oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è

L’obbiettivo è l’innovazione tecnologica per crescere Cresce l’innovazione nei campi italiani spinta dall’ingegno delle 49mila imprese agricole under35 attive. Aumentano anche i giovani occupati (+6%)

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