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condanna

La storia risale al  2021. La vittima si chiamava Fedelino Margheriti, di Torre Santa Susanna. Aveva 51 anni. Abbandonarono l’amico nel bosco di Crispiano e lui morì a causa di un infarto: i due sono stati condannati in primo grado a cinque anni e sei mesi per morte come conseguenza di altro reato. La storia risale al  2021. Il 5 dicembre di quell’anno Fedelino Margheriti, 51 anni, di Torre Santa Susanna, fu ritrovato senza vita nelle campagne di Crispiano. Due giorni prima era andato con due amici nel bosco per raccogliere funghi. Si erano divisi per darsi appuntamento in un luogo stabilito e tornare a casa. Margheriti però si perse e gli amici rientrarono senza cercarlo e senza nemmeno dare l’allarme, nonostante fossero a conoscenza delle delicate condizioni di salute dell’uomo e del fatto che non avesse con se il cellulare.  Le ricerche iniziano il pomeriggio dopo la denuncia dei familiari di Margheriti. Due giorni dopo i vigili del fuoco scoprirono il cadavere. L’autopsia evidenziò che la vittima era deceduta per un infarto generato, con molta probabilità, dallo stress subito per la perdita dell’orientamento.  Secondo la difesa dei due imputati Margheriti era in condizioni di salute tali per cui, anche se fosse stato tempestivamente soccorso, non ce l’avrebbe fatta. Ma i giudici non hanno condiviso la tesi e li hanno condannati. 

Stando alle contestazioni, l’uomo avrebbe maltrattato la compagna per circa un anno, sottoponendola ad una serie continua di vessazioni e offese.. Il Tribunale di Bari ha condannato alla pena di 4 anni e sei mesi di reclusione un 33enne residente in provincia, accusato di maltrattamenti, lesioni e stalking ai danni della ex convivente. I giudici hanno disposto anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.Stando alle contestazioni, l’uomo avrebbe maltrattato la compagna per circa un anno, sottoponendola ad una serie continua di vessazioni e offese.“Ti sfregio, ti uccido”, le avrebbe detto in alcune circostanze, stringendole in più occasioni le mani attorno al collo durante i litigi. Accusandola di ipotetiche relazioni con altri uomini, le avrebbe strappato il cellulare dalle mani, cancellando i contatti a lui non graditi. In una denuncia si fa anche riferimento ad un morso sul volto.La donna era assistita dall’avvocato Anna De Tommaso, mentre l’associazione Gens Nova era costituita parte civile con l’avvocato Nicola Antuofermo.

Spesso la picchiava, le tirava i capelli o la chiudeva in uno sgabuzzino al buio. La bambina ha subito anche abusi sessuali.. Il Tribunale di Lecce, in composizione collegiale, ha condannato una donna di 52 anni a sette anni di reclusione con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. La donna rispondeva di vessazioni nei confronti della figlia di dieci anni, oggi 22enne. Sarebbe stata la stessa ragazzina, durante la separazione dei genitori, a raccontare alla psicologa i comportamenti vessatori della madre. Spesso la picchiava, le tirava i capelli o la chiudeva in uno sgabuzzino al buio. La bambina ha subito anche abusi sessuali. Il tribunale ha disposto anche l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, dichiarando la donna decaduta da ogni diritto alimentare e di successione nei confronti della figlia

A rendersi conto dell’errore, il nuovo avvocato difensore del 48enne, tornato in libertà. Aveva già interamente scontato la pena anni prima, ma il tribunale lo aveva condannato per lo stesso reato. Protagonista della vicenda un 48enne barese, pregiudicato, tornato libero dopo che il Tribunale di Bari ha accertato che l’uomo aveva già pagato il suo debito con la giustizia e ha revocato la condanna per droga. Cinque i mesi in più scontati per errore agli arresti domiciliari. La vicenda risale al 7 febbraio 2017. Il pregiudicato, arrestato in flagranza per la cessione di due dosi di cocaina al costo 50 euro, era stato processato il giorno dopo per direttissima e condannato alla pena di 8 mesi di reclusione e 1.400 euro di multa. Dopo cinque anni, il 28 marzo 2022, è stato condannato a ulteriori 16 mesi di reclusione e 2mila euro di multa al termine di un processo celebrato con rito ordinario. Una sentenza passata in giudicato nel settembre 2024, in espiazione dal 22 aprile scorso. A rendersi conto dell’errore, il nuovo avvocato difensore del 48enne, tornato in libertà.

. Circonvenzione di incapace e truffa. Finisce con una condanna a tre anni di reclusione, il pm ne aveva chiesti 5, il processo davanti al tribunale di Trani nei confronti di un maresciallo dei carabinieri in servizio alla stazione di Trani, Emanuele Di Reda, imputato in concorso con un avvocato, Francesco Di Pace, invece assolto per non aver commesso il fatto. I due finirono ai domiciliari a fine gennaio del 2020 accusati di aver raggirato due anziani, marito e moglie, facendo credere alla coppia di curare la compravendita di un loro immobile in provincia di Salerno e di indagare su ammanchi “anomali” di denaro verificati sul conto corrente, fino a sottrare una cifra intorno ai 60mila euro. Secondo quanto accertato dalle indagini il luogotenente si sarebbe fatto nominare erede universale dei coniugi, utilizzando documenti falsificati, il legale invece avrebbe fatto intendere di cause penali che in realtà non c’erano. Il militare, la cui difesa ha preannunciato ricorso in Appello, è stato assolto dal reato di detenzione abusiva di munizioni e da quella di ricettazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, che erano state trovate in caserma. L’avvocato Francesco Di Pace era difeso dal collega Antonio Florio. Parti offese i coniugi e il Comando generale dell’Arma dei carabinieri.

Inflitti 4 anni di reclusione al pluripregiudicato Giuseppe Sidella, assolti la moglie e un presunto complice. Il Tribunale di Bari ha condannato a quattro anni di reclusione il pluripregiudicato 53enne Domenico Sidella, imputato per le presunte estorsioni mafiose ai pescatori del porto di Santo Spirito. il pm antimafia Marco D’Agostino aveva chiesto 12 anni. I giudici hanno escluso l’aggravante mafiosa e hanno assolto gli altri due imputati, la moglie Caterina Santoro, e il presunto complice Raffaele Altieri. Nel processo il Comune di Bari e la Regione Puglia si erano costituiti parti civili. Stando alle indagini dei carabinieri Sidella chiedeva ai pescatori dai 10 ai 100 euro al mese come protezione da incendi, affondamenti, danneggiamenti, pestaggi. 

L’omicidio avvenne nel 2019 a Brindisi, alla base secondo la Corte “motivi abietti”. La Corte d’Appello di Lecce ha confermato la condanna dell’ergastolo per il 29enne Giuseppe Ferrarese, ritenuto responsabile dell’omicidio del 19enne Giampiero Carvone, avvenuto nel settembre 2019 nel quartiere Perrino di Brindisi. Alla base del delitto ci fu un furto d’auto. In appello è stata esclusa l’aggravante dell’agevolazione alla Sacra Corona Unita, mentre è stata confermata quella dei motivi abietti. Ferrarese avrebbe punito il 19enne perché questi aveva rivelato negli ambienti della malavita locale il suo nome e quello di altri che avevano partecipato al furto.

Per l’uomo una multa di 5 mila euro e risarcimento danni nei confronti di un’associazione a difesa degli animali  L’animale era spesso legato a una corda, lasciato solo anche sotto la pioggia È stato condannato dal Tribunale di Lecce a una multa di 5 mila euro per aver abbandonato il proprio cane sul balcone. L’animale era spesso legato a una corda, lasciato solo anche sotto la pioggia. Purtroppo questa vicenda si è conclusa con un tragico epilogo: il cane è morto dopo la caduta dal balcone. Adesso l’uomo, oltre alla multa, è stato condannato anche al risarcimento danni nei confronti della parte civile (un’associazione a difesa degli animali da qualsiasi forma di maltrattamento) e al pagamento delle spese processuali.

Gli animali sono stati soccorsi e ora cercano una nuova casa Ha abbandonato per strada un gatto in una gabbia e in casa ne aveva rinchiusi altri tre in una voliera. È successo a Brindisi. Una 44enne del posto è stata condannata dal gip del tribunale di Brindisi per abbandono di animale e maltrattamento. Al momento i gatti sono stati affidati al sindaco di Brindisi, ma si spera che trovino subito casa. I dettagli sull’adozione saranno pubblicati sulla pagina Facebook di Stop Animal Crimes Italia.

L’automobilista procedeva sulla strada statale 16 bis ad una velocità di 140 km l’ora, a fronte di un limite di 90 È stato condannato a due anni e due mesi di reclusione il 27enne di Palo del Colle che all’alba del 5 agosto 2022 tamponò l’auto su cui viaggiava il barman barese di 47 anni Massimiliano Colonna.Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’automobilista procedeva sulla strada statale 16 bis ad una velocità di 140 km l’ora, a fronte di un limite di 90. L’incidente avvenne all’altezza dell svincolo per Giovinazzo: il 27enne tamponò Colonna, il quale finì fuori strada mentre era a bordo della sua Peugeot 206. Fatale per il 47enne l’impatto contro il guardrail. Il giudice ha concesso il pagamento di provvisionali immediatamente esecutive in favore delle parti civili di oltre 200mila euro.

L’avvocato barese, al quale sono state concesse le attenuanti generiche, è stato riconosciuto responsabile anche dell’ipotesi di estorsione Condanna a 9 anni di carcere per Giacomo Olivieri, uno in meno rispetto quanto aveva chiesto la Dda per l’ex consigliere regionale accusato di voto di scambio politico mafioso per aver stretto accordi con soggetti ritenuti vicini ad ambienti della malavita barese per far eleggere la moglie Maria Carmen Lorusso – poi diventata consigliere comunale a Bari – in occasione delle amministrative del 2019. L’avvocato barese, al quale sono state concesse le attenuanti generiche, è stato riconosciuto responsabile anche dell’ipotesi di estorsione. Al momento della lettura del dispositivo Olivieri non era presente in aula. La difesa ha già annunciato il ricorso in appello. In tutto sono 103 gli imputati condannati dal gup Giuseppe De Salvatore. Fra questi sono stati inflitti 11 anni a Savino Parisi ed Eugenio Palermiti; 14 anni a Tommaso Lovreglio; 5 anni a Gaetano Strisciuglio; 8 anni e 4 mesi a Donato De Tullio; 14 anni a Filippo Mineccia; 5 anni a Bruna Montani; 4 anni e 4 mesi a Michele Nacci; 7 anni ad Antonino Palermiti; 10 anni a Giovanni Palermiti; 7 anni e 4 mesi a Nicola Parisi; 14 anni e 8 mesi a Radames Parisi; 9 anni a Tommy Parisi. Linda Cappello

Il patrimonio consiste in una villa, tre terreni, due fabbricati industriali ed una azienda dedita alla compravendita di rottami ferrosi e commercio autoveicoli e pezzi di ricambio I carabinieri di Bari hanno confiscato beni a un pregiudicato a seguito della condanna a 4 anni di carcere per reati in materia di stupefacenti commessi nel 2006 a Bari, Grumo Appula e Terlizzi. Il patrimonio consiste in una villa, tre terreni, due fabbricati industriali ed una azienda dedita alla compravendita di rottami ferrosi e commercio autoveicoli e pezzi di ricambio. Il provvedimento odierno è stato emesso dalla Corte di Appello di Bari che ha accolto la proposta della Procura Generale della Repubblica di Bari.

L’ex deputato, nonché ex sindaco di San Nicandro Garganico, avrebbe prodotto e commercializzato diplomi e attestati falsi per graduatorie nazionali Confermata la condanna a sette anni e sette mesi per l’onorevole Nicandro Marinacci, ex sindaco di San Nicandro Garganico ed ex deputato parlamentare. Molteplici i capi d’accusa, tra i più eclatanti, associazione a delinquere, falsificazione di documenti pubblici, contraffazione e uso illecito di sigilli ufficiali. Secondo l’accusa, l’ex deputato avrebbe messo in circolazione una serie di attestati falsi, venduti fino a 25 mila euro ciascuno, utilizzati in modo fraudolento per scalare graduatorie e accedere a concorsi pubblici per operatori socio-sanitari. L’inchiesta ha portato a 36 inquisizioni, 33 indagati e altri due arresti, la cui sentenza non è ancora stata dichiarata.

Si tratta di Filippo Minaccia, esponente del clan Palermiti di Bari. I fatti risalgono a febbraio del 2016 È stato condannato a 15 anni di reclusione Filippo Mineccia, esponente del clan Palermiti di Bari, ritenuto responsabile di tentato omicidio per aver sparato all’uomo con il quale la madre aveva avuto una breve relazione. I fatti risalgono al febbraio 2016. Mineccia esplose un colpo all’indirizzo della vittima, colpevole a sua dire di aver offeso la reputazione dei genitori. Le accuse sono aggravate da futili motivi, premeditazione e metodo mafioso La Dda aveva invocato una condanna a 17 anni e mezzo di carcere. L’imputato aveva ammesso le proprie responsabilità, negando però di aver avuto intenzione di uccidere l’ex compagno della madre. L’uomo venne colpito all’addome ma Mineccia disse di aver mirato alle gambe. 

Tre mesi di reclusione ciascuno per due professionisti in servizio nel 2018 all’ospedale San Paolo di Bari. Sono accusati di lesioni colpose ai danni di una paziente Il giudice del Tribunale di Bari Angelica Passarella ha condannato a tre mesi di reclusione ciascuno due chirurghi nel 2018 in servizio presso l’ospedale San Paolo di Bari, accusati di lesioni colpose ai danni di una paziente.Secondo l’accusa, durante un intervento alla colecisti sarebbe stata recisa una via biliare, evento che aveva poi reso necessaria una seconda operazione.La difesa dei due chirurghi ha sostenuto che l’accaduto sia conseguenza non di un errore dei sanitari ma di una complicanza dell’intervento. Disposto il risarcimento da liquidarsi in separata sede nei confronti della persona offesa, costituita parte civile con l’avvocato Gaetano Sassanelli.

Il governatore pugliese dovrà versare 1.500 euro di multa per le dichiarazioni rese nei confronti dell’ex consigliere comunale e segretario del movimento “Riprendiamoci il futuro“ Luigi Cipriani Il giudice del Tribunale di Bari ha condannato a 1500 euro di multa il presidente della Regione Michele Emiliano, accusato di diffamazione ai danni dell’ex consigliere comunale e segretario del movimento “Riprendiamoci il futuro “ Luigi Cipriani.Oggetto del processo le dichiarazioni rese dal governatore nel 2018 durante una trasmissione televisiva di Retequattro, per commentare la mancata visita istituzionale dell’allora ministro Matteo Salvini, che invece si recò nel circolo di Cipriani nel quartiere Libertà .Emiliano nell’occasione parlò di alcuni circoli privati definendoli “circoli della birra”, “equivoci nelle relazioni con la criminalità organizzata”. “Il mio non era un attacco a Cipriani – ha ribadito Emiliano in aula – volevo stigmatizzare il comportamento di Salvini che non aveva rispettato il protocollo recandosi in un circolo privato senza incontrare i rappresentanti delle istituzioni locali”. Cipriani sarà risarcito con 25mila euro. Esclusa la richiesta di una provvisionale. “È una vittoria che dedico a mia figlia recentemente scomparsa – dichiara Luigi Cipriani – a tutti i volontari del movimento Riprendiamoci il Futuro e a tutti i cittadini che non hanno mai smesso di testimoniarmi la loro vicinanza in questi anni. Un grazie dal profondo del cuore all’Avv. Roberto Eustachio Sisto per la tenacia e la passione con la quale ha condotto la mia difesa. Sono veramente contento e commosso”.

Aveva bevuto, tre anni e mezzo di reclusione per 30enne Ha patteggiato una pena a tre anni e sei mesi di reclusione l’automobilista che, il 10 novembre del 2024, a Tricase, stravolse e uccise Naem Uddin. La vittima, di origini bengalesi, aveva solo 22 anni. Stava percorrendo in monopattino un tratto si strada vicino gli impianti sportivi di Tricase, in via Giaccari, quando fu tamponato dalla vettura guidata dall’uomo risultato anche sotto effetto di alcol e droga.

É accusato di aver avuto un rapporto sessuale a pagamento con una minorenne, in un albergo del centro di Bari, a gennaio 2022 Il pm del Tribunale di Bari Matteo Soave ha chiesto una condanna a due anni di reclusione e 3.000 euro di multa per l’avvocato leccese Stefano Chiariatti, accusato di prostituzione minorile per aver avuto un rapporto sessuale a pagamento con una minorenne in un albergo del centro di Bari nel gennaio 2022.Il professionista ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, che si sta celebrando davanti al gup Anna Perrelli. L’udienza è stata rinviata al prossimo 15 ottobre, quando parlerà la difesa. Nel corso dell’interrogatorio, Chiriatti avrebbe detto di non essere consapevole dell’età anagrafica della ragazza. Lo scorso anno il professionista fu sottoposto all’obbligo di dimora a Lecce.

Per la Corte dei Conti deve 109mila per essersi appropriata indebitamente di somme di denaro.  La donna era stata già condannata con sentenza definitiva per peculato aggravato continuato Servizio di Linda Cappello

Vendite fittizie di apparecchi elettronici e di  cellulari, sia nel tarantino che in alcuni comuni del Nord Italia Dovrà scontare 5 anni e 11 mesi di reclusione un tarantino di 45 anni, truffatore seriale online. Secondo la Procura è responsabile, in concorso con altre persone, di numerose e sistematiche vendite fittizie di apparecchi elettronici e di  cellulari, sia nel tarantino che in alcuni comuni del nord Italia. Nel particolare, la Squadra Mobile di Taranto ha ricostruito almeno 5 casi, tutti con lo stesso modus operandi. In fase di trattativa il 45enne rassicurava gli acquirenti, ai quali spesso si presentava con false generalità,  su tempi di consegna e modalità di pagamento, ma una volta ottenuti i soldi spariva nel nulla non rispondendo più al telefono, anche perché usava utenze intestate a altre persone. La polizia ha eseguito il provvedimento e il 45enne è stato trasferito in carcere.

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