I lavoratori erano sfruttati, sprovvisti di qualsiasi tutela. Lavoravano più di dieci ore al giorno per meno di 3 euro all’ora
Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due imprenditori agricoli di Laterza, accusati di omicidio colposo, caporalato, sfruttamento e disastro ambientale per la morte del bracciante indiano, Rajwinder Sidhu Singh, che lavorava nella loro impresa zootecnica, deceduto due anni fa. In carcere da venerdì scorso, Giovanni e Carlo Giannico, padre e figlio, non hanno risposto alle domande del gip Mariano Robertiello. Secondo le ricostruzioni, avrebbero risparmiato 180mila su stipendi e contributi, e 170mila sullo smaltimento dei rifiuti, creando una vasca in cui avrebbero sversato di tutto. Aspetto sul quale sono ancora in corso le indagini. I lavoratori erano sfruttati, sprovvisti di qualsiasi tutela, hanno spiegato procuratrice e carabinieri. Lavoravano più di dieci ore al giorno per meno di 3 euro all’ora.











