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Ultimi dettagli per il prestito dal Napoli . Il Lecce si rinforza in attacco, vero punto debole della rosa composta in estate. E’ ormai fatta per il prestito di Cheddira dal Napoli. Si stanno limando gli ultimi dettagli prima del trasferimento in Salento sino a giugno. Nel post partita di San Siro anche il tecnico Eusebio Di Francesco ha rotto gli indugi chiedendo rinforzi. Stulic sembra poco adatto al calcio italiano. Esprime un buon gioco, ma si perde sotto porta. Cheddira è la punta ideale per gli schemi del Lecce: è un centravanti sia di manovra che da area di rigore. In Serie A ha indossato le maglie di Frosinone e Sassuolo, per un totale di 52 presenze, 8 gol e 1 assist. Si spera possa inserirsi subito nei meccanismi della squadra. Ma ci sono ottime possibilità perché conosce Di Francesco, con cui ha giocato a Frosinone.

Beffa per il Monopoli sconfitto dal Catania in pieno recupero . Quattro successi, due sconfitte e un pareggio: questo il bilancio di pugliesi e lucane nella 22esima giornata del Girone C della Serie C. Il turno è iniziato venerdì con la vittoria dell’Altamura sul campo della Cavese. La squadra di Mangia si impone per 2 – 1 e sale all’undicesimo posto, a due lunghezze dai playoff. Pesante k.o per il Casarano, fermo al decimo posto, sul campo della capolista Benevento. I campani ribadiscono la candidatura alla promozione diretta con un netto 3 – 0. La terza di ritorno segna anche il successo del Potenza al Viviani: 2 – 0 alla Casertana, rivelazione del torneo. I lucani non vincevano in casa da oltre un mese. Ora sono ottavi, alle spalle del Cerignola, che vive un ottimo stato di forma. Gli ofantini fanno loro l’intera posta in palio a Siracusa con una rete di Gambale su calcio di rigore. Un pareggio tutto sommato utile per il Picerno, in casa contro il Latina: 0 – 0. Nelle due gare della domenica sera, il Monopoli subisce la beffa dal Catania: 2 – 1 per gli etnei con gol decisivo di Caturano al 95esimo. Serata indimenticabile a Foggia: i Satanelli superano 2 – 1 il Giugliano sotto gli occhi dei nuovi proprietari Casillo – De Vitto. 

Giallorossi inesistenti in zona gol . Identico risultato nella doppia trasferta di San Siro. Contro Inter e Milan, il Lecce sfodera una prestazione tutto sommati positiva, ma perde 1 – 0. Contro la formazione di Allegri, decide una rete del neo acquisto Fullkrug. Le dinamiche che portano al k.o sono identiche. I giallorossi reggono per 60 minuti, ma quando passano in svantaggio si sgretolano. Ed è purtroppo un rituale già visto. L’attacco è praticamente inesistente. Urgono rinforzi in questi ultimi giorni di calciomercato perché la classifica è preoccupante. Il Lecce è terzultimo, a quota diciassette come la Fiorentina. Prossima match in casa contro la Lazio.

Il primo cittadino attacca i De Laurentiis in un post sui social . Il sindaco di Bari Vito Leccese rompe il silenzio e a nome dell’intera città richiama i De Laurentiis. Lo fa con un post affidato ai social e diventato virale in men che non si dica. Il primo cittadino specifica che la “squadra di calcio non è un bene come gli altri. E’ un patrimonio collettivo”. L’affondo arriva subito perché, specifica Leccese, “come sindaco non posso restare indifferente davanti a una situazione che sta umiliando la passione di un’intera città”. Il riferimento è all’ennesima prova deludente del Bari, sconfitto dalla Juve Stabia in uno stadio deserto e sprofondato al penultimo posto in classifica. Di qui l’invito ad intervenire con la massima urgenza. Si parla di calciomercato e non solo. Perché è ormai certo che siamo di fronte ad una società allo sbando: senza idee, guida. Senz’anima. E’ un corpo vuoto e privo di qualsiasi ambizione. Leccese pretende chiarezza: si è unito al coro di migliaia di tifosi, la cui passione è stata violentata.

La Juve Stabia espugna il San Nicola con un gol di Candellone. Il record negativo di biglietti venduti è il preambolo ad una serata da incubo per i pochi coraggiosi che siedono sulle gradinate del San Nicola. Il Bari perde ancora: 1 – 0 contro la Juve Stabia. La rete decisiva porta la firma di Candellone su calcio di rigore al 57esimo. I biancorossi da questa sera sono penultimi in classifica: sarebbe retrocessione diretta. A pochi giorni dal 118esimo anniversario della fondazione del club, questa dirigenza scrive l’ennesima pagina indecente. I rinforzi promessi sul mercato non sono mai arrivati. E ora diventa difficile, se non impossibile, reperire risorse utili alla causa. Il sogno di avere una proprietà affidabile dal punto di vista economico è diventato una prigione. Si rifletta, non solo sulla posizione di Vivarini e Magalini.

Ottima prova dei giallorossi nonostante le tante assenze . L’Inter passa, ma deve ricorrere all’artiglieria pesante per superare un Lecce ben organizzato. I nerazzurri partono subito forte: al 6’ è Bonny a scaldare i guanti di Falcone, che risponde presente ma resta a terra dolorante dopo l’intervento. Il match s’infiamma a metà della prima frazione. Al 24’ l’arbitro Maresca assegna un calcio di rigore all’Inter per un contatto tra Danilo Veiga e Thuram. Richiamato però al monitor dalla sala VAR, il direttore di gara torna sui suoi passi: Veiga tocca prima il pallone, rigore revocato. L’Inter non ci sta e chiude il tempo in avanti, ma l’occasione più grande capita sui piedi di Sottil che per poco non sorprende Sommer con una volée mancina.Nella ripresa l’Inter alza i giri del motore. Al 51’ Falcone compie un autentico miracolo d’istinto su Nicolò Barella. Chivu capisce che serve nuova linfa e opera una tripla sostituzione che cambierà il volto del match: dentro Frattesi, Luis Henrique e soprattutto Pio Esposito. Il Lecce prova a rispondere e sfiora il gol con Siebert, ma Sommer è attendo e dice di no. Il muro salentino crolla al 78’. Lautaro Martinez, appena entrato, impegna severamente Falcone con una conclusione potente; sulla respinta corta del portiere si avventa come un falco Pio Esposito, che insacca il tap-in del vantaggio nerazzurro. È il gol che rompe l’equilibrio. Nel finale il Lecce prova a riversarsi in avanti ma la difesa nerazzurra difende senza affanni. Il Lecce fa un figurone a San Siro, ma i punti sono ancora zero e domenica ancora al “Meazza” c’è il Milan. 

Decisivo un gol di Murano . Con un gol di Japoco Murano al 58esimo, il Potenza batte la Ternana e si aggiudica la semifinale d’andata della Coppa Italia di Serie C. Il ritorno è in programma tra due settimane, mercoledì 28 gennaio allo stadio di Viviani. Resta vivo il sogno di raggiungere la finale. Sarebbe un risultato storico per il movimento calcistico regionale. Se i lucani vinceranno la coppa di Lega, avranno diritto ad un piazzamento privilegiato ai playoff.

Nessuna novità sul fronte arrivi . A quattro giorni dalla disfatta di Carrara e a tre dal match con la Juve Stabia non si registrano novità. Chiacchiere tante, ci riferiamo alla campagna trasferimenti, fatti zero. I rinforzi non arrivano, mentre sabato sera Vivarini dovrà fare a meno del calciatore col maggior tasso tecnico, Castrovilli, fermato da una lesione di primo grado al retto femorale. La previsione per la guarigione è attorno al mesetto. Intanto pare sia in atto una vera e propria fuga da Bari. Sembra che Moncini e lo stesso Gytkiaer abbiano chiesto di andare via. Con la Juve Stabia si prevede un nuovo record negativo di presenze perché la sconfitta in Toscana ha acuito la disaffezione della tifoseria. In questo clima si festeggerà il 118 compleanno del Bari, un anno che si spera possa portare davvero alla svolta definitiva e cioè alla cessione dell’intero pacchetto azionario del club. Ormai la famiglia De Laurentiis ha perso ogni credibilità. A partire dalle 16,30 e sino alle 21,00 nella e. tesoreria comunale in Via Roberto da Bari, di fronte al palazzo dove fu firmato l’atto costitutivo del Bari Calcio, CasaBari ha organizzato una serie di iniziative cui parteciperanno ex calciatori, giornalisti e il vice Direttore Sportivo Valerio Di Cesare.

Nel pomeriggio l’accordo tra le parti . Per tutti i foggiani è un dolce ritorno al passato. E si spera sia altrettanto glorioso. Gennaro Casillo è il nuovo presidente del Foggia Calcio. Un nome che in città suscita ricordi unici. E’ figlio di Pasquale Casillo, l’indimenticato patron rossonero che negli anni ’90 condusse la squadra in Serie A. Lo fece trovando la sintesi perfetta tra risultati e spettacolo. Fu vincente la scelta di affidare la guida tecnica a Zdenek Zeman e Giuseppe Pavone. Lo Zaccheria divenne il centro del calcio moderno. Allenatori e osservatori da ogni parte del mondo rimasero colpiti dalle sovrapposizioni degli undici in campo. “Zemanlandia” esprimeva un concetto nuovo, rivoluzionario, fatto di movimenti rapidi e linea difensiva alta: gol a grappoli e pubblico alle stelle. Nel pomeriggio Gennaro Casillo ha rilevato il pacchetto di maggioranza. Sarà azionista di riferimento con un altro giovane imprenditore della zona, Giuseppe De Vitto. I due sono attualmente proprietari dell’Heraclea Candela, club che milita nel Girone H dei Dilettanti. Termina l’era Canonico. Tra l’imprenditore barese e la piazza non c’è mai stata attrazione. Contestazioni, inchieste e tentativi estremi di ricucire lo strappo: i suoi anni al timone del club saranno catalogati tra i più bui di sempre. Da oggi inizia una nuova era, con l’augurio che sia un ponte verso un futuro migliore.

Si contano assenze pesanti tra i giallorossi . Il Lecce vola in Lombardia per una doppia trasferta da brividi: tra mercoledì e domenica affronta Inter e Milan, due serie candidate allo scudetto. Come se non bastasse, le milanesi sono state sommerse da critiche feroci per le ultime prestazioni in campionato. L’effetto potrebbe stuzzicare una straordinaria voglia di rivalsa che alza il livello della contesa. Sono comprensibili gran parte delle paure del mondo giallorosso, ancora frastornato dal secondo tempo del Via del Mare contro il Parma: ingenuità – soprattutto in occasione del rosso a Banda – e sfortuna – l’autogol di Tiago Gabriel – hanno spalancato agli ospiti le porte di un successo insperato. La classifica si complica: a ridosso della zona retrocessione c’è un groviglio di squadre che lotta per tirarsi fuori. Fiorentina e Genoa sembrano in gran forma. Tuttavia, i salentini capitalizzano l’ottimo avvio di campionato e restano in zona tranquilla. Quelle elencate sono sfumature che rendono elettrizzanti le sfide alla Scala del Calcio. Le conosce bene mister Di Francesco, e forse per questo in conferenza ha minimizzato parlando di rispetto e positività. E’ altrettanto chiaro che snobbando le ultime polemiche e concentrandosi sulla tenuta atletica dei suoi, ha lanciato un messaggio allo spogliatoio: le gare si decidono in campo. Occorre giocarle per novanta minuti. Resta da decifrare la formazione titolare contro l’Inter. Tra infortunati e squalificati si contano cinque assenze pesanti: Gaspar, Banda, Ramadani, Berisha e Camarda. Recuperati Morente e Jean.

Casarano sconfitto in casa dall’Atalanta U23 . Nel Girone C della Serie C, il Casarano perde in casa contro l’Atalanta Under 23. Ospiti in vantaggio con Cisse ( si dice Sissé ) al 20esimo del primo tempo. Ma la gara è stata fortemente condizionata dall’espulsione di Barone, al 35esimo, che ha così lasciato i salentini in dieci uomini. Il Casarano resta in zona playoff: è nono con 28 punti. Seconda vittoria consecutiva per il Monopoli, che al Veneziani si impone per 1 – 0 sul Siracusa. Nel primo tempo, i padroni di casa falliscono un rigore con Fall. Di Battocchio la rete decisiva. Il Monopoli sale al sesto posto in classifica, con 33 punti. Per pugliesi e lucane, la seconda giornata di ritorno, si chiude con il Monday Night Giugliano Picerno.

. Il Lecce butta via una vittoria che sembrava alla portata, trasformando un avvio dominante in un harakiri figlio dell’indisciplina e della sfortuna.La gara si sblocca immediatamente con il Lecce che passa in vantaggio dopo un solo minuto: Stulic riceve un assist da Banda, controlla di forza e batte Corvi. I salentini sfiorano il raddoppio al 34′ con un palo colpito da Maleh, mentre il Parma fatica a pungere nel primo tempo. La ripresa, tuttavia, cambia totalmente il volto del match. Al 57′ arriva l’episodio chiave: dopo un consulto al VAR, Banda viene espulso per un brutto fallo su Valenti, lasciando il Lecce in dieci. Da qui il declino dei giallorossi e il Parma la ribalta: al 62′ Bernabé colpisce una traversa, preludio al pareggio che arriva al 64′ grazie a un autogol di Tiago Gabriel, sfortunato nel deviare un cross dello stesso Bernabé. Al 72′ i ducali completano il sorpasso: Mateo Pellegrino firma il 2-1 su assist del solito Bernabé. Nel finale, nonostante i numerosi cambi e i tentativi del Lecce di restare in partita con l’ingresso di Gandelman e Sottil, il Parma gestisce il risultato portando a casa tre punti preziosi dopo una rimonta decisa nella seconda frazione di gioco. 

Si impone la Carrarese con un gol di Abiuso . Sono più che fondate le preoccupazioni di Vivarini. La strategia della società è imbarazzante, tanto quanto l’atteggiamento dei calciatori. Nel pomeriggio, i tifosi del Bari hanno assistito all’ennesimo scempio. La Carrarese, concorrente diretta per la salvezza, si aggiudica lo scontro salvezza con un gol di Abiuso, realizzato al 50esimo. E’ la sesta sconfitta esterna stagionale per il Bari, sprofondato al terzultimo posto, in condivisione con Sampdoria e Spezia. Urgono riflessioni non solo su Vivarini – nessuna vittoria con lui in panchina – ma anche su una dirigenza inappropriata, svogliata e senza idee.

Gli ionici battono il Gallipoli 4 – 1 . Il riscatto tanto atteso è arrivato in un freddo pomeriggio di gennaio, con il pubblico che ha lievemente contestato la squadra. La tensione ha avuto effetti benefici perché il Taranto ha messo in campo ogni riserva energetica. Il risultato è netto e senza repliche: 4 – 1 al Gallipoli. Gli ionici staccano il pass per la finale regionale di Coppa Italia contro il Bisceglie, leader del campionato di Eccellenza con 12 punti di vantaggio sui rossoblù. Sarà una finale tutta da vivere. In palio non c’è solo il titolo sportivo, ma la possibilità di conquistare la promozione in D.

Il presunto responsabile è un tifoso della Roma, individuato e denunciato . Un antipatico imprevisto ha condotto il Lecce alla sfida casalinga contro la Roma, disputata nel giorno dell’Epifania. Secondo quanto trapelato in queste ore, un tifoso della Roma, ospite dello stesso albergo in cui alloggiava il club pugliese, ha attivato l’allarme antincendio nel cuore della notte. I responsabili della struttura hanno invitato tutti gli ospiti ad abbandonare le camere per sicurezza. Tra questi anche gli uomini di Di Francesco, che avrebbero voluto riposare beatamente. Al termine dei controlli, è stato accertato che si trattava di un falso allarme. Il responsabile è stato individuato e accompagnato in Questura, dove è stato denunciato per procurato allarme. Solo all’alba è stato possibile rientrare in camera. Sicuramente le ragioni del k.o subito dal Lecce non sono riconducibili all’episodio spiacevole, frutto della scarsa ragionevolezza di alcuni appassionati di calcio. Ma al tifoso romanista andrebbero impartite serie lezioni…di sportività.

Pochi movimenti in casa Bari e squadra sempre più debole. La prima conferenza del 2026 di mister Vivarini è un esempio di onestà intellettuale. Senza troppi giri di parole, o acrobazie tipiche del mondo del calcio, ha ammesso di essere preoccupato. Perché la società in questi primi giorni di calciomercato è risultata come sempre poco reattiva. Sinora l’unico innesto certo è Andrea Cistana, difensore proveniente dallo Spezia. Ma le sue condizioni non sono ottimali: reduce da due infortuni, ha giocato pochissimo in questa stagione. Si parla di altre trattative, ma sono poco rassicuranti. Riguardano due giovani scuola Inter: Stabile e De Pieri, rispettivamente difensore e attaccante. C’è inoltre la schiera degli esuberi, in cui compare Vicari. E anche quando è spuntato il suo nome in conferenza, Vivarini non ha cercato alibi: “E’ fuori dal progetto. Deve cambiare squadra”. A poche ore dalla trasferta di Massa Carrara, scontro diretto per la salvezza, il Bari vive il paradosso di sentirsi più debole. Lo è tecnicamente e psicologicamente. “Perché – aggiunge lo stesso Vivarini- ci sono ragazzi che non si sono ambientati”. Pertanto, sperano di cambiare casacca quanto prima: si salvi chi può.

Domenica scorsa ha inveito pesantemente contro l’arbitro all’esibizione del cartellino rosso . Stangata del giudice sportivo per l’allenatore della Virtus Francavilla, Roberto Taurino. Il clamoroso gesto di domenica scorsa, nell’immediato post gara contro il Barletta, costa ben 12 turni di squalifica al tecnico della formazione biancazzurra, impegnata nel girone “H” di Serie D. A fine partita Taurino si era diretto con fare minaccioso verso il direttore di gara, il signor Gabriele Sciolti della sezione di Lecce, protestando per alcuni episodi avvenuti nel corso dei 90 minuti. L’arbitro aveva estratto il cartellino rosso e Taurino, per tutta risposta, ha dato un colpo al braccio dell’arbitro, scaraventando per terra il cartellino e andando via dal campo continuando ad inveire con frasi irriguardose. Roberto Taurino potrà tornare in panchina solo a metà aprile.

. La Serie C fa il pieno di presenze. Nella prima parte dell’anno, sono stati 120mila gli spettatori in più sugli spalti nei tre gironi. L’incremento è stato dell’8,6%, con un milione e 575mila unità paganti e abbonati. L’anno scorso sono stati un milione e 451mila. Cifre ancora più positive se paragonate alla stagione 2022 – 23, quando il flusso di spettatori in C è aumentato del 49%. E sono in forte crescita anche i giovani che si appassionano al campionato di Serie C, con parallelo consenso crescente all’estero. L’indice di gradimento conferma anche la forte diffusione sui social: sono 330mila i followers delle tre piattaforme principali, + 30% dell’anno scorso.

Il Bisceglie attende in finale la vincente tra Gallipoli e Taranto . Crederci è importante, purché non si commettano gli stessi errori del recente passato. E’ l’unico atteggiamento consono al Taranto Calcio. Con l’avvento dei Ladisa, in città si è diffuso un entusiasmo contagioso, per certi versi comprensibile ma fuorviante. Dopo l’era Giove, l’affidabilità economica dei nuovi proprietari ha portato con sé la convinzione che anche i risultati sul campo fossero facilmente acquisibili. Invece no: il Taranto, come tutti i comuni mortali, riscontra le difficoltà legate alla pianificazione deficitaria. A poche settimane dall’avvio del campionato di Eccellenza, il titolo sportivo era ancora nelle mani del sindaco. Il riflesso sul campo è l’attuale caos, tra avvicendamenti al vertice come in panchina e il ritardo incolmabile nei confronti della prima in classifica, dodici punti di distacco dal Bisceglie capolista. Nelle ultime ore, la fiammella della speranza ha ripreso vigore. Le porte della Serie D non sono totalmente sbarrate. L’accesso è possibile attraverso la Coppa Italia di categoria. Ma il percorso è lungo. Il Taranto dovrà superare il Gallipoli nel match di giovedì per poi scontrarsi in finale con il Bisceglie, attualmente favorito. In caso di successo, affronterà la fase nazionale. E solo se avrà la meglio sulle altre rivali, conquisterà il diritto a disputare il campionato Dilettanti, rimpiazzando eventuali società che daranno forfait. Un atteggiamento positivo e propositivo, dunque, è necessario ai fini del morale. Ma nessuno si illuda che sarà facile. Perché oggi il Taranto è un club d’Eccellenza, con una storia gloriosa alle spalle, ma in fase di ricostruzione. Utile più che mai la parafrasi di un vecchio ritornello dei Morcheeba, band londinese affermatasi alla fine degli anni ’90: Roma non fu costruita in un giorno.

Il Bisceglie attende in finale la vincente tra Taranto e Gallipoli . Crederci è importante, purché non si commettano gli stessi errori del recente passato. E’ l’unico atteggiamento consono al Taranto Calcio. Con l’avvento dei Ladisa, in città si è diffuso un entusiasmo contagioso, per certi versi comprensibile, ma fuorviante. Dopo l’era Giove, l’affidabilità economica dei nuovi proprietari ha portato con sé la convinzione che anche i risultati sul campo fossero facilmente acquisibili. Invece no: il Taranto, come tutti i comuni mortali, riscontra le difficoltà legate alla pianificazione deficitaria. A poche settimane dall’avvio del campionato di Eccellenza, il titolo sportivo era ancora nelle mani del sindaco. Il riflesso sul campo è l’attuale caos, tra avvicendamenti al vertice come in panchina e il ritardo incolmabile nei confronti della prima in classifica, dodici punti di distacco dal Bisceglie capolista. Nelle ultime ore, la fiammella della speranza ha ripreso vigore. Le porte della Serie D non sono totalmente sbarrate. L’accesso è possibile attraverso la Coppa Italia di categoria. Ma il percorso è lungo. Il Taranto dovrà superare il Gallipoli nel match di giovedì per poi scontrarsi in finale con il Bisceglie, attualmente favorito. In caso di successo, affronterà la fase nazionale. E solo se avrà la meglio sulle altre rivali, conquisterà il diritto a disputare il campionato Dilettanti, rimpiazzando eventuali società che daranno forfait. Un atteggiamento positivo e propositivo, dunque, è necessario ai fini del morale. Ma nessuno si illuda che sarà facile. Perché oggi il Taranto è un club d’Eccellenza, con una storia gloriosa alle spalle, ma in fase di ricostruzione. Utile più che mai la parafrasi di un vecchio ritornello dei Morcheeba, band londinese affermatasi alla fine degli anni ’90: Roma non fu costruita in un giorno.

Lecce, Cheddira in arrivo

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Il Bari perde ancora: è penultimo

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Lecce caparbio ma vince l’Inter

Ottima prova dei giallorossi nonostante le tante assenze L’Inter passa, ma deve ricorrere all’artiglieria pesante per superare un Lecce ben organizzato. I nerazzurri partono subito

Tutti in fuga dal Bari

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Vince il Monopoli, Casarano k.o

Casarano sconfitto in casa dall’Atalanta U23 Nel Girone C della Serie C, il Casarano perde in casa contro l’Atalanta Under 23. Ospiti in vantaggio con

Vivarini attacca la società

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Squalifica di 12 giornate per Taurino

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Il Taranto vira sulla Coppa Italia

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