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Michele Salomone

L’ipotesi estrema è che si andrebbe incontro alla perdita del titolo sportivo che tornerebbe nella disponibilità della Federcalcio con la ripartenza dal campionato di Eccellenza. I riflessi dell’iniziativa giudiziaria sull’attività calcistica del Bari calcio sono al momento imprevedibili. Tutto dipende dalle decisioni che la Filmauro assumerà in seguito alle accuse formulate dalla Procura della Repubblica di Bari che ha chiesto il fallimento per situazione debitoria consolidata. L’ipotesi estrema è che accetti questa linea e in questo caso si andrebbe incontro alla perdita del titolo sportivo che tornerebbe nella disponibilità della Federcalcio con la ripartenza dal campionato di Eccellenza. Ma potrebbe essere adottata una linea più ragionevole e cioè quella di un concordato accettato dalla Procura che consenta di proseguire regolarmente l’attività. C’è poi la possibilità, indipendentemente dall’accoglimento o meno della sospensiva richiesta dalla Lucente sulla concessione dello Stadio su cui il Tar si è riservato di decidere, che il Comune in presenza di accuse importanti decida in autotutela di annullare la gara con la conseguenza che il Bari si ritroverebbe senza stadio. La conferenza stampa per la presentazione del nuovo direttore generale e del nuovo allenatore al momento è confermata per la tarda mattinata di giovedì così come il ritiro a Roccaraso a partire dal 14 luglio. Probabile anche che come da prassi gli atti dell’inchiesta passino alla Procura Federale per la valutazioni di eventuali violazioni del codice di giustizia sportiva che potrebbe aprire scenari di penalizzazioni in classifica. In questa situazione sarà ancora più difficile per Pierpaolo Marino acquisire la disponibilità di calciatori che non vedrebbero un futuro chiaro nel medio termine e potrebbero quindi rinunciare al trasferimento.

Le ultime cose buone le ha realizzate a Cagliari fra il 2015 e il 2017 poi tante stagioni buie. Dopo una serie di tentativi caduti nel vuoto, la scelta di Pierpaolo Marino è caduta sul tecnico Massimo Rastelli, 58 anni. Trattativa chiusa in fretta sabato sera anche perché non si poteva più indugiare ad una decina di giorni dall’inizio del ritiro. La tifoseria non ha accolto bene la scelta dell’allenatore campano, corregionale di Pierpaolo Marino. Al di là di un generale clima di contestazione e avversione verso la società, pesa la circostanza che Massimo Rastelli negli ultimi dieci anni abbia collezionato una serie di insuccessi ed esoneri che lo hanno costretto a quasi quattro anni di inattività che per un tecnico sono tanti. Le ultime cose buone le ha realizzate a Cagliari fra il 2015 e il 2017 poi, come dicevamo, tante stagioni buie sino all’esonero di Avellino maturato addirittura dopo due sole giornate di campionato a settembre del 2022. In verità nella stagione precedente aveva evitato il play out sempre in irpinia per un solo punto pur contando a detta di tutti su un organico di prim’ordine molto costoso sul piano degli ingaggi. Di qui il malcontento della tifoseria sempre più decisa a non sottoscrivere abbonamenti e boicottare eventuali sponsor. Il convincimento ormai generale è che la proprietà possa decidere di mollare se isolata e privata delle risorse che il territorio non ha mai fatto mancare negli ultimi otto anni. In questo clima in settimana verranno presentati i nuovi quadri, subito dopo l’ingaggio di Antonio Minadeo, molisano, persona di fiducia di Marino destinato a ricoprire il ruolo di direttore sportivo che ha rescsso il suo contratto con il Lecco.

Presso lo studio dell’Avvocato Gaetano Sassanelli si è riunito il Comitato di Garanzia nominato dal Sindaco Vito Leccese per verificare l’attuazione degli accordi sottoscritto dal Bari Calcio. C’eravamo anche noi. Intervista all’Avvocato Gaetano Sassanelli – Componente Comitato di Garanzia

Squadra ancora senza allenatore . Nelle more degli sviluppi definitivi della vicenda legata alla concessione dello stadio San Nicola, sulla cui gara pende un ricorso al Tar presentato dalla azienda La Lucente, l’ipotesi più probabile è che si proceda, come per i concerti, alla concessione con la formula del comodato d’uso a pagamento per consentire lo svolgimento delle partite interne del Bari. Questo anche perché Il Sindaco ha firmato la disponibilità del San Nicola all’oscuro di questo ricorso e comunque per consentire l’iscrizione al campionato. Vedremo cosa accadrà il 7 luglio nelle aule del Tar dove si confronteranno gli avvocati del Comune, del Bari calcio e appunto della Lucente che ritiene di non aver potuto presentare la sua offerta in mancanza di dati essenziali. Intanto a memoria non si ricorda un’altra stagione in cui a due settimane dall’inizio della preparazione il Bari non avesse ancora un allenatore. Non solo: ma la segreteria del Bari tra una settimana non sappiamo quanti calciatori sarà in grado di convocare considerato che anche molti degli attuali tesserati dovranno trovare fortuna altrove nonostante siano sotto contratto. Nelle ultime ore è stato prolungato il contratto all’italo senegalese Mussa Manè. Si partirà quindi ad handicap e non vorremmo che questo rappresentasse un alibi in presenza magari di risultati positivi che tarderanno ad arrivare. Che l’inizio del campionato sia fissato al 23 agosto è noto da tempo e lo si sa anche a Roma nella splendida sede della Filmauro dove evidentemente il tempo è stato usato per risolvere i problemi del Napoli ed ora per la mega presentazione del nuovo allenatore Massimiliano Allegri. Del resto è anche normale perché il Bari, come affermato da papà Aurelio, resta sempre la seconda squadra del Napoli

Da individuare tecnico e d.s . Nel momento meno opportuno e cioè nel giorno dell’omaggio a Igor Protti, la società ha ufficializzato l’ingaggio del direttore generale Pierpaolo Marino, notizia che peraltro era nota da almeno una decina di giorni. Ma questi autogol sul piano della comunicazione non incidono più di tanto sul rapporto tra la città e il Bari Calcio per la semplice ragione che il rapporto è inesistente. Ai tifosi non importano i nomi dei nuovi protagonisti, importa solo che arrivi al più presto il momento in cui questa proprietà cederà il pacchetto azionario. Non sarà il curriculum di Marino, che comunque era fermo da tre anni e mezzo, o quello dell’allenatore più vincente a far cambiare idea o ad avvicinare le parti. Preoccupa e non poco che il nuovo proprietario della Reggina sia Claudio Lotito. È mai possibile che Lotito investa in Serie D per poi mollare la squadra calabrese in serie C? Facile immaginare che abbia avuto garanzie dal neo presidente federale Malagò sull’abolizione del divieto di multiproprietà invocato anche dai De Laurentiis. Ciò significhrrebbe poter controllare due club professionistici ma in campionati diversi. Se così fosse il Bari sarebbe condannato all’ergastolo in serie B, come plasticamente dimostrato dall’avvocato Gaetano Sassanelli, componente del comitato di garanzia, ai microfoni di Telenorba. Intanto Marino, che dovrebbe essere presentato in settimana, sta definendo l’organico con l’ingaggio del direttore sportivo e dell’allenatore. Insieme opereranno l’ennesima rivoluzione.

La decisione del Sindaco unisce l’intera Bari: lo stadio accoglierà le ceneri dell’indimenticato bomber e gli dedicherà il cuore del tifo biancorosso. Un omaggio solenne e definitivo per legare per sempre il nome di un simbolo eterno alla sua gente: lo stadio San Nicola si appresta a vivere una giornata di profonda commozione nel ricordo di Igor Protti. Venerdì prossimo, in concomitanza con la cerimonia ufficiale durante la quale le ceneri dell’indimenticato bomber verranno accolte e ospitate all’interno dell’impianto barese, si concretizzerà un provvedimento atteso da tempo: la Curva Nord dello stadio sarà intitolata formalmente alla sua memoria. La decisione, assunta in modo perentorio dal Sindaco, si fa interprete fedele e immediata del sentimento unanime che unisce l’intera cittadinanza e la tifoseria biancorossa, desiderose di tributare il giusto riconoscimento a un uomo che ha fatto la storia del club. L’intitolazione del cuore pulsante del tifo barese rappresenta il culmine di un percorso di affetto mai interrotto tra la città e l’ex attaccante, capace di lasciare un segno indelebile non solo per i suoi gol, ma per l’attaccamento viscerale dimostrato alla maglia e alla piazza. Con questo atto formale, fortemente voluto dall’amministrazione comunale, la storia del Bari calcio trova il suo naturale ricongiungimento con uno dei suoi interpreti più amati. La giornata di venerdì si preannuncia quindi ad altissimo tasso emotivo, trasformando il San Nicola nel palcoscenico di un abbraccio collettivo che unirà idealmente le vecchie e le nuove generazioni di tifosi nel nome di Igor Protti.

Da Roma le parole di Luigi De Laurentiis sul futuro del Bari. Quale futuro per il Bari? Michele Salomone intervista Luigi De Laurentiis al Rome Cavalieri-A Waldorf Astoria Hotel in occasione dell’elezione del nuovo presidente della Figc. L’intervista integrale andrà in onda stasera, 22 giugno, dalle ore 19.45 su Norba Sport (canale 10 del digitale terrestre e in streaming su questo sito).

Si è spento dopo una lunga malattia per la quale ha combattuto sino all’ultimo. Una carriera formidabile e l’impegno civile. Giunta la richiesta di intitolare anche a lui lo stadio San Nicola. Il calcio italiano si sveglia con gli occhi lucidi e il cuore pesante. All’età di 58 anni, dopo una lunga e dignitosa battaglia contro un tumore al colon, ci ha lasciati Igor Protti. Se n’è andato con la stessa compostezza, lo stesso coraggio e l’onestà intellettuale con cui ha affrontato i difensori più ostici e le sfide più dure della sua esistenza. A dare il doloroso annuncio è stata la famiglia, condividendo un messaggio che lo stesso Igor aveva preparato per il suo pubblico, un’ultima lettera d’amore che rispecchia fedelmente l’uomo che è sempre stato: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene… Sperando che sia un arrivederci e non un addio”. Il campione è morto nella sua abitazione, dove la salma sosterà sino alle 15 di oggi pomeriggio. Successivamente sarà trasferita al Cimitero di Cecina. Sabato pomeriggio la bara sarà trasferita allo stadio di Livorno per un ultimo saluto ai sostenitori toscani. Poi nella giornata di domenica la stessa cosa accadrà a Rimini, sua città natale dove sarà cremato. Venerdì 26 per volontà dello stesso Igor, le ceneri saranno trasferite a Bari e percorreranno l’anello interno dello stadio San Nicola che è stata la sua seconda casa, sostando sotto la curva nord. L’ex attaccante non è stato un calciatore qualunque. In un’epoca di contratti milionari, ha incarnato l’essenza pura del calcio romantico, stringendo legami indissolubili con le piazze in cui ha militato, prima fra tutte la terra di Puglia. Insieme a Dario Hübner, detiene un primato leggendario e unico: è l’unico giocatore ad essere stato capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1. Il capitolo più glorioso e iconico della sua carriera nella massima serie è legato indissolubilmente ai colori biancorossi. Ricordiamo lo storico titolo di capocannoniere della Serie A conquistato con il Bari nella stagione 1995-1996 grazie a ben 24 gol. Un’impresa clamorosa e tinta di un’amarezza tutta romantica, poiché Protti fu l’unico capocannoniere nella storia del campionato italiano a subire la retrocessione con la propria squadra nello stesso anno, decidendo comunque di lottare fino all’ultimo minuto per la maglia dei galletti. Il Bari di Igor Protti e Kennet Andersson e la celebre esultanza “del trenino” sono rimasti impressi nel cuore dei tifosi del San Nicola, che lo hanno sempre considerato un idolo eterno e un barese d’adozione. Successivamente arrivò la sua rinascita al Livorno, dove fu re dei bomber in Serie C1 per due stagioni consecutive (2000-2001 con 20 gol e 2001-2002 con 27 gol) e poi in Serie B nella stagione 2002-2003 con 23 reti. Riminese di nascita ma adottato con amore viscerale sia da Bari che da Livorno, avendo ricevuto in Toscana la cittadinanza onoraria nel 2006 e la prestigiosa Livornina d’Oro a gennaio 2026, lo Zar ha sempre saputo unire le tifoserie nel segno del rispetto e dell’attaccamento ai valori della maglia. Se i gol lo hanno reso un idolo indimenticabile per il popolo biancorosso e amaranto, sono stati i gesti fuori dal campo a consegnarlo alla storia come un campione nella vita. Quando decise di ritirarsi dal calcio giocato nel 2005, il club toscano scelse di ritirare la sua maglia numero 10. Ma lo spessore morale di Protti emerse con forza nel 2007, quando durante una cerimonia ufficiale chiese espressamente alla società di non ritirare più quel numero, spiegando che la dieci doveva tornare sulle spalle di qualcuno per restituire a tutti i bambini il sogno di poterla indossare un giorno. Non voleva essere un monumento ingombrante, voleva essere un’ispirazione per i giovani. Ha sempre vissuto con i piedi per terra, generoso e pronto a spendersi per la beneficenza. Negli ultimi mesi, la malattia si era fatta più aggressiva, dopo la diagnosi pubblica avvenuta a luglio 2025. Eppure, Protti non ha mai smesso di lottare con dignità, resistendo con le ultime forze per un traguardo personale e bellissimo: a fine maggio, è riuscito ad accompagnare la figlia Noemi all’altare. Oggi Bari, Livorno e tutto il mondo dello sport piangono un bomber implacabile, ma soprattutto un uomo d’altri tempi che ha lasciato impronte indelebili con il suo esempio. Buon viaggio, Igor. Si moltiplicano le iniziative per ricordare Igor Protti. Con una PEC inviata al sindaco Vito Leccese, gli avvocati Vito Sportelli ed Emilio Loliva hanno chiesto al primo cittadino di valutare, in considerazione dello spessore umano e sportivo di Igor Protti di intitolare anche a lui lo stadio San Nicola che assumerebbe così la denominazione “Stadio San Nicola e Igor Protti”.

Prime scelte per il nuovo direttore generale . Il problema più grosso quando si retrocede in Serie C, è legato alla difficoltà di risalire. Molti addetti ai lavori sostengono che sia più difficile farlo dalla C alla B di quanto non lo sia dalla B alla A, e lo spiegano con i numeri: nel campionato di Serie B sono previste due promozioni dirette ed una terza ai playoff cui partecipano sei squadre. Dal campionato di serie C è prevista una promozione per girone, mentre l’altra chance bisogna giocarsela ai play-off ma con ben 27 squadre. Ecco perché anche statisticamente raggiungere la serie B è veramente difficile. E ne sanno qualcosa tantissime società e tifoserie. Lo stesso Bari l’ultima volta con la gestione De Laurentiis ha impiegato tre anni. Nell’ultimo campionato sembrava che Catania e Salernitana potessero in qualche modo farcela e invece hanno dovuto cedere il passo al Benevento. È evidente che decisive sono le scelte tecniche legate all’allenatore ed ai calciatori con cui tentare la risalita. Il Bari al momento, a due mesi esatti dall’inizio del campionato, ha individuato il direttore generale nella figura di Pierpaolo Marino, ma non ha ancora un allenatore. A tal proposito ci risulta che lo stesso Marino, che deve scegliersi il direttore sportivo, abbia valutato due candidature quelle di Raffaele Biancolino e Salvatore Aronica, ma sembra che entrambe siano state alla fine scartate. Certo, l’allenatore del Bari deve avere esperienza di categoria, magari averla già vinta in passato, ma anche un grande carisma e la capacità di sapersi rapportare in una città che sta vivendo un momento molto ma molto particolare e dove comunque c’è una presenza massiccia della stampa.

Scadenza federale domani: la società pronta a rispondere sui tre punti per lo Stadio San Nicola dopo la retrocessione in Serie C. Si accende una fiammella di speranza, o quantomeno si registra un timido movimento, nel momento più buio del calcio cittadino proprio mentre si apre un possibile spiraglio nella trattativa tra la SSC Bari e il Comune a pochissime ore da una scadenza federale decisiva per il futuro del club. Il termine per presentare la documentazione d’iscrizione al prossimo campionato, comprensiva del via libera istituzionale per l’utilizzo dell’impianto sportivo, scade infatti domani e, secondo le ultime indiscrezioni, la proprietà della famiglia De Laurentiis avrebbe già inviato una controrisposta, alle tre precise richieste avanzate dal sindaco Vito Leccese. Il primo cittadino ha usato la concessione dello Stadio San Nicola come unica leva politica e giuridica per pretendere impegni scritti e ufficiali dalla società, soprattutto dopo la dolorosa e recente retrocessione del Bari in Serie C che ha logorato del tutto il rapporto con la piazza. Le tre condizioni poste sul tavolo dal sindaco Leccese per concedere l’uso dell’impianto e sbloccare la situazione prevedono nello specifico l’azzeramento dell’attuale struttura dirigenziale per fare spazio a un nuovo management, la sottoscrizione di un impegno scritto per avviare un percorso formale di cessione societaria e, infine, l’istituzione di un comitato di garanzia con membri nominati dal Comune per monitorare la trasparenza e l’evoluzione della vendita del club. Il condizionale sulla reale distensione tra le parti resta però d’obbligo poiché, con la clessidra che corre velocemente verso la deadline di domani, l’amministrazione comunale dovrà valutare in tempi record se l’apertura della società si tradurrà in impegni formali vincolanti o se si tratterà dell’ennesimo rinvio. La tifoseria barese, ferita dal verdetto del campo e preoccupata dal rischio di un clamoroso blocco burocratico, segue col fiato sospeso queste ore febbrili, sperando che questo spiraglio istituzionale eviti il peggio prima che scada definitivamente il tempo massimo.

. Forte del consenso popolare e dell’appoggio compatto, senza precedenti, dei partiti di opposizione in consiglio comunale, Vito Leccese conferma che senza determinate garanzie non firmerà la disponibilità dello stadio San Nicola indispensabile per l’iscrizione al campionato di Serie C. Quali sono queste garanzie? In una affollatissima conferenza stampa, a poco più di 72 ore dalla deadline, cioè dal termine ultimo per completare l’iscrizione, fa sapere di aver avuto giovedì sera da remoto un colloquio con Luigi De Laurentiis durato all’incirca un’ora. Un colloquio franco, in cui il sindaco ha chiesto il massimo rispetto per la città che rappresenta, rispetto che è mancato negli ultimi anni. E allora per firmare quel documento chiede tre cose: un piano industriale serio e cioè impegni finanziari certi per risalire subito in B con l’impiego di un management affidabile; garanzie sulla effettiva volontà di vendere il club cosa peraltro prevista dalle norme federali entro il 30 giugno del 2028 e infine che un comitato di garanti, nominato dal comune, verifichi questi impegni perché, sostiene il sindaco, quelli del passato non sono stati assolutamente rispettati. L eccese nel prendere atto che la strada intrapresa potrebbe portare anche all’azzeramento del titolo sportivo e alla ripartenza del campionato di Eccellenza in caso di mancata iscrizione, manifesta il suo disappunto portato a conoscenza anche della famiglia De Laurentiis per le dichiarazioni provocatorie del loro legale Mattia Grassani sabato scorso all’Università di Bari sul tema della multiproprietà. È conscio che potrebbe aprirsi un contenzioso con il Bari Calcio ed è anche consapevole che si potrebbe verificare il paradosso che la squadra non sia iscritta al campionato e che la società si ritrovi ad essere concessionaria del San Nicola per il prossimo quinquennio. A giudicare dalle reazioni del web questa posizione del sindaco è apprezzata anche perché tantissimi sono i tifosi, non vorremmo dire la totalità ma quasi, che vogliono chiudere definitivamente con la famiglia romana e ripartire dal campionato di Eccellenza.

Il cambio di proprietà è ufficiale per i campani . È ufficiale. La Juve Stabia è salva grazie al salvataggio di un imprenditore locale che ha offerto al Tribunale la disponibilità a ricapitalizzare per 6,9 milioni. Alfredo Guerri, questo il nome del nuovo proprietario del pacchetto azionario stabiese, era già stato sponsor della squadra nella stagione appena conclusa peraltro bene sul piano agonistico con ottimi risultati visto e considerato che la Juve Stabia aveva superato anche il preliminare dei play off, fermandosi in semifinale. Il Bari quindi, che sperava nella mancata iscrizione per essere riammesso nel campionato di Serie B, dovrà ripartire dalla serie C. L’ultima volta per risalire ha impiegato tre anni. La reazione della tifoseria barese è esemplare perché da un lato evidentemente sperava di poter evitare la retrocessione, ma dall’altro riconosce che si sarebbe trattato di una soluzione poco onorevole avendo il Bari perso meritatamente la serie B sul campo.

Il Tribunale di Napoli dà il via libera ad Alfredo Guerri come nuovo proprietario della Juve Stabia. Per il Bari si chiude definitivamente ogni speranza di ritorno in Serie B. Il sogno è finito. Il Bari non tornerà in Serie B per riammissione: il Tribunale di Napoli ha ufficialmente salvato la Juve Stabia, aprendo la strada all’acquisizione da parte di Alfredo Guerri e della sua Domus Srl. Con il via libera dei giudici e il parere favorevole della Procura Antimafia, il club campano ha un nuovo proprietario e un posto garantito in cadetteria. Per settimane i tifosi biancorossi avevano tenuto gli occhi fissi su Castellammare di Stabia, aggrappati all’unica speranza rimasta: che la Juve Stabia non ce la facesse, che il vuoto lasciato dalla mancata ricapitalizzazione di Francesco Agnello diventasse il varco per rientrare tra i cadetti. Non è andata così. Adesso il Bari sa con certezza dove giocherà la prossima stagione: in Serie C. Una categoria che brucia, soprattutto per una piazza che si sente da sempre più grande di quella destinazione. E proprio qui sta il nodo vero. Perché il problema del Bari non è la Serie C in sé — è come ci è arrivato. Una società che ha navigato a vista per mesi, senza una guida chiara, senza un progetto credibile, senza dare risposte a una città che chiedeva solo di capire cosa stesse succedendo. I tifosi hanno assistito impotenti a una retrocessione annunciata, poi alla speranza del ripescaggio, poi all’ennesima delusione. Un copione logorante, che consuma fiducia e passione. Ora tocca ricominciare. Ma ricominciare davvero — con una proprietà che abbia il coraggio di dire ai tifosi cosa vuole fare, con un progetto sportivo serio e con il rispetto che una città come Bari merita. La Serie C può essere un punto di partenza. A patto che qualcuno abbia finalmente voglia di ripartire.

L’intento è unico, le forme di protesta diverse e variegate. C’è chi è drastico e non vuol sentir parlare di questa società con cui non vuole condividere più nulla, c’è chi immagina di disertare le partite interne e seguire la squadra in trasferta, c’è chi pensa addirittura alla possibilità di una creare un’alternativa come a Milano, a Torino, a Genova portando a giocare a Bari una squadra di serie C, per esempio l’Altamura e affezionarsi ad essa anche perché è sempre più difficile riconoscere il vero Bari in questa società. Nelle ultime ore due fatti nuovi: il comunicato dei gruppi storici della curva nord, che dopo aver rivisitato gli otto anni trascorsi culminati con la retrocessione in serie C, dopo aver ricordato il loro impegno sempre a fianco della squadra anche nei momenti più difficili, annunciano una serie di iniziative sul territorio cui chiedono di partecipare a tutti colori quali hanno a cuore le sorti del Bari e della sua memoria e la creazione di una pagina Facebook “Difendi Bari” riconducibile a quel gruppo dei tifosi indipendenti che ha acquistato due pagine della Gazzetta del Mezzogiorno nell’ultima settimana. Ma sono davvero tante le iniziative i cui echi giungono nelle stanze romane della Filmauro. Compreso l’invito a togliere il like alle pagine social della Sscalcio Bari, quello rivolto alle scuole calcio di revocare l’affiliazione e soprattutto quello rivolto ai partner e ai potenziali sponsor per la prossima stagione di non finanziare in alcun modo qualsiasi progetto. Intanto c’è attesa per le sorti della Juve Stabia e di riflesso per quelle del Bari perché è ancora possibile l’ammissione in serie B se la società campana non dovesse essere iscritta al campionato. Non sarebbe il massimo sotto l’aspetto squisitamente sportivo, ma se dovesse accadere…

Incontro con il professor Francesco Perrini, docente alla Bocconi e consigliere di amministrazione della società che gestisce lo stadio Meazza. Quando il consigliere comunale Giuseppe Carrieri ha avuto l’idea di invitare due esperti per capire quale possa essere il futuro dei due stadi baresi, non poteva immaginare quanto il tema potesse essere di attualità. Ad illuminare anche il sindaco Vito Leccese e l’assessore Nicola Grasso presenti all’incontro, due baresi doc: il professor Francesco Perrini, docente alla Bocconi e consigliere di amministrazione della società che gestisce lo stadio Meazza e l’avvocato Ettore Mazzilli, consulente UEFA e legale nell’organizzazione dei mondiali in Qatar. intervista al Prof. Francesco Perrini 

Ricordate i buonisti a tempo perso che nell’ultimo segmento di campionato pretendevano che si restasse uniti non facendo polemiche per evitare ripercussioni sulla squadra. Perche’ dicevano, i processi vanno fatti alla fine? . Ricordate la promessa di Valerio Di Cesare al termine della partita con la Virtus Entella di tenere una conferenza stampa alla fine del campionato? Come temevamo è finito tutto “a tarallucci e vino” perché sia il direttore sportivo che l’allenatore se la sono cavata a buon mercato con le poche parole, legate a scuse e ammissioni di responsabilità fine a se stesse, nel post partita di Bolzano in cui è stata decretata la retrocessione verbale in Serie C. Poi tutti via, nessun chiarimento, nessuna conferenza stampa. Complice la società, perchè essendo i due sotto contratto avrebbe potuto pretendere l’incontro con i giornalisti così come si fa ovunque al termine della stagione. Ma in effetti come avremmo potuto pretenderlo se abbiamo più volte sostenuto che a Bari non c’è società? E poi a tacere in modo ancora più irrispettoso è lo stesso Luigi De Laurentiis che non si è degnato neanche di chiedere scusa ma si è fatto sentire soltanto dal sindaco per chiedere la disponibilità dello stadio San Nicola indispensabile per l’iscrizione al campionato. I silenzi di Luigi De Laurentiis sono proverbiali forse dettati dalla convinzione di fare piu’ danni che cose buone e comunque dall’arroganza tipica della famiglia romana che decide di parlare quando e con chi secondo volontà personale. Pazienza, ce ne siamo gia’ fatta una ragione anche se vorremmo ricordare ai quadri del Bari, da amministratore unico ad allenatore, che le conferenze stampa non vengono chieste dai giornalisti per riferire in famiglia, ma per riferire ai lettori, agli ascoltatori, ai follower che sono poi i fruitori delle attività della società di calcio. Ed e’ a loro che si manca rispetto.

Intanto il sindaco Leccese ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna telefonata, alcun contatto da Luigi De Laurentiis per la fissazione di un incontro . La fantasia dei tifosi del Bari non ha limiti quando si pone l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico, agli italiani lo stato di sofferenza nei confronti della famiglia De Laurentiis. E così in occasione della partita disputata dagli azzurri ieri allo “Stade de Luxenbourg” hanno esposto questi striscioni che la dicono lunga sulla mano che da lontano stanno cercando di dare alla loro città. Intanto, a margine della premiazione della squadra di calcio dell’Ideale Bari promossa nel campionato di Promozione, il sindaco Vito Leccese avvicinato dei giornalisti ha risposto inevitabilmente alle domande sullo stato dei rapporti con il Bari Calcio. Intanto ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna telefonata, alcun contatto da Luigi De Laurentiis per la fissazione di un incontro ed ha affermato di non avere ancora concesso la disponibilità dello stadio San Nicola. A proposito dell’immobile, dalla mezzanotte di domenica è entrato nella disponibilità del Comune che sta provvedendo a completare le operazioni di consegna che comunque sono abbastanza complesse. Il 5 giugno in tal senso è previsto un sopralluogo per verificare lo stato dello sgombero. Quanto alla nuova concessione Vito Leccese ha affermato che dopo aver ricevuto mandato dal Consiglio Comunale ha attivato tutte le procedure per la nuova concessione e che al momento è la commissione che dovrà valutare l’unica offerta pervenuta. Leccese ha sottolineato che si è deciso a scendere in campo interpretando il sentimento popolare dopo la retrocessione in serie C e di essersi molto adirato nel leggere che per la Filmauro il Bari costituirebbe un asset. Ma questo ha aggiunto non influenza il suo ruolo e le prerogative del suo sindacato. Per quel che riguarda i concerti ha detto che sono allo studio alcune soluzioni perché comunque i concerti sono una fattispecie completamente diversa rispetto all’uso dello stadio per fini sportivi.

Intanto domenica 31 maggio scade la concessione stipulata il 10 maggio del 2021. La notizia è che non c’è nessuna novità. Vito Leccese, il sindaco di Bari, è irremovibile e non ha firmato la dichiarazione richiesta dal Bari calcio per l’uso dello stadio San Nicola da allegare alla documentazione per l’iscrizione al prossimo campionato. In verità la data ultima, perentoria, è quella del 16 giugno e quindi non si capisce bene perché nella prima missiva Luigi De Laurentiis abbia scritto che senza la firma del sindaco entro il 29 maggio il Bari non si sarebbe iscritto al campionato. Non risulta intanto che il club abbia per il momento indicato in Lega una sede alternativa. Lo scenario più probabile è che l’amministratore unico del Bari si decida a dare disponibilità ad incontrare il sindaco, a presentare un piano industriale credibile con la garanzia che venga attuato da dirigenti di grande spessore e livello riconosciuti in tal senso dalla tifoseria barese e solo allora il sindaco conceda l’uso dello stadio. Intanto domenica 31 maggio scade la concessione stipulata il 10 maggio del 2021. Da lunedì, quindi, il Bari calcio non ne avrà più il possesso in attesa dell’assegnazione per i prossimi cinque anni. Sembrerebbe comunque che un pool di avvocati di grande livello stia cercando un modo per revocare il bando stesso o quantomeno sospenderlo. Nel frattempo la gestione ordinaria del San Nicola potrebbe essere affidato ad una società partecipata nella fattispecie la Multiservizi. Insomma il muro contro muro sembra destinato a continuare mentre chiacchierando il sindaco ha fatto sapere che vi sono state alcune manifestazioni di interesse per l’acquisizione del pacchetto azionario del Bari calcio. Tra queste quella di Massimo Ferrero che per i suoi precedenti non è stata presa in considerazione nonostante la richiesta di un colloquio telefonico.

C’e’ chi l’inclusione la fa a parole pavoneggiandosi nei convegni e nei congressi, c’è chi invece come l’Anpis (acronimo di Associazione Nazionale per l’Inclusione Sociale), preferisce i fatti. Anche quest’anno, per la sedicesima volta consecutiva, è stato portato avanti e realizzato il progetto “Rimettiamoci in gioco sportivamente”, un tour itinerante regionale di calcio a sei diventato negli anni una delle più significative esperienze pugliesi di inclusione sociale, salute mentale e partecipazione comunitaria attraverso lo sport. Da gennaio a maggio sono state coinvolte nella nostra regione undici realtà associative e cooperative sociali da nord a sud unite da un unico obiettivo: rendere protagoniste le persone più fragili della nostra società attraverso lo sport, la relazione e la condivisione. I premi sono stati consegnati nel corso di una cerimonia nella sala degli Specchi del Comune di Bitonto, ospiti del sindaco Francesco Paolo Ricci che ha detto una cosa bellissima e cioe’ che vorrebbe che la parola inclusione fosse cancellata dal vocabolario perché vorrebbe dire che non ce n’è più bisogno di utilizzarla. Il vero architetto dell’Anpis e’ il direttivo motivatissimo coordinato dal Dott. Antonio Loconte che da anni si spende senza quartiere per regalare sorrisi a chi ne ha bisogno. A Bitonto presente anche Massimiliano Tangorra, indimenticato protagonista del Bari negli anni 90, che ha sottolineato come una delle sue esperienze più importanti sul piano professionale sia stata quella di allenare proprio una squadra di disabili dai quali ha imparato tantissimo. L’appuntamento, garantisce Antonio Loconte, e’ per l’anno prossimo.

A più di 72 ore di distanza al Comune non è arrivato alcun feedback. L’arroganza della famiglia De Laurentiis non ha limiti. Sabato mattina, all’indomani della atroce retrocessione in Serie C, con una lettera aperta il Sindaco Vito Leccese invitò l’amministratore unico del Bari Luigi De Laurentiis ad un confronto per conoscere i programmi e gli obiettivi immediati della società. Anche perché al primo cittadino è stata richiesta la disponibilità del San Nicola indispensabile per l’iscrizione al campionato. A più di 72 ore di distanza al Comune non è arrivato alcun feedback dalla ex famiglia del cinema sia in via informale che attraverso Pec. La cosa ha provocato inevitabilmente una forte irritazione a Palazzo di Città. Insomma, il garbo istituzionale avrebbe richiesto ben altro comportamento perché non rispondere ad una chiamata del Sindaco equivale ad uno schiaffo ai cittadini da lui rappresentati. I tifosi anche per questo sono sempre più in rivolta e chiedono l’immediata cessione del pacchetto azionario.

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