
De Laurentiis, un silenzio che fa rumore. Nessuna spiegazione ai tifosi
Bocche cucite in società Ricordate i buonisti a tempo perso che nell’ultimo segmento di campionato pretendevano che si restasse uniti non facendo polemiche per evitare
Bocche cucite in società . Ricordate i buonisti a tempo perso che nell’ultimo segmento di campionato pretendevano che si restasse uniti non facendo polemiche per evitare ripercussioni sulla squadra. Perché, dicevano, i processi vanno fatti alla fine? Ricordate la promessa di Valerio Di Cesare al termine della partita con la Virtus Entella di tenere una conferenza stampa alla fine del campionato? Come temevamo è finito tutto “a tarallucci e vino” perché sia il direttore sportivo che l’allenatore se la sono cavata a buon mercato con le poche parole, legate a scuse e ammissioni di responsabilità fine a se stesse, nel post partita di Bolzano in cui è stata decretata la retrocessione verbale in Serie C. Poi tutti via, nessun chiarimento, nessuna conferenza stampa. Complice la società, perché essendo i due sotto contratto avrebbe potuto pretendere l’incontro con i giornalisti così come si fa ovunque al termine della stagione. Ma in effetti come avremmo potuto pretenderlo se abbiamo più volte sostenuto che a Bari non c’è società? E poi a tacere in modo ancora più irrispettoso è lo stesso Luigi De Laurentiis che non si è degnato neanche di chiedere scusa ma si è fatto sentire soltanto dal sindaco per chiedere la disponibilità dello stadio San Nicola indispensabile per l’iscrizione al campionato. I silenzi di Luigi De Laurentiis sono proverbiali forse dettati dalla convinzione di fare piu’ danni che cose buone e comunque dall’arroganza tipica della famiglia romana che decide di parlare quando e con chi secondo volontà personale. Pazienza, ce ne siamo gia’ fatta una ragione anche se vorremmo ricordare ai quadri del Bari, da amministratore unico ad allenatore, che le conferenze stampa non vengono chieste dai giornalisti per riferire in famiglia, ma per riferire ai lettori, agli ascoltatori, ai follower che sono poi i fruitori delle attività della società di calcio. Ed e’ a loro che si manca rispetto.
La società si muove con largo anticipo . Il Foggia ha quasi completato il suo puzzle dirigenziale e dopo la nomina di Gianni Francavilla come direttore generale, il club di Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto ha definito altri due tasselli fondamentali: Peppino Pavone, storico artefice dell’epopea di Zemanlandia, ricoprirà il ruolo di direttore tecnico, mentre Enzo De Vito sarà il nuovo direttore sportivo.Nelle ultime ore De Vito è arrivato in città per formalizzare un accordo biennale con la società rossonera, che guarda con fiducia alla riammissione in Serie C e lavora già alla programmazione della prossima stagione. Uno dei primi compiti della nuova area tecnica sarà la scelta dell’allenatore. La dirigenza è orientata verso un profilo in grado di proporre un calcio offensivo e moderno, capace non solo di ottenere risultati ma anche di riportare entusiasmo sugli spalti dello Zaccheria.Sul fronte della rosa, la decisione della proprietà di risolvere i contratti dei calciatori legati al club dopo la retrocessione, consentirà a Pavone e De Vito di operare con ampio margine di manovra. I dirigenti potranno così progettare l’organico senza vincoli, costruendo una squadra completamente nuova e modellata sulle esigenze tecniche del futuro allenatore.Il Foggia riparte dunque da zero, ma con l’intenzione di voltare pagina in modo definitivo. Dopo aver toccato il punto più basso con la retrocessione tra i dilettanti, il club è pronto ad avviare una nuova fase della propria storia. Quello che sta nascendo sarà, a tutti gli effetti, il primo vero Foggia targato Casillo e De Vitto, chiamato a restituire entusiasmo a una piazza che attende con ansia il proprio riscatto.
Sticchi Damiani concentrato sul nome del successore . Una conferenza stampa carica di orgoglio quella di Pantaleo Corvino che nel suo saluto alla piazza giallorossa, ma non al calcio ha fatto intendere, ha rimarcato con orgoglio il suo straordinario impegno e i traguardi raggiunti. «Ho portato al Lecce tanta Serie A, 3 vittorie della Serie B, tanti titoli giovanili con ben tre scudetti Primavera. Abbiamo fatto tanto, ma ora non ho le energie per continuare a fare lo stesso. Di solito quando comunichi qualcosa avverti, e non ho potuto farlo a dovere. Sono stati sei anni importanti, volevamo che il nostro territorio emergesse. Abbiamo dato tutte le cure possibili e immaginabili a questa terra, siamo partiti nel 2020 ed ho lavorato con tanta passione. Lascio il club più in salute d’Europa, non d’Italia, con un patrimonio importante. Il Lecce conosciuto dalla Groenlandia a Capo Horn». Ora la palla passa al Presidente Saverio Sticchi Damiani chiamato ad avere un’altra illuminazione, come fu con Meluso e poi con Corvino nel 2020: «Ci tengo a dire che il progetto Lecce continuerà più forte di prima. Dopo due tentativi di convincere Corvino ora mi concentro sulla ricerca di un nuovo ds e poi si parlerà di allenatore e del resto». Il patron ci tiene anche a spegnere sul nascere i primi rumors di mercato e a rivendicare la bontà delle proprie scelte lungimiranti:«Non ho parlato con nessuno, non ho ricevuto nessun no, sono lo stesso che sei anni fa ha voluto Corvino quindi posso avere un’altra buona intuizione».
Sfuma Sogliano, si avvicina Polito . E’ un momento delicato per Saverio Sticchi Damiani, forse il più complesso da quando ricopre la carica di presidente del Lecce. Nel week end ha incontrato il capo dell’area tecnica Pantaleo Corvino, chiedendogli di ripensarci. Come risposta ha ricevuto un secco no! La decisione di Corvino è definitiva. Hanno influito le contestazioni della tifoseria, ma anche la paura di fallire dopo le imprese, nel senso letterale della parola, degli ultimi 4 anni: salvezza centrata nonostante il mercato condotto con poche risorse. Corvino lascia una società con i conti in ordine. I bilanci sono stati irrobustiti a suon di plusvalenze. Ma le sue dimissioni creano anche un vuoto, forse, incolmabile. Per questo, Sticchi Damiani avverte il peso di una decisione che influirà sul futuro del Lecce. Dal capo dell’area tecnica dipendono le scelte di mercato, legate in modo indissolubile ai risultati sul campo. Sul nuovo d.s inoltre ci saranno le ombre dei continui paragoni col suo predecessore. In un contesto in continuo movimento, c’è la prima certezza: Sogliano non sarà al Via del Mare. E’ probabile invece che arrivi un dirigente giovane e alla prima esperienza in A. Indizi che conducono a Ciro Polito, ex Bari. A Catanzaro, così come al primo anno di B col Bari, ha sfiorato la promozione. E acquistano un senso le parole pronunciate subito dopo la finale playoff persa immeritatamente: “Ho fatto grandi cose con risorse limitate. E’ giusto che il calcio mi riconosca qualcosa. Non so ancora dove”.
La finale, andata e ritorno, contro Gladiator . Con un po’ di fatica e qualche brivido, il Taranto passa il turno nei playoff nazionali di Eccellenza che valgono la promozione in Serie D. Dopo la vittoria per 3-1 maturata all’andata, la partita di ritorno sul campo dei beneventani dell’Apice si era messa male per i rossoblu’ jonici che, a mezz’ora dalla fine, erano sotto di due reti e rischiavano l’eliminazione. E’ servito un gol di Trombino in pieno recupero, al minuto 95, per riacciuffare la qualificazione per la finalissima. Sulla strada del Taranto ci sara’ un’altra squadra campana, il Gladiator, club di Santa Maria Capua Vetere. Le sfide, di andata e ritorno, si terranno il 7 e il 14 giugno: chi vince va in Serie D.
Venerdì la cerimonia nella cittadina barese . Stefano Tacconi ha ricordato i 39 tifosi juventini morti allo stadio Heysel di Bruxelles il 29 maggio 1985, in occasione della finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. L’ex portiere bianconero è stato ospite dello Juve Club di Rutigliano. Grande commozione tra tutti i presenti per un episodio triste della storia del calcio.
Duro scambio di accuse dopo la retrocessione in C . Animi tesi tra Palazzo di Città e il quartier generale della Filmauro. La famiglia De Laurentiis non intende vendere il Bari. Lavora ad un progetto ambizioso con dirigenti quotati nel mondo del calcio. La risposta giunta da Roma segna la rottura definitiva tra le parti e si trasforma in uno scambio di accuse senza precedenti: gli attuali soci di maggioranza del Bari Calcio, infatti, fanno riferimento a presunte spese straordinarie, non rendicontate, sostenute nel quinquennio di gestione dello stadio San Nicola; invitano l’amministrazione comunale ad esprimersi nei tempi previsti dal regolamento di C per la nuova concessione dell’impianto barese, imprescindibile per l’iscrizione al prossimo campionato. Ma nei toni non è da meno la replica del sindaco di Bari VitoLeccese. “La normativa vigente non obbliga il Bari a indicare necessariamente il San Nicola come campo ospitante – si legge nella lettera – . Le suggerisco di valutare soluzioni alternative per non rischiare l’iscrizione al campionato. Le chiedo dunque un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione e che risponda ad una domanda precisa: cosa intende fare della SSC Bari dopo il 30 giugno 2028?”. In serata, una nuova lettera a firma di Luigi De Laurentiis. Il presidente del club biancorosso ha accusato il sindaco di aver alzato i toni. In cinque giorni, sostengono dal club, non è possibile preparare un piano industriale credibile. Nelle righe, la volontà di interrompere l’aspro dibattito pubblico, rinviando ogni chiarimento all’incontro imminente. Ribadita la necessità di poter disporre dello stadio per programmare la prossima stagione.
La Coppa Italia partirà il 9 agosto . Si sta già definendo la stagione 2026/2027. Squadre già in campo il 9 e 16 agosto per il turno preliminare della Coppa Italia Frecciarossa. La finale si disputerà allo stadio Olimpico il 19 maggio. Il campionato di Serie A inizierà il 23 agosto e si chiuderà domenica 30 maggio. Due i turni infrasettimanali: il 28 ottobre e il 6 gennaio. La sosta natalizia partirà il 27 dicembre. Previste quattro soste per la Nazionale: il 27 settembre e il 4 ottobre 2026, il 15 novembre 2026 e il 28 marzo 2027.
. Igor Protti sempre più esemplare. Sui social è diventata virale la foto dello “Zar” mentre accompagna la figlia Noemi all’altare, nonostante la fatica. Protti da tempo combatte contro un brutto male, ma non molla. E stupisce tutti con la sua innata voglia di vivere. Qualche mese fa aveva fatto il giro del web un altro scatto: in lacrime ha accompagnato il giro della fiamma olimpica in vista di Milano – Cortina 2026. Oggi come allora, il suo gesto, carico di spontaneità, suscitò profonda ammirazione tra gli utenti: campione vero.
I giallorossi battono il Genoa e restano in A . Una festa travolgente travolge il Via del Mare e tutto il Salento. Il Lecce batte il Genoa e conquista una storica quarta salvezza consecutiva in Serie A. Un traguardo straordinario conquistato al culmine di una stagione complicata e combattuta fino all’ultimo minuto. Qui la grande festa giallorossa La partita inizia con qualche minuto di ritardo a causa della fitta nebbia creata dai fumogeni della curva, ma l’attesa rende l’atmosfera ancora più elettrizzante. Il Lecce parte forte e al 7′ fa esplodere lo stadio: Ramadani lancia Cheddira, la cui conclusione viene respinta da Leali; sulla ribattuta si avventa Lamek Banda, che con freddezza firma il gol del vantaggio. I giallorossi insistono e sfiorano il raddoppio prima con lo stesso Banda, murato da Leali, e poi subiscono il brivido del pareggio del Genoa firmato da Frendrup al 39′, fortunatamente annullato per una netta posizione di fuorigioco.Nella ripresa iniziano ad abbassarsi, ma il Lecce dimostra di avere fame. Al 51′ Cheddira supera Leali in uscita ma la sua conclusione, da posizione defilata, si stampa sul palo. Poco dopo è il Genoa a spaventare i padroni di casa con Frendrup, ma un monumentale Falcone esce a valanga e dice di no. La dea bendata volta ancora le spalle ai salentini al 67′, quando Pierotti incorna alla perfezione un cross di Gallo, centrando in pieno la base del palo.I minuti finali sono di pura gioia e festa sugli spalti e in campo. Il Lecce si è salvato e anche nella stagione 2026/27 sarà protagonista in Serie A.
Dura la reazione dei partiti e le civiche del centrodestra presenti in Consiglio comunale che, in una nota, chiedono al sindaco Vito Leccese di sospendere la procedura in corso per l’affidamento dello stadio San Nicola e avviare la revoca in autotutela del bando. Dopo la retrocessione del Bari in serie C i vertici fanno scena muta. Nessuna dichiarazione prevista per queste e per le prossime ore. I giocatori e l’allenatore Moreno Longo presto lasceranno la città. In mattinata sono rientrati in città con un volo charter da Bolzano. Nell’aeroporto i pochi tifosi che c’erano hanno lanciato insulti contro la squadra.La prossima settimana la dirigenza farà il punto sulla stagione conclusa e sulla ripartenza. Longo si è scusato con la piazza sportiva: “Personalmente ho messo tutto e ho sperato fino alla fine di regalare questo sogno alla città” ha dichiarato, concludendo con un laconico :“Mi prendo le mie responsabilità”. Intanto il sindaco di Bari, vito Leccese, ha scritto a Luigi De Laurentiis, presidente della società, chiedendo un incontro e sollecitando un progetto “serio e chiaro, orientato alla vendita della società e che sia all’altezza di restituire dignità ad un popolo e ad una città frustrati dalla mancanza di prospettive”. “Qualche giorno fa – ricorda Leccese – De Laurentiis mi ha scritto per avere conferma della disponibilità dello stadio San Nicola, funzionale alla iscrizione al campionato di calcio entro il termine fissato dalla Lega al prossimo 9 giugno. Prima di firmare questa nota a mio pugno non posso far finta che ieri non sia successo nulla”. Dura la reazione dei partiti e le civiche del centrodestra presenti in Consiglio comunale che, in una nota, chiedono al sindaco Vito Leccese “di assumere con urgenza un’iniziativa politico-amministrativa chiara: sospendere la procedura in corso per l’affidamento dello stadio San Nicola e avviare la revoca in autotutela del bando, – cui ha partecipato solo la società dei De Laurentiis – alla luce delle mutate condizioni sportive ed economiche determinate dalla retrocessione del Bari in Serie C. Lo stadio San Nicola è un patrimonio pubblico della città di Bari – scrive l’opposizione – Affidarne la gestione per i prossimi anni senza una nuova istruttoria, dopo un cambiamento così rilevante del contesto sportivo, economico e societario, sarebbe una scelta inopportuna e potenzialmente rischiosa”.
Tifosi sfiduciati e col morale a pezzi . E’ stato sorprendente riscontare che fossero in tanti a crederci, nonostante il campionato disastroso e le 38 giornate vergognose, a voler essere buoni. Il Bari non ha una scossa nervosa nemmeno nella gara di ritorno dei playout contro il Sud Tirol. Letteralmente l’ultima spiaggia per restare in B. Ma nei novanta minuti, i biancorossi confezionano una sola occasione da rete e rischiano il tracollo al 70 esimo quando il Var annulla la rete di Pecorino. L’agonia è solo prolungata. Il match termina 0 – 0: esattamente come nella gara d’andata, gli uomini di Longo non creano una sola occasione da gol e retrocedono in C. Si chiude così il cerchio sulla famiglia De Laurentiis. Scomparsi nel nulla quelli che prevedevano scenari diversi: Serie A, ingresso in Europa dalla porta principale, grandi campioni in festa sotto la curva. Era tutto finto. Il Bari è solo un magheggio per chissà quale scopo, un errore o un peccato di vanità ( essere tra i primi ad aver promosso la seconda squadra ).
Si chiude una stagione storica per le due formazioni . Un’impresa al limite dell’impossibile. Per passare il turno, il Casarano avrebbe dovuto vincere con 4 gol di scarto a Brescia. I salentini hanno sempre dato l’impressione di essere una squadra senza limiti, ma questo era davvero troppo. Si torna a casa con un pari, 0 – 0, e la consapevolezza di aver dato il massimo in una stagione memorabile. Probabilmente, la gara avrebbe preso una piega diversa se al 35esimo Grandolfo, tutto solo in area di rigore, non fosse inciampato, regalando il pallone a Gori. Da quel momento, la partita si spegne e gli uomini di Di Bari appaiono rassegnati all’eliminazione. Resta la soddisfazione di aver incantato l’Italia del calcio a suon di rimonte, gol e ribaltoni. Abbandona la competizione anche il Potenza, sconfitto per 1 – 0 ad Ascoli. La rete decisiva arriva al 37esimo della ripresa con Chakir. Ai lucani sarebbe servita una vittoria per le semifinali. Anche per il Potenza la stagione è storica. I rossoblù chiudono con un trofeo in bacheca, la Coppa Italia di C, primo nella storia del club.
Nessuna info sul modulo scelto da Longo . Ancora poche ore e il Bari e i suoi tifosi conosceranno il destino che li attende nella prossima stagione: cioè se un nuovo campionato di Serie B o l’inferno della C. A Bolzano si giocherà la partita decisiva in cui il Bari ha una sola opzione per salvarsi e cioè vincere con qualsiasi punteggio. Molti ricordano che due anni fa nell’identica situazione il Bari riuscì a vincere addirittura per 3 a 0 a Terni cancellando il pareggio della gara di andata del playout. Sono però diversi gli attori sia in campo che in panchina. Fabrizio Castori è uno degli allenatori più esperti non solo della serie B ma del calcio italiano e sa bene come gestire il doppio vantaggio per la sua squadra. Ma il Bari non ha alternative alla vittoria e quindi Moreno Longo deve studiare strategia e uomini giusti per risolvere in suo favore la partita dell’anno. In verita’ in comune con due anni fa c’e’ la designazione arbitrale: sara’ La Penna di Roma a dirigere. Gli allenamenti si svolgono a porte chiuse e non trapela nulla sulle intenzioni del tecnico barese. Molti pensano che insisterà nel modulo con la difesa a quattro, ma con Mantovani a destra, tre centrocampisti due trequartisti e un solo attaccante di ruolo. Tutti concordano sull’impiego del solo Moncini come punta naturale sostenuto sicuramente da Rao ed uno fra Esteves e Pagano. Questo farebbe a pugni con la logica perché il Bari dovendo solo vincere dovrebbe schierare due attaccanti di ruolo. Ma sia Gytkjaer che Cuni non sono stati mai tenuti in considerazione almeno all’inizio delle partite. L’unica cosa certa è che circa mille tifosi baresi, oltre 600 nel settore loro riservato e altre centinaia sparse al Druso sosterranno la squadra sino all’ultimo secondo
Si lavora già per la prossima stagione . Picerno cresce nel segno della continuità. Si continua con lo stesso organigramma societario. Il direttore generale resterà nel club per un altro anno. Lo ha comunicato il club con una nota ufficiale. Sul fascino delle nuove proposte giunte da diverse società di Serie C, alcune delle quali con l’ambizione di compiere il salto tra i cadetti, ha prevalso il rapporto di fiducia e stima che lo lega al patron Donato Curcio, un imprenditore lucano emigrato negli Stati Uniti, ma sempre legato alla terra d’origine. “Nonostante le tante offerte ricevute da altre società, alle quali va il mio personale ringraziamento – ha dichiarato Curcio – ho deciso di continuare questo percorso con senso di responsabilità e con la volontà di dare continuità al progetto Picerno. Ci aspettano nuove sfide che affronteremo con il lavoro quotidiano e con la consapevolezza di voler continuare a crescere e di regalare nuove emozioni e nuovi successi a tutti i tifosi, in primis al nostro presidente”.
Cresce l’attesa per la sfida al Genoa . Da domenica sera il Lecce è padrone del proprio destino. Il gol di Stulic, realizzato in pieno recupero al Mapei Stadium, consente ai giallorossi di disputare l’ultima gara di campionato con un punto di vantaggio sulla Cremonese, terz’ultima. Si aprono così scenari meravigliosi nell’immaginario dei tifosi salentini, sempre presenti in massa nelle trasferte autorizzate. Il Lecce sarà salvo per la quarta volta consecutiva in A – un evento storico per il club – se batterà il Genoa. Nel caso in cui la vittoria sfugga, sarà festa solo se i giallorossi otterranno lo stesso risultato della Cremonese, cui spetta il gravoso compito di ospitare il Como, proiettato verso l’Europa. Esiste anche la possibilità che per decidere chi sarà la terza formazione retrocessa dalla A alla B, si ricorra allo spareggio. Il post season prenderà vita solo se Lecce e Cremonese chiuderanno il campionato con gli stessi punti. Intanto, per la sfida al Genoa, ci sono buone notizie per Di Francesco. Prosegue il recupero di Banda e Pierotti. Ed è probabile che rientrino tra i disponibili.
Finale amaro per il Martina . Il Barletta continua la propria corsa nella Poule Scudetto di Serie D e conquista l’accesso alla Final Four della competizione. I biancorossi escono indenni dal difficile campo della Scafatese, strappando un prezioso pareggio per 1-1 al termine di una gara intensa e combattuta. Dopo il vantaggio iniziale dei padroni di casa, la squadra pugliese ha trovato la rete del pareggio con Guadalupi, autore del gol che ha regalato ai suoi la qualificazione. In semifinale sarà sfida ai liguri del Vado.In campo non sono mancati momenti di tensione e nervosismo, con animi spesso accesi nel corso dei novanta minuti. Sugli spalti, però, il clima è stato segnato soprattutto dalla commozione. Entrambe le tifoserie hanno infatti voluto ricordare uno storico ultras del Barletta, scomparso poche ore prima del fischio d’inizio: un omaggio sentito che ha unito le due piazze in una serata dal forte valore emotivo.Se il Barletta può sorridere, non altrettanto può fare il Martina, che vede interrompersi il sogno playoff del Girone H di Serie D in finale. Al “Tursi” la Paganese si impone di misura grazie alla rete decisiva di El Haddadi, che firma lo 0-1 e consegna ai campani l’ultimo atto.Per i ragazzi di mister Laterza resta l’amarezza di una sconfitta pesante, ma anche la consapevolezza di aver disputato una stagione straordinaria ricca di emozioni.
Mercoledì le gare di ritorno dei playoff . L’arrivederci al pubblico di casa non è stato da film, ma restano i momenti magici che questa squadra ha regalato al calcio professionistico. Chi ama questo sport, puntualmente si incanta davanti alle favole. E il Casarano è stato protagonista di un percorso sin qui unico. Perché resteranno a lungo nella memoria le imprese di Cosenza e Renate. Ieri sera, invece, l’impegno ha dovuto cedere il passo alla maggiore organizzazione dell’Union Brescia. Era netta e palpabile la differenza tecnica tra gli uomini in campo. La sintetizza il risultato, quel 3 – 0 per i lombardi che lascia poche chance ai rossoblù. Tuttavia, chi conosce mister Di Bari giura che mercoledì le proverà tutte per compiere l’ennesimo storico ribaltone. Il Casarano per superare il turno e accedere alle final four deve vincere con 4 gol di scarto.E’ stata equilibrata la sfida del Viviani. In uno stadio gremito in ogni ordine di posto, Potenza ha vissuto una serata unica. Lo 0 – 0 con l’Ascoli lascia aperto il discorso qualificazione. Ai lucani basterà vincere con qualsiasi risultato per approdare in semifinale. Ma i marchigiani, nei primi 90 minuti, hanno dato l’impressione di essere leggermente superiori. E nel match di ritorno avranno anche la spinta dei tifosi.
Venerdì la gara di ritorno . Come due anni fa il Bari si gioca la serie B nel playout di ritorno. Stessa identica situazione: allora pareggiò per uno a uno in casa con la Ternana per poi vincere in Umbria la gara di ritorno per 3 a 0. Col Sudtirol si parte dallo 0-0 dell’altra sera al San Nicola e il Bari per salvarsi ha una sola opzione: vincere con qualsiasi risultato. Se la situazione è la stessa, l’avversario sembra però di caratura diversa nel senso che il Sudtirol è sicuramente più competitivo rispetto alla Ternana dell’epoca. Lo ha dimostrato ampiamente nella gara di venerdì in cui al Bari, riconosciamolo, è andata più che bene perché le occasioni migliori se l’è procurate proprio la squadra di Castori. Non è un caso se Cerofolini è stato considerato da tutti il migliore in campo. Sarà interessante vedere come questa volta Moreno Longo schiererà il Bari sia per quel che riguarda il modulo che per la scelta degli uomini. Premesso che come detto il pareggio non serve e che Longo ha sempre giocato con una sola punta di ruolo, salvo ricorrere ai due attaccanti soltanto per recuperare risultati negativi, come si comporterà a Bolzano? Le scommesse sono accettate. Intanto i biancorossi, che ieri hanno ripreso la preparazione, potranno contare su circa 650 tifosi al seguito che riempiranno il settore riservato agli ospiti. Ma saranno in tanti ad accorrere venerdi sera da tutto il triangolo industriale per evitare la retrocessione che avrebbe effetti devastanti. Intanto infuriano le polemiche per le lunghe code registrate l’altra sera per accedere alla tribuna est a causa delle poche porte aperte. Sotto accusa l’organizzazione. E non e’ la prima volta che si verifica.
Gol vittoria realizzato in pieno recupero dal serbo . Minuto novantasei. Il fermo immagine del destino. Volpato grazia Falcone a porta vuota, il Sassuolo dispera, il Lecce riparte. Palla dentro, sponda di Gandelman e la zampata di Stulic che fa esplodere il settore ospiti. Finisce così, nell’incredulità generale: tre a due per il Lecce. Una vittoria senza logica, pazzesca, non adatta ai cuori deboli, che terrà i giallorossi aggrappati alla corsa salvezza a novanta minuti dalla fine del campionato. Ma per capire questo finale da film, bisogna riavvolgere il nastro di una serata che entra nella storia del Lecce. I giallorossi partono forte e ringrazia i regali neroverdi: Cheddira è una furia, approfitta dell’errore di Garcia e fa uno a zero. Il Sassuolo risponde subito con Laurienté, ma è ancora un monumentale Cheddira, in torsione su assist di Banda, a firmare il nuovo vantaggio giallorosso. Nella ripresa la difesa di Di Francesco soffre maledettamente la qualità dei padroni di casa. Nzola colpisce un palo clamoroso, Thorstvedt stampa la traversa. Il muro salentino vacilla, Di Francesco si copre con il cinque-quattro-uno, ma all’ottantaduesimo crolla: la magia di tacco di Pinamonti vale il due a due. Sembra finita, ma il bello deve ancora venire. Falcone salva il risultato di piede su Pinamonti, prima del ribaltamento di fronte che riscrive la storia. Il Lecce espugna il Mapei Stadium, vince la Cremonese a Udine, ma la notte più pazza dell’anno è tutta tinta di giallorosso e domenica prossima il Lecce al Via del Mare, contro il Genoa sarà padrone del suo destino.

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Tifosi sfiduciati e col morale a pezzi E’ stato sorprendente riscontare che fossero in tanti a crederci, nonostante il campionato disastroso e le 38 giornate

Si chiude una stagione storica per le due formazioni Un’impresa al limite dell’impossibile. Per passare il turno, il Casarano avrebbe dovuto vincere con 4 gol

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Cresce l’attesa per la sfida al Genoa Da domenica sera il Lecce è padrone del proprio destino. Il gol di Stulic, realizzato in pieno recupero

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Mercoledì le gare di ritorno dei playoff L’arrivederci al pubblico di casa non è stato da film, ma restano i momenti magici che questa squadra

Venerdì la gara di ritorno Come due anni fa il Bari si gioca la serie B nel playout di ritorno. Stessa identica situazione: allora pareggiò

Gol vittoria realizzato in pieno recupero dal serbo Minuto novantasei. Il fermo immagine del destino. Volpato grazia Falcone a porta vuota, il Sassuolo dispera, il