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Nuove scoperte scientifiche tra Croazia e Montenegro suggeriscono che l’Adriatico orientale possa ospitare aree di crescita per i giovani squali bianchi. Il grande squalo bianco (Carcharodon carcharias) torna a far parlare di sé nel Mar Mediterraneo. Un recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica Acta Ichthyologica et Piscatoria, ha documentato due avvistamenti eccezionali di esemplari giovanissimi nell’Adriatico orientale. Questi dati aprono un dibattito affascinante tra i biologi marini: le acque tra Croazia e Montenegro potrebbero essere un habitat di crescita fondamentale (una cosiddetta “nursery”) per una delle specie più rare e minacciate del nostro mare. I nuovi avvistamenti in Croazia e Montenegro Lo studio, guidato da Ilija Ćetković dell’Istituto di Biologia Marina dell’Università del Montenegro, si basa su due segnalazioni chiave validate attraverso la citizen science: Agosto 2018 (Croazia): Un esemplare di circa 175 cm è stato recuperato morto al largo dell’isola di Glavat. L’animale presentava un amo nella mascella, segno di una precedente interazione con la pesca sportiva o professionale. Giugno 2025 (Montenegro): Un giovane squalo bianco di circa 1,4 metri è stato liberato vivo da un pescatore al largo della baia di Boka Kotorska. Questi esemplari appartengono alla categoria young-of-the-year, ovvero squali nati nell’anno in corso, la cui presenza è un indicatore prezioso della salute e dei movimenti della specie. L’Adriatico orientale come habitat di crescita Perché questi avvistamenti sono così importanti? Lo squalo bianco nel Mediterraneo è classificato come in pericolo critico. Trovare individui così giovani in un’area ristretta suggerisce che l’Adriatico offra condizioni ideali per le prime fasi di vita. Fattori che attirano i piccoli squali bianchi: Produttività costiera: La piattaforma continentale adriatica garantisce un’abbondanza di prede. Riscaldamento dei mari: Il cambiamento climatico potrebbe spingere i predatori verso nord alla ricerca di condizioni termiche favorevoli. Biodiversità: L’aumento di avvistamenti di altre specie simili (come verdesche e mako) conferma che l’area è un crocevia biologico strategico. Nota scientifica: Gli esperti precisano che per definire ufficialmente una “nursery” occorrono prove di una presenza costante e superiore alla media rispetto ad altre zone. I dati attuali sono promettenti ma richiedono ulteriori verifiche. Il ruolo decisivo della Citizen Science La ricerca moderna non può più fare a meno dei pescatori. Entrambi i record sono stati documentati grazie a iniziative come il programma montenegrino #poaljiajkulu (“Manda lo squalo”). Questo approccio di “scienza dei cittadini” permette di: Raccogliere dati su specie elusive e rare. Educare le comunità costiere alla conservazione. Promuovere il rilascio degli animali catturati accidentalmente (by-catch). Conclusione: un futuro per il predatore dei mari Sebbene lo squalo bianco resti un animale raro in Adriatico, la documentazione di questi “baby predatori” è un segnale di speranza. La protezione di queste aree potrebbe essere la chiave per evitare l’estinzione della specie nel Mediterraneo. Domande Frequenti (FAQ) Lo squalo bianco in Adriatico è pericoloso? Gli esemplari avvistati sono giovani e molto piccoli (sotto i 2 metri). In generale, lo squalo bianco è estremamente raro e gli avvistamenti non devono destare allarmismo per i bagnanti. Cosa fare in caso di avvistamento? È fondamentale non disturbare l’animale e, se possibile, scattare foto o video da lontano per segnalarli alle autorità marittime o a istituti di ricerca. Perché lo squalo bianco è a rischio? Le cause principali sono la pesca accidentale, l’inquinamento da plastica e la diminuzione delle sue prede naturali.

Non tutti i grassi hanno impatto negativo sull’organismo. Lo studio epidemiologico Moli-sani nel 2024 ha dimostrato che i grassi “buoni” sono centrali nella prevenzione della nostra salute, per esempio il consumo quotidiano di olio extravergine d’oliva riduce del 23% il rischio di mortalità. L’AIFO, Associazione Italiana Frantoi Oleari, parte proprio da questo dato per far comprendere ai consumatori l’importanza dell’alimento. L’olio EVO difatti si differenzia da altri oli raffinati per la forte presenza di acido oleico, che garantisce equilibrio e protezione del sistema cardiovascolare. Ad oggi l‘offerta alimentare, seppur ampia, è spesso poco chiara, pertanto è fondamentale per il consumatore saper orientare le proprie scelte verso una dieta equilibrata e consapevole.

Accordo storico tra l’azienda benefit pugliese e i sindacati: tutela della salute, parità di genere e sicurezza sul lavoro nel settore TPL. Evolvere il modello di trasporto pubblico partendo dal valore delle persone. È questo l’obiettivo di Miccolis S.p.A. Società Benefit che annuncia l’introduzione del congedo mestruale retribuito per tutte le proprie lavoratrici, frutto di un’intesa d’avanguardia siglata con le segreterie di Filt CGIL, Fit CISL, UIL Trasporti, FAISA CISAL e UGL FNA. L’iniziativa, che entra nel vivo in questo mese di aprile, non è solo una misura di welfare, ma una risposta concreta alle esigenze di salute e sicurezza sul lavoro in un settore, quello della mobilità, caratterizzato da ritmi e responsabilità elevati. Un accordo storico con i sindacati che tutela la salute e l’organizzazione del lavoro, posizionando l’azienda pugliese tra i pionieri del welfare inclusivo in Italia. A differenza di modelli puramente simbolici, l’accordo di Miccolis punta sulla sostenibilità organizzativa con una tutela economica totale: fino a 24 giorni annui (2 al mese) di congedo retribuito al 100%, senza intaccare ferie o permessi (ROL). L’azienda ha scelto la strada della semplificazione burocratica e della fiducia, richiedendo un solo certificato medico annuale, eliminando l’onere di documentazione per ogni singola assenza. Maggiore efficienza operativa, poiché la misura è stata integrata in un piano di monitoraggio congiunto con i sindacati per garantire che il benessere delle lavoratrici si traduca in una maggiore qualità del servizio, senza alcun impatto sulla regolarità delle corse. “Essere una Società Benefit significa assumersi la responsabilità dell’impatto sociale che generiamo”, dichiara Aurelia Miccolis, Direttore Generale. “Il congedo mestruale non è un privilegio, ma un atto di equità che riconosce una condizione biologica specifica. Abbattendo questo tabù, creiamo un ambiente di lavoro dove la persona è rispettata nella sua interezza. Siamo convinti che un’azienda che si prende cura della propria comunità interna offra un servizio migliore ai cittadini”. Giusy Caforio, responsabile del servizio di prevenzione e protezione, aggiunge “in un lavoro che richiede massima soglia di attenzione come la guida e la gestione del trasporto, la salute fisica e il comfort psicologico sono fattori di sicurezza primaria. Questa misura previene lo stress correlato al lavoro e valorizza la professionalità femminile nel nostro settore”. Con questo accordo, Miccolis S.p.A. si conferma tra le primissime realtà nel settore del Trasporto Pubblico Locale (TPL) in Italia, e la prima tra Puglia e Basilicata, a formalizzare questo diritto. L’iniziativa apre una nuova strada per l’innovazione dei modelli contrattuali nei servizi pubblici essenziali, dimostrando che la parità di genere sostanziale passa da scelte coraggiose e condivise con le parti sociali. Nata in Puglia, con radici nella mobilità locale anche in Basilicata, Miccolis dimostra che innovazione contrattuale e servizio pubblico non sono concetti incompatibili. Al contrario: un’azienda che si prende cura delle proprie persone eroga un servizio migliore ai cittadini. La sfida ora è che questo non resti un caso isolato ma diventi il nuovo standard per il settore.

Uno studio della University of British Columbia rivela che lo strascico minaccia il doppio delle specie previste, distruggendo interi rami dell’albero della vita marina. La pesca a strascico di fondo minaccia oltre 3.000 specie di pesci a livello globale, ma i dati reali potrebbero essere quasi il doppio. È quanto emerge da un recente studio della University of British Columbia, pubblicato sulla rivista Reviews in Fish Biology and Fisheries. L’analisi, basata su oltre 9.000 registrazioni effettuate tra il 1895 e il 2021, svela un impatto sugli ecosistemi oceanici molto più profondo e distruttivo di quanto immaginato finora. Cos’è la pesca a strascico e perché danneggia i fondali La pesca a strascico consiste nel trascinare reti pesanti lungo il fondale marino. Questa tecnica cattura indiscriminatamente qualsiasi organismo e distrugge gli habitat lungo il suo percorso. Secondo Sarah Foster, coordinatrice della ricerca, lo studio offre finalmente una fotografia chiara della portata del fenomeno, evidenziando quante specie vengano rimosse dal mare senza che vi sia una documentazione adeguata. Specie a rischio e lacune nei dati I dati raccolti evidenziano un grave rischio per la conservazione della fauna marina: Una specie su sette, tra quelle monitorate, risulta minacciata o quasi minacciata secondo i criteri della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Circa il 25% delle specie è classificato come “data deficient”, ovvero mancano informazioni sufficienti per valutarne lo stato di salute. Tra gli animali più colpiti figurano il pesce chitarra gigante (in pericolo critico), lo squalo zebra (in pericolo) e diverse specie vulnerabili di cavallucci marini. Il “trash fish” e il danno invisibile all’ecosistema Uno dei problemi principali riguarda la sottostima delle catture. Molte specie di piccole dimensioni o non commerciali non vengono registrate singolarmente, ma finiscono in categorie generiche come “mixed fish” o “trash fish” (pesce spazzatura). “Lo strascico rimuove interi rami dell’albero della vita marina”, spiega Syd Ascione, sottolineando come questa pratica non faccia distinzione tra specie comuni e organismi già sull’orlo dell’estinzione. Si stima che circa il 95% delle specie catturate non sia il bersaglio diretto dei pescatori, eppure il 64% di esse viene comunque trattenuto o ucciso. Un appello ai governi per la protezione degli oceani Poiché il 99% della pesca a strascico avviene all’interno delle acque nazionali, la responsabilità della regolamentazione ricade direttamente sui singoli governi. Gli autori dello studio chiedono un approccio precauzionale urgente, che includa: L’esclusione della pesca a strascico da vaste aree marine. Un divieto rigoroso nelle zone marine protette. Una maggiore trasparenza nel monitoraggio delle catture. Amanda Vincent, co-autrice della ricerca, conclude con un monito: “Oggi consentiamo a oltre 100.000 pescherecci di raschiare il fondale oceanico senza sapere davvero cosa stiano distruggendo. Intervenire è fondamentale per garantire la sostenibilità degli ecosistemi da cui dipende la nostra stessa sopravvivenza”.

Uno studio su PNAS rivela come tanyciti e astrociti regolano la sazietà nel cervello: ecco il nuovo possibile bersaglio per le cure antiobesità. Il senso di sazietà non è solo una questione di neuroni. Un innovativo studio internazionale ha rivelato che il controllo dell’appetito dipende da un sistema di comunicazione molto più complesso, dove cellule finora ritenute “di supporto” giocano in realtà un ruolo da protagoniste. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) e guidata da Ricardo Araneda dell’Università del Maryland in collaborazione con l’Università di Concepción, apre scenari inediti nella lotta contro l’obesità e i disturbi alimentari. Oltre i neuroni: il ruolo di tanyciti e astrociti Fino ad oggi si pensava che il glucosio agisse in modo quasi diretto sui neuroni. Lo studio dimostra invece l’esistenza di una vera e propria “catena di montaggio” biochimica nel cervello: I Tanyciti: Queste cellule specializzate monitorano i livelli di glucosio nel liquido cerebrospinale subito dopo il pasto. Il Lattato: Quando gli zuccheri salgono, i tanyciti rilasciano lattato. Gli Astrociti: Il lattato non va ai neuroni, ma attiva gli astrociti tramite il recettore HCAR1. Il Segnale Finale: Gli astrociti rilasciano glutammato, che finalmente stimola i neuroni della sazietà. Una scoperta rivoluzionaria: l’azione su due fronti Il dato più sorprendente emerso dalla ricerca riguarda la doppia funzione del lattato. Questa molecola agisce come un vero e proprio interruttore metabolico: Attiva i neuroni che segnalano al corpo che è ora di smettere di mangiare. Spegne (attenua) contemporaneamente i neuroni che promuovono lo stimolo della fame. Inoltre, gli scienziati hanno osservato che l’attivazione di un singolo tanycite può influenzare numerosi astrociti vicini, permettendo al segnale di sazietà di propagarsi velocemente in tutta l’area cerebrale interessata. Nuove speranze per terapie contro l’obesità Sebbene i test siano stati condotti su modelli animali, queste cellule sono presenti anche nel cervello umano. Comprendere questo circuito intermedio — la comunicazione tra tanyciti e astrociti — fornisce ai medici un nuovo bersaglio terapeutico. Questa scoperta potrebbe portare allo sviluppo di farmaci di nuova generazione che, agendo su questo meccanismo specifico, aiutino a gestire meglio l’appetito e a contrastare patologie metaboliche gravi, integrandosi con i trattamenti farmacologici e nutrizionali già esistenti.

Guida al nuovo servizio di Agenzia delle Entrate-Riscossione: come consultare cartelle, richiedere il prospetto di sintesi e pagare online. Gestire cartelle esattoriali, avvisi e pagamenti diventa più semplice. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha lanciato la nuova versione del servizio online “Situazione debitoria – Consulta e paga”. Grazie alla collaborazione con Sogei, il portale offre ora un’interfaccia più intuitiva e un prospetto di sintesi dettagliato per avere sempre sotto controllo i propri debiti fiscali. Cosa puoi fare con il nuovo servizio online La piattaforma permette di ottenere una panoramica completa sulla propria posizione fiscale con pochi clic. Ecco le principali funzionalità: Monitoraggio importi: visualizzazione chiara delle somme da versare e di quelle già saldate. Stato delle agevolazioni: controllo in tempo reale su piani di rateizzazione e rottamazioni attive. Verifica procedure: informazioni su eventuali procedure di riscossione, cautelari o esecutive in corso. Pagamenti rapidi: possibilità di procedere al saldo degli atti direttamente online. Il nuovo Prospetto di Sintesi: tutti i dati in 24 ore Una delle novità più rilevanti è la possibilità di richiedere un prospetto di sintesi globale. Questo documento, disponibile per il download entro 24 ore dalla richiesta, aggrega tutti gli atti legati al codice fiscale dell’utente su base nazionale. Quali informazioni contiene il prospetto? All’interno del documento sono riportati dati analitici fondamentali: Tipologia del documento ed Ente creditore. Data di notifica e importo del carico iniziale. Dettaglio versamenti effettuati e somme residue. Sospensioni e misure agevolative applicate. Totale aggiornato del debito residuo. Come accedere a “Situazione debitoria – Consulta e paga” Il servizio è accessibile dal sito ufficiale www.agenziaentrateriscossione.gov.it attraverso diverse modalità, garantendo la massima sicurezza e profilazione: Area Riservata Cittadini e Imprese: accesso tramite identità digitale (SPID, CIE e CNS). Professionisti e imprese possono utilizzare anche le credenziali dell’Agenzia delle Entrate. EquiPro: l’area dedicata esclusivamente agli intermediari fiscali abilitati a Entratel, che possono così gestire la situazione dei propri assistiti. Consiglio utile: Per i nuovi utenti è disponibile una guida alla navigazione scaricabile dal sito, che illustra passo dopo passo come sfruttare tutte le nuove funzionalità del portale.

L’ultimo rapporto Istat condanna la Puglia, negli ultimi 26 anni persi più di 168mila residenti. Gli ultimi dati Istat sulla popolazione non fanno sorridere la Puglia. Al primo gennaio 2026 la regione perde oltre 168mila residenti rispetto al 2000. Le fasce di popolazione colpite dal calo demografico sono quelle più giovani ed istruite, destinate ad altre regioni italiane oppure all’estero. I laureati pugliesi che vanno all’estero nel 2024 (ultimo campione disponibile) sono178 nella fascia 0-24 anni, 1.355 tra 25-34 anni, 2.118 tra 35-64 anni e 33 tra gli over 65. Nello stesso anno, i laureati che si sono trasferiti in altre regioni italiane sono 489 (0-24 anni), 4.928 (25-34 anni), 688 (35-64 anni) e 248 (over 65). A tal proposito, Cisl Puglia evidenzia la necessità di “costruire un’alleanza generazionale, un patto fondato sulla corresponsabilità e sulla partecipazione, che affronti i problemi del lavoro dignitoso e stabile, dello sviluppo delle competenze, della valorizzazione dei talenti e dell’inclusione sociale”. Il dato sulla fuga di cervelli, commenta il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, “impoverisce il capitale umano e il mercato del lavoro, compromettendo il futuro del sistema produttivo e la sostenibilità del welfare”. Per quanto riguarda il tasso di fecondità, nel 2025 in Puglia si scende a 1,11 figli per donna (1,16 nel 2024), al di sotto della media italiana pari a 1,14. Sale, invece, l’età media delle madri al parto, che raggiunge i 32,59 anni (32,53 nel 2024), in linea con la media nazionale di 32,7 anni. Cresce, invece, lapopolazione straniera residente: al primo gennaio 2026 raggiunge le 165.797 unità (erano 155.066 nel 2025).

Situazione critica e agricoltura a rischio in varie regioni. Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata: queste le regioni più colpite dal meteo anomalo del 2026 secondo Coldiretti, tra piogge abbondanti e esondazioni di fiumi e bacini idrici, con migliaia gli ettari di coltivazioni finiti sott’acqua, tra ortaggi, cereali e foraggi. In Puglia le situazioni più gravi si registrano nel Foggiano, con l’esondazione del Cervaro, e nel nord Barese, dove a straripare è stato l’Ofanto. Nel Brindisino invece è emergenza per gli allagamenti che hanno compromesso i raccolti di carciofi, vigneti, broccoletti e cavoli, anche a causa della mancata manutenzione di fossi e canali di bonifica. Difficoltà anche in Basilicata, nel Materano, tra grandine e nubifragi che si sono abbattuti sui frutteti e campi allagati. Si tratta di una vera e propria emergenza, dato che il maltempo ha conseguenze dirette sul settore agricolo e quindi sull’economia di queste regioni.

Questo connubio ha dimostrato la possibilità di stimare allerte precoci ed altamente efficaci nell’area del Mediterraneo meridionale. Un nuovo studio guidato dall’Università di Bari affronta la sfida della rilevazione degli eventi sismici. È questo il focus di Seismic detection using submarine cable polarization signals with machine learning, pubblicato sulla prestigiosa rivista Communications earth & environment (gruppo Nature). La cooperazione tra IA ed ingegno umano ha portato alla realizzazione di una rete invisibile di migliaia di chilometri lungo i fondali oceanici per connettere il mondo. Questo connubio ha dimostrato la possibilità di stimare allerte precoci ed altamente efficaci nell’area del Mediterraneo meridionale. I dati osservati tramite il cavo Med-Nautilus si riferiscono al periodo 2022-2024. Il principale punto di forza della ricerca, si legge da una nota, “risiede nella sua applicabilità immediata: non è necessario installare nuovi e costosi sensori sui fondali, poiché l’infrastruttura è già presente. Sfruttando i cavi in fibra ottica esistenti – prosegue – il sistema sviluppato in questo nuovo studio consente un monitoraggio continuo, soprattutto in aree remote o su fondali molto profondi, dove l’installazione di sismografi tradizionali è tecnicamente ed economicamente proibitiva”. Lo studio ha coinvolto il gruppo di ricerca in Fisica applicata dell’Università di Bari. Nello specifico ci sono Mario Caruso e Michele Morelli, due ricercatori supervisionati da Alfonso Monaco e Tommaso Maggipinto, docenti del dipartimento interuniversitario di Fisica, da Loredana Bellantuono, docente del dipartimento di Biomedicina traslazionale e neuroscienze, da Nicola Amoroso, docente del dipartimento di Scienze del farmaco, e dal Rettore Roberto Bellotti. Un grande passo globale nella ricerca che arriva ancora una volta dalle eccellenze del Sud Italia. Un punto di svolta verso la comprensione dei fenomeni naturali e il rafforzamento delle capacità di monitoraggio e di salvaguardia del territorio.

La Puglia è sul podio nazionale per le nuove occupazioni sul suolo, ben 818 ettari persi nel 2024. Il documento presentato oggi da fondazione Inarcassa a Taranto parla chiaro: l’obbiettivo è trasformare la rigenerazione urbana nella principale leva di sviluppo economico. La Puglia è sul podio nazionale per le nuove occupazioni sul suolo, ben 818 ettari persi nel 2024. Il Manifesto propone sei pilastri per valorizzare il territorio e risolvere le varie problematiche burocratiche. Uno dei problemi riguarda la frammentazione, in quanto le varie leggi regionali creano confusione. Il Manifesto a tal proposito propone una legge Quadro Nazionale per standardizzare le procedure e una cabina di regia unica presso la Presidenza del Consiglio. Sono stati presentati punti sul futuro importanti: qualità progettuale come criterio guida, digitalizzazione, semplificazione procedure e incentivi mirati per tutelare imprenditori. “L’Italia parla di rigenerazione da un decennio, ma resta bloccata da una paralisi operativa” queste le dichiarazioni del presidente di Inarcassa Andrea De Maio, che individua la burocrazia come antagonista del progresso.

Tra la lanterna di Diogene e l’intelligenza artificiale: l’identikit del leader capace di unire le anime del centrosinistra per la sfida del 2027.. Dopo la vittoria del no al referendum costituzionale, e seguendo le molteplici dichiarazioni dei leader politici del raggruppamento che ha ottenuto tale affermazione, ho cominciato a riflettere sul possibile federatore del centro sinistra. Per prima cosa, ho imitato quel simpatico e comico influencer pugliese Pinuccio, peraltro ancora più comicamente imitato dal nostro generale Vannacci a ridosso del voto referendario, e ho telefonato per un consiglio a Diogene di Sinope che da oltre 2500 anni con la sua lampada accesa, cerca di giorno una persona onesta e virtuosa. Dall’epica araba alla tecnologia moderna Non contento mi sono rivolto all’epica araba, cosa ci potrebbe essere di più attuale vista la situazione dei migranti e delle guerre contemporanee? E dopo averla ricercata, ho strofinato ben bene la lampada di Aladino. Al genio che mi è comparso, ho chiesto di esaudire il mio desiderio e quindi di cercarmi la persona che potesse federare tutte le anime del centro sinistra, per battere nel 2027 il centrodestra alle politiche. Ma non ancora appagato, mi sono rivolto ai mezzi più moderni, anche se quelli antichi a me sono sempre apparsi più affidabili! E ho scritto a ChatGPT rivolgendo alla tecnologia dell’intelligenza artificiale la stessa domanda, per indicarmi una persona che potesse federare quel magma disperso e talvolta dissociato del centro sinistra. Dal Pd ai Cinque Stelle da Avs a Italia Viva, tentando qualche sensibile intellighentia di Forza Italia e accogliendo in modo esaltante, fattivo e stimolante i giovani che hanno votato per il no. Le dieci caratteristiche del leader ideale Incredibilmente le tre fonti mi hanno dato quasi tutti la stessa risposta. Diogene, comprensibilmente, il più incerto ed interlocutorio, ma gli altri sono andati dritti al punto ma senza far nomi, bensì descrivendone le caratteristiche. Capacità amministrativa: Una persona che abbia dimostrato di saper amministrare, e che quindi lo abbia già fatto e con successo. Rapporto con i giovani: Che sappia amministrare con i giovani e che nella sua storia abbia saputo creare una nuova classe dirigente con i giovani. Rispetto trasversale: Che abbia un diffuso comprovato rispetto sia nel centro sinistra che nel centro destra e che quindi abbia ricoperto ruoli nei quali le sue capacità siano state riconosciute e premiate da entrambi gli schieramenti. Dedizione: Deve essere dedito al suo lavoro e quindi non distratto da altre ambizioni. Capacità comunicativa: Oggi nel mondo dell’informazione e della comunicazione talvolta trasformata in propaganda, questa persona deve saper porre chiarezza nei punti fermi sul da fare, e nella loro trasmissione alla gente. Livello intellettuale: Deve avere un livello intellettuale che gli permetta di studiare, approfondire i dossier e non essere generico e approssimativo. Scelta della squadra: Deve ponderatamente scegliere i suoi collaboratori e la sua squadra senza introdurre parvenu o avventurieri. Consenso popolare: Deve avere consenso. Il popolo lo deve aver riconosciuto e deve avergli dato già consenso, ad esempio, avendo scritto il suo nome su una delle schede elettorali. Non basta solo aver sbarrato il suo nome sulla scheda. Il popolo deve aver scritto di suo pugno il suo nome su una scheda elettorale. Autorevolezza: Cosa ben diversa dall’autoritarismo. Questi deve essere autorevole ma nello stesso tempo entrare in contatto con la gente che gli sta intorno senza schivarla e allontanarsene, deve ottenere rispetto per come si comporta e per quello che fa e per ciò che dice e non solo per il ruolo che occupa. Lotta per la pace: Deve essere una personalità che lotta per la pace, per un mondo che sia vivibile per tutti. Dovrà opporsi ad ogni carneficina di bambini, di qualsiasi colore, nazionalità, e religione essi siano. Il nome? Quello lo dobbiamo fare noi.

I risultati del progetto nell’ambito del Psr 2014-2022. Del patrimonio vinicolo della Puglia, andato disperso negli anni, sono stati censiti oltre 220 nomi di vitigni, dal Salento al Foggiano. E sono almeno 20 i vitigni minori già in produzione e ancora altri 30 vitigni sono descritti nel nuovo Atlante dei vitigni rari di prossima pubblicazione. Sono questi i risultati concreti degli ultimi tre anni di lavoro del progetto di recupero del germoplasma viticolo pugliese realizzato nell’ambito del Psr 2014-2022 con il coinvolgimento di 18 partners tra enti di ricerca e territoriali, università, associazioni di categoria e aziende agricole. Il responsabile scientifico del progetto Pierfederico La Notte spiega: “Tutto ciò che è stato recuperato è stato inserito in un database con l’obiettivo di iniziare la sperimentazione in campo: nove ettari sono dedicati alla conservazione della vite nel Centro regionale di conservazione a Locorotondo che ospitaanche una cantina di microvinificazione”. Al fianco di una decina di grandi vitigni regionali base della maggior parte delle denominazioni, sonoalmeno 20 i vitigni minori già in produzione e ancora altri 30 vitigni sono descritti nel nuovo Atlante dei vitigni rari di prossima pubblicazione. Si tratta di varietà in fase di sperimentazione e valutazione che riempiranno i dossier da presentare al Ministero per il riconoscimento formale dei vitigni. A dicembre 2025 sono state inviate al Ministero sei nuove richieste di iscrizione al Registro nazionale.

La possibilità di realizzare sensori fotonici su chip rappresenta un grande passo per la sicurezza delle infrastrutture . Da una ricerca internazionale che coinvolge il politecnico di Bari, in collaborazione con la Shanxi e la Jinan University, gli studiosi hanno creato un sensore fotonico grande come un microchip capace di percepire precoci fughe di gas e scie chimiche pericolose. I sensori di nuova generazione saranno quindi in grado di monitorare infrastrutture energetiche, sorvegliare raffinerie ed ambienti a rischio, prevenendo così inquinamento e malattie legate ad esso. Il materiale utilizzato, in niobato di litio, permette una grande produzione e di conseguenza una distribuzione in larga scala. La possibilità di realizzare sensori fotonici su chip rappresenta un grande passo per la sicurezza delle infrastrutture e la prevenzione dell’inquinamento.

Nasce l’iniziativa Beacon che vedrà protagoniste tre regioni del Mezzogiorno. Un nuovo progetto sulla cura del tumore al seno nasce dalla Puglia, Campania e Basilicata. Si chiama Beacon (Breast Cancer Enhanced Assessment and Care with Outcome-Driven Navigation) e coinvolge tre strutture oncologiche di prestigio: l’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, il CROB di Rionero in Vulture e l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli, assieme all’azienda farmaceutica Novartis. L’obiettivo, si legge dal comunicato dell’Istituto Tumori di Bari Giovanni Paolo II, ”è ottenere un cambio di prospettiva nella mobilità sanitaria, garantendo percorsi di cura più equi e vicini alle pazienti”. Il modello Beacon, prosegue l’Istituto pugliese, “punterà a diventare un modello di riferimento per altre regioni italiane, creando gruppi multidisciplinari tra strutture ospedaliere”. A tal proposito, il Direttore Generale del CROB di Rionero, Dr Massimo De Fino, dà la notizia delle “già avviate iniziative di telemedicina e di condivisione dei dati per supportare la collaborazione tra i Centri”. Da Napoli, Michelino De Laurentiis, direttore Dipartimento Senologia del Pascale, intende voler costruire “un sistema in cui le pazienti ricevono trattamenti di alto livello vicino a casa”. Curarsi senza emigrare, in effetti, è uno degli snodi cruciali del Paese: ogni anno 67mila ricoveri oncologici sono effettuati fuori dalla regione di residenza dei pazienti. 925mila, invece, sono le donne in Italia che, ad oggi, convivono con una diagnosi di tumore al seno.

Carenza sanità Puglia: dal 2025 mancano già 279 medici di base. L’indagine di Gimbe parla chiaro: entro il 2028 ben 702 medici in Puglia lasceranno l’incarico perché ormai arrivati alla pensione. La carenza di personale medico è un problema reale: secondo la fondazione il numero medio di assistiti dal primo gennaio 2025 a oggi è di un medico per 1.331 assistiti mentre tra il 2019 e il 2024 i medici di Medicina generale in Puglia sono diminuiti del 26,3%, percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale che è pari 14,1%. Nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati il 27% in più rispetto ai posti disponibili.

La portaerei Giuseppe Garibaldi potrebbe diventare a Taranto un centro di attrazione culturale e turistica, valorizzando storia e innovazione navale. Francesco Caizzi, vicepresidente nazionale e leader pugliese della Federalberghi, ha ribadito la necessità che la storica portaerei Giuseppe Garibaldi torni a Taranto. Recenti voci su una possibile cessione della nave al governo indonesiano hanno riaperto il dibattito sul futuro di uno dei simboli più importanti della Marina Militare Italiana. Caizzi sottolinea che Taranto rappresenta il luogo naturale per la “Garibaldi”, grazie alla sua storia operativa, alle infrastrutture strategiche come l’Arsenale e la Base Navale, e al legame storico-funzionale con la difesa marittima italiana. Secondo il vicepresidente di Federalberghi, trasformare la nave in un Museo del Mare, con spazi dedicati a turismo scolastico e giovanile, rappresenterebbe un progetto culturale ed economico di grande valore, capace di rafforzare la riconversione turistica e culturale del capoluogo ionico. Il progetto potrebbe essere gestito con la collaborazione del MarTa e di imprenditori privati del settore turistico, creando un modello innovativo di valorizzazione del patrimonio navale italiano. Caizzi invita il Governo a valutare seriamente questa possibilità, evidenziando che Taranto ha storia, titoli e visione per accogliere la “Garibaldi” e trasformarla in un simbolo non solo di memoria, ma anche di sviluppo culturale e turistico. Informazioni sulla portaerei Giuseppe Garibaldi La portaerei Giuseppe Garibaldi è stata la prima portaerei italiana a propulsione convenzionale progettata per operazioni di aviazione imbarcata. Entrata in servizio nel 1985, ha partecipato a numerose missioni internazionali, incluse operazioni NATO e missioni di pace. La nave è lunga 180 metri e può trasportare fino a 16 aerei tra caccia e elicotteri. Negli ultimi anni, la “Garibaldi” è stata al centro di dibattiti sul suo futuro, compresa la possibilità di cessione o dismissione. La proposta di trasformarla in museo e attrattore turistico a Taranto valorizzerebbe la storia della Marina Militare italiana e la posizione strategica della città, contribuendo allo sviluppo del turismo culturale e alla promozione dell’identità marittima italiana.

Uno studio guidato da Stephen Wallace della University of Edinburgh dimostra che batteri geneticamente modificati possono trasformare il PET delle bottiglie in L-Dopa, uno dei principali farmaci per il Morbo di Parkinson.

Particolare attenzione, accanto ai disturbi più conosciuti, viene riservata all’Arfid, il disturbo evitante o restrittivo dell’assunzione di cibo. Negli ultimi anni, a livello nazionale, si è registrato un aumento fino al 35% dei disturbi del comportamento alimentare tra bambini e adolescenti, con un abbassamento progressivo dell’età di esordio: in Italia si stima che oltre 3 milioni di persone ne soffrano e che anoressia e bulimia colpiscano tra l’8% e il 10% delle ragazze e tra lo 0,5% e l’1% dei ragazzi, con casi segnalati sempre più frequentemente tra gli 11-12 e i 15 anni e, a volte, anche prima, intorno agli 8-9 anni. Particolare attenzione, accanto ai disturbi più conosciuti, viene riservata all’Arfid, il disturbo evitante o restrittivo dell’assunzione di cibo che riguarda circa tra il 5% e il 14% dei bambini, più frequentemente imaschi, e si manifesta soprattutto in età scolare, tra i 6 e i 10 anni. Si tratta dell’evitamento di specifici alimenti per caratteristiche sensoriali (come aspetto, odore, consistenza o temperatura) e per la paura di soffocare o vomitare oppure una forte riduzione dell’interesse per il cibo.“I disturbi del comportamento alimentare non riguardano soltanto il rapporto con il cibo, ma coinvolgono aspetti psicologici, emotivi e relazionali profondi – afferma Elisa Fazzi, presidente di Sinpia -. Si tratta di condizioni complesse che possono avere conseguenze molto gravi sulla salute fisica e mentale e sullo sviluppo, soprattutto quando insorgono in età precoce”.

L’obbiettivo è l’innovazione tecnologica per crescere. Cresce l’innovazione nei campi italiani spinta dall’ingegno delle 49mila imprese agricole under35 attive. Aumentano anche i giovani occupati (+6%) in agricoltura. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti. Il settore agricolo è l’unico che nel 2025 ha visto una crescita dei giovani lavoratori: +6% rispetto al 2024; per i soli contratti a tempo indeterminato l’aumento è del 19%. I giovani agricoltori italiani valgono il doppio della media Ue, con la produttività degli under 35 che raggiunge i 4.800 euro a ettaro, contro i 2.500 dei colleghi europei, secondo il centro studi Divulga. A livello assoluto, le regioni leader per numero di imprese agricole giovanili sono Sicilia (5.900 aziende), Puglia (4.900 aziende) e Campania (4.400 aziende). Passando all’incidenza sul totale settoriale regionale, al top si piazzano Liguria, Basilicata e Valle d’Aosta, con circa il 10% ciascuna. Gli agricoltori under 35 si posizionano al terzo posto per numerosità, dietro solo al commercio al dettaglio e costruzioni, ma davanti a ristorazione, imprese di servizi alla persona, commercio all’ingrosso e settore manifatturiero nel suocomplesso.

Quasi 18.000 aggressioni registrate: infermieri e donne le categorie più colpite. Nel 2025 sono state registrate quasi 18.000 aggressioni contro operatori sanitari e socio-sanitari, coinvolgendo 23.367 professionisti, considerando che un singolo episodio può riguardare più persone. I dati provengono dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, pubblicata dal Ministero della Salute in occasione della Giornata di prevenzione contro la violenza agli operatori sanitari. Aggressori e tipologia di episodi Gli aggressori principali sono pazienti, seguiti da familiari e caregiver. La maggioranza degli episodi riguarda aggressioni verbali (69%), mentre quelle fisiche (25%) e contro la proprietà (6%) risultano meno frequenti. Le donne sono le più colpite, superando il 60% dei casi nella maggior parte delle Regioni. Categorie professionali più colpite Personale infermieristico: 55% Medici: 16% Operatori socio-sanitari (OSS): 11% Altre categorie: 12% (dipendenti non sanitari, front office 3%, vigilanti e soccorritori 9%) Luoghi più critici Le aggressioni si verificano prevalentemente in ambito ospedaliero, con il Pronto Soccorso, i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) e le Aree di Degenza come zone a maggior rischio. Gli Istituti Penitenziari riportano numeri stabili (428 segnalazioni nel 2025 contro 433 nel 2024). Trend e considerazioni Rispetto al 2024, le segnalazioni mostrano una leggera diminuzione (da 18.392 a quasi 18.000), mentre il numero totale di operatori aggrediti aumenta (da 22.000 a 23.367). Un numero più alto di segnalazioni può indicare una cultura della segnalazione più diffusa, non necessariamente un incremento reale degli episodi. Prevenzione e sicurezza La raccolta dati e la consapevolezza rappresentano strumenti fondamentali per prevenire aggressioni e garantire la sicurezza degli operatori sanitari, con particolare attenzione a infermieri e personale femminile.

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