
La ricerca del federatore del centrosinistra tra mito, satira e intelligenza artificiale
MONITOR Tra la lanterna di Diogene e l’intelligenza artificiale: l’identikit del leader capace di unire le anime del centrosinistra per la sfida del 2027. Dopo
Tra la lanterna di Diogene e l’intelligenza artificiale: l’identikit del leader capace di unire le anime del centrosinistra per la sfida del 2027.. Dopo la vittoria del no al referendum costituzionale, e seguendo le molteplici dichiarazioni dei leader politici del raggruppamento che ha ottenuto tale affermazione, ho cominciato a riflettere sul possibile federatore del centro sinistra. Per prima cosa, ho imitato quel simpatico e comico influencer pugliese Pinuccio, peraltro ancora più comicamente imitato dal nostro generale Vannacci a ridosso del voto referendario, e ho telefonato per un consiglio a Diogene di Sinope che da oltre 2500 anni con la sua lampada accesa, cerca di giorno una persona onesta e virtuosa. Dall’epica araba alla tecnologia moderna Non contento mi sono rivolto all’epica araba, cosa ci potrebbe essere di più attuale vista la situazione dei migranti e delle guerre contemporanee? E dopo averla ricercata, ho strofinato ben bene la lampada di Aladino. Al genio che mi è comparso, ho chiesto di esaudire il mio desiderio e quindi di cercarmi la persona che potesse federare tutte le anime del centro sinistra, per battere nel 2027 il centrodestra alle politiche. Ma non ancora appagato, mi sono rivolto ai mezzi più moderni, anche se quelli antichi a me sono sempre apparsi più affidabili! E ho scritto a ChatGPT rivolgendo alla tecnologia dell’intelligenza artificiale la stessa domanda, per indicarmi una persona che potesse federare quel magma disperso e talvolta dissociato del centro sinistra. Dal Pd ai Cinque Stelle da Avs a Italia Viva, tentando qualche sensibile intellighentia di Forza Italia e accogliendo in modo esaltante, fattivo e stimolante i giovani che hanno votato per il no. Le dieci caratteristiche del leader ideale Incredibilmente le tre fonti mi hanno dato quasi tutti la stessa risposta. Diogene, comprensibilmente, il più incerto ed interlocutorio, ma gli altri sono andati dritti al punto ma senza far nomi, bensì descrivendone le caratteristiche. Capacità amministrativa: Una persona che abbia dimostrato di saper amministrare, e che quindi lo abbia già fatto e con successo. Rapporto con i giovani: Che sappia amministrare con i giovani e che nella sua storia abbia saputo creare una nuova classe dirigente con i giovani. Rispetto trasversale: Che abbia un diffuso comprovato rispetto sia nel centro sinistra che nel centro destra e che quindi abbia ricoperto ruoli nei quali le sue capacità siano state riconosciute e premiate da entrambi gli schieramenti. Dedizione: Deve essere dedito al suo lavoro e quindi non distratto da altre ambizioni. Capacità comunicativa: Oggi nel mondo dell’informazione e della comunicazione talvolta trasformata in propaganda, questa persona deve saper porre chiarezza nei punti fermi sul da fare, e nella loro trasmissione alla gente. Livello intellettuale: Deve avere un livello intellettuale che gli permetta di studiare, approfondire i dossier e non essere generico e approssimativo. Scelta della squadra: Deve ponderatamente scegliere i suoi collaboratori e la sua squadra senza introdurre parvenu o avventurieri. Consenso popolare: Deve avere consenso. Il popolo lo deve aver riconosciuto e deve avergli dato già consenso, ad esempio, avendo scritto il suo nome su una delle schede elettorali. Non basta solo aver sbarrato il suo nome sulla scheda. Il popolo deve aver scritto di suo pugno il suo nome su una scheda elettorale. Autorevolezza: Cosa ben diversa dall’autoritarismo. Questi deve essere autorevole ma nello stesso tempo entrare in contatto con la gente che gli sta intorno senza schivarla e allontanarsene, deve ottenere rispetto per come si comporta e per quello che fa e per ciò che dice e non solo per il ruolo che occupa. Lotta per la pace: Deve essere una personalità che lotta per la pace, per un mondo che sia vivibile per tutti. Dovrà opporsi ad ogni carneficina di bambini, di qualsiasi colore, nazionalità, e religione essi siano. Il nome? Quello lo dobbiamo fare noi.
Le facoltà di matematica, di economia, istituti di statistica, potrebbero aiutare la Regione a raccogliere, analizzare, e proporre soluzioni per il miglioramento della offerta. Abbiamo appreso dalla trasmissione Report quello che gli italiani già sanno da anni, e cioè che la risposta pubblica alla domanda di salute è carente. Io vivo in Puglia e personalmente ho verificato prenotazioni con codice zero 48 al 15 giugno 2026, prenotazioni ordinarie, non urgenti, al 2027, il sistema non funziona. Ma sarebbe opportuno che all’analisi deficitaria della domanda ci si ponga la questione della offerta e cioè la spesa di oltre 130 miliardi di euro crea un’offerta adeguata e quali i problemi che rendono questa offerta così deludente! Dagli anni 2000 esistono a decine di agenzie che formano i dirigenti delle Asl e degli assessorati, perché rendano il sistema sanitario efficiente (cioè che dia risposte rapide alle esigenze), efficace (cioè che dia risposte adeguate alle richieste) e di qualità (si parla di qualità percepita dall’utente). Ebbene, il sistema non è efficiente, non ha la validità richiesta e talvolta non è neanche efficace. Parlando della Puglia come operatore sanitario dopo 46 anni di lavoro posso affermare che l’offerta non è analizzata. Basterebbe poco a valutare, ad esempio degli ambulatori specialistici delle Asl, se i medici in servizio offrono un numero di prestazioni adeguate. Se le strutture radiologiche attrezzate anche con nuove apparecchiature fornite recentemente dalla nostra regione rispondano quantitativamente e qualitativamente adeguato alla domanda. Molti direttori sanitari e generali delle Asl Pugliesi conoscono la risposta perché hanno lavorato sul campo e analizzato i dati, alcuni sanno che ad esempio il sistema dell’Imagine lavora al 40% delle sue potenzialità, che gli ambulatori specialistici lavorano al 50-60% delle loro potenzialità, che il raccordo tra questi ambulatori è l’assistenza ospedaliera e assente. Delle università, le facoltà di matematica, di economia, istituti di statistica, potrebbero aiutare i sistemi sanitari regionali a raccogliere, analizzare, e proporre soluzioni per il miglioramento della offerta. La cinghia di trasmissione rappresentata dai CUP spesso non funziona, gli operatori di questi centri unici di prenotazione dovrebbero lavorare meglio direi non solo con la mente ma anche con il cuore per gli assistiti, al fine di conservare le loro posizioni. Infatti l’intelligenza artificiale è dietro l’angolo pronta a sostituirli, alcune grandi strutture sanitarie hanno già cominciato ad utilizzare questi mezzi, ci sono già eccellenze dell’Università di Bari che hanno messo appunto sistemi di prenotazione più efficaci e più efficienti, grazie all’IA. È lì il meccanismo per migliorare il sistema, riordinare l’offerta e dare una svolta ai sistemi di prenotazione. Anche chi afferma che nell’ultimo anno le prestazioni sono aumentate di 1 milione e mezzo, quasi 2 milioni, fornisce dati fantasiosi: abbiamo sentito il ministro della sanità affermare che la raccolta dati nel sistema Cruscotto ancora non è pronta. Come quindi poter affermare senza avere lo storico e senza avere i dati attuali che vi è stato un miglioramento di 1 milione e mezzo di prestazioni? E comunque sarebbe un incremento irrisorio, considerando che solo nella provincia di Bari e solo per il sistema Imagine le prestazioni pubbliche si aggirano intorno alle 50.000 per anno. Senza calcolare in alcun modo la domanda di visita specialistica. Sviluppando quel dato per tutto il territorio nazionale viene fuori che per le sole prestazioni di Imagine vi è una offerta soddisfatta di circa 2 milioni e mezzo di prestazioni. Qualsiasi dato statistico informativo che ci viene fornito presenta dei retroscena ingannevoli e strumentali. La richiesta dunque ai nuovi Governatori regionali è di analizzare i dati senza fermarsi a quanto già noto, cioè alla carenza in risposta alla domanda, sforzandosi di capire come poter migliorare l’offerta partendo dai dati storici dalle reali potenzialità del sistema finanziato. Per vincere la guerra contro la “malattia” è sì importante avere validi sistemi di difesa, ma è ancora più importante conoscere e potenziare l’efficacia, l’efficienza e la qualità della nostra potenza di fuoco messa in campo. Renato Laforgia, medico

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