La possibilità di realizzare sensori fotonici su chip rappresenta un grande passo per la sicurezza delle infrastrutture
Da una ricerca internazionale che coinvolge il politecnico di Bari, in collaborazione con la Shanxi e la Jinan University, gli studiosi hanno creato un sensore fotonico grande come un microchip capace di percepire precoci fughe di gas e scie chimiche pericolose. I sensori di nuova generazione saranno quindi in grado di monitorare infrastrutture energetiche, sorvegliare raffinerie ed ambienti a rischio, prevenendo così inquinamento e malattie legate ad esso.
Il materiale utilizzato, in niobato di litio, permette una grande produzione e di conseguenza una distribuzione in larga scala. La possibilità di realizzare sensori fotonici su chip rappresenta un grande passo per la sicurezza delle infrastrutture e la prevenzione dell’inquinamento.













