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Febbraio 9, 2026

Altri 1500 sono risultati irreperibili e saranno richiamati. Per contro ci sono più di 6300 persone che hanno potuto anticipare l’esame richiesto e di questi, oltre la metà, è stato effettuato nella prima settimana. Ci sono i primi dati sull’abbattimento delle liste d’attesa voluto dal presidente della regione Puglia Antonio Decaro. Innanzitutto circa il 30% delle persone richiamate per anticipare esami e visite in Puglia, parliamo di oltre 3mila persone, hanno rifiutato il nuovo appuntamento. Altri 1500 sono risultati irreperibili e saranno richiamati. Per contro ci sono più di 6300 persone che hanno potuto anticipare l’esame richiesto e di questi, oltre la metà, è stato effettuato nella prima settimana. Il piano di recupero prevede lo smaltimento delle liste di attesa dando la precedenza a chi, per gli esami specialistici, ha priorità U (entro 72 ore) o B (entro dieci giorni); o a chi è in lista per un ricovero con priorità A (entro 30 giorni).In totale sono state richiamate dalle sei Asl, dalle aziende Policlinico di Bari e Policlinico Riuniti di Foggia, e dai due Irccs De Bellis e Oncologico Giovanni Paolo II, 14.923 persone di cui 12.018 per visite ed esami e 2.905 per ricoveri. L’azienda che ha richiamato il maggior numero di persone sia per prestazioni specialistiche sia per ricoveri è il Policlinico Riuniti di Foggia con 3.162 recall, 1.199 prestazioni anticipate e 377 prestazioni già eseguite.

. Dopo essersi barricato in casa, si è arreso ai carabinieri Giuseppe Quarticelli, 85 anni, di Cerignola. Si era rifugiato lì dopo aver esploso un colpo di pistola contro il dipendente di una farmacia agricola di proprietà della sua famiglia. Il ferito è ricoverato nell’ospedale cittadino, sarà sottoposto ad intervento chirurgico. La trattativa perché l’anziano si consegnasse è stata condotta con un negoziatore del comando provinciale dei carabinieri. L’anziano non ha opposto resistenza. Non è ancora chiaro il movente, non si sa cosa abbia potuto scatenare il litigio e l’esplosione del colpo d’arma da fuoco.

Non si esclude l’ipotesi dolosa. Potrebbe essere doloso l’incendio che la notte tra domenica e lunedì, a Torremaggiore, ha distrutto l’auto del consigliere comunale Francesco Mele. Era parcheggiata sotto la sua abitazione. Il Sindaco Emilio di Pumpo ha espresso ferma condanna per l’accaduto e massima solidarietà al consigliere per il vile attentato subito. “Episodi di questo genere – ha dichiarato Di Pumpo – rappresentano un grave attacco alla serenità e alla sicurezza dei nostri cittadini e non possono trovare alcuna giustificazione”.

La famiglia di Domenico Martimucci, ha chiesto il riconoscimento come vittima di mafia. I giudici si sono riservati di decidere. Ci sono altre condanne per la morte di Domenico Martimucci, 26 anni, deceduto cinque mesi dopo l’attentato dinamitardo del 5 marzo del 2015 ai danni della sala da gioco “Green Table” di Altamura. La gup di Bari Antonella Cafagna ha condannato a 20 anni di reclusione Nicola Centonze e a 6 anni Nicola Laquale. Sono accusati, a vario titolo, di omicidio volontario, tentato omicidio plurimo, detenzione eporto di esplosivo, con aggravante mafiosa. Secondo la Dda di Bari, Centonze sarebbe statol’intermediario tra mandante ed esecutori dell’attentato, mentre Laquale è considerato l’uomo che avrebbe fornito l’esplosivo. Per la stessa vicenda sono stati già condannati in via definitiva dalla Cassazione il mandante dell’attentato, il boss Mario D’Ambrosio (30 anni di reclusione), l’esecutore materiale Savino Berardi (20 anni) e uno dei complici, Luciano Forte (18 anni). La famiglia di Domenico Martimucci, ha chiesto il riconoscimento come vittima di mafia. Nel 2021, infatti, dopo che in tre (mandante ed esecutori materiali) erano già stati condannati in via definitiva per l’attentato con il riconoscimento dell’aggravante mafiosa, il Ministero dell’Interno negò ai genitori del 26enne, il riconoscimento come vittime della criminalità organizzata. E questo perché un cuginodella madre del ragazzo, con cui la donna dichiara di non avere contatti, ha diversi precedenti penali e di polizia. La legge 302 del 1990, almeno fino al 2024, proibiva il riconoscimento dei benefici in caso di rapporti di parentela o di affinità fino al quarto grado con persone con precedenti specifici.I genitori di Martimucci, assistiti dagli avvocati Donato Carlucci e Cipriano Popolizio, hanno impugnato il provvedimento del Ministero davanti al tribunale del lavoro di Bari, che però ha dato loro torto. Nel frattempo, il 4 luglio 2024, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma limitatamentealle parole “parente o affine di quarto grado”, stabilendo come sia “imprescindibile un’attenta valutazione di meritevolezza dei beneficiari” nei casi in questione. I legali hanno quindi impugnato la sentenza e oggi hanno discusso la vicenda davanti alla Corte d’Appello di Bari. I giudici si sono riservati didecidere.

Un consigliere di centrodestra l’avrebbe invitata in modo scurrile a smettere di ridere dopo “un sorriso venuto fuori spontaneo di fronte alle farneticanti ricostruzioni ascoltate in Aula”. Rosa Cascella, capogruppo del Partito democratico nel Consiglio comunale di Barletta, denuncia sui social di essere stata offesa nel corso dell’ultima riunione quando un consigliere della maggioranza di centrodestra l’ha invitata in modo scurrile a smettere di ridere dopo “un sorriso venuto fuori spontaneo – afferma Cascella – di fronte alle farneticanti ricostruzioni ascoltate in Aula”. Per questo parla di “bullismo politico” e sottolinea che “mai prima d’ora si era assistito a una gestione del dibattito pubblico come quella attuale. Gestacci fatti di nascosto, provocazioni, risatine, microfoni che improvvisamente smettono di funzionare mentre si parla. Emendamenti ignorati, risposte sgarbate –aggiunge -. Questa non è buona politica, è il frutto di una cultura ignorante e retrograda che sta investendo il Paese e che trova spazio anche nelle Istituzioni”. “E allora mi chiedo – prosegue -: a che serve parlare di quote rosa, di rispetto per le donne, di cambio di cultura, ogni volta che una donna diventa un caso di cronaca? Chi ricopre ruoli pubblici dovrebbe essere un modello. Oggi, troppo spesso, è un cattivo esempio. Per i colleghi, per i cittadini, per i figli che osservano e imparano”.

La ricetta a Mattino Norba. Ingredienti Per la base croccante: 150g di Taralli (o cracker salati) 60g di Burro fuso Per la crema ai broccoli: 300g di Cime di broccoli lesse 200g di Ricotta vaccina  100g di Formaggio spalmabile  30g di Parmigiano grattugiato Sale, pepe e un pizzico di noce moscata Per decorare Mandorle tostate q.b. Pomodori secchi sott’olio q.b.

La ricetta a Mattino Norba. 1 broccolo grande (circa 500-600g) 40g di Panko 30g di Pecorino Romano grattugiato  Scorza grattugiata di un limone Aglio fresco in polvere  Paprika dolce q.b. Olio evo, sale e peperoncino q.b. 200° per 20/25 min

La ricetta a Mattino Norba. Ecco come preparare il plumcake. In cucina Simona Soares. Ingredienti 150 gr di Cime di broccoli (solo la parte verde) 120 gr di Farina di riso 80 gr di Fecola di patate (o Amido di mais) 50 gr di Farina di mandorle 150 gr di Zucchero 3 Uova medie 80 ml di Olio di semi (girasole o mais) Limone​Buccia grattugiata + succo di mezzo limone Semi di papavero q.b. 1 bustina di Lievito per dolci 1 pizzico di sale 180° 40/45min statico

A parlare è Peter Kamarás, direttore generale della società che si occuperà dell’impianto tarantino se la trattativa andrà a buon fine. Prima giornata a Taranto per i consulenti e gli ingegneri del gruppo Flacks, possibile acquirente dell’ex Ilva, in trattativa con il governo italiano. Saranno fino a giovedì in sopralluogo nella fabbrica. “Abbiamo trovato una situazione ottimale dal punto di vista degli impianti e delle professionalità”, dichiara al TgNorba, Peter Kamarás, direttore generale della società che si occuperà dell’impianto tarantino se la trattativa andrà a buon fine. Ha detto che intende incontrare istituzioni, sindacati, realtà cittadine e anche la stampa locale. “Stiamo cercando di raccogliere la maggior parte dei dettagli che ci serviranno per negoziare con il governo”, prosegue Kamarás. Ha risposto poi su livelli occupazionali, ambiente e sicurezza, priorità nella visione futura per l’impianto. Al momento non è prevista alcuna visita di Micheal Flacks e la trattativa potrebbe chiudersi già per questa primavera.

Addio a 96 anni al divulgatore e scienziato italiano, protagonista della fisica delle particelle e della cultura scientifica internazionale. È morto all’età di 96 anni il fisico, organizzatore scientifico e divulgatore Antonino Zichichi, una delle voci più conosciute e controverse della scienza italiana del Novecento e del primo venticinquennio del nuovo millennio. La sua scomparsa segna la perdita di una figura che ha lasciato un’impronta profonda nel mondo della fisica delle particelle, nella cultura scientifica e nel dialogo tra scienza, società e fede. Nato a Trapani nel 1929, Zichichi è stato protagonista di una lunga carriera internazionale, attraversata da incarichi accademici e istituzionali di rilievo. Dopo gli anni formativi a Palermo, ha lavorato in centri di eccellenza come il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra, dove negli anni Sessanta ha diretto il gruppo che ha osservato per la prima volta l’antideutone, una particella di antimateria costituita da un antiprotone e un antineutrone. Alla sua carriera scientifica si affianca quella di promotore di grandi infrastrutture di ricerca: è stato tra i principali ideatori e sostenitori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, oggi uno dei centri di ricerca sotterranei più importanti al mondo, e fondatore del Centro interdisciplinare per la cultura scientifica “Ettore Majorana” a Erice, luogo di incontro e confronto per scienziati di molte nazionalità. Nel corso della sua vita Zichichi ha ricoperto incarichi di responsabilità nazionali e internazionali: è stato presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) tra il 1977 e il 1982 e della Società europea di fisica, oltre a guidare il World Lab e altre associazioni scientifiche impegnate a favorire la ricerca nei Paesi in via di sviluppo. Figura di forte personalità, Zichichi è stato anche un appassionato divulgatore e un uomo di fede. Nel dibattito pubblico italiano è ricordato per la sua dura critica alle superstizioni e all’astrologia, definite una “Hiroshima culturale”, ma anche per le sue posizioni critiche sulla teoria darwiniana dell’evoluzione e sulle analisi scientifiche relative al cambiamento climatico, questioni che lo hanno reso – nel corso degli anni – una figura discussa e, talvolta, divisiva. Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo scientifico e istituzionale: Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN, lo ha ricordato come “un uomo di scienza straordinariamente curioso ed entusiasta, capace di guardare con lungimiranza allo sviluppo delle infrastrutture scientifiche del nostro Paese”, sottolineando l’importanza storica dei Laboratori del Gran Sasso e del suo impegno nel costruire ponti tra scienza, cultura e società.

Lenticchie, ceci, fagioli e soia: tutte le proprietà dei legumi e perché inserirli nella dieta almeno 3 volte a settimana. Dall’aumento del senso di sazietà al controllo della glicemia, dalla riduzione del rischio cardiovascolare al miglioramento della funzionalità intestinale, fino alla promozione di un’alimentazione sostenibile per il pianeta: sono molteplici i benefici derivanti dall’inserimento dei legumi nella dieta, almeno tre volte a settimana, come indicato dalle Linee guida per una sana alimentazione. A sottolinearlo è l’Istituto superiore di sanità (ISS), in vista della Giornata mondiale dei legumi, che si celebra domani. “I legumi rappresentano una componente fondamentale di un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile”, spiega l’ISS. “Sono una fonte preziosa di proteine vegetali, ricchi di fibre, poveri di grassi e naturalmente privi di colesterolo, presente solo negli alimenti di origine animale”. Tra i legumi più noti, le lenticchie si distinguono per il loro contenuto di ferro, potassio, fosforo e acido folico, nutrienti fondamentali per la produzione di globuli rossi, soprattutto nelle donne in età fertile, nei bambini e durante la gravidanza. Oltre a questo, forniscono una buona quantità di proteine vegetali e fibre, utili per la regolarità intestinale e il controllo della glicemia. Dal punto di vista ambientale, i legumi sono un alimento virtuoso: la loro coltivazione sostenibile e la lunga conservabilità li rendono ideali anche per ridurre lo spreco alimentare. I ceci, ad esempio, contengono fibre solubili che contribuiscono a controllare il colesterolo LDL e a regolare la glicemia post-prandiale, supportando la prevenzione delle malattie cardiovascolari e del diabete di tipo 2. Sono inoltre ricchi di acido folico e vitamine del gruppo B, fondamentali durante i periodi di crescita e la gravidanza. Grazie al loro elevato potere saziante, i ceci sono ideali nei regimi alimentari controllati e rappresentano una scelta sana e sostenibile anche dal punto di vista climatico. Tra i legumi più proteici ci sono i fagioli, ricchi di zinco, potassio e magnesio, minerali essenziali per il sistema immunitario, la funzione muscolare e l’equilibrio elettrolitico. La buccia dei fagioli, ricca di fibre insolubili, favorisce la regolarità intestinale e aiuta a prevenire disturbi come stitichezza e malattie diverticolari. I piselli, invece, contengono più zuccheri semplici rispetto ad altri legumi, ma sono una buona fonte di proteine, vitamina A e acido folico. Delicati e facilmente digeribili, apportano fibre utili al benessere intestinale. Le fave, legume primaverile, offrono ferro non-eme, vitamina B1 (tiamina), fibre e proteine vegetali, insieme a discreti livelli di potassio. Sono naturalmente povere di grassi e contribuiscono al senso di sazietà e alla buona funzionalità intestinale. È importante ricordare, tuttavia, che chi soffre di favismo, una rara malattia genetica, deve evitarle completamente. Anche il lupino, meno diffuso nella dieta quotidiana, è un legume ricco di nutrienti: ha un contenuto proteico elevato, molte fibre e pochi zuccheri, rendendolo adatto a chi deve controllare la glicemia. È inoltre fonte di calcio, ferro e potassio. Contiene composti bioattivi (alcaloidi) che, se non correttamente trattati, possono risultare amari o tossici: per questo va consumato solo dopo adeguata lavorazione industriale o preparazione domestica corretta. La cicerchia è un legume particolarmente saziante e nutriente, ricco di proteine, fibre, calcio e fosforo. L’ISS raccomanda però di consumarla con moderazione e dopo un adeguato ammollo e cottura, poiché contiene una neurotossina responsabile del latirismo, una malattia neurodegenerativa che può causare paralisi, convulsioni e atrofia muscolare se il legume viene assunto in grandi quantità per periodi prolungati. Infine, la soia è il legume con il più alto contenuto proteico e una delle poche fonti vegetali a fornire tutti gli amminoacidi essenziali, rendendola una proteina “completa” comparabile a quella animale. È inoltre ricca di grassi insaturi, omega-3 e omega-6, fitosteroli e isoflavoni, noti per i potenziali benefici su sistema cardiovascolare e salute ormonale.

Sarebbero stati attivati poi, a insaputa delle persone truffate, contratti di finanziamento online mediante l’uso fraudolento di firme digitali e codici OTP. Due persone a Matera sono state sottoposte agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, nell’ambito di un’indagine su una presunta truffa aggravata ai danni di soggetti vulnerabili e di società di credito al consumo. Avrebbero utilizzato la vendita porta a porta di prodotti elettromedicali per acquisire documenti e dati personali delle vittime, attivando poi, a loro insaputa, contratti di finanziamento online mediante l’uso fraudolento di firme digitali e codici OTP. In particolare dalle indagini della Polizia, coordinate dalla locale Procura, è emerso che le somme erogate sarebbero state accreditate su conti riconducibili alle attività commerciali collegate agli indagati.

“Abbiamo ritenuto doveroso essere presenti anche per rassicurare il personale che – hanno evidenziato Latronico e Spera – pur in un clima di comprensibile tensione, continua a prestare servizio con la consueta diligenza e professionalità”. Questa mattina l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, e il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Regionale San Carlo, Giuseppe Spera, si sono recati in visita al presidio ospedaliero di Lagonegro dove sabato scorso una giovane donna di 36 anni, Francesca Nepita, originaria di Scalea, è deceduta dopo il parto. “Abbiamo ritenuto doveroso essere presenti anche per rassicurare il personale che – hanno evidenziato Latronico e Spera – pur in un clima di comprensibile tensione, continua a prestare servizio con la consueta diligenza e professionalità”. Intanto vanno avanti le indagini della Procura che ha disposto l’autopsia. Procedono anche le verifiche interne all’azienda ospedaliera San Carlo.

La sottosegretaria Ferro: “Priorità al terzo settore, al sociale e al recupero delle aziende”. Negli ultimi tre anni la Puglia ha registrato risultati di grande rilievo nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, grazie anche al lavoro svolto in sinergia con l’Agenzia nazionale dei beni confiscati. A sottolinearlo è stata Wanda Ferro, sottosegretario all’Interno, intervenuta al Comune di Taranto durante un convegno dedicato all’Osservatorio di concertazione permanente sull’uso sociale dei beni confiscati. I numeri parlano chiaro: le assegnazioni dei beni confiscati sono aumentate del 59,8 per cento, per un totale di 330 beni a Taranto e 2.867 in tutta la Puglia. Un dato che Ferro ha definito straordinario, sottolineando i progressi compiuti anche nella gestione delle aziende confiscate. Un ruolo centrale, in questo percorso, è svolto dall’Osservatorio, che rappresenta – secondo il sottosegretario – una scelta politica coraggiosa da parte di un’amministrazione comunale trasparente e determinata. La lotta alla criminalità organizzata, ha spiegato Ferro, non si combatte solo con le sentenze e la repressione, pur fondamentali grazie al lavoro di magistratura e forze dell’ordine, ma anche attraverso una forte azione culturale capace di restituire i beni alla collettività. Un impegno che l’amministrazione di Taranto ha saputo mettere in campo. Per quanto riguarda il riutilizzo dei beni confiscati, la priorità resta il terzo settore e il sociale, attraverso un dialogo costante con le realtà che rispondono ai bisogni dei cittadini. Un’altra parte dei beni, grazie alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, è stata destinata a caserme, presidi di pronto intervento e ai Vigili del Fuoco. Importante anche l’aspetto culturale, con la realizzazione di una mostra itinerante di opere d’arte e l’assegnazione ai musei pubblici. Dal punto di vista economico, il valore dei beni confiscati è definito incommensurabile: si parla di circa 18mila beni, comprese numerose aziende sequestrate. Non tutte possono essere salvate, poiché alcune risultano essere contenitori vuoti, mentre su altre è in corso un lavoro strutturato tramite protocolli d’intesa con il Tribunale di Milano e il Tribunale di Reggio Calabria. Il modello prevede il coinvolgimento di associazioni di professionisti, procure, forze dell’ordine e Abi, in particolare sul tema dei crediti revocati al momento del sequestro. Il sottosegretario ha ribadito che il percorso non si fermerà, ricordando anche l’abbattimento di beni insanabili, nonostante l’introduzione di una norma sulla sanabilità degli immobili da parte delle amministrazioni comunali. Tra i simboli più forti di questo percorso di riscatto, Ferro ha citato l’abbattimento del bunker di Zagaria, auspicando che possa diventare l’ultima, decisiva “puntata” di un racconto che dimostra come il riutilizzo sociale dei beni confiscati rappresenti un modello vincente di legalità.

A Taranto il congresso scientifico nazionale di pediatria. Giuseppe Lavenia ha parlato di “bambini digitalmente modificati”, a causa dei gravi impatti degli smartphone. Siamo tutti dipendenti digitali. Se n’è accorto anche il governo che dedicherà fondi specifici per prevenire il rischio di ammalarsi di tecnologia. Un problema che non è solo giovanile. Parla di epidemia il medico, psicoterapeuta e divulgatore Giuseppe Lavenia, presidente dell’associazione Di.Te contro le dipendenze tecnologiche, seguito sui social come il dottore del benessere digitale, a Taranto al congresso scientifico Paideia della Federazione italiana medici pediatri. Disturbi alimentari e del sonno, mancanza di concentrazione e di memoria, crisi di collera, facile eccitabilità, ansia. Sono solo alcuni tra i sintomi più frequenti in chi usa in maniera spropositata gli smartphone. Non bisogna demonizzare la tecnologia ma tornare a valorizzare le relazioni. Interviste a Giuseppe Lavenia, medico, psicoterapeuta e divulgatore e Raffaele Gurrado, pediatra e segretario provinciale FIMP Taranto

Un progetto di ricerca, testimone del passaggio dalla tradizione pittorica alla moderna fotografia. Una mostra ma anche un progetto di ricerca, un percorso sul ruolo di un genio del XIX secolo, come viene definito Nadar, testimone del passaggio dalla tradizione pittorica alla moderna fotografia, in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche. A Canosa di Puglia, museo dei vescovi. Intervista a Sandro Sardella, curatore mostra

A palazzo di città l’opera, con all’interno documenti e materiale fotografico, viene presentata dal conte Onofrio Spagnoletti Zeuli.. Il Seicento, ma anche l’Ottocento, la Rivoluzione industriale fino alla Prima Guerra mondiale. La terra diventa uno strumento di liberazione dal sistema feudale, favorendo nuovi equilibri sociali. La storia di Andria raccontata in un libro che ripercorre la vita della famiglia Spagnoletti Zeuli attorno alla quale si muove una rete di altre famiglie, istituzioni e gruppi sociali legati soprattutto al tessuto rurale e produttivo Intervista a Riccardo Giovanni Porro, autore libro e Onofrio Spagnoletti Zeuli

A Mantova soprattutto nel secondo tempo stentava a superare la metà campo e a parte una traversa casuale colpita da Cistana, ha calciato una sola volta nello specchio della porta. Negli ultimi tre campionati per la salvezza diretta sono serviti in media 43,33 punti. Diciamo 44. Il Bari per salvarsi ha quindi ha bisogno di altri 24 punti che equivalgono a 8 vittorie, oppure a sette vittoria e tre pareggi, oppure a sei vittorie e sei pareggi e così via. Ricordiamo che alla fine della stagione regolare mancano 15 giornate. Per vincere (almeno sei partite) il Bari deve segnare e non è detto che possa vincere sempre per 1-0. Insomma servono gol. Per realizzarli occasioni e quindi gioco. A Mantova soprattutto nel secondo tempo stentava a superare la metà campo e a parte una traversa casuale colpita da Cistana, ha calciato una sola volta nello specchio della porta con Cuni. E giocava sul campo del Mantova che condivideva la penultima posizione ma che al cospetto del Bari sembrava il Real Madrid. Nascono da qui le perplessità e le gravi preoccupazioni per la conservazione della Serie B. Se poi aggiungiamo la pessima condizione atletica generale denunciata dall’allenatore il quadro è ancora più nero. A proposito di Moreno Longo ha usato tutta la diplomazia possibile per dire con altre parole che della campagna trasferimenti invernale non è soddisfatto. Del resto come potrebbe esserlo se aveva chiesto qualità, centimetri e chili? Odenthal è un calciatore di qualità, sicuramente un lusso per la serie B, ma avendo giocato poco, accusa i crampi dopo 50 minuti. Ma soprattutto manca un attaccante perché nel sostituire Cerri con Cuni crediamo che il Bari si sia sicuramente indebolito in zona gol. E mercoledì sera altro faccia a faccia impietoso con lo Spezia.

3 punti fondamentali in chiave salvezza. È il terzo gol stagionale per lo zambiano, senza dubbio il più importante di un campionato che, da oggi, potrebbe cambiare volto. Il Lecce torna a segnare e ritrova il successo. Contro l’Udinese arrivano tre punti pesantissimi nella corsa verso la salvezza. La partita si sblocca alla prima occasione: Gandelman si dimostra un rapace in area di rigore, sfrutta uno scivolone di Källström e insacca il pallone, firmando così il suo primo gol in giallorosso. Il Lecce sfiora il raddoppio su calcio di punizione con Sottil, ma Okoye osserva la sfera spegnersi sopra la traversa. Nonostante non avesse mai calciato in porta fino a quel momento, l’Udinese trova il pareggio: intervento sconsiderato di Gaspar su Zemura in area di rigore e il direttore di gara non ha dubbi. Dal dischetto, Solet spiazza Falcone e ristabilisce l’equilibrio. Nella ripresa il Lecce spinge sull’acceleratore. Ci prova prima Danilo Veiga dalla distanza, ma il pallone termina alto; poi è il turno di Ramadani, il cui tentativo risulta però troppo centrale. La risposta friulana è tutta in una conclusione di Zaniolo da 40 metri che non crea grattacapi a Falcone. A cinque minuti dalla fine, Gandelman va vicino alla doppietta personale, ma il pallone sbatte contro la traversa. Al minuto 90 arriva la svolta: Banda, da venti metri, indovina il tiro da tre punti e fa impazzire il Via del Mare. È il terzo gol stagionale per lo zambiano, senza dubbio il più importante di un campionato che, da oggi, potrebbe cambiare volto. di Matteo Bottazzo

La dirigente scolastica chiarisce: i lavori sono necessari per chiudere il progetto e restituire una scuola migliore. All’istituto Giulio Cesare-Romanazzi di Bari, i ragazzi hanno deciso di restare fuori dai cancelli. Parte infatti oggi, 9 febbraio, lo sciopero ad oltranza contro i doppi turni e il sovraffollamento delle aule, scattati per far fronte ai lavori di riqualificazione finanziati con i fondi del Pnrr. Gli studenti denunciano spazi insufficienti, servizi igienici carenti, laboratori e attività didattiche sacrificate e una riorganizzazione vissuta come imposta, senza confronto. Rivendicano sicurezza, diritto allo studio e soluzioni alternative ai doppi turni, soprattutto per i pendolari e per i ragazzi con disabilità. Ma la dirigente scolastica chiarisce: i lavori sono necessari per chiudere il progetto e restituire una scuola migliore, e i doppi turni – assicura – saranno limitati. L’intervista di Guglielmina Logroscino. Da oggi lavori e disagi anche al Liceo Salvemini di Bari, dove prende il via il cantiere di efficientamento finanziato con i fondi del Pnrr. Ma qui niente doppi turni. La dirigente scolastica, Tina Gesmundo, spiega che i lavori coinvolgeranno cinque classi a rotazione, grazie a una riorganizzazione condivisa con docenti, studenti e famiglie, e a un confronto costruttivo con la città metropolitana. Una soluzione che ha evitato stravolgimenti della didattica e garantito la continuità delle lezioni, nonostante i cantieri aperti.

Cheescake salata ai broccoli

La ricetta a Mattino Norba Ingredienti Per la base croccante: 150g di Taralli (o cracker salati) 60g di Burro fuso Per la crema ai broccoli:

Bistecca di broccolo

La ricetta a Mattino Norba 1 broccolo grande (circa 500-600g) 40g di Panko 30g di Pecorino Romano grattugiato  Scorza grattugiata di un limone Aglio fresco in

Il nostro plumcake

La ricetta a Mattino Norba Ecco come preparare il plumcake. In cucina Simona Soares. Ingredienti 150 gr di Cime di broccoli (solo la parte verde)

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