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Saranno all’avanguardia e ospiteranno grandi eventi internazionali . La Puglia si arricchisce di strutture sportive confortevoli e all’avanguardia. Si tratta di impianti indoor e sorgeranno a Taranto, Bisceglie e Foggia. E’ un enorme progresso per l’atletica leggera, il cui movimento regionale potrà organizzare o ospitare grandi eventi. A Taranto sarà costruito un impianto di altissimo livello dotato di anello da 200 metri, otto corsie centrali dedicate alle gare di velocità e ostacoli di 60 metri, pedane per i salti in elevazione e per il getto del peso. La capienza sarà di 1.500 persone e sarà dotato anche di area bar. A Bisceglie sorgerà un rettilineo coperto per le gare di velocità, con pedana per il salto in lungo e triplo, e pedana per il salto in alto. A Foggia, sarà ampliato il Campo Scuola di atletica leggera con un nuovo rettilineo indoor e pedane per salti in elevazione ed estensione. Enorme la soddisfazione del presidente del Comitato Regionale FIDAL PUGLIA, Eusebio Haiti. “La Puglia entra in una nuova era: un territorio che guarda al futuro”.

Già 4 milioni di italiani colpiti dall’inizio della stagione, picco atteso tra fine dicembre e gennaio. L’ondata di influenza e di altre infezioni respiratorie acute sta aumentando in modo significativo in Italia e ha già messo a letto circa 4 milioni di persone dall’inizio della stagione. Nella settimana dall’1 al 7 dicembre l’incidenza è salita a 12,4 casi ogni mille assistiti, in aumento rispetto alla settimana precedente. Solo nell’ultima settimana si stimano circa 695mila nuovi casi, con la fascia di età 0‑4 anni tra le più colpite. A livello regionale, la situazione mostra differenze: alcune regioni del Nord e del Centro registrano livelli di circolazione influenzale di intensità media, mentre altre mostrano livelli più bassi. La Puglia figura tra le regioni con incidenza elevata rispetto alla media nazionale nelle settimane più intense della stagione, segnalata come area dove l’influenza circola in modo sostenuto. Per la Basilicata, invece, non risultano attivate ufficialmente le attività di sorveglianza epidemiologica nei bollettini disponibili finora, quindi non ci sono dati regionali aggiornati pubblicati per l’influenza stagionale come accade per le altre regioni monitorate. Secondo l’esperta dell’ISS, Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento di Malattie Infettive, la crescita dei casi è in linea con l’andamento atteso per questo periodo dell’anno. Il picco stagionale non è ancora raggiunto, ma è probabile tra fine dicembre e fine gennaio. Palamara ribadisce l’importanza di vaccinarsi ancora, lavarsi frequentemente le mani, rispettare l’etichetta respiratoria e limitare l’esposizione in luoghi affollati in caso di sintomi. I dati virologici mostrano che, oltre ai virus influenzali, circolano numerosi altri agenti respiratori come Rhinovirus, Adenovirus, virus Parainfluenzali e altri, confermando la complessità dell’epidemia stagionale in corso.

. Disordini, aggressioni verbali e fisiche all’arbitro durante la gara interna di sabato scorso contro l’Eurobasket Foggia, valida per il campionato di prima divisione. Per questo il giudice sportivo ha disposto la squalifica del campo di gioco della Fortitudo Trani, cui è stata comminata una multa di 150 euro. In un comunicato, la società tranese ha fortemente condannato l’atteggiamento del pubblico, prendendone le distanze. “Questi gesti non hanno nulla a che vedere con lo sport. La Fortitudo Trani è una famiglia che si fonda sul rispetto reciproco e sull’educazione. Ci scusiamo con il Direttore di Gara e gli avversari”, si legge in una nota.

Sciopero generale di 24 ore proclamato dalla Cgil, garantiti i servizi essenziali. Venerdì prossimo sciopero generale di 24 ore nei settori pubblici e privati proclamato dalla Cgil contro la legge di Bilancio definita “ingiusta”. Ferrovie del Sud Est fa sapere che treni e autobus potranno subire cancellazioni o variazioni. Assicurati per legge i servizi essenziali nelle fasce orarie di garanzia dalle 5.00 alle 7.59 e dalle 12.30 alle 15.29.

Il borgo si trasforma in palcoscenico: a Vico del Gargano tre giorni di musica, arte e suggestioni tra vicoli, piazze e chiese. Dal 6 all’8 dicembre, il borgo storico di Vico del Gargano si trasformerà in un suggestivo palcoscenico diffuso con “Piano City Vico”, la rassegna musicale che porta i pianoforti tra vicoli, piazze e chiese. Tre giorni di concerti, laboratori e performance per tutte le età, con artisti di fama e giovani talenti, in un’atmosfera immersiva fatta di note, luci e bellezza architettonica. L’iniziativa, promossa dal Comune con il sostegno della Regione Puglia, unisce cultura e territorio, offrendo un’esperienza artistica autentica nel cuore del Gargano.

Allagamenti e disagi alla circolazione. Pioggia almeno fino al primo pomeriggio. Questa mattina, 4 dicembre, siamo entrati nel clou dell’ondata di maltempo che da ieri sta interessando anche Puglia e Basilicata. Forti piogge sin da questa notte hanno caratterizzato i territori causando allagamenti e disagi alla circolazione. Quasi ovunque sono stati superati i 70 millimetri e si viaggia verso i 100 millimetri, ovvero la pioggia che solitamente si registra nell’arco di 30 giorni. Continua anche oggi l’allerta arancione diramata ieri dalla Protezione Civile. In diverse scuole in Puglia e Basilicata sono state emesse ordinanze di chiusura delle scuole. A Matera si sono create grosse voragini nell’asfalto. A causa del maltempo, con forti venti e pioggia incessante, il Comune di Bari ha disposto la chiusura dei cimiteri cittadini. Per la stessa ragione, resteranno chiusi anche i parchi e i giardini cittadini. A Molfetta, nella zona industriale, le auto sono rimaste intrappolate a causa del livello dell’acqua: sul posto i vigili del fuoco. Nelle prossime ore è previsto ancora maltempo, anche con rischio di acquazzoni, fino al primo pomeriggio.

Il nuovo rapporto Svimez scatta una fotografia impietosa: in Italia le donne continuano a essere tra le meno occupate d’Europa. Il nuovo rapporto Svimez scatta una fotografia impietosa: in Italia le donne continuano a essere tra le meno occupate d’Europa, e nel Mezzogiorno la situazione diventa drammatica. Le donne studiano più degli uomini, si laureano prima e con risultati migliori, ma quando si affacciano al mercato del lavoro vengono frenate da ostacoli vecchi e nuovi. Tra le 25-34enni con titolo terziario, il 31% resta fuori dal mondo del lavoro, contro il 21% degli uomini: un divario che racconta un Paese che forma le donne, ma poi non le valorizza. Il Sud resta il punto più fragile. Tra le donne senza figli il tasso di occupazione nazionale è del 63,6%, ma al Nord vola al 71% mentre nel Mezzogiorno precipita al 45,8%. È quando arrivano i figli che il baratro si apre del tutto: nel Sud le madri con uno o due figli lavorano poco, con tassi che non superano il 43%, e per chi ha tre o più figli l’occupazione crolla al 30,8%. Una percentuale che racconta più di mille pagine: senza servizi, senza asili, senza un welfare adeguato, lavorare diventa quasi impossibile. L’Europa corre, l’Italia arranca. Nei Paesi nordici le madri lavorano quanto le donne senza figli, grazie a servizi capillari e welfare robusti. In Italia, invece, la maternità diventa un freno, spesso un muro. E il Sud paga il prezzo più alto. Dentro questo scenario, Puglia e Basilicata si muovono nello stesso solco del Mezzogiorno: la Puglia prova a crescere, ma resta zavorrata da tassi femminili bassi e da servizi insufficienti, soprattutto fuori dai grandi centri; la Basilicata non sta meglio: mercato del lavoro ristretto, poche opportunità, pochi asili e scarsa continuità occupazionale per le donne. Eppure — e questo è un dato che merita attenzione — la Puglia nel 2024 ha raggiunto 1,304 milioni di occupati, il numero più alto dal 2018, con un tasso di occupazione complessivo al 51,2% e un tasso di disoccupazione sceso per la prima volta al 9,3%. Nel complesso un segnale positivo: ma non basta a cancellare le disuguaglianze di genere, perché secondo un bilancio regionale la partecipazione femminile resta bassa, le imprese al femminile sono circa 77.000, e il part-time «involontario» — spesso sinonimo di precarietà — è al 17,2%. Nel frattempo in Basilicata, stando a dati 2023, il tasso di occupazione complessivo era del 41%, con un tasso femminile solo del 30,4% contro il 52,1% degli uomini. Anche qui emerge pluridimensionalmente il divario di genere: la donna lavora molto meno dell’uomo e spesso in condizioni fragili. In entrambe le regioni — come nel resto del Mezzogiorno — la maternità continua a rappresentare uno dei principali fattori di esclusione dal mercato del lavoro.

Il presidente uscente ha salutato dipendenti e consiglieri regionali con parole commosse . “Sono qui a salutarvi con la stessa serenità di quando ti laurei e vinci il concorso in magistratura” ha dichiarato Michele Emiliano prima di salutare dipendenti e consiglieri regionali, “Io mi sento molto forte grazie a tutti voi grazie a tutti i pugliesi a tutte le persone che mi hanno aiutato a fare questo questo lavoro. Sono felice anche per quello che verrà perché per la Puglia bisogna continuare a lavorare, qualcosa di straordinario per superare la questione meridionale. La Puglia – ha proseguito Emiliano – è quella regione che ha la possibilità di dimostrare a tutta Europa e soprattutto all’Italia che i meridionali sono in grado di fare benissimo tutto”.

Otto vittorie su altrettante partite in C . C’è sempre una seconda chance. Ne è convinto Franco Dell’Anna, presidente della Pallacanestro A9 Nardò: la società è stata fondata tre anni fa, ed è una delle poche  ancora imbattute nella immensa galassia del basket italiano. Ha ottenuto otto vittorie su altrettante partite: l’obiettivo principale è tornare in B al primo colpo.  “Tutti pazzi per la pallacanestro”: ecco lo slogan giusto per la primavera sportiva che vive la città. Se gli amanti del calcio sognano con Sall, per la pallacanestro gli ultimi mesi sono stati sulle montagne russe. A luglio è arrivata la radiazione dal campionato di A2: “Volevano il titolo sportivo del Basket Nardò – ammette il presidente Dell’Anna – ma non è stato possibile. Così abbiamo ripiegato sull’Academy Potenza e ci siamo ritrovati in C”. Ora è possibile spalancare le porte del futuro, che si preannuncia radioso. “Abbiamo stravolto i programmi nel giro di pochi giorni. Non possiamo  nasconderci. Nel nostro roster ci sono giocatori con un passato in Serie A. Vogliamo tornare in B”. Il progetto si presenta robusto, la base è composta da 20 soci, molti dei quali ex giocatori, e da 110 sponsor che danno solidità economica. Si va oltre il breve termine, perché nel 2027 Nardò avrà un nuovo palazzetto dello sport con una capienza di 2.700 spettatori. Sarà possibile ospitare anche grandi eventi interregionali, che daranno visibilità e garantiranno buoni introiti. “Insidiare Brindisi è difficile, ma vogliamo arrivare quantomeno in B nazionale”. 

Annata straordinaria per l’olio extravergine d’oliva italiano, con la Puglia che torna sul trono della qualità e della quantità, imponendosi come faro del Mediterraneo nonostante una stagione segnata da siccità, caldo estremo e piogge irregolari. Nei mercati contadini la festa dell’olio nuovo ha il sapore della riscossa: gli oli DOP pugliesi raggiungono un valore di 82 milioni di euro e il DOP Terra di Bari registra un’esplosione delle esportazioni con un +62%, risultato che incorona la regione primo polo nazionale per l’export di eccellenze certificate. La Puglia si conferma così il cuore verde dell’olivicoltura italiana, con 370mila ettari coltivati, 148mila aziende, 60 milioni di alberi — quasi un terzo dell’intero patrimonio olivicolo nazionale — e una PLV che vola a 1 miliardo di euro, un colosso agricolo e ambientale che continua a crescere. Mentre l’olio extravergine di oliva nuovo scorre, anche la scienza contribuisce a rafforzarne il mito: una review firmata Università del Molise e Harvard, pubblicata su Nutritional Neuroscience, svela il ruolo sorprendente dei polifenoli dell’extravergine — idrossitirosolo, oleuropeina e oleocantale — nel proteggere il cervello da infiammazioni, stress ossidativo e neurodegenerazione. I ricercatori spiegano che queste molecole dell’olio extravergine di oliva agiscono migliorando la funzione mitocondriale e bloccando citochine dannose, aprendo la strada a nuove strategie nutraceutiche contro Alzheimer, Parkinson e declino cognitivo. Lo conferma anche il celebre studio Predimed: una dieta mediterranea arricchita con un litro di EVO ricco di polifenoli a settimana riduce del 40% il rischio di sviluppare demenza, un dato che ridefinisce il ruolo dell’olio extravergine nella salute pubblica. Accanto alla Puglia emerge una protagonista forse inattesa ma sempre più convincente: la Basilicata. Quest’anno la regione registra una produzione dell’olio extravergine di oliva in moderata ripresa e una qualità che sorprende per intensità aromatica e ricchezza fenolica, soprattutto nelle aree vocate del Vulture e della Collina Materana. Qui l’olio racconta un territorio integro, fatto di agricoltura eroica, piccoli frantoi e tradizioni che resistono. Non mancano le difficoltà — dalla frammentazione aziendale alla cronica carenza d’acqua — ma la risposta del comparto lucano è esemplare: una filiera coesa, capace di trasformare la fragilità in valore, sostenuta dall’apprezzamento crescente delle DOP locali sui mercati italiani e internazionali. A oscurare l’entusiasmo per la straordinaria qualità del nuovo raccolto finalizzato alla produzione dell’olio extravergine di oliva è però l’impennata senza precedenti delle importazioni di olio straniero. Nei primi otto mesi del 2025 l’Italia ha visto arrivare 427 milioni di chili di prodotto estero, +67% rispetto al 2024, con una spinta record ad agosto (+93%) proprio alla vigilia dell’avvio della campagna olearia. Il risultato è un crollo delle quotazioni dell’EVO italiano: un -20% in poche settimane che spinge molti produttori sotto la soglia dei costi di produzione, minacciando redditività, investimenti e futuro delle aziende. Coldiretti e Unaprol lanciano l’allarme e chiedono una Cabina di Regia straordinaria, controlli serrati nei porti e un monitoraggio rigoroso dei contratti futures sulle Borse Merci per smascherare manovre speculative e bloccare frodi sull’origine.

Eletti che scattano con un terzo dei voti di chi resta fuori. Province minuscole come la Bat che eleggono otto consiglieri regionali, uno in meno della provincia di Bari con il triplo degli abitanti. Oscenità che la legge Mennea avrebbe scongiurato con una distribuzione più equilibrata dei seggi. Rimane chiusa nel cassetto la proposta di correzione della legge elettorale pugliese che avrebbe evitato il déjà-vu di contestazioni e ricorsi post voto. Il testo, a firma del consigliere regionale uscente Mennea, non rieletto, è stato proposto due volte: a giugno 2024 ed a gennaio 2025, ma in entrambi i casi senza successo. La riforma elettorale è rimasta sull’uscio della commissione consiliare anche per l’ostruzionismo bipartisan dei partiti più grossi Pd e Fratelli d’Italia. Risultato in quindici mesi i gruppi consiliari pur contestandola apertamente si sono guardati bene dal cambiare la norma del 2005 tranne che per la parità di genere, approvata con una leggina a parte. Un’inerzia stucchevole visti i disastri creati nelle ultime tornate elettorali da regole del voto capestro. Eletti che scattano con un terzo dei voti di chi resta fuori. Province minuscole come la Bat che eleggono otto consiglieri regionali, uno in meno della provincia di Bari con il triplo degli abitanti. Oscenità che la legge Mennea avrebbe scongiurato con una distribuzione più equilibrata dei seggi, abbassando lo sbarramento dal 4 al 2,5% per favorire i partitini ed introducendo il supplente, il subentro del primo dei non eletti al consigliere nominato assessore. Alla fine il consiglio regionale ha dato priorità al Tfm, la riesumazione della liquidazione per gli inquilini del palazzo – poi bocciata – lasciando intatta una legge elettorale scandalosa che da 15 anni produce solo ingiustizie e incertezza.

In pedana oltre duemila atleti . Oltre duemila atleti in pedana alla Fiera di Roma per la prima prova nazionale Cadetti, Giovani e Assoluti di spada e fioretto. La Puglia torna a casa con una medaglia: bronzo per Clara De Donno, della Virtus Scherma Salento, nella spada Under 20. Nel lungo e insidioso percorso verso il podio, ha vinto anche un derby 9 – 8 contro Devia Maria Pantaleo, dell’Accademia di Scherma Lecce. Nei turni successivi ha battuto Elisabetta Rinaldi, del Club Sportivo Partenopeo, e Maria Carolina Chiarolanza, del Club Scherma Formia. E’ stata fermata in semifinale, sconfitta dalla schermitrice romagnola, Maria Chiara Testa, del Circolo Schermistico Forlivese. Ottimo piazzamento per il foggiano Francesco Pio Landolo, in forza all’Esercito, che negli Assoluti ha chiuso all’undicesimo posto.

La prima parte dell’anno aveva mostrato segnali positivi, ma nel secondo trimestre la ripresa si è praticamente fermata. La crescita dell’economia pugliese nel primo semestre del 2025 è stata debole: il Pil è aumentato solo dello 0,3%, meno della media nazionale e del Mezzogiorno, e leggermente sotto le previsioni del 2024. La prima parte dell’anno aveva mostrato segnali positivi, ma nel secondo trimestre la ripresa si è praticamente fermata, frenata dalla scarsa spesa delle famiglie e dal calo della domanda estera, influenzata da mercati internazionali turbolenti e tensioni geopolitiche. L’industria ha faticato: il comparto dei trasporti e quello siderurgico, in particolare, hanno registrato cali significativi, quest’ultimo segnato dalla crisi di Acciaierie d’Italia a Taranto. Buone notizie arrivano invece dall’alimentare, dagli investimenti in ripresa e dalle costruzioni, spinte dalle opere pubbliche del Pnrr, così come dal mercato immobiliare. Nel terziario l’attività cresce lentamente: il turismo sostiene il settore, ma i consumi delle famiglie restano stagnanti. Le imprese mantengono una buona redditività e liquidità elevata, mentre i prestiti al settore produttivo, dopo due anni di contrazione, hanno cominciato a riprendersi grazie al costo del credito più basso. Sul fronte del lavoro, gli occupati calano lievemente, interrompendo quattro anni di crescita, con un saldo negativo soprattutto nei contratti a termine e richieste di ammortizzatori sociali ancora alte, in particolare nel siderurgico. Il reddito delle famiglie cresce poco e il potere d’acquisto resta frenato dall’inflazione, ma i mutui abitativi spingono i prestiti, mentre il credito al consumo mantiene livelli simili al 2024. La qualità del credito rimane elevata, con minori ritardi nei rimborsi, mentre la raccolta bancaria cresce grazie ai depositi in aumento e al rialzo del valore dei titoli custoditi presso le banche.

La regione resta una delle capitali italiane dell’apicoltura: 1.070 aziende producono mieli diversissimi tra loro. Il miele d’importazione, soprattutto da Paesi extra UE, viene venduto in media a 2,14 euro al chilo. Una cifra che non copre neppure i costi di produzione italiani. In Puglia, proteggere quasi 32.000 alveari e oltre 13.000 sciami non è più soltanto una questione agricola: è una corsa contro il tempo per salvare un pezzo di futuro. In una regione dove la siccità si fa sentire come un macigno, gli eventi climatici estremi diventano sempre più frequenti e l’abbandono dei terreni – conseguenza indiretta della Xylella – compromette le fioriture, le api vivono in uno stato di allerta permanente. Ogni stagione è una scommessa, ogni fioritura un’incognita. Per questo Coldiretti Puglia accoglie con favore l’attivazione, da parte dell’Autorità di Gestione del Complemento di Sviluppo Rurale 2023/2027, di un nuovo sostegno alle aziende apistiche impegnate nella tutela della biodiversità e della sostenibilità ambientale. Il contributo entrerà in vigore nel 2026, ma il segnale politico e sociale arriva già oggi, forte e chiaro: salvare le api significa salvare l’equilibrio stesso del territorio. Le api non sono soltanto piccole operaie in volo tra i campi: sono un pilastro invisibile della vita quotidiana. Coldiretti ricorda che api domestiche e selvatiche permettono la riproduzione del 70% delle specie vegetali e rappresentano un termometro ambientale capace di raccontare, con sorprendente precisione, lo stato di salute dei nostri ecosistemi. Tre colture su quattro, in Italia, dipendono da loro. Frutti simbolo della Puglia – dalle ciliegie ai meloni, dalle fragole ai cocomeri – ma anche mele, pere, agrumi, prodotti che finiscono ogni giorno sulle nostre tavole, esistono grazie a un esercito silenzioso che lavora nei campi senza chiedere nulla in cambio. E se l’impollinazione si ferma, tutto il resto si ferma con lei. I dati Ispra confermano un quadro che non può lasciare indifferenti: quasi il 90% delle piante selvatiche da fiore e il 75% delle colture agrarie mondiali richiedono, in tutto o in parte, l’impollinazione animale. E in Puglia questo processo è oggi un gigante fragile, minacciato da siccità, temperature anomale e crisi idriche che alterano i cicli delle fioriture. Nonostante ciò, la regione resta una delle capitali italiane dell’apicoltura: 1.070 aziende producono mieli diversissimi tra loro, specchio della ricchezza botanica e climatica del territorio. Dal profumato miele di mandorlo a quello di agrumi, dal rosmarino e timo ai mieli più rari come fiordaliso, sulla, eucalipto, coriandolo, trifoglio, millefiori. Un mosaico di qualità che attira l’interesse crescente di donne e giovani, protagonisti della nuova apicoltura pugliese, più innovativa e sempre più attenta alla sostenibilità. Eppure il nemico non vola: arriva dall’estero, spesso nascosto dentro vasetti dal prezzo troppo basso per essere vero. Il miele d’importazione, soprattutto da Paesi extra UE, viene venduto in media a 2,14 euro al chilo. Una cifra che non copre neppure i costi di produzione italiani. La Commissione europea, in una sua recente indagine, ha rilevato irregolarità nel 46% dei campioni analizzati: percentuali inquietanti che raccontano un mercato distorto, dove sciroppi zuccherini, coloranti e additivi vengono utilizzati per adulterare il miele e aumentarne il volume, mascherandone origine e qualità. Le partite più sospette arrivano dalla Cina, da cui proviene il 74% dei campioni irregolari, mentre la Turchia detiene il primato percentuale con il 93% dei casi fuori norma. Numeri che accendono un faro su un fenomeno non marginale: concorrenza sleale che penalizza i produttori onesti e confonde i consumatori. In questo scenario, l’etichettatura di origine obbligatoria diventa la bussola indispensabile per orientarsi. Coldiretti lo ripete da anni: solo controllando la provenienza si può distinguere il vero miele Made in Italy. La legge è chiara. Se il prodotto è interamente italiano, la parola “Italia” deve comparire in etichetta in modo esplicito e leggibile. Se proviene da più Paesi europei, deve essere indicata la dicitura “miscela di mieli originari della Ue”, con il dettaglio dei singoli Stati. Lo stesso vale per le miscele di mieli extra UE o per quelle miste, europee e non. Trasparenza totale per difendere i produttori, ma anche per garantire ai consumatori ciò che acquistano. Per non cadere nelle trappole del mercato e per sostenere davvero un settore che custodisce la biodiversità, Coldiretti Puglia invita i cittadini a un gesto semplice ma decisivo: leggere con attenzione l’etichetta o, meglio ancora, acquistare il miele direttamente dai produttori locali, nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. È un modo concreto per difendere le api, tutelare l’ambiente e garantire un futuro a un mestiere che conosce la fatica del sole e la delicatezza del volo. In un mondo che corre e consuma, scegliere un miele vero diventa un piccolo atto di resistenza: un modo per proteggere ciò che non può parlare ma da cui dipende, silenziosamente, la vita di tutti.

Da Nichi Vendola a Lucia Parchitelli: i nomi. L’elenco degli esclusi eccellenti dal Consiglio Regionale pugliese è lungo. Ma il nome che fa più rumore è senza dubbio quello di Nichi Vendola: nonostante le quasi 10mila preferenze, l’ex governatore resta fuori, così come l’intera lista di Avs che non avrà alcun rappresentante. Non ce la fa l’assessore al turismo uscente Gianfranco Lopane, così come altri due colleghi in giunta: Fabiano Amati e Gianni Stea. Fuori dai giochi anche diversi consiglieri uscenti come Ruggero Mennea, Joseph Splendido, Sergio Blasi e Lucia Parchitelli. non entrano in consiglio altri due candidati di primo piano: l’assessore al comune di bari pietro petruzzelli e l’ex capo dipartimento alla cultura e al turismo della regione puglia aldo patruno.

In totale sono 20 le new entry. Tutti i nomi. Sono 20 i volti nuovi nella dodicesima legislatura della Regione Puglia. La provincia che ha cambiato più di tutte è la Bat con 6 new entry. Partiamo dal nord della Puglia, da Foggia. Le novità sono Rossella Falcone del Pd e Grazia Maria Starace della lista “Decaro presidente”, rispettivamente ex ed attuale assessore al turismo del comune di Vieste. Entra in consiglio anche l’avvocato Giulio Scapato, storico esponente socialista, eletto con la stessa civica. Nella provincia di Barletta-Andria-Trani i volti nuovi sono il segretario regionale del Pd Domenico de Santis, Ruggero Passero della lista “Per la Puglia” in passato assessore al comune di Barletta, Giovanni Vurchio in quota al partito democratico e presidente del consiglio comunale di Andria, Nicola Rutigliano della lista “Decaro presidente”, Marcello Lanotte, Forza Italia, presidente del consiglio comunale di Barletta, e Andrea Ferri, Fratelli d’Italia, consigliere comunale a Trani. A Bari grande risultato per l’assessore comunale Elisabetta Vaccarella, Pd, la consigliera regionale più votata con quasi 27mila preferenze. New entry per la lista “Decaro presidente” il medico Felice Spaccavento ex consigliere comunale a Molfetta, Maria La Ghezza consigliera comunale dei 5 stelle a Polignano e Anna Carmela minuto esponente di Forza Italia. Nel brindisino due volti nuovi: Isabella Lettori, Partito Democratico, ex assessore ai servizi sociali del capoluogo, e Tommaso Gioia eletto nella lista “Decaro presidente” ex consigliere per la sanità di Emiliano. Nel Tarantino le novità sono l’ex sindaco di Fragagnano Giuseppe Fischetti per la lista “Decaro presidente”, Annagrazia Angolano dei 5 stelle ex candidata sindaca di Taranto e Giampaolo Vietri ex consigliere al comune di Taranto per Fratelli d’Italia. Due novità a Lecce, l’ex sindaco di Gallipoli Stefano Minerva per il Pd e l’ex assessora del capoluogo salentino Silvia Miglietta eletta per la civica “Decaro Presidente”.

Nonostante il 4% raccolto alle urne, né Alleanza Verdi e Sinistra né  Avanti Popolari sono riusciti a superare la soglia d’ingresso al consiglio regionale. Nonostante il 4% raccolto alle urne, né Alleanza Verdi e Sinistra né  Avanti Popolari sono riusciti a superare la soglia d’ingresso al consiglio regionale. A condannare i due simboli è il cosiddetto effetto Decaro: il forte traino personale del candidato governatore capace di prendere più voti delle liste di centrosinistra ha innalzato l’asticella ammazza partitini. E così dopo il pieno di voti e ben cinque consiglieri regionali conquistati nel 2020, i Popolari dell’assessore uscente Stea resteranno all’asciutto.

Ecco quello che dovrà affrontare Decaro, dalle liste d’attesa al lavoro fino alle infrastrutture . Quando si guarda al programma di Antonio Decaro non basta parlare di buone intenzioni: molte delle sue priorità si scontrano con problemi strutturali profondi. La sanità, ad esempio, è un’emergenza concreta. Le liste d’attesa in Puglia sono lunghe e, per ridurle, Decaro propone esami fino alle 23 e anche nei weekend. Ma realizzare questo significa aumentare il carico di lavoro sulle strutture, reclutare personale, investire in macchinari e coordinare turni. Non è solo una questione di orari più lunghi, ma di organizzazione, costi e sostenibilità. Come ha detto durante la campagna elettorale, “crediamo sia giusto ascoltare la voce di chi vive quotidianamente la nostra regione, chi ha un problema, chi ha un sogno, chi ha una proposta per migliorare la vita delle persone”. Sul fronte del lavoro, la situazione è migliorata negli ultimi anni, ma resta fragile: il tasso di disoccupazione in Puglia rimane tra i più alti d’Italia e dietro i numeri positivi ci sono ancora sacche di fragilità. Molti giovani rimangono fuori dal mercato del lavoro e alcune aree interne rischiano di essere tagliate fuori dai benefici delle politiche di sviluppo. Il nuovo presidente punta a creare opportunità di lavoro “di qualità”, rafforzando le politiche attive e incentivando le imprese locali, ricordando che “non potevo girare le spalle alla mia terra e al mio popolo, andiamo a vincere questa campagna elettorale”. La gestione dei rifiuti e le politiche ambientali è un’altra grande sfida. Il sistema attuale non sempre funziona efficacemente, con disparità tra comuni e costi elevati. Il governatore propone di puntare sull’economia circolare, ma per farlo servono investimenti, coordinamento tra enti locali e strategie industriali chiare: senza questi elementi, le intenzioni rischiano di rimanere teoriche. Anche le infrastrutture sono un tallone d’Achille della Puglia: migliorare la mobilità tra città e aree interne significa intervenire su strade e trasporti pubblici, opere costose e lunghe da realizzare. La transizione ecologica, pur necessaria, aggiunge complessità e richiede pianificazione e fondi dedicati. Sul piano sociale, persistono disuguaglianze radicate: giovani che emigrano, famiglie in difficoltà e territori marginali che attendono politiche di inclusione efficaci. Garantire un welfare capillare e funzionale è essenziale ma complesso. La partecipazione democratica è un’altra questione critica: l’alto tasso di astensionismo segnala una distanza crescente tra cittadini e politica regionale. Decaro dovrà lavorare per recuperare fiducia, attraverso ascolto reale, consultazioni e trasparenza. Non sarà facile. Ma l’uomo è così: ci proverà e s’impegnerà con metodo da ingegnere. Infine, la gestione della coalizione è un’altra sfida: il progetto politico si appoggia su diverse forze – partiti e liste civiche – e mantenerle unite richiederà capacità di mediazione. In questo senso, la sua esperienza, seppur breve, come presidente di commissione al Parlamento europeo, potrebbe rivelarsi preziosa e gli fornirà glii strumenti per negoziare e conciliare diverse anime politiche. Magari ricordando sempre ciò che ha ripetuto: “Fin dall’inizio ho detto che non sono né indispensabile, né tantomeno insostituibile”.

Il dato definitivo delle 4.032 sezioni. L’affluenza in Puglia per le Regionali è al 41,83%. Il dato definitivo delle 4.032 sezioni nella regione è inferiore di oltre 14 punti percentuali rispetto alle elezioni del 20 e 21 settembre 2020 quando fu il 56,43%. La provincia con la maggiore partecipazione al voto è quella di Lecce con il 44,50% dei votanti. Seguono Bari con il 42,31%; Brindisi col 41,94%; Bat arriva al 41,22% e Taranto 40,60%. Ultima è la provincia di Foggia con una percentuale che si ferma al 38,61%.

Tra loro chi non ha fiducia nella politica, chi ritiene che non cambierà nulla. Chi ancora sostiene che andare a votare sia inutile. Il dato dell’affluenza è condizionato soprattutto dagli astenuti, siamo andati a chiedere perché non hanno votato.

Atletica, tre nuove strutture in Puglia

Saranno all’avanguardia e ospiteranno grandi eventi internazionali La Puglia si arricchisce di strutture sportive confortevoli e all’avanguardia. Si tratta di impianti indoor e sorgeranno a

Basket, Nardò sa solo vincere 

Otto vittorie su altrettante partite in C C’è sempre una seconda chance. Ne è convinto Franco Dell’Anna, presidente della Pallacanestro A9 Nardò: la società è

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