Si chiude un anno di calcio, tra gioie e dolori
Tra bilanci, aspettative e delusioni preventivabili, il 2025 si incammina verso il definitivo tramonto. E’ stato l’anno in cui la dirigenza giallorossa, vedi Lecce, si è consacrata tra le migliori in Italia per programmazione e scouting. Mentre i rivali di sempre, a Bari, hanno offerto l’ennesimo spettacolo indecente. Anche il Foggia ha vissuto 365 giorni di passione: la contestazione a Canonico è ormai cronica. Ma di acquirenti che facciano sul serio, nemmeno l’ombra.
Nell’anno che se ne va, scompare dal calcio professionistico il Taranto. La radiazione dalla Serie C è il punto più basso della storia rossoblù. La ripartenza in Eccellenza è sinonimo di speranza e continuità: auguri di cuore al nuovo sodalizio e alla città, meritevole di altre cronache, non solo sportive.
Ma nella Puglia che fatica a livello calcistico, c’è una realtà che gioisce. E’ Casarano, un tempo “buen retiro” dell’ottimo Pantaleo Corvino. Oasi perfetta per chiunque voglia crescere libero da pressioni. A cavallo degli anni ’80 e ’90, si mise in mostra il “Romario del Sud”: Fabrizio Miccoli. E per un breve periodo duettò con un altro grande talento pugliese, Antonio Cassano. Comprensibile l’euforia nel giorno del ritorno nel calcio che conta dopo tanta sofferenza.
Ci sono poi le certezze: Monopoli e Cerignola. Esempi di gestione virtuosa e oculata. Chi ama il calcio, tifa per Davide che batte Golia; la creatività che balza al comando, impartendo lezioni a chi dispone di budget milionari. Per buona parte della stagione, Monopoli e Cerignola hanno coltivato il sogno chiamato Serie B. E’ sfumato, ma resta la gioia di averci provato sino in fondo: grandiosi.













