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L’aperura del cantiere a settembre del 2024, la consegna in anticipo sui tempi. Non più inaccessibile e soprattutto negato per la presenza dei privati. Il mare sulla costa a sud di Trani è ora di tutti, grazie ad interventi paesaggistici di riqualificazione e di ingegneria naturalistica, li hanno chiamati i tecnici, come pochi nella regione Puglia, spiegano soddisfatti dal Comune, dalla Soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio e dall’autorità di bacino. I fondi sono quelli del Pnrr e della rigenerazione urbana, l’aperura del cantiere a settembre del 2024, la consegna in anticipo sui tempi. Interviste ad Amedeo Bottaro, sindaco di Trani; Antonio Decaro, presidente regione Puglia

Firmata l’intesa preliminare tra la società e il Comune per la cessione dei suoli a Pane e Pomodoro: i diritti edificatori si spostano a Costa Sud, chiudendo una lite ventennale. Svolta decisiva per il futuro del litorale barese: dopo oltre vent’anni di contenziosi legali e trattative complesse, la società Sudfondi, assistita dall’avvocato Beppe Macchione, ha siglato un accordo preliminare con il Comune di Bari. L’intesa segna la fine di una delle vicende urbanistiche più discusse della storia recente della città, quella legata alla ex lottizzazione Punta Perotti, trasformando un passato di cemento in un futuro di verde pubblico. I dettagli dell’accordo: diritti edificatori al posto dell’esproprio Il cuore dell’intesa prevede la cessione definitiva al Comune dei suoli privati situati nel Lotto 1, nell’area di Pane e Pomodoro. La novità risiede nella modalità di compensazione: invece di ricevere un’indennità di esproprio in denaro, la Sudfondi otterrà dei diritti edificatori. Questi crediti edilizi non saranno utilizzati sul lungomare monumentale, ma verranno trasferiti nelle cosiddette zone di “atterraggio” previste dal PUE (Piano Urbanistico Esecutivo) di Costa Sud. La quantità di nuove costruzioni sarà proporzionata all’estensione dei suoli ceduti e dovrà rispettare rigorosamente il disegno planivolumetrico e i vincoli stabiliti dal Comune nel piano generale. Dalle macerie al Parco Costiero: il ruolo del PNRR La chiusura di questa annosa vicenda è il tassello fondamentale per la realizzazione del grande Parco Costiero della Cultura, un progetto ambizioso finanziato con i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) attraverso il Ministero della Cultura. L’obiettivo è restituire ai cittadini un’area verde attrezzata che colleghi il centro città alla periferia sud, riqualificando un tratto di costa per anni rimasto in un limbo burocratico. Grazie a questa “conclusione condivisa”, il cantiere del parco potrà procedere senza il rischio di nuovi stop legali, trasformando definitivamente il volto di Bari. La fine di una battaglia legale durata vent’anni Per circa due decenni, il Comune di Bari e la Sudfondi si sono affrontati nelle aule di giustizia, tra sentenze della Corte Europea, richieste di risarcimento milionarie e storiche demolizioni. La firma di questo atto preliminare rappresenta dunque una vittoria diplomatica per la città: il privato rinuncia al contenzioso monetario e il pubblico acquisisce le aree necessarie alla trasformazione urbana senza gravare direttamente sulle casse comunali con esborsi immediati.

Numeri sotto la media nazionale e nessun servizio dichiarato attivo: i dati Gimbe. La Basilicata registra dati negativi sulla riforma dell’assistenza sanitaria territoriale. L’osservatorio Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale rivela che sono solo 19 le Case della Comunità programmate in regione, di cui nessuna con servizi dichiarati, mentre la media italiana qui arriva al 45,5%. Per quanto riguarda gli Ospedali di Comunità, su cinque previsti nessuno ha un servizio dichiarato attivo, anche in questo caso la media italiana si distanzia, attestandosi sul 27%. Sono tre le regioni fanalino di coda oltre a quella lucana: Marche, Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta. Per quanto riguarda il Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse), in Basilicata sono disponibili solo 12 documenti dei 20 richiesti, la media nazionale è di 14 su 20. In conclusione, solo il 7% dei cittadini lucani ha dato il consenso sulla consultazione dei propri documenti nel Fascicolo Sanitario Elettronico. Anche qui la distanza col Paese è lunga: la media italiana è del 44%. La riforma dell’assistenza territoriale resta per l’Italia un punto cardine nella Missione Salute del Pnrr.

La struttura è destinata a sei giovani con disabilità. Un progetto finanziato con fondi Pnrr e nato dalla collaborazione delle istituzioni e del terzo settore. Offrire a sei ragazzi con disabilità la possibilità di una vita in autonomia, in un ambiente con spazi individualizzati, seguiti da un’equipe multidisciplinare. E’ questa la finalità della ‘Casa Cento Passi’, inaugurata a Potenza. Un immobile, confiscato alla criminalità organizzata, nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione Europea, col coinvolgimento del Ministero del Lavoro, e che ha visto impegnati i Comuni di Potenza e Picerno e la collaborazione di alcune cooperative. Intervista a Vincenzo Telesca, sindaco di Potenza e Rossella Cudemo responsabile Cooperativa Fili d’Erba

Economia meridionale in recupero, occupazione in aumento e nuove opportunità di sviluppo, ma persistono divari e criticità attuative. Il Check-up Mezzogiorno 2025, realizzato da Confindustria e SRM – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo, restituisce l’immagine di un Mezzogiorno in progressivo recupero, caratterizzato da un rafforzamento strutturale dell’economia. Negli ultimi anni la crescita economica del Sud, trainata dagli investimenti, risulta più sostenuta rispetto al resto del Paese, pur in un contesto macroeconomico e geopolitico complesso. I divari storici territoriali non sono ancora superati, ma il cambio di passo appare ormai evidente e apre una traiettoria credibile di convergenza. Nel 2025, l’Indice sintetico dell’economia meridionale raggiunge quota 641,9, collocandosi tra Centro (666,5) e Nord (630), con un incremento di 6,1 punti dopo il rallentamento registrato nel 2024. Il PIL del Mezzogiorno cresce del +7,7% nel periodo 2019–2024, superando la media nazionale (+5,8%). Nel 2024 la crescita si attesta allo 0,7%, con prospettive di rafforzamento nel 2026, anche grazie all’attuazione del PNRR. Il PIL pro-capite sale a 22mila euro, restando tuttavia inferiore alla media italiana. Il mercato del lavoro nel Sud registra una crescita dell’occupazione del +0,8%, superiore al dato nazionale, ma permangono criticità strutturali, legate al costo del lavoro e al mismatch delle competenze. Il superamento della Decontribuzione Sud e le difficoltà applicative della nuova fase rendono necessarie risposte chiare e coerenti di politica economica. Il tessuto produttivo meridionale continua a evolversi: a fronte di una lieve riduzione del numero complessivo di imprese, in linea con il resto del Paese, cresce il numero delle società di capitali (+4,0%), segnale di un graduale irrobustimento della struttura imprenditoriale. Più fragile l’andamento dell’export del Mezzogiorno, che nel 2025 mostra una fase di debolezza, pur con la manifattura che resta il pilastro delle esportazioni, rappresentando oltre il 93% del totale. Un ruolo decisivo nel sostenere questa fase di crescita è svolto dalle politiche pubbliche, che hanno contribuito in modo determinante alla tenuta del sistema produttivo e all’attivazione degli investimenti. Il Check-up Mezzogiorno aggiorna i dati relativi al credito d’imposta per gli investimenti nella ZES Unica Mezzogiorno e alle autorizzazioni uniche, confermandone la piena efficacia.Nel 2025 sono state presentate 10.493 domande di credito d’imposta (+52%), per un valore di 3,64 miliardi di euro, che hanno attivato oltre 7,3 miliardi di investimenti. Le autorizzazioni uniche nella ZES Unica confermano il successo di un modello basato sulla semplificazione amministrativa: a inizio 2026 si contano oltre mille autorizzazioni, con circa 6 miliardi di investimenti diretti e oltre 17mila posti di lavoro creati, senza considerare gli effetti indiretti e moltiplicativi. Il PNRR nel Mezzogiorno rappresenta un’ulteriore leva strategica, con oltre 110mila progetti concentrati nel Sud. Tuttavia, permangono criticità nell’attuazione: a fronte delle risorse assegnate, risultano liquidati 14,5 miliardi di euro, con un tasso di pagamento del 27%, inferiore a quello del Centro-Nord. La programmazione 2014–2020 della politica di coesione si è chiusa positivamente, raggiungendo tutti gli obiettivi di spesa. Diversamente, la programmazione 2021–2027 mostra un livello di avanzamento ancora contenuto, nonostante la revisione di metà periodo sia ormai consolidata. Nel complesso, il Check-up Mezzogiorno 2025 conferma la centralità del “Fattore Mezzogiorno”, inteso come combinazione virtuosa di crescita economica, politiche pubbliche efficaci e capacità imprenditoriale. Resta tuttavia concreto il rischio di rallentamento e di riapertura dei divari, soprattutto in un contesto internazionale incerto. «Per consolidare la crescita e trasformarla in sviluppo strutturale – ha dichiarato Natale Mazzuca, Vice Presidente di Confindustria per le Politiche Strategiche per lo Sviluppo del Mezzogiorno – è fondamentale garantire certezza delle regole, continuità degli strumenti e coerenza delle politiche in una visione di medio-lungo periodo. Occorre rafforzare la ZES Unica Mezzogiorno, attrarre grandi imprese, sviluppare filiere innovative, riequilibrare gli investimenti territoriali e definire una strategia chiara per il post-PNRR». «Il Check-up Mezzogiorno – ha sottolineato Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM – evidenzia un chiaro cambio di passo nella crescita del Sud, con un +7,7% di PIL tra il 2019 e il 2024, circa due punti percentuali in più della media nazionale. Un Mezzogiorno più solido è oggi un fattore chiave di competitività per l’Italia e può svolgere un ruolo strategico nel nuovo scenario geoeconomico euromediterraneo, come hub produttivo, infrastrutturale ed energetico».

La banca contesta la sentenza della Corte d’Appello di Lecce sui Boc del 2004 e ribadisce il proprio impegno in Puglia con investimenti per 1,9 miliardi di euro. Banca Intesa Sanpaolo sta valutando di presentare ricorso per Cassazione, contro la decisione della Corte d’Appello di Lecce, in merito alla decisione che ha stabilito che il Comune di Taranto non dovrà restituire a Banca Intesa il prestito obbligazionario da 250 milioni di euro sottoscritto nel 2004 attraverso l’emissione di Boc, i Buoni ordinari comunali utilizzati dagli enti locali per reperire risorse finanziarie sui mercati. “Le motivazioni poste a fondamento della decisione, che esclude l’obbligo da parte del Comune di Taranto di restituire le somme erogate nel 2004 dall’allora Banca Opi – si legge in una nota – entrata a far parte del gruppo Intesa Sanpaolo nel 2007, non sono condivisibili sotto il profilo giuridico. In particolare, non può essere considerato immorale e non ripetibile un finanziamento utilizzato dal Comune in parte rilevante per estinguere mutui pregressi più onerosi e che prevedeva un tasso fisso particolarmente vantaggioso”. “Il gruppo bancario – prosegue – ricorda quanto la Regione Puglia sia sempre stata tra i propri obiettivi in termini di crescita e sviluppo. A valle della fusione con Ubi Banca, Intesa Sanpaolo ha infatti costituito una Direzione Regionale con sede a Bari che comprende Puglia, Basilicata e Molise”. “La direzione, inserita nel perimetro della divisione Banca dei Territori, conta una presenza sul territorio di circa 200 filiali e oltre 2.200 persone impegnate; al 30 settembre 2025 ha riconosciuto finanziamenti a imprese e famiglie per quasi 1,9 miliardi di euro”. “Sempre a Bari – conclude – la divisione BdT ha aperto uno dei suoi laboratori ESG, pensati per aiutare le aziende a rivedere il proprio business in modo più sostenibile e green, in linea con la seconda missione del PNRR che supporta la rivoluzione verde e la transizione ecologica”.

I ritardi hanno attirato l’attenzione anche della Corte dei Conti, che ha aperto un fascicolo. Il Governo ha approvato il riparto del Fondo sanitario nazionale 2025: 136 miliardi e mezzo di euro destinati al Servizio sanitario pubblico, con un aumento delle risorse per le regioni del Mezzogiorno. Alla Puglia sono destinati oltre 8 miliardi e 600 milioni di euro, con un incremento rispetto agli anni precedenti. Ma insieme ai nuovi fondi arriva anche una critica diretta alla Puglia, ultima in Italia per l’apertura delle Case di comunità previste dal Pnrr. Intervista a Marcello Gemmato (Sottosegretario alla Salute)

PNRR e Parco Agrisolare spingono fotovoltaico sui tetti, agrivoltaico e biogas senza consumo di suolo. La transizione energetica parte dalle campagne pugliesi, dove oggi viene prodotto il 16% dell’energia rinnovabile consumata a livello nazionale, grazie a impianti collocati tra campi e stalle. Un contributo strategico al fabbisogno energetico nazionale, assicurato da biomasse, biogas, bioliquidi e fotovoltaico, con un potenziale di crescita in grado di raddoppiare la produzione green senza consumo di suolo. A sottolinearlo è Coldiretti Puglia, in relazione al decreto ministeriale “Facility Parco Agrisolare”. Con questa misura, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) mette a disposizione 789 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle aziende agricole e agroindustriali nell’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle strutture produttive, promuovendo autoconsumo di energia rinnovabile ed efficienza energetica, senza sottrarre terreno alle coltivazioni. Il provvedimento prevede contributi a fondo perduto fino all’80% per nuovi progetti selezionati tramite bandi pubblici del MASAF e attuati dal GSE. I progetti ammessi dovranno essere realizzati entro 18 mesi dalla concessione del finanziamento. Oltre all’installazione dei pannelli fotovoltaici, sono finanziabili anche rimozione dell’amianto, isolamento termico, sistemi di accumulo energetico e colonnine di ricarica per la mobilità sostenibile, nel rispetto del limite massimo di spesa ammissibile pari a 1.500 euro/kWp. Si tratta di un’opportunità strategica soprattutto per la Puglia, che si conferma regione leader nelle energie rinnovabili. Il 12,9% della produzione fotovoltaica nazionale proviene dalla Puglia, che ospita oltre 110.000 impianti fotovoltaici, pari al 5,9% del totale nazionale. Anche nella produzione di energia eolica, la Puglia gioca un ruolo di primo piano, incidendo per circa il 26,4% del totale nazionale, come ricorda Coldiretti Puglia. Secondo uno studio del Centro Studi Divulga, utilizzando esclusivamente i tetti di stalle, masserie, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole, sarebbe possibile recuperare 155 milioni di metri quadrati di superficie utile, con una produzione stimata di 28.400 GWh di energia solare, senza consumare suolo agricolo. A conferma della capacità innovativa del territorio, la Puglia si afferma anche come laboratorio di soluzioni avanzate, come la vigna agrivoltaica di comunità, progetto realizzato dal CRSFA “Basile Caramia” di Locorotondo, dall’Università di Bari – Facoltà di Agraria e dall’azienda Vigna Agrivoltaica di Comunità. Un modello di innovazione sostenibile Made in Puglia che integra produzione vitivinicola ed energia green attraverso pannelli fotovoltaici sopraelevati. La cosiddetta “pergola” agrivoltaica svolge molteplici funzioni: riduce lo stress idrico delle piante, crea un microclima più fresco, diminuisce il fabbisogno irriguo, protegge dagli eventi climatici estremi e dalle principali malattie della vite, come peronospora e oidio. Inoltre, consente una maturazione più lenta dell’uva, con un ritardo della vendemmia di 3–6 settimane, favorendo una migliore maturazione fenolica, un minore contenuto zuccherino e una maggiore acidità. Coldiretti sostiene un modello di transizione energetica sostenibile che vede le imprese agricole protagoniste attraverso comunità energetiche, impianti solari sui tetti e agrivoltaico sostenibile e sopraelevato, capaci di integrare il reddito agricolo e generare benefici ambientali e produttivi. Un percorso che coinvolge anche il settore del biogas e del biometano, cresciuto rapidamente grazie al riciclo dei sottoprodotti agricoli e alla riduzione dell’impronta ambientale, in particolare nella zootecnia.

A confronto esperti e amministratori locali Servizio di Maurizio Marangelli

Lo denuncia il sindacato USB, che è stato informato dal prefetto Servizio di Pietro Loffredo Interviste: Antonio Di Gemma – Esecutivo USB Foggia Antonio Tarantella – Segr. Gen. Flai Cgil Foggia

Restaurata la prima, in cantiere la seconda: due capolavori tornano protagonisti nel cuore di Lecce

Stava cadendo a pezzi, sarà recuperato grazie ai fondi del Pnrr Servizio di Giovanni Di Benedetto. Interviste a Gaia Caula, restauratrice Soprintendenza; Annalinda Iacoviello, archeologa Soprintendenza

Settimana flessibile per i lavoratori in trasferta, tracciabilità dei subappalti e tutele su parità e genitorialità Intervista: Graziantonio Pallotta, Presidente Gruppo Gedi

Il ministro è intervenuto a un incontro alla Camera di Commercio di Lecce Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Donato Colazzo Intervista a Tommaso Foti, Ministro affari europei, politiche di coesione e PNRR

Ad Altamura il forum “Green On”: entro il 2030 il settore supererà i mille miliardi nel mondo Interviste: Luciana Di Bisceglie, Presidente Unioncamere Puglia; Ettore Ruggero, Consulente Aziendale

È il più giovane nella storia dell’associazione territoriale: guiderà gli industriali per i prossimi quattro anni, con una squadra di sette vicepresidenti Intervista: Mario Aprile, Neo Presidente Confindustria Bari Bat

Siglato il protocollo per guidare le imprese locali nella trasformazione digitale. Toma: “Formazione e sinergie per la svolta economica” Intervistati: Angelo Giuliana, Direttore Generale di Meditech; Paolo Sabatino, Presidente della Sezione Servizi Innovativi Confindustria Taranto 

Sospeso il nuovo disciplinare regionale. La Regione: “Nessuno perderà il beneficio”

Al via l’opera strategica da 43 milioni per dragaggi e rilancio infrastrutturale Intervistati: Tullio Ferrante (Sottosegretario al MIT); Ugo Patroni Griffi (commissario straordinario di Governo)

Canosa: i lavori di restauro dell’Arco Traiano

Stava cadendo a pezzi, sarà recuperato grazie ai fondi del Pnrr Servizio di Giovanni Di Benedetto. Interviste a Gaia Caula, restauratrice Soprintendenza; Annalinda Iacoviello, archeologa

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