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Nell’istituto lucano, in cui al momento non esistono problemi di sovraffollamento, occorrerebbero almeno 30 agenti in più, vista la riapertura in autunno della sezione femminile Intervista a: Donato Capece,  segretario generale del Sappe Servizio di Alessandro Boccia

E’ arcinota la drammatica situazione della casa circondariale, tra sovraffollamento di detenuti e carenza di personale Intervista: Luca Lionetti (Seg. CGIL FP carcere TA) Servizio Francesco Persiani

E’ accaduto ieri durante un consiglio di disciplina a carico del recluso Ancora tensioni al carcere di Foggia, dove un detenuto 40enne ha minacciato la direttirce della casa circondariale e poi ha tentato di strangolare il comandante della polizia penitenziaria. L’episodio è avvenuto ieri durante un consiglio di disciplina a cui il detenuto era stato sottoposto dopo aver violato il regolamento interno. Secondo la ricostruzione del sindacato Sappe, quando ha saputo che l’esito dell’incontro era a lui sfavorevole e che avrebbe ricevuto ulteriori sanzioni, il 40enne ha reagito con estrema violenza. “A seguito di questo ennesimo episodio di violenza – sottolineano i rappresentanti del Sappe – chiediamo che lo Stato si riappropri del carcere di Foggia. Non è più sostenibile una tale situazione di sovraffollamento che vede la struttura ospitare 650 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 350, ed una pianta organica assolutamente carente con 260 agenti in servizio”.

Ai domiciliari sono finiti un uomo e una donna, residenti in Campania La polizia penitenziaria ha individuato le due persone che nel maggio scorso, tramite un drone, avrebbero tentato di introdurre nel carcere di Taranto droga e telefoni cellulari destinati a tre detenuti. Ai domiciliari sono finiti un uomo e una donna, residenti in Campania. Le altre tre misure cautelari in carcere riguardano i tre detenuti nel penitenziario tarantino. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di illecito tentativo d’accesso in carcere di dispositivi idonei alla comunicazione.

Si chiama ‘Accademia’ il progetto rieducativo che punta ad organizzare corsi di disegno e pittura per i 450 detenuti del carcere di bari Intervista a:  Serena Sisto, Presidente Associazione Fps; Valeria Tire’, Direttrice Istututo Penitenziario di Bari; Francesco Paolo Sisto, Vice Ministro Giustizia Servizio di Francesco Iato Riprese di Roberto Cofano

Lavoro in carcere e progetti mirati e più efficaci Servizio Donatella AzzoneIntervista: don Andrea Pupilla, cappellano casa circondariale San Severodon Raffaele Sarno, cappellano carceri di Tranidon Francesco Mitidieri, cappellato carcere di Taranto Luca La Fronza, detenutoSalvatore Frantone, detenuto

“I problemi – ha detto Delmastro– sono quelli comuni agli uomini della Polizia penitenziaria di tutta Italia” Interviste a: Andrea Delmastro, Sottogretario di Stato alla Giustizia; Ruggero D’Amato, segr. reg.le Osapp. Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Donato Colazzo

Bari, due giorni dedicati alla Giustizia di Comunità a cura del Csv San Nicola Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio Roberto Cofano Intervista a Rosa Franco, Presidente Centro Servizi al Volontariato San Nicola Intervista a Giuseppe Del Grosso, Ufficio Garante Persone sottoposte a Misure Interdittive Puglia

Ad agire tre detenuti durante la notte, due sono già in trasferimento Due agenti della Polizia penitenziaria sono stati aggrediti la notte scorsa nel carcere di Matera da tre detenuti: nella lotta, due agenti sono caduti e uno si è fratturato un polso, con prognosi di almeno 20giorni. Lo ha reso noto Rocco Morlino, della Fp-Cgil Polizia penitenziaria della Basilicata. L’aggressione è avvenuta nella cella, dove i detenuti avevano chiesto l’intervento del medico di turno perché uno di loro lamentava dolore. Secondo il sindacalista, i tre avevano escogitato un pretesto per essere accompagnati nell’infermeria del carcere dove un altro detenuto, di rientro da un permesso premio, era stato trattenuto per controlli, col sospetto di aver ingerito sostanze stupefacenti prima di varcare la soglia dell’istituto penitenziario. Due dei tre aggressori sono già in trasferimento, per l’altro la decisione dovrebbe arrivare a breve. Mirko Manna, della Fp-Cgil nazionale, ha sottolineato che “nel carcere di Matera ci sono più del30 per cento dei detenuti previsti e il 30 per cento in meno dei poliziotti penitenziari previsti nella pianta organica stabilita”.

Il sen. Sisto ha visitato il penitenziario di Borgo San Nicola per verificare le criticità esistenti, a cominciare da quella sanitaria Servizio di Stefania Congedo, riprese e montaggio di Donato Colazzo. Intervistato: sen. Francesco Paolo Sisto, vice ministro della Giustizia

Poliziotto scrive lettera a Capo dello Stato Sergio Mattarella “Ormai la mattina o il pomeriggio, quando entro nel carcere per espletare il mio servizio, mifaccio il segno della croce, poiché non so quando, e come ne uscirò “. Lo scrive in una lettera diffusa dal Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria) e inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla premier Giorgia Meloni, ai presidenti di Camera e Senato, ai vertici dell’amministrazionepenitenziaria, un agente penitenziario di 52 anni che lavora nel carcere di Taranto. L’agente evidenzia i problemi “di sovraffollamento della struttura a fronte di una carenza di organico del personale penitenziario e denuncia i frequenti casi di aggressioni da parte dei detenuti”. “Una volta – osserva il 52enne – il motto della polizia penitenziaria era ‘vigilando redimere’, ora invece è ‘prendere botte e non reagire mai’ “. “L’altro giorno – aggiunge l’uomo – un mio collega è stato aggredito da un detenuto ergastolano” e i segni “di quell’atto di violenza lo accompagneranno per tutta la vita poiché i danni provocati sono irreversibili. Con i detenuti è vietato difendersi poiché se per difenderti gli provochi ancheuna piccola escoriazione, la magistratura ti mette gli occhi addosso e rischi il reato di tortura”. Il 52enne racconta che nel primo turno, dalle 8 alle 16, si trova a “gestire da solo circa 70 detenuti che ti assediano con richieste varie. Per un diniego banale sfondano i cancelli delle stanze oppure i gabbiotti dei poliziotti o appiccano il fuoco nelle stanze”. Nel turno dalle 16 alle 24, invece, un solo agente – denuncia il poliziotto penitenziario – deve gestire tre sezioni “per un totale di oltre 200 detenuti. Ogni sezione èlunga circa 50 metri, per cui durante tutto l’orario è una maratona continua. Questo stress continuo ti mangia il cervello e toglie le forze”.

Il parlamentare Giovanni Maiorano ha visitato la casa circondariale. Intanto continua lo stato di agitazione del Sappe Servizio di Francesco Persiani Intervistati: On. Giovanni Maiorano FdI, IV Commissione Difesa Donato Capece, segretario nazionale del SAPPE

Gip convalida arresto e conferma detenzione Si aprono le porte del carcere per Cosimo Nigro, il 69enne che lunedì scorso ha speronato diverse auto dei carabinieri a Carovigno, ferendo alcuni militari. Con le accuse di tentato omicidio, resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e detenzione di droga il gip del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, ha convalidato l’arresto e disposto il carcere per l’uomo. Nell’auto del 69enne sono stati rinvenuti e sequestrati un grosso coltello con lama ricurva e dosi di cocaina.

Nonostante siano già detenuti in altri istituti del territorio nazionale, i provvedimenti sono diventati esecutivi dopo l’udienza d’Appello della Procura di Foggia I carabinieri di Foggia hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone, coinvolte nella maxi evasione del carcere di Foggia avvenuta il 9 marzo 2020. Nonostante siano già detenuti in altri istituti del territorio nazionale, i provvedimenti sono diventati esecutivi dopo l’udienza d’Appello della Procura di Foggia al rigetto della richiesta di misura cautelare da parte del Gip del tribunale dauno.

I detenuti imparano i mestieri antichi, in prospettiva del ritorno nella società  Intervista: Giulia Magliulo, dir. carcere Foggia Maria Luisa Rubino, funzionaria carcere Foggia Gianluca De Mari, detenuto Servizio Giovanni Di Benedetto

I fatti contestati risalgono al periodo 2008-2012 Dieci anni dopo la chiusura delle indagini preliminari, il Tribunale di Bari ha condannato dueagenti della polizia penitenziaria (in servizio nel carcere del capoluogo pugliese) a sette anni di reclusione ciascuno per aver introdotto nel penitenziario e spacciato hashish e marijuana ‘su commissione dei reclusi appartenenti al clan Strisciuglio’ di Bari. I due sono stati riconosciuti colpevoli di aver introdotto in carcere droga ai fini di spaccio ‘abusando dei poteri inerenti alla propria funzione’ e in cambio ‘di compensi in denaro o di favori di altra natura’.

Al via i lavori nell’antica masseria nel cuore della murgia, in territorio di Andria, che ospita il carcere senza sbarre Intervista a: mons. Luigi Mansi, vescovo di Andria; don Riccardo Agresti; Servizio di Giovanni Di Benedetto

Il panettiere albanese confessa il duplice omicidio: “Ammetto di aver ucciso Massimo De Santis e Jessica e di aver provato a uccidere mia moglie Tefta” Servizio di Grazia Rongo Riprese di Dino Laricchiuta Montaggio di Pasquale D’Attoma

Un agente della polizia penitenziaria del carcere di Taranto, è stato ferito al volto da un detenuto napoletano di 50 anni, recidivo, che sta scontando l’ergastolo. Il grave episodio si è verificato al secondo piano, nel nuovo padiglione della casa circondariale. Il poliziotto ha riportato la frattura della mandibola. Trasportato all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, ne avrà per 30 giorni. L’episodio, ricorda il sindacato Sappe – è avvenuto ad una settimana dalla morte di due detenuti, di cui uno suicida, dal sequestro di una dottoressa e di una psichiatra da parte di due detenuti armati di lametta da barba. Secondo la Uilpa, il Ministero della Giustizia deve costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico degli autori delle aggressioni.

Il fatto è avvenuto a pochi giorni di distanza da una aggressione ai danni di una psichiatra Ancora una aggressione nel carcere di Taranto. questa mattina un agente della polizia penitenziaria e’ stato ferito al volto da un detenuto napoletano, 50enne, ergastolano. Il grave episodio si e’ verificato al secondo piano, nel nuovo padiglione, della casa circondariale. Senza alcun motivo, denuncia il Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, il recluso avrebbe colpito brutalmente al volto il poliziotto, il quale e’ riuscito a dare l’allarme attraverso la radio portatile. All’arrivo degli agenti, il collega era a terra con il sangue che usciva copiosamente dal viso. Il detenuto era gia’ noto alle forze dell’ordine per le numerose aggressioni in altri penitenziari italiani. Come mai, chiede il Sappe ai vertici del Dap, circolava liberamente nonostante sia un ergastolano? L’episodio e’ avvenuto ad una settimana dalla morte di due detenuti, di cui uno suicida, dal sequestro di una dottoressa e di una psichiatra da parte di due detenuti armati di lametta da barba.

Summer Camp, la pena fuori dal carcere

Bari, due giorni dedicati alla Giustizia di Comunità a cura del Csv San Nicola Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio Roberto Cofano Intervista a

Taranto, il carcere scoppia

Il parlamentare Giovanni Maiorano ha visitato la casa circondariale. Intanto continua lo stato di agitazione del Sappe Servizio di Francesco Persiani Intervistati: On. Giovanni Maiorano

Taulant Malaj resta in carcere

Il panettiere albanese confessa il duplice omicidio: “Ammetto di aver ucciso Massimo De Santis e Jessica e di aver provato a uccidere mia moglie Tefta”

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