Skin Telenorba50
banca-popolare-di-puglia-e-basilicata-giugno

Tgnorba

Telenorba

megamark

carcere

Il corpo senza vita di Natale Naser Bahtijari fu rinvenuto la mattina del 23 febbraio scorso, a Manduria  Hanno scelto di non rispondere alle domande del gip di Taranto e restano in carcerei tre giovani fermati dalla Polizia per l’omicidio di Natale Naser Bahtijari. Il corpo senza vita del 21enne di origine bosniaca ed etnia rom, che presentava vistose ferite d’arma da taglio, fu rinvenuto a Manduria la mattina del 23 febbraio scorso sotto un cavalcavia. Nelle prossime ore il gip, a quanto si è appreso, firmerà l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei tre fermati, ritenuti dagli inquirenti vicini a una frangia della Sacra Corona Unita. Sono accusati di omicidio aggravato dal metodo mafioso e dalla crudeltà, tentata soppressione del cadavere, porto in luogo pubblico di arma da taglio e rapina dell’auto Fiat 500 con la quale Bahtijari, in compagnia di due amiche, si era recato a Manduria. Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima, per conto di suo fratello avrebbe dovuto riscuotere da uno dei ragazzi fermati, il credito originato dalla fornitura di 100 grammi di cocaina acquistata il 6 febbraio scorso.

Ogni ora che passa, sale la preoccupazione a Vieste per il possibile rientro dell’uomo in paese, dopo la clamorosa evasione dal carcere di Nuoro Servizio di Giovanna De Crescenzo Montaggio di Maria Cristina Quintale

Intanto emergono particolari ancora più sconcertanti sulla sua fuga: l’uomo sarebbe riuscito a procurarsi la chiave per usciredal reparto di alta sicurezza Servizio di Maurizio Marangelli Montaggio di Maria Cristina Quintale

Emergono particolari sempre più sconcertanti sulla fuga del boss di Vieste dal carcere nuorese. Intanto sono state aperte due inchieste Servizio di Grazia Rongo Montaggio di Maria Cristina Quintale

Il Sappe punta il dito contro l’amministrazione penitenziaria A Taranto ancora un suicidio, l’ennesimo, di un detenuto con problemi psichiatrici che già in precedenza si era procurato una serie di ferite sul corpo, autolesionandosi. La denuncia è del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria, che a settembre scorso ha presentato degli esposti alla procura di Taranto sottolineando le responsabilità dell’amministrazione penitenziaria per i gravi episodi avvenuti nel carcere, sia per la carenza nell’assistenza dei detenuti con problemi psichiatrici da parte dell’autorità sanitaria. Ad oggi, scrive il Sappe, nulla è stato fatto. L’ennesimo appello viene rivolto al Presidente della Repubblica, Mattarella, per fermare questa mattanza.

Iniziativa dedicata ai detenuti che hanno scelto le attività scolastiche Servizio Annamaria Rosato

La richiesta è per 50 nuovi agenti Servizio Annamaria Rosato

Una settantaseienne di Bari prigioniera della burocrazia Associazioni e familiari fanno appello perché si trovi una struttura che la ospiti, ai domiciliari, in attesa della fine del processo.  Servizio di Guglielmina Logroscino

gilca-srl-giugno
gilca-srl-giugno