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Tema al centro di un convegno medico promosso dall’Irccs De Bellis Intervista Dr. Enzo Delvecchio – Presidente CIV Irccs De Bellis Dr. Antonio Pisani – Direttore Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva Irccs Servizio Maurizio Marangelli

Obiettivo agevolare l’accesso al credito delle imprese Servizio Guglielmina Logroscino INTERVISTA: SERGIO MAGARELLI, DIRETTORE SEDE DI BARI BANCA D’ITALIAFRANCESCO BERARDI, PRESIDENTE PICCOLA INDUSTRIA DI CONFINDUSTRIA BARI E BAT

Dicono “no” all’ipotesi smembramento dei due plessi scolastici che metterebbe a rischio la continuità della Giovane Orchestra INTERVISTA: ROSSELLA VASTANO, docente istituto Casavola-San Francesco di Modugno Servizio di Francesco Petruzzelli

Due unità mobili, personale qualificato, strumentazioni di alta tecnologia per eseguire gratuitamente gli screening Intervista: Linda Catucci, pres. Comitato pugliese Komen Italia Grazia De Gennaro, Maiora Servizio Giovanni Di Benedetto

L’immobile del XVII secolo ospita un suggestivo ipogeo termale Intervista a: Stefano Consiglio, Presidente di Fondazione Con il Sud; Cristel Antonazzo, Presidente di Terra del Fuoco Mediterranea; Carlo Salvemini, sindaco di Lecce Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Donato Colazzo

Sulla vicenda è intervenuto il coordinatore provinciale dell’associazione studentesca Sbam, Davide Picci, che ha condannato il gesto Un professore dell’istituto tecnico Romanazzi di Bari è stato ferito al petto da un proiettile di pistola ad aria compressa, introdotta in aula da due suoi studenti. E’ accaduto durante le lezioni del 29 settembre nella scuola barese. Il docente ha riportato solo una escoriazione al petto, ma le autorità scolastiche non hanno perso tempo nel convocare una riunione per decidere quale punizione adottare nei confronti dello studente che ha sparato il proprio professore e del suo compagno che l’ha portata in classe. Sulla vicenda è intervenuto il coordinatore provinciale dell’associazione studentesca Sbam, Davide Picci, che ha condannato il gesto.

Per far fronte all’aumento di casi nella regione, seppur minimo, sono in arrivo nuovi vaccini anti covid oltre a una nuova campagna di vaccinazioni che punterà su anziani e persone fragili Sono aumentati di oltre 100 unità i casi di Covid registrati in Puglia rispetto la scorsa settimana: +0,1% rispetto all’11,4%. Sono stati sei i decessi collegati al virus. A segnalare l’aumento del tasso di positività in Puglia sono stati il Ministero della Salute e l’Iss che continuano a monitorare la situazione. Per far fronte all’aumento di casi nella regione, seppur minimo, sono in arrivo nuovi vaccini anti covid oltre a una nuova campagna di vaccinazioni che punterà su anziani e persone fragili.

La donna aveva solo 24 anni ed era arrivata con il vascello Geo Barents a Brindisi il 19 settembre Non è sopravvissuta a una emorragia, causata dal parto, una migrante di 24 anni, approdata il 19 settembre a Brindisi. La giovane donna, dopo essere giunta in Italia con il vascello Geo Barents di Medici senza Frontiere, era stata ricoverata all’ospedale Perrino per un malore quattro giorni dopo. A causa delle sue condizioni precarie, i medici hanno deciso di operare un parto cesareoDopo il parto cesareo la 24enne, originaria del Burkina Faso, è stata trasportata nel reparto di rianimazione, dove è morta a causa di una emorragia cerebrale la sera del 27 settembre. La piccola è stata affidata ai servizi sociali

La Gup Antonella Cafagna ha escluso l’aggravante della minorata difesa della vittima, riconoscendo invece l’attenuante del fatto di minore gravità Provò a violentare un’infermiera del carcere di Bari, nel quale era detenuto, strattonandola e spingendola nel ripostiglio della medicheria. Francesco Vessio, 47 anni, è stato condannato, con rito abbreviato, per tentata violenza sessuale a 18 mesi di reclusione. La Gup Antonella Cafagna ha escluso l’aggravante della minorata difesa della vittima, riconoscendo invece l’attenuante del fatto di minore gravità. I fatti risalgono al 17 dicembre 2022, quando il detenuto si è recato nell’infermeria dell’istituto senza preavviso e senza essere accompagnato da un operatore della struttura. Approfittando anche dell’assenza di telecamere di sicurezza, provò a violentare l’operatrice sanitaria, allontanandosi solo dopo le ripetute resistenze della vittima

Per i giudici ‘il processo si trova ancora in fase embrionale’ ed è quindi troppo presto per decidere. La decisione del Tribunale non esclude però una possibilità di ripresentare la richiesta in futuro I giudici del Tribunale di Bari hanno respinto la richiesta di proscioglimento da 6 accuse nei confronti di Giovanni Miniello, il ginecologo barese accusato di violenza sessuale, tentata e consumata, e lesioni personali su venti sue pazienti, 19 delle quali costituitesi parte civile. La difesa del ginecologo, rappresentata da Roberto Eustachio Sisto, ha presentato la richiesta nell’udienza di oggi 28 settembre, ma è stata respinta. Per i giudici ‘il processo si trova ancora in fase embrionale’ ed è quindi troppo presto per decidere. La decisione del Tribunale non esclude però una possibilità di ripresentare la richiesta in futuro.

La prima ha terminato la corsa all’interno di un negozio di abbigliamento, la seconda all’interno della concessionaria Renault Incidente stradale a Casarano in via Delle Industrie per un indicente stradale, in cui sono rimaste coinvolte due autovetture. Si tratta di una Fiat 500 condotta da una ragazza rimasta ferita e un Defender. La prima ha terminato la corsa all’interno di un negozio di abbigliamento, la seconda all’interno della concessionaria Renault. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza la zona interessata dall’evento.

La vicenda risale al 2014, quando l’amante, un imprenditore barese, venne sorpreso dalla Guardia di Finanza proprio su soffiata del marito in cerca di vendetta Chiesta la condanna a 4 anni di di reclusione nei confronti di Gaetano Filograno e il rinvio a giudizio per Nicola Loprieno. Queste le richieste della Procura di Bari nei confronti dei due avvocati ritenuti colpevoli in concorso di detenzione e spaccio di stupefacenti. Il primo ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato, mentre il secondo procederà con il rito ordinario. Filograno, con la complicità di Loprieno, tentò di incastrare l’amante della moglie, nascondendo 26 grammi di cocaina nella sua auto. La vicenda risale al 2014, quando l’amante, un imprenditore barese, venne sorpreso dalla Guardia di Finanza proprio su soffiata del marito in cerca di vendetta. L’uomo venne prima arrestato e poi, nel 2017, assolto con formula piena. Nella trama ordita ai danni dell’imprenditore è coinvolto anche un finanziere, Enzo Cipolla, che coordinò la perquisizione e poi, nel 2016, chiese all’imprenditore 15mila euro per fornire un elenco di domande che il difensore dell’imprenditore avrebbe potuto fargli nel processo. Per lui le accuse sono di tentata corruzione in atti giudiziari e la Procura ha chiesta un anno e sei mesi di reclusione

Nella frazione di Bitonto mandorle, taralli e boconotti Servizio di Francesco Petruzzelli Intervista a Francesco Paolo Ricci, sindaco di Bitonto Intervista a Marianna Legista, Assessore alle Attività Produttive Bitonto Intervista a Francesco Tarantini, Presidente Parco Nazionale Alta Murgia

L’uomo, che aveva precedenti per alcuni reati, era sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e si trovava a bordo della sua auto quando ignoti lo hanno sparato, ferendolo all’addome E’ morto dopo quasi 20 ore di ricovero al Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo il 29enne ferito a colpi di pistola in un agguato compiuto nella notte tra il 21 e il 22 settembre. L’uomo, che aveva precedenti per alcuni reati, era sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e si trovava a bordo della sua auto quando ignoti lo hanno sparato, ferendolo all’addome.

Alla base dell’omicidio ci sarebbero stati i dissapori tra i rappresentanti di due diverse articolazioni del clan, quella di Carbonara e quella di San Pio Nel barese due persone sono state arrestate per l’omicidio del 39enne Michele Ranieri, esponente di una frangia del clan Strisciuglio, freddato l’11 settembre del 2019 nel centro del quartiere San Pio. I provvedimenti di custodia cautelare sono stati eseguiti nei confronti del 38enne Andrea De Giglio, già detenuto, e del 36enne Danilo Fusco. Il più grande dei due sicari avrebbe ucciso Ranieri su ordine dello stesso clan, nell’ambito di una faida interna. Ranieri, cognato di Vincenzo Strisciuglio, sarebbe stato convocato a San Pio con la scusa di un chiarimento verbale. Con lui in macchi ci sarebbe stato proprio Fusco. Giunto a destinazione, dopo un vano tentativo della vittima di fuggire a piedi nei vicoli del quartiere, è stato raggiunto da 4 colpi di pistola. Alla base dell’omicidio ci sarebbero stati i dissapori tra i rappresentanti di due diverse articolazioni del clan, quella di Carbonara e quella di San Pio. Lo stesso Fusco, ha dichiarato il Gip Giuseppe Ronzino, avrebbe fornito “dichiarazioni false, tacendo in tutto o in parte ciò che sapeva sui fatti”

Secondo una prima ricostruzione l’auto avrebbe invaso la corsia opposta, nel tentativo di superare un auto in panne È di sei feriti, di cui uno grave, il bilancio di un incidente frontale tra un bus di linea e un’auto, avvenuto nel pomeriggio del 19 settembre, tra Taranto e San Giorgio Jonico. Sul posto sono sopraggiunte le forze dell’ordine e gli operatori del 118. Ad avere la peggio sono stati gli occupanti del mezzo più leggero: la donna alla guida è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Ss Annunziata del capoluogo jonico, mentre il passeggero ha riportato un trauma toracico per l’apertura dell’air bag. Sul mezzo pubblico invece solo quattro contusi, grazie alla sterzata dell’autista che ha permesso di non subire totalmente l’urto. Secondo una prima ricostruzione l’auto avrebbe invaso la corsia opposta, nel tentativo di superare un auto in panne.

Il trasferimento è arrivato dopo la richiesta della legale della mamma della vittima, Valentina Presicce, avanzata al Ministro della Giustizia e al Capo di Dipartimento per la Giustizia minorile Si sono aperte le porte del carcere per adulti per Lucio Marzo, il 24enne condannato per aver ucciso, nel settembre 2017, l’allora fidanzata 17enne Noemi Durini. Il ragazzo sarà trasferito dal carcere minorile di Quartuccio, in Sardegna, per la sua rimarcata ‘pericolosità sociale’ dopo che, l’11 agosto scorso, è stato fermato in Sardegna, mentre era alla guida di un auto ubriaco. Il trasferimento è arrivato dopo la richiesta della legale della mamma della vittima, Valentina Presicce, avanzata al Ministro della Giustizia e al Capo di Dipartimento per la Giustizia minorile. Marzo continuerà a scontare ciò che resta della condanna a 18 anni e 8 mesi nella casa circondariale per adulti. “Dopo sei anni di detenzione – scrive in una nota il legale Valentina Presicce – Lucio Marzo risulta ancora pericoloso per la società, quindi non ha più senso la sua permanenza in un carcere minorile”.

Insieme ai Vigili del Fuoco di Barletta è intervenuta una squadra specializzata di Taranto I Vigili del Fuoco del comando di Barletta sono stati chiamati a intervenire in due roghi segnalati in due zone della Bat. Con loro anche una squadra specializzata arrivata in supporto da Taranto. Il primo focolaio, attivo già dalla mattinata, si è sviluppato in contrada San Lorenzo ad Andria. Il secondo a ridosso della strada provinciale 230 tra Minervino Murge e Spinazzola. Non è stato ancora possibile quantificare l’estensione del territorio danneggiato dalle fiamme né i danni provocati

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