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Una 40enne salentina che si trovava in una comunità di recupero del Barese e si è innamorata di un ospite della struttura. Ma le regole di condotta della comunità vietano di avere relazioni con altri ospiti e lei è finita dietro le sbarre Servizio di Linda Cappello 

Trasferiti in altri penitenziari i 4 detenuti protagonisti dell’aggressione a un agente e al blocco di un infermiere mentre distribuiva i medicinali

L’internato era da tempo in attesa di trasferimento in una Rems L’agente rimasto ferito ieri durante una violenta protesta nel carcere di Bari è stato aggredito da un detenuto con problemi psichici, da tempo in attesa di trasferimento in una struttura detentiva specializzata. Stando alle prime ricostruzioni la protesta è partita dal rifiuto di un detenuto di tornare in cella dopo il cosiddetto momento di socialità. L’uomo, coinvolgendo altre due persone, è riuscito a impossessarsi delle chiavi della cella di un internato. Una volta fuori quest’ultimo ha aggredito l’agente che è dovuto poi ricorrere alle cure dei medici del 118. E’ stato coinvolto anche un infermiere, tenuto in ostaggio per alcuni minuti dai detenuti. I disordini sono stati sedati intorno alle 22 grazie l’intervento di rinforzi dagli altri carceri della regione. A coordinare e monitorare le operazioni la direttrice del carcere di Bari, Valeria Pirè. La Procura ha avviato un’indagine per chiarire quanto accaduto. Protesta al carcere di Bari. Ferito un agente e sequestrato un infermiere poi liberato.

I sindacati della Polizia penitenziaria: “Chiediamo lo stato d’emergenza per le carceri italiane” servizio di Francesco Ventrella

Sono stati chiamati in servizio anche agenti fuori dal servizio e da altri carceri della regione E’ stata sedata la rivolta divampata nelle scorse ore all’interno del carcere di Bari. La protesta è scoppiata nella seconda sezione della casa circondariale, dove sono detenute 80 persone. Un agente della polizia penitenziaria è stato ferito nel tentativo di difendere alcuni colleghi. L’uomo è stato soccorso dai medici del 118. Un’infermiera inoltre sarebbe stata sequestrata per alcune ore dai detenuti. Sembrerebbe che la rivolta sia scoppiata come forma di dissenso nei confronti della polizia penitenziaria. Per fronteggiare la situazione di crisi sono stati chiamati anche agenti liberi dal servizio e in servizio in altri carceri. Sul posto inoltre ci sono gli agenti della polizia di Stato che dall’esterno stanno monitorando la situazione. All’interno, invece, c’è anche la direttrice della casa circondariale, Valeria Pirè. Il reparto è stato danneggiato. Tutte le principali sigle sindacali della polizia penitenziaria chiedono ora interventi urgenti.

La sommossa nella seconda sezione del carcere di Bari. Un’infermiera e un agente sarebbero stati sequestrati dai detenuti della seconda sezione del carcere di Bari durante una rivolta scoppiata nelle scorse ore. Secondo quanto comunicato dai sindacati della polizia penitenziaria sarebbe rimasto ferito anche un agente intervenuto in difesa delle colleghe. L’uomo è stato soccorso dai medici del 118. Sono stati richiamati agenti a riposo e colleghi da diverse carceri della regione.

Incompatibile con il regime carcerario, ma non ci sono posti in strutture idonee Servizio di Giuseppe Capacchione Interviste a: Rosa Monterisi, Mamma di Salvatore; Magda Merafina, Legale

I detenuti del Casa di Reclusione hanno intonato la famosa canzone del Komandante in occasione della Festa Nazionale della Musica Servizio di Maurizio Spaccavento Interviste a: Tina Ottavino – Presidente associazione Alexott; Gitano, leader e voce della band “I Komandanti”; Piero Rossi – Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà

Riflettere sul senso della detenzione per evitare che il carcere si trasformi in un non luogo e sia invece capace di rieducare e reinserire i detenuti nella società una volta scontata la pena Servizio di Michela Magnifico

E’ stato condotto in ospedale dove i sanitari, a quanto si è appreso, hanno riscontrato diverse ferite e la frattura di una vertebra Un detenuto di alta sicurezza, ex collaboratore di giustizia, ha aggredito un agente di polizia penitenziaria all’interno del carcere di Taranto. Lo rende noto la Fp Cgil, precisando che “l’agente è stato sorpreso alle spalle mentre apriva una cella, ma fortunatamente, nonostante i pochi poliziotti presenti in servizio in quel momento, l’intervento tempestivo dell’ispettore di sorveglianza e del comandante di reparto ha impedito conseguenze più gravi”. L’agente è stato condotto in ospedale dove i sanitari, a quanto si è appreso, hanno riscontrato diverse ferite e la frattura di una vertebra.Per Mimmo Sardelli, segretario generale della Fp Cgil Taranto, “la situazione che si è verificata è la diretta conseguenza di decisioni inadeguate da parte dell’amministrazione centrale e del ministero della giustizia”. Gli agenti, sottolinea Luca Lionetti della Fp Cgil polizia penitenziaria, “sono costretti a lavorare in turni estenuanti, ben oltre le 6 ore previste, in un modello organizzativo che non garantisce i minimi livelli di sicurezza”.

Il PD nelle carceri italiane, visita anche a Taranto. L’ on. Pagano: “Il penitenziario è ancora senza metano, è sovraffollato e il personale è carente e sotto stress” Di Alessandra Martellotti Intervista a Ubaldo Pagano, deputato Pd

Antonio Magrini, 68 anni, è stato ucciso a Milano. Il presunto killer è il compagno di cella, anche’egli pugliese Antonio Magrini, 68 anni, barese detenuto nel carcere Opera di Milano è stato ucciso dal suo compagno di cella. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato colpito con un oggetto alla testa e strangolato. Il presunto assassino è Domenico Massari, 58 anni, anche lui barese. Magrini stava scontando una condanna definitiva per droga. Si era costituito ad ottobre del 2023, era coinvolto per traffico di cocaina sulla rotta Serbia-Lombardia. In passato era stato coinvolto in un’indagine sull’omicidio a colpi di stampella di un ambulante e poi in un blitz antimafia come referente milanese di un clan mafioso pugliese. Massari invece sta scontando l’ergastolo per l’omicidio dell’ex moglie Debora Ballesio, avvenuto a luglio del 2019 a Savona.  

Laboratorio teatrale nell’ambito del progetto Made in carcere alla casa circondariale Servizio di Annamaria Rosato intervista Susi Rutigliano attrice; Luciana Delle Donne Made in carcere

Una visita definita di attenzione, di sostegno al personale, agli educatori e anche ai detenuti, in numero maggiore di quelli che dovrebbero essere Servizio di Giovanni Di Benedetto Intervista: Sen. Francesco Boccia – Capogruppo Pd al Senato

Nasce a Taranto la birra al sapore di cozza. Oggi e’ molto richiesta e viene distribuita in fusti. L’idea e’ di un giornalista ed e’ preparata dai detenuti . Servizio di Annamaria Rosato intervista Espedito Alfarano mastro birraio

Il giovane perse la vita a giugno scorso in un incidente stradale con la moto. Il corteo funebre aveva fatto tappa contromano davanti al carcere di Bari Servizio di Guglielmina Logroscino

In campo tutte le forze di polizia Nella sesta provincia e nel barese continua la caccia all’evaso da quello che una volta era il supercarcere di Trani, ed oggi e’ un colabrodo dal quale periodicamente qualcuno scappa semplicemente arrampicandosi sul muro di cinta. E’ quello che hanno fatto in due nel primo pomeriggio di sabato scorso, saltando dalla zona passeggio del reparto accoglienza e finendo sulla strada che fiancheggia la struttura. Uno dei due e’ stato fermato subito dopo alla stazione di Barletta ma l’altro, un marocchino di 29 anni, viene ancora ricercato. Si chiama Abdalake el Kadir, si tratta del piu’ pericoloso dei due:  ha gia’ dato problemi dentro e fuori la struttura carceraria in numerose altre occasioni. Per le ricerche viene usato anche un elicottero.

Osapp “urgenti provvedimenti. Situazione esplosiva” La polizia penitenziaria ha sequestrato un micro cellulare appartenente ad un detenuto nel carcere di Foggia. È accaduto nel pomeriggio di ieri nel corso di un controllo. Gli agenti hanno ritrovato l’apparecchio elettronico nascosto tra le coperte del suo letto. A darne notizia l’Osapp (organizzazione sindacale di polizia penitenziaria) attraverso il segretario territoriale Raffaele Miscioscia. “Quella di ieri – sottolinea Miscioscia – è sicuramente da registrare come una continuità operativa degli uomini e donnedella penitenziaria che nonostante la gravissima carenza negli organici con alto senso di responsabilità e professionalità ha messo e mette in campo energie già precarie per far rispettare le leggi dello Stato”. La struttura carceraria di Foggia – stando ai dati forniti – conta una presenza di circa 600 detenuti (circa il doppio del previsto) a fronte di un organico di polizia di 240 unità su 261 previste. Per Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto Osapp, “quanto accaduto è di una gravità inaudita e la situazione nel carcere di Foggia – come quella della altre carceri del distretto della Puglia – è esplosiva e potrebbe portare in ogni momento ad eventi irrecuperabili, mentre gli istituti di pena dell’intero territorio nazionale sono vere e proprie polveriere pronte ad incendiarsi al minimo problema. Il primo e principale messaggio che il sindacato deve trasmettere alle autorità politiche del dicastero della giustizia e del Governo sono urgenti e indifferibili iniziative per Foggia e per tutta la Regione Puglia”. 

Sarebbe dovuto uscire nel 2025 ma la pena è stata ridotta di 400 giorni grazie alla buona condotta. Lo zio di Sarah Scazzi fu condannato per l’occultamento del corpo della 14enne Tra poco più di un mese Michele Misseri uscirà dal carcere, dove sta scontando otto anni di pena per la soppressione del cadavere di Sarah Scazzi, la 14enne uccisa nel 2010 ad Avetrana. Sarebbe dovuto uscire nel 2025 ma la pena è stata ridotta di 400 giorni grazie alla buona condotta e agli abbuoni della legge svuota carceri. Per l’omicidio di Sarah stanno scontando l’ergastolo Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Sebbene zio Michele continui a sostenere di essere l’unico colpevole, la verità ricostruita in tre gradi di giudizio ha confermato che ad uccidere Sarah furono Sabrina e sua madre Cosima e che Michele si occupò di nascondere il corpo. Divorato dai rimorsi fece saltare fuori la verità.

La dura requisitoria del pm Maralfa Per le presunte torture commesse nei confronti di un detenuto psichiatrico nel carcere di Bari, ad aprile 2022, la procura ha richiesto 11 condanne. La piu’ pesante, 8 anni di reclusione per gli agenti di polizia penitenziaria Giacomo Delia e Raffaele Finestrone, che rispondono del reato di tortura. Tra gli agenti coinvolti nel pestaggio anche il sovrintendente Domenico Coppi, già condannato a tre anni e sei mesi nel processo con rito abbreviato. La requisitoria del pm Maralfa e’ durata circa due ore e mezzo: il detenuto aveva appiccato un incendio – ha ricostruito – cosa che aveva costretto ad evacuare l’intero piano. Il pm ha evidenziato pero’ le condotte, ritenute gravi e crudeli, nei suoi confronti da parte degli imputati.

Donna in carcere per amore

Una 40enne salentina che si trovava in una comunità di recupero del Barese e si è innamorata di un ospite della struttura. Ma le regole

Detenuto pugliese ucciso in carcere

Antonio Magrini, 68 anni, è stato ucciso a Milano. Il presunto killer è il compagno di cella, anche’egli pugliese Antonio Magrini, 68 anni, barese detenuto

Taranto: detenute attrici per un giorno

Laboratorio teatrale nell’ambito del progetto Made in carcere alla casa circondariale Servizio di Annamaria Rosato intervista Susi Rutigliano attrice; Luciana Delle Donne Made in carcere

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