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Il tecnico biancorosso evita ogni tabella alla vigilia della sfida con la Carrarese . Nessuna tabella, nessuna quota salvezza. Moreno Longo vuole vivere alla giornata convinto che la permanenza del Bari in B rappresenti un’impresa. Certo, se si riferisce al suo lavoro rispetto alla situazione che ha trovato, la considerazione è giusta, ma in assoluto la salvezza per una città e per una tifoseria come quella del Bari non è certo un obiettivo esaltante, anzi una diminutio. Nella conferenza stampa che precede il match con la Carrarese torna per qualche istante sulla partita di Frosinone evidenziando gli errori in occasione delle reti subite E considera la squadra toscana un osso duro anche perché da tre anni lavora con lo stesso allenatore e quindi ha dei meccanismi ben rodati. Non solo, ma nel corso della partita può cambiare disposizione e modulo cosa che non può fare lui avendo assunto la guida del Bari soltanto da due mesi. Se gli si chiede dello schieramento da opporre alla Carrarese, dice che c’è ancora qualche acciaccato per il quale la decisione verrà presa all’ultimo momento anche se il sospetto è che Mantovani non si sia ancora ripreso. Per fortuna arriva la sosta che dovrebbe consentire, prima del rush finale di recuperare anche la condizione atletica di chi come Verreth si è allenato poco nelle ultime settimane e per questo non è stato impiegato. Intanto con la Carrarese la parola d’ordine è vincere a tutti i costi anche se, sottolinea Longo, è importante anche la prestazione.

Roma contestata per l’eliminazione dall’Europa League . I fischi dell’Olimpico sono l’immagine della delusione per l’eliminazione dall’Europa League ad opera del Bologna. Gasperini per la prima volta si confronta con la nota pressione capitolina: l’incapacità della tifoseria di gestire le emozioni e distruggere ogni tentativo di progetto. In questo panorama si inserisce la trasferta del Lecce domenica alle 18. Il clima sarà tutt’altro che primaverile e per i padroni di casa potrebbero arrivare forti manifestazioni di disappunto al minimo errore. Potrebbe approfittarne la squadra di Di Francesco, che in fondo ha poco o nulla da perdere. Quella contro la Roma è una partita su cui chi lotta per la salvezza non nutre grosse aspettative. Ma se l’avversario è in crisi, perché non approfittarne. Un precedente simile si è verificato allo Stadium contro la Juve. Il Lecce ha offerto la sua prestazione, senza farsi prendere dalla foga di chiudere con un risultato positivo. Ha giocato con tranquillità e ha strappato ai bianconeri un punto pesante. Replicare la gara dello Stadium è il consiglio giusto per compiere un altro piccolo grande passo verso la permanenza nel massimo campionato. La corsa sembra restringersi. E a meno di clamorosi colpi di scena, saranno proprio Lecce e Cremonese, la cui guida tecnica è stata affidata all’ex Giampaolo, a giocarsi l’ultimo posto nel paradiso calcistico italiano.

Ilucani battono 3 – 1 il Latina. Ritorno il 1 aprile . Il Potenza c’è. Domina l’andata della finale di Coppa Italia di C e batte il Latina per 3 – 1. Al Viviani, i padroni di casa partono con il piede sull’acceleratore e tra il quinto e il trentaduesimo accumulano un buon vantaggio: reti di Murano e Schimmenti. Il tris arriva su calcio di rigore trasformato in gol da Felipe al 49esimo. Gli ospiti accorciano. Bravo Sylla a sfruttare l’unica occasione laziale. Il Latina ha ancora la possibilità di ribaltarla al ritorno, mercoledì 1 aprile. Ma con questo Potenza sarà dura.

Solo una sconfitta ma è un altro Bari. E da Frosinone torna con un’altra convinzione: con questo atteggiamento si può mantenere la B. Allo Stirpe, l’esterno biancorosso Rao stupisce la platea, sbloccando il risultato al secondo minuto. Ma poco dopo, all’ottavo, il Frosinone fa valere la sua caratura da grande squadra – è in lotta per la promozione – e pareggia con Fini. Ironia della sorte, la rete del definitivo 2 – 1 arriva allo stesso minuto del secondo tempo: la realizza Corrado. C’è amarezza in mister Longo per il risultato. Ma si fa largo la consapevolezza di aver fatto tanta strada da quando è rientrato. Un insieme di calciatori si è trasformato in gruppo. E quando c’è il gruppo, niente è impossibile. Si riparte domenica alle 15 contro la Carrarese.

Bene il Cerignola, secondo nella speciale classifica . C’è chi ha cambiato decisamente marcia, migliorando un ruolino già buono, e chi è in fase di recessione. Confrontando le classifiche di andata e ritorno del Girone C emerge chiara e netta la leadership del Benevento: dal giro di boa ad oggi ha accumulato 35 punti in 13 giornate, per un totale di 11 vittorie, 2 pareggi e zero sconfitte. Il Foggia, invece, si posizione agli antipodi, con il misero bottino di 4 punti nel girone di ritorno, frutto di 1 vittoria, 1 pareggio e 11 sconfitte, dieci delle quali consecutive. Per fortuna, nel calcio di Capitanata c’è chi compensa i disastri dei “Satanelli”. E’ il Cerignola, secondo per rendimento con appena tre sconfitte nel girone di ritorno e 24 punti in cassaforte. Restano nella scia delle big, seppur in un campionato a parte, Monopoli e Altamura, con 20 punti a testa. Devis Mangia si sta riscattando dopo un lungo esilio ai margini del calcio professionistico. Meglio dell’andata anche il Picerno, che con i 18 punti conquistati spera ancora nella salvezza diretta, bypassando i playout. Maluccio Potenza, 16 punti, e Casarano, 15 punti nel girone di ritorno. Ci sono, però, motivazioni a parziale discolpa. Il Potenza è concentrato sulla finale di Coppa Italia di C; il Casarano sente di aver già raggiunto la salvezza e procede con passo irregolare.

Per il maliano si prevede uno stop di due settimane . Nella seconda trasferta consecutiva, domenica all’Olimpico contro la Roma, Di Francesco dovrà rinunciare a Coulibaly. Il centrocampista maliano sabato al Maradona ha riportato una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra. Un problema muscolare che lo costringerà a stare fermo per almeno due settimane. La preparazione per la sfida ai giallorossi di Gasperini è cominciata oggi all’Acaya Golf Club. Banda e Gaspar sono rimasti a riposo; Berisha e Sottil hanno svolto lavoro personalizzato. Assente l’attaccante scuola Milan Camarda. Di positivo c’è il vantaggio sul Cremonese rimasto intatto, + 3 punti, per effetto del k.o interno rimediato ieri dai lombardi contro la Cremonese. La sosta del 29 marzo per gli impegni della Nazionale è un toccasana per i salentini.

Biancorossi in ripresa dopo la vittoria schiacciante sulla Reggiana . Il Frosinone ha quasi il doppio dei punti del Bari, esattamente 59 contro i soli 31 dalla formazione biancorossa. La squadra ciociara, infatti, sta lottando per accedere alla serie A direttamente senza passare dai rischiosissimi playoff. Dopo essersi salvata per il rotto della cuffia nella scorsa stagione, la società del presidente Stirpe (una delle pochissime ad avere uno stadio di proprietà) è ripartita con l’obiettivo di tornare nel massimo campionato che aveva frequentato soltanto due stagioni fa. Il rendimento è perfettamente coerente con le premesse. Fra l’altro la squadra è stata affidata ad un tecnico offensivista per antonomasia come Alvini che chiede ai suoi di attaccare anche quando sono in doppio vantaggio. Insomma è un avversario completamente diverso rispetto alla Reggiana ed ecco perché al Bari servira’ una prova ancora più convincente per uscire indenne da questa trasferta. Il tifo barese si è ripreso dopo lo shock di Pescara su cui è tornato anche Valerio Mantovani a colloquio con i giornalisti. Il difensore è stato richiesto da Moreno Longo a gennaio, nonostante l’infortunio di inizio stagione. Non si è tenuta la consueta conferenza stampa del tecnico barese, che del resto non avrebbe potuto dire nulla di nuovo rispetto a qualche giorno fa. Probabile la conferma dello schieramento che ha battuto la Reggiana, anche se l’elenco dei convocati sarà diramato soltanto qualche ora prima della partita fissata alle 19,00 come posticipo. Occhi puntati su Emanuele Rao, 20 anni, l’uomo del momento di cui ormai si parla bene in tutta la serie B. E non solo.

Per il Foggia una serie da horror . La verità in prima pagina: il calcio di Puglia e Basilicata, ormai ai margini dei giochi che contano, si consola con una serie di sgambetti tra Monopoli e Cerignola. Sono queste le formazioni con il miglior piazzamento, in corsa attualmente per il settimo posto. Con la vittoria di ieri sul Sorrento, il Cerignola ha nuovamente superato i biancoverdi, sconfitti per 2 – 1 sul campo della Casertana. Ancora una beffa per gli uomini di Colombo, vittime della loro stessa incapacità di tenere la concentrazione per 90 minuti. L’ultimo k.0, ad esempio, è maturato in rimonta tra l’83esimo e il 92esimo. Zona Cesarini fatale anche per l’Altamura, che subisce la rete del 2 – 1 al 96esimo dal Catania. Ma all’Altamura c’è poco da rimproverare. E’ da settimane in zone tranquille, così come il Casarano, che conquista un’altra tappa di prestigio, superando 2 – 1 il Cosenza. Resta oltre la linea di galleggiamento il Potenza: 2 – 2 contro la Cavese e obiettivo playoff sempre possibile. Ma è ormai ovvio che ai rossoblù interessa altro, ovvero la finale di Coppa Italia di Serie C. Non ci sono più parole, e forse anche speranze, per il Foggia. A Benevento è arrivato il decimo k.o consecutivo. Un triste primato, che la tifoseria non meritava. Infine il Picerno, quint’ultimo, a meno uno dalla salvezza diretta. Il debutto bis di De Luca in panchina è purtroppo un film già visto: quando ci si aspetta la svolta, la squadra rallenta e fa fatica. Sintesi di una stagione da archiviare in fretta.

I gialloverdi vincono il campionato di Eccellenza con tre giornate di anticipo. Il Melfi torna ufficialmente nel campionato di calcio di Serie D. Dopo dieci lunghi anni, il club lucano, con tre giornate di anticipo rispetto alla naturale conclusione del torneo regionale di Eccellenza, ha centrato l’agognato obiettivo: lasciare la categoria regionale e tornare a competere nel campionato di massima serie dilettantistica, categoria che aveva lasciato nella stagione 2016/2017 dopo la retrocessione dalla Lega Pro e la successiva mancata iscrizione. Decisivo il pareggio casalingo, 0-0, contro la Vultur Rionero, un risultato che ha sancito aritmeticamente la promozione dei gialloverdi. Interviste a Giovanni Bongermino, attaccate del Melfi; Corrado Del Giudice, presidente del Melfi

Giallorossi rimontati da Hojilund e Politano . Il Napoli di Antonio Conte ribalta il Lecce al “Maradona” grazie agli innesti di peso della ripresa, con McTominay e De Bruyne che cambiano il volto alla squadra. Dopo un primo tempo chiuso in svantaggio per la rete lampo di Siebert, arrivata al 3′ su corner di Gallo, i padroni di casa ritrovano il pari al 46′ con una spaccata di Hojlund su assist di Politano. Il sorpasso definitivo si completa al 66′, quando lo stesso Politano batte Falcone con una precisa volée mancina sugli sviluppi di un angolo. Il Lecce, che aveva gestito con coraggio e pressione alta per lunghi tratti, cala alla distanza e perde pezzi per infortunio: prima Coulibaly e poi Banda, uscito in barella al 90′ per un malore addominale. 

Biancorossi galvanizzati dal ritiro di Matera . Gli effetti del ritiro si vedono nel risultato: il Bari batte la Reggiana 4 – 1 al San Nicola. gara mai in discussione, con i padroni di casa letteralmente scatenati. Il vantaggio arriva dopo dieci minuti con Artioli. Cinque minuti dopo, Rao firma il raddoppio. Ed è sempre lui a mettere il match in cassaforte al 48esimo. C’è gloria anche per Moncini al 57esimo. L’unico sussulto ospite giunge al 89esimo, quando Lusuardi realizza il 4 – 1. La classifica migliora leggermente: con 31 punti il Bari è in zona playout. Ora ci vuole continuità.

In forse Gallo, alle prese con un risentimento muscolare . Arrivano buone notizie dall’infermeria del Lecce. E’ tornato pienamente disponibile il centrocampista israeliano Gandelman, che partecipa alle sedute del gruppo. E’ stata dunque superata la fastidiosa tendinopatia che ne ha limitato le prestazioni. In gruppo nell’allenamento odierno anche l’esterno Sottil, fermato da una lombalgia. Mentre, per la trasferta di Napoli, sabato alle 18, è in forte dubbio l’esterno Gallo, che ha accusato un affaticamento muscolare. Le sue condizioni saranno valutate nella rifinitura di domani. Certe le assenze di Berisha, Gaspar e Camarda.

Unico pari di rilievo a Torino contro la Juve . La vittoria contro la Cremonese ha ridato ossigeno e speranza, ma per il Lecce di Di Francesco il cammino verso la salvezza si fa ora ripidissimo. Con 27 punti e un sedicesimo posto che scotta, i giallorossi si preparano a un trittico da brividi prima della sosta: le trasferte di Napoli e Roma, seguite dalla sfida interna con l’Atalanta.Il problema, però, non è solo il calendario, ma il tabù “Grandi”. I numeri sono impietosi: contro le prime sette della classe, Falcone e compagni hanno raccolto appena un punto su 30 disponibili. Quel fortunoso pareggio con la Juventus resta l’unico lampo in un bilancio che vede il Lecce come la peggior squadra del torneo nei big match, con soli 3 gol fatti e ben 20 subiti.Mentre le dirette concorrenti corrono — con il Parma a quota 7 punti contro le big e persino la Cremonese capace di colpi esterni — il Lecce fatica a pungere, confermandosi, insieme a Parma e Pisa, il peggior attacco del campionato. Appena 20 reti totali che pesano come un macigno sulla rincorsa salvezza.A dieci turni dalla fine, non c’è più spazio per i calcoli o per il timore reverenziale. Al “Maradona” servirà un cambio di passo immediato: per salvarsi, il Lecce deve imparare a fare lo sgambetto anche ai giganti.

La piazza si attende una reazione sabato contro la Reggiana . Servirà il ritiro, non solo a cancellare la figuraccia di Pescara, ma soprattutto a rilanciare la squadra in classifica e in chiave salvezza? Lo scopriremo sabato pomeriggio alle 15,00 già nell’approccio alla partita con la Reggiana. Se la società ha deciso per il ritiro non è solo per tenere squadra lontano dalla città, dove le polemiche e le imprecazioni si sprecano, ma anche perché evidentemente ha deciso di dare una sterzata anche sotto l’aspetto dell’impegno. È un ritiro punitivo? Non ci sarà mai una conferma in tal senso, ma la decisione presa nell’immediatezza del crollo di Pescara lascia immaginare che le ragioni siano proprio quelle. Abbiamo sostenuto sin da domenica sera che indipendentemente dagli errori tecnici e tattici che può aver commesso l’allenatore (ove li abbia commessi), non si può assolutamente accettare la fase comportamentale e cioè il modo di affrontare la partita senza impegno e senza sacrificio. Il campionato è ancora dentro nel senso che il Bari può ancora salvarsi addirittura bypassando il play out, ma è evidente che si deve cambiare musica prendendo coscienza che ci sarà da lottare sino alla sera del 8 maggio a Catanzaro per l’ultima della stagione regolare. Siamo curiosi di conoscere il pensiero di Moreno Longo sui 90 minuti di Pescara. Cercheremo di farcelo spiegare in sede di conferenza stampa pre partita presumibilmente venerdì perché, come noto, il tecnico non si è presentato in sala stampa dopo la figuraccia. E i tifosi dopo essersi illusi per il proprio successo con Sampdoria ed Empoli sono tornati a non credere nella salvezza con tutte le argomentazioni, alcune assurde, che simili prestazioni generano. Insomma non si vede l’ora che questo campionato finisca e soprattutto che finisca con la possibilità di poterne disputare un altro in serie B

La striscia più lunga è del Molfetta . Il Foggia, con le sue nove sconfitte consecutive in C, sta scrivendo una delle pagine più tristi del calcio pugliese. Non lo meritava di certo la tifoseria, sempre presente nonostante le difficoltà, così come non lo meritava la nuova dirigenza, che ha commesso errori dettati dall’inesperienza, ma ha agito a fin di bene. Scorrendo a ritroso la storia del calcio regionale si scoprono altre vicende simili. Il Taranto lo scorso anno ha subito sette sconfitte di fila, prima della radiazione e la ripartenza dall’Eccellenza. Mentre il record assoluto di k.o consecutivi appartiene al Molfetta. Una striscia di 44 sconfitte, durata oltre 20 mesi e terminata nel 2025. Ha fatto peggio in termini di gol subiti il San Severo, che ha chiuso la stagione 2023/ 2024 con 0 vittorie e 167 gol subiti. In Serie A, invece, appartiene al Lecce il record di minor numero di vittorie in un campionato a  18 squadre. Correva l’anno 93/94 e i giallorossi chiusero con appena 11 punti. E il Bari? Tralasciando l’anno maledetto del derby truccato e del calcioscommesse. In Serie B, stagione 73/74, i biancorossi realizzarono appena 12 gol, precipitando in C.

In mattinata l’esonero di Bertotto . Nuovo avvicendamento in panchina a Picerno. Il club ha richiamato alla guida tecnica Claudio De Luca, con cui aveva cominciato la stagione. In mattinata è stato ufficializzato l’esonero di Valerio Bertotto e del suo staff. Fatale sconfitto subita dalla Cavese per 2 – 0: squadra nuovamente in zona retrocessione.

Respinto il ricorso presentato dai campani . Il giudice sportivo ha respinto il ricorso dell’Afragolese e convalidato il 2 – 0 in favore del Barletta.  La gara, valida per il Girone H dei Dilettanti, si è giocata il 22 febbraio scorso al Puttilli. I campani hanno adito le vie legali per la rissa scoppiata nell’intervallo. Torrassa dell’Afragolese sarebbe stato aggredito da Malcore del Barletta, facendo ricorso alle cure mediche e rimediando cinque giorni di prognosi. Per il giudice sportivo, l’indisponibilità di un calciatore non altera il regolare svolgimento del match. In classifica, il Barletta è primo con 51 punti, pari merito con il Martina.

Anche nel 2024 il d.s partenopeo impose il ritiro dopo una brutta sconfitta . Il Bari torna in ritiro per salvare la stagione. Ciò che nel calcio è considerato un rimedio estremo, al San Nicola sta diventando una triste consuetudine. Perché spesso la squadra inciampa in risultati disastrosi e rischia di perdere la B, categoria che i tifosi speravano fosse solo di passaggio con i De Laurentiis. Nell’aprile 2024 Ciro Polito, allora d.s del Bari, portò la squadra in ritiro a Matera per evitare la retrocessione dopo averle provate tutte e cambiando più volte allenatore. Ci riuscì ai playout contro la Ternana, in un’eroica gara di ritorno. Oggi i calciatori, agli ordini di Valerio Di Cesare e mister Longo, sono tornati nella Città dei Sassi. Un provvedimento che suona come una punizione per la netta sconfitta di Pescara. La classifica è preoccupante: penultima posizione. Tuttavia le distanze dalla salvezza diretta sono minime. Quel che crea allarmismo dilagante è l’atteggiamento: uomini incapaci di reagire alle sollecitazioni del pubblico, che ancora una volta ha messo da parte ogni forma di astio per stringersi intorno al gruppo. In quest’ottica, diventa vitale la gara di sabato contro la Reggiana. E’ in quei 90 minuti che il Bari dovrà dimostrare di avere voglia, grinta e fame: senza supplemento di motivazioni, mettersi in salvo sarà impossibile.  

Ofantini sconfitti 3 – 2 dall’Atalanta U23 . Sono tre i posticipi della 31esima giornata del Girone C della Serie C, e in due di questi sono impegnate le nostre. Alle 20.30 il derby pugliese di antica tradizione: Monopoli – Casarano. Dai numeri traspare un sostanziale equilibrio nel rendimento: formazioni sprovviste della continuità indispensabile per imporsi ai vertici. Ma nel giudizio complessivo, il Casarano merita un voto più alto perché alle prime armi, dopo una lunga assenza dal calcio professionistico. Tuttavia, in campo, il Monopoli trova la forza di reagire e batte i salentini per 2 – 1. I biancoverdi raggiungono quota 47 punti e scavalcano il Cerignola, sconfitto in trasferta per 3 – 2 dall’Atalanta U23. Nelle altre sfide della 31esima, esiste una sola definizione per l’annata del Foggia: disastrosa. Nove sconfitte consecutive, l’ultima contro il Potenza, e un’umiliazione che la piazza non meritava. Pesante il k.o rimediato dal Picerno sul campo della Cavese. I lucani sono nuovamente in zona playout. Appare fisiologico, infine, il calo dell’Altamura, sconfitto per 1 – 0 a Cosenza. I murgiani restano tra le prime dieci e hanno già raggiunto il traguardo più importante: la salvezza.

Pessima prestazione dei biancorossi . Longo è stato profetico alla vigilia e probabilmente aveva intuito qualcosa. Forse si riferiva a quella strana sensazione di sazietà, dopo 3 risultati utili consecutivi, che può condurre al baratro. E all’Adriatico di Pescara la disfatta è stata totale. Il Bari non entra in campo, non è mai in partita, totalmente succube degli avversari. Gara già decisa nel primo tempo con Di Nardo e Insigne, su calcio di rigore. Nella ripresa il Pescara dilaga: ancora Di Nardo e Valzania per il 4 – 0 definitivo. La sconfitta annulla le sensazioni positive di pochi giorni fa. E anche la classifica torna ad essere preoccupante. Il Bari è penultimo, a + 3 sull’ultima posizione e a meno due dalla salvezza diretta. Tutto è ancora possibile, ma con altri ritmi.

Bari, si spera negli effetti del ritiro

La piazza si attende una reazione sabato contro la Reggiana Servirà il ritiro, non solo a cancellare la figuraccia di Pescara, ma soprattutto a rilanciare

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