
Droga in azienda e pizzo per il Natale del clan: otto arresti nel Barese
L’inchiesta è denominata “Tomato e Pea” dai soprannomi di due degli otto indagati Con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti
L’inchiesta è denominata “Tomato e Pea” dai soprannomi di due degli otto indagati Con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, per alcuni indagati, di estorsione aggravata dal metodo mafioso, i carabinieri di Modugno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di otto persone. Le città coinvolte sono Modugno, Noicattaro, Rutigliano e Lecce. L’organizzazione criminale gestiva le estorsioni a carico dei commercianti di Noicattaro e la distribuzione della droga che dallo stesso centro veniva rifornita a diversi spacciatori attivi nella città metropolitana di Bari. Le indagini hanno permesso di appurare il coinvolgimento di un dipendente di una nota azienda, che si occupava di cedere le dosi di stupefacenti ai suoi colleghi durante i turni di lavoro. Conseguentemente, è stata ricostruita la modalità di approvvigionamento, distribuzione e vendita della droga, che da Noicattaro veniva rifornita a diversi spacciatori, tra cui il dipendente della citata azienda. Due degli indagati, oltre a rifornire la droga ai pusher, avrebbero imposto con metodo mafioso a commercianti di Noicattaro il pagamento di una “tassa” di 500 euro in occasione delle festività natalizie. La droga veniva chiamata con il nome “piastrelle” oppure “mousse”. Un locale industriale era stato trasformato in luogo di stoccaggio di hashish e marijuana, lo smercio di droga avveniva anche davanti alla stazione di Noicattaro. L’inchiesta è denominata “Tomato e Pea” dai soprannomi di due degli otto indagati. Tra loro ci sono Nicola Annoscia, 36enne figlio di Giuseppe affiliato al clan Parisi, e Pasquale Colasuonno, 35 anni di Noicattaro.
L’unica già ufficializzata è quella del movimento 5 stelle, dove non mancano però le polemiche Il servizio
L’incidente è avvenuto intorno alle 13 sulla strada provinciale per San Paolo di Civitate. Inutili i soccorsi: l’uomo è deceduto sul colpo Stava rientrando a casa in moto quando ha perso il controllo del mezzo, finendo contro un palo di recinzione. È morto così Vincenzo Fernando Incoronato, 64 anni, medico del 118 in servizio a San Severo. L’incidente è avvenuto intorno alle 13 sulla strada provinciale per San Paolo di Civitate. Inutili i soccorsi: il medico è deceduto sul colpo. Dolore e sgomento tra colleghi e amici. “Era una colonna del servizio di emergenza – ha dichiarato il direttore dell’Asl, Antonio Nigri – una perdita immensa, umana e professionale”.
In Basilicata continua l’emergenza legata agli animali selvatici nei centri abitati Continua l’emergenza cinghiali in Basilicata. Gli animali ormai da anni scorazzano liberamente nelle campagne e nei centri abitati, mettendo a rischio l’incolumità di automobilisti e pedoni. Come si vede in queste immagini girate ieri in tarda serata da un cittadino di Scanzano Jonico. Si vede un branco numeroso di esemplari adulti che ai aggirano nei pressi del campo sportivo della cittadina materana.
Il tutto tra le urla e i pianti dei familiari e dei presenti Incredibile quanto accaduto ieri pomeriggio a Presicce-Acquarica, in Salento. Al termine della cerimonia funebre per la morte di un’anziana del posto, all’uscita della chiesa di S. Andrea Apostolo uno dei quattro portatori del feretro è inciampato sui gradini del sagrato, facendo così cadere la bara che nella caduta si è aperta facendo scoprire la defunta che vi era riposta. Il tutto tra le urla e i pianti dei familiari e dei presenti. La situazione è stata poi ricomposta seppur a fatica, con l’intervento del titolare dell’agenzia funebre e una nuova bara.
I corpi in due stanze diverse, possibile causa le esalazioni di un incendio scoppiato ore prima Tragedia questa sera a San Pietro Vernotico. I corpi senza vita di un uomo di 98 anni e della sua badante di 44, di nazionalità rumena, sono stati trovati all’interno di un’abitazione in via Alfredo Bernardo Nobel. A dare l’allarme un familiare dell’anziano, preoccupato per le mancate risposte alle chiamate. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e i sanitari del 118, ma per entrambi non c’era ormai più nulla da fare. Le due vittime si trovavano in stanze diverse: uno dei letti è stato rinvenuto parzialmente bruciato, particolare che fa pensare a un incendio divampato diverse ore prima. Secondo le prime ipotesi, l’uomo e la donna potrebbero essere morti a causa delle esalazioni generate dal rogo. Dalle prime verifiche, le fiamme si sarebbero sviluppate nella stanza in cui si trovava l’anziano, interessando il letto e parte dell’arredamento. Potrebbero essere partite da una stufa andata in corto. La badante, invece, era in un’altra stanza, non raggiunta direttamente dal fuoco. Le indagini, coordinate dai carabinieri della stazione di San Pietro Vernotico, puntano ora a chiarire le cause dell’incendio e del decesso. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’abitazione e avviato gli accertamenti tecnici per stabilire l’origine del rogo.
La circolazione dei treni nello scalo ha subito alcune interruzioni Nel tardo pomeriggio nella stazione di Barletta è scoppiata una rissa tra un gruppo di cittadini extracomunitari. È stato necessario l’intervento dei carabinieri per fermare i disordini. Durante la colluttazione un militare sarebbe rimasto lievemente ferito. Tre persone in stato di alterazione sono state fermate e identificate. Sul posto è intervenuta anche un’ambulanza del 118 e una pattuglia della Polizia di Stato. A causa della rissa la circolazione dei treni nello scalo ha subito alcune interruzioni. Il tre ottobre scorso si è verificato un episodio simile ancora una volta nei pressi della stazione, in quel caso ci sono stati tre arresti di cittadini di origine straniera.
Il furto è avvenuto in un’attività di Bari il 10 ottobre Se non torna entro domenica a saldare il conto, sarà denunciato per furto. È quanto hanno scritto sulla loro pagina Instagram i proprietari di un negozio di Bari, aperto una settimana fa in via Nicolai, dopo aver postato il video del ladro con le mani nel sacco. Lo store è specializzato nella vendita di oggetti da collezione, snack e bevande asiatiche. Il 10 ottobre scorso i titolari si sono resi conto che una delle persone entrate nel negozio ha portato via parecchi oggetti in pochi minuti senza passare dalla cassa. Da qui la pubblicazione delle immagini sui social e l’invito ironico: “Caro signore, hanno scritto, vediamo che si è dimenticato di pagarci”. Chissà se il ladro, riconoscendosi nelle immagini, restituirà o meno la refurtiva.
La giovane era stata affidata ad una comunità A Maschito un cittadino straniero, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai carabinieri dopo che ha fatto irruzione nella scuola del paese con l’obiettivo di prelevare la figlia minorenne e portarla con sé. A tutti i costi voleva portarla via dalla struttura ma la figlia, proprio ieri mattina, era stata affidata ad una comunità alloggio della provincia, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale per i minorenni di Potenza. Dopo che il personale scolastico si è rifiutato di farla uscire, l’uomo ha iniziato a fare danni e ha preso un estintore minacciando chi gli impediva di passare. Sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri e l’uomo ha desistito, andando via rapidamente. Ricostruita la vicenda, i militari lo hanno rintracciato e arrestato in flagranza di reato. Il gip del Tribunale di Potenza ha convalidato l’arresto e ha poi disposto il divieto di dimora nel Comune di Maschito e l’obbligo di firma in caserma.
Le due donne arrestate grazie al titolare del negozio Fingono di essere interessate all’acquisto di gioielli e poi li rubano. Madre e figlia sono state arrestate dai carabinieri a Lequile per furto ai danni di una gioielleria del centro. Le due donne, di origine campana e già note alle forze del’ordine per colpi analoghi messi a segno sempre con la stessa tecnica in diverse parti d’Italia, sono entrate nel negozio, si sarebbero fatte mostrare dei monili del valore di mille euro e, dopo aver distratto il titolare, se ne sarebbero impossessate. Il gioielliere si è accorto dell’ammanco e ha chiamato i carabinieri che hanno individuato subito le due ladre anche grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza dell’esercizio commerciale. Le donne, stando a quanto ricostruito dai militari, farebbero parte di una banda di ladri specializzati in furti con questo modus operandi e sarebbero vicine ad un sodalizio criminale dedito a estorsione, usura, furti e ricettazione.
Vetture distrutte a Parabita e Matino Auto in fiamme in piena notte a Parabita e Matino, nel Salento. A Parabita un incendio ha distrutto una Lancia Musa parcheggiata in un’area di servizio di un distributore di carburanti. Il rogo si è propagato ad un’altra auto, una Renault Clio e si e’ rischiato grosso. Per fortuna l’incendio è stato circoscritto e non ha causato ulteriori danni. A Matino invece ad essere incendiata è’ stata un’Alfa Giulietta di proprietà di un infermiere di 39 anni mentre successivamente e’ stata rinvenuta in campagna una Fiat Punto bruciata, risultata rubata in precedenza a Parabita e di proprietà di una insegnante di 54 anni. Tutti episodi di matrice dolosa. Indagano i carabinieri.
Controlli del Nas: sanzione da 2 mila euro per la ditta appaltatrice Pasti serviti in corsia, nell’ospedale di Corato (Bari), che non rispettavano gli standard imposti dalla legge perché arrivavano ai degenti non a temperatura controllata e in violazione delle normativeigienico-sanitarie e delle prescrizioni contrattuali previste per il servizio di catering ospedaliero. È quanto scoperto dai carabinieri del Nas che hanno complessivamente monitorato le cucine e i servizi di ristorazione in una decina di ospedali pubblici dell’area metropolitana di Bari e della provincia diBarletta – Andria – Trani. La ditta incaricata della fornitura dei pasti è stata multata con una sanzione amministrativa pari a duemila euro. Nello specifico, i militari hanno accertato che “i pastivenivano trasportati dal centro cottura, situato a più di 20 chilometri di distanza” dalla struttura ospedaliera coratina “all’interno di carrelli termici non collegati alla reteelettrica”. Così, “sia i pasti freddi, che devono essere mantenuti tra zero e quattro gradi, sia i caldi, che devono essere serviti a circa 93 gradi, presentavano temperature comprese tra 19 e 20 gradi”, riferiscono i miliari che hanno “una gestione non conforme del trasporto e della conservazione degli alimenti, con potenziali rischi per la sicurezza alimentare e per la salute dei pazienti ricoverati”. In altri ospedali invece sono state riscontrate “irregolarità documentali” e relative alle schede di accompagnamento deipasti.
In un vico del centro storico una centrale dello spaccio Un immobile disabitato, senza utenze e nascosto nei vicoli del centro storico di Bitonto (Ba),trasformato – secondo gli investigatori – in una base di stoccaggio e confezionamento di droga. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri della compagnia di Modugno e della stazione diBitonto durante un blitz scattato in vico Fiorito, dove 5 persone sono state arrestate in flagranza per detenzione ai fini di spaccio. All’interno dell’abitazione sono stati sorpresi Emilio Beli, 24 anni, e Francesco Pazienza, 24 anni, entrambi di Bitonto, mentre altre tre persone sono state fermate nelleimmediate vicinanze durante la cinturazione della zona. Secondo quanto ricostruito, i primi due avrebbero gestito materialmente la droga all’interno dell’appartamento, mentre glialtri tre fungevano da supporto logistico all’esterno. Nel corso dell’operazione i militari hanno rinvenuto cocaina, hashish e marijuana, gia’ suddivise in numerose dosi e nascoste in buste della spesa pronte per essere distribuite. Il quantitativo complessivo supera i 250 grammi di stupefacente, tra cui unavariante resinosa di marijuana. Sequestrati anche 500 euro in contanti, un bilancino di precisione e fogli manoscritti con appunti di contabilita’ e nomi, ritenuti riconducibili all’attivita’ di spaccio. In una busta sono stati trovati anche elastici identici a quelli usati per legare mazzette di denaro.
Seduta caratterizzata dalla nuova protesta degli agricoltori Servizio di Francesco Iato
Lo stabile era contestato dai residenti Il Tar della Puglia ha disposto la sospensione del permesso di costruire per la realizzazione di un edificio residenziale e delle relative opere di urbanizzazione nella zona 167 di Barletta, nell’area compresa tra via Leonardo Da Vinci e via Palmitessa. Si tratta di uno stabile la cui realizzazione è stata da subito avversata dai residenti del quartiere secondo i quali il fabbricato, il primo di tre, sarebbe troppo vicino ad altre costruzioni e la sua altezza avrebbe lo stesso effetto di una saracinesca. Per i giudici amministrativi si rende necessaria una verifica sulla distanza tra l’immobile di proprietà di una ricorrente, rappresentata dall’avvocato Marco Palieri, e l’edificio in costruzione, oltre che sui volumi e sulla possibilità che l’intervento edilizio determini una significativa compressione in termini di luce e panorama fruibili. Altri sette proprietari di villette nella stessa zona hanno proposto un ricorso straordinario davanti al capo dello Stato. Dal comitato della zona 167 ricordano che su quello stesso suolo fu già scongiurata la realizzazione di un centro di raccolta rifiuti. Chiedono che ci sia un polmone verde e non altro cemento.
Lavori sulla circonvallazione, da lunedì 13 ottobre modifiche su viale Japigia Saranno giorni difficili per gli automobilisti a Lecce dove lunedi 13 ottobre entrerà in vigore la modifica temporanea della viabilità su viale Japigia, uno dei tratti più trafficati della circonvallazione . Questo per permettere al cantiere impegnato nei lavori di riqualificazione dei 9 km dell’anello viario che circonda la città , di lavorare in sicurezza nel tratto compreso tra via Cesare Battisti e via 95esimo Reggimento Fanteria . Per una settimana non sarà più possibile svoltare da viale Japigia verso via Oberdan col traffico che verrà quindi dirottato su percorsi alternativi. In un incontro con la stampa gli assessori al ramo e il comandante della Polizia Locale hanno ribadito l’importanza per gli automobilisti in entrata in città e diretti di evitare quindi la circonvallazione e di usare le tangenziali. Per non creare ulteriori disagi saranno fermati altri cantieri .
La denuncia di un consigliere comunale documentata da un filmato Ci sono angoli della Puglia ormai trasformati in discarica a causa sia dell’inciviltà di molti che per l’incuria delle amministrazioni comunali. Questo video arriva da Manfredonia. Il consigliere comunale Giuseppe Marasco documenta una situazione di abbandono rifiuti nell’area mercatale, a ridosso della ferrovia. C’è immondizia di ogni genere e il quantitativi aumentano giorno dopo giorno. Ovviamente l’appello è rivolto sia a chi sporca che è sanzionatile che a chi dovrebbe garantire decoro e pulizia.
Tre motociciclisti che si addentrano ad alta velocità tra macchia mediterraneo e doline Ecco cosa hanno scoperto gli Ispettori Ambientali comunali di Legambiente: tre motocrossisti che si allenavano nella Riserva Regionale “Palude del Conte e Duna Costiera di Porto Cesareo”. Le immaginI, realizzate con drone, sono inequivocabili. I Tre si addentrano ad alta velocità in località Spunnulate di Torre Castiglione, tra macchia Mediterranea e doline di crollo. Subito dopo sono ripartiti a velocità sostenuta facendo forte rumore e causando la fuga di numerosi volatili di specie protetta presenti in zona. I motocrossisti hanno attraversato pericolosamente il tratto di spiaggia per poi scorrazzare nelle vicine aree, del tutto incuranti dei danni provocati con gli pneumatici al delicato ecosistema. Grazie alla collaborazione con gli agenti della Polizia Locale sono riusciti a fermare e sanzionarne qualcuno ma gli altri si sono dati alla fuga. Per il presidente del circolo di Legambiente di Porto Cesareo, l’avvocato Massimiliano Acquaro, quanto accaduto mostra l’azione meritoria dei volontari che mettono il loro tempo libero a disposizione della difesa dell’ambiente.
Nel locale venne accoltellato un uomo il 29 settembre scorso Trenta giorni di sospensione delle attività per il circolo ricreativo di via General Messina a Taranto, nel quale il 29 settembre è avvenuto il tentato omicidio di un uomo di 46 anni, accoltellato da un 22enne, arrestato dalla Polizia. La misura di sospensione del circolo, chiuso già altre volte in passato sempre per episodi violenti, è stata eseguita dal personale della Divisione di Polizia Amministrativa su disposizione del questore di Taranto. Dalle indagini è emerso che il ferimento è avvenuto nel corso di una rissa tra cinque persone.
L’ente dovrà sborsare 8mila euro, tra risarcimento e spese legali. Per la prima volta la condanna arriva anche dal Giudice di Pace di Taranto Un imprenditore agricolo di Castellaneta sarà risarcito dalla Regione Puglia per i danni subiti alla sua coltivazione di grano, distrutta dal passaggio dei cinghiali. L’ente dovrà sborsare 8mila euro, tra risarcimento e spese legali. Per la prima volta la condanna arriva anche dal Giudice di Pace di Taranto, in linea con una sentenza già applicata in altri tribunali, ad esempio a Catania, per situazioni analoghe. Il giudice Pasquale Pecorelli ha ritenuto sufficiente e adeguata la prova del danno e del nesso con l’azione dei cinghiali, fornita dalla difesa dell’imprenditore, l’avvocato Giuseppe Clemente. Nell’ambito della condanna la Regione è stata ritenuta sfuggente rispetto alla questione, tanto da rendersi contumace, non comparendo cioè in giudizio. La presenza dei cinghiali è un problema irrisolto, che affligge gli agricoltori dell’intera provincia tarantina.

L’inchiesta è denominata “Tomato e Pea” dai soprannomi di due degli otto indagati Con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

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