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Primo Piano

. Drammatico incidente stradale in serata (venerdì 29 maggio ndr), nel Capo di Leuca. Nello scontro tra una moto e un furgone, ha perso la vita Alessandro Cappello, 40 anni, di Alessano. Il dramma si è consumato intorno alle ore 19:30 nel tratto terminale della strada statale 275, la Maglie-Leuca, vicino San Dana, frazione del comune di Gagliano del Capo. Per cause che sono tuttora al vaglio delle autorità, la moto guidata dal quarantenne si è scontrata violentemente con un furgone Volkswagen. A causa del forte impatto, il conducente delle due ruote è stato sbalzato fuori dalla carreggiata, finendo la sua corsa nel terreno adiacente.L’attivazione della macchina dei soccorsi è stata immediata, ma purtroppo inutile: il personale sanitario del 118 di Gagliano del Capo, giunti tempestivamente sul posto, hanno tentato a lungo di rianimare l’uomo, ma non hanno potuto fare altro che costatarne il decesso, avvenuto sul colpo.

. Sarà il professor Roberto Catanesi, psichiatra e docente di psicopatologie forense all’Università di Bari, ad effettuare la perizia psichiatrica di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. La Procura di Pavia metterà a disposizione di Catanesi l’intero compendio documentale raccolto su Sempio, affinché possa studiarlo approfonditamente prima di rispondere ai quesiti ufficiali. A cosa serve la perizia psichiatrica? Il professor Catanesi dovrà valutare la capacità di intendere e volere, il grado di imputabilità e la pericolosità sociale. I pm chiedono di accertare l’ “l’eventuale sussistenza” per il 37enne “di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione. La presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità, nonché il grado di correlazione con i fatti contestati; l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale”. Cosa farà Sempio La difesa di Sempio fa sapere che valuterà se e quando farlo sottoporre alla perizia. L’avvocato Liborio Cataliotti, insieme all’avvocata Angela Taccia ha dichiarato che non gli si può imporre di sottoporsi a una perizia. La procura di Pavia ha espresso la necessità di una perizia alla luce delle consulenze tecniche depositate dalla difesa dopo la chiusura delle indagini. “A seguito del deposito, da parte della difesa dell’indagato Andrea Sempio, di plurime consulenze tecniche intervenute nel breve arco temporale decorrente dalla notifica dell’avviso di chiusura delle indagini, e considerato che i termini delle indagini preliminari risultano tuttora pendenti (con scadenza fissata al 28.9.26), si è ritenuto opportuno disporre ulteriori accertamenti – si legge in una nota -. In particolare, è stato disposto che i consulenti tecnici del pubblico ministero, già nominati, procedano a specifiche verifiche, al fine di esaminare le prospettazioni tecniche formulate dalla difesa e di valutarne la fondatezza, anche sotto il profilo del rigore e dell’affidabilità scientifica”.

Per il sindaco durante i controlli sono emersi problemi cardiaci che ne hanno imposto il trasferimento al Policlinico di Bari. Il sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella, sarà operato al cuore al Policlinico di Bari. Nelle prossime ore verrà trasferito dal reparto di Cardiologia dell’ospedale San Pio di Castellaneta, dove è ricoverato. Mercoledì scorso il neo-eletto primo cittadino, è stato colto da malore dopo una lite con il comandante della Polizia Municipale, Sandro Frigiola. I due sono finiti entrambi al pronto soccorso ma per Cristella, durante i controlli, sono emersi problemi cardiaci importanti. Durante la violenta discussione è stato necessario anche l’intervento dei Carabinieri che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e stabilire le responsabilità. Intanto il corpo di polizia locale fa quadrato attorno al comandante con una lettera inviata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al prefetto di Taranto Ernesto Liguori e al presidente della regione Puglia Antonio Decaro. La sottoscrivono il presidente nazionale Ancupm (l’associazione nazionale comandanti e ufficiali della polizia municipale), Diego Porta e l’omologo pugliese Gaetano Paciullo: ”Il grave episodio di cronaca sembra il risultato di una campagna elettorale condotta con inusitata violenza verbale, con minacce per nulla velate nei confronti della Polizia Locale e del suo comandante”. Frigiola, secondo la loro versione, sarebbe stato “fatto oggetto di ingiurie, offese ed improperi”. Cristella dopo l’elezione aveva festeggiato la vittoria a bordo di un carretto trainato da un cavallo bianco:”I festeggiamenti con champagne e rodei a cavallo – scrive l’Ancupm- mal si conciliano con le polemiche integrate sulla sicurezza”, sottolineando che la figura del comandante non è tutelata dai soprusi quotidiani, di cui l’accaduto di Laterza è solo l’ultimo episodio.

. Il cadavere di un 70 morto carbonizzato è ritrovato nelle campagne tra Martina Franca e Ostuni. Potrebbe aver avuto un malore mentre era intento a bruciare le sterpaglie nel suo fondo agricolo ed essere stato travolto dalle fiamme. Sul posto i vigili del fuoco ed i sanitari del 118. Non si esclude alcuna pista. Gli inquirenti stanno indagando per stabilire le cause del rogo. L’uomo non sarebbe stato ancora identificato.

Il titolare: “Non è possibile andare avanti così”. Il sindaco: “Apricena ha bisogno di sentire ancora più forte la presenza dello Stato”. Un anno e mezzo fa, aveva subito un ingente furto alla sua gioielleria, De Filippis 1887, ad Apricena, in provincia di Foggia. Aveva chiuso per i danni subiti per alcuni mesi, riaprendo i battenti ad aprile 2025. A distanza di un anno circa, la scorsa notte un nuovo ingente furto è stato messo a segno ai danni della suaattività. “Ora chiedo l’intervento dello Stato – ha detto il titolare, il 34enne Pio De Filippis – Mi appello al Presidente della Repubblica e alla Presidente del Consiglio dei Ministri. Non è possibile andare avanti così”. Intorno alle 4 del mattino hanno agito quattro persone a volto travisato vestite di scuro che hanno divelto la porta d’ingresso blindata, e una volta all’interno, hanno rottole vetrine portando via gioielli, diamanti ed orologi. “È impossibile continuare così. Nel caso non ci sia un supporto reale sarò costretto a chiudere”. Il sindaco ha poi lanciato un messaggio chiaro a chi colpisce il territorio. “Credo profondamente nelleistituzioni. Credo nello Stato. Credo nel lavoro delle Forze dell’Ordine, che ringrazio per l’impegno quotidiano. Ma oggi Apricena ha bisogno di sentire ancora più forte la presenza dello Stato. La sicurezza dei cittadini, delle famiglie e delle attività economiche non può essere percepita come una battaglia solitaria”, ha concluso Potenza.

Due persone arrestate. Cocaina per un valore sul mercato di circa 9 milioni di euro nascosta in un vano segreto di un’automobile: sequestrati 30 kg e due persone tratte in arresto. È il bilancio delle articolate attività diprevenzione e contrasto ai traffici illeciti pianificate dal Comando Provinciale di Bari, dove i Finanzieri del II Gruppo hanno individuato e sottoposto a sequestro circa 30 kg di cocaina, occultati all’interno di un sofisticato doppiofondo ricavato in un’autovettura in procinto di imbarcarsi per la Penisola ellenica. Il veicolo, condotto da due cittadini di origine turca e francese, è stato intercettato nell’area portuale destinata ai controlli pre-imbarco mentre, a velocità sostenuta, si dirigeva verso la motonave in procinto di partire. L’esame dell’auto ha da subito evidenziato una possibile anomalia nel portabagagli, apparsa evidente agli occhi dei militari.

Tap e riconversione industriale per Taranto e Brindisi sono tra le priorità del futuro energetico del Paese. Al Festival dell’Energia in corso a Lecce, il dibattito supera i confini dei semplici profitti aziendali per mettere al centro il futuro strategico del Paese. Le fonti rinnovabili si confermano il motore trainante della transizione e della green economy nazionale, ma la vera sfida guarda oltre. Dalla platea salentina, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha rilanciato con forza la questione nucleare. Di fronte al caro energia e alla prospettiva di un aumento dei consumi di un terzo nel prossimo decennio, il Ministro ha chiarito che fotovoltaico ed eolico da soli non basteranno a centrare gli obiettivi di decarbonizzazione. La strada per la sicurezza energetica italiana, dunque, torna a considerare un atomo di nuova generazione, sicuro e tecnologicamente avanzato, come pilastro indispensabile per l’indipendenza e la competitività del sistema. Intervista a Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Servizio di Matteo Bottazzo

Il delicato intervento di scoliosi complessa eseguito dall’équipe del Policlinico su un paziente con patologie neurologiche. Un quindicenne affetto da una seria patologia neurologica e da una forma severa di scoliosi è stato operato con successo presso il Policlinico di Bari, dopo che diverse altre strutture sanitarie avevano giudicato l’intervento troppo rischioso. Il delicato intervento di chirurgia vertebrale è stato portato a termine dal dottor Andrea Piazzolla, alla guida dell’unita operativa di Chirurgia vertebrale e Centro scoliosi, coadiuvato dal suo staff medico e dal team di anestesisti. La famiglia del ragazzo ha deciso di affidarsi al nosocomio barese proprio a causa del rifiuto di altri centri, spaventati dalla complessità del quadro clinico del paziente con disabilità. L’ospedale pugliese ha invece accolto il giovane, offrendo anche alla madre la possibilità di assisterlo durante la degenza. Il dottor Piazzolla ha evidenziato come la vera sfida non sia stata la tecnica chirurgica in sé, quanto l’intera gestione post-operatoria e anestesiologica, definita eccellente, che ha previsto anche l’uso di morfina intratecale per una efficace terapia del dolore. A una settimana dall’operazione, il ragazzo è in pieno recupero e prossimo alle dimissioni. Il direttore generale dell’azienda sanitaria, Antonio Sanguedolce, ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come il centro sia ormai un punto di riferimento per i casi clinici complessi grazie a un modello organizzativo vincente incentrato sulla multidisciplinarità e sulla stretta collaborazione tra specialisti differenti.

Ultimatum per l’iscrizione entro il 29 maggio: i De Laurentiis avviano i contatti con il club murgiano in attesa di sbloccare la rottura sulla gestione del San Nicola. Il futuro prossimo del Bari Calcio si tinge di giallo e si sposta, almeno momentaneamente, sull’asse della provincia. In queste ore frenetiche, la società biancorossa ha avviato i primi contatti ufficiali per sondare la disponibilità dello stadio Tonino D’Angelo di Altamura come possibile impianto ospitante per le partite interne del prossimo campionato. Una mossa strategica, ma che fotografa perfettamente il momento di massima tensione che si respira all’ombra del capoluogo pugliese. La decisione del club dei De Laurentiis nasce da un vero e proprio scontro con il Comune di Bari sulla gestione del San Nicola. I nodi legati alla convenzione, ai costi di gestione e ai lavori di adeguamento della struttura hanno irrigidito le parti, portando la società a tutelarsi per evitare scenari catastrofici legati alla stessa sopravvivenza del club nel calcio professionistico. La componente temporale, d’altronde, non concede repliche: la SSC Bari ha l’obbligo categorico di indicare un impianto di gioco entro il 29 maggio, termine perentorio fissato dai regolamenti federali. Per questa ragione, la dirigenza biancorossa ha chiesto informazioni dettagliate all’amministrazione comunale di Altamura e al club murgiano (milita in Serie C) per valutare attentamente sia i costi economici dell’operazione sia la reale fattibilità tecnica e logistica del Tonino D’Angelo. Tuttavia, non si tratta ancora di un addio definitivo alla storica “Astronave” di Renzo Piano. Le norme federali lasciano infatti una preziosa finestra di manovra: la sede indicata in prima battuta potrà essere modificata entro il 16 giugno, che rappresenta il termine ultimo e perentorio per il completamento della domanda di iscrizione al prossimo campionato. La mossa-Altamura, di fatto, somiglia molto a un paracadute d’emergenza (dopo la forte pressione politica sul Comune) in attesa che si possa trovare un accordo definitivo per sbloccare la complessa situazione del San Nicola.

Il Consiglio di amministrazione approva il bilancio 2025: utile netto in recupero rispetto alla perdita dell’anno precedente, EBITDA a +41% e investimenti per 33 milioni. La rete pugliese diventa modello nazionale. Il Consiglio di amministrazione di Aeroporti di Puglia ha approvato il progetto di Bilancio di Esercizio 2025, chiudendo un anno di crescita significativa nonostante un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche che hanno pesato sul trasporto aereo, sui mercati energetici e sull’economia globale. I numeri parlano chiaro: ricavi complessivi a 151 milioni di euro, contro i 135 milioni del 2024, con un incremento del 13%. L’EBITDA si attesta a 13 milioni di euro (+41%) e il risultato operativo (EBIT) raggiunge 7 milioni (+203%). L’utile netto è pari a 134 mila euro, a fronte di una perdita di 2,5 milioni registrata l’anno precedente. Gli investimenti realizzati nell’anno ammontano a 33 milioni di euro, destinati al potenziamento infrastrutturale, all’innovazione tecnologica, alla sicurezza operativa e all’efficientamento energetico. Il risultato forse più significativo riguarda i passeggeri: nel 2025 la rete aeroportuale pugliese ha raggiunto quota 11,5 milioni, un traguardo che il piano industriale prevedeva di centrare solo nel 2028. Negli ultimi dieci anni il traffico aereo in Puglia è cresciuto del 97%, con 5,6 milioni di passeggeri in più all’anno. Un dato che, secondo i moltiplicatori macroeconomici, si traduce in 16.000 nuovi posti di lavoro e un contributo al PIL regionale di 1 miliardo di euro annuo — circa il 12% dell’intera crescita del PIL pugliese dal 2014. Sul fronte degli investimenti futuri, nel 2025 è stato sottoscritto il Contratto di Programma con l’ENAC, che prevede oltre 218 milioni di euro per il rafforzamento della rete aeroportuale regionale. La rete pugliese è stata inoltre riconosciuta, in occasione della presentazione del Piano Nazionale degli Aeroporti, come modello di riferimento nazionale per la definizione dei 13 sistemi integrati aeroportuali. “Anche in un contesto geopolitico particolarmente complesso”, ha dichiarato il Presidente Antonio Maria Vasile, “la Società ha continuato a investire in infrastrutture, innovazione, sostenibilità e qualità dei servizi.” Vasile ha sottolineato il percorso di trasformazione digitale in corso — nuove piattaforme tecnologiche, ottimizzazione dei flussi passeggeri, innalzamento degli standard di sicurezza — e l’impegno sul fronte ambientale: efficientamento energetico, fonti rinnovabili, elettrificazione dei mezzi di servizio e monitoraggio delle emissioni. Un impegno certificato con il conseguimento della Airport Carbon Accreditation europea. Il progetto di bilancio sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea dei Soci convocata per il 29 giugno 2026.

Il 33enne è tra i dieci attivisti della carovana umanitaria fermati mentre cercava di raggiungere Gaza attraverso l’Egitto. Ieri visita del console generale d’Italia a Bengasi Filippo Colombo ai due attivisti italiani della Flotilla, detenuti in una caserma della polizia della Libia orientale. Una vicenda seguita con particolare apprensione anche in Puglia, in pena per la sorte del molfettese Domenico Centrone. Il 33enne è tra i dieci attivisti della carovana umanitaria fermati mentre cercava di raggiungere Gaza attraverso l’Egitto: al momento di attraversare il confine il gruppo della flotilla è stato fermato al ceckpoint a Sirte, nell’Est della Libia, dai miliziani del generale Haftar. Secondo la Farnesina il console avrebbe trovato entrambi i nostri connazionali in buone condizioni, ma ha chiesto e ottenuto dalle autorità locali alcune migliorie nelle condizioni di detenzione per tutti i componenti del gruppo, che avranno accesso a docce, cambi di abiti e una sistemazione migliore. L’espulsione viene rallentata dalla festa islamica, che in questi giorni viene celebrata anche in Libia.

La scarcerazione viene osservata con attenzione dagli investigatori, anche alla luce dei nuovi equilibri della mafia garganica e delle recenti inchieste. Armando Li Bergolis torna in libertà. Il 51enne di Monte Sant’Angelo, ritenuto dagli investigatori uno dei nomi storici della mafia garganica e figura di vertice del clan dei “montanari” Li Bergolis-Miucci, ha lasciato il carcere dopo una lunga detenzione trascorsa in parte anche al 41 bis. La sua scarcerazione riporta l’attenzione sulle sanguinose faide che per decenni hanno segnato il Gargano, prima contro il gruppo Primosa-Alfieri e successivamente contro gli ex alleati Ricucci, in una lunga scia di omicidi e regolamenti di conti. Il nome di Li Bergolis compare nelle carte del processo “Iscaro-Saburo”, il maxi procedimento che certifico’ l’esistenza della mafia garganica. In quel processo Armando Li Bergolis venne condannato a 27 anni di carcere, stessa pena inflitta al fratello Matteo,mentre Franco Li Bergolis fu condannato all’ergastolo. Armando Li Bergolis è stato per anni indicato dagli inquirenti come uno dei riferimenti più influenti della criminalità del promontorio. La scarcerazione viene ora osservata con attenzione dagli investigatori, anche alla luce dei nuovi equilibri della mafia garganica e delle recenti inchieste sul territorio. 

Le nomine del presidente Mattarella premiano imprenditori e imprenditrici distintisi nei settori dell’industria. Ci sono anche due pugliesi tra i 25 nuovi Cavalieri del Lavoro, nominati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Le nomine premiano imprenditori e imprenditrici distintisi nei settori dell’industria, dell’agricoltura, del commercio e dei servizi, rappresentando l’eccellenza del Made in Italy in tutto il Paese. Riconoscimento per Sergio Fontana, a capo di Farmalabor, azienda leader nella distribuzione di materie prime ad uso farmaceutico, cosmetico e alimentare. Un’avventura fatta di persone, passioni e sogni che hanno cambiato la storia dell’industria galenica italiana, cominciata nel 2001 a Canosa di Puglia. Nomina anche per Giancarlo Negro, ex presidente di Confindustria Lecce, titolare dell’azienda di Information Technology Links, nata a Lecce nel 1999. Oggi la società di consulenza conta oltre 900 dipendenti con sedi a Lecce, Milano, Roma, Bari, Bologna, Sondrio e Tirana. L’azienda ha sviluppato un elaborato modello di gestione per fornire risorse umane altamente specializzate.

Emanuele Boccuni, 49 anni, lavorava da 25 anni all’ex Ilva. Indagini su omissioni nei controlli sanitari obbligatori. Lavorava da oltre 25 anni all’ex Ilva di Taranto. Fino a due settimane fa viveva una vita tranquilla tra famiglia, figli e partite di calcetto con gli amici. Emanuele Boccuni, 49 anni, è morto dopo qualche giorno di ricovero all’ospedale Ss. Annunziata. Aveva un tumore al polmone in stato avanzato. La famiglia si è rivolta a un legale, l’avvocato Fabrizio Del Vecchio, per far luce sulle cause della morte, sulle eventuali omissioni nei controlli sanitari obbligatori e per procedere con ogni azione civile, penale e previdenziale.

Il vescovo della diocesi monsignor Vito Angiuli ha sollevato il sacerdote da tutti gli incarichi pastorali ricoperti. In una nota la Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca esprime profondo dolore nell’apprendere il presunto coinvolgimento di un proprio presbitero in fatti integranti il delitto di abuso su uno studente di scuole superiori. Mentre manifesta vicinanza e attenzione verso il giovane e la sua famiglia, la Diocesi chiede perdono per eventuali responsabilità del presbitero. Confida nell’operato della Magistratura, assicura la massima disponibilità e collaborazione nella verifica dei fatti, in conformità alle procedure previste e alla normativa canonica e auspica, al più presto, il chiarimento della dolorosa vicenda. In atteso che il procedimento penale faccia chiarezza, il vescovo della diocesi monsignor Vito Angiuli ha sollevato il sacerdote da tutti gli incarichi pastorali ricoperti.

Sono 12 falsi sinistri contestati. Il giro di affari stimato è pari a oltre 100mila euro. Incidenti stradali mai avvenuti. Per questo sono state disposte misure cautelari personali nei confronti di 6 persone, mentre altre 26 risultano deferite in stato di libertà. I destinatari del provvedimento sono due appartenenti all’Arma dei Carabinieri, due avvocati e due medici. Per cinque indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere; per uno dei medici sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il modus operandi scoperto dai carabinieri di Andria era il seguente: gli avvocati avrebbero curato le pratiche risarcitorie connesse ai falsi sinistri, mentre i medici fornivano certificazioni sanitarie per le richieste assicurative. I carabinieri coinvolti, invece, avrebbero fornito atti pubblici idonei ad attribuire attendibilità ai sinistri. Uno dei sanitari, sebbene in regime cautelare di arresti domiciliari, pur non potendo esercitare la propria professione, ha emesso 19 certificati medici falsi, senza aver mai visitato alcun paziente coinvolto nei finti sinistri stradali. Tra i 12 falsi incidenti stradali contestati, ce n’è uno del 30 gennaio 2023 a Canosa di Puglia: entrambi gli indagati italiani erano in Romania al momento del fatto, ma venivano visitati in quella data presso il pronto soccorso dell’ospedale di Cerignola. O un altro, il 16 ottobre 2023, a Canosa di Puglia, dove uno dei veicoli coinvolti con targa rumena non aveva mai lasciato il territorio nazionale estero. Il giro di affari stimato è pari a oltre 100mila euro.

Il trasferimento inizierà venerdì pomeriggio. Raggiungerà Roma. Dopodiché, dall’aeroporto di Fiumicino, il corpo sarà imbarcato sul primo aereo per Tunisi, dov’è prevista una sosta, e poi, dopo due giorni di viaggio, arriverà a Bamako. Rilasciato, dopo diversi giorni di attesa, il documento necessario al trasferimento della salma di Bakari Sako in Mali. Ieri, 27 maggio, è arrivato l’ok finale dell’ambasciata di Roma al cosiddetto “passaporto funebre”, che consentirà il rientro del corpo nel Paese di origine. Il trasferimento inizierà venerdì pomeriggio. Raggiungerà Roma. Dopodiché, dall’aeroporto di Fiumicino, il corpo sarà imbarcato sul primo aereo per Tunisi, dov’è prevista una sosta, e poi, dopo due giorni di viaggio, arriverà a Bamako, capitale del Mali, e soltanto il 3 giugno raggiungerà Kayes, paese di origine del giovane bracciante ammazzato a Taranto all’alba del 9 maggio scorso. I familiari sono arrivati in città il 12 maggio, all’indomani dei fermi dei presunti responsabili dell’omicidio: 4 minorenni tra i 15 e i 17 anni e 2 maggiorenni, Fabio Sale, 19enne, e Cosimo Colucci, 22 anni. Il 29 maggio il Riesame rivaluterà la posizione dei minorenni. Gli indagati al gip hanno dichiarato di non essersi resi subito conto della gravità dell’accaduto e di aver provato a far rinsavire Bakari, gettandogli dell’acqua addosso. Potrebbero anche aver chiesto l’intervento di un’ambulanza di passaggio. Il passaggio del mezzo si vede in un nuovo video spuntato l’altro giorno. All’interno ci sarebbe stato un altro paziente. L’ambulanza per Bakari sarebbe arrivata invece quando ormai non c’era più nulla da fare. Resta aperto il quesito principale: il 35enne si sarebbe potuto salvare? Per questo, c’è da attendere la relazione del medico legale.

Tra loro anche un agente penitenziario. Droga e telefoni cellulari direttamente alle finestre del carcere di Taranto, trasportati coi droni o introdotti tramite parenti e amici: 10 arresti sono stati eseguiti all’alba di oggi dalla polizia penitenziaria, col supporto della squadra mobile della Polizia di Stato. Tra loro c’è anche un agente penitenziario, già arrestato a ottobre 2024, quando nella sua auto furono trovati 900 grammi di hashish, 10 di cocaina, telefoni e altri dispositivi. Nello specifico si tratta di 5 misure cautelari in carcere, di cui 2 nei confronti di soggetti già detenuti. Altri 5 sono finiti agli arresti domiciliari. Tra questi, l’agente. Inoltre, per un undicesimo soggetto, disposto un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini sono partite a maggio 2024. Il traffico era gestito da tre detenuti del circuito di media sicurezza. Spacciavano all’interno dell’istituto penitenziario, gonfiando i prezzi rispetto al mercato esterno. I pagamenti avvenivano tramite bonifici, ricariche di carte prepagate o la consegna di sigarette, successivamente rivendute a tabaccai compiacenti della città.

Gli abusi sarebbero avvenuti durante la confessione, il prete ha parlato di un rito di purificazione del giovane convinto di essere posseduto dal demonio. Un sacerdote di 69 anni in servizio presso la diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca è stato arrestato ai domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico, per presunte molestie sessuali su uno studente minorenne. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nei giorni scorsi dagli agenti della Squadra Mobile , disposto dal GIP di Lecce Francesco Valente su richiesta del sostituto Erika Masetti dopo le indagini scattate in seguito alla denuncia sporta dalla madre della presunta vittima. Tre gli episodi contestati, da novembre a maggio. Gli abusi sarebbero avvenuti durante il momento della confessione. Sarebbe stato poi lo stesso ragazzino a confidare alla madre le attenzioni ricevute. L’arresto sarebbe scattato sulla scorta di gravi indizi di colpevolezza riscontrati. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia il religioso ha negato ogni addebito parlando di un rito di purificazione richiesto dallo stesso giovane perché convinto di essere posseduto dal demonio .

. La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta sulla morte di Ivan Ricciardi, 47 anni, deceduto lunedì scorso nell’ospedale Perrino. L’uomo viveva a Squinzano, in provincia di Lecce. Secondo la denuncia presentata dal figlio, da quasi un anno il 47enne accusava forti dolori soprattutto alla schiena, tanto da rimanere allettato per mesi. Per alleviarli aveva assunto anche medicinali a base di oppioidi. Sarebbe stato visitato più volte dai medici dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce e “Perrino” di Brindisi, senza però alcuna diagnosi chiara.  Fino a quando il 24 maggio scorso sarebbe stato riscontrato un tumore ai polmoni, in uno stadio avanzato. Il giorno dopo l’uomo è morto. I funerali in programma  sono stati rinviati in vista della possibile autopsia. La Procura ha disposto il sequestro della salma e l’acquisizione della cartella clinica.

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