Crollo dell’occupazione, -0,3% dopo quattro anni di crescita. Segnali positivi arrivano dall’export pugliese
Si arresta nel 2025 la corsa dell’economia pugliese che registra un +0,4% di Pil, quasi la metà della ricchezza prodotta nel resto delle regioni del Sud e al di sotto di quella nazionale.
L’analisi emersa dal rapporto di Bankitalia illustrata nella sede di Bari evidenzia un quadro in chiaroscuro con diversi segnali preoccupanti. A partire dal crollo dell’occupazione -0,3% dopo quattro anni di crescita anche se diminuisce di un terzo il ricorso alla cassintegrazione assorbita dalla crisi Ilva che ha drenato il 40% del monte ore complessivo.
Male l’agricoltura condizionata dalla crisi idrica ed il settore dei servizi. Bene il turismo, il vero traino per l’economia pugliese insieme alle costruzioni +3,4% spinte dal Pnrr, in calo le vendite di abitazioni con l’aumento dei prezzi delle case che sfiora il 4%.
In generale un quadro di stagnazione con un fatturato delle aziende sostanzialmente stabile. Altri segnali positivi arrivano dall’export pugliese che non ha risentito di dazi e crisi geopolitiche anche se lo scenario futuro non sembra confortante.













