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Economia

Pesa anche il buco della sanità da oltre 300 milioni: tra le ipotesi, nuove tasse. Il surplus di domande per gli incentivi alle imprese rischiava di far saltare per aria i conti della regione Puglia. Un crack finanziario inevitabile se la giunta Decaro non fosse intervenuta a bloccare le nuove istanze. Questo è emerso ieri, 4 marzo, nel vertice tenuto in Confindustria con l’assessore allo sviluppo Disciascio ed il partenariato.

Si potranno così intercettare sia finanziamenti che competenze. Aiutare le imprese nell’accesso ai bandi e ai programmi del Mimit. Con questo obiettivo è stato firmato l’accordo operativo tra Camera di Commercio di Taranto e Brindisi e Casa del Made in Italy che si impegnano nell’obiettivo comune di supportare le realtà imprenditoriali locali. Tecnici del ministero incontreranno, orienteranno e formeranno soprattutto i piccoli imprenditori, per i quali spesso è complicato individuare e intraprendere i percorsi di crescita più idonei alle singole attività. Le imprese potranno così intercettare sia finanziamenti che competenze.  Interviste a Vincenzo Cesareo, presidente CCIAA Taranto Brindisi; Amerigo Splendori, dg Direzione Servizi Territoriali del MIMIT; Francesco Cosa, assessore Attività produttive 

L’azienda, con sedi anche in Basilicata, si occupa di gestione dati. Mantenimento di tutti i livelli occupazionali impegnati nelle attività Smart Paper; conferma delle retribuzioni salariali precedenti; sede operativa per i lotti di commessa Accenture a Potenza: sono i risultati più significativi dell’intesa raggiunta sulla vertenza che riguarda da sette mersi ormai l’azienda Smart Paper, che si occupa di gestione dati. Interviste a Giovanni Larocca, Fim Cisl Basilicata; Gerardo De Grazia, Fismic Confsal Basilicata; Giovanni Galgano, Uilm Basilicata

Michael Flacks ha delineato il suo progetto industriale. Acciaierie d’Italia ha chiesto il rinnovo della cassa integrazione straordinaria per 12 mesi, dal primo marzo, per 4.450 lavoratori su un totale di 9.702 dipendenti. A Taranto i cassintegrati saranno 3.803. È prevista la rotazione del personale. Alla base della richiesta, spiegano i commissari, la crisi produttiva e finanziaria. La produzione non potrà superare, allo stato attuale, 1,5–1,8 milioni di tonnellate di acciaio l’anno. Nelle prossime settimane è prevista la ripartenza dell’altoforno 2, ma senza un aumento immediato dei volumi perché sarà fermato l’altoforno 4 per manutenzione fino ad aprile 2026. Intanto, in un’intervista pubblicata oggi dal Nuovo Quotidiano di Puglia, Michael Flacks, l’imprenditore che ha presentato l’offerta per acquistare l’ex Ilva, delinea il suo progetto industriale. Flacks afferma che l’impianto è “ben gestito e in ottime condizioni” e annuncia la nomina di una commissione indipendente, composta anche da personalità conosciute, per realizzare uno studio sull’inquinamento e sull’impatto ambientale. L’obiettivo produttivo è arrivare a 6 milioni di tonnellate di acciaio in 18 mesi. Sul fronte occupazionale, Flacks parla di 6.500 lavoratori iniziali, con la possibilità di salire fino a 9–10 mila posti nel medio periodo. L’imprenditore esclude la presenza di soci privati, mentre apre al coinvolgimento dello Stato nella futura gestione dell’azienda.

Per la Puglia, per compensare i maggiori costi strutturali, era previsto un supplemento di 3 centesimi al litro. Rispettare gli accordi raggiunti al Tavolo di filiera del Masaf sul prezzo del latte da riconoscere alle aziende pugliesi. È quanto chiede la Senatrice Vita Maria Nocco alle imprese di trasformazione. Riprese e Montaggio di Massimo D’OlimpioIntervista alla senatrice Vita Maria Nocco, FdI 

“Alla luce di questo scenario le richiedo – scrive il sindaco di Taranto alla premier – di assumere personalmente l’iniziativa di avviare un dialogo concreto e costruttivo”. Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni un incontro sull’Ex Ilva e sulla crisi complessiva della città. In una lettera Bitetti scrive: “Sono a rinnovarle la richiesta di un incontro istituzionale per affrontare le diverse e gravi emergenze che interessano l’area ionica, in primis quella attinente alla ben nota perdurante crisi dell’apparato industriale”. Il sindaco poi puntualizza: “Alla ormai cronica vertenza sanitaria, ambientale, industriale e sindacale e ai correlati problemi di tenuta sociale, non va trascurato il tema della sicurezza sul lavoro” ricordando l’ennesimo incidente che è costato la vita a Cosimo Salamida, 47 anni, deceduto il 12 gennaio dopo essere precipitato da un’altezza di 7 metri. “Alla luce di questo scenario le richiedo – scrive ancora il sindaco di Taranto alla premier – di assumere personalmente l’iniziativa di avviare un dialogo concreto e costruttivo, anche e soprattutto a livello istituzionale territoriale, capace di generare significativi benefici sia per la citta, sia per il sistema industriale italiano”. E poi conclude: “Questa di Taranto è una emergenza nazionale e come tale merita di essere finalmente trattata”.

La Presidente del Consiglio ha affrontato il tema del siderurgico durante la conferenza stampa di fine anno. “Sull’ex Ilva si è aperta la fase di negoziazione, nessun impegno vincolante del governo fino a quando non si saranno risposte chiare su piano industriale, occupazione e sicurezza ambientale”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa di fine anno, “Nessuna proposta che abbia un intento predatorio e opportunistico – ha aggiunto – potrà essere avallata da questo governo”. Meloni ha poi sottolineato che è necessario il lavoro di tutti per dare una mano: magistratura, regioni e comuni. “Quello dell’ex Ilva è il dossier industriale più complesso che abbiamo ereditato” ha dichiarato, “Noi abbiamo trovato una situazione compromessa da tutti i punti di vista. Sento parlare di impegno del governo, ma voglio tranquillizzare: l’impegno non è mai venuto meno. Al tema dell’Ilva abbiamo dedicato in questi tre anni più riunioni. L’obiettivo è conciliare tenuta della produzione, occupazione e sicurezza ambientale”. 

Negativo l’indice della produzione industriale. Crescono i lavoratori anziani. Dal 1982 a oggi, la Puglia ha perso 1,1 milioni di abitanti, è stato registrato un calo demografico del 22%, l’indice della produzione industriale, tranne quello del settore alimentare, è negativo da 32 mesi consecutivi. Questa è la fotografia che è emersa dai dati dell’Osservatorio economico di Aforisma School. L’indagine analizza scandaglia i vari settori economici della Puglia. La produzione manifatturiera nel 2023 ha registrato un calo dell’1,6%, nel 2024 del 4,3% e nei primi nove mesi 2025 dell’1,2%. Il tessile-abbigliamento accusa un decremento dell’11,8% e la meccanica del 6,4%. L’Italia conta 5,08 milioni di imprese attive. La Puglia ne ha 327.374, esattamente il 6,5% del totale nazionale. Un dato confortante, secondo lo studio, riguarda i settori tradizionalmente più strutturati: commercio 25,7% (contro 22,5% nazionale), agricoltura 22,3% (contro 13,3% nazionale). Baridomina con 122.907 aziende, Lecce è seconda con 65.235 imprese, Foggia è terza. I dati sulla fatturazione elettronica dicono che tra gennaio e settembre 2025 il volume in Italia è stato pari a 2.466 miliardi, con una crescita del 2,6%, nel Mezzogiorno (331 miliardi con un +3,3%, mentre la Puglia, con isuoi 65,9 miliardi, è cresciuta solo dello 0,95%. Negli ultimi due anni (2023-2024), l’84% della crescita occupazionale riguarda gli over 50. Il profilo demografico dei lavoratori mostra un mutamento in cui il numero degli over 50 sale e quello deigiovani tra i 18 ed i 34anni e fra i 35 ed i 49 scende anche nel 2025. Crescono, insomma, i lavoratori anziani. Inoltre, la Puglia ha perso 700.000 giovani trasferitisi al Nord o all’estero. Infine, vi sono diversi campanelli d’allarme, secondo Aforisma: industria con 32 mesi negativi; tessile con -11,8%; export con -0,8% contro il il dato nazionale del +3,6%.

È lo stesso fondatore del gruppo, Michael Flacks, a renderlo noto condividendo su Linkedin il post sull’accordo raggiunto . La tanto attesa svolta per l’Ex Ilva sembra essere arrivata. O per lo meno ci sono le intenzioni: è lo stesso fondatore di Flacks Group, Michael Flacks, a renderlo noto condividendo su Linkedin il post sull’accordo raggiunto con il Governo italiano per acquisire Ilva Steel. Ora si aprirà la trattativa in esclusiva per la vendita dell’azienda. “Questa acquisizione – scrive Flacks – garantisce il futuro a lungo termine di una piattaforma industriale storica e supporta 8.500 lavoratori. Stiamo impegnando fino a 5 miliardi di euro per modernizzare le operazioni, inclusa l’elettrificazione, per promuovere la decarbonizzazione, l’efficienza e la crescita sostenibile”. La proposta prevede che il Governo italiano resti partner strategico con una quota del 40%, mentre Flacks Group deterrà l’opzione di acquisire un ulteriore 40% in futuro. L’esito ora sarà sottoposto ai sindacati e al governo. Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, è preoccupato per la scelta: “Non lasceremo il destino di 20mila lavoratori – dichiara – nelle mani di un fondo di investimento”.La Fim Cisl prende atto dell’autorizzazione a proseguire le trattative specificando che non è importante il nome di chi inizierà quanto i fatti. Intanto la Procura di Taranto ha nuovamente respinto la richiesta di dissequestro dell’altoforno 1 dello stabilimento ex Ilva avanzata da Acciaierie d’Italia che si era già vista respinta una prima istanza presentata lo scorso agosto. L’altoforno è sottoposto a sequestro senza facoltà d’uso dallo scorso maggio quando un incendio provocò danni all’impianto e rischiò di provocare feriti tra i lavoratori. Da allora l’acciaieria tarantina funziona con un solo altoforno, il 4, e con capacità produttive ulteriormente ridotte.

Il problema è economico: la produzione non è più sostenibile e Enel non intende continuare a coprire perdite senza compensazioni. Il conto alla rovescia è ormai finito. A poche ore dalla scadenza fissata per l’addio al carbone, per la centrale Enel di Cerano non c’è alcuna decisione che ne garantisca il futuro. Dal Consiglio dei ministri nessun atto concreto, nessun decreto, nessuna copertura economica. Solo una presa d’atto: mantenere aperti gli impianti costa troppo. Nell’informativa presentata ieri, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha ammesso che, allo stato attuale, non esistono soluzioni praticabili per mantenere operative, nemmeno in riserva, le centrali a carbone di Brindisi e Civitavecchia. Il problema è economico: la produzione non è più sostenibile e Enel non intende continuare a coprire perdite senza compensazioni. Secondo i dati del ministero, mantenere anche solo alcuni gruppi costerebbe oltre 78 milioni di euro in un anno. Una spesa che lo Stato non può sostenere: la Commissione europea ha già espresso forti dubbi sulla compatibilità di eventuali aiuti pubblici. E così, mentre il governo continua a parlare di valutazioni in corso e di contesto geopolitico instabile, la scadenza resta. A mezzanotte decadono il termine previsto dal Piano nazionale energia e clima, l’Autorizzazione integrata ambientale e la concessione demaniale del porto di Brindisi. Da domani parte formalmente la decarbonizzazione. Ma sul territorio restano le incognite: lavoratori dell’indotto e futuro industriale, in attesa di progetti alternativi come il sistema di accumulo energetico BESS.

Intanto, sul fronte produttivo l’altoforno 2 dovrebbe tornare in marcia intorno al 20 gennaio. Giornata chiave per il futuro dell’ex Ilva. I due comitati di sorveglianza di Ilva e di Acciaierie d’Italia hanno passato al vaglio l’analisi industriale, finanziaria, occupazionale e ambientale delle proposte presentate dai fondi americani Flacks e Bedrock. Al termine dell’esame, l’orientamento espresso dai commissari e condiviso dai comitati è a favore di Flacks: quella di Bedrock è stata considerata un’offerta debole e, di fatto, non vincolante. La valutazione sarà ora trasmessa al Governo, che attraverso il Ministero delle Imprese dovrà attivare la negoziazione in esclusiva con Flacks. Si apre così una fase delicatissima, in cui l’esecutivo punta a rafforzare il progetto con un partner industriale, mentre restano aperti i nodi su investimenti, occupazione, costo dell’energia e decarbonizzazione. Sul dossier, intanto, arriva una nuova doccia fredda dalla Magistratura. La Procura di Taranto ha respinto per la seconda volta la richiesta di dissequestro dell’altoforno 1, fermo dopo l’incendio del 7 maggio. l’azienda annuncia ricorso e stima perdite per 90 milioni di euro al mese. Sul fronte produttivo, a metà gennaio si fermano tre batterie della cokeria, la 7, la 8 e la 12, che saranno messe in preriscaldo. Il coke sarà acquistato all’esterno. L’altoforno 2 dovrebbe tornare in marcia intorno al 20 gennaio, mentre i sindacati chiedono di ritirare il “piano corto” e riaprire subito il confronto a Palazzo Chigi.

Il conto alla rovescia entra ora nel vivo. Qui i dati del sondaggio Ipsos realizzato per Confesercenti. È ormai partito il conto alla rovescia per i saldi invernali 2026. Tra attività commerciali che si preparano agli sconti e clienti a caccia dell’affare, cresce l’attesa per questo atteso appuntamento. Le vendite in saldo inizieranno il 2 gennaio in Valle d’Aosta, mentre in altre regioni, come la Puglia, si parte dal 3 gennaio. Tuttavia, come spesso è accaduto anche negli anni passati, gli sconti sono già iniziati all’interno dei negozi: secondo le stime di Confesercenti, quasi 2 milioni di consumatori hanno già effettuato acquisti in offerta durante i “pre-saldi” partiti subito dopo Natale. Questo è quanto emerge da un sondaggio Ipsos realizzato proprio per Confesercenti. Infatti, offerte e ribassi compaiono in anticipo, spesso attraverso formule riservate alla clientela come “saldi privati”, “pre-saldi”, “winter pre-sale”, “exclusive sales” che di fatto anticipano la data ufficiale di avvio delle vendite di fine stagione. Il trimestre novembre-gennaio si è trasformato in una stagione di promozione continua, sotto la spinta degli outlet e dei canali online, con i negozi tradizionali trascinati nella competizione per non perdereflussi e clientela. In questo contesto, gli acquisti di Natale – in particolare nel settore moda – risultano sempre più schiacciati tra due pressioni contrapposte: da un lato il Black Friday dall’altro i saldi anticipati e le formule di pre-saldo. Per l’associazione di categoria, diventa decisivo riportare al centro trasparenza e concorrenza leale. Prezzi e sconti, viene sottolineato, devono essere “devono essere chiari, verificabili e comparabili”. Ilrischio, avverte l’associazione, è che i saldi perdano progressivamente la loro funzione, trasformandosi in un semplice episodio all’interno di una promozione continua, con effetti di confusione per i consumatori e penalizzazioni per le imprese che rispettano le regole.

Secondo più fonti, a prevalere dovrebbe essere il fondo americano Flacks Group, con sede a Miami, che avrebbe presentato una proposta giudicata migliore rispetto a quella del concorrente Bedrock. Potrebbe arrivare tra oggi e domani la decisione sull’offerta migliore per l’acquisizione dell’intera Ex Ilva. Secondo più fonti, a prevalere dovrebbe essere il fondo americano Flacks Group, con sede a Miami, che avrebbe presentato una proposta giudicata migliore rispetto a quella del concorrente Bedrock. Oggi si riuniscono i comitati di sorveglianza di Ilva e di Acciaierie, proprietà e gestione degli impianti, chiamati a esprimere il parere sull’offerta indicata dai commissari. Poi la decisione passerà al Ministro delle Imprese Adolfo Urso, che potrà autorizzare l’avvio della trattativa in esclusiva. Flacks ha annunciato un piano da 5 miliardi di investimenti, 4 milioni di tonnellate di produzione, fino a 10 mila occupati e la presenza dello Stato al 40%. I sindacati chiedono garanzie su occupazione e futuro industriale del sito di Taranto.

Non se lo aspettavano a pochi giorni da Natale gli operai dell’azienda Natuzzi: 479 esuberi su 1800 lavoratori e la chiusura degli stabilimenti di Santeramo e Altamura. Incontriamo Pasquale Angiulli, 59 anni, padre di tre figli, 32 anni in Natuzzi, 23 di ammortizzatori sociali. Al suo fianco Domenico Mele, 52 anni, padre di due figlie. Pasquale trattiene a stento le lacrime: “Con mia moglie abbiamo investito sui nostri figli” racconta, “si sono laureati con tanti sacrifici e non è giusto che dopo tanti anni, ora noi ci troviamo con le spalle al muro. Ho anche problemi di salute ed è tutto molto difficile” Per Domenico Mele le speranze sono ridotte al lumicino: “Abbiamo tanta paura – dice – siamo in apprensione. Anche perché a questa età è difficile trovare un altro lavoro. Questa è una bomba sociale”

La media dei commensali in Puglia si attesta tra 8 e 10 persone. Nel menu della vigilia domina il pesce. L’analisi di Coldiretti Puglia. Quest’anno i pugliesi spenderanno in media 180 euro a famiglia per le festività natalizie a tavola con un aumento del 13% rispetto a dicembre 2024, con la crescita dei costi legata principalmente alla fiammata di alcuni alimenti simbolo del Natale in Puglia, come pesce e dolci. A dirlo è un’analisi di Coldiretti Puglia, che segnala come a incidere maggiormente sulla spesa siano alcuni alimenti simbolo del Natale in Puglia, come molluschi, pesce e panettone, ma anche i prodotti lattiero-caseari. Ci sarà chi manterrà la spesa tra i 60 e gli 80 euro, ma anche chi supererà i 350 euro, complice l’aumento dei prezzi di molluschi e pesce, fresco e allevato, che registra rincari tra il 20 e il 30%. In controtendenza, invece, i prezzi dell’olio extravergine di oliva e di alcune verdure risultano in calo rispetto allo scorso dicembre. Per il Natale 2025, la media dei commensali in Puglia si attesta tra 8 e 10 persone, con il 58% che festeggerà a casa propria e il 32% da parenti o amici. Solo il 6% opterà per ristoranti o agriturismi, mentre un 4% deciderà all’ultimo momento. Il trend generale registra un netto radicamento alla tradizione – osserva Coldiretti Puglia – con la maggioranza delle famiglie orientata verso piatti della cucina italiana riconosciuta patrimonio dell’Unesco, cercando un equilibrio tra portafoglio e qualità. Nel menu della vigilia domina il pesce, mentre a Natale prevalgono carne, brodi e bolliti, arrosti e pesce fritto, senza dimenticare braciole al sugo o baccalà fritto, sempre accompagnati da verdure locali come rape stufate o lampascioni. Tra i dolci immancabili cartellate, mostaccioli, paste reali e frutta secca. A tavola trovano spazio anche regali enogastronomici, molto apprezzati per la tendenza a doni utili e per uno stile di vita che valorizza la tradizione, con ricette preparate personalmente per serate speciali.

Lo comunica in una nota la Fillea Cgil Puglia definendo il piano “lacrime e sangue” perché “è assente qualunque forma di investimento per il futuro”. Natale amaro per l’industria del mobile imbottito. Nell’incontro che si è svolto al ministro delle Imprese e del made in Italy l’azienda Natuzzi spa, rappresentata dall’amministratore unico Pasquale Natuzzi, ha annunciato 479 esuberi insieme alla presentazione del piano industriale 2026-2028 che prevede anche la chiusura di due siti produttivi. Lo notizia è stata diffusa dalla Fillea Cgil Puglia definendo il piano “lacrime e sangue” perché “è assente qualunque forma di investimento per il futuro”. Per il segretario generale pugliese della categoria Ignazio Savino, bisogna difendere l’occupazione.La richiesta all’azienda è di ritirare “le scelte presentate finora” con la diffida “fino alla riconvocazione del tavolo ministeriale, prevista il 25 febbraio, dal compiere alcuna azione unilaterale come spostamenti di macchinari, trasferimenti di attività o decisioni irreversibili”. “Nel frattempo – prosegue il sindacalista – grazie al sostegno dimostrato anche in questa sede dalla Regione Puglia e su sollecitazione del ministero, il 9 gennaio ci rivedremo presso l’ente regionale, per il primo incontro tra azienda e organizzazioni sindacali per entrare nel merito delle questioni tecniche modificando un piano a oggi per noi inaccettabile”. Il sindacato si dice infine disponibile a “rivedere il piano per renderlo sostenibile per lavoratori e territorio. Qualora ciò non dovesse essere garantito, siamo pronti a mettere in campo tutte le forme di mobilitazione e di lotta necessarie”.

A Bari ultima riunione dell’anno del Cda. Sfiora i dieci milioni di euro l’ammontare dei finanziamenti complessivi garantiti nell’ultimo anno e mezzo da Fidit, intermediario finanziario che eroga garanzie alle banche per permettere alle piccole e medie imprese di accedere al credito. Intervista a Nicola Didonna, presidente Fidit

Alla conferenza, che si inserisce nella 18esima edizione degli stati generali della diplomazia, hanno preso parte gli ambasciatori italiani per incontrare le imprese. La conferenza nazionale dell’export farà tappa anche a Bari. Intanto i lavori sono iniziati a Milano. Tra i protagonisti anche l’azienda pugliese Oropan.

“Gi auguri non cancellano i nostri diritti” c’era scritto su uno di quelli esposti, tra applausi e persone che urlavano “Andate via”. Proteste a San Giovanni Rotondo di medici e personale sanitario che hanno contestato il consiglio di amministrazione della fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. La disponibilità al dialogo non ha frenato la rabbia del personale presente. Parliamo di 2700 dipendenti in tutto. Stamattina, l’appuntamento per lo scambio degli auguri di Natale, è stato caratterizzato da fischi e striscioni contro la dirigenza sanitaria. “Gli auguri non cancellano i nostri diritti” c’era scritto su uno di quelli esposti, tra applausi e persone che urlavano “Andate via”.Intanto i sindacati di medici, infermieri e Oss hanno programmato sciopero per il 9 e per il 22 gennaio prossimo una fiaccolata a San Giovanni Rotondo.Al centro della protesta, c’è l’intenzione della direzione generale di applicare nuovi contratti previsti per la sanità privata, ritenuti peggiorativi dai sindacati sia dal punto di vista delle retribuzioni che delle tutele. Il video delle proteste

Un appuntamento strategico per il territorio, sottolineano i parlamentari pugliesi di Forza Italia, e per rilanciare la missione della Fiera barese. La Fiera del Levante a Bari ospiterà la Conferenza internazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese. Lo ha annunciato il ministro degli esteri, Antonio Tajani. Un appuntamento strategico per il territorio, sottolineano i parlamentari pugliesi di Forza Italia, e per rilanciare la missione della Fiera barese. Le imprese locali avranno l’opportunità di rafforzare i rapporti con i mercati esteri e trovare nuove opportunità di crescita. “Ringraziamo il vice premier Tajani e il Governo – ha detto il consigliere eletto e candidato alla presidenza per il centrodestra Luigi Lobuono- perché dimostrano di avere grande attenzione per la Puglia”.

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