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Cronaca

Filmato e registrato mentre palpeggiava in classe le alunne. Un insegnante di una scuola primaria del Brindisino è stato posto agli arresti domiciliari dai carabinieri della stazione di Oria in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Brindisi, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’indagine per presunti episodi di violenza sessuale aggravata ai danni di alcune alunne minorenni. L’inchiesta sarebbe nata dalle segnalazioni della dirigenza scolastica dell’istituto e dalle denunce presentate dopo alcuni racconti riferiti dalle bambine ai genitori. Gli accertamenti, coordinati dalla Procura e condotti dai militari dell’Arma, si sono sviluppati anche attraverso attività tecniche investigative e l’ascolto delle persone coinvolte. Secondo quanto emerso dalle indagini, supportate anche da registrazioni audio e video, sarebbero stati documentati comportamenti e contatti fisici ritenuti inappropriati nei confronti delle minori, che avrebbero manifestato disagio e timore nei confronti dell’insegnante. Il gip, valutando la presenza di gravi indizi e il rischio di reiterazione delle condotte contestate, ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari. Sulla vicenda proseguono gli accertamenti degli investigatori.

Ieri lutto cittadino a Taranto. È iniziato ieri da Taranto l’ultimo viaggio di Bakari Sako, il bracciante maliano di 35 anni ucciso all’alba del 9 maggio in piazza Fontana. La salma è stata caricata sul carro funebre dell’agenzia La Fenice, che ha donato la bara e accompagnerà il feretro fino all’aeroporto di Fiumicino. Ed è proprio da Roma, oggi, che partirà il trasferimento verso Bamako, capitale del Mali, con arrivo previsto il 2 giugno. Da lì il viaggio proseguirà verso Kayes, città in cui vive la famiglia di Sako e dove saranno celebrati i funerali. Il rimpatrio della salma è stato interamente sostenuto dalla Flai Cgil. E ieri, nel giorno dell’addio, Taranto ha osservato il lutto cittadino proclamato dal sindaco Piero Bitetti. Bandiere a mezz’asta sul municipio e momenti di raccoglimento nelle scuole, ma in città l’adesione è stata limitata: molti cittadini non erano a conoscenza dell’iniziativa e solo pochissimi esercizi commerciali hanno abbassato le saracinesche. Nel tentativo di mantenere viva la memoria di Bakari Sako e trasformare la tragedia in un momento di riflessione collettiva, l’amministrazione comunale ha annunciato l’installazione di una targa commemorativa nel luogo dell’omicidio e l’istituzione del 9 maggio come giornata contro l’odio e la violenza. Sul fronte giudiziario, ieri, l’udienza davanti al Tribunale del Riesame per i quattro minori coinvolti nell’aggressione. Le difese hanno chiesto per tutti il trasferimento in comunità o, in alternativa, gli arresti domiciliari. I ragazzi sono attualmente detenuti negli istituti penali minorili di Bari e Lecce. Tra loro anche il 15enne accusato di aver inflitto le coltellate mortali. La decisione del Riesame è attesa nei prossimi giorni.

. Drammatico incidente stradale in serata (venerdì 29 maggio ndr), nel Capo di Leuca. Nello scontro tra una moto e un furgone, ha perso la vita Alessandro Cappello, 40 anni, di Alessano. Il dramma si è consumato intorno alle ore 19:30 nel tratto terminale della strada statale 275, la Maglie-Leuca, vicino San Dana, frazione del comune di Gagliano del Capo. Per cause che sono tuttora al vaglio delle autorità, la moto guidata dal quarantenne si è scontrata violentemente con un furgone Volkswagen. A causa del forte impatto, il conducente delle due ruote è stato sbalzato fuori dalla carreggiata, finendo la sua corsa nel terreno adiacente.L’attivazione della macchina dei soccorsi è stata immediata, ma purtroppo inutile: il personale sanitario del 118 di Gagliano del Capo, giunti tempestivamente sul posto, hanno tentato a lungo di rianimare l’uomo, ma non hanno potuto fare altro che costatarne il decesso, avvenuto sul colpo.

. Sarà il professor Roberto Catanesi, psichiatra e docente di psicopatologie forense all’Università di Bari, ad effettuare la perizia psichiatrica di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. La Procura di Pavia metterà a disposizione di Catanesi l’intero compendio documentale raccolto su Sempio, affinché possa studiarlo approfonditamente prima di rispondere ai quesiti ufficiali. A cosa serve la perizia psichiatrica? Il professor Catanesi dovrà valutare la capacità di intendere e volere, il grado di imputabilità e la pericolosità sociale. I pm chiedono di accertare l’ “l’eventuale sussistenza” per il 37enne “di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione. La presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità, nonché il grado di correlazione con i fatti contestati; l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale”. Cosa farà Sempio La difesa di Sempio fa sapere che valuterà se e quando farlo sottoporre alla perizia. L’avvocato Liborio Cataliotti, insieme all’avvocata Angela Taccia ha dichiarato che non gli si può imporre di sottoporsi a una perizia. La procura di Pavia ha espresso la necessità di una perizia alla luce delle consulenze tecniche depositate dalla difesa dopo la chiusura delle indagini. “A seguito del deposito, da parte della difesa dell’indagato Andrea Sempio, di plurime consulenze tecniche intervenute nel breve arco temporale decorrente dalla notifica dell’avviso di chiusura delle indagini, e considerato che i termini delle indagini preliminari risultano tuttora pendenti (con scadenza fissata al 28.9.26), si è ritenuto opportuno disporre ulteriori accertamenti – si legge in una nota -. In particolare, è stato disposto che i consulenti tecnici del pubblico ministero, già nominati, procedano a specifiche verifiche, al fine di esaminare le prospettazioni tecniche formulate dalla difesa e di valutarne la fondatezza, anche sotto il profilo del rigore e dell’affidabilità scientifica”.

Per il sindaco durante i controlli sono emersi problemi cardiaci che ne hanno imposto il trasferimento al Policlinico di Bari. Il sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella, sarà operato al cuore al Policlinico di Bari. Nelle prossime ore verrà trasferito dal reparto di Cardiologia dell’ospedale San Pio di Castellaneta, dove è ricoverato. Mercoledì scorso il neo-eletto primo cittadino, è stato colto da malore dopo una lite con il comandante della Polizia Municipale, Sandro Frigiola. I due sono finiti entrambi al pronto soccorso ma per Cristella, durante i controlli, sono emersi problemi cardiaci importanti. Durante la violenta discussione è stato necessario anche l’intervento dei Carabinieri che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e stabilire le responsabilità. Intanto il corpo di polizia locale fa quadrato attorno al comandante con una lettera inviata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al prefetto di Taranto Ernesto Liguori e al presidente della regione Puglia Antonio Decaro. La sottoscrivono il presidente nazionale Ancupm (l’associazione nazionale comandanti e ufficiali della polizia municipale), Diego Porta e l’omologo pugliese Gaetano Paciullo: ”Il grave episodio di cronaca sembra il risultato di una campagna elettorale condotta con inusitata violenza verbale, con minacce per nulla velate nei confronti della Polizia Locale e del suo comandante”. Frigiola, secondo la loro versione, sarebbe stato “fatto oggetto di ingiurie, offese ed improperi”. Cristella dopo l’elezione aveva festeggiato la vittoria a bordo di un carretto trainato da un cavallo bianco:”I festeggiamenti con champagne e rodei a cavallo – scrive l’Ancupm- mal si conciliano con le polemiche integrate sulla sicurezza”, sottolineando che la figura del comandante non è tutelata dai soprusi quotidiani, di cui l’accaduto di Laterza è solo l’ultimo episodio.

. Il cadavere di un 70 morto carbonizzato è ritrovato nelle campagne tra Martina Franca e Ostuni. Potrebbe aver avuto un malore mentre era intento a bruciare le sterpaglie nel suo fondo agricolo ed essere stato travolto dalle fiamme. Sul posto i vigili del fuoco ed i sanitari del 118. Non si esclude alcuna pista. Gli inquirenti stanno indagando per stabilire le cause del rogo. L’uomo non sarebbe stato ancora identificato.

Il titolare: “Non è possibile andare avanti così”. Il sindaco: “Apricena ha bisogno di sentire ancora più forte la presenza dello Stato”. Un anno e mezzo fa, aveva subito un ingente furto alla sua gioielleria, De Filippis 1887, ad Apricena, in provincia di Foggia. Aveva chiuso per i danni subiti per alcuni mesi, riaprendo i battenti ad aprile 2025. A distanza di un anno circa, la scorsa notte un nuovo ingente furto è stato messo a segno ai danni della suaattività. “Ora chiedo l’intervento dello Stato – ha detto il titolare, il 34enne Pio De Filippis – Mi appello al Presidente della Repubblica e alla Presidente del Consiglio dei Ministri. Non è possibile andare avanti così”. Intorno alle 4 del mattino hanno agito quattro persone a volto travisato vestite di scuro che hanno divelto la porta d’ingresso blindata, e una volta all’interno, hanno rottole vetrine portando via gioielli, diamanti ed orologi. “È impossibile continuare così. Nel caso non ci sia un supporto reale sarò costretto a chiudere”. Il sindaco ha poi lanciato un messaggio chiaro a chi colpisce il territorio. “Credo profondamente nelleistituzioni. Credo nello Stato. Credo nel lavoro delle Forze dell’Ordine, che ringrazio per l’impegno quotidiano. Ma oggi Apricena ha bisogno di sentire ancora più forte la presenza dello Stato. La sicurezza dei cittadini, delle famiglie e delle attività economiche non può essere percepita come una battaglia solitaria”, ha concluso Potenza.

Due persone arrestate. Cocaina per un valore sul mercato di circa 9 milioni di euro nascosta in un vano segreto di un’automobile: sequestrati 30 kg e due persone tratte in arresto. È il bilancio delle articolate attività diprevenzione e contrasto ai traffici illeciti pianificate dal Comando Provinciale di Bari, dove i Finanzieri del II Gruppo hanno individuato e sottoposto a sequestro circa 30 kg di cocaina, occultati all’interno di un sofisticato doppiofondo ricavato in un’autovettura in procinto di imbarcarsi per la Penisola ellenica. Il veicolo, condotto da due cittadini di origine turca e francese, è stato intercettato nell’area portuale destinata ai controlli pre-imbarco mentre, a velocità sostenuta, si dirigeva verso la motonave in procinto di partire. L’esame dell’auto ha da subito evidenziato una possibile anomalia nel portabagagli, apparsa evidente agli occhi dei militari.

Scoperte condotte illecite di 6 pescherecci. Carburante per la pesca utilizzato per altri usi non consentiti. A scoprirlo sono stati i finanzieri di Margherita di Savoia che hanno accertato le condotte illecite di 6 comandanti di pescherecci. Durante i controlli sono state riscontrate irregolarità tra le ore effettivamente impiegate per la pesca e quelle ufficialmente dichiarate. I responsabili avevano acquistato oltre 15 tonnellate di carburante con l’esenzione delle accise e le avevano utilizzate per altro. Per tale illecito sono previste sanzioni amministrative fino a 130 mila euro.

In un episodio aveva minacciato il titolare con una bottiglia di vetro. Un 38enne di Terlizzi è stato arrestato dai carabinieri per rapina aggravata. L’uomo era entrato in una farmacia di Molfetta minacciando il titolare con una bottiglia di vetro e portando via dalla cassa poco più di 800 euro. Tra marzo e aprile avrebbe commesso altre due rapine in altrettante farmacie e parafarmacie di Corato.

Intervenute due squadre dei vigili del fuoco . Un incendio ha interessato nella notte il lido “Flower Beach” a Specchiolla, marina di Carovigno. Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi, impegnate nelle operazioni di spegnimento e nella messa in sicurezza dell’intera area. Secondo quanto riferito, la struttura è andata completamente distrutta dalle fiamme. Presenti anche i carabinieri della compagnia di Carovigno, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire l’origine del rogo.

Sul posto è arrivata la Polizia che ha subito identificato l’uomo. Sulla linea 3 alla fermata di via Regina Margherita, a Taranto, un uomo di 30 anni, di nazionalità straniera, sarebbe salito su un bus con una bottiglia di birra in mano. L’autista ha invitato il giovane a scendere dal mezzo. La reazione è stata violenta. Ha buttato a terra la bottiglia rompendola. Sul posto è arrivata la Polizia che ha subito identificato l’uomo. Tanta paura tra gli studenti e altri passeggeri. La scorsa settimana è stato denunciato un altro episodio spiacevole. Un uomo, in evidente stato di alterazione, avrebbe sputato il conducente di un bus.

Il 33enne è tra i dieci attivisti della carovana umanitaria fermati mentre cercava di raggiungere Gaza attraverso l’Egitto. Ieri visita del console generale d’Italia a Bengasi Filippo Colombo ai due attivisti italiani della Flotilla, detenuti in una caserma della polizia della Libia orientale. Una vicenda seguita con particolare apprensione anche in Puglia, in pena per la sorte del molfettese Domenico Centrone. Il 33enne è tra i dieci attivisti della carovana umanitaria fermati mentre cercava di raggiungere Gaza attraverso l’Egitto: al momento di attraversare il confine il gruppo della flotilla è stato fermato al ceckpoint a Sirte, nell’Est della Libia, dai miliziani del generale Haftar. Secondo la Farnesina il console avrebbe trovato entrambi i nostri connazionali in buone condizioni, ma ha chiesto e ottenuto dalle autorità locali alcune migliorie nelle condizioni di detenzione per tutti i componenti del gruppo, che avranno accesso a docce, cambi di abiti e una sistemazione migliore. L’espulsione viene rallentata dalla festa islamica, che in questi giorni viene celebrata anche in Libia.

La scarcerazione viene osservata con attenzione dagli investigatori, anche alla luce dei nuovi equilibri della mafia garganica e delle recenti inchieste. Armando Li Bergolis torna in libertà. Il 51enne di Monte Sant’Angelo, ritenuto dagli investigatori uno dei nomi storici della mafia garganica e figura di vertice del clan dei “montanari” Li Bergolis-Miucci, ha lasciato il carcere dopo una lunga detenzione trascorsa in parte anche al 41 bis. La sua scarcerazione riporta l’attenzione sulle sanguinose faide che per decenni hanno segnato il Gargano, prima contro il gruppo Primosa-Alfieri e successivamente contro gli ex alleati Ricucci, in una lunga scia di omicidi e regolamenti di conti. Il nome di Li Bergolis compare nelle carte del processo “Iscaro-Saburo”, il maxi procedimento che certifico’ l’esistenza della mafia garganica. In quel processo Armando Li Bergolis venne condannato a 27 anni di carcere, stessa pena inflitta al fratello Matteo,mentre Franco Li Bergolis fu condannato all’ergastolo. Armando Li Bergolis è stato per anni indicato dagli inquirenti come uno dei riferimenti più influenti della criminalità del promontorio. La scarcerazione viene ora osservata con attenzione dagli investigatori, anche alla luce dei nuovi equilibri della mafia garganica e delle recenti inchieste sul territorio. 

Il vescovo della diocesi monsignor Vito Angiuli ha sollevato il sacerdote da tutti gli incarichi pastorali ricoperti. In una nota la Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca esprime profondo dolore nell’apprendere il presunto coinvolgimento di un proprio presbitero in fatti integranti il delitto di abuso su uno studente di scuole superiori. Mentre manifesta vicinanza e attenzione verso il giovane e la sua famiglia, la Diocesi chiede perdono per eventuali responsabilità del presbitero. Confida nell’operato della Magistratura, assicura la massima disponibilità e collaborazione nella verifica dei fatti, in conformità alle procedure previste e alla normativa canonica e auspica, al più presto, il chiarimento della dolorosa vicenda. In atteso che il procedimento penale faccia chiarezza, il vescovo della diocesi monsignor Vito Angiuli ha sollevato il sacerdote da tutti gli incarichi pastorali ricoperti.

L’inchiesta era partita dopo due tentativi di furto commessi ai danni di altrettanti sportelli automatici nei comuni di Colonnella e Martinsicuro. Blitz dei carabinieri di Alba Adriatica a San Severo, Cerignola e Trinitapoli che ha portando all’arresto dei componenti di una banda specializzata negli assalti ai bancomat in provincia di Teramo. L’inchiesta era partita dopo due tentativi di furto commessi ai danni di altrettanti sportelli automatici nei comuni di Colonnella e Martinsicuro.

Sono 12 falsi sinistri contestati. Il giro di affari stimato è pari a oltre 100mila euro. Incidenti stradali mai avvenuti. Per questo sono state disposte misure cautelari personali nei confronti di 6 persone, mentre altre 26 risultano deferite in stato di libertà. I destinatari del provvedimento sono due appartenenti all’Arma dei Carabinieri, due avvocati e due medici. Per cinque indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere; per uno dei medici sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il modus operandi scoperto dai carabinieri di Andria era il seguente: gli avvocati avrebbero curato le pratiche risarcitorie connesse ai falsi sinistri, mentre i medici fornivano certificazioni sanitarie per le richieste assicurative. I carabinieri coinvolti, invece, avrebbero fornito atti pubblici idonei ad attribuire attendibilità ai sinistri. Uno dei sanitari, sebbene in regime cautelare di arresti domiciliari, pur non potendo esercitare la propria professione, ha emesso 19 certificati medici falsi, senza aver mai visitato alcun paziente coinvolto nei finti sinistri stradali. Tra i 12 falsi incidenti stradali contestati, ce n’è uno del 30 gennaio 2023 a Canosa di Puglia: entrambi gli indagati italiani erano in Romania al momento del fatto, ma venivano visitati in quella data presso il pronto soccorso dell’ospedale di Cerignola. O un altro, il 16 ottobre 2023, a Canosa di Puglia, dove uno dei veicoli coinvolti con targa rumena non aveva mai lasciato il territorio nazionale estero. Il giro di affari stimato è pari a oltre 100mila euro.

Dopo la colluttazione con uno dei due ladri, ha riportato una lesione ad una mano, guaribile in 10 giorni. Sventato un furto di gasolio nel cuore della notte a Laterza. Un agricoltore del posto ha sorpreso 2 uomini mentre tentavano di asportare dal cassone del suo autocarro un fusto contenente circa un quintale di gasolio. Immediato l’intervento dei Carabinieri che hanno arrestato un 25enne, mentre l’altro, un 40enne, che è riuscito a scappare, è stato identificato e denunciato in stato di libertà con l’ipotesi di tentato furto. L’agricoltore, dopo la colluttazione con uno dei due ladri, ha riportato una lesione ad una mano, guaribile in 10 giorni.

Alla base dell’episodio, tensioni maturate nelle scorse settimane. Saranno le indagini dei carabinieri a fare piena luce sulla lite avvenuta al comune tra il neo sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella, e il comandante della polizia municipale, Sandro Frigiola. Il primo cittadino avrebbe sospettato che il comandante, durante un colloquio istituzionale nel suo ufficio, avesse azionato un dispositivo di registrazione. A quel punto i toni sono diventati più accesi. Il comandante ha invece sostenuto che l’aggressione sarebbe stata già annunciata in campagna elettorale. Alla base dell’episodio, dunque tensioni maturate nelle scorse settimane. Nel corso della lite sindaco e comandante hanno accusato un malore e sono stati trasportati dal pronto soccorso per accertamenti. Il primo cittadino è rimasto in osservazione in cardiologia ed ha nominato un suo vice per mandare avanti l’attività amministrativa.

Il titolare è stato deferito all’autorità giudiziaria. I militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli hanno individuato e sottoposto a controllo, nel comune di Alliste, una struttura turistico-ricreativa adibita a chiosco bar dove sono emerse gravi difformità tra le opere realizzate e quelle autorizzate. Accertata l’occupazione abusiva di un’area demaniale, adibita arbitrariamente a parcheggio e isola ecologica. È stata anche rilevata la realizzazione non autorizzata di una pedana destinata a sostenere una cisterna fuori terra per l’approvvigionamento di acqua potabile. L’operazione si è conclusa con il sequestro di un’area complessiva di circa 300 mq. e con il deferimento del titolare della struttura alla competente Autorità giudiziaria.

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