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Cronaca

Ogni giorno avrebbe gettato sul balcone di casa dell’uomo rifiuti, mozziconi di sigaretta, sabbia, calcinacci, verdure, escrementi e tappi di bottiglia. Avrebbe minacciato il suo vicino di casa, per futili motivi, apostrofandolo con epiteti offensivi sulla sua disabilità, sottoponendolo ad una lunga serie di vessazioni. È accaduto a Mattinata, in provincia di Foggia, dove un 63enne incensurato è stato accusato di atti persecutori. Per lui è scattato il divieto di avvicinamento alla vittima, suo vicino di casa di un anno più giovane, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Gli episodi sarebbero iniziati a dicembre 2025. Ogni giorno il 63enne avrebbe gettato sul balcone di casa dell’uomo rifiuti, mozziconi di sigaretta, sabbia, calcinacci, verdure, escrementi e tappi di bottiglia. Diversi anche gli episodi di minacce all’interno del garage condominiale dove è custodita la sedia a rotelle utilizzata dalla vittima che l’indagato in alcuni casi avrebbe impedito di prelevare.

Sono stati identificati l’organizzatore, il dj, il barman e alcuni partecipanti paganti. Una villa privata trasformata in sala da ballo abusiva è stata scoperta a Bari, nel quartiere di Santo Spirito. Giunti sul posto, gli agenti della polizia locale hanno constatato che era in corso una festa con oltre 100 persone intente a ballare e che, per accedere, era necessario il pagamento di un ticket chedava diritto alla consumazione di un drink. Sono stati identificati l’organizzatore, il dj, il barman e alcuni partecipanti paganti. L’organizzatore, in concorso con il proprietario dell’immobile, dovrà rispondere del reato di apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento. Inoltre saranno contestate altre violazioni tra cui quella di aver organizzato una serata danzante senza autorizzazione e la diffusione di musica senza valutazione di impatto acustico, oltre a sanzioni per la somministrazione di cibi e bevande senza autorizzazione.

È stata una lunga deposizione quella fatta nelle scorse settimane davanti al Tribunale di Bari . “Mi sono rivolta a lui per ritrovare la macchina rubata perché pensavo potesse conoscere gente capace di fare una cosa del genere”. É stata una lunga deposizione quella fatta nelle scorse settimane davanti al Tribunale di Bari da una funzionaria della Prefettura, sentita come persona offesa nell’ambito del processo Codice Interno. Le indagini della Dda hanno documentato come la donna, che per questa vicenda ha subito un procedimento disciplinare, nel 2018 abbia pagato 700 euro per riavere l’auto che le era stata rubata, rivolgendosi a Gaetano Scolletta, imputato perché ritenuto vicino al clan Parisi. Quando il pm Fabio Buquicchio le chiede con insistenza perché si sia rivolta a Scolletta, lei spiega che il giovane era un vecchio compagno di scuola di un suo parente e alla fine precisa: “Japigia è un rione in cui ci sono certe fazioni, ragazzi che si arrangiano”. Incalzata sull’argomento, prosegue ancora dicendo che Scolletta – che secondo il suo racconto si sarebbe comportato come una sorta di intermediario – le disse che le persone a cui lui si era rivolto volevano soldi, 800 euro. “Adesso non ce li ho 800 euro da darti così “, si legge nell’ intercettazione. “Io non volevo dare i soldi ma mi ha detto che dovevo prenderla per forza perché questo veicolo era stato liberato per me, mi sono sentita minacciata”. “Mi sono recata con lui in zona Mungivacca – ha aggiunto – ho consegnato i soldi (fra i 500 ed i 700 euro) ad uno sconosciuto, la macchina era nelle vicinanze ma ormai inutilizzabile. A quel punto ho chiamato la polizia, perché avevo fatto la denuncia, dicendo di essere stata io stessa a ritrovare la macchina, anche se non era vero”.

L’inchiesta ha svelato un sistema più ampio, con fatture false per oltre 150 milioni emesse da 12 società “cartiere”. Maxi operazione della guardia di finanza a Bari contro una presunta frode fiscale nel settore abbigliamento. Sequestrati beni e disponibilità finanziarie per circa 1,3 milioni di euro a un imprenditore operante nell’area metropolitana. Accertata un’evasione tra imposte e iva per circa 1,3 milioni di euro. L’inchiesta ha svelato un sistema più ampio, con fatture false per oltre 150 milioni emesse da 12 società “cartiere”. Le aziende fittizie risultano localizzate soprattutto tra Campania e Toscana. Diversi i soggetti denunciati, mentre proseguono le indagini per il recupero delle somme sottratte al fisco.

L’operazione in tutta Italia ha portato all’arresto in flagranza di reato di 3 soggetti e la denuncia in stato di libertà di altri 6. Ci sono residenti nelle province di Bari tra le persone denunciate per pedopornografia. L’operazione della Polizia di Stato a contrasto della diffusione di materiale pedopornografico su internet ha portato all’arresto in flagranza di reato di 3 soggetti e la denuncia in stato di libertà di altri 6. Le perquisizioni, che hanno visto il coinvolgimento dei Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (C.O.S.C.) di Bari, Cagliari, Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia, sono state eseguite contestualmente in nove città italiane. L’attività ha consentito di trarre in arresto un uomo di 70 anni con precedenti specifici in provincia di Belluno, uno di 63 anni nella provincia mantovana e un 28enne della provincia di Como, per detenzione di migliaia di file realizzati mediante lo sfruttamento sessuale di minori e di denunciare in stato di libertà ulteriori soggetti, di età compresa tra i 30 e i 70 anni, residenti nelle province di Bari, Oristano, Massa,Firenze, Lecco e Frosinone.

In corso le indagini dei Carabinieri. Incendio nella notte a San Marzano di San Giuseppe, nel Tarantino. In fiamme un noto ristorante, in via Lonoce, sulla strada vecchia comunale per Manduria. Il grande gazebo esterno e parte del locale hanno subito danni ingenti. La struttura è realizzata in gran parte in legno. Era stata inaugurata nel 2008. Da qualche mese il ristorante era stato dato in gestione. In corso le indagini dei carabinieri. Al momento non si esclude nulla riguardo alle origini del rogo, spento dai Vigili del fuoco che hanno anche messo in sicurezza l’area. Sono intervenute le squadre di Grottaglie, Manduria e Taranto. Sempre nella notte, vigili del fuoco e carabinieri intervenuti anche a Faggiano, per l’incendio di un suv. In corso tutti gli accertamenti.

Si sarebbero sfiorati durante un sorpasso e il conducente del furgone ha perso il controllo, schiantandosi contro il guardrail e finendo sul new jersey. All’alba disagi pesantissimi sulla tangenziale di Bari, in direzione sud, all’altezza dello svincolo per il quartiere Stanic, dove un incidente tra due mezzi pesanti ha paralizzato la circolazione per ore. Coinvolti un furgone frigo carico di ortofrutta e un bilico che trasportava un trattore. I due mezzi si sarebbero sfiorati durante un sorpasso e il conducente del furgone ha perso il controllo, schiantandosi contro il guardrail e finendo sul new jersey. L’autista, un uomo di Triggiano, è stato soccorso e trasportato all’ospedale San Paolo: le sue condizioni non sono gravi. Praticamente illeso il conducente dell’altro mezzo. È stato necessario l’intervento di un pezzo pesante dei vigili del fuoco per disincagliare il mezzo frigo. Pesanti le ripercussioni sul traffico: il tratto tra Stanic e l’ingresso dell’autostrada è rimasto chiuso a lungo, con chilometri di coda e deviazioni obbligate verso la città, per poi rientrare in tangenziale da Poggiofranco. Rallentamenti anche sulla corsia nord, a causa della chiusura di una carreggiata per sicurezza. Sul posto anche i carabinieri per le indagini sull’incidente e per gestire l’emergenza traffico.

Gli atti saranno ora depositati presso la segreteria generale del Comune e, una volta protocollati, renderanno effettivo lo scioglimento dell’assise consiliare, con il conseguente avvio del commissariamento dell’ente. Si apre la strada allo scioglimento anticipato del Consiglio comunale di Ostuni dopo le dimissioni irrevocabili di tredici consiglieri comunali, formalizzate nelle scorse ore davanti a un notaio. La decisione segna il punto di arrivo di una crisi politica che da mesi attraversa la maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Angelo Pomes del Pd, eletto nel 2023 con il 63% dei consensi. La frattura interna si è progressivamente aggravata, in particolare dopo la revoca delle deleghe a tre assessori di area socialista avvenuta lo scorso 4 luglio, episodio che ha di fatto ridisegnato gli equilibri politici in aula. Da quel momento l’amministrazione ha retto su numeri estremamente risicati, con una maggioranza di un solo voto rispetto all’opposizione. Nelle ultime settimane, inoltre, le tensioni si sono estese anche alla consigliera Laura Greco, già uscita dal movimento “Consenso civico” e poi rimasta inizialmente in maggioranza come indipendente, prima di maturare la decisione di aderire all’iniziativa delle dimissioni. Il documento è stato sottoscritto complessivamente da cinque consiglieri dell’area socialista, dalla stessa Greco e dai sette rappresentanti del centrodestra eletti in Forza Italia, Fratelli d’Italia e nelle liste civiche “Obiettivo Comune” e “Per Ostuni”. Un fronte trasversale che ha reso inevitabile la caduta dell’amministrazione. Gli atti saranno ora depositati presso la segreteria generale del Comune e, una volta protocollati, renderanno effettivo lo scioglimento dell’assise consiliare, con il conseguente avvio del commissariamento dell’ente. Il sindaco Pomes, oltre alla guida del Comune, ricopre anche l’incarico di presidente della Provincia di Brindisi.

E’ quanto accaduto l’altra sera a Copertino dove il coraggio di un bambino ha probabilmente evitato l’ennesima tragedia. Quando ha visto il padre aggredire la madre per l’ennesima volta, si è nascosto sotto il letto e col cellulare ha chiamato il numero di emergenza dei carabinieri, raccontando quanto stava accadendo in casa e invocando il loro intervento dopo che aveva tentato di intervenire in soccorso della madre. E’ quanto accaduto l’altra sera a Copertino dove il coraggio di un bambino di 12 anni ha evitato probabilmente una tragedia. Quando sul posto sono arrivati i militari l’uomo che aveva ancora con sé il cellulare della donna, che poco prima le aveva sottratto con violenza al termine dell’ennesima aggressione. La donna assistita dal proprio legale di fiducia una volta in caserma ha sporto denuncia contro il coniuge da cui si sta separando. Lo aveva fatto già lo scorso dicembre rimettendo poi la querela nella speranza che l’uomo potesse cambiare. Ma a gennaio una seconda aggressione per strada aveva spinto poi la donna a sporgere denuncia. L’altra sera l’ennesimo episodio di violenza. Al momento nei confronti dell’uomo non sono stati presi provvedimenti. La sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria.

I tecnici sono al lavoro per risolvere il problema nel più breve tempo possibile. A Matera un guasto improvviso sta provocando disagi all’erogazione dell’acqua che potrà subire disservizi, con fenomeni di bassa pressione o temporanea sospensione, in particolare nella zona centro della città e nelle aree limitrofe.I tecnici sono al lavoro per risolvere il problema nel più breve tempo possibile.L’Amministrazione comunale invita la cittadinanza a un uso responsabile della risorsa idrica fino al completo ripristino del servizio.

L’amministrazione comunale invita pertanto la cittadinanza a collaborare e a rispettare le regole per contribuire concretamente alla salvaguardia di una specie simbolo della biodiversità costiera. Il Fratino, che da anni nidifica sul litorale a sud di Bari, non si tocca. Il sindaco Vito Leccese ha firmato l’ordinanza per tutelare il piccolo volatile, protetto a livello europeo.Il provvedimento dispone, fino al 31 luglio 2026, il divieto di accesso dei cani e di tutti i soggetti non autorizzati nelle aree di nidificazione opportunamente delimitate e segnalate con apposita cartellonistica, nel tratto compreso tra il torrente Valenzano e il Cral di Acquedotto Pugliese StaAll’interno di tali aree e nel raggio di 50 metri dai nidi è inoltre vietato svolgere qualsiasi attività che possa arrecare disturbo alla specie per non danneggiare i nidi e compromettere la schiusa delle uova e la sopravvivenza dei pulli.L’amministrazione comunale invita pertanto la cittadinanza a collaborare e a rispettare le regole per contribuire concretamente alla salvaguardia di una specie simbolo della biodiversità costiera.

Per Davide Falcetta, 37 anni, il gip del tribunale di Trani ha previsto l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla donna Si chiama Davide Falcetta, ha 37 anni, è di Terlizzi. È stato sottoposto alla misura cautelare prevista dal codice rosso per maltrattamenti nei confronti della compagna. Per lui il gip del tribunale di Trani ha previsto allontanamento dalla casa familiare, braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento alla donna.Il suo nome non è nuovo: Falcetta è ancora indagato per la morte di Claudia De Chirico, avvenuta il 21 dicembre del 2016. La ragazza, che aveva 22 anni, fu trovata senza vita a Terlizzi vicino al sottopasso di via Mazzini. Intorno al collo un cavetto usb legato al corrimano metallico.I genitori di Claudia De Chirico si sono sempre opposti all’idea che la ragazza potesse essersi tolta la vita, come ipotizzato dagli investigatori. A giugno del 2024 il caso della sua morte è stato riaperto ipotizzando lo scenario di “morte come conseguenza dei maltrattamenti in famiglia.”Davide Falcetta la maltrattava e umiliava, le inviava messaggi con su scritto: “Se non sparisci ti pesto”, oppure “Ucciditi” o anche, “Me le stai tirando le mazzate”. Abusi che avrebbero portato Claudia ad un tale stato di prostrazione da vedere la morte come unica via di fuga dalla sofferenza. La sera prima della sua morte, aveva litigato con Davide e lui dopo l’alterco l’aveva lasciata sola ed era andato a dormire. Questo nonostante Claudia, prima del decesso, gli avesse inviato una foto dei binari con la frase: “Ho deciso”. .

La mobilitazione spiegano i sindacati continuerà finché il piano dell’azienda non verrà ritirato. Sono tornati a scioperare i lavoratori della Natuzzi, che questa mattina hanno manifestato in corteo, bloccando la provinciale 41, tra Puglia e Basilicata, l’arteria che collega Puglia e Basilicata e unisce i siti di Jesce 2 e Jesce 1. La mobilitazione spiegano i sindacati continuerà finché il piano dell’azienda non verrà ritirato. La sensazione è che si navighi a vista e che la società non sia in grado di garantire il lavoro dopo la fine dell’anno mentre gli incentivi previsti sono rateizzati e quindi, spiegano i sindacati saranno in pochi ad aderire.

L’aggressione avvenne a San Giovanni Rotondo nel 2024. Nella notte tra il 10 e l’11 agosto del 2024 a San Giovanni Rotondo un ragazzo e una ragazza minorenne aggredirono e insultarono con frasi omofobe un uomo di 57 anni invalido, ferendolo al volto e facendogli perdere i sensi. Lo scorso 17 aprile l’aggressore maggiorenne è stato condannato a 3 anni e 10 mesi di reclusione per lesioni gravi con l’aggravante speciale relativa a discriminazioni per motivi come razza, etnia e religione, applicata alla matrice omofoba dell’aggressione. Lo rende noto l’associazione Koll.Era che parla di “una sentenza storica: in assenza di una aggravante specifica per l’omolesbobitransfobia – che non esiste, perché il ddl Zan non è stato approvato – si tratta di un caso raro nella giurisprudenza italiana, in particolare nel Sud”, sottolinea. Koll.Era ricorda che la vittima “fu violentemente attaccata e, nel frattempo, insultata con espressioni dichiaratamente omofobe legate al suo orientamento sessuale. Fortunatamente, l’intervento di un passante interruppe l’aggressione e le ferite, benché serie, sono state circoscritte all’occhio. Inoltre fu lasciato a terra dopo il pestaggio, privo di sensi”.

Il giovane è cosciente ed è ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico Riuniti. Prima il rimprovero da parte di una donna che lo ha sorpreso a urinare in un’aiuola, con un amico, vicino a una pizzeria; poi, il tentativo di giustificarsi del ragazzo, che avrebbe appoggiato una mano su una spalla alla donna, che, a quel punto, avrebbe urlato, attirando l’attenzione di almeno cinque persone presenti nel locale, tutti adulti, che sono usciti e hanno picchiato ripetutamente il ragazzo, che si è accasciato in una piazza accanto al Comune, dove è stato soccorso dal personale del 118. Sarebbe questa la dinamica del pestaggio subìto da un 24enne nella tarda serata di sabato a Foggia.La vittima ha riportato gravi ferite al volto e alla testa, ma non sarebbe in pericolo di vita. È cosciente ed è ricoverata nel reparto di Rianimazione del Policlinico Riuniti. L’aggressione è avvenuta in una piazzetta a ridosso di corso Garibaldi, dove c’è una pizzeria. Dopo essere stato picchiato, il 24enne ha cercato riparo a un centinaio di metri, in piazza Siniscalco Ceci, a ridosso del municipio; qui, sarebbe stato inseguito dagli aggressori, che potrebbero averlo ulteriormente colpito. Decisivi saranno i filmati delle telecamere di sorveglianza, che la polizia sta visionando.

Sono riusciti a disarmarlo e a metterlo in sicurezza per poi affidarlo ai sanitari del 118. Due agenti della Questura di Lecce sono rimasti feriti per salvare la vita a un uomo armato di coltello che poco prima aveva chiamato la sala operativa annunciando l’intento di farla finita. Nonostante i ripetuti tentativi di instaurare un dialogo, l’uomo sembrava pronto a dar luogo a quanto annunciato, procurandosi una ferita alla gola. Intervenuti per immobilizzarlo, i due poliziotti delle Volanti hanno riportato ferite, uno all’avambraccio sinistro e l’altro alla mano, riuscendo a disarmare l’uomo e a metterlo in sicurezza per poi affidarlo ai sanitari del 118. Qui le testimonianze dei due agenti.

L’episodio risale alla sera del 6 aprile. Si trova agli arresti domiciliari l’uomo che la sera del 6 aprile a Bitetto, nel Barese, ha esploso colpi di arma da fuoco in piazza Aldo Moro. È ritenuto responsabile di minacce aggravate e porto illegale di un fucile a canne mozze. I carabinieri, anche grazie ai filmati della video sorveglianza, lo hanno rintracciato. All’origine del gesto il movente passionale: il proiettile non avrebbe raggiunto la vittima solo grazie alla sua reazione.

Si tratta del tredicesimo sportello – tra bancomat e postamat – colpito in provincia di Foggia dall’inizio dell’anno. Assalto a un bancomat, in nottata, a San Severo. Presa di mira, con l’esplosivo, la filiale della Banca Popolare di Milano, in via Alessandro Minuziano. Ingenti i danni causati dalla deflagrazione. Non è chiaro se il colpo sia andato a segno. Si tratta del tredicesimo sportello – tra bancomat e postamat – colpito in provincia di Foggia dall’inizio dell’anno.

Lo denuncia il sindacalista tarantino, Andrea Lumino. La replica dell’ospedale. Ultra settantenne al pronto soccorso del Ss Annunziata di Taranto lasciata su una barella senza acqua e senza cibo, ad attendere per oltre 30 ore. Lo denuncia il sindacalista tarantino, Andrea Lumino in uno sfogo sui social. Lumino spiega che parla per esperienza diretta e che un panino e dell’acqua sono arrivati solo grazie a una dottoressa di un altro reparto. “I cittadini, scrive Lumino, hanno diritto a un ospedale vero, non devono avere paura di stare male temendo di finire al pronto soccorso”. Tuttavia il direttore del reparto, dott. Giuseppe Turco specifica che il paziente è stato soccorso “per trauma cranio facciale il 23 aprile alle ore 10.56 ed è stato dimesso il 24 aprile alle ore 18.00 circa. Riporta trauma cranio facciale con fratture delle ossa nasali, per le quali si richiede consulenza otorinolaringoiatrica”. “Per questo tipo di traumi – è spiegato nella nota della Asl – il digiuno è d’obbligo nelle prime ore, per il rischio di vomito che potrebbe portare a una broncopolmonite ab ingestis gravissima”. Il medico chiarisce inoltre che sono state eseguite due tac a distanza di 12 ore dopo la consulenza neurochirurgica e che “il paziente è stato trattenuto qualche ora in più, per eccesso di sicurezza, e dimesso in totale sicurezza”.

Sono scappati via a mani vuote, ad attenderli fuori nel parcheggio un terzo complice . Rapinatori scatenati anche di domenica. All’ora di pranzo in due, a volto coperto, hanno fatto irruzione nel centro commerciale “Pineta” di San Severo, pieno di gente. Hanno puntato la gioielleria ma non hanno fatto i conti con l’antifurto nebbiogeno. Il dispositivo di sicurezza ha costretto entrambi a una fuga precipitosa a mani vuote. I due sarebbero fuggiti a bordo di un’auto guidata da un terzo complice che li attendeva nel parcheggio.Sull’accaduto indagano i carabinieri. Al vaglio degli investigatori le telecamere del centro commerciale. 

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