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Cronaca

Secondo una prima ricostruzione, alla base dell’episodio ci sarebbero i tempi di attesa. Un altro episodio di violenza contro il personale sanitario. Questa volta è accaduto al pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Nella notte tra venerdì e sabato una giovane infermiera e un operatore di Sanitaservice sono stati aggrediti da due donne, madre e figlia, in attesa di assistenza medica. Secondo una prima ricostruzione, alla base dell’episodio ci sarebbero i tempi di attesa. Le due donne avrebbero colpito l’infermiera con uno schiaffo al volto; l’operatore intervenuto per difenderla sarebbe stato invece raggiunto da un pugno. Necessario l’intervento degli agenti del posto fisso di polizia, che hanno riportato la calma e avviato gli accertamenti sulle responsabili dell’aggressione.

L’uomo è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Bonomo di Andria. Un uomo di 77 anni è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Bonomo di Andria, a causa delle ferite riportate durante un’aggressione avvenuta al culmine di una lite avvenuta sabato in strada aCanosa di Puglia. Secondo quanto emerso, avrebbe avuto una violenta discussione con una persona che poi è fuggita. Ad avere le peggio è stato il 77enne che soccorso dal personale del 118, è stato trasportato ad Andria per un trauma cranico. Le indagini sono affidate agli agenti del commissariato sono sulle tracce dell’aggressore.

Il manufatto è stato ritrovato imballato e pronto a varcare i confini nazionali. Era stato già confezionato per essere spedito all’estero a un ignoto acquirente, ma l’intervento repentino dei carabinieri ha evitato il peggio. La comunità di Maranola, frazione di Formia provincia di Latina, ha potuto riabbracciare uno dei suoi simboli religiosi, il “Bambinello di Sant’Antonio“, rubato nel 2015 dalla chiesa della Santissima Annunziata. Il ritrovamento è avvenuto grazie alle attività di investigazione dei carabinieri di Genzano di Lucania che hanno recuperato il simulacro in un’abitazione privata del comune lucano. Il manufatto è stato ritrovato imballato e pronto a varcare i confini nazionali: se fosse entrato nel circuito del collezionismo internazionale sarebbe andato perduto per sempre. L’arma ha riconsegnato così il bambinello in coincidenza con l’apertura dei solenni festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova. Grande la commozione dei fedeli della comunità laziale che, dopo 11 anni, si riappropriano di uno dei loro simboli religiosi più amati.

L’uomo è stato trovato in una sala slot di Bari. La polizia ha arrestato un 22enne di Bitonto ritenuto responsabile di una rapina avvenuta nei giorni scorsi in un supermercato della città. Il giovane si sarebbe presentato nell’attività con il volto coperto da un passamontagna e, dopo aver minacciato la cassiera con un coltello, si sarebbe fatto consegnare il denaro presente in cassa prima di fuggire. Sul posto sono intervenuti i poliziotti del commissariato di Bitonto, che hanno sequestrato a poca distanza dal supermercato sia il passamontagna che il coltello. Dall’analisi delle telecamere di sorveglianza del supermercato è stato possibile ricostruire i momenti della rapina e quelli immediatamente precedenti. Il 22enne è stato poi arrestato a Bari, all’interno di una sala slot. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari. 

Era un ambulante di frutta e verdura del posto. Incidente mortale alle prime ore del giorno sulla provinciale per Salice salentino all’uscita del comune salentino. A perdere la vita Cosimo Barbetta 37 anni, ambulante di frutta e verdura del posto che alla guida di un’Ape car, per cause in corso di verifica, si è scontrato con un’autovettura, un’Audi A4 condotta da un 65enne di Monteroni rimasto illeso. Vani i soccorsi dei sanitari del 118. Sul posto per i rilievi Carabinieri e vigili urbani. Accertamenti alcolemici e tossicologici in corso.

Indagano i Carabinieri. Da definire se l’incendio è doloso. Indagini a Taranto per l’incendio di tre auto nella notte, all’angolo tra via Dante e via Diego Peluso. Sono andate completamente distrutte una Opel, una Fiat Panda e una Lancia Y. Le fiamme si sono prepagate raggiungendo il palazzo in prossimità dei mezzi. Danneggiate la facciata e la parte esterna di un appartamento. Raggiunto anche un locale commerciale. Sul posto i vigili del fuoco per lo spegnimento e per la messa in sicurezza dell’area. Indagano i Carabinieri. Da definire se l’incendio è doloso.

Orta Nova si stringe attorno alla famiglia del ragazzo. Chi era alla guida è indagato per omicidio stradale. Alcol nel sangue oltre i limiti consentiti per tutti e cinque i ragazzi coinvolti nell’incidente e tracce di cannabis per due di loro. È questo uno degli elementi emersi dalle indagini sulla tragedia avvenuta l’altra notte a Orta Nova, nel Foggiano, dove ha perso la vita il sedicenne Andrea Procaccino. Il giovane viaggiava sul sedile posteriore di una Renault Megane station wagon guidata da un coetaneo senza patente. A bordo c’erano altri tre minorenni. Quando il conducente si è imbattuto in un posto di controllo dei carabinieri, ha deciso di non fermarsi, dando il via a una fuga durata circa tre chilometri. All’uscita del centro abitato, in una curva già teatro di altri incidenti, l’auto ha sbandato, si è schiantata contro il guard-rail e si è ribaltata. Per Andrea non c’è stato nulla da fare. Gli altri quattro occupanti hanno riportato ferite lievi; tre sono stati già dimessi, mentre uno resta in osservazione. Gli investigatori hanno accertato che non vi è stato alcun contatto tra la vettura in fuga e quella dei carabinieri, che avrebbero mantenuto una distanza di sicurezza durante l’inseguimento. Proseguono inoltre gli approfondimenti sull’auto, immatricolata in Polonia e risultata regolarmente assicurata. Intanto Orta Nova si stringe attorno alla famiglia del ragazzo. Il sindaco Domenico Di Vito ha parlato di una comunità “ferita e addolorata“, richiamando tutti a una maggiore responsabilità educativa verso i giovani. Commosso il ricordo del professore Alfredo Coppola, che descrive Andrea come un ragazzo solare, pieno di progetti e profondamente legato al suo paese. Nella camera ardente si sono susseguiti per tutta la giornata di ieri amici, compagni di scuola e conoscenti. Il funerale sarà celebrato oggi nella chiesa Madonna di Lourdes. Intanto, è stato denunciato, ed è dunque indagato, per omicidio stradale il 16enne alla guida dellaRenault Megane station wagon con targa polacca, regolarmente assicurata ed intestata ad un cittadino polacco.

Emanuela Nardelli è ricoverata all’ospedale San Giovanni, ma non è in pericolo di vita. Una poliziotta di 28 anni originaria di Taranto è tra i feriti della notte di paura vissuta a Roma durante le prove della parata del 2 Giugno. Emanuela Nardelli, in servizio nel 4° Reggimento a Cavallo della Polizia di Stato, è stata disarcionata dopo che alcuni fuochi d’artificio hanno spaventato decine di cavalli schierati alle Terme di Caracalla. Gli animali si sono lanciati in una fuga incontrollata per diversi chilometri nel cuore della Capitale. La giovane agente ha riportato un trauma toracico, la frattura di alcune costole e varie contusioni ed è ricoverata all’ospedale San Giovanni, ma non è in pericolo di vita. Dal letto d’ospedale ha raccontato di ricordare solo gli istanti precedenti alla caduta. Nonostante la paura e la delusione per aver saltato la sfilata, la giovane agente guarda già avanti: “L’anno prossimo – ha detto – voglio esserci”.

Alla guida un altro sedicenne. La vittima era sul sedile posteriore. Feriti gli altri quattro amici. L’auto coi cinque ragazzi a bordo avrebbe tentato di evitare un posto di controllo delle forze dell’ordine, dandosi alla fuga davanti ai carabinieri. Ma l’inseguimento si è concluso tragicamente. La vettura è finita fuori strada schiantandosi su un guardrail. Nell’impatto è morto Andrea Procaccino, 16 anni. Feriti gli altri quattro ragazzi, tra i 14 e 17 anni. Sono tutti residenti in zona. L’incidente è avvenuto verso le 3 del mattino, sulla provinciale 80. Alla guida della Tenault Megane con targa polacca c’era un 16enne mentre la vittima si trovava sul sedile posteriore, dietro al guidatore. Quando sulla strada il conducente dell’auto ha visto la pattuglia dei carabinieri che stava effettuando un posto di blocco, ha accelerato senza fermarsi. Ne  è scaturito un inseguimento nel corso del quale l’auto in curva è uscita fuori strada. Per Andrea Procaccino non c’è stato nulla da fare, è morto sul colpo. Il ferito più grave è stato ricoverato all’ospedale di Foggia, gli altri tre medicati in quello di Cerignola ma poi dimessi.

. Un morto e quattro feriti in un incidente stradale avvenuto in nottata alla periferia di Orta Nova, nel Foggiano. La vittima è un 17enne. Era in auto con altri quattro ragazzi, tutti del Comune del Basso Tavoliere. La vettura è finita fuori strada lungo la SP 80, pare dopo aver evitato un posto di blocco dei carabinieri. Per il 17enne non c’è stato nulla da fare; meno gravi, invece, le ferite per gli altri quattro ragazzi. Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso e i vigili del fuoco.

. Dietro alla sparatoria di via Verga al quartiere Tamburi di Taranto c’è una lite nata per questioni di viabilità. Il 26enne tarantino Vincenzo Dell’Anna è a bordo della sua moto. Viene accostato dall’auto in cui c’è Giuseppe De Robertis, di un anno più piccolo, di Statte, incensurato. La strada è molto stretta, piccola. Iniziano a litigare. Il 26enne tira fuori la pistola e spara un colpo dritto all’addome. È la prima ricostruzione dei fatti. Per il 25enne arrivano i soccorsi.Il giovane è ancora cosciente quando arriva al pronto soccorso. Viene operato d’urgenza. C’è da estrarre il proiettile: quattro ore circa di intervento e il ricovero in Rianimazione. Resta sotto stretta osservazione, i medici si riservano la prognosi ma è fuori pericolo. Mentre è in corso l’intervento, il presunto responsabile va in Questura a costituirsi. É stato arrestato e deve rispondere di tentato omicidio. É un volto già noto alle forze dell’ordine. In via Verga, gli agenti della Squadra Mobile e della Scientifica hanno effettuato i rilievi. Non certo di passaggio. La Squadra Mobile, diretta dal vice questore aggiunto, Antonio Serpico, continua a indagare, con il coordinamento del pm Fabio Colascilla Narducci. Sono state raccolte alcune testimonianze e i filmati delle telecamere della zona. Da quanto emerge i due si conoscevano, ma solo di vista.

. Hanno atteso fino a 50 minuti per una prenotazione o per il pagamento di una prestazione sanitaria gli utenti del Cup dell’Ospedale San Pio di Castellaneta. E’ quanto registrato dall’UIL FP che denuncia ancora una volta un disservizio nel sistema sanitario tarantino. Secondo quanto monitorato dal sindacato, ieri mattina in turno c’era solo un operatore e le code si sono protratte dalle 8:30 fino alle 12:30, con tempi di attesa che hanno sfiorato l’ora. Il problema è sempre la carenza di personale. Una situazione insostenibile perché nessuno sostituisce chi va in ferie o in malattia mandando il sistema subito in tilt. La UIL FP chiede il potenziamento del personale e le sostituzioni.

. Presunti brogli elettorali durante gli scrutini delle elezioni politiche del 25 settembre 2022 a Taranto. È stata fissata al prossimo 21 ottobre l’udienza preliminare per i cinque politici indagati per reati elettorali e falso ideologico. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Alessandro Dipino, Maria Grazia Cartini, Federica Trianni, Massimiliano Di Cuia e Vito De Palma. Al centro della vicenda l’avvocato barlettano Marcello Lanotte, indicato come persona offesa nel procedimento. Non sarebbe stato eletto per 52 voti: sarebbero stati attribuiti indebitamente alla lista Forza Italia, piuttosto che a Fratelli d’Italia. I cinque indagati dovranno presentarsi davanti alla gip Alessandra Rita Romano. 

. Un infermiere del 118 è stato preso a pugni dal padre di un ragazzino appena soccorso dopo un incidente stradale in moto. È accaduto a Bari la notte tra venerdì e sabato in viale Unità d’Italia.  Secondo quanto ricostruito, la moto con in sella due minorenni si sarebbe scontrata con un’auto. I ragazzini sono stati fatti salire in ambulanza per essere medicati e lì il padre, pare senza alcun motivo, ha aggredito l’infermiere sferrandogli un pugno. Per lui 15 giorni di prognosi.  Il direttore generale della Asl di Bari, Luigi Fruscio “condanna il gesto” definendolo “inqualificabile” perché si tratta di “una violenza del tutto immotivata, che non può essere tollerata in quanto compromette il regolare svolgimento di un pubblico servizio di emergenza”. La Asl garantirà la tutela legale all’infermiere. 

L’anziano è stato soccorso, ma, una volta giunto in ospedale, è deceduto. Investimento mortale questa mattina al quartiere San Paolo di Bari. La vittima è un anziano di 82 anni.Dalle prime informazioni, sembra che l’uomo stesse attraversando in viale Europa quando è stato travolto da un’auto. È stato soccorso prima dal conducente del mezzo che lo ha travolto e poi dal 118. Purtroppo, è deceduto in ospedale. Indaga la Polizia locale.

Strappate anche le divise. Un uomo di Noicattaro di 43 anni è stato denunciato per aver aggredito due agenti della polizia locale a Mola di Bari. L’episodio è accaduto nel tardo pomeriggio di ieri durante un controllo non lontano dal mercato ittico. Il presunto aggressore, con precedenti penali, è un ambulante e gli sono stati chiesti i documenti utili adaccertare l’autorizzazione alla vendita su suolo pubblico. Secondo quanto si apprende, il 43enne ne era privo e avrebbe così iniziato prima a insultare e minacciare gli agenti e poi li ha colpiti con calci, pugni e schiaffi violenti che hanno raggiunto le due vittime a cui sono state strappate le divise. È stato necessario l’intervento di altre pattuglie della Locale e dei carabinieri per riportare la calma. L’uomo è accusato di minacce, oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Denunciato un pregiudicato della Salinella che aveva trasformato il suo appartamento in una centrale dello spaccio, aperta h24 e gestita con turni di giovani pusher. 16 arresti per droga, 20 denunce e 2 piazze di spaccio scoperte ai quartieri Salinella e Tamburi. È l’esito dell’operazione della Polizia, Alto Impatto solo per la città di Taranto, a fronte di 1335 arresti in tutta Italia. In meno di un mese di indagine, dal 6 al 27 maggio scorso, nel capoluogo ionico sono state controllate 3mila persone. I controlli hanno portato al sequestro di 2 kg di hashish, mezzo chilo di marijuana, una cinquantina di grammi di cocaina oltre a dosi di eroina e droga sintetica. Denunciato un pregiudicato della Salinella che aveva trasformato il suo appartamento in una centrale dello spaccio, aperta h24 e gestita con turni di giovani pusher. Stessa situazione ai Tamburi, in via Machiavelli, dov’è stato arrestato un 27enne. Denunciato anche un rivenditore di cannabis light.

Il più esteso tra Tricase e Andrano. Al momento non si registrano feriti, ma il bilancio ambientale appare pesante . Un vasto incendio alimentato dal forte vento di Maestrale ha interessato nelle ultime ore ampie areedel Salento, dal Capo di Leuca alla costa adriatica, coinvolgendo territori compresi tra Andrano, Tricase, Salve, Castro e Santa Cesarea Terme. Secondo quanto riferito dalle autorità impegnate nelle operazioni di spegnimento, sono tre i principali fronti del fuoco: il più esteso tra Tricase e Andrano, un secondo lungo la strada provinciale 91 tra Lido Marini e Torre Pali, e un terzo sul versante adriatico tra la frazione di Cerfignano e Santa Cesarea Terme, fino al confine con Castro. Critica la situazione nell’area della marina di Andrano, tra Torre del Sasso e Tricase Porto, all’interno del Parco naturale regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase. Le fiamme hanno interessato vaste superfici di macchia mediterranea, aree rurali e pinete, causando ingenti danni alla vegetazione. Sul posto sono al lavoro numerose squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Lecce, insieme alle forze dell’ordine e ai volontari della protezione civile. In alcuni punti il rogo ha raggiunto zone costiere e spiagge, rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale di diverse abitazioni. Al momento non si registrano feriti, ma il bilancio ambientale appare pesante.

Indagini affidate ai carabinieri. Hanno messo un ordigno esplosivo, la classica ‘marmotta‘, all’interno della fessura dello sportello Atm della filiale della banca Bper di piazza Marconi a Manfredonia che esplodendo ha provocato ingenti danni alla struttura, ma la banda è poi fuggita, a quanto si apprende, a mani vuote perchè non è riuscita a portar via il denaro contenuto nelle casse. Il tentato assalto è accaduto intorno alle 5 del mattino e il violento boato è stato avvertito dai residenti della zona. Ad agire, sarebbero state tre persone incappucciate, fuggite a bordo di un Suv. Indagini affidate ai carabinieri.

La sentenza di secondo grado ha di fatto ribaltato quella del luglio scorso che, nel primo grado di giudizio, aveva disposto il reintegro in servizio . È stato confermato dai giudici della Corte d’Appello il licenziamento delle due vigilesse baresi, accusate di aver avuto rapporti con un esponente della criminalità locale, arrestato nell’ambito dell’inchiesta “codice interno” nel blitz del febbraio 2024. La sentenza di secondo grado ha di fatto ribaltato quella del luglio scorso che, nel primo grado di giudizio, aveva disposto il reintegro in servizio delle due vigilesse, condannando il comune a pagare gli stipendi arretrati. Secondo l’accusa, le due vigilesse si erano rivolte al 43enne Fabio Fiore, ritenuto il braccio destro di Tommy Parisi, figlio del boss Savinuccio, chiedendogli “protezione” per punire un uomo che le aveva minacciate e insultate dopo aver ricevuto una multa. Inoltre, in una intercettazione una delle due agenti sembrava mettersi a disposizione di fiore per risolvergli un problema con patente e carta d’identità. Con questa sentenza il comune può ripristinare il licenziamento e chiedere la restituzione degli arretrati.

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