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Cronaca

Il trasferimento inizierà venerdì pomeriggio. Raggiungerà Roma. Dopodiché, dall’aeroporto di Fiumicino, il corpo sarà imbarcato sul primo aereo per Tunisi, dov’è prevista una sosta, e poi, dopo due giorni di viaggio, arriverà a Bamako. Rilasciato, dopo diversi giorni di attesa, il documento necessario al trasferimento della salma di Bakari Sako in Mali. Ieri, 27 maggio, è arrivato l’ok finale dell’ambasciata di Roma al cosiddetto “passaporto funebre”, che consentirà il rientro del corpo nel Paese di origine. Il trasferimento inizierà venerdì pomeriggio. Raggiungerà Roma. Dopodiché, dall’aeroporto di Fiumicino, il corpo sarà imbarcato sul primo aereo per Tunisi, dov’è prevista una sosta, e poi, dopo due giorni di viaggio, arriverà a Bamako, capitale del Mali, e soltanto il 3 giugno raggiungerà Kayes, paese di origine del giovane bracciante ammazzato a Taranto all’alba del 9 maggio scorso. I familiari sono arrivati in città il 12 maggio, all’indomani dei fermi dei presunti responsabili dell’omicidio: 4 minorenni tra i 15 e i 17 anni e 2 maggiorenni, Fabio Sale, 19enne, e Cosimo Colucci, 22 anni. Il 29 maggio il Riesame rivaluterà la posizione dei minorenni. Gli indagati al gip hanno dichiarato di non essersi resi subito conto della gravità dell’accaduto e di aver provato a far rinsavire Bakari, gettandogli dell’acqua addosso. Potrebbero anche aver chiesto l’intervento di un’ambulanza di passaggio. Il passaggio del mezzo si vede in un nuovo video spuntato l’altro giorno. All’interno ci sarebbe stato un altro paziente. L’ambulanza per Bakari sarebbe arrivata invece quando ormai non c’era più nulla da fare. Resta aperto il quesito principale: il 35enne si sarebbe potuto salvare? Per questo, c’è da attendere la relazione del medico legale.

Tra loro anche un agente penitenziario. Droga e telefoni cellulari direttamente alle finestre del carcere di Taranto, trasportati coi droni o introdotti tramite parenti e amici: 10 arresti sono stati eseguiti all’alba di oggi dalla polizia penitenziaria, col supporto della squadra mobile della Polizia di Stato. Tra loro c’è anche un agente penitenziario, già arrestato a ottobre 2024, quando nella sua auto furono trovati 900 grammi di hashish, 10 di cocaina, telefoni e altri dispositivi. Nello specifico si tratta di 5 misure cautelari in carcere, di cui 2 nei confronti di soggetti già detenuti. Altri 5 sono finiti agli arresti domiciliari. Tra questi, l’agente. Inoltre, per un undicesimo soggetto, disposto un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini sono partite a maggio 2024. Il traffico era gestito da tre detenuti del circuito di media sicurezza. Spacciavano all’interno dell’istituto penitenziario, gonfiando i prezzi rispetto al mercato esterno. I pagamenti avvenivano tramite bonifici, ricariche di carte prepagate o la consegna di sigarette, successivamente rivendute a tabaccai compiacenti della città.

Gli abusi sarebbero avvenuti durante la confessione, il prete ha parlato di un rito di purificazione del giovane convinto di essere posseduto dal demonio. Un sacerdote di 69 anni in servizio presso la diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca è stato arrestato ai domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico, per presunte molestie sessuali su uno studente minorenne. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nei giorni scorsi dagli agenti della Squadra Mobile , disposto dal GIP di Lecce Francesco Valente su richiesta del sostituto Erika Masetti dopo le indagini scattate in seguito alla denuncia sporta dalla madre della presunta vittima. Tre gli episodi contestati, da novembre a maggio. Gli abusi sarebbero avvenuti durante il momento della confessione. Sarebbe stato poi lo stesso ragazzino a confidare alla madre le attenzioni ricevute. L’arresto sarebbe scattato sulla scorta di gravi indizi di colpevolezza riscontrati. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia il religioso ha negato ogni addebito parlando di un rito di purificazione richiesto dallo stesso giovane perché convinto di essere posseduto dal demonio .

. La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta sulla morte di Ivan Ricciardi, 47 anni, deceduto lunedì scorso nell’ospedale Perrino. L’uomo viveva a Squinzano, in provincia di Lecce. Secondo la denuncia presentata dal figlio, da quasi un anno il 47enne accusava forti dolori soprattutto alla schiena, tanto da rimanere allettato per mesi. Per alleviarli aveva assunto anche medicinali a base di oppioidi. Sarebbe stato visitato più volte dai medici dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce e “Perrino” di Brindisi, senza però alcuna diagnosi chiara.  Fino a quando il 24 maggio scorso sarebbe stato riscontrato un tumore ai polmoni, in uno stadio avanzato. Il giorno dopo l’uomo è morto. I funerali in programma  sono stati rinviati in vista della possibile autopsia. La Procura ha disposto il sequestro della salma e l’acquisizione della cartella clinica.

. Tragico incidente stradale in contrada Canali, lungo la provinciale Mesagne–San Vito. Tre le auto coinvolte: una Volkswagen Polo, una Lancia Y e una Renault Clio. Morta Maria Rosaria Console, 54 anni, di San Vito dei Normanni. La donna alla guida della Lancia Y, mentre la figlia diciassettenne è ricoverata in codice rosso all’ospedale Perrino di Brindisi. Sul posto sono intervenute quattro ambulanze e i vigili del fuoco, che hanno faticato non poco per estrarre i feriti dalle lamiere. La polizia locale ha avviato i rilievi per ricostruire la dinamica, mentre la strada è stata temporaneamente chiusa al traffico.

. Il gip del Tribunale di Bari ha respinto la richiesta di archiviazione e disposto nuovi accertamenti nell’ambito dell’inchiesta sulla morta di Gessica Disertore, la 27enne di Triggiano trovata morta nella cabina di una nave da crociera su cui stava lavorando come cuoca il 27 settembre 2023. Le nuove indagini riguarderanno innanzitutto la ricostruzione completa delle ultime ore di vita della giovane, con particolare attenzione ai movimenti effettuati a bordo della nave e ai contatti avuti poco prima del decesso.Gli investigatori dovranno inoltre approfondire il contenuto delle comunicazioni intercorse nelle ore precedenti alla morte, comprese chiamate, messaggi e interazioni digitali con membri dell’equipaggio, per comprendere il reale stato emotivo della ragazza e il contesto relazionale in cui si trovava. Secondo la procura, la ragazza si è tolta la vita dopo aver visto un ufficiale della nave, con il quale aveva trascorso la serata, entrare in cabina con un’altra ragazza. Secondo gli inquirenti, in seguito all’esame dei filmati delle telecamere della nave e ai dati ricavati della serratura automatica, nessuno oltre a Gessica sarebbe entrato o uscito dalla sua cabina. Ulteriori verifiche saranno rivolte alla piena compatibilità tra gli accertamenti medico-legali, la scena del ritrovamento e la dinamica ipotizzata dagli investigatori, con l’obiettivo di escludere definitivamente ogni possibile scenario alternativo.

. Il Bari retrocesso in serie C, il Lecce ancora in serie A. Grande la delusione dei tifosi baresi che per tutto il Campionato non hanno fatto mancare il loro amore per la squadra. Ci sono però dubbi sul loro sostegno in serie C. Qui le interviste a Franco Spagnuolo, presidente centro coordinamento Bari Club e Antonio Ricciato, presidente Salento giallorosso

. Ai microfoni del TgNorba parla Crescenza Liantonio, madre di Gianvito Pascullo, il 17enne di Palo del Colle morto in ospedale la notte tra il 13 e 14 aprile dopo un intervento chirurgico. Un dolore lacerante il suo, che grida giustizia: “Gianvito è uscito dalla sala operatoria facendo il segno di vittoria” racconta in lacrime, “torniamo nella stanza, apriamo la porta e Gianvito era lì sul letto ormai esanime” Qui l’intervista alla madre di Gianvito, morto a 17 anni Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella che al 17enne sia stato somministrato un farmaco sbagliato, cloruro di potassio non destinato a lui. “Gianvito è il figlio di tutti, era il fratello di tutti” dice ancora la madre, “Su quel letto poteva esserci chiunque, chiediamo venga solo che venga fatta chiarezza”  

Rogo partito da una cabina elettrica. Un principio di incendio si è verificato stamane nel pronto soccorso dell’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi. I pazienti sono stati messi subito in sicurezza ed il rogo è stato spento in pochi secondi. Non si registrano feriti. Il principio d’incendio ha coinvolto una cabina elettrica che si trova nella sala d’attesa.operativo.

Maxi operazione della DDA di Bari. I carabinieri del NOE di Bari eseguono 19 ordinanze cautelari . Una complessa e articolata indagine, iniziata nell’ottobre 2023, ha permesso di arrestare 19 persone (6 ai domiciliari, 7 obbligo di presentazione e 6 interdizioni per un anno dall’attività imprenditoriale) ritenuti responsabili a vario titolo del reato di traffico illecito di rifiuti. A essere interessate le province di Foggia, Salerno, Napoli Benevento, Roma e Latina; in azione i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, insieme ai Carabinieri dei Comandi Provinciali territorialmente competenti. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. L’indagine, diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, è stata portata avanti dai Carabinieri del NOE di Bari che hanno ricostruito una filiera organizzata dedita allo smaltimento di ingenti quantità di rifiuti speciali provenienti da impianti di trattamento/recupero nelle province di Roma, Napoli, Caserta, Brindisi e Salerno. Migliaia di tonnellate di rifiuti venivano illecitamente trasportate e smaltite presso cave in disuso, aree agricole (vigneti e uliveti) e capannoni dismessi nelle province di Foggia, della BAT, di Bari, di Napoli e Frosinone. Automezzi carichi di rifiuti urbani indifferenziati erano diretti verso le campagne tra Cerignola, San Severo, Lucera, nonché verso le aree dell’Alto e del Basso Tavoliere. Alcune aree di campagna sono diventate delle discariche abusive: i rifiuti una volta scaricati, in alcune circostanze, venivano dati alle fiamme, rendendo l’aria irrespirabile.  Da questa attività sono stati ottenuti illeciti profitti pari a 2.500.000 euro. Sono state sequestrate 10 società (per lo più aziende produttrici di rifiuti), 60 automezzi, nonché beni mobili e immobili.

Furti di pergolati di cozze. È successo la scorsa notte nel secondo seno del mar Piccolo di Taranto. Un ennesimo colpo per i mitilicoltori. Interviste a Mimmo Battista mitilicoltore; Francesco Marangione, mitilicoltore

Vasta operazione dei Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. È in corso dalle prime ore della mattina una vasta operazione dei Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, contro un organizzazione criminale dedita allo smaltimento illecito di rifiuti speciali provenienti da varie province della Campania e abbandonati in aree agricole delle province di Foggia e della BAT. Circa 90 i Carabinieri del Reparto Speciale dell’Arma e dei Comandi Provinciali di Napoli, Benevento, Bari, Roma, Caserta e Latina e Foggia impegnati nell’esecuzione di 19 provvedimenti cautelari.

. Quattro persone rischiano il processo per la morte di Clelia Ditano, la 25enne di Fasano deceduta la notte tra il 30 giugno e il primo luglio del 2024 precipitando nel vano ascensore. La pm Livia Orlando ha chiesto il rinvio a giudizio, l’ipotesi di reato è omicidio colposo.L’udienza preliminare è stata fissata il 10 settembre prossimo. I quattro indagati sono l’amministratore del condominio, il rappresentante legale della ditta incaricata della gestione e riparazione dell’impianto insieme con il responsabile tecnico e un dipendente.

. Il video è agghiacciante: il 15 gennaio scorso a Corato una donna di 85 anni è stata inseguita, presa alle spalle, scaraventata a terra e rapinata. La signora stava camminando per strada quando è stata raggiunta da un ragazzo, dopo averle strappato la borsa, è fuggito via insieme al complice che faceva da palo. L’85enne è rimasta ferita mentre i due sono stati incastrati dai filmati delle telecamere di videosorveglianza. Nelle ultime ore sono stati arrestati dalla Polizia, hanno 19 e 27 anni. Sono accusati di rapina aggravata in concorso e lesioni personali. Nelle loro abitazioni sono stati trovati gli abiti che indossavano il giorno della rapina.

. Momenti di panico si sono vissuti negli uffici dei servizi sociali del comune di Taranto. Un minorenne in compagnia della madre si sarebbe presentato per un colloquio con un’assistente sociale. Improvvisamente la situazione è degenerata ed il ragazzo ha danneggiato una stanza degli uffici comunali. Ha mandato in frantumi i vetri delle finestre, rotto scrivanie, armadi, stampante e computer. L’episodio è avvenuto in un orario di afflusso di pubblico spaventando gli utenti presenti. I dipendenti comunali hanno messo in sicurezza le persone presenti cercando di calmare il minorenne in preda all’agitazione. La mamma del ragazzo ha accusato anche un malore ed è stato soccorsa dal personale sanitario del 118. Sul posto i Carabinieri che sono riusciti, dopo un po’ di tempo, a bloccare il minorenne.

. L’inchiesta sulla morte di Roberta Bertacchi va avanti. Il Gip del tribunale di Lecce ha respinto la richiesta di archiviazione sul decesso della 26enne di Ruffano, trovata impiccata sul balcone della sua abitazione di Casarano il 6 gennaio del 2024. Sono state disposte nuove indagini per l’inchiesta che vede l’ex fidanzato, Davide Falcone, indagato per istigazione o aiuto al suicidio.  Per il Gip “emergono numerosi profili di incompletezza investigativa” che impongono approfondimenti.  Innanzitutto ci sono dubbi sul fatto che si sia trattato davvero di suicidio. Ci sono solo due impronte di scarpe sulla pensilina sotto alla quale c’è l’inferriata dalla quale pendeva il corpo della vittima. Le scarpe sono quelle di Roberta ma la posizione è tale per cui sembrerebbe che la ragazza abbia mosso solo un unico passo sulla tettoia, un movimento troppo limitato per un suicidio del genere. La sciarpa utilizzata era inoltre molto corta e non era stato realizzato un nodo scorsoio. Poi c’è il particolare delle calze smagliate, all’altezza delle cosce, sulla parte anteriore. Ma il corpo di Roberta fu trovato col lato frontale rivolto verso l’esterno, quindi le calze avrebbero dovuto rompersi nella parte posteriore delle gambe. In tutto questo lasso di tempo, inoltre, dov’era Davide Falcone? Lui ha dichiarato di non aver più visto la ragazza dopo le 2 del 6 gennaio ma la versione è stata smentita da cinque testimoni che hanno parlato di un violento tra Roberta e Davide alle 3 di notte. Non solo. Dagli audio delle immagini di videosorveglianza si sentono la voce della ragazza urlare “vattene” ed ad altri rumori fino alle 3.52. Quindi ben oltre l’orario indicato dall’ex fidanzato.  Il Gip ha pertanto disposto una serie di consulenze tecniche su file audio e video, sulla verifica di voci e rumori registrati nella notte, altre immagini di videosorveglianza nella zona su via brindisi angolo via del lavoro. Consulenza sulle impronte e sulla compatibilità delle stesse con un suicidio. Entro tre mesi il Pm dovrà espletare le indagini.

Stando alle ricostruzioni, il giovane era già uscito di casa armato. Omicidio Bakari. Quello in foto è il coltello impugnato da uno dei minorenni indagati per l’omicidio del maliano, morto a Taranto il 9 maggio per i tre fendenti inferti da uno dei due 15enni, che ha compiuto 16 anni qualche giorno fa. Stando alle ricostruzioni, il giovane era già uscito di casa armato. Il giorno dei primi 5 fermi, a poche ore dalla brutale aggressione, il minorenne non era stato subito rintracciato ma si è costituito, presentandosi in questura nella serata dell’11 maggio, rivelando anche dove avesse gettato il coltello di 15 cm, una lama di 6. L’aveva buttato in un cespuglio, nel tentativo di disfarsene. Dall’autopsia è emerso che la morte è stata causata dalle coltellate. Da una ferita al polmone e all’aorta.

L’arteria è stata chiusa, mentre due famiglie hanno lasciato la propria abitazione a scopo precauzionale. Sono continuati anche oggi i sopralluoghi dei tecnici comunali e della Provincia di Potenza sulla frana che ieri pomeriggio ha interessato parte della strada provinciale 7 nel Comune di San Chirico Raparo. Si tratta di un tratto di via Vittorio Emanuele, già attenzionato dall’amministrazione comunale a causa di alcune crepe che si erano formate sulla carreggiata. Ieri, però, è crollato un muro di sostegno che ha fatto cedere parte della careggiata. L’arteria è stata chiusa, mentre due famiglie che vivono in una casa nei pressi dello smottamento hanno lasciato la propria abitazione a scopo precauzionale. Nel frattempo l’amministrazione comunale ha attivato un servizio di taxi emergenziale, con la Croce Rossa, a supporto alle persone anziane e agli ammaliati per tutte le esigenze.

La giornalista 29enne freelance è tornata in Italia.  “Sono saliti sulle barche, ci hanno perquisiti, ci hanno legati e portati sulla nave prigione, con violenza ci hanno spogliati di qualsiasi avere, vestiti, non avevamo vestiti sufficienti per tenerci al caldo durante lanotte”. Parla Simona Losito, la giornalista 29enne freelance barese che era a bordo della Global Sumud Flotilla e che è tornata in Italia dopo l’abbordaggio da parte della marina israeliana e alcuni giorni di detenzione. “In carcere non ci hanno dato né acqua né cibo, continuavano a tenerci la testa bassa, non volevano che riuscissimo a guardare le persone intorno a noi, ci hanno legati mani e piedi, trattati come fossimo criminali, hanno sparato, lanciato granate sonore, ci buttavano acqua a terra per non farci stare caldi, alcuni di noi sono stati picchiati, usavano il taser sui corpi bagnati, ci sono state violenze sessuali“. “Sapevamo quello a chi andavamo incontro, – racconta – sapevamo che saremmo usciti dalle carceri e che in qualche modo saremmo tornati a casa, anche se non ci aspettavamo tale escalation di violenza. La stessa cosa non si può dire dei palestinesi che sono nelle carceri. Quello che è successo a noi è sempre solo una piccola parte di quello di cui il governo israeliano è capace di fare”.

Si tratta di beni sottoposti a sequestro penale dai Finanzieri del Gruppo Barletta. Sono stati devoluti in beneficienza oltre 5mila prodotti alimentari in favore della Caritas di Barletta Andria Trani. Si tratta di beni sottoposti a sequestro penale dai Finanzieri del Gruppo Barletta. Durante un controllo su autoveicoli/autocarri in uscita dal Porto di Barletta, i militari hanno scoperto all’interno di un autoarticolato proveniente dall’Albania numerosi alimenti, in particolare prodotti da forno precotti (pizze e pinse), i cui imballaggi e confezioni riportavano immagini, scritte e segni tali da indurre il consumatore a ritenere che il prodotto fosse di provenienza o origine italiana.Sono così partite perquisizioni in provincia di Napoli, Milano e Reggio Calabria, dove sono stati rinvenuti prodotti della stessa natura e imballo, sequestrati perché recanti fallaci indicazioni circa il Made in Italy. Due le persone indagate dalla Procura della Repubblica di Trani: l’autotrasportatore e il destinatario del carico. Essendo alimenti deperibili e prossimi alla scadenza, la Procura della Repubblica di Trani ha deciso di devolverli in beneficenza.

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