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Cronaca

Ingenti i danni. Ennesimo assalto al bancomat in Puglia. Questa volta a Canosa, nella centralissima via Kennedy, filiale della banca Credem. Un commando, pare composto da 4 persone incappucciate, è riuscito a far esplodere lo sportello Atm ed è poi fuggito via a bordo di un’auto di grossa cilindrata proprio mentre arrivava una pattuglia della vigilanza privata Vegapol e una volante della polizia. Per coprirsi la fuga, e rallentare l’arrivo delle forze dell’ordine, la banda ha cosparso di chiodi a tre punte la strada da via Corsica fino all’ingresso della provinciale 231. Ingenti i danni, da quantificare ancora il bottino. Appena lo scorso 2 giugno erano stati presi di mira il bancomat della filiale della Banca Intesa a Trinitapoli e lo sportello delle Poste a Terlizzi, in entrambi i casi però il colpo era andato a vuoto.

. Peculato di risorse pubbliche: sequestrati beni per oltre 1,3 milioni di euro Maxi sequestro di Beni da parte della Guardia di Finanza per il terzo filone d’inchiesta sul reato di peculato di risorse pubbliche distratte dai bilanci dell’Agenzia del Turismo della Regione Puglia. Parliamo di denaro, beni mobili e immobili, per un valore complessivo di oltre 1,3 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica. Il sequestro riguarda tre indagati: il direttore generale di Pugliapromozione Luca Scandale, l’ex responsabile dell’ufficio paghe e pagamenti dell’Agenzia del Turismo della Regione Puglia,Vito Mastrorosa e l’addetto allo stesso ufficio Nicola Lattarulo. Il “metodo” per sottrarre fondi pubblici dai bilanci dell’Agenzia del Turismo della Regione Puglia Si tratta di stipendi e “fuori busta” corrisposti, dall’ex Direttore Generale ad interim di Puglia Promozione, Matteo Minchillo (poi deceduto), che avrebbe utilizzato fondi pubblici per spese personali e familiari e per pagare altri dipendenti a lui legati. Pagamenti risultati totalmente ingiustificati e macroscopicamente eccedenti quelli dovuti per le mansioni ricoperte e l’inquadramento contrattuale. Il “metodo” sarebbe stato adottato per anni dagli indagati. Nel periodo tra il 2017 e il 2023, avrebbero sistematicamente dirottato denaro pubblico per oltre 2,5 milioni di euro – di cui avevano il possesso per motivi inerenti al proprio ufficio – appropriandosene per finalità di natura esclusivamente personale. Nel 2024 sequestrati altri beni per oltre 1,2 milioni di euro Nel 2024 e nel 2025, era già stata data esecuzione a tre provvedimenti simili per un valore di oltre 1,2 milioni di euro. Complessivamente l’inchiesta ha portato a contestazioni nei confronti di 13 persone, inclusi quattro pubblici ufficiali. Tra loro anche familiari e soggetti privati che, pur sapendo della provenienza illecita del denaro, avrebbero contribuito a “ripulire” le somme a loro accreditate, nonché a “reimpiegare” i beni strumentali acquistati con i soldi pubblici in attività economiche

. Restano in stato di detenzione i quattro minorenni indagati per l’aggressione sfociata nell’omicidio di Bakari Sako, accoltellato all’alba del 9 maggio scorso, in città vecchia a Taranto. Il tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta degli avvocati, confermando dunque la ricostruzione della procura. I legali avevano chiesto il trasferimento in comunità per i minorenni, o in alternativa i domiciliari, ma resteranno negli istituti penali minorili di Lecce e Bari, dove sono attualmente detenuti. Chiesto il Riesame anche per i due maggiorenni indagati, Fabio Sale, 20 anni e Mimmo Colucci, 22 anni. L’udienza per loro è fissata al 4 giugno. La difesa ha chiesto l’annullamento della misura cautelare perché i due avrebbero avuto un ruolo marginale nella vicenda.

È stato solo un caso se in quel momento non sia passato nessuno in largo della Corte, uno dei luoghi simbolo della città. L’ondata di maltempo che si è abbattuta nel primo pomeriggio nel sud-est barese ha causato parecchie danni. Il video che vi proponiamo si riferisce, in particolare, a Conversano. Verso le 15 un’improvvisa folata di vento, accompagnata da pioggia intensa e grandine, ha abbattuto le luminarie che erano state allestite per le feste ormai finite, la Madonna della Fonte e la sagra delle ciliegie. Gli operai erano già al lavoro per smontarle ma hanno dovuto mettersi al riparo quando il cielo è diventato nero. È stato solo un caso se in quel momento non sia passato nessuno in largo della Corte, uno dei luoghi simbolo di Conversano. Non si registrano feriti. Sul posto è intervenuta la polizia municipale per transennare la zona e poi i Vigili del Fuoco per metterla in sicurezza

Altre tre sono gravemente danneggiate. Un incendio è divampato in un piazzale esterno di un’autocarrozzeria a Fasano. In totale sono otto le auto coinvolte: cinque distrutte e tre gravemente danneggiate per la propagazione delle fiamme. Il forte calore ha danneggiato anche l’insegna dell’attività commerciale. Sul posto hanno operato i vigili del fuoco ed i carabinieri che hanno acquisito i rilievi per accertare le cause del rogo.

I due minori sarebbero andati a sbattere contro un guard rail. Aveva compiuto 14 anni da 20 giorni, Antonio Sinisi, il ragazzino morto in seguito a un incidente avvenuto ieri sera alla periferia di Manfredonia mentre era in sella ad un motociclo guidato da un amico 15enne rimasto ferito ed elitrasportato a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Le condizioni del ferito non sarebbero gravi. L’incidente è avvenuto in una zona periferica della città, nei pressi di un cavalcavia sulla statale 89. I due sarebbero finiti contro un guardrail all’esito, con ogni probabilità, di una manovra errata, forse un’impennata. Gli agenti della Polizia stradale stanno verificando l’esatta dinamica dell’accaduto. La posizione del 15enne (risultato negativo, si apprende, ai test effettuati per la possibile assunzione di alcool o sostanze alteranti) sarà valutata al termine della ricognizione cadaverica che potrà fornire maggiori risposte sulle cause del decesso. I due ragazzi, si apprende, non indossavano il casco e chi guidava non aveva l’età per farlo. Per guidare quel tipo di mezzo, infatti, bisogna aver compiuto 16 anni ed essere in possesso di regolare patentino. Come il 15enne sia entrato in possesso del mezzo, di proprietà, si apprende, di un familiare, è in fase di accertamento. Così come sono in corso indagini per capire perchè si trovassero in una zona periferica della città. “La morte di un ragazzo ci lascia senza parole. È un momento buio e di dolore per la nostra comunità”, commenta il sindaco Domenico La Marca.

Il 44enne è stato arrestato. Un inseguimento a piedi, partito dalle vie del centro fino ai tetti dei palazzi, concluso con l’arresto di un 44enne. A fermarlo i carabinieri del Radiomobile di Taranto. L’uomo dovrà rispondere di una sfilza di reati: evasione, ricettazione, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, e resistenza e lesioni. Il 44enne, pur trovandosi agli arresti domiciliari, è uscito e se n’è andato in giro con un’auto, risultata rubata lo scorso 30 maggio. Alla vista dei carabinieri ha abbandonato l’auto, provando a dileguarsi fuggendo prima nelle vie del centro di Taranto, infilandosi poi in un portone. L’inseguimento è proseguito tra scale, balconi, tetti, terrazze finché il 44enne non è stato bloccato. L’uomo ha opposto resistenza, colpendo i militari con calci e pugni nel tentativo di sottrarsi al controllo. Al momento è in carcere a disposizione della autorità giudiziaria.

Tra le ipotesi c’è quella di un furto mirato a smantellare l’auto per alimentare il mercato nero dei ricambi da competizione, oppure un trasferimento del mezzo fuori regione o all’estero. Tra giovedì e venerdì scorsi, dall’area paddock della cronoscalata Coppa Selva di Fasano, è stata rubata una Ferrari 458 Challenge Evo del valore superiore ai 200mila euro. La notizia è comparsa sui social e confermata prima dal sito di settore “Racingblog.it” e poi rilanciata da varie testate nazionali. I ladri sarebbero riusciti a portare via la vettura da competizione insieme al carrello per il trasporto e a uno scooter per gli spostamenti interni. Il furto è avvenuto di notte, approfittando dell’assenza del team Gaetani Racing, proprietario dell’auto. La scoperta è avvenuta solo il mattino seguente. I carabinieri hanno avviato le indagini e stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Tra le ipotesi c’è quella di un furto mirato a smantellare l’auto per alimentare il mercato nero dei ricambi da competizione, oppure un trasferimento del mezzo fuori regione o all’estero. Nel frattempo, la comunità dei motori si è mobilitata sui social con appelli e foto della vettura per raccogliere segnalazioni utili. Le indagini rimangono aperte.

. Martedì sera di paura a Corato per l’incendio che ha interessato una palazzina che si trova in via Sant’Elia. Le fiamme hanno praticamente distrutto l’ultimo piano, non c’erano persone nell’abitazione quindi al momento non risultano feriti. Sul posto sono intervenute diverse unità di vigili del fuoco per spegnare le fiamme e mettere in sicurezza la palazzina. Si tratta ora di accertare le cause del rogo e fare una stima dei danni subiti dallo stabile.

. I primi giorni di tempo decisamente estivo sono stati un’illusione: dopo le ultime ore di caldo, con venti deboli e mare piatto, in Puglia torna il malmtepo. La protezione civile ha diramato allerta gialla per rischio idrogeologico e temporali. È in arrivo una perturbazione che interesserà gran parte del Centro-Sud.Dalle 8 di mercoledì 3 giugno e per le successive 12 ore sono previste piogge abbondanti e grandinate su Puglia Centrale Adriatica, Puglia Centrale Bradanica e l’area dei bacini del Lato e del Lenne, dove sono attese precipitazioni diffuse e fenomeni temporale. Situazione più critica nella zona centro settentrionale della regione. 

L’assessore Guido si professa innocente e afferma di essere fiducioso nell’operato della magistratura: “Ci sono giorni in cui andare avanti richiede più coraggio del solito. Ma sapete qual è lo scudo più potente che possiamo indossare? Una coscienza pulita”. Sei anni e sei mesi di reclusione: questa la richiesta di condanna avanzata nei confronti di Andrea Guido, assessore al Welfare del Comune di Lecce, accusato di corruzione, aggravata dal metodo mafioso, per un’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli sui presunti affari del clan camorristico dei Moccia sull’asse Campania-Puglia. La vicenda risale al 2017. Guido, coinvolto insieme ad altre 46 persone, è accusato di aver intascato una tangente da 2.500 euro per l’affidamento dell’appalto per lo smaltimento degli olii esausti del Comune di Lecce all’epoca in cui era assessore all’Ambiente nella giunta dell’ex Sindaco Paolo Perrone. A fare da intermediari tra gli uomini di fiducia del clan e l’assessore leccese, furono il 44enne napoletano Mario Salierno e il 55enne Giuseppe D’Elia, di Novoli, per i quali l’accusa ha chiesto la stessa condanna. La sentenza è attesa per i prossimi mesi. L’assessore Guido si professa innocente e afferma di essere fiducioso nell’operato della magistratura. In un post sulla sua pagina Facebook scrive: “Ci sono giorni in cui andare avanti richiede più coraggio del solito. Ma sapete qual è lo scudo più potente che possiamo indossare? Una coscienza pulita. Andare avanti a testa alta, sapendo di aver agito sempre con lealtà, onestà e rispetto, dona una forza interna che nessuna tempesta può scrollare. Non serve dimostrare nulla a nessuno, basta guardarsi allo specchio e sapere di essere a posto con se stessi. Ho piena fiducia nell’operato della magistratura. Confido in una sentenza di assoluzione. Dall’istruttoria dibattimentale del processo non sono emersi elementi significativi a mio carico, tant’è che i pubblici ministeri nella loro lunghissima requisitoria durata cinque udienze mi hanno dedicato appena pochi minuti. Mi auguro di uscire presto da questo incubo perché sono innocente“.

Hanno riportato fratture costali multiple e fratture vertebrali ma nessuno sarebbe in pericolo di vita. Avrebbero perso il controllo dell’auto, schiantandosi contro uno stabile in viale Fortore, a Foggia. L’incidente è avvenuto all’alba e ha coinvolto quattro giovani, tutti di circa vent’anni. Dopo essersi schiantati contro il palazzo, il mezzo ha preso fuoco. I quattro occupanti sono riusciti ascendere. Soccorsi dal personale sanitario del 118, sono stati trasportati al Policlinico Riuniti di Foggia, dove sono tuttora ricoverati nei reparti di ortopedia e neurochirurgia. Hanno riportato fratture costali multiple e fratture vertebrali ma nessuno sarebbe in pericolo di vita. Gli accertamenti clinici hanno inoltre escluso l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. Sulla dinamica dell’incidente indaga la polizia locale.

Forse si tratta dello stesso commando . Probabilmente lo stesso commando ad agire nella notte a Terlizzi, dove è stato fatto esplodere lo sportello dell’ufficio postale, e a Trinitapoli dove a farne le spese è stato il bancomat della filiale della Banca Intesa. In entrambi i casi i colpi sono stati solo tentati ma non sono riusciti, nel primo perché non c’erano soldi all’interno della cassa e nel secondo gli autori non hanno fatto in tempo a sradicarla. In entrambi i casi si registrano danni agli edifici, a Terlizzi, dove i malfattori hanno lanciato per strada dei chiodi per rallentare l’arrivo delle forze dell’ordine, ci saranno evidentemente anche disagi per la mancata erogazione dei servizi nei prossimi giorni.

Accolto il ricorso di un’associazione ambientalista e annulla parte di una delibera della Regione Puglia. In Puglia non si possono abbattere ulivi non monumentali per far posto a pannelli fotovoltaci e serre. Il Tar ha annullato la delibera del 2025 della regione giudicandola illegittima nella parte in cui comprende nelle opere di pubblica utilità anche gli impianti privati per la produzione di energia rinnovabile. Secondo i giudici amministrativi la legge statale circoscrive l’installazione di impianti fotovoltaici a terra in zone agricole ad ipotesi tassative, nessuna delle quali contempla l’abbattimento di oliveti. Il Tar ha accolto un ricorso presentato dal gruppo di intervento giuridico, associazione di protezione ambientale.

. È stata avvertita in tutte le regioni del sud, Puglia, Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia, la scossa di magnitudo 6.2 registrata alle 0.12 in mare, al largo della costa calabrese di Amantea (Cosenza) con epicentro a 250 chilometri di profondità. In alcune località alcuni cittadini sono scesi in strada chiedendo aiuto e informazioni a Protezione civile regionale e vigili del fuoco.  Nella notte, all’una, si è riunita l’Unità di Crisi della protezione civile presieduta dal Capo Dipartimento Fabio Ciciliano. Hanno partecipato, in videocollegamento, tutte le regioni del Sud Italia, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Nessuna regione ha segnalato danni sul proprio territorio 

. Un vasto incendio è in corso a ridosso dell’area di Punta Prosciutto a Porto Cesareo e della zona del Bosco dell’Arneo. Le fiamme hanno aggredito la macchia mediterranea avvicinandosi alla costa. Sul posto stanno operando squadre dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. Al momento non si registrano abitazioni evacuate e il rogo viene tenuto a distanza da strutture ricettive e aziende agricole artigianali che si trovano nella zona. A supporto delle operazioni di spegnimento è arrivato anche un Canadair.

Intanto è indagato per omicidio stradale il 16enne che era alla guida dell’auto. Sono, inoltre, emersi livelli di alcol nel sangue oltre i limiti consentiti per tutti e cinque i ragazzi e tracce di cannabis per due di loro. Un ragazzo dolce, vivace e pieno di vita: chi ha conosciuto Andrea Procaccino lo ricorda così. Orta Nova si è fermata per i funerali del 17enne, morto nella notte tra sabato e domenica scorsi in un incidente stradale. Con altri quattro minori, rimasti feriti, era nell’auto che è finita fuori strada, in fuga da un posto di blocco dei carabinieri.Gremita la chiesa della Madonna di Lourdes per l’ultimo saluto. Qui le immagini del funerale di Andrea Procaccino, 17 anni Intanto, è indagato per omicidio stradale il 16enne che era alla guida dell’auto.Sono, inoltre, emersi livelli di alcol nel sangue oltre i limiti consentiti per tutti e cinque i ragazzi e tracce di cannabis per due di loro.

. È mistero sul ferimento di un uomo di 57 anni, già noto alle forze dell’ordine, gambizzato domenica sera (31 maggio) nelle campagne di Tuturano, frazione di Brindisi. L’episodio è avvenuto intorno alle 21.30. Il 57enne si è presentato al Pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi con una ferita di arma da fuoco ad una gamba. Le sue condizioni non sono gravi. Sulla vicenda indagano gli agenti della Squadra Mobile di Brindisi, intervenuti insieme alla Scientifica della Polizia di Stato per i rilievi del caso. Ascoltato dagli investigatori, l’uomo avrebbe riferito di non aver visto chi gli ha sparato. Restano ancora da chiarire dinamica e movente dell’accaduto. Al momento non si esclude alcuna ipotesi.

. Tentata rapina questa mattina (1 giugno) nell’ufficio postale centrale di piazza Sant’Antonio, a Ceglie Messapica, nel Brindisino. Due persone con il volto coperto da passamontagna hanno fatto irruzione nella struttura ma immediatamente dopo, per cause in corso di accertamento, hanno desistito fuggendo via a mani vuote. I due sono scappati a piedi, dileguandosi tra le stradine del centro cittadino. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione che indagano per identificare i responsabili,

. A Manduria 27enne è stato ferito con un’arma da taglio dopo essere intervenuto a sedare una violenta discussione. È accaduto la notte tra domenica e lunedì. È stato un coetaneo a sferrare un colpo ma i carabinieri lo avrebbero già individuato. Il ragazzo ferito è stato soccorso e trasportato all’ospedale Giannuzzi. I medici si sono riservati la prognosi. Solo due giorni fa, a Taranto, un 24enne era stato ferito a colpi di pistola al quartiere Tamburi. Anche in quel caso il presunto responsabile è stato già individuato

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