
Mascherine in emergenza Covid vendute dai 7 a 10 euro l’una: assolti imprenditori, nessuna frode
giustizia I giudici della Corte d’appello di Bari hanno ribaltato il verdetto di condanna rimediata in primo grado ad un anno e mezzo di reclusione

I giudici della Corte d’appello di Bari hanno ribaltato il verdetto di condanna rimediata in primo grado ad un anno e mezzo di reclusione. Cadono tutte le accuse gli imprenditori Gaetano e Vito Canosino, legali rappresentanti rispettivamente delle società 3MC e Penta srl, accusati di rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi sul mercato per i rincari nella vendita di mascherine Fp3 nel corso dell’emergenza Covid. I giudici della Corte d’appello di Bari hanno ribaltato il verdetto di condanna rimediata in primo grado ad un anno e mezzo di reclusione, pronunciando sentenza di assoluzione. Secondo la procura, gli imprenditori avrebbero attuato manovre speculative applicando un prezzo maggiorato fino al 4000 per cento, a fronte dell’acquisto di mascherine provenienti dalla Cina e importate per un costo di 36 centesimi al pezzo. Le mascherine, viene riportato nel capo di imputazione, sarebbero state vendute ad un costo compreso fra i 7 ed i 10 euro l’una. Anche se le motivazioni non sono state ancora depositate, è plausibile ritenere che sia stata premiata la linea difensiva degli avvocati Angelo Loizzi e Michele Laforgia, i quali hanno sostenuto come in realtà non fosse stata attuata alcuna manovra speculativa. Nel rialzo dei prezzi – è stata la linea difensiva – gli imprenditori hanno seguito le regole di mercato, praticando il prezzo di vendita oramai cristallizzatosi in quel momento storico di massima richiesta da parte dei consumatori.
Ad escludere l’ipotesi sarebbero i dati raccolti dalla rete Prisma, le cui camere di Castellana Grotte e Lecce, le più vicine alla zona, non hanno registrato alcun bolide nell’orario indicato. Il bagliore visto la sera del 10 gennaio a Casamassima e dintorni non era un meteorite ma il mistero resta. Due docenti dell’Università di Bari, su richiesta del sindaco Giuseppe Nitti, sono stati sul luogo geolocalizzato in base ai filmati girati dai residenti della zona di via Sammichele, a ridosso della città. Si tratta di un terreno incolto, di proprietà di privati, dove non sono state riscontrate tracce dell’impatto di quello che si ipotizzava fosse un meteorite. I professori Francesco Giordano, ordinario interuniversitario di Fisica e Giovanna Agrosi, associata di geologia, esperta di caratterizzazione di geomateriali, dovrebbero tornare, con droni ed attrezzature, per un controllo più accurato. Intanto però, ad escludere l’ipotesi del meteorite, sarebbero i dati raccolti dalla rete Prisma, le cui camere di Castellana Grotte e Lecce, le più vicine alla zona, non hanno registrato alcun bolide nell’orario indicato, cioè dopo le 18: “Un evento del genere – secondo Dario Barghini, ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica di Torino ed esperto della rete Prisma – difficilmente passerebbe inosservato”.
Solo quando i colleghi non hanno sentito più la sua voce alla radio sono andati a vedere ma era già troppo tardi. Interrogativi che dovranno chiarire i tecnici dello Spesal. L’ennesima vita spezzata. Una famiglia distrutta. Claudio Salamida, 47 anni, originario di Alberobello, ma residente a Putignano, è morto dopo essere precipitato dal quinto piano alla parte rialzata del quarto dell’acciaieria 2. Ha fatto un volo di circa 7 metri. L’impatto è stato letale. Claudio era un dipendente di Acciaierie d’Italia e stava ripristinando una valvola al convertitore 3. Il pavimento grigliato avrebbe ceduto. Dalle prime indagini pare che al posto del cosiddetto paiolato, la zona di calpestio, ci fossero delle pedane di legno provvisorie e lamiere per coprire dei vuoti. L’operaio avrebbe dato per scontato che ci fosse un piano calpestabile fissato alla struttura, ma le pedane si sarebbero aperte facendolo precipitare. Poteva lavorare lì? chi aveva messo quelle pedane e da quanto tempo? Perché non c’era un nastro per delimitare l’area? E perché era solo? Nessuno si è accorto dell’incidente. Solo quando i colleghi non hanno sentito più la sua voce alla radio sono andati a vedere ma era già troppo tardi. Interrogativi che dovranno chiarire i tecnici dello Spesal. Intanto su disposizione del Pm Di Tursi sono stati messe sotto sequestro le aree interessate del quarto e quinto livello dell’acciaieria 2 senza facoltà d’uso. La salma di Claudio Salamida si trova all’obitorio del SS. Annunziata ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La vittima era a Massafra da circa un anno. Da quanto si sa gli mancavano gli ultimi documenti per mettersi in regola. C’è un sospettato per l’omicidio di Jabar Khel, il 25enne afgano, accoltellato in contrada Le Forche, nella periferia di Massafra. Un concittadino di 26 anni si trova in caserma. Il giovane bracciante agricolo sarebbe stato colpito ripetutamente alla nuca, agli arti, allo stomaco con un machete o comunque con una grossa arma da taglio. L’esito di una lite maturata a quanto pare per futili motivi. I residenti della zona, periferica, ma non lontana dalla statale e da alcune abitazioni, hanno sentito le urla e hanno lanciato l’allarme. La vittima era a Massafra da circa un anno. Da quanto si sa gli mancavano gli ultimi documenti per mettersi in regola. In paese c’è una comunità folta di giovani braccianti, afgani e pakistani. Si accontentano anche di alloggi di fortuna, affittati a poco. Arrivano per lavorare nei campi, soprattutto agrumeti e vigneti. Nella zona del delitto due capannoni ospitano i giovani stranieri. Il Comune sta cercando di arginare il fenomeno.
Sulla facciata del palazzo numerose crepe. La strada è stata chiusa e l’area messa in sicurezza in attesa di verificare gli eventuali interventi necessari. A Taranto, il palazzo che si trova in via Pupino 64, è stato fatto sgomberare perché a rischio crollo. I vigili del fuoco, dopo una segnalazione, hanno effettuato un sopralluogo e hanno verificato le condizioni strutturali critiche dell’edificio. All’interno c’erano tre inquilini in altrettante abitazioni, che giaà due mesi fa avevano ricevuto una lettera di sfratto legata alla pericolosità dell’immobile, ma a causa delle loro precarie condizioni economiche sono rimasti in casa. Sulla facciata del palazzo numerose crepe. La strada è stata chiusa e l’area messa in sicurezza in attesa di verificare gli eventuali interventi necessari. Questa sera due inquilini dormiranno da famigliari, mentre un terzo eè stato ospitato al dormitorio della Caritas. Domani mattina sono stati convocati al comune per individuare eventuali alloggi dove poterli sistemare.
É stato curato nell’osservatorio faunistico e a meno di un mese dall’incidente è tornato nel suo habitat naturale . È tornato in libertà il lupo investito il 16 dicembre scorso sulla superstrada Lecce-Gallipoli. Era stato soccorso e portato all’osservatorio faunistico di Calimera dove è stato curato. Agrikò, questo il suo nome, in pochi giorni si è rimesso sulle zampe, già dopo una settimana stava decisamente meglio e aveva mostrato un carattere schivo e mai aggressivo. Di lui si è occupato la dottoressa Simona Potenza. L’8 gennaio i veterinari, dopo gli ultimi controlli, hanno ritenuto fosse ormai nelle condizioni di tornare in natura (il video postato dall’osservatorio faunistico di Calimera) Giuseppe Albanese, lo stesso che lo aveva portato al Cras di Calimera, insieme ai carabinieri Forestali e al team di Wolf Puglia lo hanno riaccompagnato verso la libertà. Agrikò ha lasciato per sempre la gabbia ed è tornato nel suo habitat naturale. Ha un collare gps al collo con il quale gli esperti del Cras potranno monitorarlo seguirlo, sempre a distanza. È il caso augurargli un grosso in bocca al lupo (viva il lupo!)
Per fortuna gli automobilisti sono riusciti miracolosamente a schivarla e, richiamando la sua attenzione, a farla fermare, evitando altre conseguenze. Si è evitato il peggio a Bari sulla strada che, dallo svincolo della statale, porta all’aeroporto di Bari. Una Fiat 500 bianca, guidata da una giovane, procedeva contromano. Per fortuna gli automobilisti sono riusciti miracolosamente a schivarla e, richiamando la sua attenzione, a farla fermare, evitando altre conseguenze.Un tassista, che l’ha incrociata e con un cliente a bordo è riuscito a evitarla all’ultimo istante e ad allertare la polizia locale. Si è poi fermato, soccorrendo la donna, in stato di choc.
Cerignola e Monopoli risalgono in classifica . Il turno si è chiuso con il monday night Giugliano – Picerno. I lucani vincono di misura con un gol di Pugliese, al 27esimo del primo tempo. Migliora leggermente la classifica per Bertotto: con i tre punti abbandona l’ultimo posto in classifica ed entra in zona playout. Ma la strada è sempre in salita. Intanto, la 21esima giornata del Girone C della Serie C ha riproposto con vigore ai piani alti due pugliesi. Il Cerignola ha letteralmente cambiato marcia e sta scalando posizioni su posizioni. Nell’anticipo di venerdì al Monterisi contro il Potenza la vittoria non è mai stata in discussione. Il risultato parla chiaro: 4 – 0. Qualche imprevisto per il Monopoli, che ha centrato il secondo successo consecutivo. I biancoverdi hanno battuto il Siracusa con il minimo scarto, ma si sono complicati la vita a metà del primo tempo quando Fall ha sbagliato un calcio di rigore. Nonostante rientri nella griglia playoff con 28 punti – gli stessi del Cerignola – il Casarano subisce ripetute critiche, a nostro avviso ingiuste. I salentini hanno perso contro l’Atalanta U23. Tuttavia, nonostante l’inferiorità numerica – espulsione di Barone – più volte hanno sfiorato il pari. Da neo promossi, hanno come unico obiettivo la salvezza e danno la sensazione di potercela fare senza patemi. Con il successo di Crotone, Devis Mangia blinda la panchina dell’Altamura. Solo una settimana fa, si vociferava di cambiamenti e scossoni: fa parte del gioco. Resta critica la situazione del Foggia, che torna sconfitto da Sorrento. Barilari fa il possibile, si attendono sempre rinforzi: chissà se arriveranno.
Con la fine delle deroghe entrano in vigore i nuovi limiti sui “forever chemicals” e il monitoraggio diventa vincolante in tutti gli Stati membri. L’Europa rafforza la tutela sulla qualità dell’acqua potabile e alza il livello di attenzione sui Pfas, le cosiddette “sostanze chimiche eterne”. Da oggi, con la fine delle scadenze transitorie previste dalla direttiva europea sulle acque potabili, gli Stati membri sono obbligati a monitorare sistematicamente la presenza di Pfas nell’acqua destinata al consumo umano e a intervenire immediatamente in caso di superamento dei limiti di sicurezza. È la prima volta che l’Unione europea introduce un controllo strutturato su queste sostanze, al centro di crescenti preoccupazioni sanitarie e ambientali. I Pfas (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche) costituiscono un vasto gruppo di composti chimici utilizzati soprattutto per le loro proprietà di resistenza all’acqua, al grasso e alle macchie. La direttiva stabilisce due parametri fondamentali: un limite di 500 nanogrammi per litro per il parametro “Pfas totale”, che misura la concentrazione complessiva di tutte le sostanze Pfas presenti, e un limite di 100 nanogrammi per litro per la “somma di Pfas”, riferita a una lista di 20 composti indicati nelle linee guida della Commissione europea. Secondo l’esecutivo Ue, in tutta l’Unione si registra un numero crescente di casi di elevate concentrazioni di Pfas nelle acque dolci, inclusa l’acqua potabile. Per questo la Commissione invita gli Stati membri ad agire rapidamente, accelerando il monitoraggio e adottando misure efficaci per garantire il rispetto dei parametri fissati dalla normativa. I Pfas sono ampiamente diffusi in numerosi prodotti di uso quotidiano e industriale: pentole antiaderenti, imballaggi alimentari, tessuti idrorepellenti, schiume antincendio, ma anche plastiche, pneumatici, farmaci, cosmetici, pesticidi e vernici. La loro caratteristica principale è l’estrema resistenza alla degradazione: una volta rilasciati nell’ambiente, persistono per tempi molto lunghi, da cui il soprannome di forever chemicals. Questa elevata persistenza aumenta la probabilità di contaminazione di acqua e alimenti e alimenta le preoccupazioni sugli effetti a lungo termine per la salute umana e gli ecosistemi. L’esposizione dell’uomo ai Pfas avviene principalmente attraverso acqua e cibo, ma anche tramite beni di consumo e l’ambiente. Le sostanze possono essere rilasciate da impianti industriali, discariche e sistemi di trattamento delle acque reflue, che spesso non sono in grado di eliminarle completamente. Come spiega l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), uno dei principali meccanismi di contaminazione degli alimenti è il progressivo accumulo di Pfas in acqua, pesci, crostacei, piante e animali. Un contributo minore all’esposizione deriva invece dalla migrazione dei Pfas dai materiali a contatto con gli alimenti. Sul fronte sanitario, l’Efsa ha individuato come effetto più rilevante sulla salute umana la riduzione della risposta del sistema immunitario, in particolare in relazione all’efficacia delle vaccinazioni. Nel 2020 l’Autorità ha stabilito come sicura un’esposizione settimanale ai quattro Pfas più diffusi — Pfoa, Pfos, Pfna e PFHxS — entro il limite di 4,4 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo. Il superamento di questa soglia può compromettere la funzionalità del sistema immunitario. Secondo l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), i Pfas possono inoltre interferire con altri meccanismi biologici, alterando il sistema endocrino, il metabolismo dei lipidi e favorendo stress ossidativo e infiammazioni croniche. Questi effetti possono contribuire allo sviluppo di patologie come infertilità, osteoporosi, diabete e alcuni tipi di tumore, in particolare a carico di testicoli e reni. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha classificato il Pfoa come cancerogeno certo per l’uomo (gruppo 1) e il Pfos come possibile cancerogeno (gruppo 2B). Con l’entrata in vigore dei nuovi obblighi, l’Unione europea compie un passo decisivo verso una maggiore protezione della salute pubblica, imponendo controlli più rigorosi su una delle forme di contaminazione chimica più persistenti e complesse da affrontare.
Dopo le discussioni delle difese, i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, sulla scorta di un’eventuale replica del procuratore generale, hanno così deciso di prendere tempo e di rinviare la decisione. Slitta al prossimo 23 febbraio la sentenza del processo di revisione a carico di Giovanni Camassa, l’agricoltore di Melendugno condannato all’ergastolo per l’omicidio di Angela Petrachi. La donna scomparve il 26 ottobre del 2002 e poi fu trovata uccisa e seviziata in un boschetto, aveva 31 anni. Dopo le discussioni delle difese, i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, sulla scorta di un’eventuale replica del procuratore generale, hanno così deciso di prendere tempo e di rinviare la decisione.
Nel ddl in Consiglio dei ministri 250 milioni nel 2027 e tutele su lavoro, università e welfare per chi assiste familiari non autosufficienti. Il governo punta a riconoscere e tutelare in modo organico la figura del caregiver familiare, valorizzandone il ruolo sociale ed economico. È questo l’obiettivo del disegno di legge che approda sul tavolo del Consiglio dei ministri e che prevede uno stanziamento di 250 milioni di euro per il 2027 e di 253,32 milioni di euro annui a partire dal 2028. Il provvedimento mira a garantire adeguati sostegni a chi assiste in modo continuativo il coniuge, il partner dell’unione civile o il convivente di fatto, nonché un parente o affine entro il secondo grado (e, in alcuni casi, entro il terzo), assicurando al caregiver la migliore qualità di vita possibile e un pieno coinvolgimento nella rete dei servizi sociosanitari e nella loro pianificazione. La norma individua il caregiver familiare sulla base di due criteri fondamentali: il legame di parentela o affinità con la persona assistita e le specifiche esigenze della persona che riceve assistenza. Si tratta di un’attività di cura non professionale, svolta prevalentemente in ambito domestico o nei luoghi di vita dell’assistito, che comprende il supporto nella mobilità, nella vita di relazione e nelle attività quotidiane, sia di base (come l’igiene personale e l’alimentazione) sia strumentali (preparazione dei pasti, gestione dei farmaci, uso dei trasporti, amministrazione del denaro). Uno dei punti centrali del ddl è l’introduzione di un contributo economico trimestrale posticipato, previsto dall’articolo 13, destinato ai caregiver familiari con reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro annui e con un Isee inferiore a 15.000 euro. Il contributo, determinato dall’Inps, potrà arrivare fino a un massimo di 1.200 euro a trimestre per ciascun assistito ed è riservato alle situazioni di maggiore gravosità, in particolare ai caregiver conviventi con persone non autosufficienti che prestano oltre 91 ore settimanali di assistenza. La scelta di subordinare l’erogazione del sostegno a requisiti economici è finalizzata a concentrare le risorse sui profili più fragili, dove il carico assistenziale si accompagna spesso a condizioni di emarginazione economica e lavorativa. Il disegno di legge riconosce infatti il caregiver come figura centrale del welfare familiare, non solo come fornitore di cure, ma come attore fondamentale nel sistema di tutela della persona assistita. Il testo prevede la possibilità che il caregiver svolga anche un’attività assistenziale retribuita nei confronti della stessa persona assistita — ad esempio attraverso risorse per la vita indipendente — ma stabilisce che, durante il periodo di contrattualizzazione, non sia cumulabile il contributo economico previsto dal ddl. È inoltre ammessa la presenza di più caregiver familiari per la stessa persona, purché conviventi. Vengono individuati diversi profili in base al carico assistenziale: due riservati ai caregiver conviventi (oltre 91 ore settimanali e tra 30 e 90 ore), uno per i caregiver non conviventi con almeno 30 ore settimanali e un ulteriore profilo comune, per carichi tra le 10 e le 29 ore settimanali. Particolare attenzione è dedicata anche alla formazione e al percorso universitario dei caregiver. Il ddl prevede il riconoscimento di crediti formativi universitari extracurriculari per le competenze acquisite durante l’attività di cura, nonché misure di flessibilità nella frequenza dei corsi e il possibile riconoscimento dello status di studente lavoratore. È inoltre estesa l’esenzione dalle tasse universitarie agli studenti caregiver familiari. Il provvedimento tutela la libertà di scelta della persona assistita, che potrà in ogni momento sostituire o revocare il proprio caregiver. La procedura di riconoscimento avverrà tramite autodichiarazione e dovrà concludersi entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, con il rilascio di una certificazione ufficiale. Per la realizzazione del sistema informativo e il rafforzamento del personale Inps sono previsti specifici stanziamenti a partire dal 2026. Sul fronte lavorativo, al caregiver che svolge un’attività subordinata viene riconosciuto il diritto alla rimodulazione dell’orario di lavoro, anche attraverso forme di lavoro agile o la trasformazione del rapporto da tempo pieno a part-time, compatibilmente con le esigenze organizzative dell’azienda. Le tutele sono proporzionate all’impegno assistenziale, tenendo conto del carico di cura e delle condizioni personali.
Al via la 26esima edizione del festival del cinema italiano di qualità, guida completa del “Festival lungo un inverno” con 60 proiezioni, 83 ospiti, 15 premi, 5 serate evento e ospiti icone come Stefania Sandrelli e Bernardo Bertolucci. Torna a Monopoli il Sudestival, il festival del cinema italiano “lungo un inverno” progetto dell’Associazione Culturale Sguardi, fondato e diretto da Michele Suma. La 26esima edizione si svolgerà per otto fine settimana, dal 16 gennaio al 14 marzo 2026, offrendo un programma ricchissimo. Unico festival a svolgersi lungo un inverno, confermandosi come punto di riferimento per il cinema italiano contemporaneo, con una particolare attenzione alle opere prime, ai documentari, ai cortometraggi e alla formazione del pubblico più giovane. Fiore all’occhiello della Città di Monopoli, il Sudestival afferisce all’AFIC ed è componente della Rete dei Festival dell’Adriatico. Nel corso di 31 giorni di programmazione, il Sudestival propone un calendario fitto di proiezioni, incontri, masterclass ed eventi speciali, con la presenza in sala di numerosi autori, interpreti e protagonisti del cinema, della musica e della cultura italiana. Grandi ospiti e omaggi d’autore L’apertura di venerdì 16 gennaio sarà dedicata al leggendario Bernardo Bertolucci con la proiezione di Novecento nel suo cinquantenario. Ospite d’onore della serata sarà Stefania Sandrelli, musa del regista, che riceverà il Premio “Eccellenti Visioni” 2026. L’attrice sarà intervistata dal giornalista e regista Fabrizio Corallo e dialogherà con il pubblico in sala. A Bertolucci sarà dedicata la retrospettiva del Sudestival 2026, che proporrà attraverso altri imperdibili appuntamenti la prima stagione artistica dell’autore. 16 gennaio: Novecento (Atto primo e secondo). 14 febbraio: Prima della rivoluzione (1964) 21 febbraio: Il conformista (1970). 28 febbraio: Ultimo tango a Parigi (1972) Il weekend inaugurale vedrà anche la partecipazione di Piero Pelù, che presenterà il documentario Rumore Dentro, il documentario acclamato dalla critica e diretto da Francesco Fei, un racconto intimo dedicato a un capitolo delicato della vita di una delle icone del rock italiano. Ad arricchire il primo sabato di Festival anche la proiezione in anteprima di Life beyond the pine curtain – L’America degli invisibili di Giovanni Troilo: il regista pugliese sarà ospite in sala per introdurre il suo film, ritratto inedito dell’America contemporanea. Il cuore della manifestazione batte attraverso i suoi concorsi: Concorso Lungometraggi: 30 gennaio: Tienimi presente di Alberto Palmiero (Anteprima), presente in sala l’attrice Gaia Nugnes. 31 gennaio: Le città di pianura di Francesco Sossai, con l’ intervento dell’attore Pierpaolo Capovilla. 6 febbraio: Gioia mia di Margherita Spampinato. 13 febbraio: Nero di Giovanni Esposito 20 febbraio: Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi 27 febbraio: Il primo figlio di Mara Fondacaro Concorso DOC – Protagonisti della Musica: quest’anno la sezione documentari è un viaggio nelle vite di grandi artisti italiani: 29 gennaio: Allevi – Back to Life (su Giovanni Allevi) di Simone Valentini 5 febbraio: Willie Peyote – Elegia Sabauda (Anteprima) di Enrico Bisi 12 febbraio: Rino Gaetano – Sempre più blu di Giorgio Verdelli 19 febbraio: Nino. 18 giorni (su Nino D’Angelo) di Toni D’Angelo 26 febbraio: Francesco De Gregori Nevergreen di Stefano Pistolini 5 marzo: Brunori Sas – Il tempo delle noci. di Giacomo Triglia Cortometraggi: la serata “Corta è la notte” del 7 marzo presenterà otto opere in concorso e assegnerà premi speciali alla comunicazione e salute. Un’esperienza in più di Alessandro Guida, Premio Speciale Sudestival 2026 “Comunicazione e Salute” Libera Uscita di Michele Saia Sogni di Giulio Maroncelli Kill Time di Niccolò Forcella 10 Minuti di Roberta Palmieri Macchina continua di Ruben Gagliardini La clessidra umana di Elia Bei La bambina di carta di Fabio Vasco Jusq’au prochain souffle di Andrea Di Salvatore Il Sudestival si conferma un polo educativo fondamentale grazie alle sue Masterclass rivolte agli studenti, con incontri che spaziano dalla regia di Michela Andreozzi all’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema con Emilio Della Chiesa. Spazio anche ai più piccoli con le sezioni Kids e Baby, dirette da Marino Guarnieri, e un focus internazionale dedicato al cinema albanese previsto per il 13 marzo. 16 gennaio: Michela Andreozzi – “Essere regista, tra pensiero e azione“. 17 gennaio: Emilio Della Chiesa – “Intelligenza artificiale e narrazione cinematografica” 26 gennaio: Marco Tullio Giordana – “Dal testo allo schermo”. 13 febbraio: Duccio Cimatti – “Il ruolo del direttore della fotografia”. 4 marzo: Antonio Padovan – “Dall’idea all’opera: la regia”. 5 marzo: Fabio Mollo e Salvatore De Mola – “La narrazione seriale”. 14 marzo: Michele Braga – “La magia della colonna sonora”. 17 gennaio: Piero Pelù presenta il documentario Rumore Dentro. 7 febbraio: Serata speciale con Lorenza Indovina per il premio “Buona la Prima!”, con la partecipazione di Michele Emiliano e Nichi Vendola. 7 marzo: “Corta è la notte”, la maratona dedicata ai cortometraggi. Sudestival Kids: 27 gennaio: laboratorio a cura di Marino Guarnieri 28 gennaio: lo speciale Sudestival Baby dedicato ai bambini della scuola dell’infanzia, Super Charlie di Jon Holmberg 29 gennaio: In viaggio con Adele di Alessandro Capitani 30 gennaio: Gino & Friends – Eroi per la città di Marco Storani 6 febbraio: Scirocco e il Regno dei Venti di Benoît Chieux 20 febbraio: Ne Zha – L’ascesa del guerriero di fuoco di Jiaozi 27 febbraio: La piccola Amélie di Liane-Cho Han Jin Kuang eMailys Vallade 12 marzo: Denti da squalo di Davide Gentile Dimensione internazionale 13 marzo: film Gunat Përmbi Tela di Muharrem Fejzo Tra gli eventi speciali di quest’anno, il 28 gennaio si terrà l’incontro “Narrare il Sud, tra cinema del reale e letteratura” in collaborazione con UNIBA, con la proiezione di Sciatunostro di Leandro Picarella, presente in sala in qualità di autore e di voce dialogante. Il 7 febbraio è invece in programma la serata speciale in cui verrà conferito il premio “Buona la Prima!” Sudestival 2026 all’attrice Lorenza Indovina, al suo debutto come regista di un documentario in La verità migliore. A dialogare con lei sono stati invitati due ospiti d’eccezione: Michele Emiliano e Nichi Vendola. Infine, il 12 marzo una proiezione musicata dal vivo in collaborazione con Cineritratti intitolata Risate in partitura: Buster Keaton Live, in cui l’Ensemble del Ritratti Festival realizzerà l’accompagnamento musicale di due perle del cinema muto firmate dal celebre regista: Sherlock Jr. (1924) e Seven Chances (1925). Premiazioni e gran finale Il festival si concluderà il 14 marzo con la serata delle Premiazioni, con il consueto ospite d’onore a sorpresa. Faro d’Autore della Città di Monopoli / Premio “Masseria Santa Teresa Resort”: assegnato al miglior lungometraggio dalla Giuria Cinema Nazionale (composta da Silvio Soldini, Esmeralda Calabria e Andrea Vailati). Premio “900 – Albea”: assegnato al miglior lungometraggio dalla Giuria del Pubblico. Premio “Monholiday”: assegnato al miglior lungometraggio dalla Giuria Giovani Sudestival School. CD d’argento – Premio “Gianni Lenoci”: assegnato alla Miglior Colonna Sonora dalla giuria presieduta dal Maestro Gianpaolo Schiavo. Premio Apulia Film Commission “Carlo Delle Piane”: assegnato alla Miglior Sceneggiatura dalla giuria presieduta da Anna Crispino Delle Piane. Premi per i Documentari (Sezione DOC) Premio “Albergo Diffuso”: assegnato al miglior documentario dalla Giuria Nazionale DOC (presieduta da Marco Spoletini). Premio Giuria Giovani “Giù in Lab” Sudestival School: assegnato al miglior documentario. Premi per i Cortometraggi Premio “Rete dei Festival dell’Adriatico” – Rai Cinema Channel: assegnato al miglior cortometraggio dalla giuria presieduta da Nicole Bianchi. Premio Panalight: assegnato al miglior cortometraggio dalla Giuria Giovani del Sudestival School. Altri Premi Speciali Premio al Miglior Film di Animazione: assegnato dalla Giuria KIDS Sudestival School. Premio “AVIS – Sezione Monopoli”: prima edizione dedicata al miglior film a tema sociale Premio “Eccellenti Visioni” Sudestival 2026: conferito all’attrice Stefania Sandrelli. Premio Speciale Sudestival 2026 “Comunicazione e Salute”: assegnato al cortometraggio Un’esperienza in più di Alessandro Guida. Premio Buona la Prima! Sudestival 2026: conferito a Lorenza Indovina per il suo debutto alla regia con il documentario La verità migliore. I Media Partner del Sudestival sono La Rivista del Cinematografo, Cinemaitaliano.info, FilmTv, Taxidrivers, RadioNorba, Canale 7, Fax. Partner tecnici: Peugeot – Tartarelli Automotive di Monopoli, Cantina Museo “Albea” di Alberobello, Canale 7, FAX Settimanale, Masseria Resort “Santa Teresa” di Monopoli, Albergo Diffuso di Monopoli, A C-Caste, Monholiday, “GiùinLab-Ceramiche delle Puglie”, Panalight. Tutto il programma e gli aggiornamenti sono consultabili su: www.sudestival.org
La passione di Michele Amoruso è nota in città. Un negozio di calzature che diventa un museo, un tempio della musica dedicato a chi ha rivoluzionato il mondo della musica. La passione di Michele Amoruso per David Bowie è nota a Trani, diventa notizia a dieci anni dalla scomparsa dell’artista londinese, il duca bianco. Intervista a Michele Amoruso
Uno studio basato su milioni di dati di navigazione analizza il legame tra abitudini digitali e benessere psicologico. Fare shopping online, utilizzare i social media o dedicarsi al gaming digitale — attività spesso considerate un modo per rilassarsi — sono in realtà associate a livelli di stress più elevati rispetto ad altre pratiche online, come la lettura delle notizie, il controllo delle e-mail o la fruizione di contenuti per adulti. È quanto emerge da uno studio dell’Università di Aalto, in Finlandia, pubblicato sul Journal of Medical Internet Research, che analizza in modo longitudinale il rapporto tra uso di Internet e stress percepito. La ricerca scientifica ha seguito per sette mesi quasi 1.500 adulti, monitorandone il comportamento online attraverso dati oggettivi di tracciamento — circa 47 milioni di visite web e 14 milioni di utilizzi di app — affiancati da questionari sullo stress auto-riferito. Ne risulta uno dei quadri più dettagliati finora disponibili sull’impatto delle abitudini digitali sul benessere psicologico. Secondo Mohammed Belal, dottorando e primo autore dello studio, sebbene social media e shopping online siano spesso utilizzati come strategie di coping, un aumento del tempo dedicato a queste attività è costantemente associato a un incremento dello stress, indipendentemente dal tipo di utente o dal dispositivo utilizzato. Un dato che riapre il classico dilemma causale tra stress e comportamento online. I risultati mostrano che anche l’uso delle piattaforme di streaming e il gaming digitale sono correlati a livelli di stress più elevati. In particolare, tra le persone già molto stressate, il tempo trascorso sui social media ha una probabilità doppia di essere associato allo stress rispetto a quello dedicato ai videogiochi. Al contrario, in diversi gruppi di utenti, un maggiore utilizzo di e-mail, siti di informazione e contenuti per adulti risulta associato a livelli di stress più bassi, sebbene gli autori precisino che l’analisi considera esclusivamente il tempo di esposizione e non la natura dei contenuti. Nel complesso, lo studio evidenzia una forte associazione tra uso intensivo di Internet e aumento dello stress, soprattutto tra chi già sperimenta pressioni elevate nella vita quotidiana. Le donne riportano livelli di stress più alti rispetto agli uomini, mentre età e reddito più elevati risultano correlati a una minore percezione dello stress. Un elemento distintivo della ricerca è l’impiego di dati comportamentali reali raccolti tramite software di monitoraggio, anziché il solo ricorso ad autovalutazioni. Come sottolinea la coautrice Juhi Kulshrestha, ciò rafforza la solidità dei risultati, pur rendendo necessaria cautela nell’interpretazione causale e ulteriori studi per chiarire la relazione bidirezionale tra stress e comportamenti digitali. Secondo i ricercatori, comprendere meglio queste dinamiche è cruciale in un contesto di crescente attenzione agli effetti del digitale sul benessere e potrebbe favorire lo sviluppo di strumenti e servizi digitali capaci di aiutare gli utenti a regolare consapevolmente la navigazione online, mantenendo un equilibrio più sano tra vita online e offline.
Al contrario, un maggiore utilizzo di e-mail, siti di informazione e contenuti per adulti e risultato associato a livelli di stress più bassi. Fare shopping online, usare i social media o dedicarsi al gaming digitale sono associate a livelli più elevati di stress rispetto ad altre pratiche online come la lettura delle notizie, il controllo delle e-mail o lavisione di contenuti per adulti. E quanto emerge da uno studio dell’Universita Aalto, in Finlandia, pubblicato sul Journal of Medical Internet Research. Secondo i ricercatori, l’aumento del tempo dedicato a queste attività risulta coerentemente associato a un incremento dello stress in diversi gruppi di utenti e su tutti i dispositivi. Anche l’uso di piattaforme distreaming e il gaming sono correlati a livelli più elevati di stress, mentre tra le persone già molto stressate il tempo trascorso sui social media ha una probabilità doppia di essere associato allo stress rispetto al tempo passato a giocare. Al contrario, un maggiore utilizzo di e-mail, siti di informazione e contenuti per adulti e risultato associato a livelli di stress più bassi. Nel complesso, lo studio evidenzia una forte associazione tra uso intensivo di Internet e aumento dello stress, soprattutto tra chi già sperimenta pressioni elevate nella vita quotidiana. Le donne riportano livelli di stress più alti degli uomini, mentre età e reddito più elevati risultano associati a una minore percezione dello stress. Secondo i ricercatori, comprendere meglio queste dinamiche potrebbe favorire lo sviluppo di strumenti e servizi capaci di aiutare gli utenti a regolare in modo più consapevole la propria navigazione e mantenere un equilibrio più sano tra vita online e offline.
Affidato l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo dell’uomo brindisino. Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Belluno, Claudio Fabris, ha affidato al medico legale Andrea Porzionato, docente all’Università di Padova, l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo di Pietro Zantonini, il vigilante brindisino di 55 anni morto nella notte dell’8 gennaio in un cantiere delle Olimpiadi di Cortina d’Ampezzo. L’esame sarà effettuato entro la settimana. Al momento, risulta formalmente indagato il legale rappresentante della società a cui era stato appaltato il servizio di sorveglianza del cantiere, presso la quale Zantonini aveva un contratto a tempo determinato e si era recentemente trasferito dalla Puglia al Bellunese.
Rimane confermata la sismicità dell’Italia, seppur con un numero inferiore di eventi e con magnitudo mediamente basse. Sono 15.759 i terremoti localizzati nel 2025 dalle Sale Operative dell’Istituto Nazionale di Geofisica eVulcanologia (INGV): in media poco più di 43 eventi al giorno (tre in meno rispetto al 2024), circa uno ogni 33 minuti. La tendenza generale si mantiene stabile: dal 2019, infatti, il numero di eventi localizzati in Italia si è aggirato tra i 16.000 e i 17.000 terremoti annui, in calo rispetto al biennio 2016-2017 quando l’Italia centrale venne interessata dalla sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con il terremoto diAccumoli (RI). Questa sequenza contribuisce ancora in maniera significativa alla sismicità del Paese, seppur con un numero inferiore di eventi e con magnitudo mediamente basse. Il più forte terremoto del 2025, di magnitudo Mw 4.8, è stato localizzato il 14 marzo al largo della costa della provincia di Foggia (la foto di copertina si riferisce a questo episodio): questo evento rientra nella sequenza sismica attiva nell’area a nord del Promontorio del Gargano (zona del Lago di Lesina). Gli eventi di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9 sono stati 21, di cui 16 registrati sul territorio italiano o nei mari circostanti e i restanti 5 tra Croazia e Albania. A differenza degli anni precedenti, non ci sono stati terremoti di magnitudo uguale o superiore a 5.0. Nel 2025 si sono verificate delle sequenze sismiche, con valori di magnitudo non elevati. A tal proposito, è proseguita l’attività sismica nell’area dei Campi Flegrei, dove il 13 marzo e il 30 giugno sono statilocalizzati i due terremoti con le piu’ elevate magnitudo della crisi bradisismica in atto (Md 4.6). Sono stati numerosi anche gli eventi sismici localizzati nel Mar Tirreno meridionale: i più forti, di magnitudo ML 4.7, sono stati registrati il 7 febbraio nei pressi dell’arcipelago delle Isole Eolie e il 26 agosto al largo delle Isole Egadi. Una delle ultime scosse che ha interessato la Puglia si è avvertita lo scorso 23 dicembre 2025 nel Foggiano: per fortuna non ci sono stati danni.
Smetterà di mangiare da oggi e fino a quando “il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, non deciderà di incontrarmi”. Ha deciso di incatenarsi davanti all’ex ospedale di Canosa per protestare contro una decisione che considera “inaccettabile”. E per rendere il suo dissenso ancora più incisivo, smetterà dimangiare da oggi e fino a quando “il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, non deciderà di incontrarmi”. È così che Sabino Armagno, 75 anni di Canosa di Puglia ha scelto di dire no alla decisione presa dalla Asl Bat di chiudere nelle ore notturne i punti di assistenza sanitaria in città. Una decisione che riguarda anche la vicina Trani. “Trovo inaccettabile la sospensione temporanea dei turni notturni del posto fisso medicalizzato di cui io stesso ho avuto necessità”, sostiene Armagno ricordando che “i servizi previsti dal piano di riordino ospedaliero non sono ancora stati attivati”. Da qui, lo sciopero della fame e la volontà di incatenarsi negli spazi dell’ex ospedale ora sede del posto fisso medicalizzato.
La ricetta a Mattino Norba. Segui il procedimento per preparare il tofu strapazzato a Mattino Norba. Qui di seguito il procedimento: • 1 panetto di tofu vellutato • 1 cipolla • Latte vegetale a scelta q.b. • 1 cucchiaino di curcuma • Olio evo q.b. • Sale e pepe q.b. • Erba cipollina q.b. • Semi di sesamo q.b. • Salsa poke q.b. • 1 fetta di pane tostato
La ricetta a Mattino Norba. Scopri come preparare i flan di broccoli con salsa al caprino. Qui di seguito gli ingredienti: seguici su Mattino Norba per il procedimento • 250 gr di broccoli lessi • 2 uova • 50 ml di latte vegetale • 50 gr di formaggio grattugiato • Sale e pepe q.b. Per la salsa • 200 gr di caprino • Latte q.b. • Sale e pepe bianco q.b 200° per 20 Min

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