
Lecce, sirene estere per Kaba e Tiago Gabriel
Al via le trattative di mercato: ai giallorossi piace Wiktor Staszak del Wisla Krakovia Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera passeranno questi primi giorni dell’anno al
Al via le trattative di mercato: ai giallorossi piace Wiktor Staszak del Wisla Krakovia. Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera passeranno questi primi giorni dell’anno al telefono non solo per rispondere ai consueti auguri di buon anno, ma anche per le trattative di mercato che interessano la squadra giallorossa. Capitolo trattative in uscita: Tiago Gabriel piace a mezza Europa, Corvino ha già detto che il difensore portoghese non partirà, ma si comincia a parlare di offerte di 40 milioni, cifre che potrebbero far vacillare i club più importanti, figuriamoci il Lecce. Sempre in uscita c’è da registrare l’interesse del Nantes per Kaba. Capitol giocatori in entrata: piace il giovane centrocampista del Wisla Krakovia, Wiktor Staszak, ma sembra essere un acquisto più in prospettiva che in ottica presente. L’esigenza principle è quella di una punta da affiancare a Camarda e Stulic, ma al momento, queste trattative proseguono sotto traccia. Intanto si avvicina la gara contro la Juventus, in programma sabato pomeriggio a Torino: per la sfida contro la vecchia signora Di Francesco spera di riabbracciare Gaspar e Banda, entrambe eliminati dalla Coppa d’Africa. Prosegue il suo cammino invece Coulibaly, con il suo Mali. di Matteo Bottazzo
Giallorossi sconfitti con un netto 3 – 0 . Un Lecce impreciso ma anche sfortunato crolla tra le mura amiche contro un Como ordinato e qualitativo, capace di conquistare l’intera posta in palio senza particolari affanni. Di Francesco recupera in extremis Tiago Gabriel, che compone con Siebert un’inedita coppia centrale di difesa. Le altre novità di giornata sono Maleh e Pierotti dal primo minuto. Nel Como, invece, Douvikas e Rodriguez agiscono da terminali offensivi, supportati dalla fantasia della stella argentina Nico Paz. I 250 milioni di differenza nel valore delle due rose non emergono in campo, almeno fino al ventesimo minuto, quando un episodio rompe l’equilibrio e indirizza la gara. Nico Paz si libera della marcatura di Ramadani con un movimento irruento, poi calcia verso la porta: il tiro viene deviato dalla schiena di Tiago Gabriel e finisce per mettere fuori causa Falcone, costretto a raccogliere il pallone in fondo al sacco. Il gol dei lariani accende le proteste giallorosse: prima Sottil viene ammonito, poi Di Francesco paga con l’espulsione, lasciando la panchina. Il match resta comunque vivo e combattuto, ma è ancora il Como a rendersi pericoloso con Douvikas, che in rovesciata impegna severamente Falcone, bravissimo a negargli la rete con un grande intervento. Sul finire della prima frazione il Lecce ha una clamorosa occasione per pareggiare: Sottil imperversa sulla sinistra e mette al centro per Kaba che, di piatto, manca il bersaglio regalando di fatto il pallone a Butez. Nella ripresa la prima opportunità è di marca giallorossa: sugli sviluppi di un calcio di punizione, Siebert prova la sponda per Tiago Gabriel, ma Butez legge bene l’azione e interviene in anticipo. Il Lecce rientrato dagli spogliatoi è decisamente più aggressivo e costringe il Como nella propria metà campo. In successione, prima Gallo e poi Sottil vanno vicini al pareggio, ma i lariani, seppur con qualche affanno, riescono a salvarsi. Nel momento migliore dei padroni di casa, però, arriva il raddoppio del Como: sugli sviluppi di una mischia in area, Ramon trova la zampata vincente da pochi passi e batte Falcone per la seconda volta. Sotto di due gol, Di Francesco — dalla tribuna — decide di mandare in campo Camarda e Ndri al posto di Stulic e Maleh. Una scelta che non produce gli effetti sperati, anzi: il Como trova addirittura la terza rete con Douvikas, che sfugge alla marcatura di Siebert e infila Falcone con un preciso rasoterra tra le gambe. Nel finale i ritmi si abbassano, gli animi si spengono e la partita scivola via senza ulteriori emozioni. Ora per il Lecce è già tempo di guardare avanti: il prossimo impegno, il primo del 2026, è fissato per il 3 gennaio sul difficile campo della Juventus.
Assenze importanti tra i giallorossi . Il Lecce riprende ritmo dopo la sosta per la Super Coppa Italiana. Un turno di riposo programmato già da tempo per via degli impegni internazionali dell’Inter. Si ricomincia dal Como, un’altra lombarda blasonata, ma eternamente incompiuta. Fabregas investe sui giovani, come il Lecce, ma con altri mezzi e, soprattutto, altri budget. Per i salentini è una giornata anomala. Domani si presenteranno in campo in versione rivisitata: sono tanti gli assenti del gruppo. Alcuni sono impegnati in Coppa d’Africa – Coulibaly, Banda e Gaspar –, altri non sono al massimo della forma. Le condizioni di Tiago Gabriel saranno valutate poco prima del fischio d’inizio. Berisha, invece, sarà fuori un mese per un problema muscolare. Tuttavia, Di Francesco non cerca alibi. “Non posso svelare le mie mosse, sapete quali sono i ruoli dove cambieremo qualcosa. Saranno importanti tutti, quelli che partiranno dall’inizio e quelli che subentreranno a gar0a in corso. Ci siamo allenati bene, giocherà chi ha lavorato meglio in questi giorni”. Nonostante la pretattica, alcune scelte sono obbligate. Kaba e Maleh, ad esempio, partiranno titolari, vista la carenza di centrocampisti disponibili. Una maglia da titolare anche per Sottil, sostituto naturale di Banda sulle fasce.
La Silp Cgil chiede la chiusura per motivi di sicurezza: mancano i parcheggi . Qualche disagio era da mettere in contro. Lo stadio Via del Mare di Lecce sta subendo notevoli interventi di carattere strutturale che lo renderanno moderno e funzionale. Sarà in linea con i parametri richiesti dall’ Uefa. I lavori sono già partiti da mesi e riguardano prevalentemente la costruzione della copertura, cui si aggiungono altri ritocchi interni ed esterni. Tuttavia, in queste ore si parla delle inevitabili ripercussioni sui tifosi, in particolare gli ospiti. Il parcheggio del relativo settore è stato chiuso. Le auto sono state dirottate in altre zone, ma questo pregiudica la sicurezza all’esterno. Già nella gara contro il Toro, le forze dell’ordine hanno sventato un tentativo di contatto tra due gruppi, appartenenti alla tifoseria giallorossa e granata. Motivo per cui il segretario generale della Silp Cgil Lecce, Antonio Ianne, ha chiesto la chiusura del settore ospiti per le prossime due gare casalinghe del Lecce, contro Roma e Lazio. Un atto di buon senso per tutelare la parte sana del tifo, ma anche gli agenti schierati. Il sindacato ha giustificato la richiesta, con riferimenti a quanto accaduto domenica a Genova. All’esterno dello stadio Ferraris, sono scoppiati disordini tra le tifoserie di Genoa e Inter, con enormi rischi per l’incolumità di passanti e residenti.
Problemi muscolari per il trequartista giallorosso . L’infortunio è meno grave del previsto, ma Di Francesco per un mese dovrà fare a meno di Berisha. Sostituito nei primi minuti della gara contro il Pisa, venerdì scorso, il trequartista giallorosso stamattina si è sottoposto ad accertamenti medici: lesione di secondo grado del retto femorale. Un’assenza che si aggiunge alle defezioni per la Coppa d’Africa: Coulibaly, Gaspar e Banda si sono aggregati alle rispettive nazionali. In questi giorni, il tecnico valuterà soluzioni adeguate. Il rinvio della sfida all’Inter, impegnata in Supercoppa, gli consente di riflettere con attenzione. Berisha non è solo l’uomo capace di dettare l’ultimo passaggio: sinora ha realizzato due gol e tre assist. Una grave perdita alla vigilia del ciclo più impegnativo della stagione: Como, Juve, Roma, Parma, Inter e Milan. Probabilmente le salterà tutte. Foto U.S Lecce
L’incontro a Lecce. I suoi consigli per i più giovani. Incontro particolare a Lecce, in cui sono usciti piacevolmente allo scoperto Francesco Camarda e la sua famiglia in un incontro che mira a far conoscere aspetti famigliari, speso nascosti e per far capire le difficoltà che incontrano anche i grandi campioni della Serie A. di Matteo Bottazzo
Dubbio il rigore concesso ai padroni di casa . Il Lecce allo “Zini” di Cremona dura solo un tempo e poi si perde. Nella prima frazione sono prima Stulic e poi Pierotti ad avere le possibilità di indirizzare l’incontro. Nella ripresa al 53′ Ramadani commette un fallo quanto ingenuo tanto inutile su Vandeputte, dopo la revisione al VAR, arriva il rigore trasformato da Federico Bonazzoli. Il Lecce prova a reagire, ma i padroni di casa mantengono il controllo del gioco. Al 61′ un gol della Cremonese viene annullato per fallo di Baschirotto su Falcone. Al 79′ Sanabria, subentrato in precedenza, trova il raddoppio su assist di Zerbin, grazie ad una marcatura imperfetta di Gaspar. Nel finale il Lecce tenta il forcing, ma la Cremonese difende il risultato e conquista i tre punti che confermano le qualità della formazione di Nicola. Per il Lecce, continuano gli atavici problemi in proiezione offensiva, con Stulic e Camarda incapaci di pungere e colpire.
Dubbi per il rigore concesso ai padroni di casa . Il Lecce allo “Zini” di Cremona dura solo un tempo e poi si perde. Nella prima frazione sono prima Stulic e poi Pierotti ad avere le possibilità di indirizzare l’incontro. Nella ripresa al 53′ Ramadani commette un fallo quanto ingenuo tanto inutile su Vandeputte, dopo la revisione al VAR, arriva il rigore trasformato da Federico Bonazzoli. Il Lecce prova a reagire, ma i padroni di casa mantengono il controllo del gioco. Al 61′ un gol della Cremonese viene annullato per fallo di Baschirotto su Falcone. Al 79′ Sanabria, subentrato in precedenza, trova il raddoppio su assist di Zerbin, grazie ad una marcatura imperfetta di Gaspar. Nel finale il Lecce tenta il forcing, ma la Cremonese difende il risultato e conquista i tre punti che confermano le qualità della formazione di Nicola. Per il Lecce, continuano gli atavici problemi in proiezione offensiva, con Stulic e Camarda incapaci di pungere e colpire.
Preoccupanti i dati dell’attacco, all’Olimpico solo un tiro in porta . La partita contro la Lazio ha fatto suonare qualche campanello d’allarme in casa giallorossa. Perché la prova offerta contro la formazione di Maurizio Sarri, se da un lato ha confermato la compattezza del reparto difensivo, dall’altro ha sottolineato tutte le difficoltà e sopratutto la fatica che compie il Lecce per creare pericoli nell’area avversaria. Basta un semplice dato: un tiro nello specchio della porta all’Olimpico. Quindi cosa bisogna aspettarsi per la gara contro il Torino, che arriva nel Salento dopo aver subito cinque reti contro il Como? Una potenziale rivoluzione in avanti: l’unica probabile riconferma è Sottil. In mezzo si potrebbe rivedere dall’inizio Stulic al posto di Camarda, mentre a destra non è da escludere l’opzione N’Dri, che contro la Lazio è sembrato quello più in palla. Centrocampo e difesa dovrebbero rimanere gli stessi. Calcio d’inizio alle 12:30 per una partita da vincere per togliere dalla classifica quello zero, pesante, alla voce vittorie interne. Foto U.S Lecce.it
Squadre in campo domenica alle 12.30. Lecce e Torino, quanti intrecci. Non è mai stata una gara come tutte le altre. A partire dal 1989, quando al Via del Mare i granata per la prima volta nella loro storia sono stati retrocessi in Serie B. Il Lecce, conquisto la sua seconda permanenza in A, con Mazzone in panchina che si esibì nella prima di tante corse che hanno caratterizzato la carriera dell’indimenticabile tecnico marchigiano. Lecce Torino, però, è anche l’unica vittoria interna del Lecce, in questo 2025 avaro di soddisfazioni tra le mura amiche. Un successo che porta la firma di Ramadani, con un destro da fuori area di rigore che riaccese le speranze di salvezza dei giallorossi, poi confermate nella meravigliosa gara dell’Olimpico dello scorso 28 maggio. Ma Lecce Torino è anche il ritorno di Marco Baroni, uno che è arrivato a Lecce, con poche aspettative, dopo sei mesi buoni con la Reggina in Serie B. All’inizio sembrava un ridimensionamento, ma con il tecnico fiorentino alla guida il Lecce conquistò una promozione da prima della classe e una salvezza, nella mitologica gara di Monza, con Baroni che è finito inginocchiato, con le braccia al cielo, sul prato del Braglia. Emozioni che spariranno quando quando l’arbitro Marini fischierà il calcio d’inizio di una partita, che spesso è decisiva e sopratutto ricca di emozioni e mai banale. di Matteo Bottazzo fonte foto: pagina Facebook U.S. Lecce
Dodici giornate sono già un campione significativo: i due attaccanti si sono alternati al centro dell’attacco senza mai convincere davvero. Nel Lecce che lotta per allontanarsi dalle zone calde della classifica, il tema più urgente è uno solo: il gol che non arriva. Le punte centrali, Stulic e Camarda, continuano a faticare e i numeri parlano chiaro: nessuna squadra di Serie A segna così poco con i propri attaccanti. Un solo gol complessivo, quello di Camarda contro il Bologna, e pochissime conclusioni verso la porta. Dodici giornate sono già un campione significativo: i due attaccanti si sono alternati al centro dell’attacco senza mai convincere davvero. Movimenti utili, sacrificio, presenza nelle gare più dure sì… ma in area, la zona che conta, il loro peso specifico è ancora troppo leggero. C’è un altro dato che preoccupa: il Lecce crea, ma non crea bene. Le occasioni non mancano, ma quelle davvero nitide sono pochissime. Meno del 15%. La squadra soffre una qualità tecnica non eccelsa in più reparti e questo mette gli attaccanti nelle condizioni peggiori per emergere. È vero: Camarda paga la giovane età, Stulic arriva da un calcio completamente diverso. Le attenuanti non mancano. Ma il tempo delle attenuanti sta finendo. Tifosi, compagni e staff tecnico si aspettano un cambio di passo, subito. Perché all’orizzonte c’è il mercato di gennaio. Non arriveranno nomi altisonanti, ma una cosa è certa: il Lecce qualcosa dovrà fare. Servono alternative, serve qualcuno che possa aumentare la confidenza negli ultimi metri. Non servono dieci gol, ne bastano tre, quattro, quelli che oggi mancano come il pane. di Matteo Bottazzo Fonte foto: pagina Facebook U.S. Lecce
Ma in campionato la squadra arranca. A rischio le final eight . Terza sconfitta consecutiva per Conversano: a Bolzano termina 30 – 27 per i padroni di casa. E ora la classifica si fa pesante. I ragazzi di coach Esteban Alonso sono undicesimi, ad un punto dall’ottava posizione, ultimo piazzamento utile per le final eight, in programma a febbraio. Le prossime due partite del girone d’andata saranno quindi decisive. Si riparte sabato 30 novembre al Pala De Luca – Resta di Noci, contro il Metelli Cologne. I Campioni d’Italia pagano i tanti infortuni accusati dal roster. Anche domenica, erano cinque gli assenti. Ma l’esterno sinistro Demis Radovcic invita tutti alla calma: “ La classifica è molto corta e il campionato davvero equilibrato: tutti possono battere tutti”. Battuta d’arresto interna, invece, per Fasano, che cede il passo al Chiaravalle per 28 – 27. Messapici quinti e in piena corsa per gli spareggi scudetto. Nonostante il momento delicato in campionato, l’intera città di Conversano esulta per un riconoscimento prestigioso: ha ricevuto dal CONI la Stella d’Oro al Merito Sportivo. La consegna avverrà il 5 dicembre al teatro Luciani di Acquaviva delle Fonti.
Gli scaligeri conquistano senza sforzi un punto che sta strettissimo ai padroni di casa Servizio Matteo Bottazzo
Gli scaligeri conquistano senza sforzi un punto che sta strettissimo ai padroni di casa Servizio Matteo Bottazzo
Divieto di vendere i biglietti ai residenti nella provincia di Verona Chiusura del settore ospiti dello stadio Via del mare a Lecce e divieto di vendere i biglietti dell’incontro Lecce-Hellas Verona ai residenti nella provincia di Verona. Lo ha disposto il prefetto di Lecce sulla base della decisione del Viminale del 21 ottobre scorso, presa a seguito dei disordini avvenuti in precedenti incontri di calcio. Una brutta notizia per i tifosi scaligeri che pensavano di poter raggiungere il Salento per seguire la formazione veneta nella gara in programma sabato pomeriggio alle ore 15 allo stadio Via del Mare.
I salentini hanno mostrato segnali concreti di crescita Pomeriggio di gioia per il Lecce, che conquista tre punti d’oro al “Franchi” superando la Fiorentina per 1-0. Decide tutto al 23′ il guizzo di Medon Berisha, che approfitta di un pressing alto, recupera palla sulla trequarti, scambia con Stulic e insacca sul cross di Morente. Una vittoria di carattere per la squadra di Di Francesco, che riscatta così le sconfitte con Udinese e Napoli e mostra segnali concreti di crescita. CRONACA| La partita si apre con la Fiorentina più propositiva: al 2′ Falcone blocca un tiro di Fortini, poi Morente sfiora il gol per gli ospiti al 10′. I viola si affidano alla coppia Dzeko–Kean, ma qualche errore in costruzione regala fiducia al Lecce. Dopo il vantaggio, i salentini sfiorano il raddoppio con Ramadani e Banda, ma De Gea risponde presente. Sul fronte opposto, Falcone salva su Kean al 32′ e poi su una mischia pericolosa. Nella ripresa Pioli rivoluziona il centrocampo inserendo Gudmundsson, Sohm e Mandragora. La Fiorentina prova a reagire ma manca precisione: Kean e l’islandese non inquadrano la porta, mentre De Gea deve intervenire solo su un tiro da lontano di Morente. Al 66′ Coulibaly crea un’azione pericolosa, ma Stulic non arriva sul pallone. Pioli passa al 4-2-4, ma il Lecce regge con ordine e compattezza. Nel finale, Pierotti e Maleh danno nuova energia agli ospiti. All’84′ l’arbitro Rapuano assegna un rigore dubbio ai viola per un contatto Pierotti-Ranieri, ma il Var corregge l’errore: Ranieri si era semplicemente sbilanciato da solo. Gli ultimi minuti vedono la Fiorentina riversarsi in avanti con generosità ma senza lucidità. Falcone blinda tutto su un colpo di Kean, e il Lecce resiste fino al fischio finale. Vittoria fondamentale per Di Francesco, che ritrova entusiasmo e solidità. Notte fonda invece per Pioli e la sua Fiorentina, irriconoscibile e in crisi di gioco e risultati. di Matteo Bottazzo
Prestazione solida dei salentini Il Lecce esce sconfitto ma a testa alta dal confronto con il Napoli, in una gara equilibrata e decisa da pochi episodi. La squadra salentina regge bene l’urto iniziale degli azzurri, pericolosi con Lang e Politano, e risponde con coraggio. Al 26’ Pierotti sfonda sulla destra e serve Berisha, il cui diagonale sfiora il palo. Prima dell’intervallo Falcone è decisivo su Olivera e Politano, tenendo il risultato sullo 0-0. Nella ripresa arriva l’occasione più grande per i giallorossi: al 55’ un tocco di mano in area del Napoli vale un calcio di rigore, ma Francesco Camarda si fa ipnotizzare da Milinković-Savić. Scampato il pericolo, il Napoli reagisce e al 69’ trova il gol decisivo con Zambo Anguissa, su assist di David Neres. D’Aversa prova a cambiare volto alla squadra inserendo Štulić, Maleh, Pierret e Konan N’Dri, ma i tentativi finali non bastano a riaprire il match. Resta il rammarico per quel rigore fallito che avrebbe potuto scrivere una storia diversa, ma anche la consapevolezza di una prestazione solida contro una grande, e la sensazione che, come si dice, un errore non cancella il valore di un giovane campione. di Matteo Bottazzo
Oggi la sfida alle ore 18.30 Dopo la sconfitta contro l’Udinese, il Lecce è chiamato oggi pomeriggio, alle 18.30, alla sfida contro il Napoli. Per gli uomini di Eusebio Di Francesco è già tempo di dimenticare l’ultima giornata di campionato e di tornare concentrati per quella di oggi. Al Via del Mare arriva il Napoli di Antonio Conte, rinfrancato dalla vittoria sull’Inter e tornato primo in classifica. Poco tempo per preparare la gara per i salentini, ma per il Lecce serve subito dare risposte. “Dobbiamo essere positivi – dice mister Di Francesco – Ogni squadra ad ogni livello deve giocare su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Dobbiamo avere grandi motivazioni, che ci vengano trasmesse dallo stadio, dalla partita, dai tifosi”.
Il pareggio non rende giustizia ai pugliesi perché avrebbe meritato, per ammissione di tutti, il primo successo Il Lecce c’è. Resta ultimo in classifica, ma col Bologna dimostra di aver superato il momento critico e di avere tutte le carte in regola per la quarta salvezza consecutiva. Il pareggio non gli rende giustizia perchè avrebbe meritato, per ammissione di tutti, il primo successo. Anzi, il gol del pareggio, in pieno recupero, all’ultima occasione, il gol che Francesco Camarda ricorderà per tutta la vita perché è il primo da lui realizzato in Serie A, ha evitato una autentica beffa. Eh sì perché il Lecce oltre ad aver segnato due gol ha colpito tre legni con Morente, Coulibaly e Pierotti. C’erano perplessità, soprattutto dopo la deludente prestazione in Coppa Italia a San Siro, c’era apprensione, qualcuno aveva anche messo sotto accusa Eusebio Di Francesco e il suo 4-3-3 dopo quattro giornate di campionato. Un modulo che privilegia, se sviluppato bene e con gli attori giusti il gioco offensivo e lo spettacolo. Col Bologna, e non era facile di questi tempi, il Lecce ha offerto anche scampoli di bel gioco. È interessante per esempio lo sviluppo dell’azione che ha portato al primo gol, quello del vantaggio di Coulibaly. Un’azione chiaramente studiata in allenamento. Va attribuito il giusto risalto anche alla prestazione caratteriale: il Lecce quando è passato in svantaggio per le reti di Orsolini su calcio di rigore e Odgaard, quest’ultima fortunosa per una deviazione di Gabriel, non si è mai arreso e anzi ha lottato su ogni pallone come dimostra il gol realizzato sul filo di lana dal 17enne astro nascente, il cui cartellino e’ di proprieta’ del Milan, con perfetta scelta di tempo.
Corvino punta su Stulic e Camarda. In difesa fiducia ai giovani Perez, Kouassi e Siebert

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Dubbio il rigore concesso ai padroni di casa Il Lecce allo “Zini” di Cremona dura solo un tempo e poi si perde. Nella prima frazione

Serie A Dubbi per il rigore concesso ai padroni di casa Il Lecce allo “Zini” di Cremona dura solo un tempo e poi si perde.

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Squadre in campo domenica alle 12.30 Lecce e Torino, quanti intrecci. Non è mai stata una gara come tutte le altre. A partire dal 1989,

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Ma in campionato la squadra arranca. A rischio le final eight Terza sconfitta consecutiva per Conversano: a Bolzano termina 30 – 27 per i padroni

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