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A complicare la vigilia, però, c’è il rebus delle date e degli orari. Centottanta minuti per decidere un’intera stagione e scampare all’incubo della Serie B. La corsa salvezza è ormai un duello da brividi, un testa a testa senza esclusione di colpi tra Lecce e Cremonese, separate in classifica da un solo, preziosissimo punto. I grigiorossi si sono rifatti pericolosamente sotto, portandosi a meno uno grazie al successo interno contro il Pisa, e ora il margine d’errore per i giallorossi è praticamente ridotto a zero. Con sei punti ancora in palio, ogni singola giocata può valere una stagione. Calendario alla mano, per il Lecce la prossima tappa sarà l’ostica trasferta di Sassuolo, prima dell’ultimo, decisivo atto al Via del Mare contro il Genoa. Cammino tutt’altro che semplice anche per la Cremonese, attesa prima dalla sfida con l’Udinese e poi dal match interno contro un Como accanito e in piena corsa per l’Europa. A complicare la vigilia, però, c’è il rebus delle date e degli orari. Per garantire la necessaria contemporaneità delle sfide salvezza, la Lega Calcio deve risolvere la complessa coesistenza tra il campionato di Serie A e la finale degli Internazionali di Tennis a Roma. Per questo motivo, si attende ancora di conoscere con esattezza quando si giocherà il match del Lecce a Sassuolo. La certezza è una sola: la piazza salentina è pronta a mobilitarsi in massa e ad accorrere a sostegno dei ragazzi per spingerli verso l’obiettivo in questi ultimi, decisivi 180 minuti. di Matteo Bottazzo

A tre gare dalla fine ci sono quattro punti da difendere e il prossimo ostacolo è il più complesso da superare. Il Lecce sabato sera alle 20:30 sarà di scena al Via del Mare con la Juventus. I giallorossi sono a caccia di un risultato prestigioso che potrebbe significare salvezza con tre turni di anticipo. Mister di Francesco si fida del suo Lecce per questo finale di campionato. A tre gare dalla fine ci sono quattro punti da difendere e il prossimo ostacolo è il più complesso da superare. Il
 tecnico dei salentini inquadra così il momento dei suoi: “A Pisa
 ho visto una squadra determinata, desiderosa di raggiungere
risultati importanti – dichiara il tecnico nella conferenza della
vigilia -. Con la Juve vogliamo fare questo. Normale che
 affrontiamo una squadra fortissima, servirà una prestazione non
di livello, ma di altissimo livello. E partendo da questo,
 possiamo pensare di fare qualcosa di sorprendente, perché nel
 calcio nulla è scontato“. Tra i giocatori c’è Cheddira che può essere utile per la volata salvezza: “È un giocatore che in gara dà
l’anima – sottolinea l’allenatore -. Ha dovuto ritrovare la
 condizione perché a Sassuolo non giocava molto,integrandosi
 sempre più”. Infine un passaggio sul calendario da qui a fine
 campionato, con la Cremonese antagonista dei giallorossi per
 evitare la retrocessione in Serie B: “Non ho pensato se giocavamo prima o
dopo di loro, ma sono focalizzato sulla gara contro la Juve.
 Abbiamo bisogno del gol e per farlo dobbiamo restare concentrati
 su noi stessi, e non pensare a quanto faranno gli altri”,
 conclude Di Francesco.

Ora, con un pizzico di fortuna e un occhio ai risultati dagli altri campi, la strada verso la salvezza potrebbe farsi finalmente meno ripida. Lazio permettendo. Il Lecce ha fatto il suo. Il blitz dell’Arena Garibaldi ha ridato ossigeno e speranza, ma ora gli occhi dei tifosi giallorossi sono tutti puntati altrove. Il destino del Salento passa inevitabilmente dallo “Zini” di Cremona: si attende un segnale, un favore dalla Lazio di Maurizio Sarri. I pronostici parlano chiaro, ma il calcio – si sa – non segue copioni scritti. Se i biancocelesti dovessero espugnare il campo della Cremonese, per il Lecce scatterebbe il primo vero “match point” salvezza: un +4 rassicurante a sole tre giornate dal termine, in quello che ormai è diventato un drammatico testa a testa per la permanenza in Serie A tra salentini e grigiorossi. Intanto, nel Salento la tensione è palpabile. Sale l’attesa per il big match di sabato sera: al “Via del Mare” arriva la Vecchia Signora. Una Juventus ferita, reduce dal clamoroso mezzo passo falso interno contro il Verona già retrocesso. I bianconeri sbarcheranno in Puglia con l’obbligo categorico di non sbagliare, per non vedere sfumare il treno Champions. Il Lecce non vuole fare da spettatore. Mister e squadra ritrovano certezze: da un Cheddira tornato finalmente al gol a un Lamek Banda sempre più trascinatore e uomo simbolo di questa rincorsa.Dopo dieci lunghi giorni di ritiro in Veneto, il gruppo riprende oggi a lavorare a Martignano. L’obiettivo è chiaro: preparare l’impresa. Il Lecce ha dimostrato di esserci; ora, con un pizzico di fortuna e un occhio ai risultati dagli altri campi, la strada verso la salvezza potrebbe farsi finalmente meno ripida. Lazio permettendo. di Matteo Bottazzo

Giallorossi corsari per 2 – 1 a Pisa . E’ forse questa la data che potrebbe decretare la salvezza del Lecce. Un giorno storico perché porterebbe alla quarta permanenza consecutiva in A: mai successo prima. Il Lecce vince 2 – 1 a Pisa. Banda sblocca il risultato; dopo 4 minuti, al 56esimo, Leris pareggia per i toscani. Ma al 65esimo è Cheddira a realizzare la rete della vittoria. Il Lecce torna a casa con 4 punti in due trasferte consecutive, Verona e Pisa. Il lavoro di squadra e società è memorabile.

Il Lecce avrà la spinta dei suoi tifosi: polverizzati in meno di un’ora
gli oltre mille biglietti. Il Lecce si gioca domani sera, 1 maggio, buona parte delle chance salvezza contro il Pisa. Un match dal peso specifico enorme. Mister Eusebio Di Francesco ha detto: “Non
esistono gare facili – spiega dal ritiro di
Villafranca -. A Verona siamo andati per ottenere l’intera posta,
ma abbiamo trovato una squadra che aveva messo in difficoltà già
altri e non siamo stati in grado di fare gol. Abbiamo un punto
di vantaggio sulla Cremonese, ed è importante, ma sappiamo che
già dalla prossima dobbiamo fare altro”. Sulla formazione ha detto: “Al momento l’unico dubbio riguarda la condizione di
Pierotti; valuteremo prima dell’incontro, ma sino ad oggi non si
è ancora allenato con la squadra”. Poi su Camarda: “Si è allenato poco dopo il lungo
stop per l’infortunio, ma si è presentato con la testa giusta,
sbarazzina e libera. Se può darci una mano dall’inizio? Può
essere un vantaggio, è vero. Può partire da subito, ma essere
pronto anche a gara in corso”. Infine un passaggio sulla
tifoseria che ha letteralmente polverizzato in meno di un’ora
gli oltre mille biglietti. “Il
loro calore sarà importante per noi: possono trascinarci e noi
possiamo fare lo stesso conloro”.

Siamo di fronte al peggior attacco d’Europa e i numeri lo confermano. Ma ora non ci sono alibi. Il pareggio di Verona vale oro per la classifica, permettendo al Lecce di scavalcare la Cremonese, ma la prestazione del Bentegodi è lo specchio di una stagione complicata. Siamo di fronte al peggior attacco d’Europa e i numeri lo confermano: un primo tempo da incubo, zero tiri in porta e una salvezza tenuta in vita solo dai miracoli di Falcone. Nella ripresa c’è stata reazione, ma la sterilità resta il vero limite: 1.5 di xG prodotti a fronte di un misero 0.61 di xGOT raccontano di una squadra che arriva negli ultimi sedici metri ma non sa calciare verso lo specchio. Ora, però, bisogna cambiare passo e sbloccare questa tensione offensiva. Venerdì il Lecce vola a Pisa per affrontare una squadra già retrocessa: è l’occasione perfetta, forse l’ultima chiamata, per prendersi tre punti fondamentali. Senza alibi e con la salvezza nel mirino: a questo punto del campionato, non serve più giocare bene, serve solo il cinismo necessario per portare a casa il bottino pieno. di Matteo Bottazzo

I giallorossi preparano la doppia sfida salvezza . Il Lecce si prepara alla battaglia di Verona. I giallorossi sono già in Veneto per il ritiro pre-partita: la squadra di mister Di Francesco ha svolto il primo allenamento allo stadio comunale di Villafranca. L’obiettivo è chiaro: compattare il gruppo e concentrare ogni energia fisica e mentale sul fondamentale scontro salvezza di sabato sera al “Bentegodi”. Emergenza formazione per il tecnico, che contro gli scaligeri dovrà rinunciare allo squalificato Tiago Gabriel. Restano in Puglia, per infortunio, Berisha, Gaspar, Fofana e Sottil, mentre Banda ha proseguito oggi con un lavoro differenziato. Segnali positivi arrivano invece da Camarda, regolarmente in campo con i compagni nel ritiro di Bussolengo. Ma attenzione, perché la trasferta giallorossa non si esaurirà al triplice fischio di sabato. La società ha deciso di trattenere la squadra al Nord: i ragazzi resteranno in Veneto anche dopo la sfida contro il Verona per preparare direttamente il prossimo impegno di campionato. Il Lecce, infatti, volerà poi in Toscana per affrontare il Pisa il primo maggio, in una maratona decisiva che sa di dentro o fuori.

La decisione della società. La strada del Lecce verso la salvezza passerà attraverso il ritiro. Il gruppo squadra martedì 21 aprile, dopo la gara contro la Fiorentina, si trasferirà a Bussolengo, in Veneto, in vista della gara di Verona, in programma sabato 25 aprile. I giallorossi sosterranno il primo allenamento nella giornata di mercoledì 22presso lo Stadio Comunale di Villafranca. Sempre nella stessa località la squadra giallorossa si tratterrà per preparare la trasferta con il Pisa di venerdì 1 maggio.

Leggermente meno complesso il calendario dei giallorossi . È un duello all’ultimo respiro, un testa a testa che sa di finale. Lecce e Cremonese si guardano negli occhi a quota 27 punti: una delle due resterà nell’élite del calcio, l’altra accompagnerà Pisa e Verona nel baratro della Serie B. Sei tappe al traguardo, 18 punti sul tavolo. Un’infinità sulla carta, ma il tempo stringe e la pressione aumenta. Il calendario sembra sorridere ai salentini. Chiuso il ciclo terribile del tour de force, il Lecce ha davanti a sé cinque sfide alla portata, con l’unica grande eccezione dell’ostacolo Juventus. Si parte lunedì sera contro la Fiorentina, prima della doppia, delicatissima trasferta tra Verona e Pisa. Il gran finale sembra un’occasione d’oro: Sassuolo e Genoa, squadre ormai senza più nulla da chiedere al campionato, potrebbero essere il lasciapassare definitivo verso la salvezza.Strada decisamente più in salita per i grigiorossi. La Cremonese dovrà sudare contro il Torino, sfidare il Napoli al Maradona e gestire la tensione del doppio turno interno contro Lazio e Pisa. Per chiudere, l’insidiosa trasferta di Udine e un Como che, all’ultima giornata, potrebbe essere ancora in piena corsa per un posto in Champions League. Sulla carta il Lecce parte con un piccolo vantaggio, ma i calcoli non bastano. Serve un cambio di marcia immediato dopo le opache prestazioni contro Atalanta e Bologna. Il problema numero uno resta la via del gol: i tifosi giallorossi non esultano dal 14 marzo, da quella rete di Siebert contro il Napoli. Un digiuno troppo lungo per chi ha fame di salvezza. Cambiare atteggiamento e tornare a segnare: solo così il Salento potrà tenersi stretta la sua Serie A.

Lunedì spareggio salvezza con la Fiorentina . Il cielo plumbeo sopra il Dall’Ara non è stato solo un dettaglio meteorologico, ma il perfetto specchio dell’anima di un Lecce che sembra aver smarrito bussola e carattere. La sconfitta subita per mano del Bologna di Vincenzo Italiano certifica una crisi d’identità profonda: i giallorossi restano inchiodati al terzultimo posto con 27 punti, in coabitazione con la Cremonese e con lo spettro della retrocessione che si fa sempre più nitido.La sfida è il ritratto di una stagione in cui il Lecce da sempre ha difficoltà a trovare la via del gol e lo specchio del campionato è l’errore di Stulic, quando in avvio di gara si fa ipnotizzare dal portiere avversario in un momento così delicato è un lusso che una squadra in lotta per la salvezza non può permettersi. Da quel momento, il buio. Il gol di Freuler al 26’ è nato da una disattenzione difensiva imperdonabile, un regalo che ha spianato la strada ai padroni di casa e ha spento la luce tra le fila salentine. Nonostante gli interventi di un monumentale Falcone, che ha evitato un passivo ben più pesante neutralizzando ripetutamente Orsolini e compagni, la squadra di Di Francesco è apparsa incapace di reagire. Le sostituzioni nella ripresa non hanno prodotto la scossa sperata; il Lecce è rimasto rintanato nella propria metà campo, vittima di una sterilità offensiva preoccupante e di una manovra lenta, prevedibile, quasi rassegnata. Il raddoppio finale di Orsolini al 92’ è stato solo il colpo di grazia a una prestazione senza anima. Lunedì prossimo non sarà una partita come le altre, ma è una delle ultime chiamate per continuare a sperare nella salvezza.

Lunedì la sfida casalinga all’Atalanta . Piove sul bagnato in casa Lecce. Proprio mentre il calendario mette i giallorossi di fronte al muro dell’Atalanta, Eusebio Di Francesco deve fare i conti con un vero e proprio allarme rosso in difesa. Il bollettino dall’infermeria è pesante: fuori simultaneamente i due “stakanovisti” delle fasce. Nel corso dell’ultima seduta Antonino Gallo si è allenato a parte, mentre Danilo Veiga ha svolto solo una porzione dell’allenamento con il resto della squadra. Se a sinistra la falla può essere tamponata dall’usato sicuro di Corry Ndaba, pronto a confermare le qualità già apprezzate dalla piazza, è sulla fascia destra che il rebus si fa quasi insolubile. Senza un’alternativa di ruolo naturale dopo il mercato invernale, Di Francesco si trova davanti a un bivio tattico: il sacrificio di Pierotti, chiamato a un difficile spirito di adattamento come terzino basso, oppure la rivoluzione totale. Sullo sfondo resta l’ipotesi di una difesa a tre pura, con Gaby Jean, Tiago Gabriel e Siebert a protezione di Falcone, alzando lo stesso Pierotti sulla linea dei centrocampisti.In palio ci sono punti che pesano come macigni: da una parte l’Atalanta che insegue l’Europa, dall’altra un Lecce a caccia dell’exploit per blindare la salvezza. La verità definitiva arriverà solo nella giornata di sabato quando si terrà la conferenza della vigilia che potrà svelare se l’emergenza rientrerà o se i giallorossi dovranno affrontare la Dea con una veste del tutto inedita.

Prosegue la preparazione dei giallorossi . Un lunedì dell’Angelo al Via del Mare. Il Lecce ospita l’Atalanta, meno forte del recente passato ma sempre in grado di lasciare ottime impressioni quando passa. La multinazionale giallorossa si è ricomposta con il ritorno dei calciatori impegnati in giro per il mondo. Il gruppo questa mattina ha sostenuto una seduta d’allenamento all’Acaya Golf Club. In quattro hanno svolto lavoro differenziato: Coulibaly, che lunedì dovrebbe andare in panchina, e Veiga, le cui condizioni sono da valutare. A parte anche Sottil, alle prese con un problema muscolare, e Gallo. Sicure le assenze di Berisha, Gaspar e Camarda. I tifosi ritroveranno un impianto spoglio. La copertura è stata rimossa e procedono i lavori di installazione della nuova struttura. Nonostante i disagi, accettati di buon grado dai sostenitori, sugli spalti ci sarà l’ennesimo sold out: ennesima conferma di una stagione sensazionale al botteghino.

Intanto Di Francesco perde anche Berisha . Diagnosi confermata: lesione del tendine riflesso del retto femorale destro. Il trequartista del Lecce Medon Berisha sarà operato domani in Finlandia, dove si è sottoposto ad una visita specialistica. Per lui la stagione è finita, come si temeva ormai da giorni. E’ un’annata sfortunata per Di Francesco, che a più riprese in questo campionato ha dovuto fare i conti con assenze pesanti. Anche Camarda, arrivato al Via del Mare per fungere da supporto al reparto offensivo, da tempo è k.o per un problema alla spalla. Per non contare gli infortuni occorsi a Gaspar, Coulibaly, Sottil. La lista è lunga. Nonostante le difficoltà, la squadra lotta sul fronte salvezza e può portare a compimento la missione affidata da Corvino. Saranno decisive le ultime 8 giornate, in cui il Lecce affronterà cinque scontri salvezza: Fiorentina, Verona, Pisa, Sassuolo e Genoa.

“Mi dispiace non poter essere li con i miei compagni a lottare per i nostri obiettivi. Darò tutto per tornare il prima possibile”. Stagione finita per Medon Berisha. Il centrocampista albanese lo scorso 12 dicembre aveva rimediato un lesione di secondo grado del retto femorale della coscia destra, nei primi minuti di gioco della gara contro il Pisa, nel girone d’andata. Proprio ora che il rientro del fantasista albanese sembrava alle porte, sarebbe dovuto tornare dopo la sosta del campionato, in occasione della gara contro l’Atalanta, c’è un nuovo stop. Durante la seduta di rifinitura, prima della partenza per Roma, Berisha ha accusato un nuovo problema muscolare. Nel corso della giornata di lunedì si è sottoposto a degli esami strumentali che hanno evidenziato una lesione del tendine riflesso del retto femorale destro. Si tratta purtroppo di un infortunio intervenuto in una zona differente da quella interessata dalla precedente lesione, occorso in una fase di cauta riatletizzazione, recentemente intrapresa a seguito degli ultimi soddisfacenti esami strumentali. Il giocatore mercoledì prossimo si sottoporrà ad una consulenza specialistica in Finlandia dal Prof. Lempainem, per valutare l’opportunità di intervento chirurgico, che sarà eventualmente effettuato nella giornata di giovedì. La stagione di Medon Berisha è da considerarsi conclusa, sui social il calciatore ha commentato, attraverso una storia sul proprio profilo: «E’ un momento difficile. Purtroppo un altro infortunio mi costringe a fermarmi proprio ora. Fa male non poter essere in campo e aiutare la squadra in una fase così importante della stagione. Sono davvero devastato e faccio fatica a trovare le parole per descrivere quello che provo. Mi dispiace non poter essere li con i miei compagni a lottare per i nostri obiettivi. Darò tutto per tornare il prima possibile. Ci vediamo presto». di Matteo Bottazzo

Roma contestata per l’eliminazione dall’Europa League . I fischi dell’Olimpico sono l’immagine della delusione per l’eliminazione dall’Europa League ad opera del Bologna. Gasperini per la prima volta si confronta con la nota pressione capitolina: l’incapacità della tifoseria di gestire le emozioni e distruggere ogni tentativo di progetto. In questo panorama si inserisce la trasferta del Lecce domenica alle 18. Il clima sarà tutt’altro che primaverile e per i padroni di casa potrebbero arrivare forti manifestazioni di disappunto al minimo errore. Potrebbe approfittarne la squadra di Di Francesco, che in fondo ha poco o nulla da perdere. Quella contro la Roma è una partita su cui chi lotta per la salvezza non nutre grosse aspettative. Ma se l’avversario è in crisi, perché non approfittarne. Un precedente simile si è verificato allo Stadium contro la Juve. Il Lecce ha offerto la sua prestazione, senza farsi prendere dalla foga di chiudere con un risultato positivo. Ha giocato con tranquillità e ha strappato ai bianconeri un punto pesante. Replicare la gara dello Stadium è il consiglio giusto per compiere un altro piccolo grande passo verso la permanenza nel massimo campionato. La corsa sembra restringersi. E a meno di clamorosi colpi di scena, saranno proprio Lecce e Cremonese, la cui guida tecnica è stata affidata all’ex Giampaolo, a giocarsi l’ultimo posto nel paradiso calcistico italiano.

Per il maliano si prevede uno stop di due settimane . Nella seconda trasferta consecutiva, domenica all’Olimpico contro la Roma, Di Francesco dovrà rinunciare a Coulibaly. Il centrocampista maliano sabato al Maradona ha riportato una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra. Un problema muscolare che lo costringerà a stare fermo per almeno due settimane. La preparazione per la sfida ai giallorossi di Gasperini è cominciata oggi all’Acaya Golf Club. Banda e Gaspar sono rimasti a riposo; Berisha e Sottil hanno svolto lavoro personalizzato. Assente l’attaccante scuola Milan Camarda. Di positivo c’è il vantaggio sul Cremonese rimasto intatto, + 3 punti, per effetto del k.o interno rimediato ieri dai lombardi contro la Cremonese. La sosta del 29 marzo per gli impegni della Nazionale è un toccasana per i salentini.

Giallorossi rimontati da Hojilund e Politano . Il Napoli di Antonio Conte ribalta il Lecce al “Maradona” grazie agli innesti di peso della ripresa, con McTominay e De Bruyne che cambiano il volto alla squadra. Dopo un primo tempo chiuso in svantaggio per la rete lampo di Siebert, arrivata al 3′ su corner di Gallo, i padroni di casa ritrovano il pari al 46′ con una spaccata di Hojlund su assist di Politano. Il sorpasso definitivo si completa al 66′, quando lo stesso Politano batte Falcone con una precisa volée mancina sugli sviluppi di un angolo. Il Lecce, che aveva gestito con coraggio e pressione alta per lunghi tratti, cala alla distanza e perde pezzi per infortunio: prima Coulibaly e poi Banda, uscito in barella al 90′ per un malore addominale. 

In forse Gallo, alle prese con un risentimento muscolare . Arrivano buone notizie dall’infermeria del Lecce. E’ tornato pienamente disponibile il centrocampista israeliano Gandelman, che partecipa alle sedute del gruppo. E’ stata dunque superata la fastidiosa tendinopatia che ne ha limitato le prestazioni. In gruppo nell’allenamento odierno anche l’esterno Sottil, fermato da una lombalgia. Mentre, per la trasferta di Napoli, sabato alle 18, è in forte dubbio l’esterno Gallo, che ha accusato un affaticamento muscolare. Le sue condizioni saranno valutate nella rifinitura di domani. Certe le assenze di Berisha, Gaspar e Camarda.

Unico pari di rilievo a Torino contro la Juve . La vittoria contro la Cremonese ha ridato ossigeno e speranza, ma per il Lecce di Di Francesco il cammino verso la salvezza si fa ora ripidissimo. Con 27 punti e un sedicesimo posto che scotta, i giallorossi si preparano a un trittico da brividi prima della sosta: le trasferte di Napoli e Roma, seguite dalla sfida interna con l’Atalanta.Il problema, però, non è solo il calendario, ma il tabù “Grandi”. I numeri sono impietosi: contro le prime sette della classe, Falcone e compagni hanno raccolto appena un punto su 30 disponibili. Quel fortunoso pareggio con la Juventus resta l’unico lampo in un bilancio che vede il Lecce come la peggior squadra del torneo nei big match, con soli 3 gol fatti e ben 20 subiti.Mentre le dirette concorrenti corrono — con il Parma a quota 7 punti contro le big e persino la Cremonese capace di colpi esterni — il Lecce fatica a pungere, confermandosi, insieme a Parma e Pisa, il peggior attacco del campionato. Appena 20 reti totali che pesano come un macigno sulla rincorsa salvezza.A dieci turni dalla fine, non c’è più spazio per i calcoli o per il timore reverenziale. Al “Maradona” servirà un cambio di passo immediato: per salvarsi, il Lecce deve imparare a fare lo sgambetto anche ai giganti.

E’ lotta contro il tempo per recuperare Gandelman . La carica degli Ultra’, cuore del tifo giallorosso, a pochi giorni dal match che potrebbe letteralmente valere una stagione: Lecce – Cremonese. Un centinaio di sostenitori ha seguito l’allenamento odierno al Via del Mare, incoraggiando la squadra. Sono stati presenti sin quando Di Francesco ha allontanato ogni sguardo indiscreto chiedendo di chiudere le porte. Da quel momento il gruppo ha ascoltato con la massima attenzioni le indicazioni tattiche e tecniche. E’ probabile che qualcosa cambi rispetto alla sfida di sabato a Como. La difesa sarà a 4. Fallito l’esperimento con 5 uomini. Non è equilibrato e invita gli avversari al pressing. E’ corsa contro il tempo, intanto, per riavere Gandelman. Il trequartista sta svolgendo lavoro differenziato per smaltire i postumi di una fastidiosa tendinopatia. Certe le assenze di Camarda, Berisha e Gaspar.

Lecce, gli Ultras caricano la squadra

E’ lotta contro il tempo per recuperare Gandelman La carica degli Ultra’, cuore del tifo giallorosso, a pochi giorni dal match che potrebbe letteralmente valere

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