
Lecce, Corvino dice stop. È la fine di un’era
Il “metodo Corvino” lascia in eredità una miniera d’oro È la fine di un’epoca. Non solo per il Salento, ma per l’intero calcio italiano. Dopo
Il “metodo Corvino” lascia in eredità una miniera d’oro. È la fine di un’epoca. Non solo per il Salento, ma per l’intero calcio italiano. Dopo aver centrato la quarta, storica salvezza consecutiva in Serie A, Pantaleo Corvino sembra ormai a un passo dall’addio. Il Responsabile dell’Area Tecnica ha deciso di fermarsi, di concedersi una pausa, chiudendo una pagina di storia scritta in tredici anni di amore e intuizioni divisi in due diverse ere. Dal suo ritorno nel 2020, sei anni consecutivi da capolavoro: una promozione dalla Serie B e poi un miracolo che si è ripetuto, anno dopo anno, mantenendo il Lecce stabilmente nell’élite del calcio italiano con il budget più basso del campionato. Il “metodo Corvino” lascia in eredità una miniera d’oro. Più che un direttore sportivo, un cercatore di tesori. Scoperte pagate pochi spiccioli e trasformate in plusvalenze da record o pilastri del presente: dal cervello di Hjulmand alla potenza di Dorgu, passando per la solidità di Pongracic fino ai gol di Krstovic. Ora, mentre Corvino si prepara ai saluti, il club salentino riflette sul futuro per non disperdere questo patrimonio. Le idee per il post-Corvino sono già sul tavolo: la pista più calda porta alla linea della continuità, con la promozione interna di Stefano Trinchera, attuale braccio destro e direttore sportivo. L’alternativa verde guarda invece a Castellammare di Stabia, con il profilo emergono di Matteo Lovisa.Comunque vada, nulla sarà come prima. Si chiude l’era del Direttore per antonomasia. Il Lecce volta pagina, consapevole che sostituire l’uomo dei miracoli sarà la sfida più difficile di tutte. di Matteo Bottazzo
. Il Bari retrocesso in serie C, il Lecce ancora in serie A. Grande la delusione dei tifosi baresi che per tutto il Campionato non hanno fatto mancare il loro amore per la squadra. Ci sono però dubbi sul loro sostegno in serie C. Qui le interviste a Franco Spagnuolo, presidente centro coordinamento Bari Club e Antonio Ricciato, presidente Salento giallorosso
La Coppa Italia partirà il 9 agosto . Si sta già definendo la stagione 2026/2027. Squadre già in campo il 9 e 16 agosto per il turno preliminare della Coppa Italia Frecciarossa. La finale si disputerà allo stadio Olimpico il 19 maggio. Il campionato di Serie A inizierà il 23 agosto e si chiuderà domenica 30 maggio. Due i turni infrasettimanali: il 28 ottobre e il 6 gennaio. La sosta natalizia partirà il 27 dicembre. Previste quattro soste per la Nazionale: il 27 settembre e il 4 ottobre 2026, il 15 novembre 2026 e il 28 marzo 2027.
Dai prossimi giorni si farà chiarezza sul domani di alcuni protagonisti, primo tra tutti Pantaleo Corvino. È raggiante il presidente Saverio Sticchi Damiani al termine della sfida contro il Genoa. Il Lecce ha staccato il pass per il prossimo torneo di Serie A, un’impresa che è stata possibile grazie alla sapiente guida tecnica di Eusebio Di Francesco che a Lecce dopo due stagioni difficili ritrova il sorriso. Capitolo futuro, Sticchi Damiani ha le idee chiare, dai prossimi giorni si farà chiarezza sul domani di alcuni protagonisti, primo tra tutti Pantaleo Corvino. Intervista a Saverio Sticchi Damiani, Presidente U.S. Lecce Servizio di Matteo Bottazzo
Le loro voci al termine del match contro il Genoa. Sono soddisfattissimi i tifosi del Lecce che dopo il triplice fischio del direttore di gara sono rimasti per oltre un’ora all’interno dello stadio Via del Mare ad assistere allo spettacolo pirotecnico per festeggiare la salvezza. Poi al termine dello spettacolo di luci e di colori tutti in centro per festeggiare, inclusi gli ultrà Lecce che hanno dato via ad un corteo che è partito da porta Napoli ed è arrivato in piazza Libertini dove la parte più appassionata e calda del tifo giallorosso si è ritrovata per celebrare una storica permanenza in Serie A. Servizio di Matteo Bottazzo
I giallorossi battono il Genoa e restano in A . Una festa travolgente travolge il Via del Mare e tutto il Salento. Il Lecce batte il Genoa e conquista una storica quarta salvezza consecutiva in Serie A. Un traguardo straordinario conquistato al culmine di una stagione complicata e combattuta fino all’ultimo minuto. Qui la grande festa giallorossa La partita inizia con qualche minuto di ritardo a causa della fitta nebbia creata dai fumogeni della curva, ma l’attesa rende l’atmosfera ancora più elettrizzante. Il Lecce parte forte e al 7′ fa esplodere lo stadio: Ramadani lancia Cheddira, la cui conclusione viene respinta da Leali; sulla ribattuta si avventa Lamek Banda, che con freddezza firma il gol del vantaggio. I giallorossi insistono e sfiorano il raddoppio prima con lo stesso Banda, murato da Leali, e poi subiscono il brivido del pareggio del Genoa firmato da Frendrup al 39′, fortunatamente annullato per una netta posizione di fuorigioco.Nella ripresa iniziano ad abbassarsi, ma il Lecce dimostra di avere fame. Al 51′ Cheddira supera Leali in uscita ma la sua conclusione, da posizione defilata, si stampa sul palo. Poco dopo è il Genoa a spaventare i padroni di casa con Frendrup, ma un monumentale Falcone esce a valanga e dice di no. La dea bendata volta ancora le spalle ai salentini al 67′, quando Pierotti incorna alla perfezione un cross di Gallo, centrando in pieno la base del palo.I minuti finali sono di pura gioia e festa sugli spalti e in campo. Il Lecce si è salvato e anche nella stagione 2026/27 sarà protagonista in Serie A.
Gol vittoria realizzato in pieno recupero dal serbo . Minuto novantasei. Il fermo immagine del destino. Volpato grazia Falcone a porta vuota, il Sassuolo dispera, il Lecce riparte. Palla dentro, sponda di Gandelman e la zampata di Stulic che fa esplodere il settore ospiti. Finisce così, nell’incredulità generale: tre a due per il Lecce. Una vittoria senza logica, pazzesca, non adatta ai cuori deboli, che terrà i giallorossi aggrappati alla corsa salvezza a novanta minuti dalla fine del campionato. Ma per capire questo finale da film, bisogna riavvolgere il nastro di una serata che entra nella storia del Lecce. I giallorossi partono forte e ringrazia i regali neroverdi: Cheddira è una furia, approfitta dell’errore di Garcia e fa uno a zero. Il Sassuolo risponde subito con Laurienté, ma è ancora un monumentale Cheddira, in torsione su assist di Banda, a firmare il nuovo vantaggio giallorosso. Nella ripresa la difesa di Di Francesco soffre maledettamente la qualità dei padroni di casa. Nzola colpisce un palo clamoroso, Thorstvedt stampa la traversa. Il muro salentino vacilla, Di Francesco si copre con il cinque-quattro-uno, ma all’ottantaduesimo crolla: la magia di tacco di Pinamonti vale il due a due. Sembra finita, ma il bello deve ancora venire. Falcone salva il risultato di piede su Pinamonti, prima del ribaltamento di fronte che riscrive la storia. Il Lecce espugna il Mapei Stadium, vince la Cremonese a Udine, ma la notte più pazza dell’anno è tutta tinta di giallorosso e domenica prossima il Lecce al Via del Mare, contro il Genoa sarà padrone del suo destino.
I giallorossi non saranno soli al Mapei Stadium . Il count down è agli sgoccioli per la sfida del Mapei Stadium contro il Sassuolo, un match che per il Lecce profuma già di match-point salvezza. La preparazione dei giallorossi prosegue a pieno ritmo al Centro Sportivo di Martignano, dove lo staff tecnico monitora costantemente l’infermeria per valutare la condizione di alcuni elementi chiave.E’ in dubbio il terzino portoghese Veiga: per lui la situazione viene gestita con massima prudenza e senza forzare i tempi, nonostante l’emergenza tattica che una sua eventuale assenza comporterebbe. Segnali più incoraggianti arrivano invece da Cheddira e Gaspar, che hanno ripreso ad allenarsi parzialmente in gruppo. Se l’attaccante non dovesse farcela per partire dall’inizio, Stulic e Camarda sono già pronti a scalpitare per una maglia da titolare.Ma la vera forza del Lecce, domenica sera a Reggio Emilia, sarà come sempre il proprio pubblico. Il settore ospiti è già ufficialmente sold out: saranno quattrocento i sostenitori ufficiali all’interno dell’impianto emiliano. La febbre salvezza, però, va ben oltre i confini del settore dedicato. La prevendita negli altri settori dello stadio sta registrando un vero e proprio assalto da parte dei tifosi salentini, pronti a polverizzare i biglietti pur di non perdersi dal vivo una notte che potrebbe valere la permanenza in Serie A.
Se Falcone e compagni vinceranno a Sassuolo e la Cremonese non vincerà a Udine, sarà festa con un turno d’anticipo. “Sì, viaggiare… evitando le buche più dure”. Macinando chilometri da ogni parte d’Italia per superare l’ultimo ostacolo verso la gloria. Una marea giallorossa si prepara a invadere l’Emilia: sono oltre 3mila i biglietti venduti per il Mapei Stadium, un impianto che è ormai un vero e proprio feudo salentino. Già nel 2024, infatti, l’esodo del popolo del Lecce fu decisivo per conquistare la salvezza con Luca Gotti in panchina. La storia può ripetersi domenica sera contro il Sassuolo. In palio c’è la certezza aritmetica della permanenza in Serie A: se Falcone e compagni espugneranno il campo neroverde e la Cremonese non vincerà a Udine, sarà festa con un turno d’anticipo. Sul fronte campo: in panchina potrebbe rivedersi Gaspar, mentre si stringono i denti per Gandelman, ancora alle prese con i problemi alla schiena. di Matteo Bottazzo
A complicare la vigilia, però, c’è il rebus delle date e degli orari. Centottanta minuti per decidere un’intera stagione e scampare all’incubo della Serie B. La corsa salvezza è ormai un duello da brividi, un testa a testa senza esclusione di colpi tra Lecce e Cremonese, separate in classifica da un solo, preziosissimo punto. I grigiorossi si sono rifatti pericolosamente sotto, portandosi a meno uno grazie al successo interno contro il Pisa, e ora il margine d’errore per i giallorossi è praticamente ridotto a zero. Con sei punti ancora in palio, ogni singola giocata può valere una stagione. Calendario alla mano, per il Lecce la prossima tappa sarà l’ostica trasferta di Sassuolo, prima dell’ultimo, decisivo atto al Via del Mare contro il Genoa. Cammino tutt’altro che semplice anche per la Cremonese, attesa prima dalla sfida con l’Udinese e poi dal match interno contro un Como accanito e in piena corsa per l’Europa. A complicare la vigilia, però, c’è il rebus delle date e degli orari. Per garantire la necessaria contemporaneità delle sfide salvezza, la Lega Calcio deve risolvere la complessa coesistenza tra il campionato di Serie A e la finale degli Internazionali di Tennis a Roma. Per questo motivo, si attende ancora di conoscere con esattezza quando si giocherà il match del Lecce a Sassuolo. La certezza è una sola: la piazza salentina è pronta a mobilitarsi in massa e ad accorrere a sostegno dei ragazzi per spingerli verso l’obiettivo in questi ultimi, decisivi 180 minuti. di Matteo Bottazzo
A tre gare dalla fine ci sono quattro punti da difendere e il prossimo ostacolo è il più complesso da superare. Il Lecce sabato sera alle 20:30 sarà di scena al Via del Mare con la Juventus. I giallorossi sono a caccia di un risultato prestigioso che potrebbe significare salvezza con tre turni di anticipo. Mister di Francesco si fida del suo Lecce per questo finale di campionato. A tre gare dalla fine ci sono quattro punti da difendere e il prossimo ostacolo è il più complesso da superare. Il tecnico dei salentini inquadra così il momento dei suoi: “A Pisa ho visto una squadra determinata, desiderosa di raggiungere risultati importanti – dichiara il tecnico nella conferenza della vigilia -. Con la Juve vogliamo fare questo. Normale che affrontiamo una squadra fortissima, servirà una prestazione non di livello, ma di altissimo livello. E partendo da questo, possiamo pensare di fare qualcosa di sorprendente, perché nel calcio nulla è scontato“. Tra i giocatori c’è Cheddira che può essere utile per la volata salvezza: “È un giocatore che in gara dà l’anima – sottolinea l’allenatore -. Ha dovuto ritrovare la condizione perché a Sassuolo non giocava molto,integrandosi sempre più”. Infine un passaggio sul calendario da qui a fine campionato, con la Cremonese antagonista dei giallorossi per evitare la retrocessione in Serie B: “Non ho pensato se giocavamo prima o dopo di loro, ma sono focalizzato sulla gara contro la Juve. Abbiamo bisogno del gol e per farlo dobbiamo restare concentrati su noi stessi, e non pensare a quanto faranno gli altri”, conclude Di Francesco.
Ora, con un pizzico di fortuna e un occhio ai risultati dagli altri campi, la strada verso la salvezza potrebbe farsi finalmente meno ripida. Lazio permettendo. Il Lecce ha fatto il suo. Il blitz dell’Arena Garibaldi ha ridato ossigeno e speranza, ma ora gli occhi dei tifosi giallorossi sono tutti puntati altrove. Il destino del Salento passa inevitabilmente dallo “Zini” di Cremona: si attende un segnale, un favore dalla Lazio di Maurizio Sarri. I pronostici parlano chiaro, ma il calcio – si sa – non segue copioni scritti. Se i biancocelesti dovessero espugnare il campo della Cremonese, per il Lecce scatterebbe il primo vero “match point” salvezza: un +4 rassicurante a sole tre giornate dal termine, in quello che ormai è diventato un drammatico testa a testa per la permanenza in Serie A tra salentini e grigiorossi. Intanto, nel Salento la tensione è palpabile. Sale l’attesa per il big match di sabato sera: al “Via del Mare” arriva la Vecchia Signora. Una Juventus ferita, reduce dal clamoroso mezzo passo falso interno contro il Verona già retrocesso. I bianconeri sbarcheranno in Puglia con l’obbligo categorico di non sbagliare, per non vedere sfumare il treno Champions. Il Lecce non vuole fare da spettatore. Mister e squadra ritrovano certezze: da un Cheddira tornato finalmente al gol a un Lamek Banda sempre più trascinatore e uomo simbolo di questa rincorsa.Dopo dieci lunghi giorni di ritiro in Veneto, il gruppo riprende oggi a lavorare a Martignano. L’obiettivo è chiaro: preparare l’impresa. Il Lecce ha dimostrato di esserci; ora, con un pizzico di fortuna e un occhio ai risultati dagli altri campi, la strada verso la salvezza potrebbe farsi finalmente meno ripida. Lazio permettendo. di Matteo Bottazzo
Giallorossi corsari per 2 – 1 a Pisa . E’ forse questa la data che potrebbe decretare la salvezza del Lecce. Un giorno storico perché porterebbe alla quarta permanenza consecutiva in A: mai successo prima. Il Lecce vince 2 – 1 a Pisa. Banda sblocca il risultato; dopo 4 minuti, al 56esimo, Leris pareggia per i toscani. Ma al 65esimo è Cheddira a realizzare la rete della vittoria. Il Lecce torna a casa con 4 punti in due trasferte consecutive, Verona e Pisa. Il lavoro di squadra e società è memorabile.
Il Lecce avrà la spinta dei suoi tifosi: polverizzati in meno di un’ora gli oltre mille biglietti. Il Lecce si gioca domani sera, 1 maggio, buona parte delle chance salvezza contro il Pisa. Un match dal peso specifico enorme. Mister Eusebio Di Francesco ha detto: “Non esistono gare facili – spiega dal ritiro di Villafranca -. A Verona siamo andati per ottenere l’intera posta, ma abbiamo trovato una squadra che aveva messo in difficoltà già altri e non siamo stati in grado di fare gol. Abbiamo un punto di vantaggio sulla Cremonese, ed è importante, ma sappiamo che già dalla prossima dobbiamo fare altro”. Sulla formazione ha detto: “Al momento l’unico dubbio riguarda la condizione di Pierotti; valuteremo prima dell’incontro, ma sino ad oggi non si è ancora allenato con la squadra”. Poi su Camarda: “Si è allenato poco dopo il lungo stop per l’infortunio, ma si è presentato con la testa giusta, sbarazzina e libera. Se può darci una mano dall’inizio? Può essere un vantaggio, è vero. Può partire da subito, ma essere pronto anche a gara in corso”. Infine un passaggio sulla tifoseria che ha letteralmente polverizzato in meno di un’ora gli oltre mille biglietti. “Il loro calore sarà importante per noi: possono trascinarci e noi possiamo fare lo stesso conloro”.
Siamo di fronte al peggior attacco d’Europa e i numeri lo confermano. Ma ora non ci sono alibi. Il pareggio di Verona vale oro per la classifica, permettendo al Lecce di scavalcare la Cremonese, ma la prestazione del Bentegodi è lo specchio di una stagione complicata. Siamo di fronte al peggior attacco d’Europa e i numeri lo confermano: un primo tempo da incubo, zero tiri in porta e una salvezza tenuta in vita solo dai miracoli di Falcone. Nella ripresa c’è stata reazione, ma la sterilità resta il vero limite: 1.5 di xG prodotti a fronte di un misero 0.61 di xGOT raccontano di una squadra che arriva negli ultimi sedici metri ma non sa calciare verso lo specchio. Ora, però, bisogna cambiare passo e sbloccare questa tensione offensiva. Venerdì il Lecce vola a Pisa per affrontare una squadra già retrocessa: è l’occasione perfetta, forse l’ultima chiamata, per prendersi tre punti fondamentali. Senza alibi e con la salvezza nel mirino: a questo punto del campionato, non serve più giocare bene, serve solo il cinismo necessario per portare a casa il bottino pieno. di Matteo Bottazzo
I giallorossi preparano la doppia sfida salvezza . Il Lecce si prepara alla battaglia di Verona. I giallorossi sono già in Veneto per il ritiro pre-partita: la squadra di mister Di Francesco ha svolto il primo allenamento allo stadio comunale di Villafranca. L’obiettivo è chiaro: compattare il gruppo e concentrare ogni energia fisica e mentale sul fondamentale scontro salvezza di sabato sera al “Bentegodi”. Emergenza formazione per il tecnico, che contro gli scaligeri dovrà rinunciare allo squalificato Tiago Gabriel. Restano in Puglia, per infortunio, Berisha, Gaspar, Fofana e Sottil, mentre Banda ha proseguito oggi con un lavoro differenziato. Segnali positivi arrivano invece da Camarda, regolarmente in campo con i compagni nel ritiro di Bussolengo. Ma attenzione, perché la trasferta giallorossa non si esaurirà al triplice fischio di sabato. La società ha deciso di trattenere la squadra al Nord: i ragazzi resteranno in Veneto anche dopo la sfida contro il Verona per preparare direttamente il prossimo impegno di campionato. Il Lecce, infatti, volerà poi in Toscana per affrontare il Pisa il primo maggio, in una maratona decisiva che sa di dentro o fuori.
La decisione della società. La strada del Lecce verso la salvezza passerà attraverso il ritiro. Il gruppo squadra martedì 21 aprile, dopo la gara contro la Fiorentina, si trasferirà a Bussolengo, in Veneto, in vista della gara di Verona, in programma sabato 25 aprile. I giallorossi sosterranno il primo allenamento nella giornata di mercoledì 22presso lo Stadio Comunale di Villafranca. Sempre nella stessa località la squadra giallorossa si tratterrà per preparare la trasferta con il Pisa di venerdì 1 maggio.
Leggermente meno complesso il calendario dei giallorossi . È un duello all’ultimo respiro, un testa a testa che sa di finale. Lecce e Cremonese si guardano negli occhi a quota 27 punti: una delle due resterà nell’élite del calcio, l’altra accompagnerà Pisa e Verona nel baratro della Serie B. Sei tappe al traguardo, 18 punti sul tavolo. Un’infinità sulla carta, ma il tempo stringe e la pressione aumenta. Il calendario sembra sorridere ai salentini. Chiuso il ciclo terribile del tour de force, il Lecce ha davanti a sé cinque sfide alla portata, con l’unica grande eccezione dell’ostacolo Juventus. Si parte lunedì sera contro la Fiorentina, prima della doppia, delicatissima trasferta tra Verona e Pisa. Il gran finale sembra un’occasione d’oro: Sassuolo e Genoa, squadre ormai senza più nulla da chiedere al campionato, potrebbero essere il lasciapassare definitivo verso la salvezza.Strada decisamente più in salita per i grigiorossi. La Cremonese dovrà sudare contro il Torino, sfidare il Napoli al Maradona e gestire la tensione del doppio turno interno contro Lazio e Pisa. Per chiudere, l’insidiosa trasferta di Udine e un Como che, all’ultima giornata, potrebbe essere ancora in piena corsa per un posto in Champions League. Sulla carta il Lecce parte con un piccolo vantaggio, ma i calcoli non bastano. Serve un cambio di marcia immediato dopo le opache prestazioni contro Atalanta e Bologna. Il problema numero uno resta la via del gol: i tifosi giallorossi non esultano dal 14 marzo, da quella rete di Siebert contro il Napoli. Un digiuno troppo lungo per chi ha fame di salvezza. Cambiare atteggiamento e tornare a segnare: solo così il Salento potrà tenersi stretta la sua Serie A.
Lunedì spareggio salvezza con la Fiorentina . Il cielo plumbeo sopra il Dall’Ara non è stato solo un dettaglio meteorologico, ma il perfetto specchio dell’anima di un Lecce che sembra aver smarrito bussola e carattere. La sconfitta subita per mano del Bologna di Vincenzo Italiano certifica una crisi d’identità profonda: i giallorossi restano inchiodati al terzultimo posto con 27 punti, in coabitazione con la Cremonese e con lo spettro della retrocessione che si fa sempre più nitido.La sfida è il ritratto di una stagione in cui il Lecce da sempre ha difficoltà a trovare la via del gol e lo specchio del campionato è l’errore di Stulic, quando in avvio di gara si fa ipnotizzare dal portiere avversario in un momento così delicato è un lusso che una squadra in lotta per la salvezza non può permettersi. Da quel momento, il buio. Il gol di Freuler al 26’ è nato da una disattenzione difensiva imperdonabile, un regalo che ha spianato la strada ai padroni di casa e ha spento la luce tra le fila salentine. Nonostante gli interventi di un monumentale Falcone, che ha evitato un passivo ben più pesante neutralizzando ripetutamente Orsolini e compagni, la squadra di Di Francesco è apparsa incapace di reagire. Le sostituzioni nella ripresa non hanno prodotto la scossa sperata; il Lecce è rimasto rintanato nella propria metà campo, vittima di una sterilità offensiva preoccupante e di una manovra lenta, prevedibile, quasi rassegnata. Il raddoppio finale di Orsolini al 92’ è stato solo il colpo di grazia a una prestazione senza anima. Lunedì prossimo non sarà una partita come le altre, ma è una delle ultime chiamate per continuare a sperare nella salvezza.
Lunedì la sfida casalinga all’Atalanta . Piove sul bagnato in casa Lecce. Proprio mentre il calendario mette i giallorossi di fronte al muro dell’Atalanta, Eusebio Di Francesco deve fare i conti con un vero e proprio allarme rosso in difesa. Il bollettino dall’infermeria è pesante: fuori simultaneamente i due “stakanovisti” delle fasce. Nel corso dell’ultima seduta Antonino Gallo si è allenato a parte, mentre Danilo Veiga ha svolto solo una porzione dell’allenamento con il resto della squadra. Se a sinistra la falla può essere tamponata dall’usato sicuro di Corry Ndaba, pronto a confermare le qualità già apprezzate dalla piazza, è sulla fascia destra che il rebus si fa quasi insolubile. Senza un’alternativa di ruolo naturale dopo il mercato invernale, Di Francesco si trova davanti a un bivio tattico: il sacrificio di Pierotti, chiamato a un difficile spirito di adattamento come terzino basso, oppure la rivoluzione totale. Sullo sfondo resta l’ipotesi di una difesa a tre pura, con Gaby Jean, Tiago Gabriel e Siebert a protezione di Falcone, alzando lo stesso Pierotti sulla linea dei centrocampisti.In palio ci sono punti che pesano come macigni: da una parte l’Atalanta che insegue l’Europa, dall’altra un Lecce a caccia dell’exploit per blindare la salvezza. La verità definitiva arriverà solo nella giornata di sabato quando si terrà la conferenza della vigilia che potrà svelare se l’emergenza rientrerà o se i giallorossi dovranno affrontare la Dea con una veste del tutto inedita.

Il “metodo Corvino” lascia in eredità una miniera d’oro È la fine di un’epoca. Non solo per il Salento, ma per l’intero calcio italiano. Dopo

Il Bari retrocesso in serie C, il Lecce ancora in serie A. Grande la delusione dei tifosi baresi che per tutto il Campionato non hanno

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Se Falcone e compagni vinceranno a Sassuolo e la Cremonese non vincerà a Udine, sarà festa con un turno d’anticipo “Sì, viaggiare… evitando le buche

A complicare la vigilia, però, c’è il rebus delle date e degli orari Centottanta minuti per decidere un’intera stagione e scampare all’incubo della Serie B.

A tre gare dalla fine ci sono quattro punti da difendere e il prossimo ostacolo è il più complesso da superare Il Lecce sabato sera

Ora, con un pizzico di fortuna e un occhio ai risultati dagli altri campi, la strada verso la salvezza potrebbe farsi finalmente meno ripida. Lazio

Giallorossi corsari per 2 – 1 a Pisa E’ forse questa la data che potrebbe decretare la salvezza del Lecce. Un giorno storico perché porterebbe

Il Lecce avrà la spinta dei suoi tifosi: polverizzati in meno di un’ora gli oltre mille biglietti Il Lecce si gioca domani sera, 1 maggio, buona

Siamo di fronte al peggior attacco d’Europa e i numeri lo confermano. Ma ora non ci sono alibi Il pareggio di Verona vale oro per

I giallorossi preparano la doppia sfida salvezza Il Lecce si prepara alla battaglia di Verona. I giallorossi sono già in Veneto per il ritiro pre-partita:

La decisione della società La strada del Lecce verso la salvezza passerà attraverso il ritiro. Il gruppo squadra martedì 21 aprile, dopo la gara contro

Leggermente meno complesso il calendario dei giallorossi È un duello all’ultimo respiro, un testa a testa che sa di finale. Lecce e Cremonese si guardano

Lunedì spareggio salvezza con la Fiorentina Il cielo plumbeo sopra il Dall’Ara non è stato solo un dettaglio meteorologico, ma il perfetto specchio dell’anima di

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