
Ginosa Marina, sit in di protesta dei balneari
Mare da bandiera blu ma spiagge nel caos. A marina di Ginosa sit in di protesta dei balneari contro i ritardi nelle gare pubbliche e lo stallo

Mare da bandiera blu ma spiagge nel caos. A marina di Ginosa sit in di protesta dei balneari contro i ritardi nelle gare pubbliche e lo stallo amministrativo che potrebbe compromettere la stagione estiva. Marina di Ginosa, confermata bandiera blu per il 2026, non può essere trattata come un’esercitazione burocratica, urlano dal lungomare i balneari preoccupati per una stagione estiva ormai alle porte e ancora senza certezze. Contestano la gestione comunale delle gare pubbliche ed i gravi ritardi burocratici. Lo stallo nasce dalla direttiva Bolkestein e dalla sentenza del consiglio di Stato che nel 2023 ha imposto la fine delle concessioni e le nuove gare entro il 31 dicembre 2024. Ginosa Marina è l’unico comune tra le 650 località marittime italiane ad affrontare una crisi del genere, dicono i balneari. Intervista a Carmen Piccolo associazione balneari marinese
Paura e senso di vulnerabilità nel cuore di Lecce. Tra i commercianti e i residenti del centro storico cresce l’esasperazione per un’escalation di microcriminalità e bullismo che sembra ormai fuori controllo. Dopo le ultime tensioni, le forze di opposizione di Palazzo Carafa sono scese in piazza al fianco delle famiglie delle giovani vittime. A Lecce la paura e l’esasperazione corrono tra le attività produttive e i residenti del centro. Chi alza la serranda ogni giorno si sente sempre più vulnerabile di fronte a un’escalation di microcriminalità che sembra fuori controllo, come ci conferma questa testimonianza. Una tensione sociale esplosa già nei giorni scorsi con la mobilitazione dell’opposizione di Palazzo Carafa, che ieri pomeriggio ha scelto di scendere in piazza tra militanti e genitori di alcuni giovani, vittime di questo gruppo di bulli. Ora, proprio dai banchi della minoranza, arriva la richiesta di istituire un presidio fisso davanti alle scuole. Intervista a Roberta Rossano titolare di un bar, Paolo Foresio – Consigliere comunale, Marco De Matteis – Consigliere comunale Servizio di Matteo Bottazzo
Era stata indetta per martedì 5 maggio per protestare contro una serie di problemi che stanno minando il lavoro. É stata rinviata a data da destinarsi la protesta dei tassisti indetta per martedì 5 maggio a Bari. Il sindacato Usb ha deciso di sospenderla per la concomitanza con la festa di San Nicola. I tassisti sono in fibrillazione da tempo per una serie di problemi che stanno minando il loro lavoro: gli stalli cancellati, gli indennizzi mancati, incentivi per le telecamere di sicurezza garantiti solo a parole e la concorrenza sleale.
Intrappolate. Affogate nel fango e nelle alghe. Con i pescatori a fare i salti mortali per poter uscire a gettare le reti in mare rischiando di danneggiare motori e imbarcazioni con la navigazione a rischio sicurezza. Una storia che va avanti da anni a Frigole, marina di Lecce, dove i lavori di dragaggio del canale del porticciolo nonostante i fondi siano stati già stanziati dal Comune, attendono ancora di essere effettuati rendendo il porticciolo impraticabile per le imbarcazioni dei pescatori.
Si inasprisce la vertenza contrattuale dei duemila lavoratori dell’ospedale di San Giovanni Rotondo. Sit in davanti a Casa Sollievo della Sofferenza e i sindacati annunciano due giorni di sciopero e una protesta in Vaticano. Un sit in davanti all’ospedale, due giorni di sciopero e una manifestazione di protesta in Vaticano: è ciò che hanno in programma Cgil, Cisl, Uil, Fials e Nursing Up per denunciare le criticità economiche e contrattuali dei duemila lavoratori del Comparto di Casa Sollievo della Sofferenza, a San Giovanni Rotondo. A Foggia, i sindacati hanno illustrato le iniziative a tutela di infermieri, oss, tecnici e amministrativi, per una vertenza che si trascina da mesi e vede al loro fianco il vescovo Franco Moscone, che ha minacciato le dimissioni, se la situazione non dovesse risolversi. Intervista a Angelo Ricucci, segr. prov. FP Cgil e Giuseppe Mangiacotti, segr. prov. FP Cisl
Lunedì 09 Marzo, a Bari, la protesta di Fondazione Petruzzelli e Orchestra della Città Metropolitana: ancora una volta la richiesta riguarda il rinnovo del contratto e l’adeguamento dei salari. A metà mese si protesta a Roma. Il 16 marzo la loro voce risuonerà da Roma, dov’è prevista una manifestazione nazionale voluta dai sindacati: i lavoratori di Fondazione Petruzzelli e orchestra della Città Metropolitana hanno anticipato la protesta con un sit – in in piazza prefettura a Bari. La denuncia non è nuova, le condizioni di lavoro tra salari inadeguati, stabilizzazioni e turn over mancati sono stati sottolineati più volte. Il problema riguarda l’intero comparto della cultura in Italia, ma a Bari si vive la situazione più delicata: non solo il contratto è bloccato da 20 anni , ma è stato introdotto un integrativo al ribasso. Intervista a Antonia Di Tommaso – Seg. Gen. Aggiunto Uilcom Puglia
Uno striscione davanti al Tar Lecce per rinnovare il no alla realizzazione di un sito di stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi e non già autorizzato dalla Provincia nell’ottobre 2023.. La protesta del Comitato Civico “Giuggianello non è inerte” alla presenza anche del sindaco del piccolo centro, si è svolta in concomitanza dell’udienza nell’ambito del ricorso presentato dal Comune di Giuggianello contro la determina dell’ente provincia. L’udienza è stata aggiornata al prossimo settembre sulla scorta di una serie di eccezioni depositate dai legali del comune in merito alle conclusioni delle indagini tecniche disposte dai giudici amministrativi per verificare le distanze dell’impianto dal bosco e dalle case circostanti. Intervista a Avv. Antonio Micolani (legale comune), Albina Seviroli (pres. Comitato Giuggianello non è inerte), Luca Benegiamo (sindaco Giuggianello).
Sono tornati a protestare sotto la Prefettura di Taranto i lavoratori di ex Isolaverde. Da 10 mesi i lavoratori dell’ex società partecipata della Provincia Isola verde, circa un 70ina, sono senza reddito. Attendono il reintegro nel progetto Green Belt, finanziato con fondi europei del Just Transition Fund. Sono tornati a protestare davanti alla Prefettura. La società è stata messa in liquidazione dal 2016 e loro sono senza reddito da maggio dell’anno scorso. Intervista a Salvatore Stasi, confederazione Cobas
Dossi artificiali per costringere gli automobilisti a rallentare: li chiedono i residenti di via De Petra, a Foggia, stanchi dei veicoli che sfrecciano, soprattutto, la sera. Nonostante la presenza di cartelli e segnali luminosi. Lungo via De Petra, a Foggia, le auto sfrecciano a tutte le ore. A denunciarlo, sono i residenti della zona, stanchi delle corse che avvengono, in particolare, dopo il calare del sole. Siamo alle spalle del palazzo di giustizia, in un quartiere densamente abitato e con numerose attività commerciali. La richiesta dei cittadini all’amministrazione comunale è quella di installare dossi artificiali o attraversamenti pedonali rialzati, come avvenuto in altre due strade trafficate della zona, alla periferia sud del capoluogo dauno: via D’Addedda e via Arnaldo Santoro. Nel primo caso, due attraversamenti pedonali in corrispondenza di un grande supermercato costringono gli automobilisti ad alzare il piede dall’acceleratore; anche in via Santoro i dossi obbligano chi guida i veicoli a rallentare, ma solo in un senso di marcia: in quello opposto, invece, le persone al volante riescono a scansare un paio di dossi, poiché la carreggiata si allarga verso destra, consentendo la manovra. Per l’installazione di dissuasori della velocità in via De Petra, invece, servono fondi che – spiega l’assessora al Traffico, Daniela Patano – si cercherà di reperire con il prossimo bilancio di previsione.
Si dicono pronti a nuove azioni. Se non ci saranno novità, anche una manifestazione di piazza. Prima l’esposto alla Corte dei Conti per segnalare il danno erariale della nuova norma, poi se necessario la grande manifestazione di piazza, da organizzare già la prossima settimana. Va avanti così la battaglia dei membri del Comitato per il referendum abrogativo della legge sui mini vitalizi approvata dai consiglieri regionali della maggioranza lo scorso dicembre. Azioni forti innescate dalla mancata pronuncia della consulta, entro i termini previsti, sulla possibilità di avviare l’iter del referendum popolare. Alla domanda inviata un mese fa non è seguita alcuna risposta hanno spiegato i componenti del comitato, esponenti del sindacato, del mondo associativo e dalla società civile, riuniti a Potenza. Eppure la possibilità di richiedere il referendum abrogativo è prevista sia dallo statuto regionale del 2017 sia da una legge regionale del 1980 mai abrogata. A parere del Comitato i presupposti per procedere con laraccolta delle firme ci sarebbero quindi tutti. Intervista ad Angelo Summa, Comitato Promotori Referendum Abrogativo
Da tempo denunciano le lunghe attese per il completamento delle procedure di carico che possono arrivare anche ad oltre 5 ore. Continua anche questa mattina lo sciopero degli autotrasportatori dei prodotti petroliferi all’Eni di Taranto. Da tempo denunciano le lunghe attese per il completamento delle procedure di carico che possono arrivare anche ad oltre 5 ore, incidendo pesantemente sull’organizzazione del lavoro. Venerdì scorso si è tenuto un incontro con la dirigenza Eni che avrebbe manifestato la disponibilità ad avviare un dialogo ma, ad oggi, i lavoratori, sostenuti dall’Usb, non hanno ottenuto alcun riscontro.
“Gi auguri non cancellano i nostri diritti” c’era scritto su uno di quelli esposti, tra applausi e persone che urlavano “Andate via”. Proteste a San Giovanni Rotondo di medici e personale sanitario che hanno contestato il consiglio di amministrazione della fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. La disponibilità al dialogo non ha frenato la rabbia del personale presente. Parliamo di 2700 dipendenti in tutto. Stamattina, l’appuntamento per lo scambio degli auguri di Natale, è stato caratterizzato da fischi e striscioni contro la dirigenza sanitaria. “Gli auguri non cancellano i nostri diritti” c’era scritto su uno di quelli esposti, tra applausi e persone che urlavano “Andate via”.Intanto i sindacati di medici, infermieri e Oss hanno programmato sciopero per il 9 e per il 22 gennaio prossimo una fiaccolata a San Giovanni Rotondo.Al centro della protesta, c’è l’intenzione della direzione generale di applicare nuovi contratti previsti per la sanità privata, ritenuti peggiorativi dai sindacati sia dal punto di vista delle retribuzioni che delle tutele. Il video delle proteste
Obiettivo della protesta: salvare l’agricoltura europea e la sicurezza alimentare di 400 milioni di cittadini. Anche Coldiretti Puglia e Basilicata a Bruxelles per protestare contro il taglio di 90 miliardi di fondi europei per la Pac, la politica agricola comune. Al grido di “Via i tecnocrati dall’Europa, Von Der Leyen uccide l’agricoltura”, gli agricoltori denunciano la deriva autocratica dei vertici europei, che toglie risorse alle imprese agricole e al cibo sano per finanziare i carri armati, minando anche la salute dei cittadini consumatori. Obiettivo della protesta: salvare l’agricoltura europea e la sicurezza alimentare di 400 milioni di cittadini: tagliare la Pac vuol dire colpire aziende già provate dall’aumento dei costi, dalla Xylella e dalla concorrenza sleale delle importazioni.
Gli studenti chiedono un incontro urgente con il direttore dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario . Un gruppo di studenti del gruppo ‘Cambiare Rotta su Bari’ si è incatenato davanti alla sede barese dell’Adisu, l’Agenzia per il diritto allo studio universitario della Regione Puglia, per protestare “contro il grave ritardo nell’erogazione delle borse di studio”. Hanno ricevuto la comunicazione che la borsa non arriverà entro il 31 dicembre. I 4400 idonei la riceveranno solo nei primi mesi del nuovo anno. E questo nonostante la Regione Puglia abbia stanziato 21 milioni di euro a favore dell’Adisu: i fondi però non sono ancora stati trasferiti, causando ulteriori ritardi. Così gli studenti si trovano ad affrontare difficoltà economiche notevoli. Secondo quanto denunciano la situazione nei prossimi anni è destinata a peggiorare. La ministra Bernini ha annunciato 250 milioni di euro aggiuntivi per il diritto di allo studio a fronte però di notevoli tagli all’università effettuati lo scorso anno. La manovra finanziaria in pratica comporta una riduzione di almeno 150 milioni di euro destinati al diritto allo studio e ai servizi essenziali per gli studenti. Gli studenti chiedono un incontro urgente con il direttore dell’Agenzia per il diritto allostudio universitario e una data per l’erogazione di tutte le borse di studio per gli studenti idonei.
Nel pomeriggio resteranno fuori dai cancelli della porta n.6. dello stadio San Nicola, boicottando la gara contro il Pescara. Fumogeni, striscioni e rabbia: gli ultrà del Bari si sono radunati in piazza Prefettura per protestare contro la società. “Noi vogliamo un grande Bari” urlano in coro e ancora “Qui non è Napoli, Bari non è per te, De Laurentis vattene”. É confermato che nel pomeriggio resteranno fuori dai cancelli della porta n.6. dello stadio San Nicola, boicottando la gara contro il Pescara. Nei giorni scorsi avevano diramato una nota in cui esprimevano tutto il loro rammarico per la situazione che vive la squadra: «Viviamo giorni bui. E lo sappiamo. Negli ultimi anni le cose hanno preso una brutta piega e non solo per la deficitaria situazione di classifica che la nostra squadra sta attraversando” Se la prendono con la società e non le mandano a dire: “Come sappiamo tutti, il “pesce puzza dalla testa”: se la società è assente, menefreghista e arrogante, lo diventano in automatico anche i suoi tesserati, forti della “protezione” della presidenza. Proprio come avvenuto durante e dopo la brutta sconfitta di Empoli. C’è chi ha scelto di boicottare la squadra, chi invece, come noi, ha deciso di contestare in presenza, cercando in tutti i modi di essere espressione del malcontento di tutti, compresi coloro che stanno preferendo la disaffezione a gradoni e chilometri”.
A Bari, commercianti e residenti del Municipio 2 si sono ritrovati per un flash mob per dire basta al silenzio dell’Amministrazione Comunale sul contestato progetto del BRT Servizio di Maurizio Spaccavento
Chiedono di essere stabilizzati e lo sblocco del turn over Servizio di Guglielmina Logroscino riprese e montaggio di Roberto Cofano intervista a Antonio Ligorio, Segretario generale Flai Cgil Puglia Pietro Buongiorno Segretario generale Uila Uil Puglia
Aule sovraffollate all’Università di Bari (Forpsicom) e studenti esasperati. Chiedono più tutela e stamattina dalle 8.00 manifesteranno col blocco delle lezioni Servizio di Maurizio Spaccavento Interviste: Antonella De Renzo, Portavoce associazione Cambiare Rotta – Bari; prof. Loredana Perla, Direttrice Dipartimento Forpsicom
Valutate nuove azioni se il dialogo con il Comune non darà risultati. Manifestazione di protesta a Bari contro i lavori per la realizzazione del sistema BRT, il bus rapido con corsie preferenziali. Questo pomeriggio, dalle 18 alle 18.30, i commercianti di via Don Luigi Sturzo, nel quartiere Carrassi, hanno abbassato le saracinesche e spento le insegne dei negozi in segno di dissenso. L’iniziativa simbolica è stata promossa dal comitato cittadino che riunisce esercenti e residenti della zona, contrari all’impatto del progetto sulla viabilità e sulla disponibilità di parcheggi. Il comitato fa sapere che, qualora le interlocuzioni con gli uffici comunali non dovessero portare a soluzioni concrete sul piano della sosta, saranno valutate ulteriori forme di protesta.
Avviato il cantiere in via Di Maratona per la linea verde. Residenti e commercianti del Municipio II annunciano proteste e serrate Interviste: Domenico Scaramuzzi, Assessore alla cura del Territorio Comune di Bari; Fabio Spinelli, Commerciante;

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