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processo

Nei guai un 44enne residente a Bari. In alcune occasioni l’uomo le avrebbe stretto le mani al collo, per poi spingerle la testa in una vasca da bagno piena d’acqua Avrebbe schiaffeggiato in diverse occasioni la figlia perchè andava male a scuola. É questa l’accusa che ha fatto finire a processo un uomo di nazionalità albanese di 44 anni, che risponde di maltrattamenti in famiglia. Stando alle contestazioni formalizzate dalla procura nel capo di imputazione, in alcune occasioni l’uomo le avrebbe stretto le mani al collo, per poi spingerle la testa in una vasca da bagno piena d’acqua. Durante le liti, avrebbe inoltre rotto piatti e mobili o staccato il termosifone dalla parete. Condotte violente che il 44enne avrebbe assunto sin da quando la figlia aveva 16 anni e fino alla maggiore età. La presunta vittima è stata sentita nel corso del processo e avrebbe ridimensionato le accuse nei confronti del genitore. L’uomo è difeso dagli avvocati Nicola Selvaggi e Orazio Petruzzi

In aula la testimonianza dei carabinieri del Ris Servizio di Pietro Loffredo

Giudizio immediato per il 37enne bitontino Francesco Colasuonno La Dda di Bari ha chiesto e ottenuto dal giudice Gabrielle Pede il giudizio immediato nei confronti di Francesco Colasuonno, 37enne bitontino arrestato dalla Squadra Mobile poichè ritenuto presunto responsabile dell’omicidio di Edwin Sadiku, cittadino di nazionalità albanese appartenente al clan Cipriano che aveva espresso la volontà di voler collaborare con la giustizia. L’omicidio fu commesso a Binetto il 3 febbraio 2017. La vittima fu raggiunta da 12 colpi d’arma da fuoco. Il processo è fissato per il prossimo 8 aprile davanti alla Corte d’Assise

Testimonianze in aula raccontano le proposte di Miniello: “aveva proposto a mia nipote di bonificarla dal papillomavirus” Nuova udienza del processo contro il ginecologo Giovanni Miniello, accusato di aver suggerito rapporti sessuali per curare il papillomavirus. In aula, un’oncologa ha raccontato come Miniello avesse proposto a sua nipote, una giovane di poco più di 20 anni, un rapporto sessuale per “bonificarla” dal virus. “La feci visitare da un mio collega, non aveva nulla, quando lo chiamai per chiedergli conto della particolare terapia che aveva proposto a mia nipote per la cura del papillomavirus mi ha disse che ero un’ignorante”. L’ex convivente di un’altra vittima ha descritto il terrore della compagna, convinta di essere a rischio tumore, tanto da interrompere i rapporti sessuali per mesi. La donna era stata informata da Miniello che solo lui e un altro soggetto potevano curare il virus. La prossima udienza, fissata per il 20 febbraio, ascolterà due presunte vittime.

Prima udienza ad aprile. Un gup si dedicherà in via esclusiva all’udienza preliminare Servizio di Alessandro Boccia

L’ex boss viestano è ora collaboratore di giustizia Giudizio immediato per Marco Raduano, ex boss della mafia di Vieste (Foggia) dal marzo del2024 collaboratore di giustizia, e per Gianluigi Troiano, suo ex braccio destro, arrestato il 31 gennaio del 2024 a Granada (Spagna), divenuto anche lui un ‘pentito’. Insieme a loro altri sei viestani accusati, a vario titolo, di aver favorito la latitanza dell’ex boss Raduano, evaso dal carcere di massima sicurezza Badu e Carros il 24 febbraio del 2023. Fu catturato quasi un anno più tardi, il primo febbraio del 2024, in Corsica mentre stava andando a cena in un ristorante. Lo ha deciso il gup del tribunale di Bari Gabriella Pede che ha accolto la richiesta del della Dda. Il processo si svolgerà a Foggia: la prima udienza è fissata il 10 aprileprossimo. Raduano e Troiano sono accusati di traffico transnazionale di droga, gli altri sei indagati gli avrebbero fornito e garantito appoggi logistici e coperture. 

Giudizio immediato per Giovanni Monno e Angela De Vincenzo Inizierà il prossimo 6 marzo davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Bari il processo nei confronti della coppia che la sera dell’Immacolata ha aggredito con un coltello un tassista nel quartiere di Picone con l’intento di rapinarlo. Si tratta di Giovanni Monno e Angela De Vincenzo, nei confronti dei quali il pm Silvia Curione ha emesso decreto di giudizio immediato con le accuse di tentata rapina con l’aggravante della crudeltà e lesioni personali.  Quella sera i due erano saliti a bordo del taxi, chiedendo poi al conducente di accostare con il pretesto di chiedere ad un amico che abitava in zona il denaro necessario per pagare la corsa. Monno ha poi puntato un coltello alla gola del tassista, chiedendo insistentemente il denaro. “Dammi i soldi altrimenti ti buco”, gli avrebbe detto, per poi iniziare a ferirlo. L’intera scena è stata ripresa dalla telecamera installata nel taxi. di Linda Cappello

Sarà ascoltato Adriano Tagliabracci, il consulente della difesa di Giovanni Camassa che ha isolato la traccia genetica di un altro uomo sulle calze di nylon della mamma di Melendugno Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

I giudici della seconda sezione penale hanno respinto il rilievo di illegittimità costituzionale della norma che abroga il reato di abuso d’ufficio Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Francesco Afrune

Il dj salentino fu trovato impiccato a un albero di ulivo all’alba del 22 giugno 2015. Il Pm: “Trascorso troppo tempo per arrivare alla verità” Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

In Corte d’Assise la deposizione di Luigi Borracino, accusato di aver eliminato il 19enne di Francavilla Fontana Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Francesco Afrune

Il pm Alessandro Prontera ha chiesto una condanna a 3 anni di reclusione solo per il reato di inquinamento ambientale a carico degli imputati in quota Tap, Snam e Icop Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Francesco Afrune

Mercoledì le richieste di condanna per i 108 imputati Servizio di Linda Cappello;

Il processo per la morte sul lavoro dell’operaio dell’indotto Ilva, Giacomo Campo procede con l’ascolto delle testimonianze. Parlano tre colleghi, in turno nel giorno del tragico incidente. Gli altri si presenteranno l’11 marzo. Di Alessandra Martellotti

Per gli avvocati difensori degli imputati per l’omicidio di Cosimo Nardelli non ci sono premeditazione e metodo mafioso Di Alessandra Martellotti

Bari, il processo il 4 marzo Il gup di Bari ha disposto il rinvio a giudizio per l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, in carcere dal 26 febbraio scorso con l’accusa di voto di scambio politico mafioso in relazione all’inchiesta Codice Interno. Il reato contestato dal procuratore capo Roberto Rossi è quello di rivelazione del segreto istruttorio: Olivieri avrebbe fornito ad un maresciallo della Guardia di Finanza il contatto di un giornalista di fiducia per far pubblicare notizie in merito ad alcune perquisizioni su una partita truccata nell’ambito del calcio dilettantistico di serie D. Il processo inizierà il prossimo 4 marzo.

Da risolvere conflitto competenza sul processo “Ambiente svenduto” La Corte di Cassazione domani discuterà i ricorsi per risolvere il conflitto di competenza sollevato dalleparti civili e dal Codacons contro l’annullamento della sentenza della Corte d’assise di Taranto per gli imputati coinvolti nell’inchiesta ‘Ambiente svenduto’ sulle emissioni velenose dell’ex Ilva. L’annullamento, disposto dalla Corte d’assise di appello di Taranto, ha provocato l’azzeramento del processo e ilsuo trasferimento al Tribunale di Potenza. La Cassazione dovrà decidere se il processo dovrà essere celebrato a Potenza (dal primo grado) o se dovrà proseguire (con l’appello) a Taranto. Il processo di primo grado si era concluso il 31 maggio del 2021 con 26 condanne nei confronti di dirigenti della fabbrica,manager e politici. Le più gravi, a 22 anni e 20 anni di reclusione, per Fabio e Nicola Riva, ex proprietari eamministratori dell’Ilva. Sentenza annullata in appello il 13 settembre scorso.  

Ma gli imputati sono tutti contumaci Servizio di Pamela Spinelli;

Fra i 108 imputati spiccano i nomi dell’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri e di sua moglie Maria Carmen Lorusso

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