
Bari: nipote boss ucciso, chiesto processo per donna che era con lui
L’omicidio la sera del primo aprile del 2024 a Torre a Mare L’omicidio di Raffaele Capriati, nipote del boss Antonio, ucciso il primo aprile del

L’omicidio la sera del primo aprile del 2024 a Torre a Mare L’omicidio di Raffaele Capriati, nipote del boss Antonio, ucciso il primo aprile del 2024 in un agguato a Torre a Mare, a Bari. La Direzione distrettuale antimafia ha chiesto il rinvio a giudizio per Angela De Cosmo, 36 anni, la donna che quella sera era con lui. Per l’accusa, quando Capriati fu colpito e ferito a morte, la donna nascose la pistola che lui aveva con se facendola sparire: l’arma non è più stata trovata. I due avevano trascorso la serata insieme a Torre a Mare quando l’auto, guidata dalla donna, fu avvicinata da un moto con a bordo due persone, una delle quali esplose i colpi di pistola che uccisero Capriati. Per Angela De Cosmo le accuse sono di detenzione e porto illegale d’arma da fuoco con l’aggravante mafiosa. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 17 dicembre.
IL 40enne fu ucciso nel settembre del 2019. La sentenza prevista per il 21 ottobre l pm Marco D’Agostino ha invocato una condanna a 24 anni di reclusione per Andrea De Giglio, 40enne barese accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalle modalità mafiose per la morte del 39enne Michele Ranieri, ucciso la sera dell’11 settembre 2019 nel rione San Pio e nei cui confronti vennero esplosi almeno 8 colpi di pistola. De Giglio risponde del reato in concorso con altre persone, già giudicate in un altro procedimento. Secondo i magistrati, il delitto sarebbe maturato nell’ambito di una faida interna al clan Strisciuglio. Nel processo, che si sta svolgendo in Corte d’Assise, si è costituito parte civile il comune di Bari chiedendo un risarcimento di 100mila euro: la sentenza verrà pronunciata il prossimo 21 ottobre.
In aula il consulente di Connie Sciannimanico, l’ex funzionaria Asl accusata di corruzione Servizio di Linda Cappello, montaggio di Maria Cristina Quintale
La difesa ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato Sarà processato con rito abbreviato il prossimo 11 novembre il 21enne barese fermato per aver avvicinato un fumogeno al volto di due poliziotti il 14 giugno scorso nel corso di un corteo pro Palestina che aveva attraversato il centro di Bari. La difesa ha chiesto e ottenuto il rito alternativo, condizionato all’acquisizione di foto e video del corteo. Quel giorno alcuni manifestanti, indossando maschere da clown, avrebbero inscenato una performance teatrale, agitando però dei fumogeni. In quell’occasione due agenti di polizia furono feriti al volto riportando alcune escoriazioni.
Nell’inchiesta sulle attività criminali del clan Misceo contestati anche due tentati omicidi. Il boss impartiva ordini dal carcere con un cellulare Chiesto dalla Dda di Bari il rinvio a giudizio per 69 indagati coinvolti in un’inchiesta sul clan Misceo, attivo principalmente nel comune barese di Noicattaro e il cui capo, Giuseppe Misceo, avrebbe continuato a controllare impartendo ordini dal carcere con il cellulare. L’indagine denominata “Noja”, coordinata dai pm Fabio Buquicchio e Daniela Chimienti, ad aprile scorso portò all’arresto di 22 persone. Il clan, come emerso, avrebbe operato anche nei vicini comuni di Triggiano, Gioia del Colle e anche Bari. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 20 ottobre davanti alla gip Ilaria Casu. Durante le indagini svolte dal Gico della guardia di finanza e dai carabinieri, quattro persone furono arrestate per un duplice tentato omicidio commesso a Noicattaro nel 2021. Un agguato maturato nell’ambito dei contrasti tra il clan Misceo e il clan rivale Annoscia per il controllo dello spaccio sul comune di Noicattaro. Nell’inchiesta è contestato anche un altro tentato omicidio nei confronti di un esponente del clan Di Cosola. Ai 69 indagati sono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, porto e detenzione di armi, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, trasferimento fraudolento di beni e utilizzo di cellulari da parte di detenuti. Come persone offese ci sono i ministeri dell’Interno e della Giustizia, il Comune di Noicattaro e le tre vittime dei due tentati omicidi: due di loro sono anche imputati.
La procura di Trani definirà il capo d’accusa per il 64enne che avrebbe adescato la minore e tentato di abusarne Servizio: Linda Cappello
Tutti a processo gli imputati accusati di aver preso parte alla protesta avvenuta all’interno del carcere di Bari il 9 marzo 2020 Servizio di Linda Cappello
Tra dirigenti pubblici e imprenditori si contano 9 imputati, accusati a vario titolo di truffa, falso, corruzione e turbativa d’asta Servizio di Alessandra Martellotti
Contestati oltre 500 casi di verbali illecitamente archiviati a beneficio di persone legate da rapporti di amicizia o di interesse Il gup di Lecce Anna Paola Capano ha rinviato a giudizio 22 persone coinvolte nell’inchiesta della Gdf di Lecce del febbraio 2024 su un presunto giro di favori in cambio di multe al codice della strada annullate. Si tratta di consiglieri ed ex assessori dell’allora giunta Perrone, nonché di dipendenti del Comando Polizia Locale tra cui due vigilesse e automobilisti. Altri 9 imputati invece, con una posizione più marginale, hanno patteggiato la pena. Contestati oltre 500 casi di verbali illecitamente archiviati a beneficio di persone legate da rapporti amicali o di interesse. Il processo avrà inizio il prossimo 24 settembre.
Ricostruite le fasi immediate delle indagini: ai primi interrogatori l’ex infermiere della Marina militare si è presentato armato. Nella prossima udienza, testimonianza chiave del nipote della vittima Di Alessandra Martellotti
Il 47enne albanese uccise a coltellate anche l’amante della moglie Servizio Pietro Loffredo
Questa la richiesta della difesa del governatore, imputato per diffamazione Servizio di Linda Cappello Montaggio di Pasquale Realmonte
Il dibattimento per il delitto del 19enne di Francavilla Fontana giunto alla stretta finale Servizio di Pamela Spinelli, riprese e montaggio di Donato Colazzo
Ammesse come parti civili le sole che avevano avanzato la richiesta in fase di costituzione Questa mattina a Potenza nel Palazzo di giustizia, è ripresa l’udienza preliminare del processo “Ambiente svenduto”, sul presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto, ripartito da zero nel capoluogo lucano dopo l’annullamento pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto (sezione distaccata di Lecce) della sentenza di primo grado con le 26 condanne inflitte a maggio 2021. Al giudice per l’udienza preliminare, Francesco Valente, è stata richiesta l’estensione della chiamata di responsabile civile da alcune parti che non l’avevano già fatto nelle udienze precedenti: sono state ammesse come parti civili le sole che avevano avanzato la richiesta in fase di costituzione. Quanto alle richieste delle parti civili e alle opposizioni delle difese, il Gup si è riservato di decidere rinviando alla prossima udienza fissata per il 13 giugno.
Accadde l’11 ottobre del 2023 a Bari, in una scuola del quartiere San Paolo Rischiano di finire a processo per abbandono di minore l’autista e l’assistente che, l’11 ottobre del 2023, a Bari, dimenticarono un bambino di 3 anni su uno scuolabus. Dopo l’udienza preliminare con le eccezioni presentate dalle difese, si tornerà in aula il 10 luglio. I due si accorsero solo in tarda mattinata del piccolo lasciato sul mezzo in lacrime e sotto al sole. Secondo un referto Asl presentato dalla famiglia, il bambino – dopo il trauma subito – ha problemi di ansia persistente e necessita di un supporto psicologico.
Tra loro, l’ex consigliere comunale Danilo Maffei e suo padre, accusati di compravendita elettorale Servizio Pietro Loffredo
La sentenza del tribunale di Lecce Servizio di Stefania Congedo; Riprese e Montaggio di Donato Colazzo
L’anziana fu aggredita in casa con calci e pugni da un 44enne con problemi psichici, a processo a Foggia Servizio Pietro Loffredo
Decisione d’ufficio presa dal gup del tribunale di Potenza Riprenderà il prossimo 23 maggio in tribunale a Potenza, l’udienza preliminare del processo “Ambiente svenduto”, sul presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva. Il gup di Potenza Francesco Valente ha disposto, per ragioni d’ufficio, lo slittamento della data della terza udienza prevista questa mattina. Oggi il gup avrebbe dovuto sciogliere la riserva sull’ammissibilità al processo – ripartito da zero nel capoluogo lucano dopo l’annullamento della sentenza di primo grado – di nuove costituzioni di parti civili e sull’eccezione di immanenza, sollevata nella prima udienza, ossia sulla possibilità, secondo alcuni legali, di validare le costituzioni avvenute nel processo principale, successivamente annullato.
E’ l’esecutore materiale del delitto, avvenuto a Francavilla Fontana Servizio di Pamela Spinelli;

L’omicidio la sera del primo aprile del 2024 a Torre a Mare L’omicidio di Raffaele Capriati, nipote del boss Antonio, ucciso il primo aprile del

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In aula il consulente di Connie Sciannimanico, l’ex funzionaria Asl accusata di corruzione Servizio di Linda Cappello, montaggio di Maria Cristina Quintale

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