Skin Telenorba50
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

mutuon-giugno

processo

. Quattro persone rischiano il processo per la morte di Clelia Ditano, la 25enne di Fasano deceduta la notte tra il 30 giugno e il primo luglio del 2024 precipitando nel vano ascensore. La pm Livia Orlando ha chiesto il rinvio a giudizio, l’ipotesi di reato è omicidio colposo.L’udienza preliminare è stata fissata il 10 settembre prossimo. I quattro indagati sono l’amministratore del condominio, il rappresentante legale della ditta incaricata della gestione e riparazione dell’impianto insieme con il responsabile tecnico e un dipendente.

Il gup del Tribunale di Brindisi ha disposto il rinvio a giudizio per la proprietaria dell’immobile e il titolare dell’impresa che aveva realizzato l’impianto a gas. Inizierà il prossimo 2 dicembre il processo per la morte di Nicola Salatino, ingegnere barese di 55 anni deceduto in seguito all’esplosione e al conseguente crollo parziale di un trullo in contrada Tirunno a Cisternino l’11 agosto 2024. Il gup del Tribunale di Brindisi ha infatti disposto il rinvio a giudizio per la proprietaria dell’immobile e il titolare dell’impresa che aveva realizzato l’impianto a gas. Secondo le indagini coordinate dal pubblico ministero Francesco Carluccio, i lavori non sarebbero stati eseguiti a regola d’arte. In particolare, si contesta il mancato avvitamento completo di un attacco al tubo del gas. Era stato predisposto un meccanismo di areazione, ma pare – si legge nel capo di imputazione – che l’apertura in questione sarebbe stata parzialmente ostruita da un cassettone scorrevole che era stato fatto montare dalla padrona di casa sotto il lavabo. Circostanza questa che avrebbe impedito la fuoriuscita di gas verso l’esterno. L’esplosione avvenne in seguito all’accensione di un fornello del piano cottura: l’ingegnere morì sul colpo, schiacciato dalle macerie, mentre la moglie rimase gravemente ferita riportando ustioni di terzo grado su gran parte del corpo. I familiari si sono costituiti parte civile con gli avvocati Daniela Piscopo ed Andrea Moreno. I due imputati sono invece difesi dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Antonio Conserva.

Lo ha deciso il gip Gabriella Pede, ritenendo che non possano essere considerate persone offese. Il comune di Bari e l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) sono stati esclusi dalla partecipazione all’udienza di opposizione alla seconda richiesta di archiviazione per l’omicidio di Benedetto Petrone, accoltellato all età di appena 18 anni in piazza Massari il 28 novembre 1977 ad opera di un gruppo fascista. Lo ha deciso il gip Gabriella Pede, ritenendo che non possano essere considerate persone offese. A distanza di 49 anni la procura di Bari ha iscritto sul registro degli indagati cinque persone: contro di loro alcune intercettazioni dalle quali emergerebbe un possibile coinvolgimento nell’omicidio. Ma secondo il procuratore capo Roberto Rossi, per quanto ci siano indizi e siano state effettuate indagini per chiarire ogni singola posizione, gli elementi emersi sono sono ritenuti insufficienti – in vista di un eventuale processo – per poter fondare una sentenza di condanna. Una tesi alla quale si è fermamente opposto l’avvocato Michele Laforgia, legale della famiglia Petrone, chiedendo nuovi accertamenti. Le difese degli indagati, rappresentati dagli avvocati Roberto Eustachio Sisto, Angelo Loizzi, Luca Bruno – tutti dello studio FPS – e Mimmo Di Ciaula, prenderanno la parola il prossimo 13 maggio.

I fatti risalgono all’11 dicembre 2022, l’auto guidata dall’imputato si schiantò contro un pullman sulla statale 96 tra Modugno e Palo del Colle. Il pm di Bari Manfredi Dini Ciacci ha chiesto 11 anni di reclusione per il 33enne barese ritenuto dagli inquirenti responsabile dell’incidente stradale costato la vita a tre ragazzi, tutti di età compresa fra i 19 ed i 25 anni, la sera dell’11 dicembre 2022 sulla Statale 96 tra Modugno e Palo del Colle.Quella sera il giovane era alla guida di una Mini Cooper, a bordo della quale si trovavano le tre vittime, quando avrebbe effettuato un sorpasso dalla corsia di destra, andandosi a schiantare contro un pullman che si stava immettendo nella carreggiata dopo essere uscito da una stazione di servizio. La procura gli contesta, oltre alla manovra non consentita, di aver proceduto ad una velocità di 120 km orari, a fronte di un limite previsto di 50.La sentenza verrà pronunciata il prossimo 19 febbraio.

La donna risponde di detenzione e porto illegale d’arma da fuoco con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Il processo inizierà il 3 febbraio 2026. Andrà a giudizio Angela De Cosmo, la 36enne che era con il pregiudicato Raffaele Capriati, detto Lello, la sera in cui fu ucciso. Era il primo aprile del 2024 quando il nipote del boss Antonio Capriati fu freddato a colpi di pistola.  La donna risponde di detenzione e porto illegale d’arma da fuoco con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Il processo inizierà il 3 febbraio 2026. Stando alle indagini della squadra mobile, quando Capriati fu colpito e ferito a morte, De Cosmo avrebbe nascosto la pistola che l’uomo aveva con sé e ne avrebbe fatto perdere le tracce: l’arma, che sarebbe stata notata da alcuni testimoni, non è più stata trovata. La donna era alla guida della Fiat 500 a bordo della quale, come passeggero, c’era Capriati. I due avevano trascorso la serata insieme nel quartiere Torre a Mare quando, in via Bari, furono avvicinati dai sicari che uccisero Capriati.

Il processo inizierà il 5 marzo dinanzi al Tribunale collegiale. Nell’udienza preliminare si sono costituiti parti civili la Regione Puglia e il Comune di Bari . Il gup di Bari Nicola Bonante ha rinviato a giudizio i 10 imputati, tra cui l’ex assessore pugliese Alfonsino Pisicchio e il fratello Enzo, accusati a vario titolo di corruzione, turbata libertà degli incanti, falso, truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed emissione di fatture false. Il processoinizierà il 5 marzo dinanzi al Tribunale collegiale. Nell’udienza preliminare si sono costituiti parti civili la Regione Puglia e il Comune di Bari. Tra le vicende contestate dalla Procura ai fratelli Pisicchio, a funzionari pubblici e imprenditori, c’è l’appalto da 5,5 milioni di euro bandito dal Comune di Bari nel 2019 per il servizio di riscossione di imposte e tributi comunali. Stando all’ipotesi accusatoria, i fratelli Pisicchio avrebbero fatto da intermediari tra un imprenditore e i pubblici ufficiali per agevolare l’aggiudicazione della gara, ottenendo in cambio regali, come mobili, tablet, un’auto, il pagamento di feste private, denaro e anche assunzioni o promesse di assunzioni per garantirsi – nel caso di Alfonsino Pisicchio – successivo consenso elettorale. Nel procedimento sono contestate anche truffe alla Regione sulla erogazione di contributi per l’imprenditoria per diversi milioni di euro, messe in atto – secondo l’accusa – attraverso la predisposizione di polizze fideiussorie false.

Oggi la prima udienza a un anno dall’accaduto. Inizia oggi, martedì 9 dicembre, il processo nei confronti di un uomo che il 27 dicembre 2024 a Ostuni avrebbe esploso colpi di arma da fuoco contro un gatto. Il felino a causa di quell’episodio è diventato cieco. Il 50enne, che ha sempre respinto le accuse, è rinviato a giudizio per tentata uccisione e maltrattamenti di animali. Il gatto fu colpito al volto da distanza ravvicinata con un fucile. Si contesta all’uomo di aver agito “per crudeltà”.

La ragazza fu uccisa a settembre 2024 nel locale Bahia di Molfetta. La Dda di Bari ha chiesto 20 anni di reclusione nell’ambito del processo con rito abbreviato nei confronti del 22enne barese Michele Lavopa, in carcere per aver sparato e ucciso la 19enne barese Antonella Lopez la sera del 22 settembre 2024 nella discoteca Bahia di Molfetta. Il giovane confessò l’omicidio, specificando però di aver colpito la ragazza per errore. Il vero bersaglio sarebbe stato invece Eugenio Palermiti Junior, nipote dell’omonimo boss di Japigia, anche lui a processo per con l’accusa di essere entrato armato nel locale. La requisitoria è ancora in corso.

Chiesto anche 2 anni e 8 mesi per l’imprenditore Giuseppe Rucci, anche lui accusato di corruzione . La procura di Bari ha chiesto una condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione per la ex funzionaria Asl Concetta Sciannimanico, accusata di associazione per delinquere e corruzione corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti alla Asl Bari. Il pm Savina Toscani ha chiesto anche 2 anni e 8 mesi di reclusione per l’imprenditore Giuseppe Rucci, anche lui accusato di corruzione. Nel novembre 2024 furono emesse 10 misure di custodia cautelare. L’udienza davanti al gup Isabella Valenzi proseguirà il prossimo 9 dicembre.

Otto anni di carcere per ciascuno dei sei imputati riconosciuti colpevoli del duplice tentato omicidio del 2018

Era l’amico di famiglia di una delle 13enni. Avrebbe effettuato anche riprese col telefonino durante le molestie È iniziato nei giorni scorsi davanti al Tribunale di Bari il processo nei confronti di un imprenditore 55enne del Barese, accusato di violenza sessuale ai danni di due ragazze minorenni di 13 e 12 anni. I fatti risalgono al periodo fra il 2020 e il 2021.L’uomo, arrestato nel giugno scorso dagli agenti della Squadra Mobile e ora ai domiciliari, avrebbe molestato le ragazzine, in virtù del rapporto di vicinanza che lo legava alla famiglia di una di loro. Secondo l’accusa, avrebbe anche effettuato delle riprese con il telefonino durante i rapporti con una delle due minori: da qui l’ulteriore contestazione di pornografia minorile. Le presunte vittime sono costituite parti civili con gli avvocati Nicola Selvaggi e Vincenzo Miccolis, che hanno avanzato una richiesta di risarcimento danni di oltre 300mila euro. Nel corso della prossima udienza, prevista per gennaio, saranno chiamate a testimoniare le due ragazze.

Era l’amico di famiglia di una delle 13enni. Avrebbe effettuato anche riprese col telefonino durante le molestie È iniziato nei giorni scorsi davanti al Tribunale di Bari il processo nei confronti di un imprenditore 55enne del Barese, accusato di violenza sessuale ai danni di due ragazze minorenni di 13 e 12 anni. I fatti risalgono al periodo fra il 2020 e il 2021.L’uomo, arrestato nel giugno scorso dagli agenti della Squadra Mobile e ora ai domiciliari, avrebbe molestato le ragazzine, in virtù del rapporto di vicinanza che lo legava alla famiglia di una di loro. Secondo l’accusa, avrebbe anche effettuato delle riprese con il telefonino durante i rapporti con una delle due minori: da qui l’ulteriore contestazione di pornografia minorile. Le presunte vittime sono costituite parti civili con gli avvocati Nicola Selvaggi e Vincenzo Miccolis, che hanno avanzato una richiesta di risarcimento danni di oltre 300mila euro. Nel corso della prossima udienza, prevista per gennaio, saranno chiamate a testimoniare le due ragazze.

Avvenne a Santo Spirito nel gennaio scorso, imputato un 41enne Si è aperto il processo in Corte d’Assise a Bari per l’omicidio di Franco Dogna, l’informatico 63enne di Santo Spirito trovato morto nella sua abitazione il l’8 gennaio scorso. Risponde di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà Antonio Rizzi, 41enne barese con problemi di tossicodipendenza. Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe colpito la vittima con oltre 80 colpi, inferti con un forchettone da cucina ed un altro oggetto contundente. Il movente, però, è ancora poco chiaro. Hanno deposto in aula il cognato e la nipote della vittima, ed anche un vicino di casa. La prossima udienza è fissata per il 29 gennaio.

Inflitti sei anni e mezzo di reclusione a Giovanni Loizzo Servizio di Linda Cappello;

Lui e altri due consiglieri comunali di Monopoli, Papio e Licci, avrebbero attestato falsamente l’autenticità delle firme Come se non bastasse l’esclusione dalle liste a sostegno di Antonio Decaro, il consigliere regionale Stefano Lacatena ora dovrà fare i conti anche con un processo. Ieri infatti è stato rinviato a giudizio dal Gup del Tribunale di Bari Anna De Marzo nell’ambito di una inchiesta partita nel 2023, dopo le elezioni comunali a Monopoli. In sostanza Lacatena viene accusato di aver autenticato 13 firme, in qualità di consigliere comunale, di persone che hanno firmato anche per altre liste. In sostanza per il giudice Lacatena e altri due consiglieri comunali di Monopoli, Papio e Licci, avrebbero attestato falsamente l’autenticità delle firme. E per questo rispondono, in concorso, di falso ideologico. Il processo comincerà il primo dicembre. Gli imputati respingono le accuse e promettono di dimostrare la loro correttezza durante il dibattimento.

 L’accusa per un 57enne barese è di insolvenza fraudolenta Servizio di Linda Cappello

Secondo l’ipotesi della Procura, l’uomo avrebbe colpito il turista con uno schiaffo o un pugno, facendolo precipitare nel vuoto La giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Brindisi Vilma Gilli ha rigettato le richieste di non luogo a procedere: si farà dunque il processo per la morte del turista tedesco caduto dal balcone di un hotel di Ostuni nel ferragosto del 2021. Alla sbarra un 55enne di Ceglie Messapica, compagno della vittima, accusato di omicidio preterintenzionale. Secondo l’ipotesi della Procura, l’uomo avrebbe colpito il turista con uno schiaffo o un pugno, facendolo precipitare nel vuoto. Il dibattimento si terrà davanti alla Corte D’Assise di Brindisi e sarà il momento per chiarire se si sia trattato di un gesto volontario, di un incidente o di una caduta provocata. Un caso complesso, anche perché lo stesso pubblico ministero Francesco Carluccio, che aveva chiesto l’archiviazione, dovrà ora sostenere in aula un’accusa in cui non ha mai creduto.

Vittima un ragazzo senegalese di 17 anni Quattro studenti salentini, tre 17enni e uno di 16 anni, rischiano il processo per minacce aggravate e istigazione a delinquere per discriminazione razziale. La vittima è un ragazzo senegalese di 17 anni, studente nella stessa scuola. I quattro studenti salentini sono accusati dalla Procura per i Minorenni di Lecce di aver più volte minacciato il compagno di scuola, di picchiarlo rivolgendosi a lui con espressioni offensive riconducibili al colore della pelle e alle origini razziali. Gli episodi si sarebbero verificati sia all’interno della scuola che fuori. E’ stato il 17enne a sporgere denuncia, raccontando ai carabinieri delle prevaricazioni che era costretto a subire. In seguito a quanto accaduto lo scorso anno ha anche deciso di cambiare scuola. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 8 gennaio.

Una ex cava trasformata in discarica abusiva nel Parco della Murgia Servizio di Linda Cappello

Ricostruita la rete di complici dell’ex boss del Gargano  Si sta concludendo a cagliari il processo per la fuga dal carcere di Nuoro del boss del Gargano Marco Raduano, divenuto poi collaboratore di giustizia. Il pm ha chiesto cinque anni per l’agente di Polizia penitenziaria Salvatore Deledda, ed un anno e otto mesi per Raduano. Questi evase da Badu ‘e Carros il 24 febbraio del 2023, e fu arrestato un anno dopo in Corsica. Dopo la cattura ha rivelato agli inquirenti la rete di collaboratori e fiancheggiatori che lo hanno favorito nella fuga e nella latitanza. dei 14 imputati, 12 hanno scelto il rito abbreviato. Deledda è accusato di corruzione aggravata, per aver fornito supporto logistico al boss in cambio di denaro, oltre al telefonino con cui una volta evaso Raduano ha contattato la rete di complici.

deliziosa
gilca-srl-giugno