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La decisione della Corte d’Appello di Lecce nei confronti dell’ex gip di Bari, imputato nel procedimento con l’accusa di traffico e detenzione di armi ed esplosivi, anche da guerra, del relativo munizionamento e di ricettazione Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Donato Colazzo

Al via, a Lecce, il processo di appello dopo la condanne inflitte in primo grado in abbreviato. L’ex gip e il penalista barese, condannati a 9 anni e 8 mesi, per corruzione in atti giudiziari con l’aggravante di aver favorito una associazione mafiosa  Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo

 Il colpo di scena arriva ad inizio udienza quando la giudice annuncia in aula il suo prossimo trasferimento ad altro ufficio, con conseguente cambio della titolarità del procedimento sui presunti illeciti commessi nella realizzazione del tratto terminale salentino del gasdotto Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Francesco Afrune

La Procura sostiene che Michele Aportone abbia ucciso il carabiniere in quiescenza, Silvano Nestola perché contrario al legame nato con la figlia. La donna, davanti ai giudici della Corte d’Assise di Lecce, ha smentito tale impianto accusatorio Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Il processo prenderà il via, a Potenza, il 25 maggio Con l’accusa di “corruzione in atti giudiziari” è stato rinviato a giudizio l’ex procuratore capo di Taranto, Carlo Maria Capristo, attualmente in pensione.Insieme a Capristo, rinviati a giudizio l’ex commissario di Governo della fabbrica in amministrazione straordinaria Enrico Laghi, il funzionario di polizia, Filippo Paradiso, l’avvocato Giacomo Ragno di Trani e l’avvocato Pietro Amara. Il rinvio a giudizio riguarda vicende che ruotano attorno all’ex Ilva di Taranto nel periodo in cuiCapristo era a capo della Procura e Laghi uno dei commissari dell’amministrazione straordinaria. Il processo prenderà il via, a Potenza, il 25 maggio.

Alla sbarra, a Foggia, 26 presunti affiliati ai clan della mafia garganica. Tra due settimane, i giudici decideranno se celebrare un unico maxi processo per omicidio e numerosi altri reati Servizio di Pietro Loffredo

La vicenda è arrivata in Tribunale. La donna, oggi in pensione, è accusata di aver generato un clima di angherie, rendendo impossibile la vita di 27 bambini, tutti di età tra i 3 e i 5 anni Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo

Imputato, il 21enne ex pugile Fabio Giampalmo, ritenuto, dal pm, il responsabile del pestaggio E’ stata rinviata al prossimo 18 aprile l’udienza fissata inizialmente per oggi, davanti alla Corte di Assise di Bari, del processo per l’omicidio di Paolo Caprio. L’uomo, un imbianchino di Bitonto, fu aggredito nel corso di una lite avvenuta la notte tra il 4 e il 5 settembre 2021 all’esterno del bar di un’area di servizio lungo la provinciale per Modugno. Imputato il 21enne ex pugile Fabio Giampalmo, ritenuto dal pubblico ministero, il responsabile del pestaggio. Su di lui pende l’accusa di omicidio volontario.Secondo quanto accertato, Caprio, dopo essere stato colpito, cadde sbattendo la testa sul marciapiede e morì. La Procura ritiene si sia trattato di omicidio volontario. Di contro la difesa, sostiene che i quattro pugni inferti alla vittima non siano stati determinanti a causare la morte, che sarebbe avvenuta invece per il trauma occipitale causato dalla caduta.Nell’atto di convalida del fermo in carcere il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari aveva sottolineato la profonda conoscenza delle tecniche di combattimento dell’imputato.  Il processo riprenderà con l’ascolto dell’ultimo testimone citato dalla parte civile.

Altri 13 a processo nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria sul presunto intreccio tra politica e sanità Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Caso di “lupara bianca” del 1990 Servizio di Stefania Congedo

20 anni di carcere per Dario Sarcina, 6 per Cosimo Damiano Borraccino, imputati nel processo, con il rito abbreviato, per l’uccisione del ragazzo svanito nel nulla da Barletta tra il 15 e il 16 gennaio del 2022 Servizio di Giovanni Di Benedetto

In corso il processo per l’uccisione di Michele Cilli, il 24enne svanito nel nulla da Barletta nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 2022 Chiedono di sapere la verità e garantiscono sulla innocenza dei propri figli, tanto da scriverlo su uno striscione posizionato davanti al carcere di Trani. Così i genitori, e i parenti, di Dario Sarcina e Cosimo Damiano Borraccino, i due giovani imputati nel processo, con il rito abbreviato, per l’omicidio di Michele Cilli, il 24enne svanito nel nulla da Barletta nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 2022. Nell’aula bunker dell’istituto di pena è in corso l’udienza. La decisione del gup è attesa nel pomeriggio all’esito della discussione del pm e dei legali difensori dei ragazzi, accusati il primo di aver ucciso Cilli e il secondo di aver fatto sparire il cadavere.

Le immagini del pestaggio al centro del processo di primo grado, celebrato a Bari, per la morte di Paolo Caprio. Per la difesa, il decesso sarebbe stato indotto dalla caduta e non dai colpi inferti dall’imputato I momenti dell’aggressione, immortalati in un video, sono stati portati  al centro del processo di primo grado, celebrato oggi a Bari, per l’omicidio di Paolo Caprio, l’imbianchino 40enne di Bitonto ucciso nel settembre del 2021. Stando alla ricostruzione delle indagini, l’uomo che si trovava all’esterno del bar di un’area di servizio lungo la strada provinciale che porta a Modugno, sarebbe caduto sbattendo la testa, a seguito dei colpi sferrati dall’imputato.  Accusato di omicidio volontario, il  21enne ex pugile Fabio Giampalmo, ritenuto dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Bari, il  responsabile del pestaggio. Nel filmato visionato in aula si scorge l’arrivo, nella stazione di servizio, dell’imputato e il momento in cui sferra i quattro pugni a Caprio che cade all’indietro sbattendo la testa sul marciapiede.La Procura ritiene si sia trattato di omicidio volontario. Di contro, la difesa ritiene che la morte di Paolo Caprio non sia stata indotta dai colpi inferti ma dalla caduta, ossia per il trauma occipitale.Nell’atto di convalida del fermo in carcere il gip del Tribunale di Bari, aveva sottolineato la “profonda conoscenza delle tecniche di combattimento di Giampalmo”. Sitornerà in aula il 2 marzo.

Abusi durante le lezioni in un maneggio del Nord Salento Con l’accusa di violenza sessuale aggravata il gup di Lecce Silvia Saracino ha rinviato a giudizio un uomo di 65 anni, maestro di equitazione, reo di abusato di una sua allieva di 13 anni durante le lezioni che dava in un centro ubicato in un comune del Nord Salento. L’uomo è accusato anche di un altro episodio di abusi avvenuti sempre nel maneggio, ai danni di una bambina all’epoca dei fatti di 9 anni. L’uomo, originario della provincia di Brindisi , si trova attualmente agli arresti domiciliari con l’uso del braccialetto elettronico . Il processo si aprirà il prossimo 6 marzo.

Venti gli imputati, ma il presunto capo banda è latitante da due anni Soldi e preziosi per un valore di 15 milioni di euro furono trafugati dal caveau dell’istituto di credito tra il 9 e l’11 marzo del 2012. Servizio di Pietro Loffredo Intervista all’avv. Giovanni Quarticelli, legale di Olinto Bonalumi

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