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Giudizio immediato per il 37enne bitontino Francesco Colasuonno La Dda di Bari ha chiesto e ottenuto dal giudice Gabrielle Pede il giudizio immediato nei confronti di Francesco Colasuonno, 37enne bitontino arrestato dalla Squadra Mobile poichè ritenuto presunto responsabile dell’omicidio di Edwin Sadiku, cittadino di nazionalità albanese appartenente al clan Cipriano che aveva espresso la volontà di voler collaborare con la giustizia. L’omicidio fu commesso a Binetto il 3 febbraio 2017. La vittima fu raggiunta da 12 colpi d’arma da fuoco. Il processo è fissato per il prossimo 8 aprile davanti alla Corte d’Assise

Il corpo, riverso all’interno di un’auto, presentava ferite compatibili con colpi di arma da sparo. Giallo nelle campagne tra Cassano delle Murge e Santeramo in Colle. I carabinieri, giunti sul posto, su segnalazione di alcuni passanti, hanno rinvenuto il corpo senza vita di un 43enne del Marocco, residente a Santeramo, con precedenti di polizia per reati in materia di stupefacenti. Il corpo, riverso all’interno di un’auto, presentava ferite compatibili con colpi di arma da sparo. Oltre al pubblico ministero e al medico legale, è intervenuta anche la Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari per i rilievi del caso. Le indagini per ricostruire la dinamica esatta dell’omicidio sono in corso.

Ergastolo per il fratello della vittima, Tiziano e Paolo Vuto, considerati il mandante e l’organizzatore del delitto. Inflitti 30 anni a Cristian Vuto e 25 a Francesco Vuto. Escluso il metodo mafioso, resta la premeditazione Servizio Alessandra Martellotti montaggio di Luigi Aloisio

E’ la condanna invocata dalla Procura di Bari per il pescatore Francesco Brandonisio Servizio di Linda Cappello

In Corte d’Assise la deposizione di Luigi Borracino, accusato di aver eliminato il 19enne di Francavilla Fontana Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Francesco Afrune

Si indaga per omicidio stradale. Le vittime entrambe di Canosa, avevano 26 e 23 anni

La ragazza fu uccisa in discoteca a Molfetta il 22 settembre scorso Servizio di Guglielmina Logroscino;

L’omicidio di Franco Dogna sarebbe avvenuto al culmine di una lite per questioni di droga e soldi. Arriverà domani la decisione del gip Antonella Cafagna sulla convalida del fermo di Antonio Rizzi, il 42enne di Bitritto reo confesso dell’omicidio del 63enne Antonio Dogna, ucciso nella notte tra il 7 e l’8 gennaio scorsi, con 85 coltellate, nella sua casa di Santo Spirito, quartiere alla periferia nord di Bari. Nel pomeriggio si è svolta l’udienza alla presenza del pm Carla Spagnuolo: l’indagato, accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi, ha risposto alle domande del giudice. Nel corso del primo interrogatorio, reso nella caserma dei carabinieri subito dopo il fermo, Rizzi aveva confessato il delitto. Dietro l’omicidio, avvenuto al culmine di una lite tra i due ci sarebbe un’intricata storia di droga e denaro.

Pressanti le richieste di denaro alla vittima: una feroce lite, poi le coltellate mortali Servizio di Linda Cappello montaggio di Maria Cristina Quintale

Si chiama Antonio Rizzi, ha 41 anni e precedenti per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia. L’omicidio risale alla notte del 7 gennaio, il corpo di Dogna è stato ritrovato il 9 mattina Franco Dogna e il presunto assassino si conoscevano e frequentavano da dieci anni ma nessuno dei familiari e degli amici della vittima ne era a conoscenza. Si chiama Antonio Rizzi, 41 anni, l’uomo fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio.  Lui e Dogna spesso si incontravano proprio nella casa di Santo Spirito. È successo anche la sera del 7 gennaio scorso ma i due, probabilmente per incomprensioni legate all’uso di sostanze stupefacenti, hanno litigato furiosamente. Un diverbio sfociato poi nell’efferato omicidio con l’assassino che ha colpito Dogna con oltre 80 coltellate.  Gli investigatori lo hanno individuato anche analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza: le immagini hanno accertato entrata e uscita del presunto assassino nell’abitazione e la fuga a bordo di un’autovettura parcheggiata in una traversa poco distante dall’abitazione. È stato così possibile individuare la targa, risalire al proprietario e individuarlo tra le persone con cui Dogna, nei giorni precedenti all’omicidio, aveva scambiato alcuni messaggi telefonici.  All’esito delle indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari San Paolo coordinati personalmente dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bari Carla Spagnuolo, mediante attività tecniche, è stato possibile localizzare l’assassino e ricostruire l’intero percorso effettuato nel corso della notte tra il 7 e 8 gennaio. Gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Antonio Rizzi che stava già pianificando una fuga prima al nord Italia e poi all’estero.

Si tratta di un pregiudicato con precedenti per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia C’è un fermo per l’omicidio di Franco Dogna, il 63enne ucciso in casa l’8 gennaio scorso a Santo Spirito. Si tratta di un pregiudicato, ha 42 anni ed è stato preso a Bitritto. L’uomo è stato accompagnato in caserma per poi essere interrogato fino a tarda ora, ma per il momento non emergono dettagli al riguardo. Oltre alle numerose tracce lasciate nell’abitazione di Dogna, sarebbero emersi elementi importanti dai filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Il fermo arriva nello stesso giorno dei funerali.

I risultati definitivi entro 90 giorni È stato ucciso con diverse decine di fendenti Francesco Dogna, il 63enne trovato morto mercoledì scorso nella sua casa di Santo Spirito, a nord di Bari. Sono questi i risultati dell’autopsia, nell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari. L’esame è durato oltre otto ore, la relazione completa verrà consegnata alla Procura in 90 giorni, dopo gli esami tossicologici e istologici. Sulle tracce di sangue sarà eseguito l’esame del Dna. La salma è stata restituita ai familiari. indagano i carabinieri, l’arma del delitto al momento non è stata trovata. Sotto esame anche le telecamere della zona. L’assenza di segni di effrazione fa pensare che Dogna abbia aperto la porta al suo assassino.

La vittima si chiamava Francesco Dogna, lavorava per un’azienda informatica. Sono stati il vicino e il cognato a fare la tragica scoperta Servizio di Linda Cappello;

Francesco Dogna è stato trovato senza vita all’interno della sua abitazione di Santo Spirito. Sul posto i carabinieri e la scientifica Un uomo di 63 anni, Francesco Dogna, è stato trovato senza vita vita all’interno della sua abitazione, in via Torino nel quartiere di Santo Spirito, a Bari. Il corpo presentava evidenti ferite da accoltellamento. L’uomo, dipendente di un call center, lavorava in smart working e viveva da solo in casa. A scoprire il corpo sono stati la sorella e il cognato della vittima. I carabinieri e la scientifica sono giunti sul posto per avviare le indagini.

Condannata l’ex guardia giurata che ad Apricena il 16 dicembre 2022 uccise la moglie  Servizio di Fabrizio Sereno Intervistati: Valentina Frino, sorella della vittima Angela Frino, sorella della vittima Ermenegildo Russo, avvocato parte civile Raffaella Di Lella, figlia della vittima

Lo ha stabilito il Gip di Trani Zeno. Per loro l’accusa è di omicidio con l’aggravante della premeditazione Il gip del tribunale di Trani Domenico Zeno ha convalidato i fermi di Nicola Pilato e dei figli Gabriele e Savino, ritenuti i responsabili in concorso dell’omicidio di Nicola Manzi, il 55enne freddato la sera dello scorso 16 dicembre mentre era davanti alla sua abitazione in via Nicola Salvi alla periferia di Corato. Sono rispettivamente cognato e nipoti della vittima, per loro l’accusa è di omicidio con l’aggravante della premeditazione. Non convalidato invece il fermo di Marianna Balducci, che va ai domiciliari con il braccialetto elettronico, la moglie del 55enne che, secondo quanto è stato ricostruito sulla base delle immagini di una telecamera dell’impianto comunale di videosorveglianza, avrebbe esploso dei colpi di arma da fuoco, con una pistola forse del marito, verso Nicola Pilato e i figli giunti sul posto a bordo di una Volkswagen Golf. Manzi è morto all’interno di un’ambulanza del 118, inutili i tentativi di rianimarlo. Rimasto ferito gravemente il fratello Michele, quella sera in compagnia della vittima e di sua moglie, al momento ricoverata presso l’ospedale “di Venere” di Bari.

L’autopsia effettuata dal medico legale Alberto Tortorella confermerebbe l’ipotesi investigativa sull’omicidio avvenuto l’altra sera a Lecce Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Un uomo è stato condotto in Questura per essere sottoposto alla prova dello Stub Accelerata nelle indagini sull’omicidio di Giuseppe De Giosa, il 43enne barese ucciso ieri pomeriggio in via Papini a Lecce. In queste ore gli agenti della Squadra Mobile di Lecce impegnati in una serie di perquisizioni, avrebbero fermato un giovane con precedenti che è stato portato in Questura dove è stato sottoposto alla prova dello stub. Si ipotizza che l’omicidio sia stato compiuto a seguito di una rapina finita male. Intanto è stato convocato un comitato di ordine e sicurezza d’urgenza.

Si indaga sull’agguato mortale ai danni di un 43enne barese. Vertice in Prefettura per rafforzare la sicurezza in città Servizio di Stefania Congedo; riprese e montaggio di Donato Colazzo

La vittima è Giuseppe De Giosa , 43 anni, barese Servizio di Stefania Congedo; riprese e montaggio di Colazzo

“De Giosa ucciso mentre tentava di fuggire”

L’autopsia effettuata dal medico legale Alberto Tortorella confermerebbe l’ipotesi investigativa sull’omicidio avvenuto l’altra sera a Lecce Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Omicidio a Lecce, c’è un sospettato

Un uomo è stato condotto in Questura per essere sottoposto alla prova dello Stub Accelerata nelle indagini sull’omicidio di Giuseppe De Giosa, il 43enne barese

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