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Nell’aula di Corte d’Assise del tribunale di Trani ha parlato l’uomo che stava frequentando la 42enne Vincenza Angrisano, ammazzata ad Andria nel 2023 Ha confermato di aver avuto una relazione con la vittima, che veniva a trovarla un paio di volte al mese e che era lei a pagargli i biglietti del pullman per arrivare a Barletta o ad Andria dove i due si incontravano. Nell’aula di corte d’assise del tribunale di Trani ha parlato l’uomo che stava frequentando Vincenza Angrisano, la donna di 42 anni uccisa dal marito Luigi Leonetti il 28 novembre del 2023 in una abitazione della periferia di Andria alla presenza dei due figli minori. In udienza, dopo essere risultato irreperibile per due volte, è stato accompagnato dai carabinieri della stazione di Battipaglia, in provincia di Salerno, dove risulta risiedere nella casa comunale non avendo fissa dimora e dopo che questa mattina era stato contattato telefonicamente sull’utenza cellulare che risultava in calce al verbale di sommarie informazioni rilasciate agli investigatori all’indomani dell’omicidio. L’uomo ha riferito di aver iniziato la relazione con la donna a luglio del 2023 e di averla conosciuta sui social diversi anni prima, di essere a conoscenza di rapporti burrascosi che la Angrisano aveva con il marito. Nella prossima udienza, prevista per il 14 marzo, è stato fissato l’esame dell’imputato, che confessò il delitto, accusato di omicidio volontario con la aggravante della premeditazione, di averlo commesso per motivi abietti e futili, alla presenza dei figli minori, nei confronti del coniuge, maltrattamenti in famiglia e lesioni. Leonetti, stabilirono le indagini, uccise la donna utilizzando un coltello da cucina. Si difese spiegando di non sopportare l’idea che la moglie avesse intrapreso una relazione extraconiugale e di averla ammazzata al termine dell’ennesimo litigio dopo aver scoperto la volontà di lei di andar via da casa.

Onofrio De Pasquale fu fermato dopo aver confessato di aver ucciso il 23enne di Molfetta il 15 febbraio del 2024 Il giudice dell’udienza preliminare Lucia Anna Altamura, al termine del processo con rito abbreviato, ha condannato a 16 anni di reclusione Onofrio De Pasquale, il 30enne fermato dopo aver confessato di aver ucciso Dario De Gennaro, di 23 anni, in una abitazione di via Immacolata a Molfetta il 15 febbraio del 2024. L’uomo, accertarono le indagini, voleva nascondere il corpo senza vita e per questo lo aveva avvolto all’interno di coperte e di cellophane riponendolo all’interno di una nicchia della camera da letto che avrebbe poi murato con dei mattoni forati. De Pasquale, aveva riferito ai carabinieri quando andò a costituirsi, deteneva sostanze stupefacenti che vendeva al dettaglio, in particolare marijuana per conto della vittima in concorso con altri soggetti. Secondo il suo racconto quel giorno ebbe una discussione animata con De Gennaro quando entrò in casa sua, poi una colluttazione durante la quale, per difendersi la versione fornita, afferrò un coltello e colpì il giovane al collo e alla nuca. Tra 90 giorni le motivazioni della sentenza.

Cosimo Loiola è stato fermato per l’uccisione di Sebastiano Danieli, 66 anni, di Galatone Ha fatto scena muta davanti al Gip Cosimo Loiola, il 45enne di Galatone fermato con l’accusa di aver ucciso Sebastiano Danieli, 66 anni. L’omicidio si è consumato la notte dell’11 febbraio scorso nelle campagne di Galatone. Il suo legale ha riferito che dopo aver fornito le sue generalità non ha più parlato perché “molto scosso”. É attesa nelle prossime ore la decisione sulla convalida o meno del fermo.

Il 66enne trovato senza vita nel suo terreno a Galatone, sullo sfondo litigi legati ai confini delle rispettive proprietà Giornalista: Pamela Spinelli

Si chiama Cosimo Loiola, 45 anni. I Carabinieri hanno raccolto diversi indizi a suo carico. Rinvenuto anche l’attrezzo usato per colpire e uccidere il pensionato, un’ascia Svolta nelle indagini sull’omicidio di Sebastiano Danieli, il pensionato 65enne di Galatone trovato morto ieri pomeriggio nel suo podere con una profonda ferita alla testa. Il pm Maria Rosaria Petrolo ha disposto il fermo a carico di un uomo di 45 anni di Galatone, Cosimo Loiola. Si tratta del vicino di podere della vittima. Non ha confessato ma a suo carico i carabinieri avrebbero raccolto importanti indizi di colpevolezza. L’omicidio sarebbe maturato per un diverbio legato ai confini dei rispettivi terreni. Rinvenuto anche l’attrezzo usato per colpire e uccidere il pensionato, un’ascia.

Giudizio immediato per il 37enne bitontino Francesco Colasuonno La Dda di Bari ha chiesto e ottenuto dal giudice Gabrielle Pede il giudizio immediato nei confronti di Francesco Colasuonno, 37enne bitontino arrestato dalla Squadra Mobile poichè ritenuto presunto responsabile dell’omicidio di Edwin Sadiku, cittadino di nazionalità albanese appartenente al clan Cipriano che aveva espresso la volontà di voler collaborare con la giustizia. L’omicidio fu commesso a Binetto il 3 febbraio 2017. La vittima fu raggiunta da 12 colpi d’arma da fuoco. Il processo è fissato per il prossimo 8 aprile davanti alla Corte d’Assise

Il corpo, riverso all’interno di un’auto, presentava ferite compatibili con colpi di arma da sparo. Giallo nelle campagne tra Cassano delle Murge e Santeramo in Colle. I carabinieri, giunti sul posto, su segnalazione di alcuni passanti, hanno rinvenuto il corpo senza vita di un 43enne del Marocco, residente a Santeramo, con precedenti di polizia per reati in materia di stupefacenti. Il corpo, riverso all’interno di un’auto, presentava ferite compatibili con colpi di arma da sparo. Oltre al pubblico ministero e al medico legale, è intervenuta anche la Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari per i rilievi del caso. Le indagini per ricostruire la dinamica esatta dell’omicidio sono in corso.

Ergastolo per il fratello della vittima, Tiziano e Paolo Vuto, considerati il mandante e l’organizzatore del delitto. Inflitti 30 anni a Cristian Vuto e 25 a Francesco Vuto. Escluso il metodo mafioso, resta la premeditazione Servizio Alessandra Martellotti montaggio di Luigi Aloisio

E’ la condanna invocata dalla Procura di Bari per il pescatore Francesco Brandonisio Servizio di Linda Cappello

In Corte d’Assise la deposizione di Luigi Borracino, accusato di aver eliminato il 19enne di Francavilla Fontana Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Francesco Afrune

Si indaga per omicidio stradale. Le vittime entrambe di Canosa, avevano 26 e 23 anni

La ragazza fu uccisa in discoteca a Molfetta il 22 settembre scorso Servizio di Guglielmina Logroscino;

L’omicidio di Franco Dogna sarebbe avvenuto al culmine di una lite per questioni di droga e soldi. Arriverà domani la decisione del gip Antonella Cafagna sulla convalida del fermo di Antonio Rizzi, il 42enne di Bitritto reo confesso dell’omicidio del 63enne Antonio Dogna, ucciso nella notte tra il 7 e l’8 gennaio scorsi, con 85 coltellate, nella sua casa di Santo Spirito, quartiere alla periferia nord di Bari. Nel pomeriggio si è svolta l’udienza alla presenza del pm Carla Spagnuolo: l’indagato, accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi, ha risposto alle domande del giudice. Nel corso del primo interrogatorio, reso nella caserma dei carabinieri subito dopo il fermo, Rizzi aveva confessato il delitto. Dietro l’omicidio, avvenuto al culmine di una lite tra i due ci sarebbe un’intricata storia di droga e denaro.

Pressanti le richieste di denaro alla vittima: una feroce lite, poi le coltellate mortali Servizio di Linda Cappello montaggio di Maria Cristina Quintale

Si chiama Antonio Rizzi, ha 41 anni e precedenti per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia. L’omicidio risale alla notte del 7 gennaio, il corpo di Dogna è stato ritrovato il 9 mattina Franco Dogna e il presunto assassino si conoscevano e frequentavano da dieci anni ma nessuno dei familiari e degli amici della vittima ne era a conoscenza. Si chiama Antonio Rizzi, 41 anni, l’uomo fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio.  Lui e Dogna spesso si incontravano proprio nella casa di Santo Spirito. È successo anche la sera del 7 gennaio scorso ma i due, probabilmente per incomprensioni legate all’uso di sostanze stupefacenti, hanno litigato furiosamente. Un diverbio sfociato poi nell’efferato omicidio con l’assassino che ha colpito Dogna con oltre 80 coltellate.  Gli investigatori lo hanno individuato anche analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza: le immagini hanno accertato entrata e uscita del presunto assassino nell’abitazione e la fuga a bordo di un’autovettura parcheggiata in una traversa poco distante dall’abitazione. È stato così possibile individuare la targa, risalire al proprietario e individuarlo tra le persone con cui Dogna, nei giorni precedenti all’omicidio, aveva scambiato alcuni messaggi telefonici.  All’esito delle indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari San Paolo coordinati personalmente dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bari Carla Spagnuolo, mediante attività tecniche, è stato possibile localizzare l’assassino e ricostruire l’intero percorso effettuato nel corso della notte tra il 7 e 8 gennaio. Gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Antonio Rizzi che stava già pianificando una fuga prima al nord Italia e poi all’estero.

Si tratta di un pregiudicato con precedenti per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia C’è un fermo per l’omicidio di Franco Dogna, il 63enne ucciso in casa l’8 gennaio scorso a Santo Spirito. Si tratta di un pregiudicato, ha 42 anni ed è stato preso a Bitritto. L’uomo è stato accompagnato in caserma per poi essere interrogato fino a tarda ora, ma per il momento non emergono dettagli al riguardo. Oltre alle numerose tracce lasciate nell’abitazione di Dogna, sarebbero emersi elementi importanti dai filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Il fermo arriva nello stesso giorno dei funerali.

I risultati definitivi entro 90 giorni È stato ucciso con diverse decine di fendenti Francesco Dogna, il 63enne trovato morto mercoledì scorso nella sua casa di Santo Spirito, a nord di Bari. Sono questi i risultati dell’autopsia, nell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari. L’esame è durato oltre otto ore, la relazione completa verrà consegnata alla Procura in 90 giorni, dopo gli esami tossicologici e istologici. Sulle tracce di sangue sarà eseguito l’esame del Dna. La salma è stata restituita ai familiari. indagano i carabinieri, l’arma del delitto al momento non è stata trovata. Sotto esame anche le telecamere della zona. L’assenza di segni di effrazione fa pensare che Dogna abbia aperto la porta al suo assassino.

La vittima si chiamava Francesco Dogna, lavorava per un’azienda informatica. Sono stati il vicino e il cognato a fare la tragica scoperta Servizio di Linda Cappello;

Francesco Dogna è stato trovato senza vita all’interno della sua abitazione di Santo Spirito. Sul posto i carabinieri e la scientifica Un uomo di 63 anni, Francesco Dogna, è stato trovato senza vita vita all’interno della sua abitazione, in via Torino nel quartiere di Santo Spirito, a Bari. Il corpo presentava evidenti ferite da accoltellamento. L’uomo, dipendente di un call center, lavorava in smart working e viveva da solo in casa. A scoprire il corpo sono stati la sorella e il cognato della vittima. I carabinieri e la scientifica sono giunti sul posto per avviare le indagini.

Omicidio De Gennaro: 16 anni al killer

Onofrio De Pasquale fu fermato dopo aver confessato di aver ucciso il 23enne di Molfetta il 15 febbraio del 2024 Il giudice dell’udienza preliminare Lucia

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