
Omicidio per strada a Lecce: ucciso un 43enne barese
Giuseppe De Giosa, questo il nome della vittima, è stato raggiunto al volto da diversi colpi di arma da fuoco Omicidio nel pomeriggio a Lecce.
Giuseppe De Giosa, questo il nome della vittima, è stato raggiunto al volto da diversi colpi di arma da fuoco Omicidio nel pomeriggio a Lecce. La sparatoria è avvenuta in via Papini, al quartiere Santa Rosa, in una zona periferica della città. Un uomo di 43 anni, Giuseppe De Giosa è stato raggiunto al volto da diversi colpi di arma da fuoco. La vittima è originaria di Bari, già noto alle forze di polizia. Il corpo è stato rinvenuto accanto ad una Panda bianca, nel bagagliaio c’erano oltre sette chili di hashish pacchi. Presumibilmente si tratta di un regolamento di conti nell’ambito dello spaccio di droga. Indaga la Polizia, intervenuta dopo l’allerta di alcuni residenti. Si tratta del terzo omicidio in pochi giorni in Puglia. Il primo si è consumato a Corato, l’altro a Sannicandro di Bari.
Il killer ha sparato a distanza ravvicinata con una pistola Servizio Matteo Spada
Agguato mortale a colpi di pistola, sul posto i carabinieri Trivellato di colpi e lasciato esanime per terra in una pozza di sangue. La vittima è Gabriele Decicco, 19 anni, con precedenti di polizia. Non erano passate le 21 quando in pieno centro a Sannicandro di Bari, in piazza Aldo Moro, si è consumato l’omicidio. La vittima si trovava davanti ad un open shop di cibo e bevande h24 . Da un’auto sarebbe scesa una persona che avrebbe esploso contro la vittima una decina di colpi di pistola. Chi ha sparato sarebbe poi fuggito con la stessa auto guidata probabilmente da un complice. Indagano i carabinieri
Nicola Manzi, al momento dell’agguato, era con sua moglie e suo fratello rimasto ferito Si rafforza l’ipotesi della faida familiare nell’inchiesta sull’omicidio di Nicola Manzi, il 55enne freddato a Corato la sera del 16 dicembre davanti alla sua abitazione, in via Nicola Salvi. La vittima è zio dei due fratelli Savino e Gabriele Pilato, in carcere con l’accusa di omicidio e porto illegale di arma da sparo. I due fratelli, costituiti la sera stessa dell’agguato, si sono avvalsi della facoltà davanti al Gip. Il loro padre, Nicola, è cognato di Nicola Manzi, quindi fratello della moglie che era presente al momento dell’agguato. Secondo una prima ricostruzione sarebbe stato Gabriele Pilato a sparare per primo dopo essere arrivato sul posto a bordo di un’auto con il padre e il fratello. Nicola Manzi, al momento dell’agguato, era con sua moglie e suo fratello rimasto ferito. Anche la donna è stata fermata per aver esploso colpi di arma da fuoco nei confronti dei presunti attentatori del marito. Fondamentale nelle indagini l’esame delle immagini di una telecamera del circuito comunale di videosorveglianza.
Lorenzo Pucillo fu ucciso per una lite il 21 marzo 2023 a Pescopagano da Giovanni Battista Errico La Corte d’Assise di Potenza ha condannato a 18 anni di reclusione Giovanni Battista Errico, giudicato colpevole dell’omicidio del 70enne Lorenzo Pucillo, medico sociale del Picerno, ucciso il 21 marzo 2023 a Pescopagano. Errico, allevatore, fu arrestato dai Carabinieri poco più di un mese dopo l’omicidio, a fine aprile 2023, dopo aver confessato ai militari dell’Arma di aver ucciso con un colpo di fucile Pucillo con il quale aveva avuto in precedenza diversi litigi per questioni di vicinato.
Nicola e i due figli erano a bordo della stessa auto quando Gabriele avrebbe aperto il fuoco contro Nicola Manzi Servizio di redazione
Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi
L’omicidio risale al maggio 2023. E’ stato l’assassino, reo confesso, a indicare dove si trovava la pistola A Taranto è stata trovata dalla Polizia l’arma usata per l’omicidio di Cosimo Nardelli, il 62enne ucciso per strada a colpi di pistola il 26 maggio del 2023. E’ stato il presunto killer ad indicare il luogo dove aveva occultato l’arma. E gli agenti della Squadra Mobile l’hanno recuperata in una villa nella borgata di San Vito, nascosta in un secchio. Ovviamente ora sarà analizzata. Per l’omicidio si trova in carcere Aldo Christian Vuto, 20 anni, reo confesso del delitto. Secondo gli inquirenti fu il fratello della vittima, Tiziano Nardelli, a commissionare l’omicidio per motivi di interesse.
In base ai nuovi accertamenti sul dna, non ci sarebbero tracce riconducibili al presunto assassino
Giovanni Camassa, condannato all’ergastolo, continua a ribadire la sua innocenza La Corte d’Appello di Catanzaro si è riservata di decidere sull’istanza di revisione del processo a carico di Giovanni Camassa, l’agricoltore di Melendugno condannato all’ergastolo per l’omicidio di Angela Petrachi, il cui corpo fu trovato nel 2002 in un boschetto di Borgagne. Il sostituto procuratore generale Raffaella Sforza ha chiesto alla Corte l’inammissibilità dell’istanza di revisione perché non sussistono nuove prove. I legali di Giovanni Camassa hanno invece evidenziato la nuova metodologia usata per analizzare i reperti e isolare le tracce genetiche trovate sugli indumenti della vittima, soprattutto sulle calze di nylon, che hanno permesso di individuare il dna di un uomo, inizialmente indagato nell’inchiesta. Nei giorni scorsi Camassa, dal carcere di lecce, ha scritto ai due figli ribadendo la sua innocenza.
Le manette sono scattate a quasi otto anni dalla spietata esecuzione
Emanuela Chirilli era andata a Napoli per partecipare ad una festa tra amici, si indaga per omicidio colposo
La donna, ricercata a livello internazionale da anni, avrebbe svolto il ruolo di basista nell’assassinio di un connazionale Servizio di Michele Frallonardo montaggio di pasquale D’attoma
E’ imputato Francesco Brandonisio, pescatore 53enne di Triggiano di Linda Cappello Si è conclusa l’istruttoria dibattimentale per l’omicidio di Ambra, la trans barese uccisa il 23 settembre 2018 sul lungomare San Giorgio di Bari. Alla sbarra c’è Francesco Brandonisio, pescatore 53enne di Triggiano che secondo l’accusa avrebbe assassinato la vittima al termine di un rapporto sessuale. Gli ultimi a deporre in aula sono stati i consulenti della difesa, che hanno rimarcato per un verso le differenze fra l’auto dell’imputato e quella del presunto assassino e per l’altro il fatto che nell’orario in cui è stato commesso l’omicidio il telefono di Brandonisio occupava la cella telefonica di Triggiano e non quella di Bari. La requisitoria è fissata per il prossimo 21 gennaio.
Riqualificato in omicidio colposo – ormai prescritto – il reato di cui era accusato l’allevatore di Porto Cesareo Giuseppe Roi La Corte d’Assise d’Appello di Taranto ha riqualificato in omicidio colposo – ormai prescritto – il reato di cui era accusato l’allevatore di Porto Cesareo Giuseppe Roi, accusato di aver sparato e ucciso il pastore albanese di 23 anni, Qamil Hyrai, morto il 6 aprile del 2014 nelle campagne fra Torre Lapillo e Torre Castiglione. In passato, l’imputato era stato condannato a 21 anni con l’accusa di omicidio volontario, verdetto poi annullato dalla Corte di Cassazione. Roi, appassionato di armi, colpì la vittima mentre si stava esercitando a sparare. Soddisfazione è stata espressa dagli avvocati Roberto Eustachio Sisto e Francesca Conte
Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre giovani accusati di aver provato una pistola su un bersaglio umano Sono rimasti in silenzio i tre ragazzi arrestati con l’accusa di aver ucciso il cittadino di nazionalità indiano il 31 maggio scorso all’interno di un capannone di Ceglie del Campo. Davanti al gip Giuseppe Ronzino si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Intanto la procura ha disposto una consulenza tecnica per effettuare la copia forense del contenuto dei telefonini degli indagati. I tre rispondono dell’accusa di omicidio volontario, aggravato dalla minorata difesa della vittima. Stando alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, il cittadino indiano sarebbe stato sparato soltanto perché i ragazzi avrebbero avuto intenzione di testare il funzionamento della pistola su un bersaglio umano.
Lo ha deciso il Gip che ha convalidato il fermo dell’uomo, reo confesso Resta in carcere Salvatore Dettori, 46 anni, reo confesso della morte della madre, Silvana La Rocca, ex insegnante di 73 anni, uccisa, giovedì scorso, con diverse coltellate nel cortile di una villetta a Marina di Leporano. Il gip di Taranto Francesco Maccagnano ha convalidato il fermo dell’ex sottufficiale della Marina Militare. L’uomo ha confermato la versione resa ai Carabinieri e ha aggiunto altri particolari sconcertanti. Avrebbe ammazzato la madre perché lo costringeva, influenzata da altre persone, a mangiare carne umana, ossia i resti del corpo di suo padre, ex operaio dell’Ilva morto sul lavoro nel 2002. Il 46enne era ossessionato dall’idea che intorno ci fossero i vampiri. Prima ha colpito la madre alla nuca e poi, non essendo riuscito ad ucciderla, le ha inferto diverse coltellate all’addome e allo sterno per prelevarle il cuore. E’ rimasto a vegliarla fino all’ultimo respiro.
Incastrati i presunti responsabili dell’omicidio di Sing Nardev, avvenuto il 31 maggio scorso in un capannone di Ceglie del Campo servizio di Linda Cappello
Salvatore D’Ettori è crollato dopo essere stato incalzato dai carabinieri. La vittima si chiamava Silvana La Rocca, aveva 73 anni Una fine atroce per mano del figlio. Ha confessato, nella notte, incalzato dai carabinieri Salvatore Dettori, figlio di Silvana La Rocca, ex insegnante 73enne, trovata senza vita nel cortile della sua villetta, a Marina di Leporano. L’uomo è stato sottoposto a fermo. Emergono particolari agghiaccianti: il taglio profondo sull’addome, il corpo ritrovato in una pozza di sangue e altri dettagli cruenti. Ci sarebbe stato anche il tentativo di provocare una esplosione per far saltare tutto in aria e per cancellare tracce che invece sono state trovate e che neppure la forte pioggia ha spazzato via. Sarebbe stato poi proprio il presunto assassino, poco prima delle 20, ad allertare i carabinieri, dichiarando che non vedeva la mamma da giorni. Silvana La Rocca viveva da sola, era vedova dal 2002: suo marito Cataldo Dettori, dipendente Ilva, morì sul lavoro schiacciato da un muletto. L’altro figlio vive in Francia. La procura ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio volontario e ha disposto l’autopsia. Indagano i Carabinieri di Taranto, intervenuti con la Sezione scientifica, coordinati dal pm Salvatore Colella.
Sarebbero responsabili della morte di un cittadino indiano ucciso il 31 maggio a Ceglie del campo La Polizia ha eseguito nella notte tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un ragazzo maggiorenne e di due minori ritenuti responsabili di un omicidio di un cittadino indiano avvenuto il 31 maggio scorso a Ceglie del campo, quartiere di Bari. L’uomo, che era in compagnia di alcuni connazionali all’interno di un casolare, fu raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco esplosi da persone che poi si allontanarono.

Giuseppe De Giosa, questo il nome della vittima, è stato raggiunto al volto da diversi colpi di arma da fuoco Omicidio nel pomeriggio a Lecce.

Il killer ha sparato a distanza ravvicinata con una pistola Servizio Matteo Spada

Agguato mortale a colpi di pistola, sul posto i carabinieri Trivellato di colpi e lasciato esanime per terra in una pozza di sangue. La vittima

Nicola Manzi, al momento dell’agguato, era con sua moglie e suo fratello rimasto ferito Si rafforza l’ipotesi della faida familiare nell’inchiesta sull’omicidio di Nicola Manzi,

Lorenzo Pucillo fu ucciso per una lite il 21 marzo 2023 a Pescopagano da Giovanni Battista Errico La Corte d’Assise di Potenza ha condannato a

Nicola e i due figli erano a bordo della stessa auto quando Gabriele avrebbe aperto il fuoco contro Nicola Manzi Servizio di redazione

Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi

L’omicidio risale al maggio 2023. E’ stato l’assassino, reo confesso, a indicare dove si trovava la pistola A Taranto è stata trovata dalla Polizia l’arma

In base ai nuovi accertamenti sul dna, non ci sarebbero tracce riconducibili al presunto assassino

Giovanni Camassa, condannato all’ergastolo, continua a ribadire la sua innocenza La Corte d’Appello di Catanzaro si è riservata di decidere sull’istanza di revisione del processo

Le manette sono scattate a quasi otto anni dalla spietata esecuzione

Emanuela Chirilli era andata a Napoli per partecipare ad una festa tra amici, si indaga per omicidio colposo

La donna, ricercata a livello internazionale da anni, avrebbe svolto il ruolo di basista nell’assassinio di un connazionale Servizio di Michele Frallonardo montaggio di pasquale

E’ imputato Francesco Brandonisio, pescatore 53enne di Triggiano di Linda Cappello Si è conclusa l’istruttoria dibattimentale per l’omicidio di Ambra, la trans barese uccisa il

Riqualificato in omicidio colposo – ormai prescritto – il reato di cui era accusato l’allevatore di Porto Cesareo Giuseppe Roi La Corte d’Assise d’Appello di

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre giovani accusati di aver provato una pistola su un bersaglio umano Sono rimasti in silenzio

Lo ha deciso il Gip che ha convalidato il fermo dell’uomo, reo confesso Resta in carcere Salvatore Dettori, 46 anni, reo confesso della morte della

Incastrati i presunti responsabili dell’omicidio di Sing Nardev, avvenuto il 31 maggio scorso in un capannone di Ceglie del Campo servizio di Linda Cappello

Salvatore D’Ettori è crollato dopo essere stato incalzato dai carabinieri. La vittima si chiamava Silvana La Rocca, aveva 73 anni Una fine atroce per mano

Sarebbero responsabili della morte di un cittadino indiano ucciso il 31 maggio a Ceglie del campo La Polizia ha eseguito nella notte tre ordinanze di