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Condannata l’ex guardia giurata che ad Apricena il 16 dicembre 2022 uccise la moglie  Servizio di Fabrizio Sereno Intervistati: Valentina Frino, sorella della vittima Angela Frino, sorella della vittima Ermenegildo Russo, avvocato parte civile Raffaella Di Lella, figlia della vittima

Lo ha stabilito il Gip di Trani Zeno. Per loro l’accusa è di omicidio con l’aggravante della premeditazione Il gip del tribunale di Trani Domenico Zeno ha convalidato i fermi di Nicola Pilato e dei figli Gabriele e Savino, ritenuti i responsabili in concorso dell’omicidio di Nicola Manzi, il 55enne freddato la sera dello scorso 16 dicembre mentre era davanti alla sua abitazione in via Nicola Salvi alla periferia di Corato. Sono rispettivamente cognato e nipoti della vittima, per loro l’accusa è di omicidio con l’aggravante della premeditazione. Non convalidato invece il fermo di Marianna Balducci, che va ai domiciliari con il braccialetto elettronico, la moglie del 55enne che, secondo quanto è stato ricostruito sulla base delle immagini di una telecamera dell’impianto comunale di videosorveglianza, avrebbe esploso dei colpi di arma da fuoco, con una pistola forse del marito, verso Nicola Pilato e i figli giunti sul posto a bordo di una Volkswagen Golf. Manzi è morto all’interno di un’ambulanza del 118, inutili i tentativi di rianimarlo. Rimasto ferito gravemente il fratello Michele, quella sera in compagnia della vittima e di sua moglie, al momento ricoverata presso l’ospedale “di Venere” di Bari.

L’autopsia effettuata dal medico legale Alberto Tortorella confermerebbe l’ipotesi investigativa sull’omicidio avvenuto l’altra sera a Lecce Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Un uomo è stato condotto in Questura per essere sottoposto alla prova dello Stub Accelerata nelle indagini sull’omicidio di Giuseppe De Giosa, il 43enne barese ucciso ieri pomeriggio in via Papini a Lecce. In queste ore gli agenti della Squadra Mobile di Lecce impegnati in una serie di perquisizioni, avrebbero fermato un giovane con precedenti che è stato portato in Questura dove è stato sottoposto alla prova dello stub. Si ipotizza che l’omicidio sia stato compiuto a seguito di una rapina finita male. Intanto è stato convocato un comitato di ordine e sicurezza d’urgenza.

Si indaga sull’agguato mortale ai danni di un 43enne barese. Vertice in Prefettura per rafforzare la sicurezza in città Servizio di Stefania Congedo; riprese e montaggio di Donato Colazzo

La vittima è Giuseppe De Giosa , 43 anni, barese Servizio di Stefania Congedo; riprese e montaggio di Colazzo

Giuseppe De Giosa, questo il nome della vittima, è stato raggiunto al volto da diversi colpi di arma da fuoco Omicidio nel pomeriggio a Lecce. La sparatoria è avvenuta in via Papini, al quartiere Santa Rosa, in una zona periferica della città. Un uomo di 43 anni, Giuseppe De Giosa è stato raggiunto al volto da diversi colpi di arma da fuoco. La vittima è originaria di Bari, già noto alle forze di polizia. Il corpo è stato rinvenuto accanto ad una Panda bianca, nel bagagliaio c’erano oltre sette chili di hashish pacchi. Presumibilmente si tratta di un regolamento di conti nell’ambito dello spaccio di droga. Indaga la Polizia, intervenuta dopo l’allerta di alcuni residenti. Si tratta del terzo omicidio in pochi giorni in Puglia. Il primo si è consumato a Corato, l’altro a Sannicandro di Bari.

Il killer ha sparato a distanza ravvicinata con una pistola Servizio Matteo Spada

Agguato mortale a colpi di pistola, sul posto i carabinieri Trivellato di colpi e lasciato esanime per terra in una pozza di sangue. La vittima è Gabriele Decicco, 19 anni, con precedenti di polizia. Non erano passate le 21 quando in pieno centro a Sannicandro di Bari, in piazza Aldo Moro, si è  consumato l’omicidio. La vittima si trovava davanti ad un open shop di cibo e bevande h24 . Da un’auto sarebbe scesa una persona che avrebbe esploso contro la vittima una decina di colpi di pistola. Chi ha sparato sarebbe poi fuggito con la stessa auto guidata probabilmente da un complice. Indagano i carabinieri 

Nicola Manzi, al momento dell’agguato, era con sua moglie e suo fratello rimasto ferito Si rafforza l’ipotesi della faida familiare nell’inchiesta sull’omicidio di Nicola Manzi, il 55enne freddato a Corato la sera del 16 dicembre davanti alla sua abitazione, in via Nicola Salvi. La vittima è zio dei due fratelli Savino e Gabriele Pilato, in carcere con l’accusa di omicidio e porto illegale di arma da sparo. I due fratelli, costituiti la sera stessa dell’agguato, si sono avvalsi della facoltà davanti al Gip. Il loro padre, Nicola, è cognato di Nicola Manzi, quindi fratello della moglie che era presente al momento dell’agguato. Secondo una prima ricostruzione sarebbe stato Gabriele Pilato a sparare per primo dopo essere arrivato sul posto a bordo di un’auto con il padre e il fratello. Nicola Manzi, al momento dell’agguato, era con sua moglie e suo fratello rimasto ferito. Anche la donna è stata fermata per aver esploso colpi di arma da fuoco nei confronti dei presunti attentatori del marito. Fondamentale nelle indagini l’esame delle immagini di una telecamera del circuito comunale di videosorveglianza.

Lorenzo Pucillo fu ucciso per una lite il 21 marzo 2023 a Pescopagano da Giovanni Battista Errico La Corte d’Assise di Potenza ha condannato a 18 anni di reclusione Giovanni Battista Errico, giudicato colpevole dell’omicidio del 70enne Lorenzo Pucillo, medico sociale del Picerno, ucciso il 21 marzo 2023 a Pescopagano. Errico, allevatore, fu arrestato dai Carabinieri poco più di un mese dopo l’omicidio, a fine aprile 2023, dopo aver confessato ai militari dell’Arma di aver ucciso con un colpo di fucile Pucillo con il quale aveva avuto in precedenza diversi litigi per questioni di vicinato.

Nicola e i due figli erano a bordo della stessa auto quando Gabriele avrebbe aperto il fuoco contro Nicola Manzi Servizio di redazione

L’omicidio risale al maggio 2023. E’ stato l’assassino, reo confesso, a indicare dove si trovava la pistola A Taranto è stata trovata dalla Polizia l’arma usata per l’omicidio di Cosimo Nardelli, il 62enne ucciso per strada a colpi di pistola il 26 maggio del 2023. E’ stato il presunto killer ad indicare il luogo dove aveva occultato l’arma. E gli agenti della Squadra Mobile l’hanno recuperata in una villa nella borgata di San Vito, nascosta in un secchio. Ovviamente ora sarà analizzata. Per l’omicidio si trova in carcere Aldo Christian Vuto, 20 anni, reo confesso del delitto. Secondo gli inquirenti fu il fratello della vittima, Tiziano Nardelli, a commissionare l’omicidio per motivi di interesse.

In base ai nuovi accertamenti sul dna, non ci sarebbero tracce riconducibili al presunto assassino

Giovanni Camassa, condannato all’ergastolo, continua a ribadire la sua innocenza La Corte d’Appello di Catanzaro si è riservata di decidere sull’istanza di revisione del processo a carico di Giovanni Camassa, l’agricoltore di Melendugno condannato all’ergastolo per l’omicidio di Angela Petrachi, il cui corpo fu trovato nel 2002 in un boschetto di Borgagne. Il sostituto procuratore generale Raffaella Sforza ha chiesto alla Corte l’inammissibilità dell’istanza di revisione perché non sussistono nuove prove. I legali di Giovanni Camassa hanno invece evidenziato la nuova metodologia usata per analizzare i reperti e isolare le tracce genetiche trovate sugli indumenti della vittima, soprattutto sulle calze di nylon, che hanno permesso di individuare il dna di un uomo, inizialmente indagato nell’inchiesta. Nei giorni scorsi Camassa, dal carcere di lecce, ha scritto ai due figli ribadendo la sua innocenza.

Le manette sono scattate a quasi otto anni dalla spietata esecuzione

Emanuela Chirilli era andata a Napoli per partecipare ad una festa tra amici, si indaga per omicidio colposo

La donna, ricercata a livello internazionale da anni, avrebbe svolto il ruolo di basista nell’assassinio di un connazionale Servizio di Michele Frallonardo montaggio di pasquale D’attoma

E’ imputato Francesco Brandonisio, pescatore 53enne di Triggiano di Linda Cappello Si è conclusa l’istruttoria dibattimentale per l’omicidio di Ambra, la trans barese uccisa il 23 settembre 2018 sul lungomare San Giorgio di Bari. Alla sbarra c’è Francesco Brandonisio, pescatore 53enne di Triggiano che secondo l’accusa avrebbe assassinato la vittima al termine di un rapporto sessuale. Gli ultimi a deporre in aula sono stati i consulenti della difesa, che hanno rimarcato per un verso le differenze fra l’auto dell’imputato e quella del presunto assassino e per l’altro il fatto che nell’orario in cui è stato commesso l’omicidio il telefono di Brandonisio occupava la cella telefonica di Triggiano e non quella di Bari. La requisitoria è fissata per il prossimo 21 gennaio.

“De Giosa ucciso mentre tentava di fuggire”

L’autopsia effettuata dal medico legale Alberto Tortorella confermerebbe l’ipotesi investigativa sull’omicidio avvenuto l’altra sera a Lecce Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Omicidio a Lecce, c’è un sospettato

Un uomo è stato condotto in Questura per essere sottoposto alla prova dello Stub Accelerata nelle indagini sull’omicidio di Giuseppe De Giosa, il 43enne barese

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