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Riqualificato in omicidio colposo – ormai prescritto – il reato di cui era accusato l’allevatore di Porto Cesareo Giuseppe Roi La Corte d’Assise d’Appello di Taranto ha riqualificato in omicidio colposo – ormai prescritto – il reato di cui era accusato l’allevatore di Porto Cesareo Giuseppe Roi, accusato di aver sparato e ucciso il pastore albanese di 23 anni, Qamil Hyrai, morto il 6 aprile del 2014 nelle campagne fra Torre Lapillo e Torre Castiglione. In passato, l’imputato era stato condannato a 21 anni con l’accusa di omicidio volontario, verdetto poi annullato dalla Corte di Cassazione. Roi, appassionato di armi, colpì la vittima mentre si stava esercitando a sparare. Soddisfazione è stata espressa dagli avvocati Roberto Eustachio Sisto e Francesca Conte

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre giovani accusati di aver provato una pistola su un bersaglio umano Sono rimasti in silenzio i tre ragazzi arrestati con l’accusa di aver ucciso il cittadino di nazionalità indiano il 31 maggio scorso all’interno di un capannone di Ceglie del Campo. Davanti al gip Giuseppe Ronzino si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Intanto la procura ha disposto una consulenza tecnica per effettuare la copia forense del contenuto dei telefonini degli indagati. I tre rispondono dell’accusa di omicidio volontario, aggravato dalla minorata difesa della vittima. Stando alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, il cittadino indiano sarebbe stato sparato soltanto perché i ragazzi avrebbero avuto intenzione di testare il funzionamento della pistola su un bersaglio umano.

Lo ha deciso il Gip che ha convalidato il fermo dell’uomo, reo confesso Resta in carcere Salvatore Dettori, 46 anni, reo confesso della morte della madre, Silvana La Rocca, ex insegnante di 73 anni, uccisa, giovedì scorso, con diverse coltellate nel cortile di una villetta a Marina di Leporano. Il gip di Taranto Francesco Maccagnano ha convalidato il fermo dell’ex sottufficiale della Marina Militare. L’uomo ha confermato la versione resa ai Carabinieri e ha aggiunto altri particolari sconcertanti. Avrebbe ammazzato la madre perché lo costringeva, influenzata da altre persone, a mangiare carne umana, ossia i resti del corpo di suo padre, ex operaio dell’Ilva morto sul lavoro nel 2002. Il 46enne era ossessionato dall’idea che intorno ci fossero i vampiri. Prima ha colpito la madre alla nuca e poi, non essendo riuscito ad ucciderla, le ha inferto diverse coltellate all’addome e allo sterno per prelevarle il cuore. E’ rimasto a vegliarla fino all’ultimo respiro.

Incastrati i presunti responsabili dell’omicidio di Sing Nardev, avvenuto il 31 maggio scorso in un capannone di Ceglie del Campo servizio di Linda Cappello

Salvatore D’Ettori è crollato dopo essere stato incalzato dai carabinieri. La vittima si chiamava Silvana La Rocca, aveva 73 anni Una fine atroce per mano del figlio. Ha confessato, nella notte, incalzato dai carabinieri Salvatore Dettori, figlio di Silvana La Rocca, ex insegnante 73enne, trovata senza vita nel cortile della sua villetta, a Marina di Leporano. L’uomo è stato sottoposto a fermo. Emergono particolari agghiaccianti: il taglio profondo sull’addome, il corpo ritrovato in una pozza di sangue e altri dettagli cruenti. Ci sarebbe stato anche il tentativo di provocare una esplosione per far saltare tutto in aria e per cancellare tracce che invece sono state trovate e che neppure la forte pioggia ha spazzato via. Sarebbe stato poi proprio il presunto assassino, poco prima delle 20, ad allertare i carabinieri, dichiarando che non vedeva la mamma da giorni. Silvana La Rocca viveva da sola, era vedova dal 2002: suo marito Cataldo Dettori, dipendente Ilva, morì sul lavoro schiacciato da un muletto. L’altro figlio vive in Francia. La procura ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio volontario e ha disposto l’autopsia. Indagano i Carabinieri di Taranto, intervenuti con la Sezione scientifica, coordinati dal pm Salvatore Colella.

Sarebbero responsabili della morte di un cittadino indiano ucciso il 31 maggio a Ceglie del campo La Polizia ha eseguito nella notte tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un ragazzo maggiorenne e di due minori ritenuti responsabili di un omicidio di un cittadino indiano avvenuto il 31 maggio scorso a Ceglie del campo, quartiere di Bari. L’uomo, che era in compagnia di alcuni connazionali all’interno di un casolare, fu raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco esplosi da persone che poi si allontanarono.

L’uomo, assolto in primo grado e condannato in appello si è sempre detto innocente

Michele de Carlo stava iniziando il turno di lavoro all’alba, trasportava latticini. Lascia la moglie e due figli Servizio Anna De Feo

Condannato a 20 anni Giovanni Palermiti, figlio del boss Eugenio Servizio di Linda Cappello

Nuova udienza del processo per l’omicidio di Salvatore Dentamaro, conosciuto come “Ambra”. La vittima fu trovata senza vita all’interno della propria auto Nuova udienza del processo per l’omicidio di Salvatore Dentamaro, trans barese di 40 anni noto come Ambra, ucciso il 23 settembre 2018 a San Giorgio, sul lungomare sud della città. Nell’aula della Corte d’Assise è stata sentita la figlia dell’imputato, Francesco Brandonisio, pescatore di 53enne di Triggiano,in carcere dall’ottobre 2022 per omicidio volontario. La vittima fu trovata senza vita all’interno della propria auto, una Fiat Punto, dove si era appartata con un cliente, che gli inquirenti ritengono essere Brandonisio. Le telecamere hanno poi immortalato l’auto del presunto omicida, una Fiat Punto grigia metallizzata, con un tender arancione posizionato sul tettuccio. La ragazza ha però dichiarato che il gommone agganciato all’auto di suo padre era di colore gri

Il 31enne fu raggiunto da 5 colpi di pistola nel settembre 2021 a Bari. La mamma della vittima ha parlato della nipote Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore il 22 settembre scorso in una discoteca di Molfetta Servizio di Linda Cappello Montaggio di Pasquale Realmonte

Omicidio-suicidio a San Severo. Non ce l’ha fatta Celeste Palmieri, gravemente ferita a colpi di pistola dal marito Servizio di Michela Magnifico

L’omicidio del nipote del boss Tonino risale al 2018 Servizio di Linda Cappello;

L’uomo è stato dimesso dall’ospedale, lunedi sarà interrogato dal Gip di Bari Servizio di Linda Cappello Riprese e montaggio Orazio Corbacio Intervista a Fedele Lagreca, sindaco di Gravina in Puglia

Per il gip Lacarpia è pericoloso e violento Servizio di Linda Cappello

La Procura ha disposto una consulenza medico legale per la donna uccisala notte del 6 ottobre a Gravina Servizio di Linda Cappello;

Corte conferma motivazioni legate a controllo piazze di spaccio La Corte di Assise di Appello di Bari ha confermato le due condanne inflitte in primo grado per l’omicidio di Michele Cilli, 24enne di Barletta scomparso nella notte tra il 15 e 16 gennaio di due anni fa. Per Dario Sarcina, di 35 anni, i giudici hanno confermato la condanna a 18 anni e otto mesi di reclusione per omicidio volontario. Per Cosimo Damiano Borraccino, di 35 anni, accusato di soppressione di cadavere, la condanna è a 5 anni e 8 mesi di reclusione. Nelle motivazioni della sentenza del processo di primo gradocelebrato con rito abbreviato ed emessa il 30 marzo dell’anno scorso, si spiega che l’omicidio di Michele Cilli, si può collocare “senza ombra di dubbio nell’ambito del controllo sulle piazze dello spaccio gestito dal clan Sarcina”.

L’uomo è ricoverato in cardiologia per accertamenti. L’udienza di convalida si è comunque svolta alla presenza di un avvocato, nelle prossime ore si conoscerà la decisione del magistrato servizio di: Linda Cappello

Il medico legale Antonio De Donno ha effettuato l’autopsia sul corpo di Maria Arcangela Turturo, ma sugli esiti c’è il massimo riserbo Servizio di Linda Cappello Montaggio di Luca Caradonna

Alla sbarra i fratelli Enrico e Cosimo Morleo accusati dell’omicidio di Salvatore Cairo e Sergio Spada Servizio di Linda Cappello Montaggio di Luca Caradonna

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