
Taranto: omicidio Rotondo, emessa sentenza
Due ergastoli e una condanna a 20 anni Servizio di Annamaria Rosato;
Due ergastoli e una condanna a 20 anni Servizio di Annamaria Rosato;
La vicenda risale al marzo 2021 La gup del tribunale di Bari Antonella Cafagna ha rinviato a giudizio, per duplice omicidiostradale, il 45enne Angelo Gargaro. Questi, alla guida di una Audi A4, il 31 marzo del 2021 si scontrò con una Fiat Punto sulla provinciale 126 Adelfia-Sannicandro di Bari, all’altezza di Ponte San Giovanni: nell’impatto persero la vita due colleghi di Gargaro, Giuseppe Massarelli e Tommaso Verna, che erano inmacchina con lui. Il conducente dell’altra auto, 46 anni, ha riportato l’amputazione di una gamba. Secondo quanto appurato l’uomo viaggiava a velocità troppo elevata ed eseguì un sorpasso azzardato. Il tribunale ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero, il dibattimento si aprirà il 2 dicembre 2024. I parenti delle due vittime hanno già ottenuto risarcimento in sede civile.
L’uomo, cugino di secondo grado della ragazza, deve scontare 30 anni di reclusione Chiede di essere perdonato Giovanni Potenza, l’uomo condannato a 30 anni di reclusione per l’omicidio della cugina di secondo grado, Giusy, uccisa nel 2004 a Manfredonia quando aveva appena 14 anni. Fu trovata sfigurata sulla scogliera il giorno dopo il delitto. A riferirlo è l’avvocato Innocenza Starace, che assiste i parenti della ragazza, tra cui il nonno materno. Quest’ultimo ha fatto sapere di essere “disposto a perdonare l’assassino solo se rivelasse chi sono i suoi complici”. Secondo l’avvocato Starace, “si trattò di un omicidio compiuto al termine di un atto di violenza sessuale nei confronti della 14enne”.
Si tratta di Cosimo Nardelli, 61 anni. È stato freddato all’ingresso della sua abitazione Servizio di Francesco Persiani
Lui doveva solo custodire la droga, poi lui e la madre iniziarono a fumarla contraendo il debito
Borraccino ha ammesso di aver pensato di colpire anche Annunziata D’Errico
Borraccino, insieme al complice Candita, attirò l’amico in una imboscata
La vittima venne colpita da una raffica di pugni che lo sbilanciarono e lo fecero cadere, battendo la testa Il pm Ignazio Abbadessa ha chiesto 30 anni di reclusione per Fabio Giampalmo, ex pugile di 21 anni, che nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2021, in un’area di servizio tra Modugno e Bitonto uccise il 40enne Paolo Caprio. La vittima venne colpita da una raffica di pugni che lo sbilanciarono e lo fecero cadere, battendo la testa. Nelle motivazioni consegnate dal Pm, quella sera Giampalmo agì “non come un uomo di strada ma come un fighter ben cosciente di ciò che stava facendo”. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti l’aggressione, avvenuta all’esterno di un bar di un’area di servizio tra Modugno e Bitonto, per affermare la propria posizione all’interno del suo gruppo criminale, di Bitonto, davanti ad altri concittadini.
Il movente dovrebbe essere un debito di 5mila euro contratto dalla vittima 19enne I Carabinieri di Brindisi hanno ascoltato nel Comando Provinciale, subito dopo l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, cinque degli otto indagati per l’omicidio di Paolo Stasi, 19enne di Francavilla Fontana ucciso per un affare di droga. Confermate due misure cautelari in carcere, una di arresti domiciliari e due obblighi di dimora. Secondo quanto emerso dalle indagini fino a questo momento, il pomeriggio del nove novembre 2022 B.L., oggi 18enne (minorenne al momento del delitto) e C.C., 21enne raggiunsero in macchina una traversa di via Occhibianchi, dove abitava la vittima. Intorno alle 17.30, con una scusa, lo avrebbero fatto scendere, per poi freddarlo con due colpi di pistola. Successivamente si sarebbero allontanati di nuovo in auto. L’omicidio sarebbe maturato dopo un debito di 5mila euro che Stasi avrebbe maturato con chi lo riforniva di droga. Coinvolte anche le fidanzate dei due assassini, che avrebbero preso parte allo spaccio anche dopo l’omicidio: M.M., 24enne, sottoposta agli arresti domiciliari e C.S., 20enne, sottoposta a obbligo di dimora. A loro si aggiunge una quinta persona, M.P. di 20 anni, sottoposto a obbligo di dimora perché avrebbe preso il ruolo di Stasi nella piazza di spaccio.
Perquisizioni, interrogatori, stub: investigatori a lavoro anche di domenica per fare luce sull’omicidio del boss Servizio di Francesca Rodolfo Montaggio di Maria Cristina Quintale
Prencipe ucciso da due fucilate, colpito al volto e al torace Sono stati eseguiti cinque esami dello stub ed altrettante perquisizioni nell’ambito delle indagini per far luce sull’omicidio avvenuto ieri sera alla periferia di Foggia di Salvatore Prencipe, 59 anni ,storico bossdella società foggiana, tra la fine degli anni 90 e i primi anni del 2000, ritenuto esponente di spicco del clan Trisciuoglio- Prencipe-Tolonese. Nel mirino degli inquirenti pregiudicati appartenenti alle batterie criminali rivali: quella dei Moretti e quella dei Francavilla. Prencipe era appena uscito dalla sua abitazione in viale Kennedy, dove viveva con la mamma; era fermo in auto quando un sicario lo ha raggiunto a piedi ed ha sparato due fucilate: la prima si è infranta contro il parabrezza colpendolo al torace, la seconda invece in pieno volto. Subito dopo il killer si è allontanato a bordo di un’auto guidata da un complice. Il veicolo, una Fiat Grande Punto, data alle fiamme e ritrovata ieri sera stessa in via Sprecacenere alla periferia di Foggia. Le testimonianze raccolte dagli inquirenti sul luogo dell’agguato hanno consentito diricostruire la dinamica del fatto. Salvatore Prencipe scampò miracolosamente ad un agguato compiuto nel pomeriggio del 21 settembre 1999. L’uomo era fermo davanti ad un bar di Via Fania, quando due killer in sella ad una moto spararono all’impazzata contro Prencipe ed altri due mafiosi foggiani. I tre rimasero illesi mentre un proiettile vagante colpì ed uccise Matteo Di Candia, 62 anni, pensionato che in quel momento si trovava nel locale per festeggiare il suo onomastico.
L’uomo, 59 anni, sorpreso in auto dai killer al quartiere Cep Servizio Antonio Lorusso
Processo in Corte d’Assise a Trani È durata poco più di tre ore l’udienza davanti ai giudici della Corte d’Assise di Trani per l’omicidio di Claudio Lasala, il 24enne ucciso a coltellate la notte fra il 29 e il 30 ottobre 2021 a Barletta. Sul banco degli imputati il 21enne Michele Dibenedetto e Ilyas Abid di 19 anni: sono accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Nel corso del dibattimento è stato ascoltato Dibenedetto, che si è difesodall’accusa di omicidio e ha fornito la sua ricostruzione su quanto accaduto nei momenti precedenti l’accoltellamento. Il 21enne ha riferito che con Lasala c’erano “precedenti attriti” e che il 24enne, unasettimana prima della sua morte, lo ha affrontato “in modo piuttosto duro”. La sera dell’omicidio i due si sono incrociati all’interno di un locale del centro cittadino. Lì, secondo Dibenedetto, Lasala avrebbe nuovamente chiesto chiarimenti su un ceffone dato a suo fratello dall’imputato. I due hanno così iniziato a discutere passando dalle parole alle mani. Davanti ai giudici, Dibenedetto ha detto che c’è stata una lite anche all’esterno del locale, ma che lui è scappato quando ha saputo che stavano arrivandopolizia e carabinieri. Non si è sottoposto a esame invece l’altro imputato: il suo difensore ha chiesto di acquisire agli atti le dichiarazioni già rese agli inquirenti. La prossima udienza è stata fissataper il 16 giugno.
Legale: “Si sente perseguitata, sui social incolpata per l’accaduto” E’ stata dimessa dal Policlinico Riuniti di Foggia Tefta Malaj, la donna di 39 anni ferita dal marito Taulant a Torremaggiore nella notte tra il 6 ed il 7 maggio scorsi, quando l’uomo uccise a coltellate la figlia Jessica di 16 anni e Massimo De Santis, di 51, che riteneva avesse una relazione con la moglie. L’avvocato della donna, Massimo Sodrio, ha dichiarato che Tefta si sente perseguitata da quanti l’hanno attaccata sui social, incolpandola per quanto accaduto, e che intende andar via, appena possibile, da Torremaggiore. Il legale ha anche rivolto un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché intervenga “sulla richiesta di cittadinanza italiana che Tefta ha avanzato già qualche mese fa”,
L’ultimo saluto a Vito Barnaba, ucciso per difendere l’ex fidanzata
La donna, che ha già fornito la sua versione a una tv albanese, dovrà confermare quanto raccontato agli inquirenti
Vito Barnaba, 25 anni, sarebbe stato accoltellato a morte da un cittadino siriano mentre tentava di difendere un’amica Tragedia in Germania. Un 25enne originario di San Vito dei Normanni , Vito Barnaba, è stato ucciso a coltellate domenica mattina a Stoccarda durante una lite con un uomo di 51 anni che è statoarrestato. Il giovane si era trasferito in Germania da circa tre anni e lavorava in uno stabilimento automobilistico. La polizia tedesca avrebbe accertato che il 25enne sarebbe stato accoltellato al termine di una lite con un 51enne di origine siriana all’interno di un appartamento. Barnaba sarebbe intervenuto per difendere un’amica. I genitori del giovane sono ora Germania per organizzare ilrimpatrio della salma.
Tefta, in una intervista a una televisione albanese, ha raccontato delle “attenzioni” che Taulant avrebbe riservato alla figlia
Nuovi elementi forniti dagli avvocati difensori di Taulant Talaj Secondo quanto comunicato alla stampa dagli avvocati difensori di Taulant Talaj, al termine dell’interrogatorio di garanzia, sono stati consegnati ai magistrati altri tre video registrati da telecamere attive in casa al momento del duplice omicidio. I difensori non hanno fornito dettagli sul loro contenuto, ma hanno assicurato che il 45enne albanese non ha mai avuto intenzione di uccidere la figlia 16 Gessica, rimasta ferita mortalmente nel tentativo di difendere la madre, e il figlio di 5 anni Leo. I due avvocati hanno precisato che il bambino era in casa ma non era nascosto, diversamente da quanto scritto dalla stampa nelle ore successive all’accaduto. Nelle ultime ore, inoltre, il loro assistito starebbe prendendo coscienza di quanto accaduto.
Il panettiere 45enne oggi sarà ascoltato dal Gip

Due ergastoli e una condanna a 20 anni Servizio di Annamaria Rosato;

La vicenda risale al marzo 2021 La gup del tribunale di Bari Antonella Cafagna ha rinviato a giudizio, per duplice omicidiostradale, il 45enne Angelo Gargaro.

L’uomo, cugino di secondo grado della ragazza, deve scontare 30 anni di reclusione Chiede di essere perdonato Giovanni Potenza, l’uomo condannato a 30 anni di

Si tratta di Cosimo Nardelli, 61 anni. È stato freddato all’ingresso della sua abitazione Servizio di Francesco Persiani

Lui doveva solo custodire la droga, poi lui e la madre iniziarono a fumarla contraendo il debito

Borraccino ha ammesso di aver pensato di colpire anche Annunziata D’Errico

Borraccino, insieme al complice Candita, attirò l’amico in una imboscata

La vittima venne colpita da una raffica di pugni che lo sbilanciarono e lo fecero cadere, battendo la testa Il pm Ignazio Abbadessa ha chiesto

Il movente dovrebbe essere un debito di 5mila euro contratto dalla vittima 19enne I Carabinieri di Brindisi hanno ascoltato nel Comando Provinciale, subito dopo l’esecuzione

Perquisizioni, interrogatori, stub: investigatori a lavoro anche di domenica per fare luce sull’omicidio del boss Servizio di Francesca Rodolfo Montaggio di Maria Cristina Quintale

Prencipe ucciso da due fucilate, colpito al volto e al torace Sono stati eseguiti cinque esami dello stub ed altrettante perquisizioni nell’ambito delle indagini per

L’uomo, 59 anni, sorpreso in auto dai killer al quartiere Cep Servizio Antonio Lorusso

Processo in Corte d’Assise a Trani È durata poco più di tre ore l’udienza davanti ai giudici della Corte d’Assise di Trani per l’omicidio di

Legale: “Si sente perseguitata, sui social incolpata per l’accaduto” E’ stata dimessa dal Policlinico Riuniti di Foggia Tefta Malaj, la donna di 39 anni ferita

L’ultimo saluto a Vito Barnaba, ucciso per difendere l’ex fidanzata

La donna, che ha già fornito la sua versione a una tv albanese, dovrà confermare quanto raccontato agli inquirenti

Vito Barnaba, 25 anni, sarebbe stato accoltellato a morte da un cittadino siriano mentre tentava di difendere un’amica Tragedia in Germania. Un 25enne originario di

Tefta, in una intervista a una televisione albanese, ha raccontato delle “attenzioni” che Taulant avrebbe riservato alla figlia

Nuovi elementi forniti dagli avvocati difensori di Taulant Talaj Secondo quanto comunicato alla stampa dagli avvocati difensori di Taulant Talaj, al termine dell’interrogatorio di garanzia,

