
Omicidio di Franca Marasco, arrestato a Napoli il presunto assassino
In serata, i carabinieri hanno sottoposto a fermo, a Napoli, un nordafricano di circa 40 anni Svolta nelle indagini sull’omicidio di Franca Marasco, la tabaccaia

In serata, i carabinieri hanno sottoposto a fermo, a Napoli, un nordafricano di circa 40 anni Svolta nelle indagini sull’omicidio di Franca Marasco, la tabaccaia di 72 anni uccisa lunedì scorso a coltellate nella sua rivendita a Foggia, in via Marchese de Rosa. In serata, i carabinieri hanno sottoposto a fermo, a Napoli, un nordafricano di circa 40 anni, sospettato di aver sferrato almeno tre coltellate letali tra collo e addome alla commerciante. Pare che sin dalle prime battute le indagini dei carabinieri si fossero indirizzate sul cittadino straniero. Decisive si darebbero rivelate le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Una mezza dozzina le persone su cui si erano concentrati i sospetti dei militari, che, alla fine, hanno individuato nel capoluogo campano il presunto autore dell’efferato omicidio.Ancora ignote le cause del gesto: sin dal primo momento si era ipotizzato un tentativo di rapina – degenerato a causa della reazione della vittima -, ma gli investigatori non escludono anche altri ipotesi, su cui mantengono il più stretto riserbo. La prossima settimana sarà eseguita l’autopsia, mentre l’arma del delitto sarà inviata agli specialisti del Ris di Roma.
La tragedia è avvenuta in via Marchese de Rosa, proprio nel giorno di riapertura della tabaccheria dopo le ferie Servizio di Pietro Loffredo
Assassinato l’allevatore 28enne Bartolomeo La Pomarda, era parente di due pentiti Servizio di Pietro Loffredo
La vittima è Bartolomeo La Pomarda, era stato ferito gravemente ieri sera. È deceduto in ospedale È morto in nottata l’uomo rimasto gravemente ferito ieri sera in una sparatoria a Mattinata, nel Foggiano. La vittima è Bartolomeo La Pomarda, allevatore di 28 anni, che era stato ferito a colpi d’arma da fuoco nelle campagne in una zona impervia del paese garganico, lungo la strada che conduce a Monte Sacro. Sul posto sono intervenuti il personale del 118 e i carabinieri. Le condizioni del giovane erano subito apparse gravi. La vittima aveva precedenti penali per lesioni, poiché, sei anni fa, avrebbe aggredito una persona con un’arma da taglio.
Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe fatto parte del commando che nel dicembre 2021, a Boscoreale (Napoli), ucciseAntonio Morione con un colpo di pistola Si è conclusa infine la latitanza, e la vacanza, di Angelo Palumbo, 34enne napoletano, ricercato in Campania per omicidio. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri di Torre Annunziata. Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe fatto parte del commando che a dicembre 2021, a Boscoreale (Napoli), ucciseAntonio Morione con un colpo di pistola. La vittima aveva reagito alla rapina nella pescheria del fratello
Secondo l’accusa, avrebbe avuto il ruolo di informatore Condanna confermata a sette anni dalla Corte D’Assise di Trani per Alfonso Massimiliano Flora, nipote di Maria Melziade, 75enne titolare di una gioielleria, morta a Canosa di Puglia a seguito di una rapina. Il 17 novembre 2016 la donna venne aggredita e rapinata mentre si trovava in negozio da uno dei complici del nipote. Flora è stato assolto dall’accusa di concorso in omicidio preterintenzionale. Secondo l’accusa, avrebbe avuto il ruolo di informatore e per lui aveva chiesto 13 anni e mezzo di reclusione. Per l’uomo le accuse sono di concorso in rapina. Maria Melziade.
Clamorosa svolta nella vicenda del dj salentino trovato impiccato a un albero il 22 giugno del 2015. Due indagati Arriva la svolta per il caso di Ivan Ciullo, il dj salentino rinvenuto impiccato ad un albero di ulivo all’alba del 22 giugno 2015, nelle campagne di Acquarica del Capo. Il reato ipotizzato nel fascicolo d’inchiesta cambia. Non più istigazione al suicidio ma omicidio. Così come da otto anni stanno cercando di provare i genitori di Ivan, Rita e Sergio che mai hanno creduto all’ipotesi suicidaria sostenuta dai due precedenti pm che ne avevano chiesto l’archiviazione prima che l’indagine passasse nelle mani di un nuovo magistrato, il sostituto Donatina Buffelli. Nel fascicolo d’inchiesta compaiono due indagati. Si tratta dell’uomo con cui Ivan ebbe una tormentata relazione sentimentale, finora l’unico indagato nel procedimento, e di un cantante e musicista di Acquarica che collaborava con Ciullo. La nuova contestazione permetterà l’espletamento di due accertamenti irripetibili, fondamentali per l’esito delle indagini. L’incarico peritale sarà conferito nei prossimi giorni e riguarderà una perizia sulla memoria del computer portatile e del cellulare in uso alla vittima. Indagine finalizzata al recupero dei dati contenuti nell’hard disk risultato danneggiato e malfunzionante secondo il perito della Procura a cui venne affidata una prima valutazione già nel 2015 e nel 2016. Ivan aveva 34 anni. Per i periti della famiglia sarebbe stato strangolato per poi successivamente essere impiccato ad un albero per simulare il suicidio.
I tre, che sono finiti in carcere pochi giorni dopo l’omicidio, avrebbero picchiato, torturato, ucciso e poi provato a disfarsi del cadavere della vittima Salgono a sei gli indagati nell’omicidio l’omicidio di Natale Naser Bahtijari, il 21enne montenegrino residente presso il campo sosta Panareo di Lecce, ucciso a Manduria la notte tra il 22 e il 23 febbraio scorsi. Il pm Milto De Nozza della Procura distrettuale antimafia di Lecce ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a sei persone . Tre delle quali già in carcere, si tratta di Simone Dinoi e Domenico D’Oria di 23 anni e il 20enne Vincenzo D’Amicis, accusati di omicidio in concorso pluriaggravato, dai motivi futili, dall’aver praticato sevizie, dall’avere agito con crudelta’ e dal metodo mafioso e tentata soppressione di cadavere. Natale Naser Bahtijari, sarebbe stato torturato e ucciso nell’ambito di un regolamento di conti nel traffico di droga tra Lecce e Manduria. Il corpo del giovane venne rinvenuto per caso da un passante la mattina del 23 febbraio in una scarpata, lungo la strada per Oria.
Il 23enne ha rinunciato a ricorrere in ultimo grado di appello Servizio di Giovanna De Crescenzo Montaggio di Luca Caradonna
E’ stato condannato in via definitiva all’ergastolo Antonio De Marco, lo studente leccese di 23 anni che il 21 settembre del 2020 uccise l’arbitro leccese Daniele De Santis e la sua fidanzata Eleonora Manta con79 coltellate. Agli inquirenti ammise di averlo fatto perché erano troppo felici”. Non ci sarà un ulteriore ricorso in Cassazione per contestare la pena, questa la decisione presa dallo studente reo confesso presa di concerto con i suoi legali. Oggi tra l’altro, scadeva il termine per presentarlo.
A uccidere il 43enne sarebbe, Nicola Amoruso, di 24 anni, che si è costituito ai carabinieri confessando di aver sparato con una pistola calibro 38. Servizio di Maurizio Marangelli
Ci sarebbe stato un debito di mille euro per una partita di hashish alla base del delitto di Giovanni Colaianni Servizio di Francesco Petruzzelli Riprese di Orazio Corbacio
Ci sarebbe un litigio per futili motivi dietro l’omicidio avvenuto a Bari nella notte tra il 21 e il 22 giugno, i carabinieri hanno fermato un uomo con numerosi precedenti penali C’è un fermo per l’omicidio di Giovanni Golaianni, il 43enne barese con precedenti penali, la notte tra il 21 e il 22 giugno in via Napoli, al quartiere Libertà. Si tratta di un 24enne, disoccupato, con numerosi precedenti. È ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio. Il decreto emesso dalla Procura è stato eseguito dai carabinieri. Secondo la ricostruzione emersa a seguito delle attività investigative, il movente sarebbe riconducibile ad una lite insorta poche ore prima per futili motivi tra alcuni familiari della vittima e dell’omicida, alimentata in una prima fase sui social con reciproche accuse e sfociata infine in un confronto personale, nel corso del quale l’omicida ha esploso i colpi mortali contro Colaianni.
Quattro fermi per il delitto consumato il 26 maggio, all’origine dell’uccisione contrasti per la gestione dei beni di famiglia
Dei due proiettili che hanno raggiunto il 42enne, solo quello tra torace e collo è stato fatale Eseguita l’autopsia sul corpo di Luigi Guadadiello, il 42enne di Squinzano freddato a colpi di pistola, la sera del 14 giugno scorso, attorno alle 21.30 in via Donizetti, a Squinzano, poco distante dalla sua abitazione. Dall’esame autoptico, eseguito dal dr. Alberto Tortorella, è emerso che i proiettili che hanno raggiunto il malcapitato sono stati due, così come era emerso dal primo esame esterno: uno alla gamba, l’altro tra torace e collo. Sarebbe stato quest’ultimo a non avergli lasciato scampo. Intanto, i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, intervenuti sul posto con i colleghi della sezione investigazioni scientifiche, indagano a 360 gradi. L’ipotesi è che ad agire martedì sera sia stato un commando. Due i sicari, con altri due complici ad aspettarli a bordo di un’auto scura di grossa cilindrata, vista poi allontanarsi a tutta velocità da via Donizetti. L’ipotesi investigativa è che l’omicidio possa essere maturato in un contesto legato alla criminalità organizzata. Quella sera, all’arrivo dei soccorsi, il cuore del 42enne non aveva ancora cessato di battere. E’ morto dopo il trasporto al Vito Fazzi di Lecce.
L’ipotesi investigativa ipotizza che l’omicidio possa essere maturato in un contesto legato alla criminalità organizzata Sarebbe stato un commando ad agire nell’omicidio di Luigi Guadadiello, il 42enne assassinato martedì sera davanti casa, a Squinzano. E’ quanto sta emergendo in queste ore dalle indagini. Due i sicari, mentre altri due complici li avrebbero aspettati a bordo di un’auto scura di grossa cilindrata vista allontanarsi a tutta velocità da via Donizetti. L’ipotesi investigativa ipotizza che l’omicidio possa essere maturato in un contesto legato alla criminalità organizzata. Intanto oggi il magistrato dell’antimafia che coordina le indagini, Giovanna Cannarile, ha conferito al medico legale Alberto Tortorella l’incarico per l’espletamento dell’autopsia. Questa mattina quanto accaduto è stato al centro della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica svoltasi in Prefettura, alla presenza tra gli altri del sindaco di Squinzano Mario Pede. Il Prefetto Luca Rotondi ha assicurato il rafforzamento dei servizi di prevenzione e di controllo.
La ragazza dovrà rispettare l’obbligo di dimora concesso dai giudici All’esito del Riesame, torna in parziale libertà la 25enne Marirosa Mascia, la fidanzata del 19enne Luigi Borracino, il presunto di Paolo Stasi, ucciso il 9 novembre scorso a Francavilla Fontana. La ragazza, difesa dall’avvocato Michele Fino, dovrà rispettare l’obbligo di dimora concesso dai giudici, con la prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione dalle 21 di sera alle 7 di mattina. Era ai domiciliari dal 22 maggio scorso, quando fu arrestata perché accusata di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La giovane, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto parte della presunta rete di spaccio di droga che avrebbe fatto da sfondo al delitto. Restano invece in carcere due principali indagati: Borracino e Cristian candita, il 21enne che avrebbe accompagnato sotto casa di Paolo Stasi il suo presunto killer.
Martedì sera, mentre si trovava nei pressi della sua abitazione, alla periferia del centro,e alla vista di un’auto di grossa cilindrata avrebbe provato a fuggire Servizio di Maurizio Marangelli
Dieci colpi esplosi con due pistole differenti, potrebbero aver agito diversi killer Servizio Stefania Congedo
Si tratta di Luigi Guadadiello, nome già noto alle cronache

In serata, i carabinieri hanno sottoposto a fermo, a Napoli, un nordafricano di circa 40 anni Svolta nelle indagini sull’omicidio di Franca Marasco, la tabaccaia

La tragedia è avvenuta in via Marchese de Rosa, proprio nel giorno di riapertura della tabaccheria dopo le ferie Servizio di Pietro Loffredo

Assassinato l’allevatore 28enne Bartolomeo La Pomarda, era parente di due pentiti Servizio di Pietro Loffredo

La vittima è Bartolomeo La Pomarda, era stato ferito gravemente ieri sera. È deceduto in ospedale È morto in nottata l’uomo rimasto gravemente ferito ieri

Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe fatto parte del commando che nel dicembre 2021, a Boscoreale (Napoli), ucciseAntonio Morione con un colpo di pistola Si è

Secondo l’accusa, avrebbe avuto il ruolo di informatore Condanna confermata a sette anni dalla Corte D’Assise di Trani per Alfonso Massimiliano Flora, nipote di Maria

Clamorosa svolta nella vicenda del dj salentino trovato impiccato a un albero il 22 giugno del 2015. Due indagati Arriva la svolta per il caso

I tre, che sono finiti in carcere pochi giorni dopo l’omicidio, avrebbero picchiato, torturato, ucciso e poi provato a disfarsi del cadavere della vittima Salgono

Il 23enne ha rinunciato a ricorrere in ultimo grado di appello Servizio di Giovanna De Crescenzo Montaggio di Luca Caradonna

E’ stato condannato in via definitiva all’ergastolo Antonio De Marco, lo studente leccese di 23 anni che il 21 settembre del 2020 uccise l’arbitro leccese

A uccidere il 43enne sarebbe, Nicola Amoruso, di 24 anni, che si è costituito ai carabinieri confessando di aver sparato con una pistola calibro 38.

Ci sarebbe stato un debito di mille euro per una partita di hashish alla base del delitto di Giovanni Colaianni Servizio di Francesco Petruzzelli Riprese

Ci sarebbe un litigio per futili motivi dietro l’omicidio avvenuto a Bari nella notte tra il 21 e il 22 giugno, i carabinieri hanno fermato

Quattro fermi per il delitto consumato il 26 maggio, all’origine dell’uccisione contrasti per la gestione dei beni di famiglia

Dei due proiettili che hanno raggiunto il 42enne, solo quello tra torace e collo è stato fatale Eseguita l’autopsia sul corpo di Luigi Guadadiello, il 42enne di Squinzano freddato a colpi di pistola, la sera del 14 giugno scorso, attorno alle 21.30 in via Donizetti, a Squinzano, poco distante dalla sua abitazione. Dall’esame autoptico, eseguito dal dr. Alberto Tortorella, è emerso che i proiettili che hanno raggiunto il malcapitato sono stati due, così come era emerso dal primo esame esterno: uno alla gamba, l’altro tra torace e collo. Sarebbe stato quest’ultimo a non avergli lasciato scampo. Intanto, i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, intervenuti sul posto con i colleghi della sezione investigazioni scientifiche, indagano a 360 gradi. L’ipotesi è che ad agire martedì sera sia stato un commando. Due i sicari, con altri due complici ad aspettarli a bordo di un’auto scura di grossa cilindrata, vista poi allontanarsi a tutta velocità da via Donizetti. L’ipotesi investigativa

L’ipotesi investigativa ipotizza che l’omicidio possa essere maturato in un contesto legato alla criminalità organizzata Sarebbe stato un commando ad agire nell’omicidio di Luigi Guadadiello,

La ragazza dovrà rispettare l’obbligo di dimora concesso dai giudici All’esito del Riesame, torna in parziale libertà la 25enne Marirosa Mascia, la fidanzata del 19enne
Martedì sera, mentre si trovava nei pressi della sua abitazione, alla periferia del centro,e alla vista di un’auto di grossa cilindrata avrebbe provato a fuggire

Dieci colpi esplosi con due pistole differenti, potrebbero aver agito diversi killer Servizio Stefania Congedo

Si tratta di Luigi Guadadiello, nome già noto alle cronache