chesera-2026
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

deliziosa

omicidio

Il delitto avvenne a Bitonto nel settembre 2021 “Chiedo scusa alla famiglia: non era mia intenzione uccidere”. Sono le dichiarazioni spontanee rese in udienza dal 21enne di Bitonto (Bari) Fabio Giampalmo, in carcere con l’accusa di omicidio volontario.Il giovane, conoscitore delle arti marziali, nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2022 prese a pugni Paolo Caprio, 41 anni, fino a farlo cadere e morire. Avvenne all’esterno di un bar in una stazione diservizio in via Modugno, a Bitonto. L’autopsia confermo’ la morte a causa del trauma cranico e dellaconseguente emorragia cerebrale. Il 21enne dopo l’aggressione si rifugio’ nelle vie del centrostorico, non preoccupandosi “di verificare le condizioni del suo avversario”, secondo l’accusa. A scatenare l’ira di Giampalmo, stando alla versione fornita ai carabinieri, sarebbero stati degli sguardi indiscreti lanciati dal 41enne, conosciuto soltanto di vista, a sua moglie e alle compagne dei suoi amicipresenti all’esterno della bar. Il 22 maggio sara’ celebrata dinanzi la Corte d’Assise di Bari l’udienza in cui ci sara’ la requisitoria del pubblico ministero, il contraddittorio tra le parti e la conseguente sentenza.

Non ci sono prove a sufficienza, il processo d’appello dovrà essere rifatto E’ stata annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione, per prove non sufficienti, la condanna a 30 anni di carcere per l’imprenditrice di Cassano delle Murge Vincenza Mariani, di 58 anni, condannata in primo e secondo grado come mandante dell’omicidio dell’ex amante Michele Amedeo, netturbino dell’Amiu, ucciso a colpi di pistola nel parcheggio dell’azienda nella zona industriale di Bari la sera del 25 aprile 2017. Il processo nei confronti della donna si dovrà quindi rifare dinanzi ai giudici della Corte d’assise d’appello di Bari. La Cassazione ha invece confermato le condanne a 30 anni di reclusione per altri due convolti nell’omicidio del 51enne: Giuseppe Bacellieri, genero della donna ed esecutore materiale eMassimo Margheriti, ex dipendente del salottificio di proprietà della Mariani, che sarebbe stato alla guida dell’auto con a bordo il killer. I giudici hanno confermato anche la condanna a 14 anni e 8 mesi di reclusione nei confronti del quarto co-imputato, il collaboratore di giustizia Michele Costantino, reo confesso di aver fornito ai sicari un’auto rubata e l’arma. La donna era accusata di aver promesso a Margheriti 5mila euro, per “punire” l’ex amante della fine della relazione proprio due giorni prima della laurea della figlia dell’uomo. Secondo i giudici della Cassazione al momento le prove a carico della 58enne non sarebbero sufficienti per provare il coinvolgimento della donna nell’omicidio dell’ex amante.

La decisione del gup di Tribunale di Trani nei confronti di Pasquale Rutigliano, accusato di aver ucciso l’11 aprile dello scorso anno, Giuseppe Tupputi, barista di Barletta E’ stato rinviato a giudizio e sarà processato dinanzi alla Corte d’Assise di Trani, il 32enne Pasquale Rutigliano, accusato di aver ucciso l’11 aprile dell’anno scorso, a colpi di pistola, Giuseppe Tupputi, barista di 43 anni assassinato nel suo bar di Barletta. A deciderlo la gup del Tribunale di Trani, Marina Chiddo che, in fase di incidente probatorio, ha anche riferito, sulla base di una perizia, che l’uomo era ed è “capace di intendere e di volere”. Il processo prenderà il via il 12 maggio prossimo.Il 32enne è accusato di omicidio volontario, porto abusivo di arma da fuoco e violazione della sorveglianza speciale. Gli agenti del locale commissariato sono giunti all’identificazione di Rutigliano grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza interno ed esterno al bar. I filmati ritraggono vittima e presunto killer discutere nel locale poco prima dell’omicidio che fu compiuto con una pistola calibro nove. Tre i colpi esplosi che raggiunsero la vittima a testa e torace.Tredici anni fa Rutigliano era stato arrestato per tentato omicidio ai danni di un presunto affiliato al clan Cannito mentre nel 2019 è finito in manette per estorsione ai danni di un bar della città.

La salma di Lorenzo Pucillo è stata dissequestrata ed è ora a disposizione dei familiari che hanno fissato la data per l’ultimo saluto E’ stata dissequestrata la salma di Lorenzo Pucillo, il medico di Pescopagano ucciso nella mattinata del 21 marzo nella sua masseria in località Cucumiello. Lo ha disposto la Procura di Potenza che indaga sul caso. La salma è ora a disposizione dei familiari, che hanno provveduto a organizzare l’ultimo saluto martedì 4 aprile alle ore 15:30 nella chiesa di San Giovanni a Pescopagano.

Il Tribunale di Trani ha condannato, rispettivamente a 18 e 5 anni, i due imputati nel processo per l’assassinio di Michele Cilli, il 24enne scomparso nel nulla da Barletta lo scorso anno Servizio di Giovanni Di Benedetto

Vittima il muratore 29enne Vito Caputo, accoltellato mortalmente Sarà interrogato domani Piero Canonico, uno dei tre feriti nella rissa a Capurso, nel barese, durante la quale è morto il muratore 29enne Vito Caputo, accoltellato a morte. Canonico è atteso negli uffici giudiziari di via Dioguardi, a Bari, dal pm Michele Ruggieri. Il 26enne è l’ultimo dei tre indagati a essere sentito in Procura. Nei giorni scorsi erano infatti stati già sottoposti a interrogatorio suo padre Renato e Fabio Domenico Chiarelli, amico della vittima. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Canonico padre e figlio nel primo pomeriggio del 16 marzo sarebbero andati nella sede del Comune di Cellamare per discutere con la ex compagna di Piero e un’assistente sociale. All’uscita sarebbero cominciati i diverbi con Chiarelli (attuale compagno della donna) e Caputo, proseguiti con un inseguimento in auto fino a Capurso. Qui, una volta fuori dalle auto, sarebbe scoppiata la rissa nella quale Caputo è deceduto. La difesa dei due Canonico sostiene che padre e figlio siano stati aggrediti. I tre feriti sono tutti indagati a piede libero per rissa con l’aggravante del decesso di uno dei partecipanti. Nel frattempo proseguono le indagini. 

Il primo cittadino del piccolo paese del potentino, si associa all’appello del procuratore distrettuale antimafia di Potenza: “chi sa parli” Servizio di Alessandro Boccia Intervista a: Giovanni Carnevale, sindaco di Pescopagano

Svolta in serata dopo un lungo interrogatorio: l’uomo ha ammesso di aver colpito il fratello Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Luca Carone

Non ci sono dubbi sulla fine di Vincenzo Scupola: è stato vittima di un’aggressione, forse con un bastone. Indagato il fratello Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Luca Carone

Sul volto di Vincenzo Scupola riscontrate numerose ferite e tumefazioni. Portato in commissariato il fratello della vittima Sono terminate le operazioni di recupero da parte dei vigili del fuoco del cadavere rinvenuto all’interno di una cisterna a cielo aperto nella campagne di Specchia. Il corpo di Vincenzo Scupola è stato riconosciuto dalla sorella arrivata sul posto per l’identificazione della salma. Sul volto dell’anziano sarebbero emerse numerose ferite e tumefazioni tali da prefigurare un’aggressione avvenuta come ipotizzano gli inquirenti a colpi di bastone, sulla base di quanto dichiarato alla polizia da un testimone. Ad ora le ricerche per rinvenire il bastone non hanno dato esito. Sul cadavere il medico legale Alberto Tortorella ha effettuato un prima esame esterno in attesa dell’autopsia che sarà disposta dall’Autorità giudiziaria e che dovrà stabilire le cause del decesso, se sopraggiunto per l’aggressione subita o dopo la caduta nella cisterna, profonda un metro e mezzo con un metro d’acqua all’interno. La presenza del trattore e dei gambali ai piedi fa pensare che l’eventuale aggressione sia maturata mentre l’anziano era intento a lavorare nella terreno si sua proprietà. Il fratello più giovane è stato condotto in commissariato a Taurisano dove da poco sta venendo interrogato dal pm Simona Rizzo alla presenza di un legale difensore .

Si indaga per omicidio. Diverse le persone già ascoltate Servizio di Alessandro Boccia

Il cadavere di Lorenzo Pucillo presenta ferite da colpi di arma da fuoco Servizio di Alessandro Boccia

Torna a farsi sentire Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa e gettata in un pozzo ad Avetrana 13 anni fa. Qualche giorno fa ci aveva scritto una lettera, ribadendo che l’unico responsabile della morte di sua nipote è lui. Intanto ha ottenuto un piccolo sconto di pena Servizio di Antonio Procacci Montaggio di Maria Cristina Quintale

L’esito del sopralluogo nel centro estetico di Mola di Bari, dove nel dicembre del 2013, fu uccisa la donna. I consulenti di Antonio Colamonico sono andati alla ricerca di prove utili alla revisione del processo All’interno del centro estetico sono stati identificati “oggetti utili che è necessario repertare, sequestrare e analizzare”. Queste le dichiarazioni dell’avvocato Nicola Quaranta, difensore di Antonio Colamonico, l’uomo accusato dell’omicidio  dell’estetista, Bruna Bovino. Oggi i consulenti della difesa di Colamonico, guidati dall’ex comandante dei Ris di Parma, Luciano Garofano, sono entrati nel centro estetico di Mola di Bari dove, il 12 dicembre del 2013, fu uccisa la donna italo-brasiliana. L’uomo, ex amante della vittima,  è stato condannato in via definitiva a 26 anni e 6 mesi di reclusione ed è attualmente detenuto nel carcere di Foggia ma continua a professarsi innocente. Per questo, attraverso il legale Quaranta, vuole chiedere la revisione del processo. I primi elementi, ritenuti utili dalla difesa, sono stati individuati durante il sopralluogo. Si tratta, nello specifico, di un paio di forbicine e di una bottiglietta semi carbonizzata, oltre ad altri reperti. “Le forbicine furono individuate già in primo grado come possibili armi del delitto dall’allora consulente della Procura – ha precisato Quaranta – Ma non sono mai state analizzate e sono ancora lì”. Quanto alla bottiglietta, secondo la difesa potrebbe contenere gel per i massaggi e non invece l’acceleratore di fiamma con il quale sarebbe stato dato fuoco al corpo della  vittima. “Ci sono inoltre altri reperti che sono stati sequestrati ma mai analizzati – ha proseguito Quaranta – per esempio un orecchino trovato fra i capelli della vittima, un cappello e un maglione da donna e gli stessi capelli trovati fra le dita di Bruna Bovino”.  I consulenti elaboreranno quindi una relazione che la difesa presenterà alla Corte di Assise di Appello per ottenere le analisi dei reperti. Si tratta del passaggio iniziale per chiedere la revisione del processo.

Si tratta di Renato Canonico, uno dei tre feriti nella rissa a colpi di coltello avvenuta il 16 marzo scorso e culminata con l’uccisione del muratore 29enne Vito Caputo, di Mola di Bari Verrà interrogato lunedì prossimo, Renato Canonico, uno dei tre feriti nella rissa a colpi di coltello avvenuta a Capurso il 16 marzo scorso culminata con l’uccisione del muratore 29enne Vito Caputo, di Mola di Bari.Canonico, insieme al figlio 25enne Piero, viaggiava a bordo della Peugeot grigia che sarebbe stata inseguita dalla Volkswagen su cui c’erano Caputo e l’amico Fabio Domenico Chiarelli, interrogato ieri dal pm. Chiarelli e i due Canonico sono al momento indagati per rissa aggravata dalla morte di uno dei partecipanti. RenatoCanonico è stato dimesso ieri dall’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, in cui è rimasto ricoverato per sei giorni per le ferite riportate nella rissa.Sempre lunedì verranno svolti accertamenti tecnici (con l’estrazione dei dati) sui telefoni, già sequestrati, dei tre indagati e della vittima.

A quasi dieci anni dalla morte di Bruna Bovino si riaprono le porte del suo centro estetico. I consulenti dell’ex amante Antonio Colamonico a caccia di prove utili alla revisione del processo Servizio di Antonio Procacci

Interrogatorio, durato due ore e mezza, per Domenico Chiarelli, l’uomo che era in auto con la vittima della rissa, avvenuta a Capurso, una settimana fa Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

La Procura sostiene che Michele Aportone abbia ucciso il carabiniere in quiescenza, Silvano Nestola perché contrario al legame nato con la figlia. La donna, davanti ai giudici della Corte d’Assise di Lecce, ha smentito tale impianto accusatorio Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Fabio Chiarelli, convocato come indagato, potrà forse spiegare cosa sia successo giovedì scorso quando al culmine di una zuffa ha perso la vita il muratore molese, Vito Caputo Servizio di Guglielmina Logroscino Montaggio di Cosimo Caragiulo

Tutte le persone coinvolte nella rissa culminata con l’assassinio di Vito Caputo, dicono di aver avuto paura di essere uccise. Sono troppi i lati oscuri della vicenda Servizio di Guglielmina Logroscino

Omicidio medico: appello sindaco di Pescopagano

Il primo cittadino del piccolo paese del potentino, si associa all’appello del procuratore distrettuale antimafia di Potenza: “chi sa parli” Servizio di Alessandro Boccia Intervista

La lettera di Michele Misseri

Torna a farsi sentire Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa e gettata in un pozzo ad Avetrana 13 anni fa. Qualche

deliziosa
deliziosa