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Il primo cittadino del piccolo paese del potentino, si associa all’appello del procuratore distrettuale antimafia di Potenza: “chi sa parli” Servizio di Alessandro Boccia Intervista a: Giovanni Carnevale, sindaco di Pescopagano

Svolta in serata dopo un lungo interrogatorio: l’uomo ha ammesso di aver colpito il fratello Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Luca Carone

Non ci sono dubbi sulla fine di Vincenzo Scupola: è stato vittima di un’aggressione, forse con un bastone. Indagato il fratello Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Luca Carone

Sul volto di Vincenzo Scupola riscontrate numerose ferite e tumefazioni. Portato in commissariato il fratello della vittima Sono terminate le operazioni di recupero da parte dei vigili del fuoco del cadavere rinvenuto all’interno di una cisterna a cielo aperto nella campagne di Specchia. Il corpo di Vincenzo Scupola è stato riconosciuto dalla sorella arrivata sul posto per l’identificazione della salma. Sul volto dell’anziano sarebbero emerse numerose ferite e tumefazioni tali da prefigurare un’aggressione avvenuta come ipotizzano gli inquirenti a colpi di bastone, sulla base di quanto dichiarato alla polizia da un testimone. Ad ora le ricerche per rinvenire il bastone non hanno dato esito. Sul cadavere il medico legale Alberto Tortorella ha effettuato un prima esame esterno in attesa dell’autopsia che sarà disposta dall’Autorità giudiziaria e che dovrà stabilire le cause del decesso, se sopraggiunto per l’aggressione subita o dopo la caduta nella cisterna, profonda un metro e mezzo con un metro d’acqua all’interno. La presenza del trattore e dei gambali ai piedi fa pensare che l’eventuale aggressione sia maturata mentre l’anziano era intento a lavorare nella terreno si sua proprietà. Il fratello più giovane è stato condotto in commissariato a Taurisano dove da poco sta venendo interrogato dal pm Simona Rizzo alla presenza di un legale difensore .

Si indaga per omicidio. Diverse le persone già ascoltate Servizio di Alessandro Boccia

Il cadavere di Lorenzo Pucillo presenta ferite da colpi di arma da fuoco Servizio di Alessandro Boccia

Torna a farsi sentire Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa e gettata in un pozzo ad Avetrana 13 anni fa. Qualche giorno fa ci aveva scritto una lettera, ribadendo che l’unico responsabile della morte di sua nipote è lui. Intanto ha ottenuto un piccolo sconto di pena Servizio di Antonio Procacci Montaggio di Maria Cristina Quintale

L’esito del sopralluogo nel centro estetico di Mola di Bari, dove nel dicembre del 2013, fu uccisa la donna. I consulenti di Antonio Colamonico sono andati alla ricerca di prove utili alla revisione del processo All’interno del centro estetico sono stati identificati “oggetti utili che è necessario repertare, sequestrare e analizzare”. Queste le dichiarazioni dell’avvocato Nicola Quaranta, difensore di Antonio Colamonico, l’uomo accusato dell’omicidio  dell’estetista, Bruna Bovino. Oggi i consulenti della difesa di Colamonico, guidati dall’ex comandante dei Ris di Parma, Luciano Garofano, sono entrati nel centro estetico di Mola di Bari dove, il 12 dicembre del 2013, fu uccisa la donna italo-brasiliana. L’uomo, ex amante della vittima,  è stato condannato in via definitiva a 26 anni e 6 mesi di reclusione ed è attualmente detenuto nel carcere di Foggia ma continua a professarsi innocente. Per questo, attraverso il legale Quaranta, vuole chiedere la revisione del processo. I primi elementi, ritenuti utili dalla difesa, sono stati individuati durante il sopralluogo. Si tratta, nello specifico, di un paio di forbicine e di una bottiglietta semi carbonizzata, oltre ad altri reperti. “Le forbicine furono individuate già in primo grado come possibili armi del delitto dall’allora consulente della Procura – ha precisato Quaranta – Ma non sono mai state analizzate e sono ancora lì”. Quanto alla bottiglietta, secondo la difesa potrebbe contenere gel per i massaggi e non invece l’acceleratore di fiamma con il quale sarebbe stato dato fuoco al corpo della  vittima. “Ci sono inoltre altri reperti che sono stati sequestrati ma mai analizzati – ha proseguito Quaranta – per esempio un orecchino trovato fra i capelli della vittima, un cappello e un maglione da donna e gli stessi capelli trovati fra le dita di Bruna Bovino”.  I consulenti elaboreranno quindi una relazione che la difesa presenterà alla Corte di Assise di Appello per ottenere le analisi dei reperti. Si tratta del passaggio iniziale per chiedere la revisione del processo.

Si tratta di Renato Canonico, uno dei tre feriti nella rissa a colpi di coltello avvenuta il 16 marzo scorso e culminata con l’uccisione del muratore 29enne Vito Caputo, di Mola di Bari Verrà interrogato lunedì prossimo, Renato Canonico, uno dei tre feriti nella rissa a colpi di coltello avvenuta a Capurso il 16 marzo scorso culminata con l’uccisione del muratore 29enne Vito Caputo, di Mola di Bari.Canonico, insieme al figlio 25enne Piero, viaggiava a bordo della Peugeot grigia che sarebbe stata inseguita dalla Volkswagen su cui c’erano Caputo e l’amico Fabio Domenico Chiarelli, interrogato ieri dal pm. Chiarelli e i due Canonico sono al momento indagati per rissa aggravata dalla morte di uno dei partecipanti. RenatoCanonico è stato dimesso ieri dall’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, in cui è rimasto ricoverato per sei giorni per le ferite riportate nella rissa.Sempre lunedì verranno svolti accertamenti tecnici (con l’estrazione dei dati) sui telefoni, già sequestrati, dei tre indagati e della vittima.

A quasi dieci anni dalla morte di Bruna Bovino si riaprono le porte del suo centro estetico. I consulenti dell’ex amante Antonio Colamonico a caccia di prove utili alla revisione del processo Servizio di Antonio Procacci

Interrogatorio, durato due ore e mezza, per Domenico Chiarelli, l’uomo che era in auto con la vittima della rissa, avvenuta a Capurso, una settimana fa Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

La Procura sostiene che Michele Aportone abbia ucciso il carabiniere in quiescenza, Silvano Nestola perché contrario al legame nato con la figlia. La donna, davanti ai giudici della Corte d’Assise di Lecce, ha smentito tale impianto accusatorio Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Fabio Chiarelli, convocato come indagato, potrà forse spiegare cosa sia successo giovedì scorso quando al culmine di una zuffa ha perso la vita il muratore molese, Vito Caputo Servizio di Guglielmina Logroscino Montaggio di Cosimo Caragiulo

Tutte le persone coinvolte nella rissa culminata con l’assassinio di Vito Caputo, dicono di aver avuto paura di essere uccise. Sono troppi i lati oscuri della vicenda Servizio di Guglielmina Logroscino

Mattinata di lavoro per il prof. Francesco Introna che ha incontrato le persone rimaste ferite Nel video l’aggiornamento di Guglielmina Logroscino nell’edizione del Tg Norba delle 13,25

Nuovi dettagli sulla triste vicenda della lite familiare culminata in omicidio. Identificati in due. Avrebbero partecipato all’inseguimento Servizio di Guglielmina Logroscino

L’aggressione del 29enne di Mola al termine di un inseguimento in auto Vito Caputo, il 29enne morto giovedì pomeriggio a Capurso al termine di un inseguimento partito da Cellamare, è morto per uno shock emorragico causato da un’importante lesività toracica provocata da un’arma bianca. Ha perso dunque molto sangue per via di più ferite, scarse una decina, che gli sono state provocate con uno o più coltelli. E’ stato colpito più volte e quei colpi hanno leso alcuni organi vitali. La ferita più importante, al torace, ha provocato il decesso del ragazzo, un muratore, in pochi minuti. Oggi pomeriggio il prof. Francesco Introna dell’Università di Bari, ha effettuato l’autopsia sul corpo di Caputo e ha accertato le cause del decesso. Non è stato invece potuto accertare con che tipo di coltello sia stata ferita la vittima, né se le ferite siano state provocate da una o da più armi bianche perché le lesioni sono diverse l’una dall’altra e finora non sono state sequestrate armi da comparare con le ferite. Domani il medico legale, su incarico ricevuto dal pm del Tribunale di Bari, Michele Ruggiero, visiterà in ospedale le tre persone rimaste ferite nella rissa per refertare le loro lesioni: Renato e Pietro Canonico, padre e figlio di 50 e 25 anni, di Capurso, e Fabio Domenico Chiarelli, di 26 anni, di Mola di Bari. Chiarelli, ex marito dell’attuale compagna di Pietro Canonico, si trovava con Caputo al momento della rissa e si contrapponeva ai Canonico. I tre feriti sono indagati a piede libero per rissa con l’aggravante del decesso di uno dei partecipanti.Nelle ultime ore i carabinieri avrebbero sequestrato un’Audi bianca e identificato le due persone a bordo. Queste, secondo alcune ipotesi, avrebbero supportato l’azione di Caputo e Chiarelli e consentito a quest’ultimo di allontanarsi dal luogo del delitto subito dopo i fatti. Movente del delitto sarebbe una lite familiare per un bimbo conteso al culmine della quale, nei giorni scorsi, era stata incendiata l’auto dellamamma del piccolo.

Il tragico epilogo di una violenta discussione tra ex, di cui è rimasto vittima, l’amico del nuovo compagno di lei. I carabinieri, coordinati dalla Procura, stanno chiudendo il cerchio sull’assassinio di Vito Caputo Servizio di Guglielmina Logroscino Montaggio di Tonino Laviola

A perdere la vita, Vito Caputo, al culmine di una lite dopo un folle inseguimento in auto Sono tre gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sull’omicidio del 29enne diMola di Bari, Vito Caputo, morto accoltellato ieri sera, a Capurso, al culmine di una lite dopo un folle inseguimento in auto. Si tratta di Renato e Pietro Canonico, padre e figlio di 50 e 25 anni, di Capurso e di Fabio Domenico Chiarelli, di 26 anni, di Mola di Bari. I tre sono indagati per rissa (reato in relazione alla zuffa, circostanza nella quale qualcuno resti ferito o ucciso). In questo caso la pena prevista per il sol fatto di aver partecipato alla rissa è compresa tra i sei mesi e i sei anni di reclusione.L’atto dal quale emerge che i nomi dei tre sono stati iscritti nel registro degli indagati è l’avviso di conferimento dell’incarico per l’autopsia, in programma domani mattina. Stando ai primi accertamenti, ieri pomeriggio, prima dell’accoltellamento, ci sarebbe stato un inseguimento tra due auto al termine del quale la Peugeot, sulla quale viaggiavano i Canonico, sarebbe stata speronata dal Maggiolone sul quale erano a bordo la vittima e Chiarelli. Una volta scesi dalle vetture, sarebbe scoppiata l’aggressione a colpi di coltelli. Il movente del delitto non sarebbe legato a questioni di criminalità organizzata. Agli indagati e alla vittima i carabinieri avrebbero sequestrato i telefoni cellulari. I coltelli non sarebbero stati ancora trovati.

Tre le persone coinvolte in una zuffa, sfociata nel sangue. A perdere la vita un giovane di Mola di Bari E’ di un morto ed un ferito il bilancio di una rissa che si è tenuta nel tardo pomeriggio davanti ad una barberia di Capurso. Tre le persone coinvolte nella zuffa, terminata a coltellate. La vittima, un 29enne originario di Mola di Bari, guidava una Peugeot inseguita da un maggiolone con a bordo due persone. Il conducente della Peugeot si è poi fermato in un cortile e si è diretto verso la barberia, sempre inseguito a piedi dagli occupanti dell’altra auto. Sul posto i carabinieri impegnati a ricostruire l’esatta dinamica del fatto di sangue. Nella rissa è rimasto ucciso il conducente della Peugeot, mentre è finito in ospedale con gravi ferite uno degli inseguitori, la terza persona è stata invece fermata dai carabinieri, intervenuti tempestivamente e condotta in caserma. Non si sa ancora se sia stato quest’ultimo a sferrare la coltellata mortale. Si è appreso che la vicenda in realtà sarebbe cominciata a Mola di Bari, dove è stata accoltellata un’altra persona, ricoverata all’ospedale Di Venere. Per vendicare il ferimento, il cui autore sarebbe stato poi ucciso, è partita la spedizione punitiva con l’inseguimento fra la Peugeot e il maggiolone, terminata a Capurso.

Omicidio medico: appello sindaco di Pescopagano

Il primo cittadino del piccolo paese del potentino, si associa all’appello del procuratore distrettuale antimafia di Potenza: “chi sa parli” Servizio di Alessandro Boccia Intervista

La lettera di Michele Misseri

Torna a farsi sentire Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa e gettata in un pozzo ad Avetrana 13 anni fa. Qualche

Omicidio Capurso, tanti i punti oscuri

Mattinata di lavoro per il prof. Francesco Introna che ha incontrato le persone rimaste ferite Nel video l’aggiornamento di Guglielmina Logroscino nell’edizione del Tg Norba

Capurso, trovata la terza auto

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