
Ucciso in strada a Foggia, arrestato un 21enne
L’omicidio giovedì scorso, forse il movente un debito Un 21enne è stato arrestato a Foggia per l’omicidio di Alessandro Ronzullo, il 40enne morto nella tarda
L’omicidio giovedì scorso, forse il movente un debito Un 21enne è stato arrestato a Foggia per l’omicidio di Alessandro Ronzullo, il 40enne morto nella tarda serata di giovedì scorso in ospedale, dopo essere stato ferito poco prima da almeno due colpi di armada fuoco, mentre si trovava in una zona periferica del capoluogo dauno insieme ad altri due uomini. Al 21enne nelle scorse ore è stata notificata dalla polizia un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Foggia. Secondo i primi accertamenti della squadra mobile di Foggia,Ronzullo conosceva il 21enne da tempo anche per vicende familiari. Il movente dell’omicidio sarebbe riconducibile ad un possibile debito contratto dalla vittima con il presunto killer.
Proseguono, a Foggia, le indagini sull’agguato costato la vita al 40enne. La vittima forse aveva contatti per affari di droga con esponenti della mafia albanese e della ‘Ndrangheta Servizio di Pietro Loffredo
E’ giunto in ospedale in fin di vita Si chiamava Alessandro Ronzullo il 40enne vittima di un agguato mortale ieri sera a Foggia. Ancora non è chiaro dove sia avvenuto il grave fatto di sangue. L’uomo – che aveva precedenti per droga – era originario di San Ferdinando di Puglia, ma pare risiedesse nel capoluogo dauno. Sarebbero state due persone ad accompagnare il 40enne al pronto soccorso del Policlinico Riuniti, dove è morto in nottata a causa delle gravissime ferite riportate. Sull’accaduto, indagano gli agenti della Squadra Mobile, che sarebbero stati allertati proprio dai sanitari dell’ospedale. I poliziotti stanno cercando di individuare il luogo della sparatoria. Ancora non è chiaro se Ronzullo fosse inserito in uno dei clan della mafia foggiana.Sette anni fa, l’uomo fu arrestato dai carabinieri dopo essere stato sorpreso in auto, al casello autostradale di Vasto, con un chilo di cocaina.
All’origine del fatto di sangue il grave stato depressivo dell’operaio 32enne
L’uomo ha ferito anche il padre, indagano i carabinieri Omicidio-suicidio questo pomeriggio a Latiano, in provincia di Brindisi. Un uomo di 32 anni ha ucciso la madre ed avrebbe ferito anche il padre, prima di togliersi la vita. il 32enne avrebbe usato un’accetta per uccidere la madre. Successivamente ci sarebbe stata una colluttazione con il padre che, pur ferito, sarebbe riuscito a divincolarsi e a chiedere aiuto. Ora è ricoverato all’ospedale Perrino di Brindisi. Il32enne, invece, si sarebbe suicidato lanciandosi nel vuoto dal terrazzo dell’abitazione. Indagano i carabinieri per ricostruire l’accaduto.
Le indagini hanno avuto una svolta dopo 17 anni grazie alle dichiarazioni dei pentiti Le indagini sulla morte di Biagio Genco, partite poco dopo la sua scomparsa nel 2006, hanno avutoun punto di svolta solamente nel febbraio 2023 con le dichiarazioni di Mario Dambrosio, indagato per il delitto nell’ambito di un altro procedimento. Dambrosio, “oltre a confermare la sua responsabilità per l’ideazione e la esecuzione dell’omicidio”, scrivono gli inquirenti negli atti, “forniva dichiarazioni etero-accusatorie nei riguardi” di Colonna, D’Abramo, Sforza e Cifarelli. Quel 17 novembre Genco si sarebbe recato con la sua auto, insieme a Mario e Bartolomeo Dambrosio (boss del clan ucciso nel 2010), in una campagna alla periferia di Altamura. Lì sarebbe stato raggiunto da due colpi di fucile esplosi da distanza da Colonna, che lo avrebbe poi finito con un colpo ravvicinato. Sforza e Cifarelli, con il supporto di D’Abramo, avrebbero poi preso l’auto di Genco lasciandola nelle campagne di Bitonto. Il cadaveresarebbe poi stato sotterrato in un campo tra Altamura e Matera da Colonna e Mario Dambrosio.
Indagate otto persone: accusata di spaccio anche la madre del 19enne di Francavilla Fontana Chiusa l’inchiesta per l’omicidio del 19enne Paolo Stasi, ucciso con due colpi di pistola il 9 novembre 2022 a Francavilla Fontana. Sono otto le persone indagate dalla Procura di Brindisi. Accusati del delitto Luigi Borracino, per il quale procede la Procura per i minori di Lecce perchè all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 18 anni e il 22enne Cristian Candita. Indagata per spaccio di droga anche la madre della vittima, Annunziata D’Errico, di 53 anni. E’ accusata in concorso di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente con Borracino, Candita e altre cinque persone: Pasquale Moldavio di 31 anni, Giovanni Di Cesaria di 25, Marirosa Mascia di 25, Sara Canovari di 21 ed il 40enne Cosimo Candita. Nell’atto della Procura viene evidenziato che l’omicidio sarebbe stato commesso “per un futile motivo, un debito di 5mila euro contratto con Borracino” da Stasi e dalla madre “per il consumo di sostanza stupefacente” del tipo hascisc e marijuana che venivano confezionati ai fini di spaccio nell’abitazione della famiglia Stasi a seguito di un accordo tra Borracino e la D’Errico. Sia Stasi sia la mamma – secondo l’accusa – consumavano la sostanza stupefacente e l’avrebbero pagata solo in parte. Ricostruite oltre alle fasi dell’omicidio, anche la presunta fitta rete legata all’attività di spaccio, con una serie di spostamenti per l’acquisto di droga che alcuni degli indagati avrebbero compiuto tra le provincie di Brindisi,Taranto e Bari.
Un manichino realizzato artigianalmente, della stessa altezza e peso di Ivan, per dimostrare che il deejay salentino non è morto suicida ma è stato ucciso Intervista: Roberto Lazzari – consulente famiglia Ciullo
Due gli indagati per l’omicidio di Franca Marasco: un nordafricano di 43 anni, che ha accoltellato la donna, e un 70enne che ha fornito l’arma del delitto Intervista a: Miriam Ciani, nipote di Franca Marasco; Avv. Enrico Rando, legale famiglia Marasco Servizio di Pietro Loffredo
Mecaj e Capone sono accusati di omicidio aggravato in concorso, ricettazione e porto abusivo di arma La Corte D’Assise d’Appello di Lecce ha confermato il carcere a vita per Paulin Mecaj, 32 anni e Andrea Capone, di 29, entrambi di Lequile, già condannati all’ergastolo e all’isolamento diurno per un anno per l’omicidio di Giovanni Caramuscio, il 69enne direttore di banca in pensione ucciso durante un tentativo di rapina la sera del 16 luglio del 2021. Caramuscio quella sera era in compagnia di sua moglie e stava prelevando del denaro a uno sportello bancomat. Mecaj e Capone sono accusati di omicidio aggravato in concorso, ricettazione e porto abusivo di arma.
Alla base dell’omicidio ci sarebbero stati i dissapori tra i rappresentanti di due diverse articolazioni del clan, quella di Carbonara e quella di San Pio Nel barese due persone sono state arrestate per l’omicidio del 39enne Michele Ranieri, esponente di una frangia del clan Strisciuglio, freddato l’11 settembre del 2019 nel centro del quartiere San Pio. I provvedimenti di custodia cautelare sono stati eseguiti nei confronti del 38enne Andrea De Giglio, già detenuto, e del 36enne Danilo Fusco. Il più grande dei due sicari avrebbe ucciso Ranieri su ordine dello stesso clan, nell’ambito di una faida interna. Ranieri, cognato di Vincenzo Strisciuglio, sarebbe stato convocato a San Pio con la scusa di un chiarimento verbale. Con lui in macchi ci sarebbe stato proprio Fusco. Giunto a destinazione, dopo un vano tentativo della vittima di fuggire a piedi nei vicoli del quartiere, è stato raggiunto da 4 colpi di pistola. Alla base dell’omicidio ci sarebbero stati i dissapori tra i rappresentanti di due diverse articolazioni del clan, quella di Carbonara e quella di San Pio. Lo stesso Fusco, ha dichiarato il Gip Giuseppe Ronzino, avrebbe fornito “dichiarazioni false, tacendo in tutto o in parte ciò che sapeva sui fatti”
Il pm Alberto Santacatterina si è soffermato anche sulla moglie di Aportone, Rossella Manieri, inizialmente indagata, ipotizzandone il ruolo istigatorio avuto nella vicenda Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo
Tre di loro hanno beneficiato di riduzioni da uno a cinque anni, mentre è stata confermata una condanna a 30 anni Pena ridotta per tre di cinque ragazzi foggiani che, il 17 settembre 2020, rapinarono un bar tabacchi a Foggia. Tre di loro hanno beneficiato di riduzioni da uno a cinque anni, mentre è stata confermata una condanna a 30 anni. In quell’occasione il più giovane di loro, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, accoltellò il titolare dell’attività, Francesco Traiano, e ne causò la morte, dopo oltre venti giorni di ricovero. Per lui il Tribunale dei Minori ha già emesso una condanna a 16 anni di reclusione. Gli altri quattro complici che parteciparono sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile al termine dell’operazione ‘Destino’, per concorso in rapina e concorso in omicidio. Christian Consalvo ha beneficiato della riduzione di condanna di un anno, Antonio Pio Tufo di cinque, mentre è stata confermata a 30 anni la pena di Antonio Bernardo. Simone Pio Amorico, l’unico la cui posizione è stata ritenuta subalterna al gruppo, ha beneficiato di uno sconto di pena di tre anni, passando da dieci a sette anni di carcere, oltre a dover pagare una multa da 2300 euro. Tutti dovranno comunque pagare le spese processuali a chi, all’epoca dei fatti, si costituì parte civile.
Tutto in pochi istanti: due coltellate alla gola e altrettante all’addome, 75 euro arraffati dalla cassa e i due cellulari sottratti alla vittima prima di fuggire a piedi Intervista a: Avv. Nicola Totaro, legale Redouane Moslli Servizio di Pietro Loffredo
In serata, i carabinieri hanno sottoposto a fermo, a Napoli, un nordafricano di circa 40 anni Svolta nelle indagini sull’omicidio di Franca Marasco, la tabaccaia di 72 anni uccisa lunedì scorso a coltellate nella sua rivendita a Foggia, in via Marchese de Rosa. In serata, i carabinieri hanno sottoposto a fermo, a Napoli, un nordafricano di circa 40 anni, sospettato di aver sferrato almeno tre coltellate letali tra collo e addome alla commerciante. Pare che sin dalle prime battute le indagini dei carabinieri si fossero indirizzate sul cittadino straniero. Decisive si darebbero rivelate le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Una mezza dozzina le persone su cui si erano concentrati i sospetti dei militari, che, alla fine, hanno individuato nel capoluogo campano il presunto autore dell’efferato omicidio.Ancora ignote le cause del gesto: sin dal primo momento si era ipotizzato un tentativo di rapina – degenerato a causa della reazione della vittima -, ma gli investigatori non escludono anche altri ipotesi, su cui mantengono il più stretto riserbo. La prossima settimana sarà eseguita l’autopsia, mentre l’arma del delitto sarà inviata agli specialisti del Ris di Roma.
La tragedia è avvenuta in via Marchese de Rosa, proprio nel giorno di riapertura della tabaccheria dopo le ferie Servizio di Pietro Loffredo
Assassinato l’allevatore 28enne Bartolomeo La Pomarda, era parente di due pentiti Servizio di Pietro Loffredo
La vittima è Bartolomeo La Pomarda, era stato ferito gravemente ieri sera. È deceduto in ospedale È morto in nottata l’uomo rimasto gravemente ferito ieri sera in una sparatoria a Mattinata, nel Foggiano. La vittima è Bartolomeo La Pomarda, allevatore di 28 anni, che era stato ferito a colpi d’arma da fuoco nelle campagne in una zona impervia del paese garganico, lungo la strada che conduce a Monte Sacro. Sul posto sono intervenuti il personale del 118 e i carabinieri. Le condizioni del giovane erano subito apparse gravi. La vittima aveva precedenti penali per lesioni, poiché, sei anni fa, avrebbe aggredito una persona con un’arma da taglio.
Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe fatto parte del commando che nel dicembre 2021, a Boscoreale (Napoli), ucciseAntonio Morione con un colpo di pistola Si è conclusa infine la latitanza, e la vacanza, di Angelo Palumbo, 34enne napoletano, ricercato in Campania per omicidio. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri di Torre Annunziata. Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe fatto parte del commando che a dicembre 2021, a Boscoreale (Napoli), ucciseAntonio Morione con un colpo di pistola. La vittima aveva reagito alla rapina nella pescheria del fratello
Secondo l’accusa, avrebbe avuto il ruolo di informatore Condanna confermata a sette anni dalla Corte D’Assise di Trani per Alfonso Massimiliano Flora, nipote di Maria Melziade, 75enne titolare di una gioielleria, morta a Canosa di Puglia a seguito di una rapina. Il 17 novembre 2016 la donna venne aggredita e rapinata mentre si trovava in negozio da uno dei complici del nipote. Flora è stato assolto dall’accusa di concorso in omicidio preterintenzionale. Secondo l’accusa, avrebbe avuto il ruolo di informatore e per lui aveva chiesto 13 anni e mezzo di reclusione. Per l’uomo le accuse sono di concorso in rapina. Maria Melziade.

L’omicidio giovedì scorso, forse il movente un debito Un 21enne è stato arrestato a Foggia per l’omicidio di Alessandro Ronzullo, il 40enne morto nella tarda

Proseguono, a Foggia, le indagini sull’agguato costato la vita al 40enne. La vittima forse aveva contatti per affari di droga con esponenti della mafia albanese

E’ giunto in ospedale in fin di vita Si chiamava Alessandro Ronzullo il 40enne vittima di un agguato mortale ieri sera a Foggia. Ancora non

All’origine del fatto di sangue il grave stato depressivo dell’operaio 32enne

L’uomo ha ferito anche il padre, indagano i carabinieri Omicidio-suicidio questo pomeriggio a Latiano, in provincia di Brindisi. Un uomo di 32 anni ha ucciso

Le indagini hanno avuto una svolta dopo 17 anni grazie alle dichiarazioni dei pentiti Le indagini sulla morte di Biagio Genco, partite poco dopo la

Indagate otto persone: accusata di spaccio anche la madre del 19enne di Francavilla Fontana Chiusa l’inchiesta per l’omicidio del 19enne Paolo Stasi, ucciso con due

Un manichino realizzato artigianalmente, della stessa altezza e peso di Ivan, per dimostrare che il deejay salentino non è morto suicida ma è stato ucciso

Due gli indagati per l’omicidio di Franca Marasco: un nordafricano di 43 anni, che ha accoltellato la donna, e un 70enne che ha fornito l’arma

Mecaj e Capone sono accusati di omicidio aggravato in concorso, ricettazione e porto abusivo di arma La Corte D’Assise d’Appello di Lecce ha confermato il

Alla base dell’omicidio ci sarebbero stati i dissapori tra i rappresentanti di due diverse articolazioni del clan, quella di Carbonara e quella di San Pio

Il pm Alberto Santacatterina si è soffermato anche sulla moglie di Aportone, Rossella Manieri, inizialmente indagata, ipotizzandone il ruolo istigatorio avuto nella vicenda Servizio di

Tre di loro hanno beneficiato di riduzioni da uno a cinque anni, mentre è stata confermata una condanna a 30 anni Pena ridotta per tre

Tutto in pochi istanti: due coltellate alla gola e altrettante all’addome, 75 euro arraffati dalla cassa e i due cellulari sottratti alla vittima prima di

In serata, i carabinieri hanno sottoposto a fermo, a Napoli, un nordafricano di circa 40 anni Svolta nelle indagini sull’omicidio di Franca Marasco, la tabaccaia

La tragedia è avvenuta in via Marchese de Rosa, proprio nel giorno di riapertura della tabaccheria dopo le ferie Servizio di Pietro Loffredo

Assassinato l’allevatore 28enne Bartolomeo La Pomarda, era parente di due pentiti Servizio di Pietro Loffredo

La vittima è Bartolomeo La Pomarda, era stato ferito gravemente ieri sera. È deceduto in ospedale È morto in nottata l’uomo rimasto gravemente ferito ieri

Secondo gli inquirenti l’uomo avrebbe fatto parte del commando che nel dicembre 2021, a Boscoreale (Napoli), ucciseAntonio Morione con un colpo di pistola Si è

Secondo l’accusa, avrebbe avuto il ruolo di informatore Condanna confermata a sette anni dalla Corte D’Assise di Trani per Alfonso Massimiliano Flora, nipote di Maria