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omicidio

Ha avuto una lite con la vittima Servizio di Redazione Norbaonline;

L’omicidio avvenuto nelle campagne del paese Omicidio a San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. Vittima, Antonio D’Angela, 6o anni, pregiudicato. Sarebbe stato ucciso nelle campagne del paese. Era in compagnia del figlio quando pare si sia allontanato per andare verso il ciglio della strada. Ignoti hanno aperto il fuoco, ferendolo gravemente. E’ deceduto dopo il trasporto in ospedale. Le indagini sono affidate ai Carabinieri.

Donato Montinaro fu ucciso la sera del 10 giugno del 2022 nella sua abitazione di Castrì di Lecce Servizio di Stefania Congedo

Ferrarese, che sino ad oggi non aveva parlato, ha reso spontanee dichiarazioni e ha ammesso di aver premuto il grilletto della pistola che la sera del 10 settembre 2019 uccise il 19enne Giuseppe Ferrarese, il 27enne brindisino imputato per l’omicidio di Giampiero Carvone, ha confessato il delitto durante l’udienza presso la Corte d’Assise del Tribunale di Brindisi. Ferrarese ha ammesso di aver premuto il grilletto della pistola che uccise il 19enne il 10 settembre 2019. Ferrarese, che sino ad oggi non aveva parlato, ha reso spontanee dichiarazioni. La prossima udienza, fissata per il 19 dicembre, vedrà Ferrarese rispondere alle domande del pubblico ministero, delle parti civili e dei difensori. Ferrarese era stato arrestato nel giugno del 2022. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’omicidio di Carvone, avvenuto a pochi metri dalla sua abitazione a Brindisi, sarebbe stato motivato dall’ipotesi che avesse violato i codici mafiosi, rivelando a personaggi di spicco della criminalità brindisina il nome del complice del furto di un’ auto di un boss locale, compiuto poche settimane prima del delitto. Le indagini sull’omicidio del 19enne è stata coordinata dalla DDA di Lecce con la Squadra Mobile di Brindisi.

La decisione è stata influenzata dalla discussione in corso in Cassazione sul ricorso presentato dall’avvocato Michele Fino contro il rigetto del Riesame sulla scarcerazione degli esecutori Servizio: Pamela SpinelliRiprese e montaggio: Francesco Afrune

Il commerciante perse la vita il 13 luglio 2019 ad Ostuni La corte d’appello di Lecce ha ridotto le condanne per Lorenzo Moro, per il padre Domenico Germano Moro e per la madre Cinzia D’Amico per l’omicidio del commerciante Giuseppe Maldarella avvenuto a Ostuni il 13 luglio 2019. In primo grado, Lorenzo Moro era stato condannato all’ergastolo, mentre padre e madre erano stati condannati a 22 anni ciascuno. Ora, le condanne sono state ridotte a 14 anni, sette mesi e 20 giorni di reclusione per ciascun imputato. La corte d’appello ha escluso le circostanze aggravanti della premeditazione per Lorenzo Moro e dei futili motivi per tutti gli imputati. È stata riconosciuta l’operatività della recidiva per Domenico Germano Moro e Cinzia D’Amico. Gli imputati dovranno anche pagare le spese del giudizio in favore delle parti civili, rappresentate dalla moglie e dai figli di Maldarella. L’omicidio era avvenuto in seguito a un litigio tra due famiglie, scaturito da una relazione tra Lorenzo Moro e la figlia del commerciante. La vittima fu colpita più volte con un’arma da taglio e morì poco dopo essere stata soccorsa.

L’omicidio giovedì scorso, forse il movente un debito Un 21enne è stato arrestato a Foggia per l’omicidio di Alessandro Ronzullo, il 40enne morto nella tarda serata di giovedì scorso in ospedale, dopo essere stato ferito poco prima da almeno due colpi di armada fuoco, mentre si trovava in una zona periferica del capoluogo dauno insieme ad altri due uomini. Al 21enne nelle scorse ore è stata notificata dalla polizia un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Foggia. Secondo i primi accertamenti della squadra mobile di Foggia,Ronzullo conosceva il 21enne da tempo anche per vicende familiari. Il movente dell’omicidio sarebbe riconducibile ad un possibile debito contratto dalla vittima con il presunto killer. 

Proseguono, a Foggia, le indagini sull’agguato costato la vita al 40enne. La vittima forse aveva contatti per affari di droga con esponenti della mafia albanese e della ‘Ndrangheta Servizio di Pietro Loffredo

E’ giunto in ospedale in fin di vita Si chiamava Alessandro Ronzullo il 40enne vittima di un agguato mortale ieri sera a Foggia. Ancora non è chiaro dove sia avvenuto il grave fatto di sangue. L’uomo – che aveva precedenti per droga – era originario di San Ferdinando di Puglia, ma pare risiedesse nel capoluogo dauno. Sarebbero state due persone ad accompagnare il 40enne al pronto soccorso del Policlinico Riuniti, dove è morto in nottata a causa delle gravissime ferite riportate. Sull’accaduto, indagano gli agenti della Squadra Mobile, che sarebbero stati allertati proprio dai sanitari dell’ospedale. I poliziotti stanno cercando di individuare il luogo della sparatoria. Ancora non è chiaro se Ronzullo fosse inserito in uno dei clan della mafia foggiana.Sette anni fa, l’uomo fu arrestato dai carabinieri dopo essere stato sorpreso in auto, al casello autostradale di Vasto, con un chilo di cocaina.

All’origine del fatto di sangue il grave stato depressivo dell’operaio 32enne

L’uomo ha ferito anche il padre, indagano i carabinieri Omicidio-suicidio questo pomeriggio a Latiano, in provincia di Brindisi. Un uomo di 32 anni ha ucciso la madre ed avrebbe ferito anche il padre, prima di togliersi la vita. il 32enne avrebbe usato un’accetta per uccidere la madre. Successivamente ci sarebbe stata una colluttazione con il padre che, pur ferito, sarebbe riuscito a divincolarsi e a chiedere aiuto. Ora è ricoverato all’ospedale Perrino di Brindisi. Il32enne, invece, si sarebbe suicidato lanciandosi nel vuoto dal terrazzo dell’abitazione. Indagano i carabinieri per ricostruire l’accaduto.

Le indagini hanno avuto una svolta dopo 17 anni grazie alle dichiarazioni dei pentiti Le indagini sulla morte di Biagio Genco, partite poco dopo la sua scomparsa nel 2006, hanno avutoun punto di svolta solamente nel febbraio 2023 con le dichiarazioni di Mario Dambrosio, indagato per il delitto nell’ambito di un altro procedimento. Dambrosio, “oltre a confermare la sua responsabilità per l’ideazione e la esecuzione dell’omicidio”, scrivono gli inquirenti negli atti, “forniva dichiarazioni etero-accusatorie nei riguardi” di Colonna, D’Abramo, Sforza e Cifarelli. Quel 17 novembre Genco si sarebbe recato con la sua auto, insieme a Mario e Bartolomeo Dambrosio (boss del clan ucciso nel 2010), in una campagna alla periferia di Altamura. Lì sarebbe stato raggiunto da due colpi di fucile esplosi da distanza da Colonna, che lo avrebbe poi finito con un colpo ravvicinato. Sforza e Cifarelli, con il supporto di D’Abramo, avrebbero poi preso l’auto di Genco lasciandola nelle campagne di Bitonto. Il cadaveresarebbe poi stato sotterrato in un campo tra Altamura e Matera da Colonna e Mario Dambrosio.

Indagate otto persone: accusata di spaccio anche la madre del 19enne di Francavilla Fontana Chiusa l’inchiesta per l’omicidio del 19enne Paolo Stasi, ucciso con due colpi di pistola il 9 novembre 2022 a Francavilla Fontana. Sono otto le persone indagate dalla Procura di Brindisi. Accusati del delitto Luigi Borracino, per il quale procede la Procura per i minori di Lecce perchè all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 18 anni e il 22enne Cristian Candita. Indagata per spaccio di droga anche la madre della vittima, Annunziata D’Errico, di 53 anni. E’ accusata in concorso di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente con Borracino, Candita e altre cinque persone: Pasquale Moldavio di 31 anni, Giovanni Di Cesaria di 25, Marirosa Mascia di 25, Sara Canovari di 21 ed il 40enne Cosimo Candita. Nell’atto della Procura viene evidenziato che l’omicidio sarebbe stato commesso “per un futile motivo, un debito di 5mila euro contratto con Borracino” da Stasi e dalla madre “per il consumo di sostanza stupefacente” del tipo hascisc e marijuana che venivano confezionati ai fini di spaccio nell’abitazione della famiglia Stasi a seguito di un accordo tra Borracino e la D’Errico. Sia Stasi sia la mamma – secondo l’accusa – consumavano la sostanza stupefacente e l’avrebbero pagata solo in parte. Ricostruite oltre alle fasi dell’omicidio, anche la presunta fitta rete legata all’attività di spaccio, con una serie di spostamenti per l’acquisto di droga che alcuni degli indagati avrebbero compiuto tra le provincie di Brindisi,Taranto e Bari.

Un manichino realizzato artigianalmente, della stessa altezza e peso di Ivan, per dimostrare che il deejay salentino non è morto suicida ma è stato ucciso Intervista: Roberto Lazzari – consulente famiglia Ciullo

Due gli indagati per l’omicidio di Franca Marasco: un nordafricano di 43 anni, che ha accoltellato la donna, e un 70enne che ha fornito l’arma del delitto Intervista a: Miriam Ciani, nipote di Franca Marasco; Avv. Enrico Rando, legale famiglia Marasco Servizio di Pietro Loffredo

Mecaj e Capone sono accusati di omicidio aggravato in concorso, ricettazione e porto abusivo di arma La Corte D’Assise d’Appello di Lecce ha confermato il carcere a vita per Paulin Mecaj, 32 anni e Andrea Capone, di 29, entrambi di Lequile, già condannati all’ergastolo e all’isolamento diurno per un anno per l’omicidio di Giovanni Caramuscio, il 69enne direttore di banca in pensione ucciso durante un tentativo di rapina la sera del 16 luglio del 2021. Caramuscio quella sera era in compagnia di sua moglie e stava prelevando del denaro a uno sportello bancomat. Mecaj e Capone sono accusati di omicidio aggravato in concorso, ricettazione e porto abusivo di arma.

Alla base dell’omicidio ci sarebbero stati i dissapori tra i rappresentanti di due diverse articolazioni del clan, quella di Carbonara e quella di San Pio Nel barese due persone sono state arrestate per l’omicidio del 39enne Michele Ranieri, esponente di una frangia del clan Strisciuglio, freddato l’11 settembre del 2019 nel centro del quartiere San Pio. I provvedimenti di custodia cautelare sono stati eseguiti nei confronti del 38enne Andrea De Giglio, già detenuto, e del 36enne Danilo Fusco. Il più grande dei due sicari avrebbe ucciso Ranieri su ordine dello stesso clan, nell’ambito di una faida interna. Ranieri, cognato di Vincenzo Strisciuglio, sarebbe stato convocato a San Pio con la scusa di un chiarimento verbale. Con lui in macchi ci sarebbe stato proprio Fusco. Giunto a destinazione, dopo un vano tentativo della vittima di fuggire a piedi nei vicoli del quartiere, è stato raggiunto da 4 colpi di pistola. Alla base dell’omicidio ci sarebbero stati i dissapori tra i rappresentanti di due diverse articolazioni del clan, quella di Carbonara e quella di San Pio. Lo stesso Fusco, ha dichiarato il Gip Giuseppe Ronzino, avrebbe fornito “dichiarazioni false, tacendo in tutto o in parte ciò che sapeva sui fatti”

Il pm Alberto Santacatterina si è soffermato anche sulla moglie di Aportone, Rossella Manieri, inizialmente indagata, ipotizzandone il ruolo istigatorio avuto nella vicenda Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo

Tre di loro hanno beneficiato di riduzioni da uno a cinque anni, mentre è stata confermata una condanna a 30 anni Pena ridotta per tre di cinque ragazzi foggiani che, il 17 settembre 2020, rapinarono un bar tabacchi a Foggia. Tre di loro hanno beneficiato di riduzioni da uno a cinque anni, mentre è stata confermata una condanna a 30 anni. In quell’occasione il più giovane di loro, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, accoltellò il titolare dell’attività, Francesco Traiano, e ne causò la morte, dopo oltre venti giorni di ricovero. Per lui il Tribunale dei Minori ha già emesso una condanna a 16 anni di reclusione. Gli altri quattro complici che parteciparono sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile al termine dell’operazione ‘Destino’, per concorso in rapina e concorso in omicidio. Christian Consalvo ha beneficiato della riduzione di condanna di un anno, Antonio Pio Tufo di cinque, mentre è stata confermata a 30 anni la pena di Antonio Bernardo. Simone Pio Amorico, l’unico la cui posizione è stata ritenuta subalterna al gruppo, ha beneficiato di uno sconto di pena di tre anni, passando da dieci a sette anni di carcere, oltre a dover pagare una multa da 2300 euro. Tutti dovranno comunque pagare le spese processuali a chi, all’epoca dei fatti, si costituì parte civile.

Tutto in pochi istanti: due coltellate alla gola e altrettante all’addome, 75 euro arraffati dalla cassa e i due cellulari sottratti alla vittima prima di fuggire a piedi Intervista a: Avv. Nicola Totaro, legale Redouane Moslli Servizio di Pietro Loffredo

Omicidio Ronzullo, legami pericolosi

Proseguono, a Foggia, le indagini sull’agguato costato la vita al 40enne. La vittima forse aveva contatti per affari di droga con esponenti della mafia albanese

Omicidio a Foggia, ucciso un 40enne

E’ giunto in ospedale in fin di vita Si chiamava Alessandro Ronzullo il 40enne vittima di un agguato mortale ieri sera a Foggia. Ancora non

Omicidio Stasi, chiusa inchiesta

Indagate otto persone: accusata di spaccio anche la madre del 19enne di Francavilla Fontana Chiusa l’inchiesta per l’omicidio del 19enne Paolo Stasi, ucciso con due

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