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Un litigio finito nel sangue, la famiglia della vittima aveva denunciato la scomparsa Servizio Anna De Feo

Omicidio al culmine di una lite in un appartamento in via Immacolata. Un 29enne si è costituito Un 23enne incensurato è stato ucciso al termine di una lite in una abitazione di Molfetta nel Barese. Ad autodenunciarsi un 29enne originario di Bisceglie e con precedenti di polizia. Il giovane, accompagnato dai propri legali, si è presentato dai carabinieri, raccontando di aver colpito mortalmente il ragazzo al termine di una lite – ancora ignoti i motivi – nel suo appartamento in via Immacolata, nei pressi della Chiesa dei Martiri.  La vittima, il 23enne Davide de Gennaro, era scomparso dalla serata di giovedì 15 febbraio e per questo i familiari ne avevano denunciato la scomparsa. Nell’appartamento dove si è consumato il delitto sono arrivati i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Molfetta e i militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Bari per un’accurata ispezione sul cadavere del 23enne, presente ancora nell’abitazione dell’omicida. Sul posto si è recato anche il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Trani.

Emergono nuovi particolari sull’omicidio avvenuto venerdì sera a San Giovanni Rotondo. Michele Placentino sarebbe stato ucciso da suo cugino dopo una discussione con un altro uomo che importunava sua moglie Servizio di Pietro Loffredp

C’è un fermo per l’omicidio di Michele Placentino, il 34enne ucciso nella tarda serata di ieri a San Giovanni Rotondo. Si tratta di Michele Piano, cugino della vittima di 50 anni, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. I carabinieri lo hanno rintracciato intorno alle 5 di questa mattina in un’abitazione di campagna dove aveva tentato di nascondersi dopo il delitto. E’ accusato di omicidio volontario. A dare l’allarme ai carabinieri, i sanitari del 118 intervenuti all’esterno dell’abitazione dove è stato trovato il corpo di Placentino. Quando i sanitari sono giunti sul posto l’uomo era ancora vivo, ma è morto durante i tentativi di rianimarlo.Due i colpi di pistola, una scacciacani modificata, che hanno raggiunto il 34enne al collo e all’addome, uccidendolo. Ancora da stabilire con precisione il movente che, secondo le prime ipotesi, potrebbe essere riconducibile a questioni personali forse legate al traffico di sostanze stupefacenti. L’arma è stata trovata dai militari in una siepe vicina al luogo del delitto.

Ucciso un 34enne, l’agguato in strada Agguato mortale sabato sera a San Giovanni Rotondo. Michele Placentino, 34 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre era per strada. Il corpo è stato ritrovato davanti ad un’abitazione. L’uomo aveva precedenti penali. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

L’uomo fu ucciso nove anni fa, a Vieste, nell’ambito della sanguinosa guerra di mafia Servizio di Pietro Loffredo Intervistati: Avv. Michele Arena, legale Giovanni Iannoli Avv. Michele Fusillo, legale Comune di Vieste

Il vigile del fuoco foggiano morì nel giugno scorso a Rimini in seguito a violento pestaggio davanti a una discoteca Resta in carcere Klajdi Mjeshtri, 28 anni, accusato di aver ucciso a Rimini il foggiano Giuseppe Tucci, 34 anni, vigile del fuoco. L’aggressione avvenne a giugno scorso davanti ad una discoteca. Il gip ha respinto l’istanza presentata dai legali del presunto responsabile perché sussistono i presupposti di attualità e concretezza del pericolo. Il 28enne è in carcere dal 12 giugno, giorno in cui Tucci morì in ospedale. Il 34enne arrivò al pronto soccorso privo di coscienza dopo aver subito un violento pestaggio a causa di un alterco nato per futili motivi.

Il movente dell’omicidio di Nicola Ladisa sarebbe legato a questioni di eredità È stato fermato il presunto killer di Nicola Ladisa, l’uomo di 42 anni ucciso questa mattina in via Canonico Bux a Bari. Si tratta del 34enne Daniele Musciacchio, marito della sorella della vittima. Ilmovente del delitto sarebbe da ricercare in dissapori legati a una eredità contesa lasciata ai figli dalpadre della vittima, scomparso qualche settimana fa: alcuni appartamenti, il garage in cui lavorava il 42enne e un lido balneare a Palese.

L’episodio al quartiere Libertà. Indaga la polizia Il 42enne Nicola Ladisa, detto “Napoleone”, è stato ucciso questa mattina a Bari dopo le nove, nelle vicinanze della sua abitazione in via Bux, strada del quartiere Libertà di Bari. La vittima, con precedenti, era in sella a una moto quando è stata raggiunta da diversi colpi di arma da fuoco. Inutili i soccorsi prestati del 118. Sul posto gli agenti delle volanti, della squadra mobile e della scientifica della questura di Bari, che indagano sull’accaduto. 

Non sembra essere vicina una svolta nelle indagini per l’uccisione di Mauro Di Giacomo

E’ morto a causa di uno shock emorragico Mauro Di Giacomo, il fisioterapista 63enne di Bari ucciso lunedì scorso mentre stava rientrando nella sua abitazione al quartiere Poggiofranco. A stabilirlo èstata l’autopsia effettuata dal professor Francesco Introna. Di Giacomo è stato raggiunto da diversi proiettili agli arti, al capo, a livello toracico e addominale. Prima di aprire il fuoco con una beretta calibro 7.65,il killer avrebbe colpito alla testa la vittima con un oggetto contundente ma per determinarlo esattamente sarà necessario un esame istologico. Gli agenti della squadra mobile di Bari, coordinati dal pm Matteo Soave, indagano su piu’ piste, ma quella che troverebbe maggiori riscontri, sarebbe quella della vendetta personale.

Potrebbero essere di Salvatore Cairo, l’imprenditore ucciso 23 anni fa Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Donato Colazzo

E’ accaduto in via Tauro, zona Poggiofranco, sul posto la polizia Un uomo di 63 anni, Mauro Di Giacomo, fisioterapista incensurato, è stato ucciso a colpi di pistola a Bari. L’omicidio è avvenuto intorno alle 20.30 in via Tauro, una traversa di via Martin Luther King, nel quartiere Poggiofranco. Pare che che la vittima, residente in quella via, sia stata uccisa dopo un litigio e che l’assassino sia fuggito via in auto. Sul posto gli agenti delle Volanti e quelli della Squadra mobile.

Svolta nelle indagini sull’omicidio dell’agricoltore di San Marzano Antonio D’Angela. Fermati il figlio Angelo e un 42enne. Il giovane avrebbe esploso un colpo di pistola che ha raggiunto accidentalmente il padre

Ha avuto una lite con la vittima Servizio di Redazione Norbaonline;

L’omicidio avvenuto nelle campagne del paese Omicidio a San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. Vittima, Antonio D’Angela, 6o anni, pregiudicato. Sarebbe stato ucciso nelle campagne del paese. Era in compagnia del figlio quando pare si sia allontanato per andare verso il ciglio della strada. Ignoti hanno aperto il fuoco, ferendolo gravemente. E’ deceduto dopo il trasporto in ospedale. Le indagini sono affidate ai Carabinieri.

Donato Montinaro fu ucciso la sera del 10 giugno del 2022 nella sua abitazione di Castrì di Lecce Servizio di Stefania Congedo

Ferrarese, che sino ad oggi non aveva parlato, ha reso spontanee dichiarazioni e ha ammesso di aver premuto il grilletto della pistola che la sera del 10 settembre 2019 uccise il 19enne Giuseppe Ferrarese, il 27enne brindisino imputato per l’omicidio di Giampiero Carvone, ha confessato il delitto durante l’udienza presso la Corte d’Assise del Tribunale di Brindisi. Ferrarese ha ammesso di aver premuto il grilletto della pistola che uccise il 19enne il 10 settembre 2019. Ferrarese, che sino ad oggi non aveva parlato, ha reso spontanee dichiarazioni. La prossima udienza, fissata per il 19 dicembre, vedrà Ferrarese rispondere alle domande del pubblico ministero, delle parti civili e dei difensori. Ferrarese era stato arrestato nel giugno del 2022. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’omicidio di Carvone, avvenuto a pochi metri dalla sua abitazione a Brindisi, sarebbe stato motivato dall’ipotesi che avesse violato i codici mafiosi, rivelando a personaggi di spicco della criminalità brindisina il nome del complice del furto di un’ auto di un boss locale, compiuto poche settimane prima del delitto. Le indagini sull’omicidio del 19enne è stata coordinata dalla DDA di Lecce con la Squadra Mobile di Brindisi.

La decisione è stata influenzata dalla discussione in corso in Cassazione sul ricorso presentato dall’avvocato Michele Fino contro il rigetto del Riesame sulla scarcerazione degli esecutori Servizio: Pamela SpinelliRiprese e montaggio: Francesco Afrune

Il commerciante perse la vita il 13 luglio 2019 ad Ostuni La corte d’appello di Lecce ha ridotto le condanne per Lorenzo Moro, per il padre Domenico Germano Moro e per la madre Cinzia D’Amico per l’omicidio del commerciante Giuseppe Maldarella avvenuto a Ostuni il 13 luglio 2019. In primo grado, Lorenzo Moro era stato condannato all’ergastolo, mentre padre e madre erano stati condannati a 22 anni ciascuno. Ora, le condanne sono state ridotte a 14 anni, sette mesi e 20 giorni di reclusione per ciascun imputato. La corte d’appello ha escluso le circostanze aggravanti della premeditazione per Lorenzo Moro e dei futili motivi per tutti gli imputati. È stata riconosciuta l’operatività della recidiva per Domenico Germano Moro e Cinzia D’Amico. Gli imputati dovranno anche pagare le spese del giudizio in favore delle parti civili, rappresentate dalla moglie e dai figli di Maldarella. L’omicidio era avvenuto in seguito a un litigio tra due famiglie, scaturito da una relazione tra Lorenzo Moro e la figlia del commerciante. La vittima fu colpita più volte con un’arma da taglio e morì poco dopo essere stata soccorsa.

Tre colpi di pistola dopo la lite 

Emergono nuovi particolari sull’omicidio avvenuto venerdì sera a San Giovanni Rotondo. Michele Placentino sarebbe stato ucciso da suo cugino dopo una discussione con un altro

Omicidio a San Giovanni Rotondo

Ucciso un 34enne, l’agguato in strada Agguato mortale sabato sera a San Giovanni Rotondo. Michele Placentino, 34 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da

Ucciso per sbaglio dal figlio

Svolta nelle indagini sull’omicidio dell’agricoltore di San Marzano Antonio D’Angela. Fermati il figlio Angelo e un 42enne. Il giovane avrebbe esploso un colpo di pistola

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