
Natuzzi, raggiunta una prima intesa su cassa integrazione e incentivazione all’esodo
Si riduce il numero di dipendenti in cassa integrazione per il gruppo Natuzzi. È stata finalmente raggiunta una prima intesa nel corso della riunione che
. Si riduce il numero di dipendenti in cassa integrazione per il gruppo Natuzzi. È stata finalmente raggiunta una prima intesa nel corso della riunione che si è svolta al ministero del Lavoro. Saranno coinvolti un massimo di 1755 dipendenti distribuiti tra Puglia e Basilicata, con un limite di utilizzo del 62% a fronte dell’80% precedentemente richiesto. All’incontro c’erano anche i rappresentanti del ministero del Made in Italy, regione Puglia e Basilicata, azienda, Confidustria e sindacati. Nell’intesa è previsto anche l’impegno ad avviare un tavolo di confronto per l’incentivazione all’esodo con risorse fino a 6 milioni, messe a disposizione dall’azienda. L’incentivo sarà erogato dal primo gennaio al 30 settembre del 2027 per le uscite volontarie entro fine 2026
Hanno partecipato imprenditori e rappresentanti del terzo settore. Il lavoro inteso come un ponte fra le persone ed un futuro condiviso. Di questo si è parlato nel corso dell’evento organizzato dall’Ucid Bari, Confindustria Bari Bat e Diocesi di Bari Bitonto, che si è svolto nella concessionaria Autotrend. Un incontro a cui hanno partecipato laboratori, imprenditori e rappresentanti del terzo settore, dedicato ad esplorare il valore del lavoro non solo come risorsa economica ma come uno strumento essenziale di coesione sociale e costruttore di ponti fra culture e persone. Perché il lavoro dignitoso deve essere considerato il fondamento su cui poggia una società pacifica. Interviste a mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo Bari Bitonto; Sergio Spaccavento, presidente Ucid Bari Riprese e montaggio Cosimo Caragiulo
48 andranno alla Rib, mentre 10 in Evoluzione ecologica, entrambe dello stesso datore di lavoro. Continuità occupazionale e mantenimento dei posti di lavoro, alle stesse condizioni economiche, per i dipendenti della Gea Power, l’azienda che si occupa di pulizia industriale all’interno dell’ex Ilva di Taranto. È stato formalizzato l’accordo, nella sede dell’Arpal, per il passaggio dei lavoratori a La Rib, società subentrante. Pertanto tutti i 58 posti di lavoro sono stati salvaguardati. 48 andranno alla Rib, mentre 10 in Evoluzione ecologica, entrambe dello stesso datore di lavoro. Dal 13 maggio saranno operativi i primi 15 dopo le visite mediche. Il cambio d’appalto era stato accelerato da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. La Gea Power è l’azienda per la quale lavorava Loris Costantino, l’operaio morto sul lavoro il 2 marzo scorso nell’area agglomerato del siderurgico. I sindacati avevano denunciato le tempistiche anomale di transizione, perché il cambio d’appalto straordinario è avvenuto due mesi prima della scadenza naturale del contratto.
Unico palliativo concesso ai lavoratori, lo smart working fino al 31 dicembre 2026. Vertenza Tiscali: confermati i 17 trasferimenti dalla sede di Taranto a Bari, sancendo di fatto la chiusura della sede tarantina, già svuotata di 50 unità attraverso procedure di uscita volontaria incentivata. I 17 trasferimenti partiranno dal 13 maggio, all’indomani dell’udienza in tribunale del 12 maggio con cui saranno determinati i nuovi assetti. Unico palliativo concesso ai lavoratori, lo smart working fino al 31 dicembre 2026. Contrari i sindacati di categoria, che chiedeno il ritiro della procedura e un confronto immediato per discutere del futuro industriale direttamente con l’acquirente aggiudicatario.
La Cgil: “Non è fatalità. Il sistema va cambiato. Le persone sono il valore” 28 aprile: oggi si celebra la giornata mondiale per la salute e la sicurezza nel mondo del lavoro. “Non è fatalità. Il sistema va cambiato. Le persone sono il valore” Questo lo slogan di quest’anno di Cgil Puglia. “Parlare di fatalità o di emergenza è un approccio che prova a mascherare un fenomeno oramai strutturale e drammatico qual è quello degli infortuni sul lavoro. Anche nel 2025 nel Paese si è superata la soglia dei mille morti, un dato spaventoso che dovrebbe spingere politica, istituzioni e imprese a considerare il tema una priorità”, afferma la segretaria regionale della Cgil Puglia, Filomena Principale. In Puglia nel 2025 gli infortuni in occasione di lavoro sono stati 20.210, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente e con una media di 55 denunce al giorno. Quelle con esito mortale sono state pari a 58, in aumento di 14 unità rispetto al 2024. Un dato che fa della Puglia, se rapportato al numero di occupati, la quarta regione in Italia per incidenza di infortuni mortali. La Cgil si espone chiedendo al Governo un aiuto concreto per arrivare all’obbiettivo di non avere nessun morto sul lavoro: “Chiediamo il diritto per tutti i lavoratori di eleggere in tutti i luoghi di lavoro i propri rappresentanti per la sicurezza. C’è tanto da fare per provare a fermare questa strage quotidiana.”
La Coseco, azienda di Grumo Appula, ha presentato al Mimit un piano industriale che non solo salva i 45 lavoratori ma è pronta ad investire in progetti ambiziosi. Buone notizie per i lavoratori dello stabilimento HIAB di Statte. Il piano industriale presentato al Mimit, dalla società acquirente offre garanzie di occupazione e sviluppo. Interviste a Eugenio Di Sciascio, Assessore sviluppo economico Regione Puglia; Patrizio Di Pietro, segretario Fiom CGIL Taranto; Pietro Cantoro, segretario Fim Cisl TA/BR; Vito Tafuni, pres. Cda Coseco; Giuseppe Germinario, General Manager Coseco
Il quadro poco confortante tracciato dalla Cisl di Bari e Bat che ha presentato il “Dossier lavoro 2025”. Il lavoro nella provincia di Bari è sempre più precario. Aumenta il numero dei disoccupati e di coloro che si scoraggiano e il lavoro non lo cercano più. Questo è quanto emerge dell’ultimo report della Cisl. Montaggio di Maria Cristina Quintale
Ai 121 lavoratori di Gioia del Colle giunta la convocazione da parte del Mimit, fissata alle ore 17 del 13 aprile a Roma. E’ durato un giorno e mezzo lo sciopero ad oltranza dei 121 lavoratori dell’AC Boilers di Gioia del Colle, del gruppo Sofinter, che produce componenti per caldaie di centrali elettriche. Da più di due anni affrontano una vertenza che li sta mettendo a dura prova. Sfumata la trattativa di cessione ad AZ Impianti, la situazione è si fatta più difficile. E se non sarà rinnovata, il 31 maggio finirà anche la cassa integrazione. Dal Ministero delle Imprese non arrivava alcuna risposta e quindi ieri mattina è scattato lo sciopero ad oltranza, sciopero che è stato revocato oggi, nel primo pomeriggio, quando è giunta la convocazione da parte del Mimit, fissata alle ore 17 del 13 aprile a Roma. Si spera in un nuovo acquirente.
Insieme ai sindacati Fim, Fiom e Uilm chiedono chiarezza sull’alleanza che la società intende realizzare con il Fondo sovrano arabo. I lavoratori degli stabilimenti di Leonardo Aerostrutture di Grottaglie, questa mattina, si sono fermati spontaneamente e hanno proclamato due ore di sciopero ed un presidio. Chiedono insieme ai sindacati Fim, Fiom e Uilm, chiarezza sull’alleanza che la società intende realizzare con il Fondo sovrano arabo per rafforzare la divisione che annovera 4 stabilimenti, tra cui Grottaglie. Domani, 20 marzo, alle 10 davanti alla portineria centrale i sindacati incontreranno le maestranze per fare il punto sulla futura intesa. Non condivideranno progetti che non prevedano garanzie di permanenza nel perimetro Leonardo.
Uno dei due feriti, recuperato dai vigili del fuoco, è stato trasferito in ospedale. Era vigile e cosciente . Sono miracolosamente vivi due operai, un 54enne di Laterza ed un 38 enne di Nardò, precipitati dal quinto al terzo piano all’interno del ponteggio in un cantiere di una palazzina popolare in via Garibaldi, nel centro storico di Taranto. Da una prima ricostruzione una trave in ferro avrebbe ceduto causando lo sbilanciamento del piano di calpestio dove stavano lavorando i due operai. Uno di loro è rimasto ferito lievemente mentre per recuperare l’altro è stato necessario intervenire con un carrello elevatore dei vigili del Fuoco per accedere alla struttura. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani ed i tecnici dello Spesal che dovranno chiarire la dinamica dell’incidente
Il 17 marzo è previsto un nuovo incontro alla Regione con l’azienda. Vertenza Vestas: si è assottigliato il numero dei lavoratori di Taranto Vestas Italia che rischiavano il trasferimento in Basilicata. Resta da capire il futuro di coloro che sono rimasti fuori dalla trattativa. Sulla vicenda interviene Perrini di Fratelli d’Italia.
Solo il 21,6% delle donne ha contratti da dirigente contro il 78,4% dei colleghi uomini. In Basilicata lavora il 40,9% delle donne contro il 59,1% degli uomini, con contratti di lavoro principalmente occasionali. Il dato medio regionale evidenzia un tasso di disoccupazione del 6,7%, con un tasso di disoccupazione femminile pari a circa il doppio rispetto agli uomini. Sono questi alcuni dei dati del Rendiconto di genere Inps 2025, presentato a Potenza. Tra gli altri dati evidenziati, l’inattività colpisce in misura più significativa la componente femminile, tra ilavoratori dipendenti del settore privato in Basilicata solo il 21,6% delle donne ha contratti da dirigente contro il 78,4% dei colleghi uomini. Tra i quadri il genere femminile rappresenta il 26,4% mentre quello maschile il 73,6%. Rispetto alla tipologia di contratto le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato sono il 30,6%, mentre il 38,6% ha un contratto a tempo determinato. Nel 2024 le lavoratrici part-time risultano il 63,5% rispetto al 36,5% dei lavoratori, con un gap del 27%. Nel settore pubblico della Basilicata il divario retributivo di genere giornaliero è meno marcato rispetto al settore privato, ma la retribuzione media giornaliera delle donne rimane inferiore a quella degli uomini. “Parlare di divario di genere in Basilicata – ha detto Anna Russelli, segretaria regionale della Cgil Basilicata, significa parlare di una ferita ancora aperta nel nostro sistema economico e sociale. I dati ci dicono che il gap tra uomini e donne nel lavoro supera i 29 punti percentuali, uno dei valori più alti d’Europa. Quando parliamo di divario di genere non ci riferiamo solo alla differenza di salario, ma a un insieme di disuguaglianze che le donne incontrano nel lavoro e nella società: minori opportunità di accesso all’occupazione, maggiore precarietà, salari mediamente più bassi, carriere più lente e una distribuzione ancora profondamente squilibrata del lavoro di cura nelle famiglie”.
L’azienda, con sedi anche in Basilicata, si occupa di gestione dati. Mantenimento di tutti i livelli occupazionali impegnati nelle attività Smart Paper; conferma delle retribuzioni salariali precedenti; sede operativa per i lotti di commessa Accenture a Potenza: sono i risultati più significativi dell’intesa raggiunta sulla vertenza che riguarda da sette mersi ormai l’azienda Smart Paper, che si occupa di gestione dati. Interviste a Giovanni Larocca, Fim Cisl Basilicata; Gerardo De Grazia, Fismic Confsal Basilicata; Giovanni Galgano, Uilm Basilicata
In primo piano le storie e le esperienze dei territori di Puglia e Basilicata. Il lavoro, l’innovazione e la condizione del ceto medio al centro della prima puntata di Orizzonti, in onda ogni lunedì sera in prima serata su Telenorba. Alla conduzione Stefania Rotolo, con l’intervento del direttore del TgNorba, Domenico Castellaneta, che ha illustrato”l’altra faccia del sud, e di Pinuccio. Con l’intervento degli ospiti sono state esplorate le sfaccettature del mondo del lavoro e dell’industria in Puglia e Basilicata. Gli ospiti della prima puntata sono stati: Mario Aprile, presidente Confindustria Bari Bat; Gigia Bucci, segretaria Cgil Puglia; Maria Antonietta Aiello, Rettrice Unisalento; Eugenio Di Sciascio, assessore sviluppo economico regione Puglia; Nicolò Andreula, economista.
. “Questo negozio non ha orari fissi perché Marika Mirizzi è mamma”. Il cartello è affisso all’ingresso del negozio atelier di Bari, in via Concilio Vaticano II. Marika Mirizzi ha 36 anni ed è madre di Ismail, il maschietto, 5 anni e Nour, la femminuccia, 3 anni. Lei è designer-stilista di abbigliamento e accessori. Dopo aver girato il mondo, ha deciso di stabilizzarsi nella sua città anche per dedicarsi alla famiglia. Quando ha deciso di affiggere quell’avviso? “Il cartello è nato dal senso di frustrazione che avevo ogni volta in cui non ce la facevo. Continuavo a ripetere ai miei figli ‘sbrigatevi che è tardi’, ad un certo punto ho preso coscienza con me stessa. Non posso essere invincibile e infallibile, lì dove non arrivo devo accettarlo. Mi sono stancata di dovermi giustificare. Sono una mamma e ho bisogno di maggiore flessibilità. E quindi ho avvisato le mie clienti così” Loro come l’hanno presa?“Bene, ho ricevuto molta solidarietà. Anche perché sono sempre reperibile, i clienti mi possono contattare e sapere se sono o meno in negozio. Sono un’artigiana, spesso resto fino a tardi per ultimare i capi commissionati” E il padre dei bambini? “Mio marito ora è in Olanda, è fuori per lavoro, quindi sono completamente sola. Mia madre lavora quindi fa quello che può, mia suocera non c’è più. I costi di una ludoteca o di un nido per me ora sono troppo alti e in negozio non assumo nessuno perché, come donna e come mamma, mi sento di dover retribuire la persona che lavora per me con la giusta misura. Al momento non sono in grado di garantirlo per cui preferisco fare a meno piuttosto che sfruttare qualcuno. Oltre l’orario flessibile, come si organizza con i bambini? “Ismail e Nuour spesso sono con me in negozio, ho realizzato per loro una piccola area giochi, sono molto creativi, seguono quello che faccio e si divertono. Ho sempre sognato di condividere con i miei figli le mie passioni. Pensi che quando stavo per partorire, nonostante le contrazioni, ero lì che ultimavo alcune collane perché temevo di non riuscire a consegnarle in tempo utile.”
A perdere la vita Michele Losacco, precipitato da 25 metri di altezza sprovvisto sia di casco che di imbragature . Due condanne per l’incidente sul lavoro mortale avvenuto il 15 ottobre 2015 nel cantiere dove si stavano effettuando i lavori sulla facciata della sede Rai di via Dalmazia. A perdere la vita Michele Losacco, precipitato da 25 metri di altezza sprovvisto sia di casco che di imbragature di sicurezza.Il Tribunale di Bari ha condannato a due anni di reclusione il datore di lavoro, Giuseppe Rogondino, e il responsabile della sicurezza del cantiere Giancarlo Mondello.Sentenza di assoluzione, così come chiesto dalla procura, per gli altri imputati: il committente dei lavori per la Rai, l’ingegnere Carlo Mancini (difeso dall’avvocato Roberto Eustachio Sisto), il noleggiatore della piattaforma mobile su cui si trovava l’operaio e la sua società, Giovanni Mastrogiacomo e la Alta Edilizia srl (assistiti da Angelo Loizzi, studio Fps) e l’operaio che installò la piattaforma, Francesco Aresta. La difesa ha dimostrato che la piattaforma era stata montata a regola d’arte.La sentenza – dichiara l’avvocato Sisto – riconosce la assoluta estraneità della RAI e dell’ing. Carlo Mancini a quanto tristemente accaduto. Siamo da sempre stati convinti, e la decisione odierna lo conferma, di aver operato nel pieno e rigoroso rispetto delle regole”.
Da gennaio a novembre 2025, in Puglia si sono registrati 25.663 denunce di infortunio. Nello stesso arco temporale aumentano le morti in occasione di lavoro, che passano da 44 a 55. La Puglia è una delle regioni a più alto indice di incidenti sul lavoro. Tra quelli mortali, il triste primato spetta a Brindisi. Lo scrive in una nota il segretario generale della Cisl Puglia analizzando i dati Inail a novembre 2025. “Da gennaio a novembre 2025, in Puglia si sono registrati 25.663 denunce di infortunio, a fronte delle 25.893 dello stesso periodo del 2024. Nello stesso arco temporale aumentano le morti in occasione di lavoro, che passano da 44 a 55. I dati mostrano che il fenomeno colpisce fortemente agricoltura, industria e servizi, dove si concentra la maggior parte degli infortuni mortali, e settori come costruzioni, che nel 2025 contano 1.689 infortuni denunciati, inaumento rispetto all’anno precedente”. Tra gli over 65 si registra un netto aumento degli infortuni, che nei primi undici mesi passano da 667 nel 2024 a 802 nel 2025. Accanto agli infortuni, evidenziamo l’emergenza, più volte segnalata dalla Cisl Puglia, delle malattie professionali. Le denunce, fino a novembre 2025, passano da 8.344 (2024) a 10.336, con un incremento superiore al 20%. L’aumento delle denunce riguarda tutti i principali comparti produttivi e colpisce tutte le province: Taranto (+543), Bat (+90), Brindisi (+189), Foggia (+352), Bari (+601) e Lecce (+217).
. Era originario di Brindisi Pietro Zantonini, il vigilante 55enne morto la notte dell’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, mentre lavorava in un cantiere dei giochi di Milano-Cortina.Svolgeva servizio di vigilanza nel cantiere dello stadio del ghiaccio, usciva ogni due ore dal gabbiotto per la ricognizione. Quella sera ha avuto un malore e nonostante i tempestivi soccorsi, è deceduto. La moglie ha presentato denuncia e la Procura di Belluno ha disposto l’autopsia. Secondo quanto quanto dichiarato dalla donna, il marito si lamentava di condizioni climatiche particolarmente rigide manifestando preoccupazioni e lamentele in merito alle condizioni di lavoro, ai turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele. Pietro Zantonini si era trasferito in Veneto a settembre del 2025 e lavorava con contratto a termine che sarebbe scaduto a fine gennaio.
Il tentativo di conciliazione della prefettura di Foggia è fallito: si va, dunque, verso un clamoroso sciopero dei medici e del personale del comparto dell’ospedale di San Giovanni Rotondo.La direzione generale di Casa Sollievo della Sofferenza ha confermato l’intenzione di applicare, dal primo marzo, i contratti della sanità privata, ritenuti peggiorativi dai sindacati. Per l’assessore alla Sanità Raffaele Piemontese, Casa Sollievo è una fondazione privata di diritto canonico che appartiene a uno Stato estero, ha difficoltà di bilancio e non riesce a fare fronte ai costi. Donato Menichella, segr. naz. ANMIRS, sostiene che la a direzione generale non può proporre contatti previsti per le cliniche private, ma deve applicare quelli ospedalieri, confermando che sono pronti a scioperare. Stessa cosa per Giuseppe Mangiacotti, segr. prov.le FP Cisl: “Proclameremo lo sciopero con tutte le organizzazioni sindacali anche dei medici, per gennaio” dice, “andremo anche a Roma, in Vaticano a manifestare”. Intanto la direzione generale di Casa sollievo della Sofferenza non vuole chiudere: Gino Gumirato, il direttore generale, è intenzionato a tenere aperto il dialogo. il servizio qui
La legge regionale scatena le critiche delle opposizioni: duri attacchi al governo e dibattito politico infuocato. In Puglia il salario minimo è legittimo. Chiunque si aggiudichi un appalto con la Regione Puglia o con aziende ed enti strumentali ad essa collegati dovrà inderogabilmente corrispondere un compenso orario minimo di 9 euro l’ora ai propri dipendenti. La legge sul salario minimo in Puglia, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale pugliese il 5 novembre 2024, ha superato il vaglio della Corte Costituzionale. A sollevare la questione di legittimità costituzionale era stato un ricorso della Presidenza del Consiglio, convinta che la norma pugliese ledesse il principio dell’autonomia della contrattazione collettiva e la potestà statale in materia. Per la Consulta, tuttavia, si tratta di un “errore di prospettiva”, poiché la legge non applica il trattamento economico minimo inderogabile a tutti gli appalti sul territorio pugliese, ma esclusivamente agli appalti della Regione Puglia e degli enti strumentali ad essa afferenti. La decisione ha acceso la polemica politica da parte delle opposizioni, che hanno fatto del salario minimo una battaglia identitaria, criticando duramente la premier Giorgia Meloni. La segretaria del Pd Elly Schlein afferma: “Meloni prenda atto che ha fallito nel tentativo di bloccare le Regioni che stanno solo sopperendo alle sue mancanze: approvi subito la proposta unitaria delle opposizioni sul salario minimo e una legge per regolare gli affitti brevi dando poteri ai sindaci”. Il vicepresidente M5S Mario Turco sollecita “l’immediata discussione su una legge sul tema. Fissare una soglia minima inderogabile che stabilisca il confine tra lavoro e sfruttamento è un obiettivo imprescindibile”. Per Nicola Fratoianni (AVS) la sentenza rappresenta “un altro ceffone al governo”: “Cade l’ipocrisia della Meloni che continua ad affossare ogni provvedimento che restituisce dignità ai lavoratori. Ancora più chiaro da che parte stanno: dalla parte dei potenti e dello sfruttamento”. Rivendica il successo il governatore uscente Michele Emiliano, secondo il quale si tratta di una “notizia importantissima”. “Perché – spiega – la Puglia è la prima Regione d’Italia ad avere introdotto una legislazione che prevede un salario minimo per tutti i lavoratori diretti e indiretti della Regione. Come per altri casi, come lo screening obbligatorio per i neonati, siamo gli unici in Italia a tutelare alcuni diritti fondamentali. E di questo siamo molto orgogliosi”. Il governatore eletto (in attesa di proclamazione) Antonio Decaro guarda già oltre: “Nei prossimi anni sperimenteremo questa norma a partire dagli appalti regionali condividendo con tutti i soggetti del partenariato socio-economico gli effetti di queste disposizioni, anche in vista di possibili estensioni. Perché un lavoro giusto è anche uno strumento di forza e di competitività per le imprese”.

Si riduce il numero di dipendenti in cassa integrazione per il gruppo Natuzzi. È stata finalmente raggiunta una prima intesa nel corso della riunione che

Hanno partecipato imprenditori e rappresentanti del terzo settore Il lavoro inteso come un ponte fra le persone ed un futuro condiviso. Di questo si è

LAVORO 48 andranno alla Rib, mentre 10 in Evoluzione ecologica, entrambe dello stesso datore di lavoro Continuità occupazionale e mantenimento dei posti di lavoro, alle

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Uno dei due feriti, recuperato dai vigili del fuoco, è stato trasferito in ospedale. Era vigile e cosciente Sono miracolosamente vivi due operai, un 54enne

Il 17 marzo è previsto un nuovo incontro alla Regione con l’azienda Vertenza Vestas: si è assottigliato il numero dei lavoratori di Taranto Vestas Italia che rischiavano il

Solo il 21,6% delle donne ha contratti da dirigente contro il 78,4% dei colleghi uomini In Basilicata lavora il 40,9% delle donne contro il 59,1%

L’azienda, con sedi anche in Basilicata, si occupa di gestione dati Mantenimento di tutti i livelli occupazionali impegnati nelle attività Smart Paper; conferma delle retribuzioni

In primo piano le storie e le esperienze dei territori di Puglia e Basilicata Il lavoro, l’innovazione e la condizione del ceto medio al centro

La storia di Marika Mirizzi, 36 anni, designer-stilista di Bari, madre di due bambini, che ad un certo punto ha detto “basta” e ha deciso

A perdere la vita Michele Losacco, precipitato da 25 metri di altezza sprovvisto sia di casco che di imbragature Due condanne per l’incidente sul lavoro

Da gennaio a novembre 2025, in Puglia si sono registrati 25.663 denunce di infortunio. Nello stesso arco temporale aumentano le morti in occasione di lavoro,

incidenti sul lavoro Era originario di Brindisi Pietro Zantonini, il vigilante 55enne morto la notte dell’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, mentre lavorava in un cantiere

Fallisce la mediazione della prefettura di Foggia, dopo che la direzione generale ha confermato di voler applicare i nuovi contratti, contestati dai sindacati Il tentativo

La legge regionale scatena le critiche delle opposizioni: duri attacchi al governo e dibattito politico infuocato In Puglia il salario minimo è legittimo. Chiunque si