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Da gennaio a novembre 2025, in Puglia si sono registrati 25.663 denunce di infortunio. Nello stesso arco temporale aumentano le morti in occasione di lavoro, che passano da 44 a 55. La Puglia è una delle regioni a più alto indice di incidenti sul lavoro. Tra quelli mortali, il triste primato spetta a Brindisi. Lo scrive in una nota il segretario generale della Cisl Puglia analizzando i dati Inail a novembre 2025.  “Da gennaio a novembre 2025, in Puglia si sono registrati 25.663 denunce di infortunio, a fronte delle 25.893 dello stesso periodo del 2024. Nello stesso arco temporale aumentano le morti in occasione di lavoro, che passano da 44 a 55. I dati mostrano che il fenomeno colpisce fortemente agricoltura, industria e servizi, dove si concentra la maggior parte degli infortuni mortali, e settori come costruzioni, che nel 2025 contano 1.689 infortuni denunciati, inaumento rispetto all’anno precedente”. Tra gli over 65 si registra un netto aumento degli infortuni, che nei primi undici mesi passano da 667 nel 2024 a 802 nel 2025. Accanto agli infortuni, evidenziamo l’emergenza, più volte segnalata dalla Cisl Puglia, delle malattie professionali. Le denunce, fino a novembre 2025, passano da 8.344 (2024) a 10.336, con un incremento superiore al 20%. L’aumento delle denunce riguarda tutti i principali comparti produttivi e colpisce tutte le province: Taranto (+543), Bat (+90), Brindisi (+189), Foggia (+352), Bari (+601) e Lecce (+217).

. Era originario di Brindisi Pietro Zantonini, il vigilante 55enne morto la notte dell’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, mentre lavorava in un cantiere dei giochi di Milano-Cortina.Svolgeva servizio di vigilanza nel cantiere dello stadio del ghiaccio, usciva ogni due ore dal gabbiotto per la ricognizione. Quella sera ha avuto un malore e nonostante i tempestivi soccorsi, è deceduto. La moglie ha presentato denuncia e la Procura di Belluno ha disposto l’autopsia. Secondo quanto quanto dichiarato dalla donna, il marito si lamentava di condizioni climatiche particolarmente rigide manifestando preoccupazioni e lamentele in merito alle condizioni di lavoro, ai turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele. Pietro Zantonini si era trasferito in Veneto a settembre del 2025 e lavorava con contratto a termine che sarebbe scaduto a fine gennaio.

Il tentativo di conciliazione della prefettura di Foggia è fallito: si va, dunque, verso un clamoroso sciopero dei medici e del personale del comparto dell’ospedale di San Giovanni Rotondo.La direzione generale di Casa Sollievo della Sofferenza ha confermato l’intenzione di applicare, dal primo marzo, i contratti della sanità privata, ritenuti peggiorativi dai sindacati. Per l’assessore alla Sanità Raffaele Piemontese, Casa Sollievo è una fondazione privata di diritto canonico che appartiene a uno Stato estero, ha difficoltà di bilancio e non riesce a fare fronte ai costi. Donato Menichella, segr. naz. ANMIRS, sostiene che la a direzione generale non può proporre contatti previsti per le cliniche private, ma deve applicare quelli ospedalieri, confermando che sono pronti a scioperare. Stessa cosa per Giuseppe Mangiacotti, segr. prov.le FP Cisl: “Proclameremo lo sciopero con tutte le organizzazioni sindacali anche dei medici, per gennaio” dice, “andremo anche a Roma, in Vaticano a manifestare”. Intanto la direzione generale di Casa sollievo della Sofferenza non vuole chiudere: Gino Gumirato, il direttore generale, è intenzionato a tenere aperto il dialogo. il servizio qui

La legge regionale scatena le critiche delle opposizioni: duri attacchi al governo e dibattito politico infuocato. In Puglia il salario minimo è legittimo. Chiunque si aggiudichi un appalto con la Regione Puglia o con aziende ed enti strumentali ad essa collegati dovrà inderogabilmente corrispondere un compenso orario minimo di 9 euro l’ora ai propri dipendenti. La legge sul salario minimo in Puglia, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale pugliese il 5 novembre 2024, ha superato il vaglio della Corte Costituzionale. A sollevare la questione di legittimità costituzionale era stato un ricorso della Presidenza del Consiglio, convinta che la norma pugliese ledesse il principio dell’autonomia della contrattazione collettiva e la potestà statale in materia. Per la Consulta, tuttavia, si tratta di un “errore di prospettiva”, poiché la legge non applica il trattamento economico minimo inderogabile a tutti gli appalti sul territorio pugliese, ma esclusivamente agli appalti della Regione Puglia e degli enti strumentali ad essa afferenti. La decisione ha acceso la polemica politica da parte delle opposizioni, che hanno fatto del salario minimo una battaglia identitaria, criticando duramente la premier Giorgia Meloni. La segretaria del Pd Elly Schlein afferma: “Meloni prenda atto che ha fallito nel tentativo di bloccare le Regioni che stanno solo sopperendo alle sue mancanze: approvi subito la proposta unitaria delle opposizioni sul salario minimo e una legge per regolare gli affitti brevi dando poteri ai sindaci”. Il vicepresidente M5S Mario Turco sollecita “l’immediata discussione su una legge sul tema. Fissare una soglia minima inderogabile che stabilisca il confine tra lavoro e sfruttamento è un obiettivo imprescindibile”. Per Nicola Fratoianni (AVS) la sentenza rappresenta “un altro ceffone al governo”: “Cade l’ipocrisia della Meloni che continua ad affossare ogni provvedimento che restituisce dignità ai lavoratori. Ancora più chiaro da che parte stanno: dalla parte dei potenti e dello sfruttamento”. Rivendica il successo il governatore uscente Michele Emiliano, secondo il quale si tratta di una “notizia importantissima”. “Perché – spiega – la Puglia è la prima Regione d’Italia ad avere introdotto una legislazione che prevede un salario minimo per tutti i lavoratori diretti e indiretti della Regione. Come per altri casi, come lo screening obbligatorio per i neonati, siamo gli unici in Italia a tutelare alcuni diritti fondamentali. E di questo siamo molto orgogliosi”. Il governatore eletto (in attesa di proclamazione) Antonio Decaro guarda già oltre: “Nei prossimi anni sperimenteremo questa norma a partire dagli appalti regionali condividendo con tutti i soggetti del partenariato socio-economico gli effetti di queste disposizioni, anche in vista di possibili estensioni. Perché un lavoro giusto è anche uno strumento di forza e di competitività per le imprese”.

L’uomo era sceso dal mezzo per controllare un problema quando, per cause da chiarire, il carico lo ha travolto. Incidente mortale sul lavoro a Viggiano, nel Potentino: un operaio di 67 anni è morto schiacciato dalla terra che avrebbe dovuto scaricare dal camion. L’uomo era sceso dal mezzo per controllare un problema quando, per cause da chiarire, il carico lo ha travolto.Immediato l’intervento degli operatori sanitari del 118 che non hanno potuto far altro che constatare la morte dell’uomo. Sul posto anche i Vigili del fuoco, i Carabinieri della Compagnia di Viggiano che stanno conducendo accertamenti sull’incidente insieme con il personale della Medicina del Lavoro dell’Azienda sanitaria di Potenza. La Procura della Repubblica ha disposto l’autopsia

La direzione generale vorrebbe applicare un nuovo contratto, ritenuto peggiorativo dai camici bianchi, che minacciano un clamoroso sciopero. Mai si era raggiunto un tale livello di scontro fra i quasi 500 medici e la direzione generale di Casa Sollievo della Sofferenza.L’Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri ha proclamato lo stato di agitazione, accusando i vertici dell’ospedale di San Giovanni Rotondo – che sta cercando di rientrare da una pesante debitoria – di aver disdetto il contratto dei dirigenti medici, per sostituirlo, dal prossimo marzo, con un accordo applicato nelle case di cura private.Anche il Comparto – infermieri, oss, tecnici e amministrativi, circa 2200 dipendenti – è sul piede di guerra per il braccio di ferro contrattuale.Si attende la convocazione del prefetto di Foggia per cercare di ricomporre la frattura ed evitare un clamoroso sciopero dei camici bianchi. Per Walter Lambiase, dirigente del pronto soccorso Casa Sollievo della Sofferenza, con il contratto che vogliono applicare, i medici perderebbero almeno il 30 per cento in termini di tutele e di retribuzione

Il suo calvario inizia nel 2020, quando si ammala di Covid, ha un malore in azienda e anziché accompagnarlo in ospedale lo spediscono a casa in taxi. Era il 2020 quando Fabio Peluso, addetto agli impianti di ossigeno all’ex Ilva, mentre era in turno di notte, ha un malore e si accascia. Era uno dei primi casi Covid. Per evitare che la notizia si diffondesse all’esterno l’azienda, invece di accompagnare Fabio in ospedale, lo spedisce a casa con un taxi. Per lui fu una umiliazione. Mi sono sentito un sacco di immondizia da smaltire in fretta ed in silenzio ci racconta. Una volta a casa chiama il 118. Immediato il ricovero al Moscati. Era Covid. Rientra in azienda e nel frattempo presenta un esposto in Procura per il trattamento, la notizia diventa di dominio pubblico. Inizia cosi un altro calvario, oltre quello fisico. La persecuzione sistematica ed il mobbing. Un peso psicologico enorme che lo porta alla depressione. Non esce più di casa, non va a lavoro. E l’8 dicembre del 2022 arriva la lettera di licenziamento Intervista Fabio Peluso ex operaio Ilva

La crescita economica convive con problemi strutturali: se da un lato l’occupazione aumenta, dall’altro l’esodo dei giovani e la scarsità di lavoro qualificato mettono a rischio il futuro. Ti ricordi il Sud che arrancava? Quello che sembrava sempre in ritardo, con cantieri fermi e giovani in fuga? Oggi la fotografia cambia. Il rapporto Svimez 2025 racconta un Mezzogiorno in crescita, più veloce del Centro‑Nord: tra il 2021 e il 2024 il PIL è aumentato dell’8,5% contro il 5,8% del resto del Paese, spinto dal Pnrr e da due settori chiave, costruzioni e manifattura. Le costruzioni segnano un +32,1%, la manifattura un +13,6%. Gli investimenti pubblici dei Comuni raddoppiano, passando da 4,2 a 8 miliardi tra 2022 e 2025. L’effetto è tangibile: cantieri che ripartono, strade rinnovate, opere pubbliche realizzate. La Puglia è l’esempio più vivido di questa dinamica. Le città principali crescono, aprono imprese, attraggono investimenti e sviluppano servizi. Nel 2024 il tasso di occupazione è salito al 50,8% e la disoccupazione è scesa all’11,2%. Il PIL regionale è in aumento e molte imprese, soprattutto nelle costruzioni, nella logistica e nel turismo, registrano un’espansione costante. Ma dietro le luci dei centri urbani ci sono ancora ombre: nelle zone interne e rurali la fuga dei giovani non si arresta. Laureati e talenti continuano a cercare opportunità al Centro‑Nord o all’estero, lasciando vuoti difficili da colmare. Il rischio è creare un Sud a due velocità: un’area urbana che corre e una periferia che resta indietro. La Basilicata mostra segnali simili. Il PIL cresce, +0,8% nel 2024, e gli investimenti pubblici comunali raddoppiano. Le città come Potenza e Matera guadagnano vitalità grazie a infrastrutture rinnovate, progetti culturali e piccole imprese. Ma nei comuni minori e nelle zone montane la situazione è più fragile: la perdita di occupati nel settore industriale è stata del 4% nei primi nove mesi del 2024 e la fuga dei giovani pesa sul tessuto sociale ed economico. Anche qui il rischio è quello di uno sviluppo a macchia di leopardo, con alcune aree virtuose e altre che rimangono indietro. Il Sud però non è solo numeri. La crescita economica convive con problemi strutturali: se da un lato l’occupazione aumenta, dall’altro l’esodo dei giovani e la scarsità di lavoro qualificato mettono a rischio il futuro. Tra il 2022 e il 2024 175mila 25‑34enni hanno lasciato il Meridione, di cui molti laureati. Questo fenomeno sottrae ogni anno al Sud oltre 6,7 miliardi di euro in formazione e competenze, più 1,2 miliardi verso l’estero. La sfida è chiara: trasformare la crescita in sviluppo stabile. Servono lavoro qualificato, infrastrutture sociali, sanità, scuole, trasporti e servizi culturali che rendano il territorio vivibile e attrattivo. La Puglia e la Basilicata mostrano oggi che la ripresa è possibile, ma senza politiche di coesione, reti di servizi e attenzione al capitale umano il rischio è che il Mezzogiorno cresca a macchia di leopardo, lasciando indietro chi vive nelle aree interne. Il futuro del Sud si gioca qui: trattenere i giovani, creare opportunità, attrarre investimenti, migliorare servizi e infrastrutture, garantire salari dignitosi. Se il Sud saprà gestire questa fase con visione e lungimiranza, potrà diventare un motore stabile di sviluppo per l’Italia intera. La Puglia e la Basilicata sono il laboratorio di questa sfida: mostrano che la ripresa non è un miraggio, ma una possibilità concreta, a patto che le persone restino al centro delle politiche e delle scelte economiche.

Aveva appena finito di scaricare le olive in un oleificio in provincia di Imperia e stava per rientrare in Puglia quando è accaduto l’incidente. È morto schiacciato dal rimorchio che stava tentando di agganciare al camion Francesco Ventrella, 56 anni, autotrasportatore di Turi. Aveva appena finito di scaricare le olive in un oleificio in provincia di Imperia e stava per rientrare in Puglia quando è accaduto l’incidente. La procura di Imperia ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo ma non risultano responsabilità da parte di terzi.  Sembra che l’incidente sia stato provocato da un errore o un malfunzionamento del sistema di aggancio. Francesco Ventrella non ha fatto in tempo a scappare, il rimorchio si è mosso e l’uomo è rimasto schiacciato, senza alcuna via di scampo.

Tanti gli obiettivi raggiunti ma anche le sfide per il futuro Servizio di Donatella Azzone, montaggio di Maria Cristina Quintale. Intervista a Vito Genco, presidente consorzio “Mestieri di Puglia”.

E’ precipitato da un’altezza di diversi metri Perde l’equilibrio dal ponteggio e fa un volo di alcuni metri. E’ successo ieri mattina a Carpino, nel foggiano. Vittima dell’incidente un operaio edile di 58 anni, che è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di San Giovanni Rotondo. L’uomo stava lavorando all’allestimento del ponteggio di una palazzina. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

E’ caduto da un’altezza di oltre 4 metri A Matera un operaio di 62 anni di Nova Siri è rimasto ferito a causa di un incidente avvenuto in tarda mattinata in contrada La Martella. L’uomo si trovava all’interno di un cestello caduto, per cause in corso di accertamento, da un’altezza di oltre 4 metri. Soccorso dal 118, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Madonna delle Grazie, dove è ricoverato in rianimazione. Nell’impatto al suolo avrebbe riportato gravi fratture, le sue condizioni sono al momento stabili.

Il segretario della Cgil ha spiegato ai lavoratori le ragioni della manifestazione che si terrà a Roma il prossimo 25 ottobre. “Vogliamo politiche industriali, investimenti di filiere strategiche, difesa dell’occupazione e delle competenze, formazione e potenziamento degli ammortizzatori sociali” – ha spiegato il segretario della Cgil. “Ci sono ritardi che vanno recuperati, tecnologici ed energetici – ha aggiunto Landini – perchè negli ultimi 30 anni la globalizzazione ha portato ad investimenti che hanno allungato le filiere produttive, delocalizzando, e quelli che erano definiti Paesi in via di sviluppo, oggi sono più sviluppati di noi”.

Chiedono certezze sul loro futuro lavorativo Servizio di Annamaria Rosato. Intervista a Antonio Grottole, lavoratore e Uilm Taranto

Il segretario della Cgil ha partecipato a due assemblee in vista della manifestazione nazionale di Roma Servizio di Anna De Feo, riprese di Roberto Cofano. Intervista a Maurizio Landini, segretario generale Cgil

Nel museo civico di Bari, il tavolo di presentazione con le realtà coinvolte, tra cui il Consorzio mestieri Puglia Servizio di Anna De FeoRiprese e montaggio di Orazio CorbacioInterviste a Vito Genco, presidente Consorzio mestieri Puglia; Gianfranco Gadaleta, JS coordinator programma interregionale Italia-Grecia 2021-2027

Era impegnato nella realizzazione di una vasca per la raccolta delle acque piovane Non si arresta la tragica catena dei morti sul lavoro in Puglia. L’ennesimo incidente si è consumato a Corsano, nel Salento, lungo la provinciale 187: è morto Antonio Marsano, 58 anni, operaio di una ditta edile di Matino. Durante la gettata di cemento per la realizzazione di una vasca di raccolta delle acque piovane, il solaio ha ceduto e l’uomo è precipitato nel vuoto per circa tre metri. I colleghi hanno tentato i primi soccorsi, ma il 58enne è deceduto sul colpo. Inutili anche i tentativi del 118. Sul posto carabinieri e ispettori dello Spesal per i rilievi. La Procura di Lecce ha disposto il trasferimento della salma al “Vito Fazzi” per l’autopsia. Accertamenti in corso per stabilire eventuali patologie o un malore improvviso. Sgomento nella comunità di Matino e tra i colleghi, di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro.

A denunciarlo è la Fiom Cgil, che rivolge l’ennesimo appello al Governo per salvare il settore Servizio di Antonio Maiellaro Montaggio di Maria Cristina Quintale Intervista: Michele De Palma – Segr. Gen. Fiom Cgil

Imprese sempre in difficoltà a reperire figure specializzate Servizio di Anna De Feo, montaggio di Pasquale D’Attoma. Intervista a Gianluca Budano, Direttore Arpal Puglia

Marino Porrelli, classe 1945, continua a curare i suoi vigneti nelle campagne tra Rutigliano e Noicattaro, incurante dei 30°. Manca la manodopera, dice, i giovani non ne vogliono sapere. Ci sono gli stranieri, soprattutto albanesi, ma ad agosto tornano a casa 

Bari, Maurizio Landini visita la Bosch

Il segretario della Cgil ha spiegato ai lavoratori le ragioni della manifestazione che si terrà a Roma il prossimo 25 ottobre. “Vogliamo politiche industriali, investimenti

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