
Viggiano: operaio 67enne muore schiacciato da un carico di terra
L’uomo era sceso dal mezzo per controllare un problema quando, per cause da chiarire, il carico lo ha travolto Incidente mortale sul lavoro a Viggiano,

L’uomo era sceso dal mezzo per controllare un problema quando, per cause da chiarire, il carico lo ha travolto. Incidente mortale sul lavoro a Viggiano, nel Potentino: un operaio di 67 anni è morto schiacciato dalla terra che avrebbe dovuto scaricare dal camion. L’uomo era sceso dal mezzo per controllare un problema quando, per cause da chiarire, il carico lo ha travolto.Immediato l’intervento degli operatori sanitari del 118 che non hanno potuto far altro che constatare la morte dell’uomo. Sul posto anche i Vigili del fuoco, i Carabinieri della Compagnia di Viggiano che stanno conducendo accertamenti sull’incidente insieme con il personale della Medicina del Lavoro dell’Azienda sanitaria di Potenza. La Procura della Repubblica ha disposto l’autopsia
La direzione generale vorrebbe applicare un nuovo contratto, ritenuto peggiorativo dai camici bianchi, che minacciano un clamoroso sciopero. Mai si era raggiunto un tale livello di scontro fra i quasi 500 medici e la direzione generale di Casa Sollievo della Sofferenza.L’Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri ha proclamato lo stato di agitazione, accusando i vertici dell’ospedale di San Giovanni Rotondo – che sta cercando di rientrare da una pesante debitoria – di aver disdetto il contratto dei dirigenti medici, per sostituirlo, dal prossimo marzo, con un accordo applicato nelle case di cura private.Anche il Comparto – infermieri, oss, tecnici e amministrativi, circa 2200 dipendenti – è sul piede di guerra per il braccio di ferro contrattuale.Si attende la convocazione del prefetto di Foggia per cercare di ricomporre la frattura ed evitare un clamoroso sciopero dei camici bianchi. Per Walter Lambiase, dirigente del pronto soccorso Casa Sollievo della Sofferenza, con il contratto che vogliono applicare, i medici perderebbero almeno il 30 per cento in termini di tutele e di retribuzione
Il suo calvario inizia nel 2020, quando si ammala di Covid, ha un malore in azienda e anziché accompagnarlo in ospedale lo spediscono a casa in taxi. Era il 2020 quando Fabio Peluso, addetto agli impianti di ossigeno all’ex Ilva, mentre era in turno di notte, ha un malore e si accascia. Era uno dei primi casi Covid. Per evitare che la notizia si diffondesse all’esterno l’azienda, invece di accompagnare Fabio in ospedale, lo spedisce a casa con un taxi. Per lui fu una umiliazione. Mi sono sentito un sacco di immondizia da smaltire in fretta ed in silenzio ci racconta. Una volta a casa chiama il 118. Immediato il ricovero al Moscati. Era Covid. Rientra in azienda e nel frattempo presenta un esposto in Procura per il trattamento, la notizia diventa di dominio pubblico. Inizia cosi un altro calvario, oltre quello fisico. La persecuzione sistematica ed il mobbing. Un peso psicologico enorme che lo porta alla depressione. Non esce più di casa, non va a lavoro. E l’8 dicembre del 2022 arriva la lettera di licenziamento Intervista Fabio Peluso ex operaio Ilva
La crescita economica convive con problemi strutturali: se da un lato l’occupazione aumenta, dall’altro l’esodo dei giovani e la scarsità di lavoro qualificato mettono a rischio il futuro. Ti ricordi il Sud che arrancava? Quello che sembrava sempre in ritardo, con cantieri fermi e giovani in fuga? Oggi la fotografia cambia. Il rapporto Svimez 2025 racconta un Mezzogiorno in crescita, più veloce del Centro‑Nord: tra il 2021 e il 2024 il PIL è aumentato dell’8,5% contro il 5,8% del resto del Paese, spinto dal Pnrr e da due settori chiave, costruzioni e manifattura. Le costruzioni segnano un +32,1%, la manifattura un +13,6%. Gli investimenti pubblici dei Comuni raddoppiano, passando da 4,2 a 8 miliardi tra 2022 e 2025. L’effetto è tangibile: cantieri che ripartono, strade rinnovate, opere pubbliche realizzate. La Puglia è l’esempio più vivido di questa dinamica. Le città principali crescono, aprono imprese, attraggono investimenti e sviluppano servizi. Nel 2024 il tasso di occupazione è salito al 50,8% e la disoccupazione è scesa all’11,2%. Il PIL regionale è in aumento e molte imprese, soprattutto nelle costruzioni, nella logistica e nel turismo, registrano un’espansione costante. Ma dietro le luci dei centri urbani ci sono ancora ombre: nelle zone interne e rurali la fuga dei giovani non si arresta. Laureati e talenti continuano a cercare opportunità al Centro‑Nord o all’estero, lasciando vuoti difficili da colmare. Il rischio è creare un Sud a due velocità: un’area urbana che corre e una periferia che resta indietro. La Basilicata mostra segnali simili. Il PIL cresce, +0,8% nel 2024, e gli investimenti pubblici comunali raddoppiano. Le città come Potenza e Matera guadagnano vitalità grazie a infrastrutture rinnovate, progetti culturali e piccole imprese. Ma nei comuni minori e nelle zone montane la situazione è più fragile: la perdita di occupati nel settore industriale è stata del 4% nei primi nove mesi del 2024 e la fuga dei giovani pesa sul tessuto sociale ed economico. Anche qui il rischio è quello di uno sviluppo a macchia di leopardo, con alcune aree virtuose e altre che rimangono indietro. Il Sud però non è solo numeri. La crescita economica convive con problemi strutturali: se da un lato l’occupazione aumenta, dall’altro l’esodo dei giovani e la scarsità di lavoro qualificato mettono a rischio il futuro. Tra il 2022 e il 2024 175mila 25‑34enni hanno lasciato il Meridione, di cui molti laureati. Questo fenomeno sottrae ogni anno al Sud oltre 6,7 miliardi di euro in formazione e competenze, più 1,2 miliardi verso l’estero. La sfida è chiara: trasformare la crescita in sviluppo stabile. Servono lavoro qualificato, infrastrutture sociali, sanità, scuole, trasporti e servizi culturali che rendano il territorio vivibile e attrattivo. La Puglia e la Basilicata mostrano oggi che la ripresa è possibile, ma senza politiche di coesione, reti di servizi e attenzione al capitale umano il rischio è che il Mezzogiorno cresca a macchia di leopardo, lasciando indietro chi vive nelle aree interne. Il futuro del Sud si gioca qui: trattenere i giovani, creare opportunità, attrarre investimenti, migliorare servizi e infrastrutture, garantire salari dignitosi. Se il Sud saprà gestire questa fase con visione e lungimiranza, potrà diventare un motore stabile di sviluppo per l’Italia intera. La Puglia e la Basilicata sono il laboratorio di questa sfida: mostrano che la ripresa non è un miraggio, ma una possibilità concreta, a patto che le persone restino al centro delle politiche e delle scelte economiche.
Aveva appena finito di scaricare le olive in un oleificio in provincia di Imperia e stava per rientrare in Puglia quando è accaduto l’incidente. È morto schiacciato dal rimorchio che stava tentando di agganciare al camion Francesco Ventrella, 56 anni, autotrasportatore di Turi. Aveva appena finito di scaricare le olive in un oleificio in provincia di Imperia e stava per rientrare in Puglia quando è accaduto l’incidente. La procura di Imperia ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo ma non risultano responsabilità da parte di terzi. Sembra che l’incidente sia stato provocato da un errore o un malfunzionamento del sistema di aggancio. Francesco Ventrella non ha fatto in tempo a scappare, il rimorchio si è mosso e l’uomo è rimasto schiacciato, senza alcuna via di scampo.
Tanti gli obiettivi raggiunti ma anche le sfide per il futuro Servizio di Donatella Azzone, montaggio di Maria Cristina Quintale. Intervista a Vito Genco, presidente consorzio “Mestieri di Puglia”.
E’ precipitato da un’altezza di diversi metri Perde l’equilibrio dal ponteggio e fa un volo di alcuni metri. E’ successo ieri mattina a Carpino, nel foggiano. Vittima dell’incidente un operaio edile di 58 anni, che è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di San Giovanni Rotondo. L’uomo stava lavorando all’allestimento del ponteggio di una palazzina. Sull’accaduto indagano i carabinieri.
E’ caduto da un’altezza di oltre 4 metri A Matera un operaio di 62 anni di Nova Siri è rimasto ferito a causa di un incidente avvenuto in tarda mattinata in contrada La Martella. L’uomo si trovava all’interno di un cestello caduto, per cause in corso di accertamento, da un’altezza di oltre 4 metri. Soccorso dal 118, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Madonna delle Grazie, dove è ricoverato in rianimazione. Nell’impatto al suolo avrebbe riportato gravi fratture, le sue condizioni sono al momento stabili.
Il segretario della Cgil ha spiegato ai lavoratori le ragioni della manifestazione che si terrà a Roma il prossimo 25 ottobre. “Vogliamo politiche industriali, investimenti di filiere strategiche, difesa dell’occupazione e delle competenze, formazione e potenziamento degli ammortizzatori sociali” – ha spiegato il segretario della Cgil. “Ci sono ritardi che vanno recuperati, tecnologici ed energetici – ha aggiunto Landini – perchè negli ultimi 30 anni la globalizzazione ha portato ad investimenti che hanno allungato le filiere produttive, delocalizzando, e quelli che erano definiti Paesi in via di sviluppo, oggi sono più sviluppati di noi”.
Chiedono certezze sul loro futuro lavorativo Servizio di Annamaria Rosato. Intervista a Antonio Grottole, lavoratore e Uilm Taranto
Il segretario della Cgil ha partecipato a due assemblee in vista della manifestazione nazionale di Roma Servizio di Anna De Feo, riprese di Roberto Cofano. Intervista a Maurizio Landini, segretario generale Cgil
Nel museo civico di Bari, il tavolo di presentazione con le realtà coinvolte, tra cui il Consorzio mestieri Puglia Servizio di Anna De FeoRiprese e montaggio di Orazio CorbacioInterviste a Vito Genco, presidente Consorzio mestieri Puglia; Gianfranco Gadaleta, JS coordinator programma interregionale Italia-Grecia 2021-2027
Era impegnato nella realizzazione di una vasca per la raccolta delle acque piovane Non si arresta la tragica catena dei morti sul lavoro in Puglia. L’ennesimo incidente si è consumato a Corsano, nel Salento, lungo la provinciale 187: è morto Antonio Marsano, 58 anni, operaio di una ditta edile di Matino. Durante la gettata di cemento per la realizzazione di una vasca di raccolta delle acque piovane, il solaio ha ceduto e l’uomo è precipitato nel vuoto per circa tre metri. I colleghi hanno tentato i primi soccorsi, ma il 58enne è deceduto sul colpo. Inutili anche i tentativi del 118. Sul posto carabinieri e ispettori dello Spesal per i rilievi. La Procura di Lecce ha disposto il trasferimento della salma al “Vito Fazzi” per l’autopsia. Accertamenti in corso per stabilire eventuali patologie o un malore improvviso. Sgomento nella comunità di Matino e tra i colleghi, di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro.
A denunciarlo è la Fiom Cgil, che rivolge l’ennesimo appello al Governo per salvare il settore Servizio di Antonio Maiellaro Montaggio di Maria Cristina Quintale Intervista: Michele De Palma – Segr. Gen. Fiom Cgil
Imprese sempre in difficoltà a reperire figure specializzate Servizio di Anna De Feo, montaggio di Pasquale D’Attoma. Intervista a Gianluca Budano, Direttore Arpal Puglia
Marino Porrelli, classe 1945, continua a curare i suoi vigneti nelle campagne tra Rutigliano e Noicattaro, incurante dei 30°. Manca la manodopera, dice, i giovani non ne vogliono sapere. Ci sono gli stranieri, soprattutto albanesi, ma ad agosto tornano a casa
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È accaduto in Salento, sulla provinciale tra Miggiano e Taurisano. Il mezzo è stato sequestrato Sergio Casarano, meccanico di 65 anni di Racale, titolare insieme al figlio Stefano della ditta Salento Meccanica – specializzata in assistenza tecnica e meccanica a mezzi pesanti – è morto a causa delle gravi ferite riportate mentre era intento a cambiare una ruota ad un tir in panne sulla provinciale Miggiano – Taurisano. L’operaio era arrivato dopo la richiesta di intervento tecnico fatta dal camionista. A causare l’incidente sarebbe stato il cedimento di uno dei cric utilizzati per l’intervento. L’operaio ha riportato un grave trauma cranico con ferita profonda. Soccorso da un’ambulanza del 118 è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Tricase, dov’è morto poco dopo. Sul posto gli agenti del commissariato di Taurisano e gli ispettori dello Spesal. Il magistrato di turno ha disposto il sequestro del mezzo.
Obiettivo del monitoraggio è verificare la situazione nei ghetti e negli insediamenti nel territorio per contrastare caporalato e sommerso Servizio di Michela Magnifico
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